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Chi son? Sono un poeta. Che cosa faccio? Scrivo. E come vivo? Vivo. In povertà mia lieta scialo da gran signore rime ed inni d’amore. Per sogni, per chimere e per castelli in aria l’anima ho milionaria. Talor dal mio forziere ruban tutti i gioielli due ladri: gli occhi belli. V’entrar con voi pur ora ed i miei sogni usati e i bei sogni miei tosto son dileguati. Ma il furto non m’accora, poiché vi ha preso stanza la dolce speranza!
Or che mi conoscete, parlate voi. Chi siete? Via piaccia dir?

Scrivo un diario inutile. senza note, senza parole, senza frasi. Solo pagine vuote, bianche. Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano. (Alessandro Sebastiano Morandi)
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venerdì 1 settembre 2006
ore 12:23 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Io schiavo in Puglia di Fabrizio Gatti
Sfruttati. Sottopagati. Alloggiati in luridi tuguri. Massacrati di botte se protestano. Diario di una settimana nell’inferno. Tra i braccianti stranieri nella provincia di Foggia
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venerdì 1 settembre 2006
ore 09:38 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ritrovato "lUrlo" di Munch Era stato rubato nel 2004
La polizia norvegese ha ritrovato il celeberrimo quadro "Lurlo" di Edvard Munch, rubato a Oslo nel 2004 dal Munchmuseet. Insieme ad esso è stato recuperato anche il secondo dipinto di Munch rubato, la cosiddetta Madonna. "Abbiamo la certezza al cento per cento che si tratta degli originali", ha dichiarato il capo della polizia Iver Stensrud nel corso di una conferenza stampa, "Il danno è molto minore di quanto temevamo".
"Da due anni e nove giorni abbiamo cercato sistematicamente i due quadri e ora li abbiamo trovati - ha detto ancora Stensrud -. E un giorno di gioia per noi, per la polizia, per i proprietari dei quadri e per il pubblico, che potrà finalmente ammirare di nuovo i due capolavori".
LUrlo - una delle varie versioni dipinte da Munch, che visse dal 1863 al 1944 - e la Madonna - una figura femminile dai lineamenti deformati dal dolore a petto nudo e avvolta da lunghi capelli neri - furono rubati il 22 agosto 2004 dal Museo Munch di Oslo da due uomini armati, che fecero irruzione in pieno giorno nelle sale e sottrassero i due capolavori, armi spianate, davanti al pubblico di visitatori. I due rapinatori con i quadri fecero quindi perdere le loro tracce fuggendo su unauto rubata guidata da un complice.
Non sono ancora noti i dettagli del ritrovamento anche se nei giorni scorsi erano emersi dei nuovi particolari che confermavano che i due dipinti non erano andati perduti e che anzi potevano essere recuperati. Sei persone, ritenute in qualche modo collegate al furto, sono state incriminate lo scorso anno. Inoltre il 21 agosto, il quotidiano di Oslo Dagbladet, aveva diffuso la notizia che David Toska, condannato a 19 anni di carcere per una spettacolare rapina in banca, aveva offerto la restituzione delle due opere darte dellespressionista nordico, in cambio di una riduzione della sua pena già dopo il processo dappello.
Investigatori ed esperti darte presumevano da tempo che il furto dei dipinti di Munch, tele che valevano circa 92 milioni di euro, avesse lintento di complicare le indagini sulla rapina alla banca di Stavanger organizzata da Toska. In questo assalto allistituto di credito della cittadina norvegese aveva perso la vita un poliziotto e i ladri erano fuggiti con un bottino di circa sette milioni di dollari.
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giovedì 31 agosto 2006
ore 18:33 (categoria:
"Vita Quotidiana")
La ragazza musulmana, al mare si veste così. Limprenditore turco Mehmet Shin ha lanciato una nuova linea di costumi da bagno che permettono alle donne di stare in spiaggia senza contravvenire ai precetti della loro religione. La collezione dello scorso anno aveva venduto 40 mila capi, questanno si prevede che ne andranno via 50 mila.
