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martedì 26 settembre 2006 - ore 04:11


e sono ancora loro....
(categoria: " Musica e Canzoni ")


MARLENE KUNTZ

Bellezza

Noi sereni e semplici o cupi ed acidi,
noi puri e candidi o un po’ colpevoli
per voglie che ardono:

noi cerchiamo la bellezza ovunque.

E noi compresi e amabili o offesi e succubi
di demoni e lupi, noi forti ed abili
o spenti all’angolo:

Noi cerchiamo la bellezza ovunque.
E passiamo spesso il tempo così,
senza utilità (quella che piace a voi)
senza utilità (perché non serve a noi)



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lunedì 25 settembre 2006 - ore 02:17


LE VOYANT
(categoria: " Poesia ")


Lettera del veggente
di Arthur Rimbaud

A Paul Demeny
Charleville, 15 maggio 1871

[...]
Io è un altro. Se l’ottone si desta tromba, non è certo per colpa sua. La cosa mi pare ovvia: io assisto allo sbocciare del mio pensiero: lo guardo, lo ascolto: do un colpo d’archetto; la sinfonia si agita nelle profondità, oppure salta con un balzo sulla scena.
Se i vecchi imbecilli non avessero trovato dell’Io che il significato falso, non avremmo da spazzar via questi milioni di scheletri che, da tempo infinito, hanno accatastato i prodotti del loro guercio intelletto, proclamandosene fieramente gli autori!
[...]
Funzionari, scrittori: autore, creatore, poeta, quest’uomo non è mai esistito!
Il primo studio dell’uomo che voglia essere poeta è la sua propria conoscenza, intera; egli cerca la sua anima, l’indaga, la tenta, l’impara. Appena la sa, deve coltivarla; la cosa sembra semplice: in ogni cervello si compie uno sviluppo naturale; tanti egoisti si proclamano autori; ce ne sono molti altri che si attribuiscono il proprio progresso intellettuale! - Ma si tratta di fare l’anima mostruosa: come i comprabambini, insomma! Immagini un uomo che si pianti verruche sul viso e le coltivi.
Io dico che bisogna esser veggente, farsi veggente.
Il Poeta si fa veggente mediante un lungo, immenso e ragionato disordine di tutti i sensi. Tutte le forme d’amore, di sofferenza, di pazzia; egli cerca se stesso, esaurisce in sé tutti i veleni, per non conservarne che la quintessenza. Ineffabile tortura nella quale ha bisogno di tutta la fede, di tutta la forza sovrumana, nella quale diventa il grande infermo, il grande criminale, il grande maledetto, - e il sommo Sapiente! - Egli giunge infatti all’ignoto! Poiché ha coltivato la sua anima, già ricca, più di qualsiasi altro! Egli giunge all’ignoto, e quand’anche, smarrito, finisse col perdere l’intelligenza delle proprie visioni, le avrà pur viste! Che crepi nel suo balzo attraverso le cose inaudite e innominabili: verranno altri orribili lavoratori; cominceranno dagli orizzonti sui quali l’altro si è abbattuto!
[...]
Dunque il poeta è veramente un ladro di fuoco.
Ha l’incarico dell’umanità, degli animali addirittura; dovrà far sentire, palpare, ascoltare le sue invenzioni; se ciò che riporta di laggiù ha forma, egli dà forma; se è informe, egli dà l’informe, Trovare una lingua; - Del resto, dato che ogni parola è idea, verrà il tempo di un linguaggio universale! [...]
Questa lingua sarà dell’anima per l’anima, riassumerà tutto: profumi, suoni, colori; pensiero che uncina il pensiero e che tira. Il poeta definirebbe la quantità di ignoto che nel suo tempo si desta nell’anima universale: egli darebbe di più - della formula del suo pensiero, della notazione della sua marcia verso il Progresso! Enormità che si fa norma, assorbita da tutti, egli sarebbe veramente un moltiplicatore di progresso!
Quest’avvenire sarà materialista, come lei vede; - Sempre piene di Numeri e di Armonia, queste poesie saranno fatte per restare.
[...]
L’arte eterna avrebbe la sua funzione, così come i poeti sono cittadini! La Poesia non ritmerà più l’azione; sarà più avanti.
Nel frattempo, chiediamo ai poeti del nuovo, - idee e forme. Ogni mestierante potrebbe credere ben presto di aver soddisfatto tale domanda. - No, non è questo!
I primi romantici sono stati veggenti senza rendersene ben conto; la cultura delle loro anime ha preso inizio dagli accidenti. [...] Lamartine talvolta è veggente, ma strozzato da una forma vecchia. - Hugo, benché troppo testardo, ha pure, delle cose viste negli ultimi volumi: I Miserabili sono una vera poesia.
[...]
I secondi romantici sono molto veggenti; Th. Gautier, Lec. de Lisle, Th. de Banville. Ma siccome indagare l’invisibile e udire l’inaudito è cosa diversa dal riprendere lo spirito delle cose morte, Baudelaire è il primo veggente, il re dei poeti, un vero Dio. Purtroppo egli ha vissuto in un ambiente troppo artistico; e la forma tanto vantata in lui è meschina: il rinvenimento di cose ignote richiede forme nuove.
[...]
La nuova scuola, detta parnassiana, ha due veggenti, Albert Mérat e Paul Verlaine, un vero poeta. - Ecco. - Così, studio di rendermi veggente. [...]

