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![]() Duckworld, 25 anni spritzino di Crespano del Grappa CHE FACCIO? Altro... Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO ...e continuo a vedere. STO ASCOLTANDO Se così non fosse sarei sordo. ABBIGLIAMENTO del GIORNO Più o meno così: ORA VORREI TANTO... ...ma tanto! STO STUDIANDO... No. OGGI IL MIO UMORE E'... diverso da quello di ieri. ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: BOOKMARKS J&D (da Musica / Cantanti e Musicisti ) UTENTI ONLINE: |
Più che Blog...è Blob. Facciamoci gli affari vostri. venerdì 5 giugno 2009 - ore 14:38 questionariofacebook... DICE IL SAGGIO: SCRIVI QUESTA LISTA IN UNA DELLE TUE NOTE CAMBIANDO LE MIE RISPOSTE CON LE TUE E PUBBLICALA "TAGGANDO" 25 PERSONE PER FARE LO STESSO SE TI HO "TAGGATO", È PERCHÈ VORREI SAPERNE DI PIÙ DI TE!... 1. ultima cosa che hai bevuto: Morellino di Scansano, Toscana. 2. ultima chiamata: Treno per Padova, ore 11:35 3. ultimo messaggi ricevuto: "Sei Morto." 4. ultima canzone ascoltata : Nuevo Tango Ensamble - "ESCUALO" 5. ultima volta che hai pianto: Ora 6. hai mai frequentato due persone contemporaneamente? Anche sessantadue. 7. sei mai stato tradito? No, sono stato traunghia. 8. hai mai baciato qualcuno e poi ti sei pentito? Solo se l’altra persona poi e’ svenuta per il bacio. 9. hai perso qualcuno di speciale? Il mio portafoglio. Era speciale. 10. sei mai stato depresso? Solo presso. 11. ti sei mai ubriacato e poi hai vomitato? Ho vomitato e poi mi sono ubriacato. ELENCA TRE COLORI CHE TI PIACCIONO: 12.Agrigento 13. Corneade 14. Nebulosa QUEST’ANNO HAI : 25 anni. 26 anni. 15. fatto nuove conoscenze? Un tale di nome Fisherman’s 16. smesso di amare qualcuno? Mai. E’ un vizio, una dipendenza. 17. riso fino a piangere? Pastasciutta fino a diventare serio. 18. incontrato qualcuno che ti ha cambiato la vita? Si, un dietologo: il girovita si e’ notevolmente ridotto...cara! 19. capito chi sono i tuoi veri amici? Gli stessi di Maria. 20. beccato qualcuno che stava parlando di te? Beccato no. Percosso si. 21. baciato un tuo amico? Sono etero. 22. quante persone tra i tuoi amici di facebook conosci realmente? Solo quelli li. Gli altri stanno nella mia fantasia (li ho creati io). 23. quanti bambini vuoi avere? Dove? 24. hai animali domestici? Se gli animali fossero anche domestici chiederei al mio cane di rifarmi il letto ogni mattina. 25. vuoi cambiare il tuo nome? Ma si, dai. Ho sempre desiderato chiamarmi Domzhotter. 26. come hai festeggiato il tuo compleanno? Con tanta grazia e armonia. C’era anche Claudia. 28. a che ora ti sei svegliato stamattina? Quando il sole non ne poteva più di vedermi a letto. 29. che stavi facendo la notte scorsa a mezzanotte? Ero a casa. Da solo. ...Sta forse insinuando che l’abbia ucciso io?? 30. qual è la cosa per la quale non riesci ad aspettare? L’autobus. 31. l’ultima volta che hai visto tuo padre? In texas, cavalcando il fiume a Nord, passando per la prateria. 32. qual è la cosa che ti auguri di cambiare nella tua vita? Le scarpe. L’Italia. 33. che cosa stai ascoltando ora? I tasti della tastiera del computer che fanno un rumore simile a quello dei tasti premuti su una tastiera di computer, diverso senza dubbio dal rumore di tasti premuti su una tastiera di un cellulare, o di un telecomando per l’apertura di un cancello automatico. 34. hai mai parlato con una persona che si chiama tommaso? Si, ma lui non ci credeva; subito dopo l’hanno fatto Santo. 35. che cosa ti dà sui nervi in questo momento? il pelo nell’uovo. 36. la pagina web pù visitata? Non sono uno statista... basta guardare su google! 37. qual è il tuo vero nome? Elvis Presley 38. soprannomi? Jingle-Jungle Mr.Browser Patrick Square Garden, Mammamia, X, @, Brunellodimontalcino. 39. sei fidanzato? Preferisco. 40. segno zodiacale? Segnalo pure! 41. uomo donna? O uno o l’altro, ovviamente. 42. scuole elementari? Esistono anche quelle, si. 43. scuole medie? Persino le medie abbiamo, certo. 44. superiori? Non c’è due senza tre. 45. colore dei capelli? I capelli non hanno un colore: è il mondo che si adatta ai nostri capelli. 46. ultimo libro letto? "I Segreti Erotici dei grandi chef" di Irvine Welsh 47. altezza? Non sono all’altezza, no.. 48. hai una cotta per qualcuno? L’avro’ non appena cucinerò per qualcuno. 49. cosa ti piace di te? L’ugola. 50. Piercings? Solo domande in italiano, prego. 51. Tatuaggi? Ma il soggetto, predicato eccetera? E’ come se io ti chiedessi: "Letti a castello?" 52. sei di destra o di sinistra? Dipende da che parte mi guardi. PRIME VOLTE: 53. Prima operazione? 1+1=2 54. Primo piercing? Non si scorda mai. 55. Primo miglior amico? Ma dove stanno le classifiche? sul televideo? 56. Primo sport a cui hai partecipato? Sono stato invitato come ospite dentro il Baseball 57. Primo animale domestico? Ancora?? ma mica siamo tutti miliardari come te! Io i lavori di casa me li faccio da solo!!! 58. prima vacanza? E poi di nuovo al lavoro. 59. primo concerto? Avevo un papillon giallo e un gilet blu. 60. prima cotta? Non troppo al dente, ne’ troppo cotta, grazie. IN QUESTO MOMENTO: (e magari pure domani) 61. stai mangiando? Ecco perchè non vedo più i tasti: quello è ragù alla bolognese, non "Invio"! 62. stai bevendo? A giudicare dalle domande sei tu quello sbronzo! 63. sei sul punto di? No, però ho trovato il punto G! 64. stai ascoltando? Se non mi dici nulla cacchio ascolto? 65. stai aspettando? Mi prendi per il culo? IL TUO FUTURO : 66. vuoi bambini? E’ già la seconda volta... guarda che ti segnalo alla guardia di finanza come sito pedofilo, ok? 67. vuoi sposarti? Casomai sarà il prete che sposa... o il tizio in comune nel caso.. 68. la carriera che hai in mente? Guidare l’Enterprice COS’è MEGLIO : 69. labbra o occhi: non sottovalutiamo le nostre parti corporee...sono tutte indispensabili (a parte il lobo delle orecchie) 70. abbracci o baci: Tra Mulino Bianco e Perugina vince il Mulino (c’è più varietà) 71. alto/a o basso/a: Ma cosa? Chi? come? 72. più giovane o più vecchio/a : Ma di cosa stiamo parlando? 73. romantico/a o spontaneo/a: Ok, sto al gioco. Enubertante. 74. una bella pancia o belle braccia: Quest’autopsia è una figata! 75. sensibile o esuberante: col sesto senso. 76. storiella o relazione seria: all’esame ti bocciano con le storielle.. 77. provocatore o indeciso: Perchè ora andiamo solo sul maschile? HAI MAI : No, mai. 78. baciato una persona che non conoscevi: Per conoscerla.. 79. bevuto un liquore forte: Un liquore pressochè muscoloso.. 80. perso gli occhiali o le lenti a contatto: Perchè, tutti noi le portiamo? Non lo sapevo. 82. spezzato il cuore di qualcuno: Sei tu il maniaco Jack lo squartatore! 83. avuto il tuo cuore spezzato: Sarei clinicamente KO 84. ti sei mai ubriacato: Da solo no, è stato il vino.. 85. sei mai stato arrestato: Ad un semaforo: mi arrestò il rosso. Per poco non lo investii. 86. buttato giù qualcuno: Sedicesimo piano. Un botto tremendo. 87. pianto per la morte di qualcuno: Ogni volta. 