"Ogni giorno di più mi convinco che lo sperpero della nostra esistenza risiede
nell’amore che non abbiamo donato. L’amore che doniamo è la sola ricchezza
che conserveremo per l’eternità" [Gustavo Rol]
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giovedì 7 giugno 2007 - ore 08:45
IN MY SHOES
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Un lento e inesorabile trasmigrare di emozioni, dall’azzurro tenue al rosso cupo.
Non c’è che dire, non finirò mai di stupirmi e anzi sempre più spesso mi ritroverò a fissarmi i piedi noncurante di ciò che accade nel resto del mondo. Estraniarsi dalla realtà, fuggire davanti al pericolo rifugiandosi nelle acque tranquille che dormono sotto il mare in tempesta? E a cosa servirebbe? Il pensiero che faccio ogni volta è questo: devo andare avanti, procedere nella direzione giusta, senza più soste e soprattutto senza passi indietro, che invertire il percorso è troppo rischioso. Allora mi fisso i piedi e li istruisco per bene, ripetendo più volte a gran voce il seguente monito: il piede che oserà oltraggiare la mia volontà azzardandosi a invertire il senso di marcia verrà subitaneamente amputato. A mali estremi, estremi rimedi. Perché è necessario seguire un sentiero che porti dritto dritto alla felicità, o a quella che credo sia la felicità per me in questo momento, e non ho più tempo né voglia di cadere e scivolare ancora fino a valle. Un passo dietro l’altro, senza indecisioni, solo una sosta ogni tanto giusto per bere un po’ di redbull e leggere il notiziario sportivo. Come se stessi suonando una melodia, con la passione con cui suono il mio pezzo preferito: ogni nota è indissolubilmente legata a quella precedente, sicchè le dita scorrono ritmicamente sulla tastiera seguendo un preciso e armonioso saliscendi in cui non sono concesse frenate e cambi di rotta. Solo così, forse, arriverò da qualche parte.
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PERMALINK
mercoledì 30 maggio 2007 - ore 14:53
NON SO VOI MA IO..
(categoria: " Vita Quotidiana ")
..non so più cosa fare. Credevo di conoscerle, di capirle, di poterle prevedere...ma mi sbagliavo: le donne restano un mistero.
Ho 30 anni ma a volte mi sembra di averne ancora 15, perché i dubbi rimangono e anzi si moltiplicano. Mi sembrava di aver fatto passi notevoli e avere accumulato ormai un’esperienza tale da poter dire di sapere come sono le donne, e invece mi sto rendendo conto che è una battaglia persa, che son troppo diverse da noi, che tra quello che dicono e quello che pensano ci sono mari e monti, che a volte sono un libro aperto e altre un vaso di Pandora ben sigillato, una scatola nera profumata ma indecifrabile. Arrendermi? No, continuerò il mio frustrante ma prezioso cammino alla scoperta di quel magico e irrinunciabile mondo femminile che tante gioie e tantissimi dolori danno a noi uomini. “Una ze poca, do ze massa. Una morta, una picà drio ea porta” diceva sempre mio nonno (pace all’anima sua). Lo diceva sorridendo, anche perché lui il sorriso ce l’aveva sempre, eppure quel detto popolare mi lasciava perplesso, e pensavo che in casa nostra di donne ce n’erano 3 e che quindi bisognava trovare una giusta sistemazione anche per la terza…tagliata a pezzi e messa nel freezer? o sepolta in giardino? il cane l’avrebbe senza dubbio trovata, però il freezer non era abbastanza capiente. Il nonno propose di uccidere anche il cane. Eseguii.
Non so voi ma io non ci capisco più nulla. Più vado avanti e meno mi sembra di conoscerle. Le donne sono uno splendido, affascinante, sublime, intrigante, irrisolvibile problema. Riescono a ricordare con sbalorditiva precisione dei particolari che a noi sembrano irrilevanti, ripetendo esattamente le parole che tu, ignaro e patetico uomo, hai proferito a tuo danno e pericolo in un qualsiasi lunedì sera di 27 anni fa. E sei automaticamente fregato, perché nemmeno ricordi di aver detto quelle cose ma la sicurezza con cui te le senti ripetere ti danno la certezza che la loro memoria è infallibile, e non puoi difenderti in alcun modo visto che non hai la più pallida idea del contesto in cui hai proferito delle simili frasi. Hai le spalle al muro, puoi provare a difenderti, arrampicandoti per qualche minuto sugli specchi più scivolosi del mondo, mischiando un po’ le carte in tavola, ma tanto lei le ha già girate tutte e cambiarne l’ordine non servirà a granchè se non a farti cadere ancora più in basso in quella buca piena di fango in cui sei già dentro fino al collo.
