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![]() Beat Shop, anni spritzino di Padova CHE FACCIO? Sono sistemato [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO ![]() ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: eimar emmegi.75 Feda86 lorj KillerCoke maestron quadriTINO teo77 Zoso83 BOOKMARKS BIG BOYS Cliff & Shadows Tribu (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Terminal Music Hall (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Cabaret - El Maestron (da Arte e Cultura / Poesia ) Coro Voice in Progress (da Musica / Cantanti e Musicisti ) I ROCCAFORTE (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Un grande Liutaio (da Arte e Cultura / Cartoni & Fumetti ) I Delfini (da Musica / Cantanti e Musicisti ) RED CADILLAC BAND (da Musica / Cantanti e Musicisti ) The Shadows Forum Italiano (da Musica / Cantanti e Musicisti ) BEPI & MARIA SHOW Cabaret (da Teatro / Associazioni Teatrali a Padova ) GORDONBAND NOMADI (da Musica / Cantanti e Musicisti ) STARDUST (da Musica / Cantanti e Musicisti ) The Beatles (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Beatles fanclub (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Rickenbacker (da Musica / Strumenti Musicali ) UTENTI ONLINE: |
sabato 2 dicembre 2006 - ore 14:13 Alla fine... … comunque è andata… è stato un successo!… per noi, per tutti, grazie agli organizzatori che hanno preparato questo evento con grande professionalità e serietà. Per allietare il viaggio, avevo con me in macchina Franco Capovilla con i suoi aneddoti sempre interessanti riguardo alle scorribande degli anni 60con i Delfini. Arriviamo al palazzetto alle 18:30 e istintivamente mi dirigo verso la consolle dell’audio service per chiedere informazioni e proprio dietro al mixer trovo Red Canzian dei Pooh che dava indicazioni tecniche al fonico visto che sul palco ci stavano i “Capsicum Three” del figlio, in pieno sound check. Non faccio neanche in tempo a dirigermi verso il palco che incrocio il grande (di nome e di fatto) Shel Shapiro. Bene bene...penso, visto che per caso avevo con me alcuni dischi dei Rokes e dei Pooh da autografare… Ci consegnano un pass che ci dà modo di scorazzare su e giù per il back stage nel quale simpatizziamo con tutti gli artisti della categoria “big” ovvero, Aldo Tagliapietra, (Orme) Tolo Marton, una persona davvero gentile e a modo, il blusman Stefano Zabeo, con il quale intraprendo un dialogo ricordando l’amico scomparso Guido Toffoletti al quale è stata dedicata la manifestazione e appunto Red al quale chiediamo alcune informazioni sulla vocalità dei Pooh. Finalmente alle 20:15 riusciamo anche noi a provare i suoni e alle 21:15 circa sale sul palco il primo artista,(se si può definire così) Massimo Priviero: della serie “cometimassacrolecanzonideibeatles” in un’unica lezione. Questo personaggio, incline al divismo, ha distrutto mezza dozzina di canzoni “del secolo” in una ventina di minuti interpretandole come farebbe Adriano Pappalardo morso da una tarantola. Bocciato in pieno. Dopo questo necessario sfogo, è la volta del gruppo che mi è piaciuto di più di tutti, “I Covers” e non lo dico per l’amicizia che provo per Davide & C. ma perché la loro esibizione è stata spontanea, sincera ed ha strappato applausi a scena aperta dal pubblico che ha mostrato di gradire assai la performance di questi simpaticissimi ragazzi che dall’ultima volta che ho avuto modo di sentire sono indubbiamente migliorati. Mentre i gruppi si avvicendano sul palco, il presidente dei Beatlesiani Rolando Giambelli, intrattiene il pubblico con stacchi acustici. È il turno di un altro mito della musica “progressive” anni 70 "Made in Italy", Aldo