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![]() Beat Shop, anni spritzino di Padova CHE FACCIO? Sono sistemato [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO ![]() ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: eimar emmegi.75 Feda86 lorj KillerCoke maestron quadriTINO teo77 Zoso83 BOOKMARKS BIG BOYS Cliff & Shadows Tribu (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Terminal Music Hall (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Cabaret - El Maestron (da Arte e Cultura / Poesia ) Coro Voice in Progress (da Musica / Cantanti e Musicisti ) I ROCCAFORTE (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Un grande Liutaio (da Arte e Cultura / Cartoni & Fumetti ) I Delfini (da Musica / Cantanti e Musicisti ) RED CADILLAC BAND (da Musica / Cantanti e Musicisti ) The Shadows Forum Italiano (da Musica / Cantanti e Musicisti ) BEPI & MARIA SHOW Cabaret (da Teatro / Associazioni Teatrali a Padova ) GORDONBAND NOMADI (da Musica / Cantanti e Musicisti ) STARDUST (da Musica / Cantanti e Musicisti ) The Beatles (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Beatles fanclub (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Rickenbacker (da Musica / Strumenti Musicali ) UTENTI ONLINE: |
mercoledì 21 giugno 2006 - ore 07:23 Regole. Ogni tanto all’ interno del sito, tengo a precisare il “NOSTRO GLORIOSO SITO” www.spritz.it, si intrufolano individui di una specie sconosciuta di cui si ignora la provenienza e la razza, sicuramente di natura aliena, che fa di tutto per abbassare la media della qualità del sito stesso. Mi riferisco a quegli idioti al “cubo” che si registrano con dei “nickname” di carattere scurrile che impostano il loro blog rasentando la più profonda stupidità e imbecillità. Ma perché lo fate pur sapendo di avere vita breve i questa civile comunità ? Mi appello anche al buon senso di tutti gli amici spritzini affinché questi episodi di natura estremamente volgare e di basso contenuto socio-culturale, siano immediatamente segnalati al web-master e di conseguenza isolati e rimossi dal sito. (come effettivamente e giustamente è successo). Credo sia giunta l’ora che questa gentaglia, completamente priva del più elementare senso civico, si metta in testa che “Spritz” non ha bisogno di voi e pertanto vi preghiamo di emigrare altrove,ovvero, in quei siti ove regna la più assoluta ignoranza delle norme più basilari delle regole sociali. Grazie! LEGGI I COMMENTI (8) - PERMALINK lunedì 19 giugno 2006 - ore 12:55 Rolling Stones Tribute! Si avete letto bene:Tributo ai Rolling Stones… Per una volta smetteremo i panni della Beatles Cover Band per passare al nemico… Questa sera, al “Bastione Alicorno” presso i giardini di “Sales” di fronte al “Cinema Lux” ci sarà un concerto con numerosi gruppi che tributano i Rolling Stones.Suoneranno anche i “Route 66”, il gruppo “estemporaneo”di doc. Gino. Noi siamo stati invitati più che altro per accompagnare Lele Zambon de “I Royals” il mitico gruppo beat padovano. Per l’occasione abbiamo preparato alcune cover di rock-blues dei Rolling. Ocio però! Il concerto merita di essere visto soprattutto per il meraviglioso posto che fa da cornice. Il Bastione Alicorno è uno scavo romano che per raggiungerlo si passa attraverso un tunnel e si arriva in una specie di teatro naturale fatto tutto di pietre in stile romanico di una suggestività unica. Altra caratteristica del bastione è la temperatura bassissima che regna all’interno che differenzierà da quella esterna di una ventina di gradi e pertanto per i più freddolosi è consigliabile la felpina… Io l’anno scorso in pieno luglio ho dovuto suonare con un giubbino. L’unico neo di questo bellissimo posto e l’acustica che tende al “rimbombo” che rende il sito poco adatto a manifestazioni di questo tipo. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK domenica 18 giugno 2006 - ore 13:59 BEAT SHOP 0, ITA - USA 1-1 Bilancio quasi fallimentare per quanto riguarda la presenza di pubblico, ai nostri due concerti di venerdì e sabato, rispettivamente al White Dog e S. John. Mi conforta il fatto che le nostre prestazioni sono state entrambi ineccepibili e il motivo del mio orgoglio è riferito soprattutto alla forma smagliante delle nostre voci, che quando si fondono tutte e tre assieme, non ce né veramente per nessuno. Potrebbe sembrare presuntuoso ma se qualcuno fosse stato presente ai nostri due concerti non potrebbe fare altro che confermare la mia dichiarazione e questa volta i complimenti me li faccio da solo…(e che altro potrei fare?)… Al White Dog è stata ancora una volta graditissima la visita dell’amico Noel ed Eimar. Non smettete di venire a sentirci ragazzi. Ieri invece, il “doppio” partita-musica, al S. John non ha funzionato e se non era per quella ventina di appassionati che sono rimasti ad ascoltarci dalla prima all’ultima canzone, avremmo suonato per tavoli, sedie, camerieri e spine di birra… Prima di salire sul palco abbiamo assistito alla dura e difficile partita della nazionale contro gli Usa. Abbiamo fatto tutto noi gol e autogol per quanto riguarda le marcature, anche se l’America ha fatto una grande partita accorta a centrocampo e in difesa creando qualche grattacapo anche sulla nostra trequarti. Con Cannavaro e Nesta due autentici cerberi dell’area, Gianluigi Seredov può continuare a mandare tranquillamente bacini e sorrisini in tribuna ad Alena Buffon. Però su quel gol annullato… De Rossi oltre al cartellino rosso meritava di essere cacciato dal campo con due emeriti calci in culo… che pirla! Ringhio Gattuso che ieri ha giocato come lui sa fare, sarà il suo naturale sostituto per minimo altre due o tre partite. Totti non è nemmeno l’ombra di se stesso. L’ammonizione giustifica la sua presenza in campo. Perrotta, sempre bravo rimane in campo anche zoppo in una posizione avanzata come si usava fare ai vecchi tempi, mentre Zaccardo al di là della grottesca autorete, dovrebbe essere onesto a lasciare il posto a qualche altro terzino. Scabroso! Del Piero sta cominciando a girare come si deve. È stato tra i più pericolosi in attacco. Zambrotta corre, è sempre un grande, è in forma strepitosa ma davanti a lui aveva Donovan… anche senza chitarra ma è pur sempre Donovan, quello di “Mellow Yellow”… Toni e Iaquinta…hanno già lo spettro (mica tanto spettro) di Pippo Inzaghi che sta alitando sul collo a tutti e due.. Idem per Gila: gol e… chi l’ha visto più? Pirlo, il più grande di tutti. Gioca una quantità industriale di palloni senza mai perderne uno, lo massacrano ma lui si rialza come se nulla fosse successo, assiste Giardino sul gol. Grande punto di forza della Nazionale. Adesso con la Repubblica Ceca bisognerà vincere a tutti i costi per passare il turno. Il Ghana non scherza mica tanto… AUGURI PAUL! Saltando da palo in frasca, oggi è il 64° compleanno di Paul McCartney. Il mio è un chiaro riferimento ad una sua canzone scritta verso la fine degli anni 50, veniva usata come riempitivo in caso di guasto agli amplificatori ai tempi del Cavern, riesumata per Sgt. Pepper’s in occasione del sessantraquattresimo compleanno del padre Jim. Si tratta di "When I’m 64". Auguri! anche se le cose non gli stanno andando "relativamente" bene... When I’m Sixty-four When I get older losing my hair, Many years from now. Will you still be sending me a Valentine Birthday greetings bottle of wine. If I’d been out till quarter to three Would you lock the door. Will you still need me, will you still feed me, When I’m sixty-four. You’ll be older too, And if you say the word, I could stay with you. I could be handy, mending a fuse