A. Rimbaud



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lunedì 25 settembre 2006 - ore 01:58


a cigarette’s thing
(categoria: " Vita Quotidiana ")


e non resta che sedersi...aspettare...di avere qualcosa da dire...aspettare che una paranoia si impossessi di te...o al limite un sogno vano....aspettare...e aspettando...se nessuna di queste cose succede.....addormentarsi senza accorgersi...narcolessia indotta...si vedono delle cose in questo stato...addormentati scomodamente...magari non si dorme...si è solo in trance...in tranches...il tempo si dilata...senza parametri...le immagini scorrono...o sfarfallano...non si interpretano...perchè sono nude...



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venerdì 22 settembre 2006 - ore 02:59


QUESTA E’ MIA!!!da non crederci
(categoria: " Poesia ")


della mia fede

fuochi scuotono appena il cuore,
le parole d’aiuto! ah! il dolore!?
mercenarie frasi ad ingannare,
scintilla di freni è il penare.
gli occhi cupi di sereno
indicano il cielo che violeremo:
ne paradiso, ne inferno, nulla!
dormiremo qui nella nostra culla.

nella fede in un futuro
vomita del presente la falsità,
odia dell’amore lo spergiuro,
un male che procura cecità
una dolce inebriante confusione
che intenerisce, indebolisce,
uccide di disperazione,
sull’illusione che nulla finisce.

nel frattempo il cuore stringimi,
tra le spira dammi dolcezza,
l’anima e il corpo spingimi
dove soffoca la soltezza,
di desio purificami,
nell’incubo assali il mio orrore,
di note dionisiache ristorami
per una libertà senza rumore.
cresciamo tra ciò che ci incanta
addormentandoci tra chi sogna,
fermando il tempo mentre tutto si schianta.



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mercoledì 20 settembre 2006 - ore 02:50



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Giacomo Leopardi

Canto notturno di un pastore errante dell’Asia

Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
Silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
Contemplando i deserti; indi ti posi.
Ancor non sei tu paga
Di riandare i sempiterni calli?
Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
Di mirar queste valli?
Somiglia alla tua vita
La vita del pastore.
Sorge in sul primo albore;
Move la greggia oltre pel campo, e vede
Greggi, fontane ed erbe;
Poi stanco si riposa in su la sera:
Altro mai non ispera.
Dimmi, o luna: a che vale
Al pastor la sua vita,
La vostra vita a voi? dimmi: ove tende
Questo vagar mio breve,
Il tuo corso immortale?

Vecchierel bianco, infermo,
Mezzo vestito e scalzo,
Con gravissimo fascio in su le spalle,
Per montagna e per valle,
Per sassi acuti, ed alta rena, e fratte,
Al vento, alla tempesta, e quando avvampa
L’ora, e quando poi gela,
Corre via, corre, anela,
Varca torrenti e stagni,
Cade, risorge, e più e più s’affretta,
Senza posa o ristoro,
Lacero, sanguinoso; infin ch’arriva
Colà dove la via
E dove il tanto affaticar fu volto:
Abisso orrido, immenso,
Ov’ei precipitando, il tutto obblia.
Vergine luna, tale
È la vita mortale.