Tagliapietra delle Orme che dopo una meticolosa preparazione mentale e fisica fatta nel camerino cospargendosi il corpo di oli ed essenze (fetenti) ed abbigliamenti orientali, ha proposto un set di canzoni di George Harrison con il sitar, il meraviglioso strumento indiano. Bella e raffinata la sua performance ma Aldo evidenzia una carente pronuncia inglese. È la volta di “long tall” Shel, il nostro idolo che è salito sul palco probabilmente “in bibita” e forse anche stressato dalle nostre continue manifestazioni di affetto, soprattutto da doc. Gino che avrebbe voluto ripetere con Shel l’esperienza di Brescia di cinque anni fa. Uno stralunato Shel, a giudicare dalla “fiatella alcolica” che si sentiva a qualche metro di distanza, ha riproposto in acustico i maggiori successi dei Rokes. Inebriante come una coppa di champagne. Un aneddoto: poco prima, nei camerini, Shel mi cercava chiamandomi con il suo vocione baritonale Dizianou! Dizianou! al ché la cosa mi avrebbe spaventato non poco finché ho capito che aveva solo bisogno del mio pennarello usato poco prima per gli autografi. (probabilmente l’unica cosa alcolica rimasta in zona)... Grande Shel! Che dire di noi? Come avviene al 99% dei casi, i musicisti che salgono sul palco, non hanno più la configurazione audio settata precedentemente nel sound check. Questo avviene quando si avvicendano sul palco numerosi gruppi. Tuttavia ritengo che la nostra performance sia stata tecnicamente eccellente, a detta dei nostri amici accompagnatori e a giudicare dagli applausi ricevuti dal pubblico. Più che altro, ero terrorizzato dal fatto che l’emozione potesse farmi steccare l’introduzione e l’assolo di chitarra di “Octopus’s Garden”, invece tutto è andato per il meglio. Grandi Beat Shop! Come sempre ma non avevo mai visto il drummer Adriano in preda ad una tachicardia emozionale. Poco prima avevo avvistato dietro il palco i volontari della “croce rossa” in grande tenuta di intervento e quindi la cosa mi ha rassicurato sotto questo punto di vista. A questo punto dopo una necessaria decompressione dall’emozione nei camerini, siamo andati a sentire il gruppo clou della serata o meglio, quella che avrebbe dovuto essere la maggiore attrazione della serata, ovvero, The Magical Mistery Orchestra. Indubbiamente, sentire dal vivo gli arrangiamenti originali orchestrati per violini e fiati delle canzoni dei Beatles è di grande effetto. Tuttavia, il gruppo ha evidenziato grande carenza di una cosa fondamentale che ha da sempre caratterizzato i Beatles: le voci. Troppo deboli e insignificanti di fronte alla pomposità orchestrale ancor più rinforzata da ben 18 inutili coristi che si sono limitati a fare gli “uuuh” di “I’m The Walrus” (musicalmente ineccepibile, vocalmente insignificante) e le note in crescendo di “A Day in The Life” che non mi ha affatto entusiasmato per la ancor più debole voce sottile del secondo chitarrista. A tirare su le sorti canore ci ha pensato il tastierista indubbiamente più dotato vocalmente degli altri due solisti,con il medley finale del lato B dell’album Abbey Road. Tirando le somme, eccezionale orchestra ma hanno fatto arrivare 18 coristi distribuiti dietro a sei microfoni panoramici solo per fare “uuuuhhh” e “aaahhh”. Megalomania o l’occhio vuole la sua parte? Infine, da segnalare l’interessante versione jazzata di Eleanor Rigby dei “Capsicum Three” sotto l’occhio vigile di Red Canzian salito sul palco per salutare il pubblico conterraneo, poi tutti sul palco a cantare in coro “Hey Jude” con l’ultimo gruppo, omonimo al precedente, “The Magical Mistery Tour”. Poi tutti a casa non prima di aver degustato le specialità eno-gastronomiche offerte dagli sponsor della