«Ciò che ci divide non è il fatto che noi non troviamo nessun Dio, né nella storia, né nella natura, né dietro la natura, - ma che quello che è stato adorato come Dio noi non lo troviamo affatto "divino", ma al contrario pietoso, assurdo, dannoso, non solo perché è un errore, ma perché è un crimine contro la vita... »
(Friedrich Nietzsche)
NON SONO CERTIFICATO IN QUANTO NON ESISTENTE
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sabato 18 novembre 2006 - ore 02:42
(categoria: " Vita Quotidiana ")
venerdì 17. ho dormito tutto il giorno. non voglio muovere un muscolo uno. già battere i tasti della tastiera mi infastidisce. mi dicono dalla regia che sono uscito dal periodo buio. ma che ne sa, la regia?
ho un po di voltastomaco.
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martedì 14 novembre 2006 - ore 01:41
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ho voglia di scrivere da sbronzo. mi succede spesso ultimamente. non sono dunque uno scrittore - hahahahahahhahaha - che scrive da sobrio. diciamo che se non ci fosse lalcol io non esisterei. ma contando che scrittore non sono, non esisto comunque. è che stasera mi sento di sputtanarmi. mi sento di sputare fuori un po di rospi che da mesi mi stanno in gola. non li sputo qui, perchè fa poco fine. ma se quella lei rispondesse al mio essemmesse, probabilmente li sputerei li, i miei rospi psichedelici. daltronde ci si adatta ai tempi, e lessemmesse è un aggiornamento. stasera sto pensando a sta donna come mai, il che è un segnale. sono stato sfottuto per dei giorni dai miei amici, e me la prendevo non poco. è il secondo segnale. ci penso anche se nessuno me la ricorda, quindi è il terzo segnale. e non so se bisogna farli esplodere, sti segnali, e abbandonarsi ad essi.
diocan mi sa che mi sono innamorato, o sono in fase di innamoramento ma non riesco a portare a termine quello che provo. sì, insomma, non deve rimanere un cazzo di post in un blog ebbbete come questo. cerco i fatti. non i fatti in piazza, i fatti, in generale.
ma cè sempre quel muretto per il quale non ci si vuole esporre, e al tempo stesso non si vuole illudere chi hai davanti. sempre che chi hai davanti ti accetti. ma dire certe cose è difficile, a diciassette anni come a ventisette. forse anche a trentasette, solo che hai più esperienza. creddaghe.
scrivo tantissimo ultimamente...e non va bene.
è evidemte che ho bisogno di sfogarmi, ma se continua così, mi sfogo su qualcuno. o qualcosa. sto accumulando quella che chiamo merda mentale, sto accumulando quella che si chiama paranoia. e sono sempre troppo sincero su sto blog. dovrei farmi un account su splinder e scrivere li, come anonimo, coglione, pezzo di merda.
ma sono troppo pigro per attivarmi un account li. quindi sticazzi.
non leggetemi troppo.
bacini e unicum.
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lunedì 13 novembre 2006 - ore 16:55
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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sabato 11 novembre 2006 - ore 23:03
(categoria: " Vita Quotidiana ")
serata di apatia spinta. non ho voglia di uscire. non voglio vedere gente, che beve, che si diverte. non voglio nemmeno divertirmi, stasera. non voglio bere unicum ne altri alcolici più blandi. non voglio sentire musica, non voglio muovere nessun muscolo e collassare. magari guardare il soffitto un paio dore, come Donnie Narco. ah, bella francesca anche al mattino, e con un polso incalcato. anche se per pochi secondi. daltronde son lussi che non tutti si possono permettere. permettere. permettere. permettere. permettere. ho come voglia di decostruire la mia camera. adius.
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mercoledì 8 novembre 2006 - ore 00:44
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Quando ho detto "io ti amo" lo pensavo per davvero, ti ho incontrata in una piazza che sembrava un cimitero. Io non ti piacevo molto, non ti piaccio neanche adesso, non so qual è il motivo per cui sono un po’ depresso. Non mi sopporto più. Quanto ti amo! La linea del momento è sempre la più estrema. La linea del momento, ora, è contro il sistema. Prima ero più convinto, ora non ho più le idee chiare, non voglio restar solo ma non venitemi a chiamare! Non mi sopporto più. Quanto ti amo! Un anarchico di centro, un nazista di sinistra, un comunista naziskin, un sessista femminista!