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giovedì 31 agosto 2006
ore 14:48 (categoria:
"Vita Quotidiana")
merda merda merda
Ruspa killer, omicidio colposo per un operaio
A finire sul registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo è il 48enne (...), residente a (...). L’uomo, difeso dall’avvocato Alessia Crapis, si trovava al posto di manovra dell’escavatore che martedì ha causato la morte del 33enne (...). In segno di lutto e di rispetto nei confronti della famiglia della vittima, durante la rievocazione storica che si terrà nel fine settimana non verrà assegnato il palio.L’episodio che sta scuotendo profondamente gli animi è avvenuto martedì pomeriggio in via (...), all’incrocio con via (...), dove la vittima risiedeva. Erano circa le 16, quando l’impresa edile di (...), il padre della vittima, stava lavorando all’allacciamento di una condotta. Da una prima ricostruzione, sul posto si trovavano, oltre alla vittima, i colleghi (...), (...) e (...). E proprio quest’ultimo era seduto al posto di guida dell’escavatore. La dinamica sarebbe il risultato di una fatalità: il filo del lampeggiante posto sul tettuccio del mezzo, collegato con l’interno dell’abitacolo, avrebbe interferito con i comandi della benna. La pala meccanica ha fatto un improvviso movimento brusco che ha colpito mortalmente alla testa (...). Per il giovane, sposato da tre anni, con Cinzia, originaria di Udine, non c’era più niente da fare. Il pm Federico Facchin ha iscritto per il reato di omicidio colposo il collega di lavoro di (...), (...)ed è stata disposta l’autopsia che si terrà questa mattina all’ospedale di San Vito. Verosimilmente i funerali si potrebbero tenere nel fine settimana. Intanto, già nella serata di martedì si è tenuta una riunione con i vertici della Pro loco e i rappresentanti dei vari rioni (quello di (...), dove la vittima abitava ha già detto di non partecipare) per decidere se rimandare o meno l’edizione 2006 del palio di (...). La decisone finale è stata quella di una rievocazione sottono, con la non assegnazione del palio e una sfilata dove i gonfaloni porteranno il segno di lutto al braccio. E in via (...), nel tardo pomeriggio di martedì, dopo essere stata ricoverata al Pronto Soccorso dell’ospedale di (...) insieme alla moglie della vittima, perché colte da malore quando hanno appreso la terribile notizia, c’è tornata la mamma di (...), (...) che insieme al marito (...) e all’unico figlio rimasto, (...), hanno pianto per quella morte così assurda.
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mercoledì 30 agosto 2006
ore 13:28 (categoria:
"Vita Quotidiana")
merda merda
È morto a pochi passi dal fratello, il 33enne (...) , residente in via (...) a (...) , che ieri pomeriggio è rimasto vittima di un infortunio sul lavoro in via (...) , a pochi metri dalla sua abitazione. Una fatalità, un filo che si impiglia nella manopola che manovra la benna dellescavatore e in una frazione di secondo il giovane è stato colpito alla testa dalla benna del mezzo. La madre e la moglie della vittima, alla notizia sono state colte da un malore e per precauzione sono state trasportate al pronto soccorso dellospedale di (...) .
Linfortunio mortale è avvenuto nel pomeriggio di ieri, attorno alle 16, a (...) , allaltezza dellincrocio tra via (...) e via (...) dove limpresa edile di (...), il papà del giovane morto, stava effettuando dei lavori su una condotta dellacquedotto del Consorzio Basso Tagliamento. Il giovane, secondo una prima ricostruzione, stava lavorando allinterno della buca lunga otto metri e profonda due, scavata lungo un tratto della strada che conduce alla provinciale 40, quando allimprovviso la benna dellescavatore si è mossa di scatto prendendolo. Un movimento brusco che sarebbe stato determinato dal filo del lampeggiante posto sul tetto del mezzo che si collega allinterno dellabitacolo: per una sfortunata circostanza, il filo ha coinvolto la manopola che manovra la benna facendola scattare dallalto in basso, con un colpo secco, mentre era proprio sopra il giovane. (...) ha riportato lo sfondamento cranico che ha procurato al 33enne una morte istantanea. In quel momento nel cantire cerano i colleghi (...), (...) e (...).