serata. Dopo questo bagno d’emozioni, tutto ritorna alla normalità segnalando che il 15 dicembre si ritorna a suonare al S. John Pub. LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK venerdì 1 dicembre 2006 - ore 06:52 Meno 0! LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK giovedì 30 novembre 2006 - ore 21:00 Meno 1!!! Tutto è pronto per domani… Le prove generali di ieri sera mi rendono fiducioso per ciò che andremo a combinare domani sera al Palaverde di Villorba. La scaletta delle canzoni sarà più o meno la seguente: 1)Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club band 2)With A Little Help From My Friends 3)Octopus’s Garden 4)I’Ve Got A Feeling Sgt Pepper,a e With A Little Help… sono due grandissimi pezzi da sempre legati insieme, tratti dall’album Sgt Pepper’s. La prima è praticamente cantata quasi tutta in coro a parte la strofa iniziale e finale di competenza di Bicio, mentre la seconda Gino canta supportato dai cori di Bicio Manuel e da io me medesimo… Octopus’s Garden, è il miglior brano di Ringo dell’era Beatles tratto dall’album Abbey Road ed ha un assolo ostico di chitarra ad appannaggio del sottoscritto… canta ancora doc. Gino. I’Ve Got A Feeling, è un pezzo che faceva parte della scaletta del mitico concerto eseguito dai Beatles sopra il tetto dell’edificio della “Apple”, la loro casa discografica che ha per simbolo la caratteristica mela verde. Bicio alle prove, ha dato grande interpretazione vocale per questo difficile pezzo e domani mostrerà al pubblico tutto il suo valore in chiusura del nostro set. Anch’io ho una parte vocale in questo pezzo nella parte mediana che precede lo stacco centrale. Che dire? Il mio modo per esorcizzare l’emozione che provo è ripetermi ogni tanto una frase che mi ha portato fortuna e mi ha dato fiducia in più di qualche occasione: “comunque vada, sarà un successo” .. evviva i Beat Shop!!! COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 29 novembre 2006 - ore 11:16 Il mito dei Beatles non muore mai. Per quelli che venerdì saranno al Palaverde. Treviso ricorda i Beatles (ANSA)LINK COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 28 novembre 2006 - ore 18:54 meno tre!!! Comincia il conto alla rovescia per il grande evento di venerdì prossimo LINK . L’adrenalina comincia a farsi sentire da quando mi hanno comunicato la giusta scaletta degli artisti che si avvicenderanno sul palco del Palaverde di Villorba. Aprirà le danze il chitarrista Massimo Priviero; a seguire “I Covers” la simpatica beatles-band di Belluno, nostri amici da tanti anni; poi sarà la volta di Aldo Tagliapietra il mitico bassista-cantante delle “Orme”; subito dopo“The Beat Shop”!!! e qui metto tre punti esclamativi per enfatizzare l’avvenimento… ma dopo di noi salirà sul palco il grande Shel Shapiro dei “Rokes” (ci hanno messo tra l’incudine e il martello). Chissà che con Shel non ci scappi la session insieme come quella volta al Beatles Day di Brescia che salì sul palco con noi a cantare “Che Colpa Abbiamo Noi”… ; ocio però che poi arriva Tolo Marton, altro rinomato chitarrista che lascerà il posto alla “Magical Mystery Orchestra”, probabilmente il momento clou poiché trattasi di una vera orchestra cover-beatles con un organico di trenta elementi. Infine i “Capsicum Three”, il gruppo primordiale di Red Canzian dei Pooh originariamente "Capsicum Red" ora con il nome leggermente modificato in “Capsicum Three”, di proprietà del figlio. Red sarà comunque presente tra il pubblico. Spettacolo quindi assicurato. Abbiamo a disposizione 20 minuti per giocarci 20 anni di carriera musicale, interamente dedicata ai Beatles. La prevendita è a quota 2500 biglietti già venduti e stà