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IreAle, anni spritzino di Qingdao-China CHE FACCIO? Expat Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Bjiorn Borg: biografia di un uomo straordinariamente bello. HO VISTO La fine della stradina di Yanli, le sue colline sfacciate e la manine sventolanti di A & B. Canini inclusi. STO ASCOLTANDO Un pezzo che non mi esce dalla testa e che canticchio al mattino appena sveglio dopo aver copiosamente orinato. ABBIGLIAMENTO del GIORNO Camiciuola svolazzante, ma di ruolo. Un ruolo. Quello che mi sono dato. ORA VORREI TANTO... Che sia domenica. STO STUDIANDO... Usi e Costumi Siculi. OGGI IL MIO UMORE E'... Fengolo. ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
ALESSANDRO, EMIGRATO IN CINA DAL 1 OTTOBRE 2003. IL PERCHE’ DEL BLOG? SEMPLICEMENTE PER RIMANERE IN CONTATTO CON LA REALTA’, QUALE? APPUNTO. venerdì 18 aprile 2008 - ore 10:20 Cane 4 e mezzo Cari Quattrozampe e Mezzo, eccomi rientrato dai fasti nefasti della fiera di Canton. Vi ringrazio indistintamente per gli auguri, per i baci piu’ che consentiti, per gli happy bullshit e per gli in bocca al lupo omnicomprensivi. Grazie davvero a tutti. Vi voglio molto bene e vi lecco dalla testa fino all’intenstino crasso evitando la bile. Ieri di ritorno da Canton, ho avuto il piacere di fare la gradita conoscenza di Cane 4 e mezzo: Non fatevi deviare dall’apparente dolcezza sia palatale che sentimentale. E’ si caccolino, ma abbaia in continuazione ed ha la tendenza ad orinarsi addosso e su chi lo circonda non appena lo si accarezza o lo si chiama. Credo sia incontinente. Alla mia domanda: "scusate Guardie, ma perche’ un altro cane?" "L’ha portato qui mia moglie" mi dice Guardia B (il derectosauro sdentato). "ripeto, perche’ un altro cane?" "mia moglie, l’ha portato qui". Ok grazie buon uomo, ora mi e’ tutto chiaro.In effetti ne avevamo bisogno...si sa mai che il parto di Cane 4 incontri delle difficolta’ in fase di travaglio. Mi ritrovo quindi con Cane 4 che e’ in procinto di partorire una cucciolata di almeno 4/5 cagnolini e Cane 4 e Mezzo in mezzo a tutto questo festante proliferare. Mi preoccupa poi il fatto che ha gia’ manifestato tendenze feticiste nei confronti del Canino con cui divide il monolocale: Si dira’ che me ne sto per andare. Che sono diventato insensibile ai fatti di cronaca legati a questa fabbrica. Me ne andro’, vero, e lascero’ in dote 6/7 cani al mio successore. Mica si potra’ lamentare, giusto? Per tenervi aggiornati sul mio prossimo futuro, dico solo che ancora nulla e’ stato deciso. Eccetto una cosa: tra la fine del preavviso (fine giugno) e l’inizio della nuova avventura (di cui poco so, ma qualcosa si muove) ho deciso quasi al 99% il mio viaggio premio: coast to coast negli USA, di almeno un mese e mezzo. Cosa ne dite? Phelt, any suggestions? Peter? Any googles? Ecco, per oggi e’ tutto e manco dovevo scrivere. Abbraccio con urina e affetto. Ale e mezzo. In mezzo. Nel mezzo. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK lunedì 14 aprile 2008 - ore 10:09 I 33 Saprete tutto. A brevissimo. Ed oggi quei 33, son diventati 34... Son fuori ufficio fino a venerdi. A presto, baci diffusi e speranze assopite per un futuro migliore. Ale LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK giovedì 10 aprile 2008 - ore 16:20 Il ritorno per la dipartita Insomma, arrivato ho aperto la porta. Ho salutato. Ho lasciato che lo stupore arrivasse alle tempie e si manifestasse con la scala del RAL. Che oscillasse dal pallore al rossore. Di modo da veder tutti i pantoni sciorinati all’unicromo. Ho esitato per cogliere appieno l’esitazione altrui. L’imbarazzo. Interminabile. E poi ho detto: Mi licenzio. Io, io mi licenzio. Dopodiche’, mentre gustavo l’epicita’ del momento, con in tasca i miei trentatre’ anni, me ne sono rimasto in silenzio. Un tempo indefinito. Ho pensato a molte cose li per li. Una, che non avrei esitato a sbottonarmi i pantaloni per mostrare il sedere ed eventualmente il ciccio (ma non la peluria che purtroppo ho verso la fine della schiena e di cui tutt’oggi mi vergogno). Un’altra che avrei voluto urlare "sono uscitoooo" spaventando tutti a morte. Che avrei stappato un’ottima bottiglia di vino e che avrei brindato a quel momento indimenticabile sbattendo i pugni sul tavolo e dando una bella pacca sulle spalle al mio titolare. In realta’ non ho fatto nulla di tutto questo. Ho avuto una strana sensazione. Un misto cuore del tipo che un momento importante della mia vita era terminato. E che non lo avrei mai scordato. Ne felice, ne triste. E poi, l’ennesima valigia, sono rientrato a Qingdao. Era nata cosi’ per scherzo. La storia del Puerto Escondido. In realta’ l’andavo cercando da molto. Forse non tanto il Puerto Lontano quanto il mio personalissimo viaggio verso un altro attracco. Verso una nuova avventura , verso altre carte da decifrare. Accade all’improvviso. Come gia’ dissi, arriva una mattina qualunque davanti allo specchio. Che gli occhi hanno una luce diversa. E che e’ venuto il momento di rifare le valigie e rimettersi in viaggio. Cambia cosi’. La vita. Quanto meno lo si aspetta. Si dira’ che Guardia A&B mi avevano lobotomizzato. Si dira’ che la storia delle morti lesse dei miei amati quadrupedi desacanecidi mi aveva portato via il sonno. Che la gravidanza di Cane 4 (che Guardia A da sbronzo chiama Dou Dou) era un peso troppo gravoso. Si dira’ che sono matto. Che andava la pena con i tempi che corrono mandare giu’ il boccone amaro e arricchirsi a misura. Si dira’ anche che il mare aperto, per quanto calmo, faccia paura quanto il bosco. Si dira’ infine " e ora?" e "dove?" Non lo so. Non lo so. Ma sono felice. E mi sento molto meglio. Con i miei trentatre da giocare a dadi. Alessandro Ps. Promesse: 1) Prometto a tutti quelli che me lo hanno fatto notare che cerchero’ di essere meno prolisso. Cerchero’. 2) Prometto a mia madre che cerchero’ di essere meno drammatico nei miei post. 3) Prometto che ovunque andro’ non manchero’ di tenervi informati. 4) PrEmetto che fino a meta’giugno dovro’ stare dove sono. Giusto in tempo per il parto di Cane 4. 5) Prometto che mettero’ piu’ "figure" e scrivero’ meno nei miei post. 6) NON prometto invece di scrivere solo cose divertenti e che piacciano ai lettori. Dovro’, a seconda degli umori, scrivere cio’ che mi sento. 6) MI prometto che scrivero’ e che provero’ a realizzare tutti i miei sogni. O almeno una piccola parte. 