When your lights have gone. You can knit a sweater by the fireside Sunday morning go for a ride. Doing the garden, digging the weeds, Who could ask for more. Will you still need me, will you still feed me, When I’m sixty-four. Every summer we can rent a cottage, In the Isle of Wright, if it’s not too dear We shall scrimp and save Grandchildren on your knee Vera Chuck & Dave Send me a postcard, drop me a line, Stating point of view Indicate precisely what you mean to say Yours sincerely, wasting away Give me your answer, fill in a form Mine for evermore. Will you still need me, will you still feed me When I’m sixty-four. LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK venerdì 16 giugno 2006 - ore 13:43 Beat Shop Acoustic Jam Trio Live! ![]() ...ovvero, stasera suoneremo dal vivo in trio acustico al "White Dog Pub"... non capisco staggente che usa americanismi... Domani invece, dopo la partita contro i "marines" (visto che hanno ingaggiato il ministro della difesa come comissario tecnico) vi aspettiamo al S. John Pub, però diventemo, "Beat Shop Acoustic Jam Quartet Live" ... acc...!!! LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK mercoledì 14 giugno 2006 - ore 20:33 Italia-Usa + Beat Shop !!! Doppia data per noi questo fine settimana! Venerdì 16 giugno , si ritorna in trio acustico al White Dog Pub,ovvero, la birreria che si trova sul lato destro della provinciale per Casalserugo (provenendo da PD) e che ci ha visto numerose volte protagonisti. Per trio acustico mi riferisco alla formazione ridotta nella quale ci proporremo, ovvero, io, Bicio e Gino, con chitarre acustiche con repertorio di vario genere. Sabato 17 giugno, invece, con inizio alle ore 23:00, subito dopo la partita, ITALIA – USA, saremo di turno sul palco del S. John Pub di piazzale S. Giovanni, a due passi dal centro.… Ocio però!!! ITALIA – USA, verrà trasmessa comunque dai numerosi schermi televisivi di cui è dotato il S. John Pub, e quindi, volendo, si può vedere prima la partita e subito dopo ascoltare il nostro concerto purché si arrivi prima delle 21:00. Per l’occasione saremo sempre in formazione acustica ma a differenza di venerdì, ci sarà anche Adriano alla batteria. Partecipate numerosi!!! LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK martedì 13 giugno 2006 - ore 23:17 ITA - GHA 2 - 0 Non ho mai parlato di calcio in questo blog, non certo per presa di posizione, anzi, con tutti i suoi miliardi o moggiopoli, resta sempre un grande spettacolo specialmente se si tratta di campionati mondiali o europei. Io che faccio di tutto per salvaguardare la voce, ieri ho esultato gridando a livelli da “ultras” mettendo a repentaglio le corde vocali che in un certo qual modo mi servirebbero sane ed integre per le due date di questo fine settimana. Si può dire ciò che si vuole del calcio italiano attuale, ma ieri ho visto finalmente giocare una partita vera e incondizionata da parte della nostra nazionale. L’ Italia del ex mezzala sampdoriana Lippi, (lo ricordo nelle figurine Panini) non potrà mai imporre il proprio gioco, a zona o a “bi-zzona”, quella del mitico allenatore della Longobarda, Auronzo Canà, ma se continuano a giocare così, ne vedremo veramente delle belle. Il gioco di rimessa che ci ha sempre contraddistinto ai tornei di questo genere, ci permette veramente di andare in porta con meno di dieci tocchi di palla. Bearzot ha vinto un mondiale in questo modo, dove un grandissimo Bruno Conti faceva da iniziatore a questi contropiedi finalizzati dall’altrettanto grande Paolo Rossi. Infatti a questo volevo arrivare. Alla Nazionale mancherebbe una vera ala destra, il ruolo che fu di Domenghini 70 , di Causio 78, di Conti 82 e Donadoni 86, che servirebbe a scardinare la fascia per poi accentrare il gioco che potrebbe essere finalizzato