In quel momento, a pochi passi dal luogo dellincidente, si trovava anche il fratello più giovane della vittima, (...), che nulla ha potuto fare per (...). E nulla hanno potuto fare neppure i suoi colleghi di lavoro che hanno visto solo la chiazza rossa di sangue che era apparsa sulla benna. Allertato il 118, sono giunte sul luogo dellincidente le ambulanze dallospedale di (...) e di (...), lelisoccorso e i vigili del fuoco di (...). Per i primi accertamenti si sono portati in via (...)i carabinieri della stazione di (...) e quelli di (...) oltre al personale dello Spisal di (...). A (...)è quindi giunto il medico legale Massimo Imelio che ha constato la morte del giovane. Il pm Federico Facchin ha disposto il sequestro del cantiere, la viabilità ha subito forti disagi per diverse ore. Il corpo privo di vita del ragazzo è stato successivamente trasportato nellobitorio, dove nelle prossime ore sarà sottoposto ad autopsia. I funerali si terranno, molo probabilmente nel fine settimana, tra venerdì e sabato.Ancora una morte bianca in un cantiere edile, anche se in questa occasione sembra che a metterci di mezzo sia stata la malasorte. A pochi passi dal copro senza via di (...), è rimasto per tutto il tempo il papà (...)e il figlio (...) oltre ai compagni di lavoro, tutti in lacrime, senza darsi una motivazione della tragedia. (...) era sposato da tre anni e conduceva una vita tranquilla e riservata a (...), diviso tra lavoro e famiglia.
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mercoledì 30 agosto 2006
ore 13:15 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Merda
Travolto e ucciso dalla ruspa Operaio di 33 anni muore in cantiere colpito alla testa dalla pala meccanica Un filo che si impiglia nella manopola, la benna dellescavatore che si aziona di scatto e lo colpisce al capo. È morto così il 33enne XXXXX XXXXXXXX, residente in via XXXXXXXXX a XXXXXXXXX, vittima ieri pomeriggio di un infortunio sul lavoro avvenuto in via XXXXXX, a pochi metri dalla sua abitazione.
La tragedia è avvenuta intorno alle 16, nel cantiere nel quale limpresa edile del padre di XXXXX stava effettuando alcuni lavori su una condotta dellacquedotto del Consorzio Basso Tagliamento. Il giovane, secondo una prima ricostruzione dellaccaduto, stava lavorando allinterno della buca lunga otto metri e profonda due, scavata lungo un tratto della strada che conduce alla provinciale 40, quando allimprovviso la benna dellescavatore si è mossa di scatto colpendolo violentemente alla testa.
Un movimento brusco che sarebbe stato forse determinato dal filo del lampeggiante posto sul tetto del mezzo che si collega allinterno dellabitacolo: per una sfortunata circostanza, il filo ha coinvolto la manopola che manovra la benna facendola scattare dallalto in basso, con un colpo secco, mentre era proprio sopra il giovane. XXXXXXXX ha riportato lo sfondamento cranico ed è morto sul colpo.
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mercoledì 30 agosto 2006
ore 11:35 (categoria:
"Vita Quotidiana")
E morto Nagib Mahfuz, premio Nobel letteratura
Lutto nel mondo della letteratura. Lo scrittore egiziano Nagib Mahfuz, premio Nobel nel 1998, è morto oggi in un ospedale al Cairo. Le condizioni di salute dello scrittore egiziano, 94 anni, si erano aggravate una settimana fa. Ricoverato dal 16 luglio, in seguito a una caduta in casa che gli aveva procurato una ferita alla testa, Mahfuz, dopo un leggero miglioramento ha avuto una grave emorragia al colon. Lo scrittore si trovava nello stesso ospedale cairota dove era stato curato nel 1994 in seguito al tentativo di omicidio da parte di integralisti islamici. I funerali si terranno domani nella capitale egiziana.
Nato nel quartiere popolare di al-Gamaliyyah al Cairo nel 1911, il narratore egiziano aveva iniziato a scrivere alletà di 17 anni. Nel 1930 si era iscritto alla facoltà di filosofia nella capitale egiziana contro il volere del padre e dei suoi insegnanti, ma il suo primo racconto venne pubblicato soltanto nel 1939. Altri dieci racconti uscirono prima della rivoluzione egiziana del 1952, dopo la quale smise di scrivere per vari anni. Lopera che lo consacrò definitivamente come scrittore allinterno del mondo arabo, per la sua capacità di descrivere la vita urbana tradizionale del suo paese, fu, però, la Trilogia del Cairo, nel 1957. E proprio quello fu lanno in cui ricevette in Egitto il premio di Stato per la Letteratura.