tuttora andando bene. Tuttavia, per tutti quelli che me l’hanno chiesto, il biglietto sarà disponibile anche sulle biglietterie del Palaverde. Prevista la diretta su Sky. Venite a sostenerci! ![]() LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK venerdì 24 novembre 2006 - ore 07:21 Beat Shop Tiz Equipment 1° parte Effetti per chitarra. Non ho mai fatto grande uso di effetti per chitarra. Il genere, cover Beatles prima maniera che abbiamo fatto per tanti anni, non lo ha mai richiesto più di tanto. I primi Beat Shop dal 88 ai primi 90 giravano con le chitarre collegate direttamente ai Vox AC30. Da qualche anno però, con il repertorio Beatles ultimo periodo, ho dovuto equipaggiarmi con una serie di effetti per ottenere quelle sonorità che hanno caratterizzato il suono dei Beatles dal 66 al 70. Solo verso la metà dei 90 ho cominciato ad acquistare effetti ma utilizzavo solo qualche pedalino volante del genere “Over Drive” o “Chorus” finchè tre anni fa ho deciso di assemblare in un’unica unità gli effetti che ho procurato nel tempo e questo è il risultato dell’opera. A partire da destra, ho sistemato un comodissimo accordatore “Fender PT10”, utilissimo per accordarsi prima di ogni pezzo o anche “al volo” se necessario senza interferire con i dleng!dleng! durante la canzone. Dalla parte opposta ho sistemato il ricevitore senza fili per il trasmettitore in miniatura Samson Wirelles che sostiuisce il cavo della chitarra, comodissimo per non avere cavi tra i piedi e libertà di movimento. Segue il “Compressor Limiter CP9”utilissimo per dare attacco e presenza alla nota e il mitico “Tube Screamer Ibanez TS9” che simula la saturazione valvolare che ho configurato con i toni completamente chiusi per ottenere una distorsione calda e morbida a differenza del “Boss Turbo Over Drive OD2” regolato con i toni aperti per una distorsione più acuta e accentuata. Infine, per dare atmosfera, specialmente negli arpeggi, ho sistemato un “Chorus Ensemble CE-5” sempre della Boss. Tutti gli effetti sono fissati alla tavola, tramite delle strisce di velcro e sono estraibili e intercambiabili in qualsiasi momento, con altri che posseggo, ovvero, un “Digital Delay DL10” della Ibanez, un vecchio “Flanger FL9” della stessa marca ed il “GE-7 Equalizer” della Boss che uso prevalentemente con la chitarra acustica. Non devono mancare la “ciabatta” per i relativi “AC Adapter” per l’alimentazione degli effetti, i manici per il trasporto della pedaliera e la valigetta porta-effetti per completare l’opera artigianale costruita interamente dal sottoscritto. (modestamente)… LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK martedì 21 novembre 2006 - ore 12:34 The Beatles LOVE Per rimediare al guaio commesso, rimetto la recensione di "Love" ben più dettagliata della precedente che avevo erroneamente cancellato. The Beatles "Love". Come mi ero promesso di fare, ho acquistato “Love” dei Beatles. Ho scelto la versione speciale con cd + dvd audio disc in DTS 5.1. È comunque disponibile anche la versione con solo cd audio a minor prezzo. La confezione con la ormai classica copertina in stile “Flowers Power” ha quel colore giallo sgargiante che riporta la mente al periodo “Peace & Love” e contiene oltre al cd e al dvd, un libretto di crediti e fotomontaggi dei Beatles con le immagini sovrapposte a quelle del musical “Cirque du Soleil”, tutto molto psichedelico e colorato. Questa è l’ennesima conferma della politica adottata dai Beatles fin dal 1963, ovvero, il prodotto che si avvicina il più possibile alla perfezione anche se la mia attenzione è concentrata più su quello che andrò a sentire. Nel post del 12 novembre, avevo espresso la mia perplessità nel