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ORA VORREI TANTO...

...ma tanto!

STO STUDIANDO...

No.

OGGI IL MIO UMORE E'...

diverso da quello di ieri.

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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Più che Blog...è Blob.
Facciamoci gli affari vostri.


mercoledì 4 novembre 2009 - ore 21:45


APPLAUDETEMI DA VIVO.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


C’è una domanda che vorrei porre all’attenzione di tutti, me compreso, te compreso, te compresa, noi compresi, voi compresi e voi comprese.
È sempre la solita storia, lo diciamo sempre tutti ma poi siamo i primi a cascarci:
PERCHÈ ELOGIAMO LE PERSONE COME FOSSERO DEGLI DEI SOLAMENTE NON APPENA QUESTE CREPANO??
"E’ una cosa normale!" verrebbe da dire... "Hai ragione, è vero..." verrebbe da rispondere...Beh?

Chiuso l’argomento.

Eh no, cavolo!
Dannazione uno per diventare famoso o per essere riconosciuto a livello mondiale deve crepare santa Cleopatra! Perchè da vivo faceva cagare? Al contrario! Lo esalti appunto per le cose che ha fatto ovviamente da vivo! Magari gli avrebbe fatto piacere sentire tutti quei complimenti quando ancora li poteva sentire, leggere o sapere dai media... Magari quel cantante sognava da sempre di vendere tutti quei dischi e di certo una volta schiattato non riesco ad immaginare un modo in cui egli possa godere di quel successo, del ricavato e di tutto il suo lavoro. Magari quel pittore avrebbe voluto venderne almeno uno dei suoi diecimila quadri i quali siccome era vivo venivano considerati spazzatura... Magari non gliene frega nulla di essere chiamato genio una volta che nemmeno lo può venire a sapere. E’ come se tu vivi una vita senza aver mai ricevuto un complimento o una considerazione gradevole su qualcosa che fai o che hai fatto, e magari ogni volta che esci dalla stanza la gente si mette a fare elogi e complimenti su di te, parlando tra di loro...e tu non lo saprai mai, così finisci per credere che la tua roba non vale nulla, se non per te. Ok, ti accontenti così, ma quanta soddisfazione in più avresti avuto se fossi stato a conoscenza dell’apprezzamento condiviso anche da chi ti sta intorno.
Lo so, è pieno di artisti, geni, eroi, ce ne sono migliaia vivi e vegeti, tutti eccezionali; e direste che per questo è impossibile poter parlare di tutti ogni santo giorno... Ma allora perchè aspettare un giorno come il decesso dico io? Perchè non scegliere invece il compleanno? Perchè no? Il compleanno. Così loro stanno qui, VIVI, in mezzo a noi, e tutto il mondo quel giorno parla di loro, trasmettendo speciali in TV, sponsorizzandoli con dei tributi, articoli sulle riviste, sui giornali, su internet, godendosi la giornata di compleanno con una bella soddisfazione che possano almeno constatare di persona! E invece tutto questo accade col morto!
"E’ morto uno dei più grandi cantanti, scrittori, pittori, musicisti, registi, attori, sportivi....ecc..."
Questo il messaggio della TV.
Magari se tornasse indietro direbbe "Caspita, nessuno mi aveva mai catalogato come uno dei più grandi nella mia categoria! Che è? Si vergognavano a dirmelo forse?"

Direste: "Ma è un segno di rispetto per una persona che non c’è più"... Ok, d’accordo, figurarsi se uno viene a dire "A me faceva schifo" parlando di uno che è appena morto... Fa parte della nostra innata ipocrisia, se così vogliamo chiamarla, e sottolineo INNATA... Fa parte di noi, della nostra cultura. L’esempio più eclatante è senza dubbio quello del Natale, dove tutti sono "più buoni" (come dicono i cannibali).

