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domenica 30 ottobre 2005 - ore 13:38
giornata di lavoro...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
e buona giornata a tutti
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PERMALINK
sabato 29 ottobre 2005 - ore 12:45
poesie
(categoria: " Vita Quotidiana ")
vi regalo delle poesie oggi,
una delicata e triste...
Il gatto in un appartamento vuoto
Morire - questo a un gatto non si fa.
Perché cosa può fare il gatto
in un appartamento vuoto?
Arrampicarsi sulle pareti.
Strofinarsi tra i mobili.
Qui niente sembra cambiato,
eppure tutto è mutato.
Niente sembra spostato,
eppure tutto è fuori posto.
E la sera la lampada non brilla più.
Si sentono passi sulle scale,
ma non sono quelli.
Anche la mano che mette il pesce nel piattino
non è quella di prima.
Qualcosa qui non comincia
alla sua solita ora.
Qualcosa qui non accade
come dovrebbe.
Qui cera qualcuno, cera,
e poi dun tratto è scomparso,
e si ostina a non esserci.
In ogni armadio si è guardato.
Sui ripiani è corso.
Sotto il tappeto si è controllato.
Si è perfino infranto il divieto
di sparpagliare le carte.
Cosaltro si può fare.
Aspettare e dormire.
Che provi solo a tornare,
che si faccia vedere.
Imparerà allora
che con un gatto così non si fa.
Gli si andrà incontro
come se proprio non se ne avesse voglia,
pian pianino,
su zampe molto offese.
E allinizio niente salti né squittii.
(Wislawa Szymborska)
link a un mp3 con williams carlos williams...
e dite grazie...
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PERMALINK
venerdì 28 ottobre 2005 - ore 19:14
tilda
(categoria: " Vita Quotidiana ")
siccome sono buono vi regalo anche unimmagine di tilda swinton
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PERMALINK
venerdì 28 ottobre 2005 - ore 18:58
la parola del giorno
(categoria: " Vita Quotidiana ")
pàr|ca
s.f.
1 TS mitol., spec. con iniz. maiusc., nella mitologia classica, ciascuna delle tre divinità che presiedono al destino umano, identificate con le Moire greche e iconograficamente rappresentate nellatto di filare e tagliare il filo della vita
2 LE estens., fig., la morte: Elettra udì la P. | che lei dalle vitali aure del giorno | chiamava acori dellliso (Foscolo)
curiosamente...
pàr|co
agg.
CO
1a moderato, contenuto, che sa tenersi lontano dagli eccessi: essere p. nel bere, nel mangiare; parsimonioso: essere p. nelle spese
1b estens., spreg., taccagno, spilorcio
2 restio a compiere determinate azioni, a manifestare determinati sentimenti, a concedere benefici e sim.: essere p. di complimenti, di consigli, di parole
3 di pasto, imbandito con vivande semplici, frugali: una parca mensa, una parca cena
oggi ho avuto poco tempo per aggiornare, ergo metto questa parolina che a chi di dovere farà capire che il destino a volte non è morigerato in rotture di scatole
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PERMALINK
giovedì 27 ottobre 2005 - ore 18:28
oggi ho poco tempo, giocate e non rompete
(categoria: " Vita Quotidiana ")
gioco della serra
la giornata di oggi è dedicata alla ricerca del mio destino, fra le nebbie dellalta, la cultura autocotona e il terrore di dedicarmi a qualcosa di impegnativo e costruttivo.
a cosa debbo tanto terrore? sono giunto alla conclusione che le mie paure abbiano ununico fondamento.
come vi sentireste voi se foste in procinto di di diventare una parola?diventare adulti non significa entrare, dallindeterminatezza della condizione di studenti alla determinatezza univoca della condizione di adulti? fare lidraulico, il ragioniere, limpiegato, limprenditore...
linfinita complessità delluomo chiusa nella compiuta circoscrizione di una parola...