88. avuto una cotta per un tua amica/o? Ho preparato molti piatti a base di sughi da me inventati. Gli amici e le amiche hanno gradito. CREDI: 89. in te stesso:Va bene. 90. nei miracoli: Ok. 91. nell’amore a prima vista: Come vuoi. 92. nel paradiso: Sto segnando. 93. in Babbo natale: ...Babbo Natale, ok, poi? 94. nel Karma: Si, ok se ti fa piacere.. 95. nel bacio al primo appuntamento? ok...aspetta, al bacio si, all’appuntamento no. 96. negli angeli:si, ma anche nei Paoli, nei Mattei ecc...eh, un po’ di pari opportunità.. RISPONDI SINCERAMENTE: Sinceramente. 97. C’è una persona che vorresti fosse lì con te? Sinceramente. 98. Hai mai avuto più di un ragazzo/a contemporaneamente? Devo dire sempre "Sinceramente"? Ora per farti arrabbiare risponderò come mi pare. Ragazzo/a contemporaneamente? SI, non riuscivo a capirle quando parlavano insieme!!! 99. Hai mai detto a qualcuno che lo amavi e non era vero? No, ho detto:" Non era vero, ma ti amavo." 100. Intitolerai questa nota le 100 verità? E’ la tecnica dell’imbuto, è una strategia di marketing! Tu mi dai solo una scelta, non mi metti di fronte a varie selezioni! Sei un farabutto! AH, ma non mi freghi! Ho scoperto il tuo gioco! AHAHAHA!! Dannato! E cosi’ pensavi di fregarmi eh? Sai che ti dico? Io questa nota anziche’ intitolarla la compro a 100 e la rivendo a 250! Così ti frego! AH! LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK lunedì 6 aprile 2009 - ore 01:07 Sogno di un incubo desto Tratto da "Il libro dei Sogni Duck". Racconto di un sogno ricorrente di uno dei quattromiliardiedue di lettori, tra i pubblicati del capitolo "PERESEMPIO". "Nel sogno cè un uomo tondo, a forma di Euclide...sta spalando piatti di cinesi. Io mi volto ma non riesco a vederlo, e un senso di virtu mi sovrasta lentamente, quando in lontananza sento dei treni che volano. Dopo qualche istanza corro e mi getto dacqua. Un camion mi torna e mi dice di essere più cracker nella vita. Dun tratto mi ritrovo improvvisamente in unaltra stanza. Ci sono dei fiori di pollo e delle automobili parcheggiate a B doppia. Mi si avvicina un signore compulso, grazio e becco, con un giappotto di gran tessuto belga appoggiato dun lato sopra e di fianco. "PANE! AVETE DEBITO!" Mi dice con voce greta e spazzolina. Reguardo alla responsa, ma non riesco a dividere la scena in quattro poichè già da subito mi ritrovo steso sopra un piede, con una mano legata al pane e una vita nei calzoni! Fortunatamente le chiese vengono in mio soccorso e si precipitano dal burrone con aria dissolta, tenua, sile e picconesca. Dopo due passi sento il verso di un coccodrillo. Mi avvicino. Mi vesto. Scendo. Mi pratico. Mento. Carlo. Rugo negli abiti. Caccio poco ma bene. Tolgo la lenza e tiro il muro. Fatto. Arriva un piccione che mi spira e urlo come un pesce, straignorandomi e sconvolgendo lasse da stiro che immediatamente mi spalanca un enorme Y davanti, grossa, potente, col sole dietro e io cado, mi rivesto, donnolo impazzata alla stremua di un gruppo di cittonzi che non mi vedono e continuo nel mio gorgoglio in una serie di urla parziali e cacofoniche, subito, quasi mai, finchè non inceppo in un tino e cado magico giù per una beccola infinita grande come lacqua e rintonante rimbombo!!! PAC!!! E li mi svesto." COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 14 febbraio 2009 - ore 01:43 ALMANACCO DELLE LUNE E DEI MITI DELLE VIRTÙ E DEI SANTI FOLCLORI.DOMANI AVVENNE Sarà il giorno: Lunedi 16 Febbraio dell’anno placido 2009:Ricorre oggigiorno: LA FESTA DEI SASSI. Il Santo: Abate Tuto Lunario Perpetuo: La Luna in trigono astrale verso il Sole. Accadde quel giorno: Il 16 febbraio del 1348 fu cosparso di cenere il prato ove si nutrivano dei mistici, i quali, scambiandola per peste nera, decisero di raccoglierla in un contenitore onde evitare che potesse recar danno ad altra gente. Fu inventato il "posacenere". LA FESTA DEI SASSI si celebra ogni anno in tutte le parti del mondo. Si usa raccogliere sassi dalla strada o da un torrente e dipingerli usando il colore blu. La sera è d’uso e costume invitare i parenti a cena e donare i sassi al parente più lontano d’età, il quale contraccambierà con un regalo. Oggi, tali sassi blu vengono venduti il 16 febbraio sotto svariate forme, (portachiavi, peluches, tazze, abbigliamento, occhiali, dolciumi, confetti, videogame, biglietti d’auguri, confezioni regalo...). Porta bene ricevere un sasso blu e donare un regalo dando un sasso blu e ricevendo un regalo a propria volta.Alla fine della giornata, prima della mezzanotte, i sassi ricevuti vanno ingurgitati in segno di augurio di buona salute e buoni guadagni. Proverbio del giorno: "A suon di suocera le teste scoppian" COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 6 febbraio 2009 - ore 19:11 3 MOTIVI PER AVERE UN LAVORO •Senza dubbio, è palese il bisogno economico, e su questo non ci piove. •Non è da sottovalutare il fatto di levarsi di torno quellangoscia perennemente presente ed attiva nellorganismo che ti porti dietro durante i giorni di non-lavoro, e che si riscontra in tutte le attività e relazioni sociali nonchè ispirazioni artistico-creative. •Ma la cosa in assoluto più odiosa...sono le pressioni famigliari!!! Lo stress psicologico infierito dalle continue frasi accusatorie che ti etichettano come uno sfaticato, nullafacente, e ti degradano in qualsiasi campo sociale: se hai un lavoro (da notarsi) nessuno ti dice nulla. Nessuno ti può dir niente. E come se avessi addosso uno scudo protettivo contro le intemperie giuridiche altrui (anche se la cosa non mi tocca particolarmente). Bene accetto, brava persona ecc. Ma se disgraziatamente ti capita di non avere un lavoro....uuuuh, sei la persona più vulnerabile che ci sia...punto di riferimento per sfoghi verbali, giustificazione umana di tante sventure, causa principale del degrado umano, inutilità fatta a persona, scansafatiche e gioventù bruciata, egoismo puro e pigrizia sfacciata. Pare non avere più il diritto di potersi intromettere in una discussione poichè non sei in una posizione adeguata che ti permetta di esprimere pareri. Spesso oggi si giudica qualcuno a seconda dei propri possedimenti materiali e del fatto che semplicemente lavori. Troppo facile demonizzare qualcuno a cui siano capitati degli imprevisti per cui si trovi in tal situazione. Troppo facile finchè non capita a se stessi. Ecco che le idee cambiano e la situazione si capovolge! Oggi è diventata una cosa rara giudicare una persona per lessere umano che è, per le sue qualità vere e proprie, per i suoi lati di uomo o donna, per lumanità di quella persona. Oggi portiamo tutti una maschera e, brutto a dirsi...ma labito FA il monaco, almeno dai risultati ottenuti. (altrimenti non esisterebbe ad esempio la moda e tanto altro). Quindi...non rompermi le balle se non sto lavorando....saranno cavoli miei, no? COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 2 febbraio 2009 - ore 00:24 *** OROSCOPO DUCK *** ARIETE: Grazie allausilio di Venere in Cancro i vostri guadagni seguiteranno a