I veri fan di qualcuno sono quelli che lo hanno sempre seguito e sono cresciuti con lui, ed ovviamente al momento della sua scomparsa esternano il loro dispiacere sia per umana comprensione, ma soprattutto per il fatto che tal personaggio conclude quel giorno definitivamente la sua carriera e quindi non produrrà più nulla. Rimane però un fatto importante: l’arista non è morto. E’ morto l’uomo. L’arte non è mortale, poichè vive attraverso chi la ama, e ci sarà sempre per fortuna qualcuno che al mondo che porterà avanti questo fondamentale elemento. Parlo di arte ma potrei riferirmi anche all’umanità di una persona, alle sue abilità e a quello che in vita ha trasmesso con esse a migliaia di persone, le quali a loro volta hanno percepito ed assorbito quelle emozioni inserendole, chi più chi meno, come uno dei tanti pezzi che compongono il puzzle della propria vita!
Credo che non ci sia soddisfazione più grande per un essere umano che quella di sapere di essere o di essere stato un tassello importante nella vita di qualcun altro. E’ come se una parte di te vivesse attraverso un’altra persona. Figuriamoci allora la soddisfazione di sapere che questo accade per migliaia o miliardi di persone. Acquisisci una sorta di immortalità portata avanti dalle generazioni future e da tutti coloro che ti hanno sostenuto e che a loro volta la trasmetteranno a chi, arrivato dopo di te, non ha potuto conoscerti in tempo reale durante la tua carriera.
Ora quello che voglio dire è di non avere la pretesa di compiangere tale personaggio scomparso, nella maniera in cui compiangeresti un tuo stretto parente, perchè non è così! So benissimo che è stato una parte importante per te dal punto di vista emozionale, ma se gli vuoi portare veramente rispetto, come da buon perbenista vuoi apparire, allora limitati a dire le stesse cose e gli stessi pensieri che esponevi su di lui sino al giorno prima! Non capisco per quale ragione, se un artista che hai sempre considerato diciamo a livello 8, il giorno in cui muore ti metti a strillare come fosse sempre stato il tuo idolo per tutta la vita, l’icona che ha portato avanti la tua ragione di vita, il motivo per il quale ti alzavi la mattina eccetera eccetera....Questo non è elogiare, è prendere per i fondelli! Io da morto mi incazzerei, scusa tanto!
Il riferimento principale a cui punto il mirino, comunque, è senza dubbio per tutti quelli a cui di quel personaggio scomparso non gliene è mai fregato un fico asciutto e magari lo conoscevano soltanto in maniera superficiale, per sentito dire o che ne so... E quando il tizio scompare, si gettano nella massa mischiandosi magari agli autentici fan, fingendo compassione e devozione per qualcuno del quale non gli è mai interessato un palo di cemento! Ma dannazione perchè? Ma che male c’è ad essere sinceri, dico io? Perchè voler dimostrare sensibilità, umanità, passione, quando poi esci di casa e spari ai piccioni? Perchè abbiamo sempre bisogno di nascondere la nostra faccia dietro a delle maschere preparate a puntino per ogni occasione? Perchè vergognarsi di noi stessi? Ebbene noi non ce ne accorgiamo ma è quello che facciamo ogni santo giorno! Quanti oggi ammettono i propri difetti? Quanti dicono realmente quello che sentono? Ma soprattutto quanti pensano con la propria testa? A quanto pare sempre meno, a quanto pare. E ripeto, a quanto pare.
Abbiamo l’inconscia paura di essere giudicati che aleggia su di noi incontrollabile ed indomabile; ma non ce ne accorgiamo neppure, perchè di quella paura ne abbiamo fatto uno stile di vita! Ci vestiamo seguendo delle regole, dei canoni. Parliamo utilizzando un linguaggio specifico per sembrare più al passo coi tempi. Abbiamo paura ad esporre le nostre idee se queste potrebbero in qualche modo "scartarti dalla massa". Cerchiamo di mantenere un’immagine "mimetica" in mezzo a questa giungla in cui viviamo oggi, dove l’apparenza è tutto, e il nichilismo dirige l’orchestra.
L’unico giudizio che dobbiamo temere è quello di un’eventuale giuria che ti sta condannando o meno all’ergastolo, o in ogni caso di chi in quel momento ha il potere di decidere per la tua vita. Ora noi, senza volerlo, diamo un peso simile al giudizio di ogni singola persona che incontriamo per la strada, per quanto sia un perfetto sconosciuto che probabilmente non rivedremo più. Spiacenti ma io approvo l’essere ciò che non si è soltanto nel lavoro degli attori. Quello ha un senso, è un lavoro, è un’arte. Farlo nella vita comune, beh, può anche essere plausibile se ha uno scopo ben preciso, se ha un fine proficuo... Ma farlo solamente per paura di far apparire se stessi, quello è da scartare. E’ prendere in giro sé e chi ne ha a che fare, e uno dei tanti esempi di questa condizione è appunto esprimere sentimenti ed opinioni che non si hanno, ma che ha la maggior parte della gente, e così, per non sentirsi esclusi, si finge di amare qualcuno che non c’è più, parlando di lui come se avesse rappresentato tutto per te, magari usando parole ammirevoli, sperando di ricevere il consenso o la condivisione di altri con un tuo falso pensiero o sentimento che hai messo in mostra soltanto per far sentire la tua presenza in catena nel pensiero collettivo "cool" della massa.
Pare che tutti cerchino di apparire perfetti, di risultare mediamente umani per quel che oggi la concezione di umano ipuò oggettivamente intendere, e per farlo debbano comporre la loro immagine come si fa con una ricetta di cucina: un po’ di questo, un pizzico di quello...