Per ora mi fermo qui, perché se parlo ancora il fango mi soffocherà.
Chi mi capisce mi lanci una corda, grazie.
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PERMALINK
lunedì 28 maggio 2007 - ore 15:20
Dammi la mano
(categoria: " Poesia ")
Su, dammi la mano, se hai paura dammi la mano,
non restare lì immobile nell’oscurità, fra gli alberi del tuo giardino.
Parlami di te e delle tue paure, non farmi sentire lontano,
stenditi qui accanto a me, e appoggia la testa sul cuscino.
Se c’è una cosa che non dovrai mai più fare
è lasciare che le tue paure non ti lascino respirare.
I sentimenti son brezze leggere che devon soffiare liberamente,
non imbrigliarli fra gli inutili schemi di freddi pensieri contorti.
Basta uno sguardo a darti la forza di seguir ciò che il tuo cuore sente
e se hai ancora paura dammi la mano, io sono qui per aiutarti.
Se c’è una cosa che non dovrai mai più fare
è credere di esser sola, fra le acque di questo mare.
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PERMALINK
giovedì 24 maggio 2007 - ore 14:22
Il piacere della conversazione
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Fu in un momento di assoluto abbandono psicofisico che scoprii, non senza un certo stupore, di essere in grado di dialogare amabilmente con svariati esseri inanimati, e con “esseri inanimati” mi riferisco ad oggetti di qualsiasi materiale e forma, animali morti e/o impagliati, residui organici e inorganici. Non sono mai stato un gran chiacchierone, e anzi ho sempre considerato i logorroici degli individui spregevoli degni di essere sottoposti alle più crudeli torture medievali. Spesso i dialoghi con i miei simili si riducono a qualche battuta e a una serie più o meno lunga di espressioni facciali costruite ad hoc per rispondere in modo adeguato alle domande a me poste inopportunamente; la faccia che mi viene meglio è quella che assumo quando fingo di essere un vecchio allevatore abruzzese che ha appena scoperto che sua moglie ama trascorrere interi pomeriggi nella stalla instaurando "rapporti di amicizia" con asini e buoi. Donne e buoi dei paesi tuoi, che i panni sporchi li vogliamo lavare in casa. Non riuscendo a trovare persone davvero capaci di ascoltare ho trovato finalmente diletto nel conversare dapprima con un tubetto di lacca per scarpe e successivamente con un gufo impagliato. Checchè ne dica il mio analista io resto dell’opinione che confidare i miei problemi ad un gufo stecchito e ripieno di paglia sia la cosa migliore da fare ogni qual volta vengo attanagliato dalla malinconia canaglia. Mangiare due chili di gelato al gusto puffo non ha mai funzionato, e nemmeno cospargermi di panna montata e correre nudo per via Montenapoleone il sabato pomeriggio mi ha mai dato lo stesso sollievo. Quando invece sono di buonumore e mi sento in vena di scherzare preferisco intrattenere con la mia proverbiale ironia oggetti di basso valore ma di grande utilità quali il filo interdentale e lo sturalavandino. E su questo punto nemmeno il mio analista ha nulla da ribattere. Ma è inutile restar qui a malmenare il can per l’aia, diciamoci la verità: a chi di voi non è mai capitato almeno una volta nella vita di auto-sorprendersi a dialogare con la sigaretta che stavate fumando, o con il rotolo di carta igienica che tenevate in mano, o con il calzino spaiato che aveva perduto il suo gemello. Io sono convinto che certe scatolette di tonno siano molto più intelligenti di tante persone, e non ho alcun dubbio nell’affermare che una caciotta caprina nella fase di stagionatura sia assai più sveglia al volante di almeno la metà delle donne che conosco.
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PERMALINK
mercoledì 23 maggio 2007 - ore 14:31
Frank, mi hai rubato le parole di bocca..
