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STO ASCOLTANDO

il battito del mio cuore e il rumore dei miei pensieri che ultimamente convergono sovente sull’amore

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

sempre casual, tendente allo straccione, è che mi affeziono ai miei vecchi capi di vestiario

ORA VORREI TANTO...

Poter ascoltare la mia donna quando mi dice "Ti amo", ma anche semplicemente tre orete di sesso andrebbero benone

STO STUDIANDO...

un benemerito cazzo

OGGI IL MIO UMORE E'...

generalmente buono, le uniche cose che mi preoccupano sono di carattere sentimentale, ultimamente frequento una bella donna dal carattere molto ma molto instabile, il che mi rende instabile

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Chiederti se riuscirai mai a innamorarti ancora... ricordare che l'ultima volta che hai detto "ti amo" risale a tanto di quel tempo fa da farti pensare che forse non riproverai mai + quella stupenda sensazione... e chiederti se forse non sei uno scemo a voler cercare l'amore nelle chat, illudendo gli altri ma soprattutto te stesso...

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Ciao io sono Alberto Gottardo, alias AlGot: sono un uomo di 30 anni e sto decidendo cosa fare da grande.
Sono corrispondente per Padova e provincia per l’agenzia ANSA e collaboro anche col Corriere del Veneto e qui di seguito immetterò gli articoli che verranno pubblicati, un pò come leggere il "giornale di domani"


mercoledì 11 giugno 2003 - ore 19:38


conclusa la staffetta di digiuno per la pace
(categoria: " Accadde Domani ")


Dal 5 marzo, mercoledì delle ceneri, primo giorno di quaresima, a domenica scorsa, giorno di pentecoste, sono state quasi quattromila le persone sparse in tutta la diocesi padovana che hanno offerto la propria rinuncia al cibo per invocare la pace e hanno sostato in un breve momento di preghiera ogni giorno per il "Time out" per la pace.
Una quarantina di persone al giorno volontariamente hanno digiunato in segno di solidarietà nei confronti delle popolazioni in guerra, il "risparmio" derivante dal pranzo e cena saltati in nome della pace sono stati versati dagli aderenti all'iniziativa su un apposito conto corrente postale della diocesi.
"Nemmeno noi che abbiamo coordinato l'iniziativa pensavamo che l'invito del nostro vescovo Antonio Mattiazzo sarebbe stato accolto con tanto entusiasmo da così tante persone - commenta soddisfatto don Livio Destro, delegato per la pastorale sociale e del lavoro, giustizia e pace - Devo dire che l'iniziativa è stato un bel successo innanzitutto da un punto di partecipazione umana: un conto è tirar fuori dalla tasca 10 euro per fare beneficienza, un conto è che questi 10 euro siano il frutto e il simbolo di un sacrificio portato avanti in prima persona".
Dalla raccolta dei fondi, corrispondenti alle giornate di digiuno effettuate dai padovani, sono stati raccolti 33.000 euro: "Una bella cifra che ci permetterà di partecipare in maniera sostanziale e concreta ad alcuni progetti di solidarietà sociale importanti che stiamo portando avanti all'estero, in sudamerica e africa. Sono fondi destinati alla pace, perchè solo dalla solidarietà e dalla giustizia sociale nasce la distensione tra i popoli. Mi sento di ringraziare di cuore tutte le associazioni che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto".
Praticamente tutte le associazioni del mondo cattolico si sono adoperate per la riuscita dell'iniziativa, e molti sono stati i dirigenti degli enti e delle cooperative che hanno digiunato, il più delle volte in maniera privata.
"E' una bella esperienza quando si può scegliere di digiunare - testimonia Andrea Bertolo dell'Agesci - Questa iniziativa va di pari passo con le altre attività che durante l'anno ci vedono protagonisti sul sentiero della pace, besti pensare alla marcia Perugia - Assisi che organizziamo ogni anno".
C'è anche chi, come Marco Baldini delle Acli, ha condiviso questa esperienza con il resto della famiglia: "Anche i miei bambini, magari rinunciando a una merendina, hanno digiunato con me e mia moglie - ricorda il dirigente delle Acli - E' stato una maniera di metterci in gioco in prima persona in maniera autentica per la pace: credo sia più facile tirare dei sassi e creare disordini per contestare, piuttosto che manifestare in silenzio per tutta una giornata il proprio pacifismo con una piccola azione come questa".