L’uomo medio perfetto nella massa?

Deve apparire sensibile ma con un carattere forte all’occorrenza.
Saggio, ma con quel pizzico di ingenuità che lo fa rientrare nella "media".
Coerente, ma con quel pizzico di spensieratezza che fa trasparire quel retrogusto di sognatore che è in lui.
Conformista, ma con quel pizzico di anticonformismo che lo rende meno debole.
Acculturato, ma non troppo, altrimenti rischierebbe di rientrare in una ben più spoglia nicchia.
Buono, ma anche stronzo, altrimenti a lungo andare scatta inevitabile l’appellativo di "banana" (per non essere troppo crudeli).
Sufficientemente atletico, ma con quel pizzico di difetti che (come sopra) ti fanno stare nella media.
Benestante al punto giusto, senza esagerare ma senza nemmeno scarseggiare di grano (certo, una cazzata al giorno d’oggi).
Calmo ed esuberante quasi alla pari.
Estroverso ma non troppo, altrimenti molti penseranno che sei "scemo".
Perbene, ma con un pizzico di volgarità.
Aggiornato, ma non esageratamente, poiché potresti risultare arrogante.
Aperto, ma con quel pizzico di mistero che attrae.
Sicuro, ma dimostrando talvolta qualche leggera umana insicurezza.
Gentile, ma non eccessivamente.
Furbo, ma non esageratamente.
Puntuale, ma non sempre.
Avere dei gusti in generale che siano considerati in linea di massa "oggettivamente normali".
Essere oggettivo, e non soggettivo. E in quest’ultimo passaggio hai perso definitivamente la tua essenza, e di te non rimane che un pupazzo costruito....da te? No. Costruito dal nostro bel ventunesimo secolo e dalla perdita del concetto di "valori".

Sta di fatto che oggi uno è un genio quand’è morto. E grazie tante!
Invece, i personaggi che possiedono grandi doti, gli artisti, i poeti, i cantanti, gli sportivi, i giornalisti, i musicisti, gli scrittori ecc.. dovrebbero essere menzionati al mondo, anche solo un paio al giorno, allo stesso modo in cui accade quando vengono a mancare. Io sono sicuro che un tale riconoscimento non abbia prezzo, e la sensazione che ne scaturisce non possa mai essere paragonata a quella del riconoscimento economico, per quanto immenso esso sia.


Il valore di un applauso è decifrabile solo dal cuore di chi lo riceve.