Nasce l’uomo a fatica,
Ed è rischio di morte il nascimento.
Prova pena e tormento
Per prima cosa; e in sul principio stesso
La madre e il genitore
Il prende a consolar dell’esser nato.
Poi che crescendo viene,
L’uno e l’altro il sostiene, e via pur sempre
Con atti e con parole
Studiasi fargli core,
E consolarlo dell’umano stato:
Altro ufficio più grato
Non si fa da parenti alla lor prole.
Ma perché dare al sole,
Perché reggere in vita
Chi poi di quella consolar convenga?
Se la vita è sventura
Perché da noi si dura?
Intatta luna, tale
È lo stato mortale.
Ma tu mortal non sei,
E forse del mio dir poco ti cale.

Pur tu, solinga, eterna peregrina,
Che sì pensosa sei, tu forse intendi,
Questo viver terreno,
Il patir nostro, il sospirar, che sia;
Che sia questo morir, questo supremo
Scolorar del sembiante,
E perir dalla terra, e venir meno
Ad ogni usata, amante compagnia.
E tu certo comprendi
Il perché delle cose, e vedi il frutto
Del mattin, della sera,
Del tacito, infinito andar del tempo.
Tu sai, tu certo, a qual suo dolce amore
Rida la primavera,
A chi giovi l’ardore, e che procacci
Il verno co’ suoi ghiacci.
Mille cose sai tu, mille discopri,
Che son celate al semplice pastore.
Spesso quand’io ti miro
Star così muta in sul deserto piano,
Che, in suo giro lontano, al ciel confina;
Ovver con la mia greggia
Seguirmi viaggiando a mano a mano;
E quando miro in cielo arder le stelle;
Dico fra me pensando:
A che tante facelle?
Che fa l’aria infinita, e quel profondo
Infinito seren? che vuol dir questa
Solitudine immensa? ed io che sono?
Così meco ragiono: e della stanza
Smisurata e superba,
E dell’innumerabile famiglia;
Poi di tanto adoprar, di tanti moti
D’ogni celeste, ogni terrena cosa,
Girando senza posa,
Per tornar sempre là donde son mosse;
Uso alcuno, alcun frutto
Indovinar non so. Ma tu per certo,
Giovinetta immortal, conosci il tutto.
Questo io conosco e sento,
Che degli eterni giri,
Che dell’esser mio frale,
Qualche bene o contento
Avrà fors’altri; a me la vita è male.

O greggia mia che posi, oh te beata,
Che la miseria tua, credo, non sai!
Quanta invidia ti porto!
Non sol perché d’affanno
Quasi libera vai;
Ch’ogni stento, ogni danno,
Ogni estremo timor subito scordi;
Ma più perché giammai tedio non provi.
Quando tu siedi all’ombra, sovra l’erbe,
Tu se’ queta e contenta;
E gran parte dell’anno
Senza noia consumi in quello stato.
Ed io pur seggo sovra l’erbe, all’ombra,
E un fastidio m’ingombra
La mente, ed uno spron quasi mi punge
Sì che, sedendo, più che mai son lunge
Da trovar pace o loco.
E pur nulla non bramo,
E non ho fino a qui cagion di pianto.
Quel che tu goda o quanto,
Non so già dir; ma fortunata sei.
Ed io godo ancor poco,
O greggia mia, né di ciò sol mi lagno.
Se tu parlar sapessi, io chiederei:
Dimmi: perché giacendo
A bell’agio, ozioso,
S’appaga ogni animale;
Me, s’io giaccio in riposo, il tedio assale?

Forse s’avess’io l’ale
Da volar su le nubi,
E noverar le stelle ad una ad una,
O come il tuono errar di giogo in giogo,
Più felice sarei, dolce mia greggia,
Più felice sarei, candida luna.
O forse erra dal vero,
Mirando all’altrui sorte, il mio pensiero:
Forse in qual forma, in quale
Stato che sia, dentro covile o cuna,
È funesto a chi nasce il dì natale.