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PERMALINK
martedì 25 ottobre 2005 - ore 00:53
per chi avesse dei dubbi
(categoria: " Vita Quotidiana ")

ovviamente sono GAY
rispondo a due domande, il resto verrà.
1. il mio rapporto con le donne è neutro.
2. credo che dedicare tempo al rimorchio di un eterosessuale sia come cercare di far accoppiare cane e gatto.
tanta fatica per un sesso pessimo e un rapporto da incubo.
comunque, tanto per rallegrare un pò il clima di questo blog in alto trovate la foto dellunica donna per la quale ho perso decisamente la testa.
qui è in constantine, film che vale la pellicola con cui è girato per due soli motivi.
1. è divertente come gioca con relativismo sconcertante sul bene e male
2. cè lei che ha creato un personaggio da favola
non vedo lora di vederla nelle cronache di narnia.
qui è in versione premiazione:
MI DEVO RICREDERE...
forse la settimana scorsa non è stata proprio tremenda.
domenica sera ho avuto il piacere di rivedere dopo ben 4 anni un mio ex e con gioia ho notato che sta di cacca, è ingrassato (vabbè sorvoliamo) e sembra in un periodo della sua vita che potrebbe ucciderlo.
mi chiedo da dove venga questo piccolo malingno piacere. dal fatto che sono umano e gli umani non sono delle belle bestie?
no, credo venga dal fatto che le sue disgrazie sono una conferma, una gratificazione per la mia persona.
una cosa meschina, ma meglio che niente. in fin dei conti le gratificazioni se non arrivano le te devi cercare e uno in mancanza daltro razzola dove può.
mi sento buono, vi regalo una poesia che mi piace:
Monologo per Cassandra
di W. Szymborska
Sono io, Cassandra.
E questa è la mia città sotto le ceneri.
E questi i miei nastri e la verga di profeta.
E questa è la mia testa piena di dubbi.
E vero, sto trionfando.
I miei giusti presagi hanno acceso il cielo.
Solamente i profeti inascoltati
godono di simili viste.
Solo quelli partiti con il piede sbagliato,
e tutto poté compiersi tanto in fretta
come se non fossero mai esistiti.
Ora lo rammento con chiarezza:
la gente vedendomi si interrompeva a metà.
Le risate morivano.
Le mani si scioglievano.
I bambini correvano dalle madri.
Non conoscevo neppure i loro effimeri nomi.
E quella canzocina sulla foglia verde -
nessuno la finiva in mia presenza.
Li amavo.
Ma amavo dallalto.
Da sopra la vita.
Dal futuro. Dove è sempre vuoto
e da dove nulla è più facile del vedere la morte.
Mi dispiace che la mia voce fosse dura.
Guardatevi dallalto delle stelle - gridavo -
guardatevi dallalto delle stelle.
Sentivano e abbassavano gli occhi.
Vivevano nella vita.
Permeati da un grande vento.
Con sorti già decise.
Fin dalla nascita in corpi da commiato.
Ma cera in loro un umida speranza,
una fiammella nutrita del proprio luccichio.
Loro sapevano cosè davvero un istante,
oh, almeno uno, uno qualunque
prima di -
E andata come dicevo io.
Però non ne viene nulla.
E questa è la mia veste bruciacchiata.
E questo è il mio ciarpame di profeta.
E questo è il mio viso stravolto.
Un viso che non sapeva di poter essere bello.