Applaudiamo soprattutto a cuori che ancora battano, e che quindi ne possano godere.



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giovedì 20 agosto 2009 - ore 23:58


MI FAI STARE BENE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Da quando tu, sei scesa dentro me
ho capito che non era bello niente, perché niente è come te......
e tu, in un quadro di Van Gogh ti eri persa tra i sentieri,
ma dov’eri
prima di toccare me.
Da quando poi ..... innamorati o no...
ho capito che eri come ti immaginavo
e che eri proprio te

Mi fai stare bene, mi fai stare bene
e di stare bene non mi stanco mai...
Mi fai stare bene, mi fai stare bene
sembri l’alba di un mondo...che siamo noi.

Ricordo che giocavi insieme a me.. mi parlavi di un
amore misterioso ed io geloso poi di chi ? di me...
e non mi accorgevo che
ero già nei tuoi pensieri, e non capivo, non volevo, non lo so.

Mi fai stare bene, mi fai stare bene
giocano i colori e non ti fermi mai
è bello ritornare, è bello per amore
in un giorno uguale non ti ho vista mai ...proprio mai
proprio mai...

Mi fai stare bene, mi fai stare bene
e di stare bene non mi stanco, dai..
Mi fai stare bene, mi fai stare bene
meglio di cosi non sono stato mai
mai.....
e io ti tengo qua.....
e io ti tengo qua!

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domenica 9 agosto 2009 - ore 11:36


Un figlio dei fiori non pensa al domani
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Amico che cerchi il tuo paradiso

l’inferno lo vivi quando hai la paura

la benda che porti tu stesso hai voluto

la crei da solo pensando al tuo futuro.



L’inferno, la benda hanno nome domani,

il tuo paradiso forse hai nelle mani

ma tu non lo sai perché pensi al domani,

ma tu non lo sai perché pensi al domani.



Amico non chiedere qual è il tuo destino

un fiore avvizzisce se pensa all’autunno

i fiori che hai dentro non farli morire,

ma lascia che s’aprano ai raggi del sole.



Il sole avvizzisce se pensi al domani,

il tuo paradiso forse hai nelle mani.

Un figlio dei fiori non pensa al domani.

Un figlio dei fiori non pensa al domani.



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venerdì 7 agosto 2009 - ore 13:50


MA CHE FILM LA VITA
(categoria: " Pensieri ")


Grazie a mia madre per avermi messo al mondo,

a mio padre semplice e profondo,

grazie agli amici per la loro comprensione,

ai giorni felici della mia generazione,

grazie alle ragazze a tutte le ragazze.



Grazie alla neve bianca ed abbondante,

a quella nebbia densa ed avvolgente,

grazie al tuono, piogge e temporali,

al sole caldo che guarisce tutti mali,

grazie alle stagioni a tutte le stagioni.



Ma che film la vita tutta una tirata

storia infinita a ritmo serrato

da stare senza fiato.

Ma che film la vita tutta una sorpresa

attore, spettatore tra gioia e dolore

tra il buio ed il colore.



Grazie alle mani che mi hanno aiutato,

a queste gambe che mi hanno portato,

grazie alla voce che canta i miei pensieri,

al cuore capace di nuovi desideri,

grazie all’emozioni, a tutte le emozioni.



Ma che film la vita tutta una tirata

storia infinita a ritmo serrato

da stare senza fiato.

Ma che film la vita tutta una sorpresa

attore, spettatore tra gioia e dolore

tra il buio ed il colore.



Ma che film la vita tutta una sorpresa

storia infinita a ritmo serrato

da stare senza fiato.

Ma che film la vita tutta una sorpresa

attore, spettatore tra gioia e dolore

fra il buio ed il colore.




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venerdì 31 luglio 2009 - ore 01:50


Paragrafo 1250
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Paragrafo 15: Smerigliatura dell’immagine.