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mercoledì 20 settembre 2006 - ore 02:27


NON HAI NEMMENO UN SINTOMO?....NON TI SENTI.....SINTOMATICO?
(categoria: " Scienza e Tecnica ")


DISTURBO BORDERLINE

Il disturbo borderline deriva il suo nome dall’antica classificazione dei disturbi mentali come nevrosi o psicosi, situandosi questi pazienti al limite della psicosi, pur non giugendo agli estremi delle psicosi gravi come la schizofrenia.
Secondo il DSM IV TR un disturbo di personalità rappresenta un modello di esperienza interiore e di comportamento che devia marcatamente rispetto alle aspettative della cultura dell’individuo, è pervasivo e inflessibile, esordisce nell’adolescenza o nella prima età adulta, è stabile nel tempo, e determina disagio o menomazione. I disturbi di personalità si distunguono per semplicità in tre grandi gruppi A, B e C in base ad analogie descrittive. Il gruppo A include i disturbi di personalità paranoide, schizoide e shizotipico. Gli individui con questi disturbi spesso appaiono strani o eccentrici. Il gruppo B comprende i disturbi di personalità antisociale, borderline, istrionico e narcisistico . Gli individui con questi disturbi appaiono spesso amplificativi, emotivi o imprevedibili. Il gruppo C comprende i disturbi di personalità evitante, dipendente ed ossessivo compulsivo. Gli individui con questi disturbi appaiono spesso ansiosi o paurosi.

SINTOMI

Le caratteristuche essenziali di questo disturbo sono una modalità pervasiva di instabilità delle relazioni interpersonali, dell’autostima e dell’umore e una marcata impulsività, che iniziano nella prima età adulta e sono presenti in una varietà di contesti, come indicato da cinque (o più) dei seguenti sintomi:
Frequenti ed immotivate oscillazioni dell’umore
Persistente instabilità nell’immagine di sé
Frequenti ideazioni suicide o comportamenti autolesivi o mutilanti
Senso cronico di vuoto
Paura dell’abbandono, che spinge spesso a comportamenti manipolatori atti ad evitare lo stesso
Comportamenti impulsivi in aree a rischio (quali gioco d’azzardo, guida spericolata, abuso di sostanze)
Sintomi dissociativi infrequenti e comunque circoscritti a periodi di particolare stress
Frequente disforia e marcata reattività emotiva
Incapacità di controllare la rabbia

TRATTAMENTO

È consigliabile un approccio integrato tra psicoterapia e farmacoterapia, quest’ultima a base di stabilizzatori dell’umore (al litio si preferisce il valproato) ad ansiolitici, se necessari, ed antidepressivi, i quali andranno sospesi al minimo sospetto dell’inizio di un periodo di mania.



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venerdì 15 settembre 2006 - ore 03:00


Cameriere sadomaso per l’Oktoberfest
(categoria: " Pensieri ")


Novità al prossimo Oktoberfest di Monaco: le cameriere indosseranno sì il ’dirndl’, il costume tradizionale bavarese, ma rigorosamente di pelle e in versione sadomaso, condito da un pizzico di gusto vintage anni Ottanta. La ’Lederdirndl-Kollektion’ è stata presentata in anteprima a Berlino dallo stilista Daniel Rodan




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venerdì 15 settembre 2006 - ore 02:39


quale il prossimo?
(categoria: " Scienza e Tecnica ")



POVERO ASINO....

Il network gestito da MetaMachine ha raggiunto un accordo con i discografici Usa
Pagherà 30 milioni di dollari prima di trasformarsi in rivenditore di file musicali
Edonkey cede alle major e chiude
crolla un baluardo del peer to peer

ROMA - "The eDonkey2000 Network is no longer available". Con questo laconico avviso in inglese milioni di navigatori in tutto il mondo hanno scoperto che anche l’ultimo grande sito per lo scambio peer to peer di file video e musicali ha alzato bandiera bianca davanti all’offensiva delle major decise a impedire la circolazione gratuita dei loro prodotti.

Sulla ormai spoglia home page di eDonkey.com si può leggere anche un monito che la dice lunga sulla scelta che ha portato MetaMachine, la società che gestiva il network, ad arrendersi alla Riia, la confindustria dei discografici statunitensi: "If you steal music or movies, you are breaking the law". "Se rubi musica o film stai violando la legge", ammonisce il sito, ricordando che "tribunali nel mondo, compresa la Corte Suprema degli Stati Uniti, hanno determinato che aziende ed individui possono essere perseguiti per il download illegale".