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mercoledì 11 giugno 2003 - ore 19:37


fiori e piante officinali in mostra sabato e domenica a Cervarese
(categoria: " Accadde Domani ")


Erbe e piante officinali sono uno dei tesori nascosti della ricca flora presente sul territorio euganeo. Per riscoprirne qualità aromatiche e virtù taumaturgiche la Provincia assieme a Veneto consumatori ha organizzato una due giornio di degustazioni e mostre dedicate alla riscoperta delle verietà di erbe e piante curative. Al castello di San Martino della Veneza si potranno così imparare a riconoscere piante e fiori dalle caratteristiche benefiche insospettabili: saranno quasi un centinaio le piantine in vaso messe in mostra. All'interno del castello saranno inoltre esposte alcune delle piante conservate in appositi leggii presso l'Orto botanico dell'università: una ulteriore occasione di approfondimento per gli appassionati della medicina alternativa.
"Anche nel nostro territorio esiste il Ginseng - spiega l'assessore Vera Slepoj - E' nella nostra tradizione il contatto con la natura e con forme naturali di cura che possono rivelarsi utili al miglioramento della qualità della vita".
Non solo farmacologia botanica nella mostra di Cervarese Santa Croce: sarà presente per tutti i visitatori un ricco stand di degustazione gratuita di grappe e distillati aromatizzati con piante e fiori autoctone della zona. Particolarmente interessante sarà, per quanti lo vorranno, gustare la birra realizzata con il luppolo selvaggio dei colli o lo spumante con i fiori di sambuco, una novità enologica realizzata dall'esperto distillatore Bruno Pasquale.
Domenica poi è prevista una visita guidata nel parco dei Colli Euganei, dalle 15 alle 19 con partenza dal castello, alla ricerca delle erbe curative spontanee, concludendo il pomeriggio con la presentazione di ricette e rimedi naturali a cura di personale erboristico specializzato.
Per informazioni telefonare allo 0499915925.

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martedì 10 giugno 2003 - ore 16:47


giornata di sciopero
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Domani niente giornali in edicola perchè oggi c'è sciopero della stampa: che goduria di giornata, ho fatto un sacco di cose che era un sacco di tempo che dovevo fare .... bella così!!
Sto inalmente buttando giù degli articoli che da una vita li avevo "in canna" uno di questi lo trovate due messaggi più sotto, è una swiftiana lettura dei giovani padovani ... spero che vi piaccia

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martedì 10 giugno 2003 - ore 16:31


da Il Nuovo: festeggiano lo sposo, grave
(categoria: " Vita Quotidiana ")


GELA - Un’allegra brigata di amici decide di festeggiare il loro compagno appena convolato a nozze. I giovani, eccitati dalla giornata di festa e dai numerosi brindisi lo lanciano più volte per aria gridando di gioia, ma qualcosa non va. Lo sposo sfugge alla presa degli amici e cade rovinosamente per terra, battendo il capo. È accaduto in un ristorante nei pressi di Gela nella sera di sabato.


Il malcapitato, Giovanni M., 33 anni, di Gela, si è trovato così costretto a trascorrere la luna di miele ricoverato nell’ospedale della città, dove gli sono stati riscontrati un trauma cranico e una emorragia nella zona dell’orecchio destro. Grande paura, soprattutto della novella sposa, che ha tremato durante la corsa all’ospedale. I sanitari hanno riservato la prognosi e sottoposto il giovane ad accertamenti approfonditi, tra cui la Tac. Lo sfortunato sposo sta comunque evidenziando forti segnali di miglioramento.