deporsi senza conclusioni affrettate. In amore avrete spasmi in denaro. E la salute? Affari nel lavoro a vista: non prendete tempo più del lavoro che vi circonda. Appassionatevi del minigolf , rincorrete amici e farfalle. Flebile la flessibilità. TORO: Grandi passi in avanzo per il mese fino a giovedì. Calo costante ma benevolo nel giorno; amore e salute in denaro e Luna nel segno. Giove in neurone e Plutonio in Nefoscolo, garantiscono pasta alluovo, anche in famiglia. Soldi ad avere. In vista occasioni che potranno suggerire anche un cambio temporaneo. Mercanti in fiera. GEMELLI: Settimana e segno dì assenzio nei gemelli, a partire dalla prima decade, con il Sole in Mercurio e la Luna in Marzo. Capelli e cambio casa, potranno avere degli incontri con parenti sconosciuti e progetti da sistemare. Un primo approccio potrà essere benevolo per i frutti e per il lavoro. Lamore è lecito quando è passivo. Potrete concedervi una serata memoriosa. Cale in agricoltura. CANCRO: Avere e potere volare, ma non avere e quando arriva il necessario mollare i cordoni. Seguire le istruzioni grazie allausilio di un Giove in opposizione a Urano e Plutone in Svizzera gradisce dei canederli. Pace in democrazia, leggi e vinti per la famiglia e calo in amore, anche se dal mese di ottobre le cose ruoteranno in senso temporale. Soldi e finanza. LEONE: Chi vi accavalla di debito vi accorgerà, ma sarete voi ad avere la prospettiva. Una forte laurea in sintonia con il Mercurio e tasti fondi nel terreno vi permetteranno di far fronte a possibili inganni e provvidenti disposti a vostro iniziale danno. Con il partner, mezze stagioni, e potrete addirittura osare il vizio (ma senza perdere il pelo). Verdure Miste. VERGINE: Con il Sole in Luna e Marte in Giove, è tutta unammucchiata generale. Lussuria in vista per le prossime ore e capacità culinarie rinforzate. La salute vien mangiando. Il partner si smaterializzerà dinnanzi a voi tra mercoledi e giovedi. Per i single Saturno rifletterà contro Nettuno. Sarete più decisi nellaffrontare i giudici e i vigili urbani. Gelosia metropolitana. BILANCIA: Equilibrio splendido nel bere. Venere in Lugana passa alla quinta decade in maggio, che dona prosperità e virtù in ambiente Macintosh. Capelli ricci o mossi in una sola passata. Amore in salute e nella malattia, finchè Marte non vi separi. Attenzione alle finanze altrui: grandi nomi non sempre accetteranno i vostri giudizi, nè caramelle. Erotismo di sera. SCORPIONE: Chiudersi in casa per i prossimi due mesi per evitare scottature. Avrete senso civico e grandi opportunità nel mondo del bricolage, grazie soprattutto ad un Mercurio vagante e un ciclo astrale interessante che in campo femminile si farà sentire una volta al mese. Brevi ma intense giornate di sport e agricoltura, da passare con parenti e sconosciuti perfetti. Sesso e potere. SAGITTARIO: Da cogliere loccasione di giovedi o lunedi per risolvere problemi legati alla Svizzera: avrete una forza sovrumana ma allo stesso tempo un atteggiamento compatto e ferreo. Buone le ciliegie. Pan grattato per impanare, uova grattuggiate. Incontri ravvicinati del sesto tipo in particolare tra domenica e sabato 34. Orgoglio e pregiudizio. CAPRICORNO: Ottimi gli acquisti e gran passione per i dolci. Le stelle vi daranno una mano tra domani e laltro ieri, a valutare le scelte da affrontare se avete una relazione psicofisica impegnata. Lavoro e attitudini compensate nel tutto e per tutto. Affetti. I bioritmi di coppia faranno capolino tra il matrimonio e la numerologia. Mani pulite. ACQUARIO: La giornata vi riserva mille sorprese che sarete soltanto voi. Favorevoli anche gli animali domestici, per chi ha figli, mogli. Per chi cerca trova. Voi single, ascendenti in Toro e con la Luna nel sesso opposto, avrete più opportunità di risultare belli dentro, alla faccia dei Toro. Agevolazioni nella vita religiosa e pratica di casa. Salute. Grazie. PESCI: Anello è nel segno e non varierà sino a marzo. Su questo fronte i capelli partiranno più tardi se trattasi di stempiamento, in caso contrario partiranno prima. Per chi vuol cambiare cucina, sconti e promozioni. Il diritto al raggiungimento dei vostri obbiettivi sarà sollecitato dal calo astrale di Venere in Leone, che sollecita Giugno. Sesso e la Città. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK venerdì 23 gennaio 2009 - ore 15:40 Che mi fai? All right! (prima parte) Non sono laureato. Ma vorrei una laurea solo per sentire cosa si prova nel momento in cui hai appena preso lattestato ed esci fuori in strada. Sentire laria, se è diversa, se respiri diversamente... Sicuramente è così. Ma poi... Farsi il mazzo, per un intero anno chiuso tra quattro mura impolverate di una vecchia fabbrica rumorosa, per godere di una misera settimana di queste cose..queste "ferie"..Che gran menata per i fondelli. Ma quale godimento vuoi provare, dopo un anno di pazzia, di rischio lesioni celebrali, di manicomio...come minimo una settimana ti serve per dormirci su e ricomporre a stento il puzzle che raffigura teoricamente quel che resta della tua dignitosa e umana persona; dopodichè necessiteresti di un altro pò di giorni per capire chi sei e dove ti trovi, e perchè non sei al lavoro...Mentre cerchi di mischiare lo zucchero nel caffè roteando a spirale il cucchiaino che tieni in mano con forza...«Che stai facendo?...No, caro, non devi avvitare bulloni oggi...sei a casa! Casa, vedi?» Ti fa notare la moglie o la convivente, o la compagna...o addirittura una voce che ti sei immaginato! Una terza settimana sarebbe umanamente consigliata per prendere atto del fatto che non sei in quella fabbrica, ma a casa! Cè il libero arbitrio a tuo favore; a scadenza incombente ma cè. Devi approfittarne finchè puoi! Non farti sfuggire di mano questa opportunità che ti viene offerta dal cielo! Decidi! Pensa! Fallo! VAI IN VACANZA! Forza, è già metà della terza settimana, devi prenotare, decidere il posto, fare le valigie...tutto di corsa, con laria di uno che sta perdendo laereo e intanto deve urinare come nessuno al mondo, e si avverte nellaria un rischio imminente di una possibile esplosione di vescica (alla quale fortunatamente non ho ancora avuto il piacere di esserne protagonista, anche se è capitato di andarci molto vicino). Inizia la quarta settimana. Il tuo organismo ha ripreso le sembianze e le funzionalità che si rispettino ad un essere umano nella media di unepoca moderno-fast-food-tecnologica. La tua valigia è colma di tutto quello che il tuo cervello ha potuto ipotizzare come utile o "non-si-sa-mai": venti paia di mutande e calzini. Un libro che non leggerai mai. Shampoo e balsamo, tutto in uno. Tappanaso da piscina. Cuffia, occhialini, pinne, fucile ed occhiali. Ciabatte enormi, con ancora la sabbia dellanno scorso. Pantaloni di lana, di lino, di lena, di pelle, di pollo. Maglie, magliette e maglioncini. Walkman rotto, con cuffie stereo color rosso, ultraleggere, con la gommapiuma che pare fatta daria, che si toglie sempre, in continuazione. Unaudiocassetta