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mercoledì 4 ottobre 2006 - ore 01:53


UN PO’ DI STORIA
(categoria: " Accadde Domani ")


Il 29 luglio del 1900 l’anarchico pratese Gaetano Bresci uccise il re d’Italia Umberto I sparandogli tre colpi di pistola mentre era in carrozza nel parco della Villa Reale di Monza. Bresci, operaio emigrato negli USA (a Patterson, nel New Jersey) dove era tra i fondatori della rivista "La questione sociale", aveva deciso di tornare in Italia e uccidere il re per vendicare la strage compiuta a Milano nel 1898, quando l’esercito aveva sparato sulla folla che manifestava, assassinando centinaia di persone (il numero esatto non è stato mai accertato); lo stesso Umberto I aveva decorato il generale Fiorenzo Bava Beccaris, che aveva comandato la strage, complimentandosi con lui per aver difeso la civiltà.




INNO INDIVIDUALISTA (inno a gaetano bresci)

Pria di morir sul fango della via,
imiteremo Bresci e Ravachol;
chi stende a te la mano, o borghesia,
è un uomo indegno di guardare il sol.
Le macchine stridenti
dilaniano i pezzenti
e pallide e piangenti
stan le spose ognor.
Restano i campi incolti
e i minator sepolti
e gli operai travolti
da omicidio ognor.
E a chi non soccombe si schiudan le tombe,
s’apprestin le bombe, s’affili il pugnal.
È l’azione l’ideal!
Francia all’erta, sulla ghigliottina,
tronca il capo a chi punirla vuol;
Spagna vil garrotta ed assassina;
fucila Italia chi tremar non suol.
In America impiccati,
in Africa sgozzati,
in Spagna torturati
a Montjuich ognor.
Ma la razza trista
del signor teppista
l’individualista
sa colpir ancor.
E a chi non soccombe si schiudan le tombe,
s’apprestin le bombe, s’affili il pugnal.
È l’azione l’ideal!
Finché siam gregge, è giusto che ci sia
cricca social per leggi decretar;
finché non splende il sol dell’anarchia
vedremo sempre il popol trucidar.
Sbirri, inorridite,
se la dinamite
voi scrosciare udite
contro l’oppressor.
Abbiamo contro tutti,
sbirri e farabutti,
e uno contro tutti
noi li sperderem.
E a chi non soccombe si schiudan le tombe,
s’apprestin le bombe, s’affili il pugnal.
È l’azione l’ideal!

Lev Tol’stoj commento così il regicidio: "Questi, li si vede sempre in uniforme militare con a fianco lo strumento dell’assassinio, la sciabola. L’assassinio è per essi un mestiere. Ma basta che uno di loro venga assassinato e li udirete recriminare e indignarsi"



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mercoledì 4 ottobre 2006 - ore 01:17


ANARCHIA E POESIA
(categoria: " Musica e Canzoni ")


IL GALEONE 1967 Testo di Belgrado Pedrini

Siamo la ciurma anemica
d’una galera infame
su cui ratta la morte
miete per lenta fame.
Mai orizzonti limpidi
schiude la nostra aurora
e sulla tolda squallida
urla la scolta ognora.
I nostri dì si involano
fra fetide carene
siam magri smunti schiavi
stretti in ferro catene.
Nessun nocchiero ardito
sfida dei venti l’ira?
pur sulla nave muta
l’etere ognun sospira.
Sorge sul mar la luna
ruotan le stelle in cielo
ma sulle nostre luci
steso è un funereo velo.
Torme di schiavi adusti
chini a gemer sul remo
spezziam queste catene
o chini a remar morremo!
Cos’è gementi schiavi
questo remar remare?
Meglio morir tra i flutti
sul biancheggiar del mare.
Remiam finché la nave
si schianti sui frangenti
alte le rossonere
fra il sibilar dei venti!
E sia pietosa coltrice
l’onda spumosa e ria
ma sorga un dì sui martiri
il sol dell’anarchia.
Su schiavi all’armi all’armi!
L’onda gorgoglia e sale
tuoni baleni e fulmini
sul galeon fatale.
Su schiavi all’armi all’armi!
Pugnam col braccio forte!
Giuriam giuriam giustizia!
O libertà o morte!
Falci del messidoro
spighe ondeggianti al vento
voi siate i nostri labari
nell’epico cimento.



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giovedì 28 settembre 2006 - ore 03:50



(categoria: " Vita Quotidiana ")


trapassato dal futuro

non so...sto vivendo quello che poi ricorderò...sto sbagliando...andando verso la vita...rapito da soffici disorientamenti...estremi stordimenti...si si...sto sbagliando...dovrei essere idiota...sofferente...umiliato...sorridente...inutile.....scusami dio se sono empio...e soprattutto se ne sono contento.