Pazzesca 'sta notizia

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martedì 10 giugno 2003 - ore 12:07


signorini e fighetti
(categoria: " Riflessioni ")


Padova è una città vivace e giovane, grazie anche alla presenza del polo d'attrazione dell'università, ma i giovani padovani non sono tutti uguali. Per cogliere le differenze tra un gruppo e l'altro basta dare un'occhiata attenta al modo di vestire e comportarsi che ogniuno ha all'ora “liturgica” dell spritz in piazza.
Ci si accorgerà allora che esistono almeno tre tipologie di padovani che potremmo, con una qualche approssimazione, suddividere in tre grandi ceppi sociali: i signorini, i fighetti, i post borghesi e i no logo. Qui si approfondirà la descrizione del tipico giovane signorino, signorina nel caso sia femmina.
Il giovane signorino padovano è inconfondibile e facilmente rintracciabile: tende a radunarsi in gruppi popolosi di propri simili, equidistribuiti tra femmine e maschi: caratteri distintivi della specie sono l'abbronzatura in qualsiasi stagione ed una perfetta acconciatura anche nelle giornate di vento forte.
Il rituale dello spritz si consuma spesso e volentieri, mai nelle piazze, considerate luogo troppo popolano, bensì nella zona del ghetto o anche, nel periodo estivo, in piazza del Duomo e, più raramente, in piazza dei Signori. Il signorino reagisce alla vista di un proprio simile con calorosi saluti, ampi ed ostentati abbracci, nel caso di incontri dell'altro sesso scattano d'obbligo bacini sulle guance che, nei giorni pari sono due, nei dispari tre. Nel rituale del saluto il maschio accompagna due o tre complimenti riguardanti il look della signorina che incontra. La giovane signorina risponde con ampi sorrisi e sovente con una carezza sul petto del signorino. Questo tipo di effusioni nel salutarsi sono il più delle volte il massimo socialmente tollerato del contatto uomo donna: signorini e signorine raramente amoreggiano tra di loro, essendo già quasi tutti fidanzati da anni, benchè giovani, secondo rigide logiche di casta sociale, in cui sempre più ricopre importanza il censo.
L'attività occupazionale del giovane signorino è sempre abbastanza indefinita, si va dagli studenti di lungo corso a quelli che semplicemente ed ostentatamente fanno i “figli di” attivi o passivi a tempo pieno.
I “figli di” attivi sono ex studenti di lungo corso che dati i sempre puntuali insuccessi negli studi, benchè in agevolati istituti privati, passano dall'altra parte della barricata, ovvero nell'azienda di famiglia. Qui, a sentire loro, le loro innate doti manageriali spiccano quasi per un diritto giusnaturalistico, ed in azienda è tutto sbagliato, tutto da rifare. I più saggi tra i genitori dei signorini, per salvaguardare l'integrità della propria azienda ne aprono una tutta per il giovane pupillo di famiglia, in modo che lì questi possa dare senza danno sfogo alla propria creatività nel comando. I “figli di” passivi invece, essendo il più delle volte provenienti da generazioni di professionisti o cattedratici, ma non avendo la capacità professionale per proseguire la tradizione familiare, vengono allora semplicemente presentati con il “titolo nobiliare” di figlio di, senza null'altro aggiungere. Questi sono i più in forma tra i signorini, dato che occupano la giornata in quelle che romanamente sarebbero state le terme, ed ora aono palestre comunque dal nome latino e centri abbrozzanti. Ogni tanto vanno in ferie, non si sa bene da cosa, visto che un lavoro non ce l'hanno, e il resoconto del viaggio, sempre bellissimo ed esclusivissimo, è argomento di conversazione prediletto fino alla prossima vacanza.