con una compilation della quale sostanzialmente non te ne è mai fregato un fico duro. Una penna bic, nera, senza tappo, che non scrive. Una busta appiccicosa di un materiale simile alla carta che avvolge il burro da cucina, contenente uno spazzolino da denti, un tubetto mezzo consumato di dentifricio chiuso male e quindi per metà sparso in giro per la busta. Un rasoio, schiuma da barba, dieci centesimi (che cadono sempre nei posti più impensabili). Del gel, un pettine, un altro. Un paio di occhiali da sole di plastica nera che non metterai mai. Delle scarpe di ricambio, che non userai. Una radiosveglia di quelle dei fustini di detersivo. Uno scontrino stropicciato con linchiostro ormai cancellato. Un pacchetto di gomme dure, vecchie, dellanno scorso. Pacchetti di fazzoletti vecchi, duri, dellanno scorso. Cinque euro, vecchi, duri, dellanno scorso, strappati, bluastri, lavati in lavatrice venti volte, ma non per questo aumentati di valore. Cè dellaltro, non ricordo. Ah, già, un elastico; rotto. Cè sempre un elastico o un pezzo di esso in giro da qualche parte. La valigia è di dura impresa al chiudersi, ma con fatica dErcole ( e meno di sette camicie sudate ), ecco che il sacrificio del gancio della zip per lo meno è avvenuto a termine corsa, quando la chiusura ha completato la sua opera. Per riaprirlo poi sarà un problema, ma per ora meglio goderci il viaggio, dannazione. La destinazione è confusa. Decisa troppo in fretta, quindi non si può sapere con certezza a cosa andremo incontro. Abbiamo optato per il prezzo più modico e per lapparente qualità più equilibrata, ma la verità mi fa male, lo so... ( e non è solo una canzonetta ). Diciamo che lItalia, parlando in maniera approsimativamente generica, è una sorta di "verità che fa male", e nessuno la può giudicare. Nemmeno tu. Lauto è a secco. Fai un mutuo, e poi il pieno. Riparti e ti fermi. Spegni il motore e ti metti a chiacchierare con il tizio davanti e a fianco alla tua auto, sulla famiglia, il tempo, la politica...magari vi fate pure una partita a carte. Intanto la coda in autostrada non avanza da più di mezzora. Se un beduino del deserto fosse lì direbbe una frase che mai in vita sua si sarebbe sognato di proferire: "Che caldo!". Se la temperatura è inferiore ai 60 gradi si direbbe un refrigerio, ma non è così. La fronte pare la superficie della parete di una di quelle grotte sotterranee, con stallattiti varie, dove si fanno i giri turistici con le guide; i capelli paiono una risaia con tanto di Mondine che ci lavorano e cantano "O bella, ciao!". I vestiti somigliano a quelli dei ragazzini dopo una battaglia di gavettoni. Lasfalto crea un effetto simile a quello appena sovrastante la griglia di un barbecue in giardino, ma lodore è ben differente. Il reparto "grandi ustionati" è sempre pronto nel caso qualcuno per errore dovesse sfiorare anche solo con un gomito una parte di carrozzeria di qualche automobile circostante. Pare che si possa avanzare per qualche metro: tutti in auto. Il momento in cui ci si siede è parallelo alla sensazione del tizio che vuol camminare sui carboni ardenti, con la differenza che si tratta di un sedile di carbone ardente su cui posarsi dolcemente, e cuocere in salsa. ( Mi auto elogio per il fatto che sto scrivendo ste cose in pieno inverno...questo conferma il ricordo traumatico delle situazioni descritte che ebbi lonore di provare in prima persona singolare ). Un giorno e mezzo più tardi, larrivo alla locazione balneare vacanziera. Lauto si era trasformata ormai in alloggio ambulante, fianco a fianco con le auto dei vicini di coda, ormai divenuti parenti, invitati a nozze, a cene, a capodanno... Che meraviglia. Un branco di sagome umane motorizzate cotte al vapore, riscaldate più volte e affumicate con diligenza arrivano tutte insieme con passione per essere inscatolate tra le mura del loro albergo-hotel-motel-pensione-buco... Insomma, dove cè da pagare per sentirsi come a casa propria, da dove si è partiti con mille fatiche. Il cesso è a priori il luogo dove il corpo sinoltra per forza dinerzia, accusando vampate di calore e sbalzi di pressione per il cambio di stato e temperatura dovuto allabitudine automobilistica ormai assimilata durante il viaggio, anzi, durante la coda. Subito dopo il corpo effettua una caduta automatica simile a quelle degli stunt-man cinematografici che simulano di essere colpiti da un colpo di fucile, e cade di peso sul letto fatto, con il copriletto così ruvido che la carta vetrata a confronto pare la Tenderly con tanto di cane e neonato che se la portano a spasso. Il sonno dura per il resto della giornata. Al risveglio non si riesce nemmeno a disfare la valigia, se non quando, al tentativo di scasso della zip senza più il gancio, la borsa espolode in un tripudio di mutande e abbigliamento al vento che come coriandoli a carnevale si sparpaglia festoso dogni dove per la stanza. Manca il tempo per sistemare tutto, infatti lorario prevede la cena, di sotto, guai a sgarrare di un minuto! Si rischia di patire la fame se non si rispettano gli orari previsti dalla legge alberghiera che impone la sacra puntualità nel recarsi verso la silenziosa sala dove un terzo degli alloggianti hanno deciso di fermarsi a cena. Tutti parlano sottovoce. Alcuni tacciono. E panico. La tensione si taglia con coltello, si afferra con forchetta, si mastica perbene e ancora ne rimangono dei pezzetti tra i denti. Peggio degli spinaci o dello spezzatino! Tutto sommato non cè poi da lamentarsi, del cibo, anche perchè quando la fame è superiore allintelletto, tutto è cibo. Dopo una silenziosissima e tombale cena, quasi ad avere un fucile puntato alle spalle durante tutto il pasto, si decide di uscire e di inserirsi tra quellimmenso gregge composto da epidermidi in mostra e ciabatte dogni dove, abbigliamenti impossibili, assurdi, quasi ad essere entrati in uno spogliatoio di non so quale squadra sportiva, bendati, ed aver rovistato a caso in qualche borsa, e indossato cose dovunque ci fossero fessure per gli arti... Lo sciabattare sullasfalto della caotica strada intensa di negozi tutti uguali è come una pioggia...solo che al posto delle gocce dacqua ci sono ciabatte, cavolo! Ho capito che di là cè il mare, ma questo non giustifica il fatto che ti debba vestire come uno zozzo appena uscito dal cesso di casa dopo essersi appena svegliato con i postumi, reduce da una nottata insonne! Pare che tutti i negozianti abbiano fatto unassemblea per decidere di unificarsi nel vendere tutti le stesse identiche cose. Cè stato un negozio che ha aperto lattività, dopodichè è stato eseguito un copia-incolla al suo fianco, e così sono nate queste interminabili ripetizioni di negozi che vendono braccialetti e collane di legno, bandiere, creme da spiaggia, costumi, frigorifero con lattine e bibite varie, gommoni e materassini, ciabatte (tanto per essere originali), cartoline assurde, magliette interminabili, tutte taglia XXL, con battute spiritose, alcune chilometriche: - Ma tu timmagini che io ogni