sentire alcune demo di “Love” e ora dopo averlo ascoltato attentamente dall’inizio alla fine devo assolutamente ritrattare e ricredermi su quanto detto. L’album, essendo concepito per un musical, va ascoltato dal principio alla fine come in un’unica suite, poiché le canzoni sebbene rielaborate nel modo spiegato nel precedente post, sono legate e concatenate fra di loro seguendo un filo conduttore, come in un opera lirica se vogliamo, pertanto se avete intenzione di acquistare l’album, sconsiglio vivamente di mettersi alla ricerca della propria traccia preferita poiché non si afferrerebbe il concetto preciso dell’opera. Davvero tutto un altro effetto rispetto a quello che avevo sentito con le tracce singole e confesso che mi dispiace aver criticato negativamente anche se per un attimo il vecchio George Martin. Vi descrivo “Love” traccia per traccia. La versione DVD di Love non contiene filmati, bensì soltanto il “monoscopio” che riprende la copertina. Prima però ci sono le inquietanti avvertenze da parte dell’ FBI che criminalizza i pirati musicali. Pena 5 anni di galera e 250.000 dollari di multa… azzz!... L’album “tanto per gradire “, apre con una sconvolgente versione “acappella” di “Beacause” il pezzo cantato a tre voci del medley del lato B di “Abbey Road” e mette subito in chiaro di come cantavano questi signori… Da brividi!. Il pezzo conclude con il terrificante accordo finale di “A Day In The Life” però fatto suonare al rovescio che in un vorticoso crescendo che sembra risucchiarti , va ad incocciare al celebre accordo d’apertura di Rickenbacker 12 corde di “A Hard Day’s Night” che sovrapponendosi al mitico assolo di batteria di Ringo di “The End” si lega a Get Back. Quest’ultima, sulla classica cavalcata dell’inizio in La magg, vengono sovrapposti sapientemente due fraseggi degli assolo di chitarra distorta. di “The End” anch’essa in La maggiore. Dal La maggiore si passa al La minore di “Glass Onion” del”White Album” che negli accordi finali di orchestra in 7° diminuita scivola sulla base orchestrale di “Eleanor Rigby” che sfumando con degli effetti sonori psichedelici sull’arpeggio di “Julia”, prelude uno dei miei pezzi preferiti, “I Am The Walrus”. Nessuna sovrapposizione per questo grande pezzo che nei suoi effetti caratteristici nel finale, si dissolve incrociandosi senza nemmeno accorgersi ai famosi strilli della beatlemania, tratti dalla vera presentazione di un concerto dei Beatles, il “Live at Houston Coliseum” che in una parvenza live comincia “I Want To Hold Your Hand” che in realtà è la versione ufficiale. Mentre le grida beatlemaniache si attenuano parte il riff iniziale di “Drive My Car” e qui mi ha sconvolto la sovrapposizione dell’assolo di “Taxman”sulla base di “Drive My Car” che si tramuta inesorabilmente in “What you Doing” e “The Word” mantenendo però il clima percussivo e l’atmosfera di “Driver My Car”. Si tira il fiato e su un tappeto di note di un sitar, comincia un pezzo che inizialmente dal titolo, pensavo ad un inedito, “Gnik Nus” invece è “Sun King” suonata al rovescio e per l’occasione hanno rovesciato pure il titolo facendola diventare “Gnik Nus” che scivola dolcemente in “Something” di Harrison suonata per intero. Il pezzo alla fine “transita” attraverso un break di un altro pezzo “minore” di Harrison, “Blue Jay Way” con le voci di “Nowere Man” in sottofondo dopodiché inizia “Being For The Benefit Of Mr. Kite” che si imbatte da lì a poco in un mix di “I Want You(She So Heavy)” e le urla di McCartney di “Helter Skelter”. Il pezzo, mi riferisco ad “I Want You (She So Heavy)”, come avviene ufficialmente in ”Abbey Road” viene interrotto bruscamente e in una folata di vento, comincia “Help” che in questo caso rimane “incontaminata”. Piccola pausa e si riparte con il fraseggio iniziale dell’arpeggio di “Blackbird” della quale scopro che l’hanno abbassata di un tono, (dal Sol al Fa) per legarla a “Yesterday” quest’ultima accorciata di una strofa e di un inciso. Il sucessivo è un pezzo di quelli che avevo avuto modo di sentire nei demo. Si tratta di “Strawberry Field Forever”. Anche qui vengono usati espedienti tecnologici per legare le versioni primordiali della canzone incrementandosi via via alla nota versione finale orchestrata da George Martin. Si riparte da un sitar con la grande “Tomorrow Never Knows” sovrapposta a “Within You Without You” di Harrison e subito dopo è il pezzo di Harrison ad essere sovrapposto alla batteria ipnotica di “Tomorrow Never Knows” che termina in un curioso inizio al rallentatore di “Lucy in The Sky With Diamond” anche questa completa e poi mixata nel finale ad un arrangiamento orchestrale per poi passare ai due pezzi che inizialmente avevano generato la mia perplessità, “Octopus ‘s Garden” e Lady Madonna. Questi due pezzi, ascoltati da soli precedentemente nelle demo, non dicevano nulla e per quanto mi riguarda, avrei sottoscritto ad un fallimento di Love invece, inseriti nel contesto, funzionano. Ho capito finalmente che il fraseggio di chitarra inserito su “Lady Madonna” appartiene a Clapton, tratto dall’assolo di “While My Guitar Gently Weeps” di Harrison. Di Harrison anche il trittico mix della prossima traccia che inizia con le voci del coro di “Here Comes The Sun” (sun!sun!sun!) sovrapposte ai tabla della già accennata “Within You Without You” dove il tutto introduce la bellissima “Here Come The Sun” che sfuma dolcemente nello strumentale di “The Inner Light” la canzoncina indiana di George che fu relegata sul lato B del 45 giri di “Lady Madonna”. Cambio totale di atmosfera per la celebre “Come Together” godibile per la superba qualità audio. Sul finale di “Come Together” viene inserito la parte finale di “Dear Prudence” che transitando per la “coda” di “Cry Baby Cry” (la zona vocalizzata da McCartney) introduce il “mitragliamento” di chitarra di “Revolution” suonata per intero con qualità audio a 1000 come per “Back In The USSR” anch’essa completa. Mi soffermo sulla prossima traccia: è una splendida versione primordiale di “While My Guitar Gently Weeps” suonata a ballata solo con voce e chitarra da George Harrison gia pubblicata sugli “Anthology”. Il vecchio Martin, rende davvero grande onore alla memoria del caro George arrangiando la sua canzone con uno stupendo arrangiamento di archi. Ribadisco, merita da sola l’acquisto di “Love”. Il pezzo scorre via e termina in punta di piedi com’era nel carattere di George, per fare posto ad un altro grande pezzo questa volta di John supportato nell’inciso da Paul, “A Day In The Life”. Guai a mettere le mani in un capolavoro del genere e quindi Martin si è limitato a lasciare la canzone così com’è lasciando all’inizio soltanto le indicazioni e il conteggio bizzarro “fuori onda” di John. Dopo il terrificante accordo finale da “giorno del giudizio” l’atmosfera si stempera con la celebre “Hey Jude” in una versione ridotta di un inciso e di una strofa con una variante sul coro finale dove la musica viene interrotta come se si dovesse cantare tutti insieme battendo a tempo le mani sopra una improvvisazione vocale rock di Paul. La canzone, sul finale orchestrato, viene mixata con la batteria di “Sgt. Pepper’s Reprise” e quindi senza nessun artificio comincia l’inno nazionale francese che introduce la celeberrima “All You Need is Love” ultimissima traccia dell’opera. Nel finale del pezzo vengono lasciati dei dialoghi come fossero