(categoria: " Musica e Canzoni ")
You make me feel so young
You make me feel like spring has sprung
Every time I see you grin
I’m such a happy individual
The moment that you speak
I want to go and play hide-and-seek
I want to go and bounce the moon
Just like a toy balloon
You and I, are just like a couple of tots
Running across the meadow
Picking up lots of forget-me-nots
You make me feel so young
You make me feel there are songs to be sung
Bells to be rung, and a wonderful fling to be flung
And even when I’m old and gray
I’m gonna feel the way I do today
cause you make me feel so young
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PERMALINK
giovedì 17 maggio 2007 - ore 09:10
..e Pinocchio fu mangiato dalle termiti!
(categoria: " Riflessioni ")
Ho qualche buona ragione per credere che convenga sempre dire la verità, a prescindere dai "se" e dai "ma". Fanculo alle bugie a fin di bene, alle autogiustificazioni intrise di patetica ipocrisia, al finto perbenismo di chi pretende di indossare il camice da dottore e prevenire mali incurabili con sciroppi a base di stronzate e falsità. Platone sosteneva che "è più sapiente chi mente sapendo di mentire, di chi dice la verità perchè non sa farne a meno". Bene, vorrà dire che io non sono sapiente e non lo sarò mai, ma al sapiente inganno preferisco la candida ingenuità di chi, come me, è convinto che la sincerità assoluta sia lunica vera strada percorribile.
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PERMALINK
lunedì 14 maggio 2007 - ore 10:30
E non si scaldi che il gelato si scioglie
(categoria: " Vita Quotidiana ")
SalveBuongiorno, mi dica
Ce l’avete il cocco?Certo
Allora mi faccia un frappè al cioccolato.Al cioccolato?
Sì, al cioccolatoGuardi che ce l’abbiamo il cocco
Buon per voiMa allora perché mi ha chiesto se ce l’abbiamo?
Se avete cosa?Il cocco!
Ah ma allora ce l’avete sì o no?Sì!
Ottimo! Allora vorrei due palline di stracciatella…..ma…?
Non mi dica che non ce l’avete..La stracciatella?
No, il cioccolato!Guardi, se ha voglia di scherzare ha trovato la persona sbagliata
Non capisco, perché mi dice questo?Va beh guardi, lasciamo stare. Mi dica una volta per tutte che cosa vuole
Vorrei sto benedetto frappè, per favoreAl cioccolato?
Ce l’avete? …abbiamo TUTTI i gusti del mondo
Ah sì? Ma allora poteva dirlo subito! Vorrei un frappè al vitello tonnato.…è sicuro?
Sicurissimo!Bene, glielo preparo subito
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PERMALINK
venerdì 11 maggio 2007 - ore 17:11
cosa aspetti?
(categoria: " Riflessioni ")
..e se credi che sia tutto così semplice..beh sappi che ti sbagli di grosso. Non ti puoi nemmeno immaginare del casino in cui ti stai ficcando, e comunque non preoccuparti, lo scoprirai molto presto. Ormai ci sei dentro amico, fino al collo: è troppo tardi per tirarti indietro, oh sì. Non vorrai mica fare come quel tale che ha cambiato volto, identità, nazione, lingua, sesso, costumi, vita, salvo poi scoprire di aver ereditato un milione di euro da un vecchio zio ricco e non è più riuscito a dimostrare di essere il degno erede. Ormai sei in campo e devi giocare, sei in bici e devi pedalare, sei in un letamaio e devi spalare. Su su rimboccati le maniche e datti da fare, che visto che siamo qui tanto vale cercare di fare bella figura, che poi come dice sempre il tuo amico “è meglio vivere di rimorsi che di rimpianti”. E non pensare che tanto è uguale, perché stavolta il gioco vale la candela e il buon brodo non lo fa soltanto la gallina vecchia. Così instabile, dannatamente fragile..ma non ti vergogni?!? Un mollusco ha più spina dorsale di te! Alzati da quel divano ammorbante, prendi la rincorsa e salta il fossato, che c’è un mondo da scoprire poco più in là, proprio dietro casa tua, fra il granturco e i rododendri. Cammina, avanti, non preoccuparti della direzione e pensa solo a camminare, che le tue scarpe ormai son diventate comode a forza di foderarle e ammorbidirle dopo ogni caduta. Come? Hai paura? E chi non ce l’ha! Sei come il tizio che stava cavalcando una tigre e aveva paura di scendere. Hai paura anche tu di fermarti ed essere sbranato? E allora corri, corri come il vento, spensierato come se stessi ascoltando un vecchio disco, e racconta quello che non hai detto mai, senza più pensare alle parole che non avresti dovuto dire. Che il domani è già qui, ora, e ti sta invitando a vivere come se vedessi sempre soltanto il sole.