volta mi debba fermare a far leggere allamico le trenta righe di battute spiritose che ho stampate sulla maglietta?Ma perchè non scrivere una lettera? o fare una telefonata? E poi ci sono scritte come a voler far capire a caratteri cubitali che sei un tossico, un drogato, un alcolista, un grassone, sporco, lurido, maniaco sessuale, nullafacente, barbone, pazzo, idiota, malato di calcio, birra-dipendente, menefreghista, analfabeta, porco, pezzente, scemo, imbecille, teppista, terrorista, disgraziato, logorante, impazzito, demente, assetato di sessualità e soprattutto puzzolente! - (gran modo per rimorchiare, ragazzi!). Bigiotteria varia e oggettistica che dimpatto pare una delle cose più originali che tu abbia mai visto e pensi addirittura si tratti di un pezzo raro...Poi cambi idea, dopo la 756 esima volta che ti ricapita sotto gli occhi in uno di questi cloni commerciali. Persino i negozianti sono cloni. Innanzitutto vengono tutti dallIndia, coi capelli neri simili a quelli degli omini della Lego, la pelle dura e olivastra con gli stessi sguardi ed espressioni incisive. Una ragazza è sempre seduta fuori, su una sedia appostata sul marciapiede dando la schiena alla strada, in perfetto parallelismo con la stessa ragazza seduta su unidentica sedia, di fronte allo stesso negozio dallaltra parte della strada. Pare uno di quei vecchi videogame di corse dautomobili dove il paesaggio era sempre uguale, con le stesse case ripetute in loop. Anche se ti senti osservato come un delinquente sarebbe un gioco da ragazzi potersi infilare qualcosa nel taschino...ma piuttosto di fregare dei pezzetti di legno con delle palline legati da uno spago vado a farmi una rapina in banca, che magari raccimolo qualcosa di meglio di un braccialetto dellamicizia porta-tanta-fortuna... Lidea originale e strabiliante per sfuggire a questo logorante vagare tra una folla senza meta è venuta così, dimprovviso: andare alla spiaggia, di notte! Si, meraviglioso, originale! Dopo venti chilometri di passerella tra gli ombrelloni richiusi si arriva finalmente allacqua! Guarda che meraviglia...Non si vede un cazzo! E tutto così nero! Sediamoci su uno sdraio. No. Sono tutti occupati da chi ha avuto la nostra stessa idea, in pratica tre quarti dei villeggianti. Pare una di quelle case chiuse, però allaperto. Che meraviglia. Non cè che da tornare allalbergo, dopo una splendida avventura passata nelle ultime ore, che vale fino allultimo centesimo dei soldi che stai spendendo minuto dopo minuto. Che meraviglia! Una volta nella stanza, con ancora il tripudio di mutande e vestiti sparsi dappertutto, accendi quei 10 centimetri cubici di apparecchio che è posizionato sopra un mobile, quasi messo li per caso, come a casa di chi sta traslocando e spostando tutta la roba. La figura che rigorosamente appare è sempre e comunque il volto di Jerry Scotti. Ora pare proprio di essere a casa! E hai pagato, per essere a casa! Meraviglioso. Il libro come daccordo rimane chiuso da qualche parte nella valigia, e si va al bagno per darsi una lavata. Quello che pareva un chewing-gum incartato è invece la saponetta gentilmente offerta dallalbergo, delicatamente poggiata sul bordo del lavabo. Nessuno al mondo le ha mai usate! Questa volta, nella tua vita, decidi di provarci, di fare una nuova ed emozionante esperienza di adrenalina in corpo! Cominci dunque a scartare loggetto con una curiosità micidiale, quasi fossi intento ad ispezionare unentità aliena. Finalmente la carta è tolta, e il dado è tratto! Loggetto di un centimetro quadrato è ora tra le mani, e si fa scorrere lacqua, giusto il tempo per palparne lumidità, quando ti accorgi che il tanto apprezzato sapone gentilmente offerto, dal profumo di detersivo per lavatrice, è ormai parte delle tubature del lavandino... Almeno hai provato la sensazione di tenere in mano una di quelle saponette...completamente denudata! Cosa rara, vista da pochi. Solitamente vengono inserite in valigia, e portate a casa come trofeo, sentendosi come Lupin, convinti di aver compiuto un furto mozzafiato e di essere dei veri duri! La saponetta rimarrà poi per quindici anni almeno, ancora incartata, nel poggia-attrezzi della doccia di casa, vedendo passare dinnanzi a sè milioni di concorrenti sul mercato di tutte le marche, qualità e colore. Interessante, la vita delle saponette gentilmente offerte dagli alberghi. Per non parlare degli asciugamani. Bianchi, a quadretti. Come quella pasta dolce dove ci spargono sopra nutella o marmellata e te la danno fumante in qualche bancherella in città. Puoi passare milioni di alberghi e pare ti abbiano dato gli stessi asciugamani della volta precedente. Lo stesso identico odore, indescrivibile, inimitabile, un pò come quello delle lenzuola. Anche in questo caso la carta vetrata dimostra nuovamente di essere sul serio un oggetto scadente, messa a confrono di questi lindi asciugamani fantastici. La loro fine sarà molto simile a quella delle saponette, con la differenza di passare i successivi quindici anni chiusi in un armadio con il gatto che ogni tanto li scalda con le sue dormite interminabili, lasciando su quel bianco splendente e perfettamente ripiegato, buona parte della coltre pelosa che lo avvolge. La serata allalbergo volge al termine causa sonno dovuto alla fatica della giornata; non tanto per le innumerevoli attività balnear-vacanziere svoltesi, ma per il fatto di cercare di fare qualcuna di queste attività in un modo da considerarsi minimamente avvicinabile allumano essere! Cosa naturalmente non compiuta, da bravo vacanziere italiano medio. Indi per cui la sveglia del mattino successivo è accompagnata da uninsolita sensazione di benessere dove la luce solare che entra dalle persiane (dure, difettose), crea una tranquilla atmosfera calma e silenziosa, indipendente, senza fretta, oziosa e irripetibile, ma interrotta immediatamente da una piccola lista di pensieri obbligatori: primo, lorario per la colazione è già scaduto. Secondo, ho lasciato il caricabatterie del cellulare a casa e il cellulare non ha suonato per la sveglia, nè posso chiamare qualcuno, nè avere contatti col mondo. Terzo, è già finita la vacanza: oggi si parte. Ovviamente ci sono state giornate nuvolose fino allarrivo del giorno della partenza, cioè oggi. Questo sole e aria di mare, di festa, temperatura perfetta e atmosfera da Miami beach, sono soltanto un paesaggio da abbandonare, soltanto dopo aver raccolto il tripudio di mutande e calzini e materiale mai utilizzato durante il soggiorno flash e malvissuto. (Ricordarsi le saponette e gli asciuagamani a conche quadre). La mente è troppo depressa nel momento in cui sintersecano passaggi della propria partenza con quelli dellarrivo della bella famigliuola tedesca con madre, padre, figlia, figlio e cane enorme su cui cavalca il figlio, tutti rigorosamente platinati ed occhi azzurro-polo-nord. Perfetti e scultorei, sempre divertiti e sorridenti; mai un accenno di noia o di litigio famigliare. Puntuali quasi dovessero timbrare. Silenziosi, educati, eleganti, snelli, attivi, atletici, uniti, benestanti, invidiabili...Robot. La perfezione apparente della famiglia bionda bavarese entrante si confronta in un flash con il goffo operaio italiano dal volto rugoso e a fronte arricciata, infastidito dal sole, con valigie assimmetriche chiuse male, pesanti, ansimante, col fiatone, curvo, sudato, in ritardo, lento e pigro, diretto verso una nuova avventura autostradale onde conoscere nuovi amici, giocare a carte sotto il sole, cuocere uova al cofano, respirare vari tipi di carburante bruciato e sudori di tutte le razze. Fare un nuovo mutuo per il pieno. Avere una piccola congestione dopo aver bevuto una Coca-Cola ghiacciata presa dal frigo di un Autogrill, rovesciata un pò sulla camicia, resa subito appiccicosa e di un odore indimenticabile di sostanze miste, commestibili e non. Conclusa lintera giornata autostradale italiana, si giunge allabitazione. ...