La differenza tra i signorini e i fighetti sta fondamentalmente nel censo: provenienti i fighetti da famiglie agiate, ma non ricche, tendono a dimenticare i concetti di lavoro e sacrificio, alla base della loro agiatezza familiare. Per potersi permettere frequentazioni diurne e notturne alla pari dei signorini, di cui sono fedeli compagni ed imitatori, i fighetti compiono fatiche e sacrifici ai limiti del sopportabile. Riescono cioè a frequentare gli stessi luoghi dei signorini e a vestire in maniera simil uguale disponendo però di un budget che molte volte è un decimo di quello a disposizione del loro pari età di censo più elevato.
La magia riesce grazie a quella figura professionale che per i fighetti è ragione di vita, nota come p.r. : l'esperto in pubbliche relazioni (da cui la sigla p.r.) non fa altro che organizzare feste in ville private e in discoteche alla moda, a cui invita schiere di signorini e signorine, vero fulcro nell'economia dei p.r.
Guadagnando sulle consumazioni in discoteca dei loro amici danarosi, i p.r. riescono quindi a sopravvivere ai continui salassi in vestiti e accessori a cui sottopongono il proprio conto in banca per apparire danarosi a loro volta. Anche il fighetto rifugge dalle piazze, prediligendo più o meno le stesse frequentazioni dello spritz del signorino, ma bevendo una quantità di alcool inferiore, per vincolo di bilancio.
Fighetti e fighette hanno una attività di corteggiamento frenetica, ondivaga e soprattutto impercettibile: il codice di comportamento tra fighetti di sesso opposto consiste nel dissimulare le proprie preferenze, disprezzando ciò che si apprezza e viceversa. Questo comportamento, che si può riscontrare altrove solo nel caso dei “contrari” di alcune tribù Lakota, laddove non conduca alla schizofrenia sentimentale, crea enormi equivoci tra ragazze e ragazzi con conseguenti e frequentissime litigate e successive migrazioni di personaggi da una compagnia di fighetti e l'altra.
Le distanze tra fighetti e signorini di sesso opposto sono ostentatamente rispettate, salvo fugaci e clandestini incontri, sempre negati in pubblico, ma frequentissimi in privato. Questi proditori sconfinamenti sociali sono utili al fighetto per prendersi una rivincita morale sull'odiato amico ricco, e alla signorina per uscire dalla monotonia di una vita preordinata con un briciolo di trasgressione, il più delle volte compensativa.
Invertiti i fattori il risultato non cambia.
In vacanza i fighetti prediligono la seconda casa di un loro amico ricco, per cui fungono contemporaneamente da cortigiani e da servitù: i più stakanovisti anche in vacanza hanno un loro campo base dove organizzano feste e tavolini in modo da autofinanziare le ferie.
Essendo il più delle volte di bassa scolarità e viaggiando all'estero molto meno dei loro pari età ricchi, i fighetti tentano di sopperire a questo gap cultural modaiolo documentandosi su gusti e modi di agire adeguati al momento su riviste mensili specializzate. Questo però implica un certo livellamento degli argomenti di conversazione nell'ora dello spritz, dipendenti dal numero di servizi su costume, moda e società pubblicati nell'ultimo mensile in uscita nelle edicole. A questa scarsità di argomenti allora si ovvia proficuamente con il pettegolezzo sull'una o sull'altra persona, in quel momento assente. Per evitare di entrare nella lista dei desaparecidos da demolire, i fighetti fanno in modo di essere sempre presenti alle feste che contano e nei locali alla moda. (to be continued)