dal panzer Toni. Quando invece ripartiamo dalla nostra “tre-quarti” e le azioni cominciano a farsi elaborate e metodiche, non c’è verso di entrare nell’area avversaria. Infatti l’entrata dell’oriundo Camoranesi posizionato sulla destra ha dato veramente incisione nella manovra nelle fasce. Il risultato potrebbe essere stato ben più rotondo se Toni o Perrotta non avessero avuto un attacco di verruche ai piedi in qualche circostanza. Tuttavia i due gol sono scaturiti da azioni abbastanza casuali e da un errore del difensore ghanese. In ogni caso, grandi Nesta e Cannavaro. Iaquinta è un vulcano in procinto di eruzione e speriamo non si raffreddi. Buffon e Seredova, gossip in campo…ma daaaaaaiiii… Totti a parte qualche punizione, non è determinante e non fa ancora la differenza e dubito che la farà. Gilardino , tanta buona volontà ma prestazione sterile la sua anzi a volte era da vero impiccio per Toni togliendogli spazi. Perotta molto bene a parte la “cappella”. Pirlo segna il gol e la geometria in campo. Del Piero ha le emorroidi infiammate. Grosso.. insomma… c’è l’ha ancora piccolo… Del Ghana invece, mi ha impressionato Essien, a tratti sembrava mezza squadra da solo. Bearzot lo avrebbe affidato alle cure di Gentile, il cerbero che azzannò i garretti di Mardona e Zico. La prossima ITA – USA. Chissà… COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 13 giugno 2006 - ore 14:35 The Yardbirds Il gruppo fu una vera “fucina” dei più grandi chitarristi del rock basta pensare ai nomi illustri che sono passati per questa band nel giro di poco tempo: Eric Clapton, Jeff Beck e Jimmy Page. Gli Yardbirds, come per gli Animals, furono già dall’inizio estimatori del blues nero di Chicago, ma a differenza del gruppo del grande vocalist Eric Burdon, privilegiavano il virtuosismo chitarristico a quello vocale, sebbene la voce di Keith Relf fosse alquanto valida. Gli altri componenti del gruppo del primo periodo sono oltre a Clapton e Relf : Paul Samwell Smith al basso, Chriss Dreja alla chitarra ritmica e Jim McCarty batteria. Proprio per la scelta del repertorio blues, gli Yardbirds, si conquistarono subito le simpatie dei musicisti neri fra i quali il bluesman americano Sonny Boy Williamson, con il quale oltre a ad tour insieme, incisero anche un album, “The Yardbirds & Sonny Boy Williamson Live!”. Andiamo con qualche aneddoto. “Gallinacci”!, Così li apostrofò comunque simpaticamente Mike Bongiorno al Festival di Sanremo nel 1966 quando presentò gli Yardbirds, che tradotto letteralmente dovrebbe essere “uccelli da cortile”. Quell’anno tutti i nostri gruppi beat e quelli inglesi in abbinamento ai cantanti italiani, per conferire al festival una linea giovanile, li fecero partecipare al Festival di Sanremo, con risultati pressoché disastrosi in quanto la storia dice che questi gruppi oltre ad essere inesorabilmente eliminati al primo turno, furono deliberatamente boicottati dai tecnici del suono della Rai per farli sfigurare il più possibile rispetto ai “big” della canzone italiana. Potrebbe essere vero anche se sarebbe più giusta una supposizione a tesi. Nel caso degli Yardbirds, si potrebbe pensare che nel 1966 i gruppi beat sinonimo di “capelloni”, non erano ben visti da un pubblico musicale “conservatore” e benpensante come quello italiano. Figuriamoci dei complessi inglesi a Sanremo! A peggiorare la situazione per gli Yardbirds, fu anche il fatto che cantavano in coppia con Lucio Dalla, altro personaggio “alternativo” per i tempi e in più le sue canzoni non erano certo “popolari” di fronte a gente come Gigliola Cinquetti o Modugno, che furono tra l’altro i vincitori di quella edizione. Ma è vero anche che cantarono in coppia anche con Bobby Solo, amatissimo dal pubblico e vincitore di alcune edizioni precedenti, ma qui può esserci