Non ho più un’identità! Forse non l’hai mai avuta!! Ma in fondo cosa me ne frega di seguire dei principi, preferisco l’incoerenza e cago sopra ai vostri miti! Ora mi sento molto meglio, sono onesto con me stesso, mi viene voglia di gridare, non mi potete più fermare! non capisco, ma questa canzone mi rispecchia al duecento per cento. grazie ai bellicosi per aver trascritto il mio pensiero, grazie ai bellicosi perchè come ogni cosa bella son finiti presto. bisognerebbe disintegrare ogni sentimento temporaneo e assumere sentimenti ed emozioni infiniti, assoluti. che non dipendano dallo spazio, dal tempo. sì, gli uomini scimmia che popolano questo pianeta tendono all’infinito. c’è chi si accontenta del presente, chi brama il futuro e ci si affida, chi invece tiene il passato come esperienza finita, quindi merda. l’assolutismo è pericoloso, regala un po’ di coerenza, un po’ di tranquillità nei confronti del mondo ipocrita. ma una solida coerenza, non è poi un accumulo di stupidità? una chiusura mentale, un muretto in cemento armato di quattro metri di altezza nel cervello? sì, insomma, come un cannello di fumo pacco: lo fumi, sballa un po’ e non ti è rimasto niente in mano. sì, il piacere del gusto, della compagnia te li perdi. credo di non essere fatto per questo mondo, credo. ma nemmeno questo mondo è fatto per me. stasera m’han detto che un mio amico soffre di bipolarità. detta così sembra una cazzata, ma è un disturbo molto grave, a livello mentale. cose che hanno a che vedere con sdoppiamenti di personalità e altri termini che danno a tutto il discorso qualcosa di cupo che non voglio trasmettere in questo momento. fatto sta che alla fine non mi ha stupito molto, conoscendolo da quando avevo 16 - 17 anni. sì, insomma normale non è mai stato. ma chi dei miei amici era normale? ma chi dei miei amici E’ normale? ma chi è normale? bho. avrei forse bisogno di capire da che malattia sono affetto io, o almeno affettato.
me la faccio diagnosticare. almeno ho un foglio di carta che certifica i miei atteggiamenti malati. poi penso che un po’ tutti son malati, soprattutto i normali. insomma per comprarsi una macchina da 30000 euri (spero che gli zeri sian giusti, era un trentamila) non si è normali. o chi lavora per comprarsi l’auto figa, normale non è. ci sono duemila altri modi per spendere tutti quei soldi, insomma. tutto questo per dire che normale non è nessuno, siamo tutti malati a modo nostro. chi più chi meno. io i trentamila li spenderei per una fornitura a vita di unicum. poi col resto ci penso. che moneta usano in ungheria?
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martedì 7 novembre 2006 - ore 17:09
(categoria: " Vita Quotidiana ")
lultima lucky strike. metà pomeriggio. ore di lavoro davanti. ore di lavoro dietro. notti in piedi. notti a piedi. erano mesi che non mi risvegliava una voce dolce come quella di ieri. sempre il tono metallico standard© del cellulare. peccato fossi in ritardo. oggi mattinata buttata, pomeriggio semi produttivo ma faremo fruttare la nottata. per forza.
un paio di unicum stasera non me li toglie nessuno.
*** la mutter è la visitatrice numero 7777. agorafobic la invita formalmente al ritiro del premio: una serata a base di unicum e caffè.
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giovedì 2 novembre 2006 - ore 23:21
(categoria: " Vita Quotidiana ")
sono, decisamente, incazzato. anzi, INCAZZATO. ho i nervi ancora tesi malgrado 8 unicum, e sono profondamente lucido e attivo, il che vuol dire o che sono assuefatto all’amaro ungherese o che i nervi mi stanno tenendo sobrio. odio essere ignorato. ma soprattutto odio essere preso per il culo da chi pago facendomi le notti davanti a ’sta merda di pc, che (tra parentesi) ha la ventola in cacca e funziona con un ventilatore anni 70 piantato davanti alla cpu, onde evitare spegnimenti improvvisi e fusione di materiale elettrico. sì, insomma, la pretendo una cazzo di revisione in due settimane. la pretendo. poi se mi fai tirar pacco alla laurea di una delle mie migliori amiche, allora pretendo anche il risarcimento morale. invece mi prendi anche per il culo. al che ho voglia di rigarti l’auto nuova, e magari telefonare a tua moglie e dirgli che sei un puttaniere, cose così. invece ho intenzioni molto meno brutali. ti sputtano in presentazione, magari, davanti al grande capo bianco, presentando un paio di tavole fuori programma, come il progetto golgotha e il sepolcrum. alla faccia della pasqua duemilaesette. di solito so sempre cosa non devo fare, o almeno me ne rendo conto. ’sto giro farò proprio quello che non devo. giusto per rendere più frizzanti le giornate, e per ravvivare un po’ sta vita demmerda. punto.