(continua). COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 17 dicembre 2008 - ore 03:16 LIBRO DEI SOGNI DUCK: UOMO CALVO: Sognare un uomo calvo, ma senza capelli è segno di sventure e nuovi capi di bestiame in arrivo. Sognarlo ad occhio nudo è tenacia frenata dalla passione per il cibo: la vostra ingordigia non vi permetterà di raggiungere gli obiettivi che vi eravate prefissi. AQUILE E LATTINE: Sognare delle aquile che volano non distanti da alcune lattine vuote determina malizie in arrivo e denaro in crescenza. Se le lattine sono piene, o mezze bevute, ma in numero dispari rispetto alle aquile in volo, o per lo più in proporzione pari rispetto al totale delle aquile nel caso una latina piena si considerasse come doppia o la metà in più rispetto ad una lattina completamente vuota. In tal caso si avrà un cane a breve. Se le lattine sono sigillate si avranno due figli, ma solo uno. PANE E CATRAME: Vedere o mangiare un panino al catrame è segno di pazzia o di acuta stranezza morale. Se è un sogno meglio così, ma c’è da preoccuparsi, in quanto il catrame in se stesso rappresenta l’indulto e la negligenza negli affari di borsa, il pane rappresenta il cavallo. I due elementi in concomitanza creano un sigillo chiamato "Monte dei Paschi"il cui potere fu contemplato nell’antichità dagli Ahtatkij, i quali credevano avesse flussi benefici per colui che fosse eremita, congratulasse la crescita del capello (e del capezzolo), chiudesse i fronti e le rughe (della fronte). Oggi è considerato come del pane sul quale è spalmato del catrame. Gli studiosi ne sconsigliano l’ingestione, in quanto maligna. CADERE, VOLARE, BACIARE, LETTERA, TESTAMENTO: Parlare con un cieco essendo muti è ben poco. Assaporarne il piacere è invece un gesto nobile e premuroso. Se nel sogno l’atto di cadere è conforme all’atto di lettere, allora anche il bacio avverrà pressapoco in volo. Ma se durante il volo non si potesse leggere (o lettere) il testamento, in quanto impegnati nel bacio, allora si rischierà la caduta, dovuta alla distrazione che la situazione vissuta è venuta a creare.La soluzione sarebbe di sbirciare il testamento durante il bacio, con l’occhio della coda, il tutto in volo, facendo attenzione a non cadere. Ma se così fosse non potremmo più lettere, perchè testamento. Ecco che il tutto si rivela una bufala. LACRIME DI POLIESTERE: Sognare lacrime di poliestere anziché di cotone 100%, è segno di valium. Giocare a carte in una stanza d’argento, con un fiammifero d’oca acceso, significa invece prosperità ed andare di corpo. Se durante il sonno il partner coglie la prima mela, allora voi mangerete di gusto la prima albicocca. E se il partner assaggerà l’uva di stagione, voi ne gioverete. Soldi.Lavoro.Fortuna. PIETRE FOCAIE A FORMA DI ACQUA: Sognare pietre focaie di forma simile all’acqua può rappresentare l’uccello d’oro. Prenderne una in testa significa lapidazione. Avere delle pietre focaie a forma di acqua in casa è curioso. Donare una pietra è una cosa come un’altra. Vedere pietre focaie a forma di acqua è segno zodiacale. Parlare con un uomo verde è alieno. STRADA SENZA CHIODI: Sognare una strada senza chiodi è segno di elemento simile ad una strada, ma senza il fastidio che potrebbero dare invece dei chiodi appuntiti posti su di essa, quasi ad intralciarci il percorso. Fastidi al gomito, scottature. Meglio evitare di esporsi al Sole dopo il mezzodì. Amori in famiglia. BIRRA SGASATA: Bere una birra sgasata è segno che la birra non è buona. Sognare un bicchiere di birra sgasata, ma senza bollicine, è presagio di mancanza di qualcosa; nel caso della bevanda, di anidride carbonica. Sognare di veder bere solo il gas, evitando d’ingerire il liquido è miracoloso. Affari sporchi: panni da lavare. Soldi. No. AQUILONI IN PIENA LUSSEMBURGO: Veder volare aquiloni nel bel mezzo della più centrale Lussemburgo è sintomo di inizio. Probabili matrimoni tra persone che neanche conoscete. Arrivi alla stazione dei treni. Pagamenti anticipati. Stipendi fissi. Se gli aquiloni sono in bianco e nero allora il sogno si basa su un vecchio apparecchio televisivo: necessità di aggiornamenti. Se c’è Lussemburgo, ma non gli aquiloni (vedi solo la voce "Lussemburgo"). PIAZZE DI PANE: Percorrere una o più piazze di pane, vien fame. Comunque va anche bene, dai. Correre in una piazza affollata con del pane inseguiti da uno stormo di piccioni maschi significa guardarsi attorno perchè potrebbe piovere su di noi. Beni di consumo in forte calo. Aumenterà il vostro altruismo ma diminuirà costantemente la vostra libidine. Probabile arrivo di un terzogenito. Sognare una pagnotta a forma di piazza fa intendere una leggera perdita di concentrazione nel pagare l’edicolante durante l’acquisto di quotidiani. Se la pagnotta raffigura una famosa piazza italiana, possibili ritardi dei treni quandomai ne aveste bisogno. SANDALI E ANFORE: Dei sandali usati contenuti all’interno di antiche anfore romane rappresentano una dimenticanza di qualcuno. Se le anfore sono rotte da un lato, l’importante è che i sandali dentro non si siano rovinati. Se i sandali sono rotti, ma non le anfore, qualcuno ha scambiato le stesse per dei bidoni dell’immondizia. Cercare dei sandali all’interno di anfore è segno di adolescenza, visaggine e paura del cane. Amare delle anfore, a prescindere che al loro interno vi siano dei sandali, è un premonizione in ambito economico. Facili acquisti in poche lingue. Amori in sospeso. Denaro in più quando c’è. MORDERE NUMERI: Sognare di mordere numeri, si ma mi devi spiegare come. Assaporarli significa vino, città, clima, capodanno. Dividere numeri a morsi è un’alternativa per chi non lo sa fare con la mente. Mangiare numeri o deglutirli è acido e possibili gastriti in arrivo. Nell’esempio si mangi un numero in coppia al numero 1, non vi è pericolo che questo si moltiplichi o fermenti nel corpo. Attenzione invece a mangiare numeri che tra di loro possano essere moltiplicati, divisi, sommati o detratti più volte, ogni giorno, poichè non ci saranno più le mezze stagioni. Avere dei numeri nel piatto (possibilmente già conditi), è sventura per i vicini di casa. Facili notti senza luce e automobili a benzina. Probabile lontano parente. Denaro, solo in caso ci sia. PIANGERE SAPORI: Piangere e assaporare le lacrime poichè una sa di mirtillo e l’altra di montenegro è un bel passatempo. Piangere amaro si contrappone al dolce, ma può aver significato di venture e viaggi di un amico. Avere lacrime sui vestiti è tessuto. Bere lacrime saporite senza usare le mani è sforzo notevole e qualcuno verrà a farvi visita nei prossimi due anni. Piangere soldi è da sapere dove abiti che vengo li e ti racconto le storie più tristi che conosco per tutta la notte. Piangere sapori intesi come profumi è segno d’olfatto e nuovi giorni di domenica. Fortuna al giuoco del Monopoli. Lavoro. Moda. Parenti. Scuola. Patrizia. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 3 dicembre 2008 - ore 01:36 NATALE SECONDO DUCK (22/12/2006) Stavo pranzando e in tv cera il tg con le notizie e tanto di inviati in ogni città su "la corsa ai regali di Natale"... Linviato parlava con toni tipo "...armati di guanti, cappellino e borsetta, tutti alla caccia del regalo, alla corsa al Natale..." Facevano le statistiche di cosa, quanto e come spenderanno, filmavano la gente per strada... Ti giuro: mi sono messo a piangere! Sul serio! Ho pianto a tavola dalla disperazione, dallo schifo. Timmagini, una notizia che si ripete ogni anno, talmente vergognosa e nauseante che ti fa piangere?? La cosa più brutta è che il servizio è andato in onda subito dopo quello del discorso del Papa, che diceva di non prendere le festività in maniera materialista, e tutti quei bastardi sotto ad applaudire come disgraziati...cavolo, il giorno dopo te li ritrovi ad assalire centri commerciali e a vantarsi su chi ha la marca migliore e chi ha speso di più. Arrivare con il Porche a casa dei parenti con gli OBBLIGATORI REGALI, cazzo, obbligatorio!!!! Il giaccone da 2000 euro, il sorriso berlusconiano stampato su la faccia tirata dal lifting, luso di fastidiosissimi nomignoli ed abbreviazioni che neanche sullo Zanichelli 2009...Ondate di profumi firmati che compongono la scritta della marca nellaria, trasportati dalla pelliccia di animali morti del valore di 15000 euro. Tutti sorridenti, falsi abbracci, falsi sorrisi, falsa stima reciproca, falso senso della famiglia, solo perchè siam tutti dei coglioni e ci prendiamo per il culo da soli, pensando che con questa scusa immonda del Natale possiamo tramutarci in altre persone che non saremo mai, fingendo (A VICENDA) di stimarci tutti, di benpensare e di agire come fossimo tutti dei perfetti esempi di bene incarnato! Ma vaffanculo!!! Uno può bestemmiare tutto lanno, ma il Natale oggi è unenorme bestemmia collettiva che basta per decenni! COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 1 dicembre 2008 - ore 23:43 FELICISSIMO DI CAGARE Lo sa lui come diavolo possa, con così divina precisione millimetrica, a centrare perfettamente il buco. Lo stronzo precipita e appena in acqua…splash, lo schizzo parte a razzo, verticale, senza dubbi. E te lo mette in quel posto. Voglio dire, è acqua! Non pura come una sorgente dalla quale si abbevera il camoscio d’oro, certo, ma…chi diavolo le ha detto che sia lei a doverti dare una ripulita? Insomma, gentile da parte sua, ma non si deve di certo disturbare, le pare? Nada. E’ quel che credi, vecchio illuso. Perché la volta dopo te la ritrovi lì, pronta ad accogliere un nuovo stronzo, frutto di una giornata dove il porco che è in te è sbocciato rigoglioso, e dove un cheesburgher non ha saputo nemmeno di essere al mondo prima di finire tra i tuoi canini stile conte transilvanico. E lei non aspetta altro che quella caverna che ti ritrovi sotto la zona tra l’ombelico e i capezzoli finisca quel bordello che la tiene impegnata full-time, più straordinari ( fami chimiche o altre cazzate da ore-piccole-post-balla ) e che qualcuno esca di lì a gettare la “spazzatura”, il famoso “dirigibile marrone senza elica e timone” di quell’Elio poeta. E a meno che tu non ti trovi in un qualche fottuto bosco o prato di campagna o, come un cane, sul bordo di una strada accovacciato su un marciapiede, le tue chiappe sono ben posate su quell’asse tanto comoda; e chi c’è sotto? LEI. All’apparenza innoqua, ma appena molli il primo te la senti entrare, ( fredda e Dio sa se pulita ), direttamente nella bocca del cannone dal quale hai fatto fuoco! Beh, avresti voglia di prosciugare tutti i ghiacciai e morire di sete, alla faccia di quella fottuta, sporca, piscina di dieci centimetri cubi, che felice alloggia dentro i beneamati cessi. Io non ho mai gettato un sasso nell’acqua e voluto che gli schizzi prodotti tornassero nel punto esatto dal quale l’ho gettato. Non ci voglio nemmeno tentare! Perché mi crescerebbero i primi capelli bianchi, oltre a quelli grigi, ed ancora non ci sarei riuscito. O per lo meno non in modo così preciso, cazzo. E così ho capito perché proprio “stronzo”. Il significato della parola, la sua derivazione. Gli stronzi sono quelli che appena li caghi te la buttano nel culo. Punto. La piscina del cesso è la società, le cose. Il cesso stesso è il mondo. Siamo noi che decidiamo il casino e la merda che ci vogliamo gettare, e le conseguenze spesso la danno vinta a quegli stronzi. Ogni tanto arriva uno che tira lo sciaquone e via, tutto daccapo, altro giro altra corsa. Ed è sempre la solita merda che si ripete. Nell’atto di defecare si rispecchia la vita. Noi. Il nostro bel buco, quello, siamo noi, e quel che facciamo, vediamo, assimiliamo dalla vita, farà espellere in quel mondo ad ognuno le proprie stronzate. Alcune grandi, altre meno, alcune di quelle che lasciano il segno, altre che ti si rivoltano contro ( schizzi d’acqua ), magari perché troppo grosse o sparate giù di brutto. Quelle che finiscono a segno, invece, son quelle che entrano nella piscina senza schizzare, senza toccare nemmeno una parete e senza lasciare segni. E allora…ZAC! Sei tu che gliel’hai messa in quel posto! Ti alzi di scatto, tiri lo sciaquone ed è fatta. A fanculo le stronzate. Questa volta hai fatto una cosa saggia, altro che stronzo. Hai “mangiato” bene, assimilato solo le cose migliori, e buttato fuori il meglio. Questa volta il round è tuo. Già, questa volta. Ma, a quando il prossimo? Oddio, quand’è stata l’ultima volta che ti è andata così? Due, tre…o forse quattro anni fa. No, forse di più…e chi cazzo se lo ricorda. Beh, c’è solo un modo per far si che capiti ancora: non bisogna far altro che mangiare le stese cose, nello stesso modo, alla stessa ora, nella stessa situazione, con lo stesso stato d’animo. Pensare, agire, parlare, vedere, fare tutto ciò che hai fatto, ripetere allo stesso modo quella giornata, la cui sera ti sei recato al cesso e hai fatto la miglior cagata della tua vita e, finalmente, per la prima volta, ti sei sentito sul serio felicissimo di cagare. Senti, ricordi quella volta giù al parchetto, di sera, tirasti un calcio a quel pallone, così, per cazzeggiare, e quello finì dritto a canestro dalla parte opposta del campo? Già. Ok, ora vorrei che tu mi venissi a dire tutto quello che il tuo cervello ha ordinato di fare alla tua gamba in quel preciso momento in cui calciasti quella palla. Dimmelo ora. Vienimelo a dire e ti giuro che ti bacio il culo per una settimana! Cazzo se lo faccio. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 1 dicembre 2008 - ore 16:09 RAGIONO DI NOTTE “No, dannazione! Non è quello, non MI PIACE, cavolo…è solo che ogni tanto mi sembra che serva…che abbia un senso.Cioè, vorrei starmene alzato a far quel che mi gira, chessò…la TV, leggere un libro, guardare un film o qualcuno di quei documentari notturni sulle abitudini degli africani selvaggi nei momenti di estasi dopo essere stati impossessati da qualche divinità, ma poi al mattino col cavolo che mi svegli! A volte, ok, a volte ci riesco, è vero. Ma è da tempo che la cosa non mi capita più. E così rimango a letto. Insomma, non voglio essere costretto da me stesso…non voglio che un’orario sia una regola imposta da nessuno, ma solo dal fatto che devo accettare compromessi con il mio fisico sacrificando così parte del mio tempo che credevo disponibile al cento per cento.” Il fatto è che la mattina si ha spesso o sempre bisogno di alzarsi intorno ad un determinato orario, in modo da poter svolgere le attività fisiche, lavorative, intellettuali, oziose, dementi, curiose, trasgressive, impegnate, spirituali, carismatiche, pessimiste che siano, non solo per dovere fisico, lavorativo, intelletuale, ozioso, demente, curioso, trasgressivo, impegnato, spirituale, carismatico, pessimista (che sia), ma anche per far sì che questo lavoro, intelletto, ozio, demenza, curiosità, trasgressività, impegno, spirito, carisma, pessimismo (che sia), diventi parte della giornata in quanto tempo utilizzato, anziche passato a dormire, come poi spesso capita. Ma per ottenere ciò è assolutamente necessario attenersi a certe regole; altro che libertà. Se vuoi goderti la vita utilizzando più tempo possibile, accomodati. Ma ti avverto: non sarà una passeggiata come credi. Se pensi che al mondo ci siano già abbastanza regole da far bruciare il cemento ti sbagli di grosso: altrettante, se non di più, sono lì ad aspettare chiunque voglia mantenere uno sputo di dignità; che sia fisica, materiale o qualsivoglia. Quindi se si vuol svegliarsi presto per sbrigar faccende, non si può decidere di sgranocchiare legno di quercia tutta la notte davanti ad un film slovacco. “E se mi va di farlo?” Beh, allora te la metti in cassaforte l’idea di riuscire a svegliarti in tempo per risolvere le tue problematiche vitali del mio stivale da cow-boy. A meno che, ovvio, tu non te ne fotta di tutto e di te stesso e lasci che le cose ti girino intorno fino a farti vomitare l’anima, ignorando il tempo e le persone, la mente e il corpo. E a quel punto ti ritroverai a dover contattare un sarto che ti prepari qualcosa per la tua taglia XXXXL evidenziata da quella grossa mole stesa sulla poltrona immersa nei pop-corn e circondata di bottiglie vuote di birra e sacchetti di patatine, piatti sporchi e briciole di panini sparse sul tappeto dal colore indefinibile, consumato dal tempo e dai mozziconi di sigaretta. Beh, questa è l’offerta. Mafioso, non è così? Lasciarti praticamente senza una vera e propria scelta: questo è quello che ti si presenta una volta in vita, o meglio, in vita indipendente (se così si può dire). La vita che fai, una volta via di casa, viene definita indipendente; ma che razza d’indipendenza è se sei pienamente dipendente dalla vita stessa e da ciò che ti si presenta ogni minuto davanti? Le regole. Esistono anche se le ignori: ogni tuo passo, ogni secondo, è caratterizzato da regole: non c’è un’azione che non pretenda l’uso di una regola. Noi crediamo di essere “liberi”, ma non è altro che un vero e proprio paradosso. Tra l’altro è un termine inventato per essere l’apoteosi dell’illusione, o dell’utopia. Esso stesso è un’illusione, non ha definizione, è uno dei termini più soggettivi che esistano, ma c’è da ammettere che come anestetico non è niente male. Io la parola libertà la considero una specie di droga, che si assume ogni qualvolta ce ne sia bisogno per tappare uno spiraglio scomodo di realtà che abbiamo sotto il naso e che stiamo vivendo, ma che non vogliamo ammettere, o non abbiamo la voglia di affrontare. Non sono libero di star sveglio la notte fino alle quattro solamente perché domani devo alzarmi presto. “Ma se non riesco a dormire?” Vai col sonnifero (non la tiro lunga). Se metto un piede dietro all’altro e sposto la gamba in modo casuale come minimo mi spezzo le ossa cadendo addosso a me stesso. Se uso il coltello lo devo prendere, perforza, e dalla parte del manico, se no ne faccio ben poco. Purtroppo sto in piedi in una sola direzione, per via della forza di gravità. Sono costretto a badare a mille abitudini alimentari, di routine, di attività fisica eccetera, se non voglio esplodere come un chewing-gum. Per cagare devo spingere. Se voglio esprimermi sono costretto a compiere un gesto per farlo (esistesse la possibilità di usare la telepatia, anche quello sarebbe un compromesso da usare per esprimersi). Sono costretto a seguire tutti i miei bisogni fisici, e ad accettare il fatto di averli. Ho solo cinque sensi. Per quasi tutto devo usare i sensi: non posso sapere qual è il sapore dello sciroppo d’acero se non uso l’apposito senso. Essendo qui, in vita, nel mondo, sono costretto a fare qualcosa, ad essere qualcosa o qualcuno. Dopo aver inspirato devo espirare. Ho il controllo di tutto? Ma perché per manovrare qualcosa devo perforza averne il controllo? Se ignoro tutto questo non campo un anno di più. Non è pessimismo, né una forma grave di pigrizia acuta; è solo un’osservazione sulla gabbia invisibile che circonda ogni essere vivente. E’ un po’ come parlare di quanto è difficile resistere ad una Fruit-Joy senza masticarla: non è un problema primario dell’esistenza, ma è pur sempre catalogato nella lista dei problemi. Perché non parlarne? Bene, una cosa è certa: ho più regole che capelli; e se diventerò calvo, ne sarò ancora più convinto. “Ma tu puoi ignorare ste regole! Tipo, se stai a guardare documentari sui tassi fino alle cinque di mattina, e alle sei ti costringi a svegliarti…” …M’infilo un calzino sopra la scarpa ed inzuppo il tutto in una tazza di Pepsi per poi passare il resto della giornata con la testa nella tazza del cesso. Te l’ho detto, non se ne viene fuori! Nada! Ste’ regole non so chi le ha inventate, ma pare che ce ne sia bisogno talvolta per evitare che vada tutto a mercanti del sesso. Come una partita di Polo: senza regole, le mazze finirebbero nel primo buco che trovano (e in una partita di polo ce ne sono di svariati generi, di buchi). Non so che dire. E’ così e basta. Odio questa frase, ma pare che sia il nucleo di tutto quel che fa girare il mondo: è così e basta. Yes. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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