dei commenti per l’ottima riuscita dello spettacolo. Se siete riusciti a leggere fino qui , potrebbe sembrare un “minestrone” invece provate ad ascoltare l’opera immaginando di assistere ad un musical sui Beatles dalla platea di un teatro. Tuttavia per capire meglio tutti i passaggi di ciò che si sente, bisognerebbe conoscere perfettamente passo per passo l’intera discografia dei Beatles (modestamente come il sottoscritto)… Cosa dire ancora? Ho già sentito qualche parere negativo su questo progetto da fonti “tradizionaliste”. Anch’io sono un purista per quanto riguarda i Beatles, tuttavia reputo questa idea intelligente, geniale e originale a condizione che rimanga unica nel suo genere. Non credo che sopporterei un “Love 2”… E adesso attendiamo l’anno prossimo dove è prevista la remasterizzazione dell’intera discografia dei Beatles. Se la qualità sonora rimarrà tale a quella di “Love” mi toccherà ricomprare tutto daccapo… LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK lunedì 20 novembre 2006 - ore 07:11 Mi scuso... ...con i fraquentatori di questo blog ma nel tentativo di correggere alcuni errori ho cancellato il post della recensione di "Love" dei Beatles. Non avendo salvato nulla prometto che la rifarò ex novo e la rimetterò presto. Grazie a tutti. Tiz. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 16 novembre 2006 - ore 21:05 Le bionde trecce... Non credo di aver trattato musica italiana in questo blog. Infatti, qualcuno me l’ha fatto notare accusandomi di peccare di “anglossassonismo”… Tuttavia, quelli della mia generazione, che hanno cominciato a strimpellare la chitarra oltre 30 anni fa, il genere si rifaceva soprattutto ai cantautori italiani, Guccini, Baglioni, Cocciante De Gregori, Lolli fino ad arrivare al più grande, Lucio Battisti e qui c’è il motivo a prescindere dalle bellissime canzoni che produceva a ripetizione. Esse si prestavano e si prestano tutt’ora ad essere cantate in coro in qualunque situazione ed alcune sono abbastanza semplici per il principiante chitarrista di turno che in questo caso era prevalentemente il sottoscritto… Una su tutte, “La Canzone Del Sole” , una delle prime canzoni che ho imparato a suonare con la chitarra, ma se vogliamo essere davvero precisi, fu la seconda perché la prima in assoluto fu “Yuppy Du” di Adriano Celentano, una canzone che fa schifo ai cani ma sapendo fare soltanto due accordi, La minore e Mi maggiore, non potevo suonare altro. Successivamente dal “La minore”, al “La maggiore” il passo fu breve e quindi bisognava assolutamente imparare il “Re maggiore”, grande ostacolo per i pivelli. Ma non appena lo ebbi imparato, ecco che il cerchio finalmente si chiuse… LA/MI /RE/ MI, sono gli accordi completi per suonare “La Canzone Del Sole” di Battisti. Ma c’era ancora un problema da risolvere… La velocità del cambio tra un accordo e un altro poiché la canzone come la suonavamo all’inizio, durava dai 15 ai 20 minuti per l’interminabile pausa che c’era tra il passaggio dal “Mi” al “Re” e quindi la canzone veniva più o meno così… “Le bionde trecce, gli occhi ………(pausa passaggio dal Mi maggiore al Re maggiore)………azzurri e………(pausa passaggio dal Re maggiore al Mi maggiore) …………………poi…… Le tue calzette……………Ronf! …Ronf ! ………rosse.. uno strazio! Altro pezzo gettonato da tre accordi fortunatamente gli stessi de “La Canzone Del Sole” era “Gioco Di Bimba” delle Orme, un gruppo italiano “progressive” dei primi anni 70. Qui ci si destreggiava meglio perché il RE magg. arrivava sempre dopo la prima intera strofa e quindi con questo pezzo si arrivava a circa 8 minuti, quasi una versione “Mix”… Da lì a poco si arrivava ad imparare il Do e il Sol e si passava alla