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PERMALINK
martedì 8 maggio 2007 - ore 15:00
E fu così che trovai lalba dentro limbrunire..
(categoria: " Accadde Domani ")
<< Allora mi dica...che fine ha fatto negli ultimi due mesi? E’ stato rapito dagli alieni? È andato a Casablanca a farsi operare? Ha vinto il secondo premio ad un concorso di tristezza ed è andato in vacanza a Porto Tolle? Si è dedicato allo studio delle tecniche di riproduzione dei fenicotteri? Ha finto di essere morto per non lavorare? Ha riflettuto inutilmente sul senso della sua inutile vita? Ha cercato le risposte alle domande universali che da sempre assillano l’umanità: chi siamo, da dove veniamo, chi sono i genitori di Qui Quo Qua, dov’è finito il “maestro di vita” Do nascimento? E’ rimasto intrappolato nell’ascensore ed è riuscito a sopravvivere bevendo le sue urine? E’ stato in una clinica specializzata per disintossicarsi dal Grande Fratello? Si è reso conto che l’Inter avrebbe vinto lo scudetto e ha deciso di sottoporsi a lobotomia? Ha ucciso la vecchia del quarto piano e ha impiegato 1 mese per trovare un buon posto dove nascondere il cadavere? Ha quindi capito che la cuccia del cane non era un buon posto dove nascondere il cadavere e ha impiegato un altro mese per convincere il cane a mollare la vecchia per poi nasconderlo nel capanno degli attrezzi, fra il tosaerba e il compressore? Qualche figlio di puttana le ha svelato anzitempo il finale di Lost provocandole una furia omicida che si è poi tramutata in una rara forma di paralisi cerebrale? E’ andato a confessarsi e ha impiegato otto settimane a raccontare tutti i peccati capitali di cui si è macchiato lo scorso inverno? E’ rimasto imbottigliato nella tangenziale di Mestre? Ha guardato per 3 volte di fila l’intera saga di Star Trek e ora è convinto di essere il Capitano Kirk e che la sua Fiat 128 verde cimice sia l’Enterprise? Ha rimesso in ordine il garage? Ha scoperto di avere una vecchia zia ricca e le ha fatto da balia sperando che si ricordi di lei nel testamento? Ha bucato una ruota e ha impiegato gli ultimi due mesi per cambiarla? Ha finalmente deciso di conoscere le identità dei suoi genitori naturali e ha scoperto che il suo vero padre è Franco Califano e sua madre una danzatrice del ventre bulgara? Allora? Mi risponda per favore, la mia pazienza ha un limite.. >>
<< La verità? Non ho trovato la forza di alzarmi dal letto. >>
<< Perché si è comprato il materasso ad acqua e non riusciva più a risalire in superficie? >>
<< No, perché una mattina mi son guardato allo specchio e ho visto esattamente la faccia della persona che mai avrei voluto diventare. >>
<< ....e ora come sta? >>
<< Molto meglio. Mi sono licenziato, ho venduto l’appartamento, ho regalato la macchina al nordafricano che ogni due settimane veniva a vendermi calzini e deodoranti, ho intestato il mio conto corrente all’orfanotrofio e ho gettato nel fiume il mio orologio. Sono qui per salutarla: domani mattina sarò in un altro posto, parlerò un’altra lingua, comincerò una nuova vita, e soprattutto sarò un’altra persona. >>
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PERMALINK
lunedì 7 maggio 2007 - ore 12:05
ANCORA UN FIORE
(categoria: " Poesia ")
Tra la vita che passa
un fiore.
Un fiore
tra le mani protese
nella serra
obsolescente.
Un fiore raccolto
all’imbrunire.
Elia Quaggio
12 gennaio 1974
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