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PERMALINK
lunedì 24 ottobre 2005 - ore 23:59
la maledizione e... DUE CHIACCHERE SULLESU
(categoria: " Vita Quotidiana ")
sarà che sono un senza Dio, sarà, come dice mia nonna, che ho un Cristo per conto mio (vedi alla voce agnostico) ma mi stanno succedendo tutte.
vi risparmio la settimana scorsa, non mi voglio lamentare ma sono fiorite piccole rogne come i fiori a primavera.
lultima? vi racconto la mia mattinata: alle 6.30 mi sveglio e mi metto a leggere, comincia bene con una caduta in grande stile dal letto, per migliorare il quadro sono caduto di testa. ma tantè... cominciamo la giornata. alle 10.30 mi trovo nello studio di un prof con due ore di anticipo, avevo letto male lorario. capita.
decido di investire proficuamente lanticipo e vado a sbrigare unaltra commissione.
vado allesu e chiedo di parlare con il direttore (alla voce esu dedicherò la ferina postilla che seguirà) che mi fa rispondere picche e in modo reciso dalla sua segretaria.
trattandosi di torto macio (loro) sono gonfio di fegatoso sdegno, prendo e torno al circolo per pensare a come fargliela pagare. chiaramente il fato decide che conviene sedarmi con una bella botta di sfiga e mi trovo con il piede inclinato violentemente di 90° e un dolore atroce, prima ancora di essere arrivto al terzo caffè.
è troppo.
la restante parte della giornata lho trascorsa lamentandomi fra me e me (e con tutti quelli che avevano la ventura di capitarmi a tiro).
chiaramente avevo dei giri che non potevo disertare (laurea di unamica e incontro con prof.) ergo stasera mi fa male camminare.
ora veniamo allargomento esu, beh lesu mi sta diventando una vera spina nel culo, e per quanto uno possa essere un estimatore del genere quando è troppo è troppo.
in sostanza la questione è la seguente. io ho ottenuto un finanziamento dalluniversità di padova per realizzare una rassegna a tematica omosessuale, ho indicato come sede un collegio esu con la certezza che avrei potuto usufruire, come tutti gli studenti, del diritto di usare le sale dei collegi per attività culturali non a fine di lucro destinate agli studenti.
questo stando al regolamento esu.
nella richiesta di finanziamento ovviamente ho riportato il mio nome e lassociazione di cui faccio parte e che rappresento e che avrebbe fatto da supporto alliniziativa, cioè larcigay TRALALTRO di padova.
ora, il vostro bravo ienaferox cosa fa? fa richiesta allesu (dopo una piccola saga per avere le informazioni necessarie ma tantè... quando non sai le cose è così).
presento la domanda che viene valutata in commissione cultura.
commissione che la respinge.
perchè? la risposta ce la da un ragazzo dellASU che è in commissione e che per il progetto si era battuto: lesu non finanzia (o presta a titolo gratuito sale, prestito che equivale al finanziamento... ma lasciamo perdere) ad associazioni di carattere politico.
ora, che arcigay sia unassociazione a carattere politico è discutibile, ma vabbè, ma la cosa più importante è che io sono uno studente, che paga le tasse universitarie e che ho il diritto di usare quella sala.
a conferma delle mie parole ci sono quelle (dette face to face con il sottoscritto ripetendo più volte la frase "qui lo dico qui lo nego") dalla rappresentante cultura dellesu che mi spiegò come, ripresentando la domanda non scrivendo da nessuna parte arcigay o gay (et simili), il progetto sarebbe passato.
in incognito cioè.
io avevo scritto che sono un rappresentante di arcigay per onestà, e perchè come tale mi ero presentato per chiedere i fondi alluniversità (specificando anche dove avrei voluto fare la rassegna, cioè in un collegio esu, non chiedendo pertanto soldi alla voce di spesa relativa al noleggio della sala) ottenendoli senza colpo ferire.
lesu invece ci chiede di giocare a nascondino, omettendo, per coerenza, il nome dellassociazione anche dai manifesti.
si conclude la storia con il rifiuto di un appuntamento con il direttore dellesu e la faccia della sua segretaria che mi dice "il direttore non ha altro da aggiungere sulla vicenda".
ma io si.
io che faccio la rassegna per dare un segnale a tutti gli studenti/esse e ragazzi/e omosessuali di padova devo mettermi un passamontagna e fare la velata...
con un piede scassato che chiede vendetta.
no.
prossimi aggiornamenti a mezzo stampa.