l’attenuante che la canzone che cantarono in abbinamento faceva veramente schifo ai cani! Mi rimane un dubbio: se fosse vera l’ipotesi di boicottaggio, come mai il chitarrista Jeff Beck, , dopo una figuraccia simile e con il temperamento da “psicopatico” che si ritrovava non fece nulla di irrazionale sul palco Sanremese, tipo rompere un microfono sulla testa di qualcuno o sfasciare qualche vaso di fiori o meglio la chitarra e gettarla tra il pubblico come fece nel film “Blow Up” di Antonioni? Ma andiamo con le canzoni. (rima non voluta)… Numerose le cover blues di Hooker , Berry e Williamson. Assolutamente da sentire “Got To Hurry” e “Jeff’s Blues”, due blues strumentali rispettivamente con Clapton e Beck alla chitarra solista. Si può mettere in confronto gli stili dei due grandi chitarristi. Ma l’hit più famoso degli Yardbirds è sicuramente “For Your Love”, un brano poco blues ma tanto commerciale che fece incazzare come una iena Clapton, sempre più frustrato con gli Yardbirds ma sempre più smanioso nell’entrare a far parte del gruppo blues dei “Bluesbreakers”di John Mayall. Il pezzo è un twist - beat veramente carino per le sonorità particolari come il clavicembalo e i bongos e i cori con cui è stato costruito. Un po’ più blues invece è l’inciso della canzone con un cambio radicale di ritmo e sonorità. Clapton viene sostituito da Jeff Beck, un chitarrista dallo stile più duro e fantasioso e il successo arriva con uno dei miei pezzi preferiti “Heart Full Of Soul”. Attenzione però, della canzone esistono due versioni delle quali una più “morbida” con assolo di sitar probabilmente incisa più tardi sulla scia di “Norwegian Wood” dei Beatles e “Paint in Black” degli Stones. Paricolarissima “Still I’m Sad” con il coro di “Canti Gregoriani”. Potentissima invece la chitarra dell’intro di “Evil Hearted You”, un altro dei miei pezzi preferiti in assoluto tradotta e suonata molto bene anche in italiano dai “Jaguars” con il titolo di “Non Sei Sincera”. Anche il bassista Samwell Smith lascia e al suo posto entra Jimmy Page famoso come onnipresente sessionman che esordisce con gli Yardbirds al basso per passare subito al suo strumento preferito, la chitarra. Con una line up di due lead guitarist gli Yardbirds si ripresentano con “Stroll On” e “Train Kept A Rolling” quest’ultima suonata nel film di Antonioni. Per quanto riguarda il blues segnalo: “I’m A Man”, “Ain’t Got You”, “I Wish You Would” e il beat-blues “Good Morning Little Schoolgirl”. Stavo per dimenticare i pezzi cantati a Sanremo: con Lucio Dalla cantarono la bizzarra “Pafff… Bum” cantata e registrata in inglese e con Bobby Solo un orribile pezzo firmato dallo stesso Bobby e da “prezzemolo” Mogol con il titolo, “Questa Volta”, cantata da Relf con un italiano approssimativo. Tuttavia sono due 45 giri ricercatissimi dai collezionisti. Dalle ceneri degli Yarbirds, Page fondò i Led Zeppelin. LEGGI I COMMENTI (9) - PERMALINK lunedì 12 giugno 2006 - ore 11:49 The Small Faces Degli Small Faces non sono mai riuscito a trovare molto materiale ma a breve la lacuna sarà colmata dai nuovi arrivi di questo grande e originalissimo gruppo “mod” inglese. L’unico pezzo in mio possesso è questo CD di Gratest Hits, ma basta e avanza per capire il grande valore di questa band dal sound aspro e tagliente, imperniato sull’asse chitarra – basso rispettivamente di Steve Marriott e Ronnie Lane, assecondati alla grande da un bravissimo Kenny Roger alla batteria e da Ian McLagan alla tastiera. Divennero ben presto i beniamini del movimento “mod” della parte orientale di Londra in rivalità ai “mods” seguaci degli “Who” che controllavano la zona opposta. Steve Marriott, leader e autore assieme a Lane di tutti i successi possedeva una potente voce dal timbro graffiante impostata sui registri acutissimi, di