Considerati gli angoli presi prima dell’operazione F, tagliare il fondo G con il gomito K, fino a raggiungere l’orlo sezionato, affinché rimanga saldo il collegamento B.
Successivamente riporre il silicon T nella fessura sottostante, visibile ad occhio e assicurarsi che il tallo sia disossinato. Una volta preso il nap dall’esterno, assicurare il filo H alla sfera placida R, mantenendo nibidi le soluzioni da entrambi i pori.
Se durante la fase Q si dovessero riscontrare dei fortunensi, ricercare ghiande secche e distribuirle a ghigno intorno al guoro Y.

Il passo iniziale per un buon ottenuto, devita un risultato ben preposto e minacciato a gran coda da qualsivoglia regime. Ecco perchè da faccia equale tal come nota e panna grande e piatta, ricaviamo un asparago.

Paragrafo 35: Note personali.

Patrick Tworry, nato a Fallas, Conconnati, Alabama, e genitore di padri svedesi e di madre deuctoctona, pubblica recentemente un aspetto di 45 facciate sull’importanza delle uova.
Di famiglia nord-gansandinava e di origini sud-ortaviche, Tworry dedicò gran parte della sua vita allo studio dell’egeminismo, il tomo in 64 ore diviso in ginestre e tagliato in 67 tozzi.

Pubblicato dalla Capana Company e stanziato dalla Seditana New Mexico Letterary Study Oxford Magazine, il tomo è tuttora deglutito in 74 spame in tutti i paesi nord-itaco-svetlani, tradotto in tunese nel più antico t’amo mai analizzato in passato prima dei Passeri.
Notiamo alcuni pesti tratti dal suo ultimo emense:

"Non ho mai vissuto tale da diseguare ciò che ottengo col sudore e con i capelli. Credo invece che il mondo si plachi in tre grandi e univoche circompetenze.
La prima è senza dubbio la stagione; dove più che speme ardito e più mangio quand’ho voglia nè capacito più che tu mi dici di non fare e io faccio comunque.
La seconda è il dubbio del tronco: - non esiste tronco nè duro che possa scalciar equale la più minima specie da questa faccia. Semmai ne capisse il mondo, allora tutti e le piante e i paesi dell’eremo saranno appieni e lodati in modo grade e pieno - Queste le parole che confermano l’epereoticità dell’eufemismo.
La terza, per finire in fletrezza, non può che risultare l’apace, ovvero quel grande e mistico grotto che tutto innalza e niente pecca, quella foga che tutto da e nulla pè, il piede che poco pesta e tanto calcifica, la fregua che mal ti consiglia ma ben ti forca, insomma, l’ebete e il pozzo, quando in un fluttuo pomeriggio di maggio e messico s’incontrano stagionati e ben rimessi dopo una lunga parata di stile e dopo aver passato una ad una le lutte e i messi, ben carniti, stufati, puliti e frescati con cura e parsimonia.

Tuttavia siam pochi, ormai, a sentir meno a quello che d’orecchio irte. Ma non per questo motivo dovremmo restare tozzi! Anzi! Nel bel mezzo di un treno, in una poca e desolata patina opaca, potremmo scoprire la stezza che si trova in mezzo al pezzo, proprio nella puzza e nel sozzo, fazzoletti da prender nota temporeggiando, salvie da rivedere in seguito e dita da riporre sul piano, mentre un grosso cefalo, biforme, ludico, audito e riverente, si fermi d’innanzi a noi e ci dicesse: - Greve è la via, semmai nel cor prepuzio il mal ti coce nella vipera e deserta speme che in mar ti ruge! - "



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mercoledì 29 luglio 2009 - ore 17:42


LETTERA A GAUDIO MENO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ma c’è troppo mistero in voi, Messere. Forse il vassallo non ha goduto dei servigi di corte? Forse la corte non ha goduto i vassalli? Forse il principe Newrmann ha dilugiato le tepani prim’ancor che dell’oste fatto non vi fu preso pregiudizio? Forse Maria taglierà il piede ad un contadino prima dell’esecuzione del povero Hawksin?

