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![]() algot, 30 anni spritzino di Padova CHE FACCIO? Giornalista Sono single [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO Più cose in cinque anni di giornalismo dell’androide di Blade Runner STO ASCOLTANDO il battito del mio cuore e il rumore dei miei pensieri che ultimamente convergono sovente sull’amore ABBIGLIAMENTO del GIORNO sempre casual, tendente allo straccione, è che mi affeziono ai miei vecchi capi di vestiario ORA VORREI TANTO... Poter ascoltare la mia donna quando mi dice "Ti amo", ma anche semplicemente tre orete di sesso andrebbero benone STO STUDIANDO... un benemerito cazzo OGGI IL MIO UMORE E'... generalmente buono, le uniche cose che mi preoccupano sono di carattere sentimentale, ultimamente frequento una bella donna dal carattere molto ma molto instabile, il che mi rende instabile ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) Chiederti se riuscirai mai a innamorarti ancora... ricordare che l'ultima volta che hai detto "ti amo" risale a tanto di quel tempo fa da farti pensare che forse non riproverai mai + quella stupenda sensazione... e chiederti se forse non sei uno scemo a voler cercare l'amore nelle chat, illudendo gli altri ma soprattutto te stesso... MERAVIGLIE 1) ...i "Desfo Sprissss Party"... BLOG che SEGUO: Davidoff RickyM. Momo raggioverde narra lucy lasvampita BOOKMARKS Il 13 aprile nessuno al voto (da Informazione / Agenzie di Stampa ) Appunti universitari padovani (da Studiare a Padova / Guide Universitarie ) UTENTI ONLINE: |
Ciao io sono Alberto Gottardo, alias AlGot: sono un uomo di 30 anni e sto decidendo cosa fare da grande. Sono corrispondente per Padova e provincia per l’agenzia ANSA e collaboro anche col Corriere del Veneto e qui di seguito immetterò gli articoli che verranno pubblicati, un pò come leggere il "giornale di domani" venerdì 27 giugno 2003 - ore 20:48 manifestazione dei Comboniani sul listòn Non capita tutti i giorni che a una manifestazione per i diritti degli immigrati dal megafono invece che i soliti slogan urlati vengano sussurrate preghiere e canti di lode al signore. E' stato questo il tratto distintivo formale e sostanziale che ha caratterizzato l'ora di "Chiesa in strada" organizzata ieri sera di fronte a Palazzo Moroni dalla congregazione dei Comboniani, a cui hanno aderito le numerose associazioni del pacifismo e della difesa degli immigrati presente in città. Circa un centinaio di persone si sono radunate in cerchio attorno a Silvia e Marco, due giovani attivisti del gruppo missionario che, incatenati a una croce di legno, simboleggiavano la condizione dei molti immigrati in Italia, costretti a lavorare in clandestinità senza la possibilità di emergere da un mondo privo di diritti, fatto di sfruttamento ed umiliazioni. Momenti assembleari simili si sono svolti in contemporanea in altre 25 città, da Trento a Palermo, tutte con un unico scopo: scuotere le coscienze circa l'inadeguatezza da un punto di vista umanitario della nuova legge Bossi - Fini preposta ad arginare il fenomeno dell'immigrazione clandestina nel nostro paese. Una presa di posizione forte ed unitaria per porre al centro dell’attenzione la persona in quanto tale prima che il suo status di cittadinanza. «Questa manifestazione vuole essere un momento di riflessione, un appello alle coscienze della gente comune - spiega padre Dario, già missionario comboniano in Brasile - L'immigrazione diventa un problema secondo noi, quando viene gestita male e con strumenti sbagliati. La Bossi - Fini dà ad esempio risposte disumane ed impraticabili: disumane perchè tratta le persone come pura forza lavoro, quasi merce da utilizzare e poi rispedire in fretta a casa, limitando di fatto il diritto alla famiglia dei lavoratori che provengono da lontano per migliorare la nostra economia. La legge è anche impraticabile, ed il perchè è di fronte agli occhi di tutti, con il processo di regolarizzazione che va a rilento ed il perdurare degli sbarchi sulle nostre coste». COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 27 giugno 2003 - ore 20:47 reazioni furenti dopo il black out Chi di black-out ferisce di black-out perisce! Inviperiti contro l'Enel e contro il Gestore della rete nazionale che li ha lasciati senza energia nel bel mezzo delle lavorazioni con le