grande fascino e assolutamente unica nella sua particolarità.Il sound rozzo e trascinante uniti all’impeto e la brutalità dei suoi riff di chitarra contribuirono ad essere precursori dell’hard rock. Ecco un po’ di notiziole: Marriott lascia gli Small Faces per unirsi agli “Humble Pie” di Peter Frampton e fu sostituito al canto nientemeno che da Rod Stewart il quale portandosi dietro il chitarrista Ronnie Wood (futuro ed attuale chitarrista degli Stones) e tenendo l’ossatura originale il gruppo cambiò nome in “Faces”. Il batterista Kenny Roger nel 1978 ebbe grande coraggio di rilevare la pesante eredità lasciata dal compianto Keith Moon negli “Who”. Steve Marriott muore nel 1991 in un incendio e il bassista Ronnie Lane, dopo essersi esibito per l’ultima volta in una sedia a rotelle , muore di sclerosi multipla nel 1997. Che allegria ragazzi… Le canzoni: solo 12, sono le canzoni contenute in questo Greatest Hit, naturalmente quelle più famose come ad esempio la trascinante “Sha La La La Lee”, con “power chord” di chitarra al vetriolo. “Come On Children” è un pezzo di vero hard rock al limite dell’epilessia con la batteria di Kenny Roger alla “Keith Moon”. “Running Wild”, è un altro pezzo hard con chitarra e voce alla “Led Zeppelin”. “My Minds Eyes” invece è una canzone con dei bei coretti, che rientra nei ranghi del beat sebbene con accordi potenti di chitarra. Un po’ più leggera “Itchicoo Park”, ma siamo già nel 67. Ascoltando la canzone, molto bella a dire la verità, mi rendo conto perché abbiano scelto Rod Stewart a sostituire Marriott alla voce. È molto probabile che Rod ne abbia fatto un rifacimento di questo pezzo. Nel contesto trovo fuori luogo “Collinbosher”,tuttavia un bel pezzo Rhythm & Blues strumentale di fiati e organo hammond. “Red Balloon” ha in grande evidenza una bellissima 12 corde acustica. “Autumn Stone” è una stupenda ballata cantata dolcemente da Marriot la cui voce è stata trattata e abbellita ulteriormente da un bel riverbero. Bellissimo anche l’assolo di flauto anch’esso riverberato in quantità. “Sorry She’s Mine” è un altro beat con gli accordi “rubati” a “Twist And Shout”. “Undertanding” comincia con un pesantissimo break di batteria sempre alla “Keith Moon” che si ripetono ad ogni risoluzione della strofa. Con questa si chiude il Greatest. Ora attendo “Ogdens Nut Gone Flake” (1968) il lavoro più definito degli Small Faces poiché trattasi di un album di rock sperimentale che usci con una curiosa copertina colorata dalla forma rotonda in antitesi a quella bianca del “White Album” dei Beatles dello stesso anno. Sono curioso di sapere di cosa si tratta. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK sabato 10 giugno 2006 - ore 09:09 Vergine???!!! Ma c’è sempre stato il segno zodiacale sotto il nick in alto a sinistra sotto la foto? ![]() Giuro che non lo avevo mai notato, a meno che non sia una delle tante ultime novità del Web Master. In ogni caso pregherei sempre il W. M. di mettere almeno la dicitura “Segno Zodiacale: ”..... perché ritengo che “Beat Shop, 43 anni vergine,” non suoni proprio alla grande… Casomai ,“vergini”, visto che il nick è riferito al mio gruppo e non propriamente a me stesso… e quindi nell’ipotesi, saremmo tutti e 5 vergini!... Update: Grazie MrSick... LEGGI I COMMENTI (9) - PERMALINK venerdì 9 giugno 2006 - ore 17:04 The Animals ![]() Stracciarono tutte le chart inglesi e americane nel 1964 con il singolo “The House Of The Rising Sun” la celebre canzone dall’inconfondibile arpeggio iniziale di chitarra elettrica. A parte questo, gli Animals, si distinsero dagli altri gruppi per il blues puro, carico e rabbioso che proponevano, che non aveva uguali in Inghilterra. Almeno due sono i punti di forza di questa band di Newcastle, il trascinante organista e arrangiatore