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giovedì 28 settembre 2006 - ore 03:43


quando si dice la par condicio
(categoria: " Vita Quotidiana ")


denuncia della vita all’uomo

serioso mi rimiravi col tuo
caldo
rogo in mano.
m’hai tradito.
skifoso,
d’ignara compagnia
col tuo dio ti confidasti.
in intimità lo chiamasti con il tuo nome.
specchio d’oblio lasciato al fuoco è il tuo amore,
menti e pensi sia stata io a mentire.

più fugace d’una rosa la morte ti rese,
senza possibilità di splendere.
muffe sulle spalle ti trascini appresso,
querule ed insidiose le parole gioviali
la tua fiducia hanno minato
tutt’intorno al tuo unico possedere
paranoia.

con il cazzo in tiro mi rubasti alla terra e alla mia innocenza.
di volta in volta son tornata funesta, mi vedesti, mai hai capito
la mia ira.

ridiscendo solo nelle menti a te più sconvenienti
che di buon grado m’accettano:
tribù sole.
giunta è l’ora mio peggior nemico
mi vedi solo al crepuscolo
aizzante una guerra di fetide seghe.
in chi ha la pace nel cuor il più acceso risentimento tramo.
e voi
mie protette creature:
guaite d’appestate risa.


denuncia della vita alla donna

mi ti donai in grembo e crescesti uomini futili
con gran buchi di culo e gran bocche da cazzi.
fulgida mi proclamo a te, gioia desiderata o meno ti rendo ancora,
e ancora mi disonori con figli stupidi.
sottomessa fosti alla mesta virilità maschile
e per vendetta gli spappolasti il cuore fra le gambe,
lo lasciasti, con serica depressione, solo.

resa fragile ed obbediente, meravigliosa creatura quanto mi somigli!
meraviglie mi si aprivano davanti quando ancora potevo balbettare
pace,
quando le tue mani e i tuoi morsi ancor facevano piacere,
anche nella punizione di un tuo sguardo ferito.

disimparasti a vivere e lo insegnasti,
per non vedere il tuo uomo debole,
ai tuoi figli.
quanto amore sprecasti:non ce ne sono che tracce al mondo.
quanto odio sprecasti:ce ne solo un cupo mormorio di sottofondo.

spegnesti il fuoco e lasciasti solo gelo:
dove l’organo maschile da annoiati colpi rabbiosi;
dove le lacrime son di malcelata disperazione.





sono soltanto i figli...dei figli...dei figli....a rimetterci...nelLA STRAGE DEGLI INNOCENTI

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giovedì 28 settembre 2006 - ore 03:35


QUANDO NON RESTA PIU’ NIENTE
(categoria: " Sport ")


killing pain

sudato.
meravigliato.
skifato.
l’umanità tollera l’imbecillità.
l’imbecille tollera gli umani.
l’esistenza:
gastrite senza conseguenze
un’ira vuota che diventa consapevolezza
un buco in cui i passi si perdono
e trascinano
fuck
i’m mad
i killed pain



Bukowski...un maestro....sotto certi punti di vista...magari bisogna specificare che questa è mia...che attribuire una cazzata a lui...non è da fare...

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mercoledì 27 settembre 2006 - ore 04:13


chi è con me?....hi hi hi...hi
(categoria: " Vita Quotidiana ")




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mercoledì 27 settembre 2006 - ore 04:09


oggi sono un pò acido.....
(categoria: " Poesia ")


achtung!

l’estenuante ricerca di te in dio debole ti rese:
l’illusione volubile d’ogni sorgere ti castra.
fingesti dio per importi una punizione e una colpa
per il tuo non saper vivere.
fosti tu uomo, infestato di dogmi, la causa del mio rancore.
se io non fossi libero, molti dei tuoi simili avrei già ucciso.
resta guardingo, però, che la mia libertà è irata.
dunque.........



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mercoledì 27 settembre 2006 - ore 03:53


a volte il sonno non viene
(categoria: " Pensieri ")


another cigarette’s thing

tutto così meccanico...scontato.....io sono sempre in anticipo...e io mi annoio...la situazione necessita sempre un’altra sigaretta.




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mercoledì 27 settembre 2006 - ore 03:45


eh...sono ancora parole mie
(categoria: " Poesia ")


chrysalis in crisis

appeso ad un capello...
con il sangue alla testa...
avvolto in filamenti appiccicosi...
come una larva:
pendo.....
una spada di damocle..
sulla testa di un altro me...
quello che si presta alla squallida realtà...
che aspetta di vivere...
e sopporta il peso degli uomini...
della loro indecenza esistenziale.


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mercoledì 27 settembre 2006 - ore 03:42


eh....beh?
(categoria: " Poesia ")


sono una particella di sodio in acqua lete

sono
una particella grigia...
che svolazza...pesante.
sono
qui per rovinare tutto...
a tutti...
che non abbiate piena soddisfazione...
che abbiate sempre
una punta di tristezza
di ira
di smonamento
sono
...

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