macchine a controllo numerico che hanno dato i numeri o con i clienti sotto il casco che se ne sono andati coi capelli bagnati (tradotto: danni nell'ordine di migliaia di euro su scala provinciale), gli artigiani stanno pensando ad un'azione "dimostrativa": il "black-out delle bollette". Ovvero: rinvio sistematico e generalizzato del pagamento delle forniture. «Un’azione che stiamo valutando seriamente coi nostri legali -ha precisato il presidente dell'Unione Artigiani - Confartigianato di Padova- e comunque, nel frattempo, ho già provveduto in mattinata ad inviare una lettera nella quale ci riserviamo la possibilità di inoltrare formale e precisa richiesta di risarcimento dei danni subiti dalle imprese». «Nell'era della comunicazione - ha continuato Dalla Costa - non è pensabile che un problema così importante e vitale per la società e per l'economia sia vittima di informazioni scarse ed imprecise. Cosa significa, ad esempio, "parte di Padova"? Pretendiamo più precisione e tempi di preavviso sufficienti per attivare le nostre contromisure». Infine un giudizio più di ordine "politico". «Purtroppo stiamo pagando gli errori del passato quando ci siamo convinti che dire no al nucleare fosse sufficiente per vivere felici. Adesso scopriamo che senza energia si vive male e che le centrali atomiche le abbiamo sotto casa, in Savoia (alpi francesi a pochi chilometri dal confine col Piemonte) e in Slovenia (ad un tiro i schioppo da Udine). Il che significa che non siamo per niente esenti dai rischi del nucleare, ma non ne abbiamo nemmeno i vantaggi!» Non solo gli artigiani e il mondo produttivo in genere hanno subito danni e seccature dal black out di giovedì: numerosi sono stati i cittadini che si sono trovati improvvisamente proigionieri di ascensori, con uffici e case che ben presto diventavano roventi a causa del blocco di ventilatori e aria condizionata. Il presidente dell’osservatorio del cittadino contribuente pone degli interrogativi in merito: «Cosa pensano di fare le pubbliche amministrazioni per tutelare i cittadini? Chiederanno i danni o faranno finta di niente? Per noi cittadini la misura ormai è colma, l’unica cosa che ripete la gente in queste ore è vergogna, vergogna, vergogna! ». Più riflessivo sul problema il Presidente regionale Giancarlo Galan: «Il Veneto è sempre stato lungimirante in tema di energia, da anni produciamo il 10% in più del fabbisogno. Così facciano anche le altre regioni». Altrimenti si rischia di ritornare al buio tutti quanti, Veneto lungimirante compreso. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 26 giugno 2003 - ore 16:58 Padova città accessibile, ma non per tutti Rimangono dei buchi nella rete dell’accessibilità degli edifici pubblici padovani e delle strutture di quotidiano utilizzo da parte di tutti, ancora inaccessibili per i portatori di handicap che si muovono in carrozzina. Un esempio su tutti il palazzo della Gran Guardia in piazza dei Signori, la cui scalinata è un muro invalicabile per chi non può muoversi autonomamente. Anche il complesso degli uffici di Piazza Insurrezione, concepiti negli anni trenta, quando non era ancora presente il concetto di “barriera architettonica” sono accessibili con qualche difficoltà dalle persone con disabilità motoria: all’Inail e all’Inps gli accessi sono disponibili in apposite entrate laterali degli stabili munite di servo scala. Il cittadino che ha bisogno di usufruire di questo servizio deve recarsi all’entrata principale, avvisare il portiere delle sue necessità e poi recarsi alla porta attrezzate, passando dal marciapiede, spesso ingombro di motorini e biciclette che sbarrano di fatto il passaggio. Lo stabile della Camera di commercio, come quello del Catasto in piazzale della stazione, sono ad “accesso condizionato”, formula che indica la completa inaccessibilità degli uffici per le carrozzine: chi desidera presentare dei documenti e non può salire le scale deve suonare un campanello posto all’entrata, sarà un funzionario degli uffici a scendere e a ritirare i documenti o a dare indicazioni al piano terreno. Dal lato mobilità pubblica qualcosa si sta facendo, ma non è sempre facile per una persona in carrozzina muoversi, specie in città: se da un lato il 40% dei mezzi dell’Aps sono accessibili a tutti grazie ai pianali ribassati e sono oltre 50 