Nel 1959, con Il rione dei ragazzi, pubblicato a puntate sulla rivista Al-Ahram, diede, invece, inizio ad una produzione letteraria caratterizzata da una nuova vena, che celava giudizi politici sotto allegorie e simbolismi. Tra le opere del secondo periodo, Il ladro e i cani(1961), Chiacchiere sul Nilo (1966) e Miramar (1967). Nel 1988, fu il primo scrittore arabo a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura. Fino al 1972 lavorò come direttore della censura per la Soprintendenza dei Beni aritistici e culturali, come direttore della Fondazione a sostegno del cinema e come consulente per gli Affari culturali al Ministero della Cultura. Ma gli anni successivi al suo ritiro dallattività pubblica videro una rinascita della sua produzione creativa, in chiave più sperimentale rispetto alle opere storiche e realiste del primo periodo.
Quasi la metà dei suoi romanzi sono stati portati anche al cinema e i film tratti dalle sue storie sono stati diffusi in tutto il mondo arabo. In Egitto ogni sua pubblicazione era considerata un evento culturale di grande rilievo, il suo nome era menzionato in ogni discussione letteraria dal Golfo a Gibilterra e fu molto tradotto anche in tutto il mondo occidentale. Ma fu anche odiato e accusato di blasfemia dagli integralisti islamici, tanto che alcune sue opere vennero messe allindice dall autorità nel suo stesso paese perché considerate "irriverenti verso la religione". La sua narrativa, impregnata della vita dei vicoli cairoti, attinge alla fonte della tradizione orale egiziana e del Maghreb, ma anche del vasto mondo a nord del Sahara, dallOceano Atlantico allEufrate. Nelle sue storie, dove talvolta i conflitti del presente trasfigurano nel mito, emergono con chiarezza i temi contemporanei, la difficoltà del postocolonialismo, la corruzione, i pregiudizi sociali, la droga e lintegralismo religioso.
Mahfuz era inviso a tal punto agli ambienti della Jihad da attirare su di sè una condanna a morte come Salman Rushdie. La persecuzione si scatenò, in particolare, a causa del suo libro più contestato Il rione dei ragazzi del 59, a lungo censurato in Egitto e in Libano. Nell 89 la polizia gli offrì protezione, ma lui, che aveva già 77 anni, rifiutò: "Potrebbe disturbare la mia vita e sconvolgere le mie abitudini quotidiane", spiegò poi ai giornali.Dopo cinque anni di pace, però, la Jihad passò ai fatti: il 14 ottobre 1994, giorno del sesto anniversario del Nobel, un attentatore lo aggredì sulla soglia di casa, colpendolo con due coltellate alla gola. Lo scrittore si salvò per miracolo e per lattentato vennero arrestati e processati sette estremisti islamici che, qualche mese più tardi, vennero condannati a morte.
Mahfuz continuò a vivere al Cairo, città da cui non si era allontanato nemmeno per ritirare il Nobel, e continuò comunque a scrivere, senza temere le minacce, fino allultimo.
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martedì 29 agosto 2006
ore 16:42 (categoria:
"Vita Quotidiana")
rubata dal blog di Chiara@
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martedì 29 agosto 2006
ore 11:15 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Manchester City rompe il tabù gay del calcio di Guido Santevecchi
LONDRA — L’anno scorso tre calciatori tedeschi, anonimi, avevano proposto al Financial Times di dichiarare la loro omosessualità se altri otto li avessero seguiti. Sono passati molti mesi e la nazionale gay di Germania si è guardata bene dall’uscire dagli spogliatoi. D’altra parte quante migliaia di volte abbiamo sentito dire che il pallone è un gioco maschio? Ora uno dei club più gloriosi d’Inghilterra, il Manchester City, ha deciso di dare un calcio all’ultimo tabù del football e ha sottoscritto un accordo che lo trasforma in una squadra «gay-friendly».
Significa che la società si impegna a diventare campione delle pari opportunità, assumendo personale omosessuale per il suo stadio e campo d’allenamento e invitando la comunità gay della città ad accorrere in tribuna. Il Manchester City ha dovuto staccare un assegno milionario per Stonewall, la potente associazione che difende i diritti di gay e lesbiche in Gran Bretagna per poter essere incluso nella lista «gay-friendly». Un elenco nel quale si sono iscritte già la Bbc, la catena di supermercati Sainsbury’s e la Royal Navy. Si tratta di garantire una politica di reclutamento e difesa del personale omosessuale che comprende il divieto e la sanzione di linguaggio o atteggiamenti offensivi o di pregiudizio sul posto di lavoro. Il club di Manchester impiega circa 700 persone tra tempo pieno e part-time. Il direttore generale Alistair Mackintosh ha spiegato all’Observer: «Vogliamo mandare un messaggio chiaro di benvenuto tra noi a gay, lesbiche e bisessuali». Perché non ci sono calciatori dichiaratamente gay?, ha chiesto la Bbc in una recente inchiesta. Risposta di Alan Smith, ex manager del Crystal Palace: «Semplice, puoi ubriacarti, picchiare tua moglie e i tifosi lo troveranno accettabile se continui a giocare bene, ma se un giorno dovessi dire ‘‘sono gay’’ l’impatto sarebbe disastroso ».