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PERMALINK
lunedì 24 ottobre 2005 - ore 00:21
oversize
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Oggi giornata di spese.
Io detesto andare a far spese di capi dabbigliamento.
Perchè? Perchè appena entro in un negozio, io che non porto una 42 passo subito per IL GRASSO e i commessi mi guardano con aria scettica dicendomi che proveranno a cercare qualcosa in magazzino.
quando dicono così a me viene da rispondere "prego? magazzino? io non porto scarti di magazzino".
poi tornano, sempre scettici, con qualcosa che io intuisco essere la placenta di un bimbo nato sottopeso e prematuro pretendendo che io ci stia dentro.
ovviamente mentre mi divincolo per entrare nel budello loro mi aizzano dicendomi "dovrebbe essere la sua taglia, sta comodo?", io ho fiato solo per esalare... noooooooooooooofffanculoteetuasorella.
solitamente i commessi sono finocchie della categoria commessa , biondi tinti con locchiale giusto per fargli quella faccia da culo che a loro piace tanto.
alla fine esco dal negozio moderatamente inferocito, lasciando il commesa del caso sconvolto e col parrucchino sulle ventitrè.
oggi è andata così: sono andato a far spese con la mia dolce metà, una morbida taglia 44. i commessa erano tutti contenti, la mia dolce metà ha la taglia giusta e laltezza giusta, su di lui i loro carissimi stracci sarebbero stati benisssssssimo.
quando invece fu chiaro che era per me che cercavo il loro sconcerto fu palese e anche il mio livore.
mentre cercavo dei jeans per esseri umani fra le taglie 38 (quale uomo con tutte le ossa ha una 38? questo mi ripetevo...) si palesa un commessa e mi chiede cosa desidero (prima risposta, di botto: "vestiti cretina, cosa sennò? trapani a percussione?"). io garbatamente e con precisione sciorino: "pantaloni ("cretina, stavo guardando le camice forse?" -calma ienaferox, calma), della mia taglia e con questa (indico i pantaloni che indossavo, molto comodi) vestibilità.
sceticismo palpabile del commessa.
mi indica un altro negozio nello stesso centro commerciale.
(?)
mi ci reco solo perchè si ripeta la stessa scena, anzi per vedermi proporre pantaloni che sarebbero stati stretti a un neonato.
alla fine ho trovato tre paia di pantaloni, a tre metri dallo scontro con il primo esemplare di commessa.
esemplare che è ancora in grado di camminare nei suoi jeans modello guardami il culo, bello vero? solo perchè la dolce metà ha garbatamente suggerito che lomicidio premeditato è ancora reato, certo solo finchè previti non commetterà omicidio.
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PERMALINK
sabato 22 ottobre 2005 - ore 19:07
Il Messia
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ero solito portare una pallottola nel taschino, allaltezza del cuore. Un giorno un tizio mi tirò addosso una Bibbia, ma la pallottola mi salvò la vita.
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PERMALINK
sabato 22 ottobre 2005 - ore 17:48
LE PAROLE DEL GIORNO
(categoria: " Vita Quotidiana ")
OGGI INSERIRò DUE PAROLE
perchè? per due buoni motivi:
- uno è che così piace a me e, se non lo aveste ancora capito, in questo blog questa è una regola aurea
- due, mi sono piaciute tanto e non voglio rischiare di dimenticarmele
pertanto:
1. tra|per|fèt|to
s.m.
OB assolutamente perfetto
vedia alla voce IENA FEROX
2.tra|sfòs|so
agg.
TS med., di ferita d’arma da fuoco, che attraversa da parte a parte un organo o un tessuto
non ha un suono fantastico? se avrò un giorno una figlia la chiamerò trasfossa, così, per pura crudeltà.
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