Comunicazioni ufficiali non ce ne sono state, ma la notizia della chiusura di eDonkey sta facendo il giro della rete attraverso i forum specializzati. Stando alle indiscrezioni, MetaMachine avrebbe concluso una transazione per uscire dalla causa intentatagli dai discografici. L’accordo prevederebbe il pagamento di 30 milioni di dollari e la cessazione della distribuzione dei client eDonkey2000, Overnet ed altri.

L’amministratore delegato di MetaMachine, Sam Yagan, si è limitato a spiegare che la sua azienda "convertirà la base di utenti eDonkey in un online content retailer che opererà in un ambiente peer to peer chiuso quando raggiungeremo un accordo con la Riaa".

EDoneky era uno degli ultimi grandi network per lo scambio gratuito di file musicali dopo le chiusure o la "riconversione" in retailers, ovvero in rivenditori, di tutti gli altri grandi siti, a cominciare dal pioniere Napster fino all’europeo Kazaa.



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giovedì 14 settembre 2006 - ore 01:54


e poi dite che bush non è figo
(categoria: " Musica e Canzoni ")


fsf

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giovedì 14 settembre 2006 - ore 01:29


ecco le rivoluzioni....possibili...sti illuministi...e mi lamentavo di voltaire!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sono colorati e hanno forme giocose, di paperella o delfino
Ormai si trovano un po’ ovunque ma in confezioni "mimetiche"
Nuova rivoluzione francese
i sex-toys al supermercato

PARIGI - I tempi cambiano e cambia il comune senso del pudore. Il Sessantotto è lontanissimo ma la rivoluzione in Francia va avanti. E ormai si trovano ovunque, persino sugli scaffali dei supermercati, quelli che vengono definiti sex-toys. Sono colorati e hanno le forme più strane, di paperella o di pinguino. Per capire la portata del fenomeno basta pensare che alla fine del 2004 solo il 14% dei francesi dichiarava di utilizzare un vibromassaggiatore, contro il 45% di inglesi, americani ed australiani. Ora la tendenza è decisamente cambiata.

"I nostri studi sui consumatori mostrano che il 70% dei francesi si dice pronto a sperimentare nuove forme di sessualità, mentre il 60% dichiara di parlare apertamente dei propri desideri in ambito sessuale", dice al quotidiano Liberation il responsabile marketing della catena di farmacie Parashop, Emmanuel Bidault.
Da Parashop i vibromassaggiatori Durex sono in vendita da giugno, disponibili in tre modelli. E nei supermercati si possono trovare anelli stimolanti, che si vendono insieme alle classiche confezioni di preservativi Durex e Manix.

Il pudore dei clienti è salvaguardato grazie a confezioni opache e poi, come sottolinea Liberation, si tratta di oggetti che solo "gli iniziati" conoscono e che quindi la gran parte della gente non nota nemmeno.

Anche i grandi magazzini parigini Printemps hanno deciso di aprire le porte ai nuovi sex-toys, con un reparto dedicato ai giochi erotici. La responsabile delle vendite Elodie Bruno, spiega che "quando è stata aperta la prima boutique specializzata a Parigi la clientela era composta da un target piuttosto libertino, ora da Printemps la clientela si è diversificata e mescola persone di ogni età e classe sociale".

Soprattutto perché nei grandi magazzini le cose sono fatte con stile: i sex-toys sono chic ed eleganti, "totalmente sdrammatizzanti" secondo Elodie Bruno grazie alle loro forme buffe (paperelle, delfini) e ai colori confortanti (il rosa la fa da padrone). Bandita la pornografia, si tratta di oggetti che evocano "erotismo e femminilità " sottolinea la Bruno.

Nel Marais, quartiere parigino sede della comunità gay, sono ancora poche le boutique che espongono sex-toys in vetrina. Il negozio Dollhouse, aperto da Caroline Boitiaux, mette in mostra completini intimi lasciando i giochi erotici nascosti nel piano sotterraneo: secondo la donna "queste cose sono confidenziali".

Se i francesi vogliono comprare sex-toys, infatti, spesso lo fanno "attraverso internet e le vendite per corrispondenza" spiegano alla Durex.
Il catalogo di vendite per corrispondenza francese Camif, infatti, tra jeans, magliette e set di coltelli da cucina propone anche diversi modelli di vibromassaggiatori e sex-toys e uno speciale cofanetto ’only for men’.

(13 settembre 2006)



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