E ricorda: «Ho avuto in squadra giocatori che non giravano con una ragazza aggrappata alla spalla e leggevano libri: era dura per loro negli spogliatoi e in campo». Djibril Cissé, attaccante francese del Liverpool riconoscibile per la progressione e la tintura biondo oro dei capelli in evidente contrasto con il colore ebano della carnagione, ha sentito il bisogno di promettere che non abbraccerà e bacerà i compagni dopo un gol. Una battuta, ma che dimostra quanto sia sentito il problema.
Tony Cascarino, ex star irlandese, ricorda la storia di Justin Fashanu, che giocò con Nottingham Forest e Hearts e nel 1990 decise di uscire allo scoperto. Diventò il bersaglio degli insulti del pubblico e degli avversari. Otto anni dopo si tolse la vita e la polizia concluse che non aveva retto alla pressione. Tutte testimonianze di ex. Quando la Bbc ha mandato tre domande sull’omofobia ai manager della Premier League inglese, nessuno dei venti ha accettato di rispondere.
Il beau geste del Manchester City forse non è del tutto disinteressato. Parte della campagna prevede di invitare la comunità gay a spendere «pink pounds» allo stadio. Sterline rosa, una questione che interessa molto i consigli d’amministrazione delle aziende del Regno Unito, dove si calcola che i cittadini omosessuali siano non meno di 3,6 milioni. In attesa delle banconote la mano tesa dei blu ha portato fortuna in campionato: è arrivata la prima vittoria, sull’Arsenal che non veniva battuto a Manchester da 15 anni.
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lunedì 28 agosto 2006
ore 14:37 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ecco la generazione "No figli": Sempre più coppie senza bambini di STEFAN THEIL
Al caffè "Da Capo", locale alla moda di Atene, i 30-40 anni si godono in pace un cappuccino. L’argomento di conversazione preferito è, naturalmente, quello delle relazioni: la riluttanza degli uomini a impegnarsi, l’indipendenza delle donne, quando avere figli e, sempre più spesso, se averne. "Col passare degli anni le mie possibilità di avere bambini diminuiscono", dice Eirini Petropoulou, 37 anni. "Non sposerò qualcuno solo per avere un figlio".
Ama il suo lavoro ed è il suo parea, il gruppo degli amici più cari, le cui vedute sono simili alle sue - gruppo che per i giovani greci sempre più spesso svolge il ruolo della famiglia - a fornirle sostegno sociale. "Se a 45 anni sarò ancora senza figli, penserò alla possibilità di averne uno da sola". Ma la sua realizzazione personale non dipende da questo.
Fino a qualche decennio fa, la Grecia era una delle società più tradizionaliste d’Europa, dominata dal comandamento della Chiesa ortodossa di sposarsi e moltiplicarsi. Tabù sociali e religiosi classificavano le donne senza prole come aride zitelle e gettavano il sospetto sulle preferenze sessuali degli uomini non sposati di mezza età. Nello spazio di una generazione la rigida corazza sociale è scomparsa, grazie a una serie di fattori, tra cui un migliore livello di istruzione, maggiori opportunità di lavoro per le donne e l’ingresso della Grecia nel filone culturale dell’Unione europea. Risultato: una percentuale di matrimoni inferiore alla media europea e un tasso di natalità tra i più bassi del mondo, 1,3 bambini per donna.
Avere figli non è più un dato scontato: "Mai come ora, presso molte società, quella di non avere figli è una legittima opzione, per uomini e donne", dice Catherine Hakim, London School of Economics. Con un rapido cambiamento che tocca paesi tanto diversi tra loro come la Svizzera e Singapore, il Canada e la Corea del Sud, i giovani tendono a protrarre l’età adulta senza avere figli, posponendo il loro arrivo fin dopo i quaranta.