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lunedì 9 giugno 2003 - ore 20:02


L'assessore Castellani: occupare le case è sbagliato
(categoria: " Accadde Domani ")


Gli appartamenti dell'Ater di Padova sono stati bersaglio negli ultimi mesi di numerosi blitz da parte degli attivisti dell'associazione "Razzismo Stop". L'ultima occupazione è stata messa a segno domenica in zona Città giardino. "Siamo di fronte ad una escalation che qualcuno prima o poi dovrà fermare- afferma l'assessore comunale Giorgio Castellani - Un percorso di collaborazione con la nostra amministrazione è sempre stato rifiutato nei fatti da questi giovani contestatori della legge e delle istituzioni. Il fatto che domenica sia stata occupata una casa di proprietà di un privato dà la dimensione di quanto questi attivisti siano sfuggiti a qualsiasi controllo. E' poi singolare notare come nelle case occupate vengano messe il più delle volte famiglie provenienti da via Anelli, liberando sempre e solo appartamenti di proprietà dei soliti due o tre figuri. Siamo forse di fronte ad un inedito connubio tra estremisti no global e grandi proprietari di appartamenti?"

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lunedì 9 giugno 2003 - ore 20:01


Seminario di federcase: andare oltre la legge Merloni
(categoria: " Accadde Domani ")


Andare oltre la legge Merloni, l'insieme di norme che ha dettato le linee generali di condotta post tangentopoli, negli appalti pubblici. E' questo ciò che si chiede nella due giorni di studi "Appalti, i nodi critici" promossa da Federcasa nazionale, l'associazione degli enti territoriale per l'edilizai sociale, e dall'Ater di Padova, organizzatore dell'evento che si è aperto ieri allo Sheraton.
"La legge Merloni con lo scopo di evitare il ripetersi dei meccanismi di corruttela che hanno portato a tangentopoli ha, di fatto portato alla paralisi del paese nel settore delle infrastrutture pubbliche, e di questo ne stiamo pagando pesantemente le conseguenze anche nella nostra regione - spiega il presidente dell'Ater padovana Andrea Drago - Bisogna andare oltre, ad esempio stabilendo dei parametri qualitativi uscendo quindi dalla sola logica del ribasso: credo che le istituzioni e chi le amministra siano maturi per una salto di qualità che implicherà anche una assunzione di nuove responsabilità, in primis quella del risultato".
All'incontro di ieri ha partecipato anche l'assessore regionale Raffaele Grazia che ha indicato una strada nello sviluppo delle competenze delle sette Ater venete: "Le aziende territoriali per l'edilizia territoriale devono essere punti di riferimento per questo tipo di servizio anche per i comuni più piccoli: su oltre cinquecento comuni in veneto più di trecento sono sotto i cinquemila abitanti. L'Ater deve essere stazione appaltatrice per questi comuni che altrimenti da soli non ce la fanno a provvedere al bisogno di casa dei loro amministrati".
Sulla stessa lunghezza d'onda anche il presidente della Preovincia Vittorio Casarin che ha ricordato come questo meccanismo di sinergie tra Ater di Padova e piccoli comuni (Vescovana e S.Giustina in Colle solo per fare due esempi) sia già in atto con la partecipazione della Provincia a coordinare e promuovere questo tipo di interventi di edilizia pubblica nei piccoli comuni.
Il presidente di Fedrcasa Vincenzo Guerrieri ha poi ricordato la filosofia della due giorni padovana che chiama a raccolta i presidenti e gli amministratori degli enti per l'edilizia pubblica di tutta Italia: dare un contributo dal basso per una nuova normativa, più snella ed efficiente a regolamentare il settore dell'edilizia sociale. "Ci vogliono nuovi strumenti anche di apertura al privato - ha sottolineato Guerrieri nel suo intervento - Non è possibile essere efficaci con vincoli strettissimi da un punto di vista operativo e gestionale, urge una riforma della legge del settore".
I lavori del seminario continueranno oggi e verranno chiusi dall'On. Ugo Martinat, viceministro per le infrastrutture e i trasporti.


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lunedì 9 giugno 2003 - ore 17:55


chiusura delle attività per la scuola calcio Galderisi
(categoria: " Accadde Domani ")


Si è concluso con una festa all'insegna del divertimento e dello sport l'anno di attività della scuola calcio Galderisi: una delle realtà più importanti in città con oltre settanta piccoli allievi al proprio attivo.
Presso gli impianti di via Vermigli genitori e figli sono scesi in campo gli uni contro gli altri in numerose partitelle: i papà e anche qualche mamma hanno potuto così constatare di persona i progressi dei propri bambini nei dribbling e nel palleggio. Come è ovvio il gioco è stato tuttaltro che "maschio" ed il divertimento non è certo mancato. Giuseppe Galderisi è stato il giocatore jolly nei vari incontri, sfoggiando velocità e controllo di palla ancora di tutto rispetto. "Sono contento del campionato appena concluso a cui abbiamo partecipato con quattro squadre - commenta raggiante Nanu - La nostra è una realtà sportiva che sta crescendo con una filosofia a cui tengo molto: il divertimento e l'educazione innanzi tutto. Il calcio è uno sport di squadra e in quanto tale trasmette dei valori importanti di amicizia e di crescita insieme che i miei allenatori stanno trasmettendo con passione ai nostri piccoli atleti". Lo staff tecnico sarà ampliato l'anno prossimo data la sempre maggiore adesione di nuove famiglie che scelgono di mandare i propri bambini a scuola di calcio da Beppe Galderisi, indimenticata bandiera del Padova. Per informazioni sulle iscrizioni si può contattare il direttore sportivo della società, Daniele Cavalletto al 3478051949.