Mah...forse nulla di tutto questo. Il mattino sorgerà rimpianto e carlo, taglierà corde e spirti, sorgerà invidioso e tenace, pagherà fame e taglierà i corti e le spezie con il passato di verdurae.
Quel che è certo nasconde lieve un tenue soffio d’immago udir, che dal nulla spogge e mal venir fa’ d’uopo l’uomo nuovo, a virtù e stirpe, a vittoria e speme, a plebe calma sotto un infernale ed autistico sprazzo d’immondo.
Mio padre ferì Tehpano, certo, non lo nego. Ma fu egli a ringraziar Carlos prim’ancor che gli venisse inflitta l’ostia del popolo, e la famma venisse meno alle sue propoli!
Ecco perchè indugo nell’aspirar figli ad occhio spento ma vigil nel distanziar l’animo dal corpo. Mai farò di un sasso una bestia, nè di un uovo un caimano.

In virtude mea calipso tuo e tanta capace in bello summo sivil nicit venit oppio.
Mi riprendo il mio tasso, e questo forse non vorrà essere un salutar maggio, ma un forse d’equino e partecipe stimolo di eusibio.
Tante tante.

P.S. Come mio nonno: Uccel di bosco e more, e lamponi, e aghi di pino, e Silvestro. Tronchi, morbidi, fuori, teneri, dentro.


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martedì 30 giugno 2009 - ore 02:14


MA CI PRENDONO PER SCEMI?
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Voglio dire, tra web, TV e giornali vari ci sono milioni di test, descrizioni di personalità, oroscopi e quant’altro, e a volte alcuni sembrano quasi seri (i test più che altro)... Ma per la maggiorparte pare proprio che dietro ad essi ci stia chi goda a prenderti per i fondelli alla faccia della tua ignoranza o scemenza:
Partiamo dai segni zodiacali. Se tu, astrologo o chi per esso dei miei stivali, devi descrivere le presunte caratteristiche di chi è nato sotto questo o quel segno, per lo meno cerca di sforzarti un minimo e di usare un po’ di fantasia!!! E invece cosa vanno a scrivere? Per un BILANCIA che è equilibrato, per un CANCRO che punge con le sue pinze, per un ACQUARIO che adora l’acqua, stessa cosa per il PESCI; un TORO che è geloso (e ci mancherebbe altro), un GEMELLI a cui non piace stare da solo...eccetera; ed io mi chiedo quando, di questo passo, andranno a scrivere che un VERGINE è una persona che non scopa mai!
I TEST sono comunque i peggiori.
Non li batte nessuno. Ce ne sono alcuni che solitamente si trovano in quelle riviste ammucchiate sul tavolino durante l’attesa dal parrucchiere (spesso sono riviste di dieci anni fa, sempre le stesse, le quali vengono ormai recitate a memoria dai clienti abituali - da un barbiere ho trovato dei primi numeri di topolino!! ).. Ebbene, poniamo un esempio di un test che ti vuol dire quanto sei goloso, con le classiche tre risposte A, B o C. Tutte domande tipo: " Se vedi una vetrina piena di dolci che cosa pensi?" A - Me li divorerei tutti subito! B - Che bei dolcetti! C - Non penso a nulla di che...
E un’altra ancora: " Se hai in mano un vasetto di Nutella e un cucchiaino, che fai?" A - UN cucchiaino? Mi ci vorrebbe un badile! B - Beh, ne assaggio un pochino volentieri C - Non mi piace la Nutella.
Insomma, tutte domande banali come queste con le tre risposte messe sempre in quello stesso ordine. E quindi alla fine ci saranno tre risultati: 1-ESAGERATEMENTE GOLOSO! 2- GOLOSO IN MANIERA MODERATA. 3-PER NIENTE GOLOSO. Con tanto di descrizione a seguito che non sto qui a scrivere poiché la potete benissimo immaginare (spero). E’ ovvio che chi risponde a tutte le risposte A sarà un goloso e chi risponde a C non lo sarà affatto...e chi se ne frega! Insomma, a che serve? E’ come se ti facessero un test dal titolo: "SCOPRI SE SEI MAGGIORENNE" di 2 sole domande quali:" Sei nato almeno 18 anni fa?" (A: si - B: no). "Hai già compiuto i 18 anni d’età?" (A: si - B: no).
Risultato: "Se hai risposto a tutte le domande ottenendo il maggior numero di risposte A, allora complimenti! Sei un vero maggiorenne! Hai la possibilità di guidare, di votare e di fare tantissime cose che ti distingueranno da un minorenne! Continua così!"
" Se hai risposto alla maggiorparte di domande barrando la casella B, allora ahimè..non sei un maggiorenne.. Ma non ti scoraggiare, hai tutte le potenzialità per diventarlo! Sei estroverso, dinamico, simpatico, e la maggiore età è pronta per accoglierti molto presto! Hai ancora un po’ di strada da fare, ma ce la farai i certo ed otterrai degli ottimi risultati!".
...
E vorrebbero spacciarsi per dei test di psicologia! E i risultati dovrebbero addirittura sorprenderci!!!
E noi li a leggere e a perderci delle ore rimbambiti... Poi ovvio che nemmeno sappiamo come vogliamo tagliarci i capelli una volta arrivato il nostro turno dal parrucchiere!
Un’altra delle perle di saggezza al top della classifica sono gli oroscopi! Non parlo di quelli discorsivi, lunghi, articolati (anche se ci sarebbe da scompisciarsi pure li), parlo di quelli corti, di una frase, detti solitamente alla tv o alla radio la mattina presto o in certi momenti della giornata...
Li proprio ci prendono per i fondelli di brutto:
LEONE: Possibile giornata buona al lavoro, ma calcolate anche la possibilità di imprevisti.
BILANCIA: La giornata comincerà con il chiaro e finirà con il buio, ma tutto si rimedierà la mattina seguente.
GEMELLI: Cercate quello che avete perso: è possibile che voi lo troviate.
TORO: Non sempre si ha ragione e non sempre si ha torto. Approfittatene.