le fermate in città dove il problema degli scalini è risolto da apposite pensiline sopraelevate, rimane il problema del resto della rete che non presenta servizi adeguati a tutte le esigenze. A questo sopperisce il servizio di Aps mobilità che su prenotazione accompagna gli utenti che ne hanno bisogno in giro per la città, previa prenotazione, a bordo di speciali autobus tutti i giorni dalle 7 alle 20.30 . COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 26 giugno 2003 - ore 16:57 immigrati tunisini in arrivo a Padova L’ultimo decreto del Governo che regolamenta i flussi di immigrati che entrano in Italia per lavorare ha assegnato alla regione Veneto 1000 lavoratori stagionali e 1.125 non stagionali. Per fare il punto sulle modalità di una ottimale selezione dei lavoratori da inserire in agricoltura l’Unione provinciale agricoltori ha organizzato ieri mattina una tavola rotonda per informare i propri iscritti sulle nuove forme di collaborazione internazionale portate avanti dalla Camera di commercio al fine di far venire a lavorare nelle aziende agricole locali operatori con una adeguata formazione culturale e professionale. Data la peculiarità produttiva della provincia di Padova, dove le aziende che richiedono lavoratori stagionali operano soprattutto nel settore degli allevamenti, del florovivaismo e dell’ortofrutticoltura, la Camera di commercio ha attivato da tempo una collaborazione con la fondazione “Migrantes” che sta formando in loco un gruppo di venti cittadini tunisini pronti a venire nel nostro territorio per collaborare nelle aziende agricole che ne faranno richiesta. I candidati selezionati dalla fondazione sono persone che già nel paese di provenienza hanno maturato esperienza in agricoltura, lavorando in due oasi sahariane e sono stati educati in appositi corsi alla conoscenza della lingua e della cultura italiana. L’iniziativa ha attirato l’attenzione degli imprenditori presenti, interessati ad assumere questa tipologia di lavoratori, essenziale per la coltivazione dei prodotti tipici padovani. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 26 giugno 2003 - ore 16:56 venerdì britti, sabato Zelig ad Abano Doppio ghiotto appuntamento con la musica e la comicità in piazza Mercato ad Abano che festeggia stasera e domani il Meeting regionale delle disabilità che inizia oggi all’hotel Vulcania di Montegrotto. Stasera alle 21 sul palco salirà Alex Britti, il famosissimo cantautore che presenta in anteprima nazionale il nuovo allestimento i scenico e musicale studiato per il tour denominato "Chitarra, voce e piede" proprio per gli unici tre "strumenti" che il cantante romano utilizzerà sul palco in ogni suo concerto. Eccezionalmente per la data aponense ad affiancare il cantante di “7000 caffè” salirà sul palco anche la band che da anni lo accompagna in giro per l’Italia. Il nuovo tour è l'occasione per sperimentare nuove sonorità già espresse nell'album "3" uscito lo scorso marzo. Domani sera invece,sempre alle 21 sarà il turno della comicità di alcuni dei più bravi comici che hanno fatto la fortuna dello spettacolo televisivo Zelig. Diego Parassole, Antonio Cornacchione, Giovanni Cacioppo, Pozzoli & De Angelis, a cui si aggiungeranno i simpaticissimi Le Tutine e I Lucchettino regaleranno un sorriso a tutti i presenti. Lo spirito dello spettacolo è quello di ribadire una volta di più in maniera giocosa la possibilità dell’integrazione delle persone con disabilità nei momenti di vita comune di tutti i giorni. Azzeccata quindi la scelta di portare in piazza la musica ed il teatro buffo, linguaggi universali che abbattono le barriere tra le persone dotate di diverse abilità fisiche ed intellettive. Entrambi gli spettacoli sono gratuiti, un motivo in più per passare una serata “normale”, in tutti i sensi. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 25 giugno 2003 - ore 18:13 serata beat giovedì (al.got.) Stasera ritorna la “beat mania” con due concerti ispirati alle sonorità degli anni ’60. Nel cortile di palazzo Moroni alle 20.30 si esibiranno i “Mad Mind”, formazione emergente che recupera il repertorio rock’n’roll dell’epoca ruggente a cui è dedicata la mostra allestita al palazzo della Ragione. Allo “Sugar club” di Este, nell’ex zuccherificio, concerto di uno degli esponenti più illustri della beat generation padovana: Franco Serena, leader degli indimenticati “Ragazzi dai capelli verdi” che assieme ai Delfini e agli Strangers di Gildo Fattori hanno segnato un’epoca. Anima della storica rassegna “Bacchiglione beat” Serena si esibirà con la formazione dei “Più”, già apprezzata agli esordi padovani. Stasera riproporranno nuove versioni di You Keep me hangin on dei Vanilla Fudge, Don't Let me Down dei Beatles e tanti altri pezzi storici,nei quali Serena fa ampio sfoggio delle sue qualità vocali,vero padrone del palco,supportato da un ottimo gruppo,che vede alla chitarra Marco Pellegrini,Paolo Muffato al basso e Davide Zanetti alla batteria. Inizio spettacolo ore 21, ingresso libero. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 24 giugno 2003 - ore 19:13 In ricordo di un orologiaio Un padre di famiglia come tanti, dedito al lavoro nel negozio di orologiaio di via Madonna della Salute in zona Mortise, che gestiva assieme alla moglie Manuela. Un altro negozio l’aveva aperto tempo fa assieme al fratello Filippo all’inizio di via Roma. Una vita tranquilla, dedicata alla famiglia, ai figli Matteo di 11 anni e Marta di 7 che lunedì l’hanno visto spirare sulla spiaggia, trasformando una settimana di spensieratezza in una tragedia che sarà impossibile cancellare dalla memoria. Per una tragica fatalità Marco Salmaso, 39 anni, residente a Mortise in via Fratelli Carraio è spirato dopo un banale bagno in mare, sulle cause della morte sono in corso indagini. «Non mi sembra ancora vero – commenta emozionato Giorgio, meccanico dell’officina a fianco del negozio di via Madonna della salute – Quando me l’hanno detto stamattina mi è venuta la pelle d’oca. Marco Salmaso era una persona per bene. Io lo conoscevo da dodici anni, da quando ha aperto il negozio qui vicino. Ogni tanto ci si dava una mano, una vite, un bulloncino che io prestavo a lui e viceversa, lavorava con grande passione. All’ultima fiera dell’antiquariato a cui ha partecipato sono andato anch’io a trovarlo. Aveva l’età di mio figlio e questo mi lascia ancora più sconvolto. Deve essere una cosa terribile per i genitori, sono cose che non si possono spiegare. Ci metterò del tempo a capire cosa è successo: è partito contento per le ferie, abbassando la serranda, sembra impossibile che sia accaduto tutto così in fretta, che quel negozio dove lui passava tante ore a lavorare lui non lo riaprirà più.». Sulla vetrina c’è ancora il cartellino “chiuso per ferie”, il negozio in via Roma invece è chiuso per lutto: il fratello Filippo sta dando una mano alla cognata nelle formalità per il rientro della salma a Padova e il funerale, la cui data deve ancora essere stabilita. «Era una famiglia che frequentava la parrocchia – ricorda il parroco della chiesa di Cristo risorto dove Marco con la moglie e i figli andava a messa – Matteo e Marta frequentano il catechismo da noi, e hanno partecipato anche ai campi scuola. E’ una tragedia improvvisa, non mi sento di dire altro». Lascia senza parole un po’ tutti la morte di Marco Salmaso, artigiano con la passione per gli orologi d’antiquariato: «Qui veniva a prendere un caffè e l’aperitivo – spiega Giancarlo, barista nella trattoria a venti metri dal negozio – Un pensiero corre alla famiglia, ai bambini che hanno visto morire il loro papà in un attimo. Sono cose che mettono tristezza». COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 23 giugno 2003 - ore 18:35 occupazione di una casa dell'ater Ennesima occupazione ieri a mezzogiorno da parte del movimento “Razzismo stop” che negli ultimi due mesi ha messo a segno numerose occupazioni di case di proprietà dell’Ater e di privati in città. Questa volta è venuto il turno di due appartamenti al civico 24 di via Piave. Gli attivisti con il solito corredo di striscioni e manifesti a rivendicare il diritto alla casa hanno così messo a disposizione di due ragazze-madri una nuova casa. Le due giovani mamme con prole al seguito hanno così potuto occupare i due alloggi. Appena entrati però una sorpresa sgradita, i due vani, sfitti da più di un anno, presentano i sanitari del bagno irrimediabilmente rotti in mille pezzi. Secondo i manifestanti una azione preventiva messa in atto da parte degli operai dell’Ater in modo da dissuadere ad occupare nuovi appartamenti. «Non sono certo quattro cocci di ceramica che possono