Cose politicamente troppo scorrette, non capireste
HO VISTO
Bene
STO ASCOLTANDO
Vecchio blues, poco jazz, un po di bossa nova, refoli di rock.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Mimetico, non mi riconscereste
ORA VORREI TANTO...
"Ti giuro si può"
Capitano del Popolo
STO STUDIANDO...
Musik
OGGI IL MIO UMORE E'...
Urticato ma attento
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
Nessuna scelta effettuata
MERAVIGLIE
Nessuna scelta effettuata
Sì sì, è proprio il palco di quel posto lì
(questo BLOG è stato visitato 10886 volte) ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
domenica 27 maggio 2007 - ore 17:54
La cifra
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Scavallo di decennio: è giusto che ogni rispettabile mod mi diffidi. E giusto che Renato Mannheimer mi inchiodi alle mie responsabilità di condivisione domestica, invitandomi con la retorica dellantimammismo a creare il famoso e praticabilissimo (!) nucleo familiare singolo. La mononucleosi insomma. Concerti strani in questo periodo, in scuole superiori e carcere, con collaboratori e collaboratrici inaspettati. Bene così, non mi annoio. Tornando allanagrafe, mai stato più vivo di adesso. E se per caso scemassi, sono sicuro di trovare un vestito coi oci del brodo che mi riporti in auge. Una domanda. Potrò ancora sguarducchiare (così, intendo, distrattamente, con fine puramente metroestetico) le ventenni?
Con un sussurro sottile e scaramantico dichiaro un netto miglioramento del mio arto superiore sinistro. Non mi provocate eh! Ora posso brancicarvi, pizzicarvi, mantecarvi, hammer on-arvi, forte di un pollice orgogliosamente opponibile.
Dell’irrispettoso musicare
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Un rendez vous. Senza passione e fugace. Per motivi economici, non sentimentali. Lui è attivo sulle corde orizzontali, l’altro è il principe degli strumenti verticali. La durata dell’incontro? Circa tre ore. Molto lungo quindi , considerati gli standard. Come cornice, la splendida Venezia.
Non ho mai pensato di imparare a suonare il contrabbasso. E’ nella mia formazione culturale e nelle mie orecchie, legato indissolubilmente all’ascolto ed all’amore per molti classici del jazz. Ed anche per artisti meno classici. Ciononstante non mi sono mai avvicinato all’ "ultimo tentativo del buon dio di far suonare un armadio". Perchè? Non si risponde. Ho solo qualche ipotesi, che tengo per me. Ed invece, sedotto e prezzolato da un collega (di quelli dinamici, che fanno, organizzano, conoscono) muovo verso il Lido armato di tale strumento in versione elettrica (chi ha visto un live di Peter Gabriel sa che cosa intendo), cioè il solo simluacro fonico orizzontale, senza l’ingombro del comodino sottostante. Insomma
Faccio il mio. Mi sembra anche bene. Finisco e.. Era obiettivamente chiedere troppo alla mia mano sinistra. Ne è nato un dissidio tra me elei. Si è placato? Speriamolo: dopo l’attacco ipocondriaco della sindrome del tunnel carpale (maledetti siti medici di autodiagnosi!), un buon affaticamento muscolare e una modesta tendinite sono i residui di quell’intenso appuntamento. Il resto verrà dissolto dal fango (sì sì proprio fango, in forma di calda argilla applicata).
Vanità di cuoco 2
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Tutti veniamo prima o poi assaliti dalla voglia irrefrenabile di mangiare qualcosa di specifico. A me capita spessissimo ed altrettanto frequentemente vi cedo. Con difficoltà talvolta: non mi viene voglia di patatine di mcdonald (ingredienti: 30 minuti, un’autovettura, 2 euro) o di fiorentina di sorana (3 ore, un’auto, 30 euro) La misura di quanto è singolare o financo bislacca la pietanza agognata non è forse la misura della nostra stramberia? Insomma ieri leggo in qualche blog la parola chiave dello stimolo: GNOCCHI FRITTI. Ah! Terribile: la voglia si impossessa di me, istantaneamente associata al ricordo dei concerti intorno a Modena, sempre conditi dalla sapida e romboidale pietanza. Non inorridite se non sapete di che si tratti: non c’entrano gli gnocchi della sagra o quelli della mamma: si tratta di appendici pastacee salate e fritte tipiche del modenese ed ottime per accompagnare affettati e salumi vari. Istantaneamente realizzo che Modena è lontana per cedere all’impulso in maniera subitanea e decido di realizzare in casa la pietanza. Tanto più che scopro dell’ottimo prosciutto crudo fare capolino nel domestico frigideur. L’ingrediente mancato è la compagnia di qualche persona amica, ricercata invano. Pazienza. Io e la mia bottiglia di Refosco abbiamo gradito.
Clicca sulla foto per conoscere la ricetta che ho pressapoco seguito
Letture e scrittori
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Importante. L’orsetto Knut sta bene: prende gli antibiotici per il mal di denti, la scorta di polizia lo guarda a vista dopo le minacce di morte dei giorni scorsi.
Avrei voluto mettere una cornicetta divisoria disegnata, come quelle in cui eccellevo intorno al 1984 nei miei quaderni. Così, per fare qualcosa di metrosessuale. Invece non ne ho trovate.