Questo è solo un input.. non appena mi ricapiteranno degli esempi sotto mano li pubblicherò, e se capita anche a voi benvengano!




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giovedì 25 giugno 2009 - ore 13:45


SPOT
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Esami spiritual. La soluzione all’enigma in sole 167 pagine di puro rilassamento interiore. Scegli ache tu di condividere le nuove tecniche di concentrazione Vudù, mischiando nientemeno che fiori gialli con fiori rossi. Scopri le tue virtù e vinci una crociera alle Maldivissime!!! Tu e gli amici. Tu e la famiglia. Tu e le genti del luogo. Tu e i tuoi vicini di casa. Tu e il tuo cane randagio. Tu e la tua decappottabile Brio Blue-tooth. Tu e i tuoi sogni d’oltremare. Tu e il tuo karma rmato. Tu e la politica del cibo. Tu e la religione. Tu e te. Lei e lui. Una coppia vincente, una vita di coppia, un tris d’assi e una coppia di colore.

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giovedì 25 giugno 2009 - ore 13:06


A HEART IN NEW YORK
(categoria: " Vita Quotidiana ")


New York, to that tall skyline I come
Flyin’ in from London to your door
New York, lookin’ down on Central Park
Where they say you should not wander after dark

New York, like a scene from all those movies
But you’re real enough to me, for there’s a heart
A heart that lives in New York

A heart in New York arose on the street
I write my song to that city heartbeat
A heart in New York -- the love in her eyes
An open door and a friend for the night

New York, you got money on your mind
And my words won’t make a dime’s worth of difference
So here’s to you, New York



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mercoledì 17 giugno 2009 - ore 01:55