psicadelìa pura con una “extended version” di “Wish You Where Here” dei Pink Floyd. Qui c’era un altro difficile ostacolo, ovvero, l’arpeggio iniziale. Una barriera ma se solo si veniva a sapere che qualcuno nel quartiere sapeva fare quell’arpeggio, chitarre in mano si apriva una vera “caccia all’uomo” e una volta scovato il tale gli si consegnava la chitarra e veniva quasi costretto, anche con minacce, a insegnarci il pezzo… Infine il “barrè” ossia l’accordo con il dito indice teso sul tasto che permetteva di suonare gli accordi su tutta la tastiera della chitarra che dopo averlo imparato ci faceva sentire dei veri chitarristi. Dopo poco, mi venne una grave forma di “Beatlesmania” e il resto è storia… LEGGI I COMMENTI (18) - PERMALINK mercoledì 15 novembre 2006 - ore 17:05 Ebbene sì... ...ammetto di fare abbondante uso di “Emule” per scaricare file dalla rete. Illegale o no, se un album appena scaricato è di mio gradimento, acquisto successivamente il cd o meglio ancora, il vinile originale. Tuttavia, gli scaricamenti non riguardano solo tracce e album musicali del gruppo o dell’artista, bensì materiale prevalentemente raro o irreperibile, ovvero, outtakes, rarità, filmati di concerti, videoclip etc. Ultimamente ho scaricato dal “Mulo” un film della BBC, della durata di circa due ore, (un file avi da 915 Mb circa) di una rassegna di gruppi beat anni 60 avvenuta nel 1965 organizzata da una rivista inglese dell’epoca, il “New Musical Express”. Ebbene, davvero entusiasmante vedere avvicendarsi sul palco tutti i più grandi di quel periodo d’oro: Animals, Kinks, Moody Blues, Herman Hermits, Searchers, Hollies, Them, Cilla Black, Seekers, George Fame, Rolling Stones, Donovan infine i vincitori della rassegna, I Beatles... Il megaconcerto si svolge in una specie di palasport sopra un palco allestito da una selva di amplificatori “Vox” e la cosa davvero interessante è vedere l’equipe dei tecnici indaffaratissimi tutti in camice bianco che sistemano le attrezzature, tra un gruppo e l’altro mentre il presentatore parla o un comico fa delle gag. Ogni gruppo, una volta salito sul palco ha a disposizione due o tre canzoni. La qualità video è piuttosto scarsa mentre l’ audio non è malvagio. Tuttavia, si avvertono tutti i problemi tecnici che potevano dare le apparecchiature dell’epoca che rapportati ai giorni nostri sarebbero stupidaggini. I microfoni per le voci sono di discreta qualità e non sempre funzionano al top. Ad es.: sui cori di “I Feel Fine” i tecnici si decidono finalmente di alzare il microfono di McCartney e Harrison dopo ben due strofe della canzone. Su “You Really Got Me”, il coro degli “Yeeeh” prodotti dal bassista e del chitarrista sovrastano la voce solista di Davis. I Moody Blues, sulla splendida “Go Now”, fanno una falsa partenza poiché si era girata l’asta del microfono del tastierista. Nonostante tutti questi inconvenienti, il concerto ha davvero qualcosa di magico e irripetibile. Se facciamo un rapporto ai giorni nostri, sarebbe quasi impossibile far salire sul palco per una rassegna contemporaneamente ad es. U2, Rolling Stones, Coldplay, Oasis, Pearl Jam, Radiohead, etc. Ci riuscì Bob Geldof 20 anni fa e l’anno scorso nell’occasione dei Live Aid e il Live 8, mentre all’epoca, questi raduni di rockstar poteva essere una cosa normale. Per il resto, impressionante veramente la performance degli Animals, con un giovane Eric Burdon in gran forma. Ottimi i Moody Blues e gli Stones e Cilla Black. Buoni gli Herman Hermits. I Them avevano in Van Morrison una grande voce. Donovan è la copia inglese di Bob Dylan. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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