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martedì 31 ottobre 2006 - ore 01:48
(categoria: " Vita Quotidiana ")
stasera ho bevuto tanto unicum. ma tanto tanto. e dovrei lavorare un paio dore, ma stasera non cho cazzi. tanto non sono un professionista, io.
posso permettermi di sfanculare quei due clienti che mi trovo attorno, come un ian curtis degli anni 70. prima che morisse, insomma. perchè sì, non mi puoi chiamare alle dieci di sera e pretendere lavori assurdi per le otto del giorno dopo. sono già al terzo unicum, che comincia a prendermi allegro, tu mi chiami e mi chiedi un visual così, come fossi merlino che torno a casa mi faccio una pippa mentale, ed ho il lavoro li. nah. oltre alla grafica porto avanti anche il mio alcolismo. e stasera ha vinto il cazzeggio, ciccio, cè poco da fare.
però posso affermare che mi sto invaghendo di una personaggia, ma in maniera diversa rispetto ai deliri precedenti. solo che quando mi deciderò a fare io il passo decisivo, sarà troppo tardi, il bianconiglio corre più veloce di me. e il più delle volte son troppo sbronzo per inseguirlo. speriamo che il bianconiglio si azzoppi da solo, così lo prendo e lo faccio con le patate, che è la morte sua.
poi penso al coniglio che pilli regalò alla sua donna, ma morì dopo due giorni perchè era allergico allhashish. così andò col cadaverino coniglioso al mercato dicendo che non gli era durato una settimana, insomma era un coniglio pacco. i mercatari - coloro che hanno una bancarella al mercato - glielhanno sostituito, ma è morto anche quello dopo qualche giorno, anche se non allergico allhashish. sì insomma, ha preso un coniglio in garanzia. adesso in prato della valle non li vendono più, i conigli, perchè han scoperto che son tutti difettati. morale della serata: compri conigli in culo pigli.
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venerdì 27 ottobre 2006 - ore 02:46
(categoria: " Vita Quotidiana ")
succedeva, in adolescenza, che mi svegliassi nel cuore della notte. accendevo lo stereo, mettevo il volume al massimo, e lanciavo tre secondi di musica metal a palla. tre secondi tre. li contavo. tre secondi, il tempo necessario per svegliare un po di gente, non abbastanza perchè si alsazze a protestare, ma più che sufficente per un risveglio istantaneo. il giorno dopo succedeva che mia madre chiedeva, con molta insicurezza, se qualcuno avesse sentito niente la notte precedente. mio padre russava, non sentiva. io bluffavo, trattenendomi dal ridere. e dicevo che era pazza. ma pazza non era, e la vita condominiale glielha garantito. la vicina sotto, dopo un po di tempo, sè presa la briga di dirle che suo figlio metteva lo stereo a palla nel cuore della notte. più che disturbata, la vicina era curiosa di sapere perchè facevo quel tiro lì. non lo sapevo nemmeno io, ma davanti alla mamma tutto prende un senso quasi buonista. tipo quando ti sgama il fumo e tu gli dici che serve ad oltrepassare le porte della percezione. lei sa che la stai coglionando, ma lo stai facendo a fin di bene. per conservare la tua integrità adolescenziale.
vabhe fatto sta che pippe mentali a parte, stanotte lho rifatto. ho messo tre secondi di stereo a palla con una canzone dei clash. sto giro si è alzata - erano sempre tre secondi tre ( il tempo perfetto per svegliare qualcuno ma non abbastanza da farlo alzare e interrogarsi su da dove viene il casino ). si è alzata, ha bussato alla porta e mi ha intimato, da dietro la porta, di smetterla di fare il coglione. come darle torto. se domani incontro la vicina sotto, quella del piano sotto, le rido in faccia, così spero capisca, che lo facevo più per rompere i coglioni a lei, che ai miei. poi volevo dichiarare che arrivo sempre in ritardo, e non solo nel lavoro. uso limpulsivita solo in momenti di allarme, o quando sono sbronzo, ma per il resto son titubante. credo abbia a che fare con il detto chi si scotta con lacqua calda ha paura anche della fredda.strano, perchè il freddo quando è tanto brucia, ma prima di andare a letto volevo lanciarle uno sguardo.
notte.
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giovedì 26 ottobre 2006 - ore 17:43
(categoria: " Vita Quotidiana ")
profondamente incazzato. forse è bene non cedere il passo, proseguire diritti senza distrazioni, aggiudicarsi il premio figlio di puttana e risolvere le cose al momento, anzi prima ancora. al concepimento del pensiero stesso. tac. una scarica da 220 volt.
oppure una ghigliottina ad interruttore, o telecomandata che così non si scomoda il boia. prevedo un week end nero, ed un sabato in compagnia di egon schiele. anche se mi sentirò un po borderline solitario in un museo, non posso fare altrimenti. dritti senza distrazioni. week end nero = tanto unicum.
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