NEURONI A COLAZIONE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


« Gilbert? Sei tu?»
Ma questa non dorme mai? Sticapanni.. Ora ci scommetto che si alza e si mette ad accendere tutti quegli interruttori e ad aprire le porte e..
«Daniel! Che sorpresa! Credevo fosse Gilbert... o temevo fosse lui»
«Perdoni l’intrusione signora Standing, ero di passaggio e mi sembrava cortese passare per una visita al nostro Louis!» Sorrido; la vecchia intona un canto emozionato «Oh, Daniel! Lei è sempre così pieno di iniziative gentili! Perdoni il mio stato...sa, non ho avuto il tempo ne’ il modo di..»
« ...non ne ha bisogno, signora Standing, mi creda!» Sferro con la faccia piu’ holliwoodiana che riesco ad interpretare, così da depistare completamente la mia crescente scocciatura per quest’angosciante presenza appiccicosa come francobolli leccati e spalmatisi in faccia! La sanguisuga è ormai cotta e mi svio con eleganza bloccandole qualsiasi tipo di dialogo stesse per cominciare, si, anche a quest’ora, la strega... Non perderebbe occasione di attaccarsi addosso con le cantilene a chiunque nemmeno si trovasse in una chiesa in piena funzione, o in piena notte mentre stai andando al cesso a pisciare! Non auguro a nessun condannato a torture di subire un blocco in un ascensore con la foca dentro! « E’ con enorme dispiacere signora Standing ma debbo allontanarmi di gran lena, pur dovendo lasciare a malincuore una cosi’ piacevole compagnia, ma...come ben sa, mi piace essere in anticipo agli appuntamenti di lavoro, anche per dare il buon esempio ai nuovi arrivati, non crede? Signora, le auguro un’ottima giornata! A presto!» Mi allontano come un gambero quasi a salutare con un ipotetico cilindro stile vecchi film, e l’anguilla rimane a bocca aperta farfugliando qualche frase che fortunatamente non faccio in tempo a sentire poichè mi ritrovo già sui marciapiedi di Forst Street prima ancora che la pazza si sia ripresa dallo shock subito.

Dannati calzoni di bassa lega! Una volta o l’altra mi scambieranno per un cartaio! O un eresimo, o un calciofante, o un sedano, o un pirotecnico...magari un sidro! Tiro dritto per non sbandare ma se potessi non esiterei un attimo a farmi una bevuta da Steward, lo stocco. Anni fa lo chiamavano il Bicefalo, per via di quei suoi grossi argugni argentati che sfilava due o tre volte il sabato, quasi in grande stile, quasi a mostrarsi rude come un vichingo ma modro come un turbe! A pensarci non sono mai stato un fenicottero, nella mia vita. Ma avrei voluto essere un Bicefalo, questo è poco ma sicuro!

Passo per Union Grace e svolto per Cinnigham Fort, passando per il Brahms, inciampando ogni dove su barboni dalle forme sidriche ed etilometriche, un po’ ludici e un po’ fertivi, ma pur sempre nesti. Ad ogni modo arrivo a Rynhos prima di Joe, e mi accontento di un toast e una Tumbler prima di passare a rasentare le vischie e le carte vecchie a mollo che ho portato fin qui da Hoover. Possa quel fesso di Georgy Fisherman fottersi a vita per quel bordello che ha combinato all’appartamento di Nelson! Un figlio di edera avrebbe coltivato meglio anche un cane, su questo non ci sono gusti che tengano!
Come immaginavo scoppia un pitone e mi bagno la giacca con il turco! Fortuna che ho una Dinabel di ricambio sempre in scorta a portata e bella tesa già pronta e stirata facile a gran vapore e pizza su di me e vita che scorre nei fiumi e tanto, ma tanto salmone a cena.
Levo l’acqua e metto un po’ di fortuna nel mio bicchiere spento. Bevo amaro, ma non troppo, scelgo il vino e mi vien spontaneo di pensare: "Seghilà archemone! SUGOOOO aleandro, o alemanno?" Ma per ora mi voglio godere il pane in sazietà: spengo il telefisico e tiro un sospirato tocco di guinza, prima di procedere caldamente al mio lun-suj-der delle tre in punto.

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