Gran parte di loro finisce col non averne affatto. La scelta di non avere figli, in Germania, riguarda il 30% delle donne con un’istruzione universitaria e è in rapido aumento tra gli uomini. In Gran Bretagna, negli ultimi vent’anni, il numero delle donne senza figli è raddoppiato. In Giappone, dove il tasso di natalità s’attesta a 1,25 bambini per donna, la percentuale record del 56% delle donne sui 30 anni è ancora senza prole, nel 1985 era il 24%. "Il futuro del Giappone sarà determinato dalla scelta di queste donne di diventare madri o no", dice Miho Iwasawa dell’Istituto nazionale per la ricerca sulla popolazione.
La tendenza ha generato una nuova cultura del non avere figli. In Gran Bretagna, sta crescendo il mercato di libri come "Child-Free and Loving It" ("Felici Senza Figli"), che la giornalista Nicki Defago spiega di aver scritto "per far sì che le donne che decidono di non fare bambini sappiano che i loro sentimenti sono perfettamente normali". Per loro nascono gruppi di supporto, come quello con sede a Vancouver "No Kidding!", all’inglese "Childfree Association". Facendo tesoro della condizione sempre più frequente di sostituti dei bambini che i cani assumono tra i giovani giapponesi, la Honda progetta auto che al posto del sedile porta-bambini prevedono un cestino per cani.
Con la loro maggiore capacità di spendere, il popolo dei senza figli sta facendo salire i prezzi di aree come Manhattan e il centro di Londra; uno studio britannico ha dimostrato che il valore di una casa scende del 5% se i vicini hanno figli adolescenti. Anche gli alberghi stanno venendo incontro a questo tipo di clientela; in Italia, il resort "La Veduta" promette: "La vostra vacanza in Toscana non sarà disturbata dagli schiamazzi dei bambini". A Roma, alcuni ristoranti si presentano come "club", i cui membri devono avere più di 18 anni, mettendo in chiaro che i bambini non sono benvenuti.
In passato (come negli anni ’50 e ’60) la mancanza di figli era la conseguenza della povertà o di cambiamenti radicali, della perdita di uomini in tempo di guerre; l’infertilità colpiva al massimo il 3% delle coppie. Oggi, la decisione di avere - o di non avere - un figlio è il risultato di una combinazione di fattori, tra cui le opportunità di carriera, lo stile di vita e la condizione economica. La nuova normalità della mancanza di prole riguarda tutte le classi sociali, non solo lo stereotipo dei Dink (double-income-no-kids, due stipendi e nessun figlio). In Germania, dove il tasso di denatalità è il più alto del mondo, 25%, libri come "Minimum", del conservatore Frank Schirrmacher descrivono una "spirale di denatalità" nella quale una popolazione in calo diviene sempre più riluttante ad aver figli.
Dalla Germania alla Russia, si parla sempre più spesso di sanzioni per chi sceglie di non fare figli. In Russia, dove la natalità è scesa dal 2,3 degli anni ’80 all’attuale 1,3, una lobby affaristica ha chiesto un inasprimento fiscale per le coppie senza bambini. In Germania, alcuni economisti e politici hanno suggerito che le pensioni di chi non ha figli siano tagliate del 50%. Gli esperti sostengono che i governi dovrebbero modificare le loro politiche per spingere i genitori che hanno già uno o 2 bimbi ad averne un altro: potrebbero prendere esempio dalla Francia, che ha aumentato i sussidi alla natalità per incoraggiare le famiglie ad avere il terzo o quarto figlio.
Una soluzione potrebbe essere quella di convincere le donne a mettere su famiglia un po’ prima. La fertilità cala rapidamente dopo i 35 anni, nonostante le nuove tecnologie studiate per mantenere vitali più a lungo gli ovuli femminili. Tra le donne con prole, l’età media del primo concepimento è salita dai 24 anni del 1971 ai 30 di oggi. In Grecia la natalità media è di 1,3 bambini per donna, ma tra le donne nate negli anni ’60 è di 1,9. Tra le italiane di quella generazione, è di 1,7, a paragone dell’1,2 del resto della popolazione, mentre per le tedesche è dell’1,6 rispetto all’1,4: quella che appare come rinuncia ad avere figli altro non è che la scelta di averne più tardi. Ma più tardi può facilmente diventare mai. La maggior parte delle coppie senza figli aspetta troppo a lungo per concepire; solo un terzo sceglie di restare davvero senza figli, dice Tomas Sobotka, demografo dell’Istituto di Vienna.
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