fermarci nel distribuire le case a chi ne ha bisogno – commenta Ketty Coraiano di “Razzismo Stop” – Questo testimonia quanto la logica di chi amministra le case pubbliche sia diversa dalla nostra: loro spaccano tutto, noi ripareremo i danni fatti con un progetto di auto recupero responsabile e migliorativo di questi alloggi chiusi da troppo tempo. Oggi abbiamo occupato questi due appartamenti per sistemare queste due famiglie che da tempo si trovano in difficoltà: Erika ed Elena sono due giovani madri che come tante donne nelle loro condizioni non riescono a pagare gli affitti improponibili del mercato padovano. Al compimento del nono mese del figlio una madre viene di fatto lasciata sola dai servizi sociali ad accudire il proprio figlio, cessa il sussidio e la casa per mamme in queste condizioni diventa un miraggio». All’esterno del caseggiato intanto Erika ed Elena con i loro bambini hanno atteso che gli appartamenti fossero resi di nuovo abitabili, ad allietare i loro piccoli figli un giocoliere ha improvvisato uno spettacolo per loro uno spettacolino con palline e bastoni colorati. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 23 giugno 2003 - ore 18:34 Amissi del Piovego in regata E’ stato un successo la terza regata organizzata dagli “Amissi del Piovego” tenutasi domenica sul percorso fluviale compreso tra il ponte di corso del Popolo e la passerella degli istituti universitari di via Oberdan: quattordici equipaggi composti da coppie di rematori “alla veneta” si sono sfidati a bordo di altrettante “Mascarete”, imbarcazioni tipiche veneziane, dall’inconfondibile profilo affusolato, particolarmente affusolato. Sull’immaginario podio sono saliti nell’ordine, la coppia Capovilla e Gallo della Rari Nantes, società che ha piazzato sul terzo gradino anche la coppia di regalanti Puliero e Zattarin. Seconda piazza per i due vogatori di punta degli Amissi del Piovego: Spiazzi ed Esposito. Alla regata ha partecipato anche una coppia di atleti proveniente dall’associazione Cannareggio di Venezia. Il significato della regata chiaramente va oltre al puro risultato agonistico, che in questo caso è più un pretesto per passare una giornata sul fiume, che un fine per cui fare risultato. «E’ dall’inizio degli anni ’80 che ci diamo appuntamento per il solstizio d’estate – spiega Elio Franzin, presidente degli Amissi del Piovego – La regata serve come spunto per attirare l’attenzione sui problemi dei corsi d’acqua che attraversano la città e che caratterizzano Padova. Non credo che potremo fregiarci ancora per molto dell’epiteto “città d’acque” se non ci prenderemo cura dei problemi dei nostri fiumi e canali. Urge infatti una manutenzione seria del Piovego e del tronco maestro: il regime di questi due canali è preoccupante, manca l’acqua che si sta quindi imputridendo. Solo aprendo una seconda porta d’entrata dell’acqua i fiumi rimarranno navigabili e quindi vivi». COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 23 giugno 2003 - ore 18:32 spritz sabato all'insegna del lounge Un grande successo, oltre ogni previsione, con centinaia di giovani padovani che hanno dimostrato di gradire molto la filosofia “lunge” portata in piazza dalla Carlsberg sabato pomeriggio con l’evento C:Lounge. “Lunge” è sinonimo di musica etnica dalle ambientazioni rilassanti e in questa atmosfera si sono immerse le piazzette di quattro locali simbolo dell’aperitivo patavino: al Gancino in piazza del Duomo le proposte musicali sono state selezionate dal dj Mirando Gustavsson, al Pilar in piazza dei Signori ha mixato l’habituè Luca Nardi e al Paparazzi, all’arco Vallaresso la musica era proposta dal resident dj del Fishmarket, Bernie. Particolarmente apprezzata l’ambientazione lunge nel giardinetto estivo del “La corte sconta”, il locale di ambientazione liberty posto a fianco dell’hotel Toscanelli, dove dj Spritz (pseudonimo azzeccatissimo) ha allietato l’ora dell’omonimo aperitivo per un gran numero di aficionados del bel bar gestito da Massimo e Enrico. La serata per i gestori dei quattro locali e rispettive tribù di spritzaioli è poi continuata al Mahnà Mahnà, la nuova ambientazione creata all’Inbloom Papessa dal noto animatore della notte Luciano Gaggia. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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