Alan Price, ma soprattutto il vocalist Eric Burdon, il primo grande esponente di una schiera denominata “i negri bianchi”, non perché avesse di certo una voce “negroide”, ma poiché possedeva una voce possente, carica di enfasi a tratti rabbiosa a dispetto della sua statura alquanto bassa in contrapposizione a quella del bassista Chas Chandler, un marcantonio alto due metri, famoso non tanto per la sua tecnica sul basso, quanto per aver scoperto Jimy Hendrix in uno dei tanti locali fumosi d’Inghilterra ed averlo introdotto nel panorama discografico. Ma tornando alla grande voce di Burdon, personalmente ritengo sia una delle più grandi che i miei padiglioni auricolari abbiano sentito, assolutamente fantastica, espressiva e prorompente dal timbro scuro, baritonale ma allo stesso tempo viscerale ed esplosiva nelle parti acute. Il gruppo tra il 64 e il 65 incamera numerosi hits, tra il blues e il beat: “Bring It On Home To Me, di Sam Cooke e alter due eccellenti cover di John Lee Hooker, “Boom Boom” e “I’m Mad Again”. Sempre in termini di blues segnalo, “Bright Light Big City” del nero Jimmy Reed, "Around And Around", "Memphis Tennesee" e “How You’ve Change” del solito Chuck Berry. Verso la fine del 65, Alan Price se ne và lasciando al gruppo due bei pezzi:”Don’t Bring Me Down” ripresa a cover in italiano da Ricky Maiocchi con il titolo di “Non Buttarmi Giù” e “Inside Looking Out”. Non dimentichiamo “Don’t Let Me Be Misunderstood” che qualcuno crede ancora sia un pezzo dance dei “Santaesmeralda”, (il pezzo non è comunque degli Animals),"’m Cryng" e la bizzarra “Roadrunner” di “Bo Diddley” un pezzo “onomatopeico” in quanto il rumore della corsa missilistica dell’antipatico struzzo, eterna preda di “Wile Coyote”, viene simulata sfregando il plettro sulla corda della chitarra. Grande anche “We’ve Gotta Get Out Of This Place” tradotta fedelmente in italiano da I Delfini, il mitico gruppo beat padovano con il titolo di “C’è Un Posto Migliore Per Noi”. Ed ecco la mia preferita in assoluto, “It’s My Life”, un pezzo vibrante che inizia con un bel riff di basso raddoppiato in seconda battuta da una Rickenbacker 12 corde elettrica. (che coincidenza)… Nel 67 circa, Eric Burdon, scioglie il gruppo per ricostituirlo con una nuova line up con il nome di “New Animals”, una band dal genere “Flower Power” tipo “hippy” delle zone di San Francisco: altra storia. IT’S MY LIFE The Animals It’s a hard world to get a break in All the good things have been taken But girl there are ways to make certain things pay Though I’m dressed in these rags, I’ll wear sable some day Hear what I say I’m gonna ride the serpent No more time spent sweatin’ rent Hear my command I’m breakin’ loose, it ain’t no use Holdin’ me down, stick around But baby (baby) Remember (remember) It’s my life and I’ll do what I want It’s my mind and I’ll think what I want Show me I’m wrong, hurt me sometime But some day I’ll treat you real fine There’ll be women and their fortunes Who just won’t do ???? ??? ???? Are you gonna cry, when I’m squeezin’ the rye Takin’ all I can get, no regrets When I, openly lie And leave only money Believe me honey, that money Can you believe, I ain’t no saint No complaints So girl go out Hand it out And baby (baby) Remember (remember) It’s my life and I’ll do what I want It’s my mind and I’ll think what I want Show me I’m wrong, hurt me sometime But some day I’ll treat you real fine (It’s my life and I’ll do what I want) Don’t push me (It’s my mind and I’ll think what I want) It’s my life (It’s my life and I’ll do what I want) And I can do what I want (It’s my mind and I’ll think what I want) You can’t tell me (It’s my life and I’ll do what I want LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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