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domenica 8 giugno 2003 - ore 19:53


Bellamio bello a metà con il S.Martino
(categoria: " Accadde Domani ")


Una vittoria e una sconfitta nel turno casalingo per il Bellamio che ieri ha incontrato i veronesi del S.Martino Buonalbergo.
Nell'incontro mattutino l'incontro vede più volte i padroni di casa ad un passo dal colpo del ko, ma in attacco lasciano un numero notevole di corridori sulle basi (9 a fine gara) senza raccogliere punti. Una bella valida liftata dell'ottimo Tomasetti illude il Bellamio che a due attacchi dalla fine si porta sul 4 a 2. L'ottavo inning però è fatale ai padovani che, complice un calo del partente Furegon sul monte di lancio passano in svantaggio incassando ben quattro punti e fissando poi il risultato finale sul 6 a 3 per il S.Martino Buonalbergo.
Partono abbastanza forte i veronesi nel secondo incontro, ma la veemenza delle loro mazze si ferma con due punti nei primi due inning a cui il Bellamio risponde con uno spettacolare terzo attacco con due battute triple di Moccia e dell'esordiente Panozzo, il miglior battitore dei suoi. Lça partita poi si chiude definitivamente al sesto inning con altri tre punti, complici altrettanti errori della difesa scaligera. Punteggio finale 6 a 2.
Questa la formazione di difesa partente in entrambi gli incontri: in ricezione Stefano Panozzo (Enrico Petranzan nel secondo incontro), sulle basi Alessandro Vaccato, Andrea Gorgoglione, Marco De Lazzari, Gianluca Moccia. Esterni Alberto Botteri, Marco Tomasetti e Andrea Sabbadin. Nel primo incontro sul monte di lancio Andrea Furegon (sostituito all'ottavo inning da Massimo Farina). Nel secondo incontro a lanciare Enrico Greggio. Allenatore Roberto Medina Arencibia.
Sabato prossimo il Bellamio va a far visita ai quotati avversari del Buttrio. La formazione udinese è tra le più quotate per la promozione in A2.

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domenica 8 giugno 2003 - ore 18:59


occupazione di una casa a città giardino
(categoria: " Accadde Domani ")


Un bel salto di qualità per sei famiglie di origine africana: dal ghetto di via Anelli ad una elegante palazzina di via S.Pio X a città giardino. Ieri pomeriggio una ventina di persone in tutto sono migrate dal peggior posto della città, sorvegliato dalla polizia, decadente e pericoloso, ad un'oasi di verde e tranquillità in una delle zone di maggior pregio della città del Santo. Il "miracoloso" trasloco lampo l'hanno operato gli attivisti dell'associazione "Razzismo stop" che da anni si battono per una politica abitativa che dia una alternativa ai mini appartamenti sovraffollati ed invivibili in cui sono relegati i lavoratori extracomuinitari che risiedono a Padova. Per la prima volta in tanti anni di manifestazioni e occupazioni, questa volta ad essere oggetto di occupazione è stata una palazzina di tre piani di proprietà di un privato cittadino, e non come al solito, stabili del Comune o dell'Ater.
"Abbiamo deciso di occupare questa casa per dare un segnale forte alla cittadinanza e alla amministrazione comunale che è complice degli speculatori che tengono chiuse le abitazioni invece di darle in affitto a chi non ha un tetto" spiega Claudia Vatteroni, portavoce del movimento e prosegue "Non solo l'amministrazione comunale, ma anche industriali, curia e grandi proprietari di immobili devono iniziare a muoversi per risolvere il problema abitativo in città, con progetti di calmierazione degli affitti e meccanismi che portino all'immissione accessibile sul mercato delle case che ora sono tenute apposta sfitte". Sono sessanta questo mese gli sfratti esecutivi nel comune di Padova, seguiranno altrettante occupazioni?


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