Sto leggendo o rileggendo Celine. Come sempre le letture del momento modificano transitoriamente, ma in maniera sostanziale la mia percezione degli eventi e degli stati: avrò il mio periodo di disillusione filosofica, abuso di scurrilità verbale e metaforico prudore alle mani. Mi succede sempre così. Qui il rapporto causa-effetto è evidente, altre volte è oscuro. Tempo addietro lessi Andrea DeCarlo, per interesse sociale più che letterario. Mi venne voglia di scrivere a Stevanin in carcere per dirgli che lo capivo. Forse dovrei investire qualcosa in psicanalisi. O forse dovrebbe farlo il succitato scribacchino. Posteri, vedete che qualcuno lo sapeva!
Mentre rinnovo precedenti malesseri, tentando indarno i rimedi dellamico Lostwave, vi segnalo per venerdì lesibizione di un gruppo di tutto rispetto al Big Club. Repertorio jazz funk, con un tributo alla musica degli anni 70. Che io sia il bassista di tale organico ( voce, basso, piano, percussioni, tromba, batteria e fisarmonica) è dettaglio del tutto trascurabile. So che verrete per ammirare le due avvenenti dame al pianoforte e voce. Nel caso contrario fatevi riconoscere.
Guerrino consiglia. Già il titolo è geniale: introduce un individuo definendolo con il solo nome proprio e dando per scontata la conoscenza del pubblico di cognome e qualifica. E poi il verbo: consiglia. Conferisce una particolare aura di superiorità e di mistero. "Consiglia", cosa? Un titolo per una rubrica settimanale dedicata agli adolescenti persi nel labirinto dei propri sensi? Oppure morale cristiana per tutti, alle 18 su Telechiara? No. Guerrino è l’artigiano della cucina, il sublime manovratore di pignatte e paioli. Il mio cuoco televisivo per eccellenza. Prima dell’avvento di prove del cuoco et similaria, quando solo Wilma DeAngelis su Telemontecarlo osava noiosamente (io, spudorato, seguivo però anche lei), Guerrino lanciava le sue semplici ed efficaci ricette da Telealtoveneto. Allungava con brodi vegetali, mantecava con burro, bruniva in padella, profumava con olio all’aglio, nevicava generosamente con grana grattuggiato. Il tutto condito dalle sue espressioni tipiche a cominciare dal "Salve!" iniziale, fino ai rassicuranti "..come vedete, nulla di dificile.." ed "appuntamento, a diopiacendo, a domani". Non si poteva non sentirsi edificati anche eticamente da questo rubizzo acrobata culinario dell’altovicentino. L’espressione della genuintà, dovrebbe essere indicizzata da google. Penso sia fiorito compiutamente allora il mio amore per la cucina, negli anni (che mi sembrano remotissimi) dell’Università e della sua frequenza mattutina, interrotta a mezzodì in punto per essere comodi e pronti di fronte alla cucina catodica delle 12.05.
La lingua tedesca
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Vi riporto una sobria considerazione inoltratami da un amico il quale preferisce restare nellombra, anzichè arridere ad un destino foriero di successi e vittorie.
La lingua tedesca è abbastanza semplice da imparare. Una persona che conosce un po di latino e di declinazioni si sentirà abbastanza sicura anche in Germania. Questo è, per lo meno, quello che dicono gli insegnanti di tedesco durante la prima lezione... Il primo passo è comprare un corso di tedesco, come leccellente edizione, pubblicata a Dortmund, che parla della tribù degli ottentotti (Hottentotten). Il libro spiega che gli opossum (Beutelratten) vengono catturati e messi in ceste di vimini (Lattengitter) chiuse. Queste gabbie, in tedesco vengono chiamate Lattengitterkoffer; e se al loro interno vi è un opossum catturato, si chiamano Beutelrattenlattengitterkoffer. Un giorno, gli ottentotti catturano un assassino (Attentäter) accusato di aver ucciso una delle madri (Mutter) degli ottentotti (Hottentottenmutter), madre di uno stupido e balbuziente (Stottertrottel). Questo tipo di madre, in tedesco è chiamato Hottentottenstottertrottelmutter e il suo uccisore Hottentottenstottertrottelmutterattentäter. Si deve sapere che quando gli ottentotti catturano un individuo, lo mettono nella cesta per gli opossum (Beutelrattenlattengitterkoffer). Ma lassassino riesce a fuggire: inizia la ricerca! Dopo qualche tempo uno dei guerrieri va dal capo: - Ho catturato lassassino (Attentäter). - Sì? Quale assassino? - chiede il capo. - Beutelrattenlattengitterkofferattentäter. - risponde il guerriero. - Cosa? Lassassino che è nella cesta dellopossum fatta di vimini? - chiede il capo. - Certo! - dice il guerriero - Hottentottenstottertrottelmutterattentäter (luccisore della mamma dellottentotto stupido e balbuziente). - Ah... - dice il capo degli ottentotti - Fin dallinizio avresti potuto dire che avevi catturato lHottentottenstottertrottelmutterbeutelrattenla ttengitterkofferattentäter! Come tutti possono vedere, il tedesco è una lingua facile e piacevole.