7) Prometto che non dimentichero’ quanto ognuno di voi in un modo o nell’altro sia stato parte di questo. LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK giovedì 27 marzo 2008 - ore 14:34 Cane 4: la sorpresa finale C’amici, il nuovo arrivato, tale Cane 4: e’ incinta. Ecco quindi il perche’ della sua apparente spossatezza che avevo scambiato per inutilita’ dello stereotipo canino. La tresca imbastita dalla "banda della cagnara (cane rissoso)" ha raggiunto cosi’ il suo apice. Un Cane incinta e’ di per se una trovata geniale: non solo nutriro’ amorevolmente Cane 4, ma mi prendero’ cura anche dei suoi futuri cuccioli; li ingozzero’ e ad uno spariranno per motivi misteriosi e diverranno spiedini prelibati per palati sopraffini.. Chiudo con una nota a margine , ma non marginale: domani torno in Italia....e rientrero’ giovedi’ prossimo. Un viaggio lampo, ma molto importante. A can avvisato.. Fatemiun bel "in Bocca al Cane" perche’ il prossimo post potrebbe essre l’inizio di una nuova avventura. CanocchiAle (Ale con cane miope sulle ginocchia) LEGGI I COMMENTI (13) - PERMALINK mercoledì 26 marzo 2008 - ore 10:37 Non ho parole: Cane 4 Ahhahhahahahha.... Non e’ possibileeeee!!! Allora e’ tutto chiaro! Li recuperano da qualche parte ( segmento A) utilizzando la scusa del quadrupede trovatello. Li portano da me (segmento B) perche’ sanno che amo gli animali e non saprei dire di no. Io li nutro e li ingrasso (segmento C ) e mi ci affeziono. Ed infine inventano le storie piu’ disparate per sottrarli e papparseli dopo che hanno messo su ciccia. La catena alimentare (che alle estremita’ ha in Guardia B = generatore di Cani e in Guardia A il suo sterminatore ) fa il suo corso inverso! Questa cagnolina addirittura-che chiameremo Cane 4-non ha nemmeno reazioni, non salta, non abbaia, non fa nulla di divertente. E’ totalmente inutile. Lo so che mi ci affezionero’, pero’ porca miseria, sto cominciando a nutrire un distaccamento affettivo senza precedenti verso questi animali "vai e vieni", "cani usa e getta", "cani fai da te", "cani per una sera", "cani da una botta e via". Diamo comunque il benvenuto ufficiale a Cane 4, finche’ dura... e per l’occasione mi sento di coniare queste nuove espressioni: Cazzesco: cane che mi lascia esterefatto. Cassurdo: cane venuto dal nulla che mi lascia esterefatto. Canzone: latrato di cane intonato. Candito: cane su di giri. Cancello: cane in gabbia. Canederlo: cane del nord. Ca nun ci sta cchiu: cane del sud. CanCan: cane che scodinzola a ritmo. Cannella: cane drogato-vedi Candito. Carriola: cane addestrato Candela: cane che mangia una mela Canello: vedi candito, cannella. Cantu: cane obbediente Canale: io ed un cane qualunque. Carrivedrci J.J. Cale LEGGI I COMMENTI (9) - PERMALINK mercoledì 26 marzo 2008 - ore 05:23 Note su Soliloquio di Fine Marzo Scioccati, per motivi che non posso spiegare or ora, ma che faro’ senz’altro la prossima settimana ci tengo a precisare quanto segue: Si, ho avuto un momento di insulsa nostalgia e un endovena di ricordi che m’han portato a scrivere il "toccante" post di ieri. Ne confermo lucidamente il contenuto e la decisione finale. Saro’ molto piu’ preciso la prossima settimana sulle future tappe/soste/abbeveraggi/bivacchi del futuro percorso, ma ci tengo a sottolineare che NON rientrero’ alla base e che la beneamata Peninsula non mi avra’. Almeno per il momento. E se Silvio poi dovesse rifarcela, mi terro’ alla larga dal suo Regno. A tal proposito simpatici i commenti visti ieri su CNN, BBC e CCTV che introducevano le prossime elezioni italiane mostrando la lista (e sghignazzando) dei 158 partiti che prenderanno parte alla competizione (primo piano sul simbolo del "Partito Impotenti") chiudendo il servizio con: "e’ molto probabile che il gia’ due volte Premier S.B. inquisito innumerevoli volte-indagato per corruzione..ecc.ecc. venga rieletto per la terza volta". Non e’ pero’ di questo che voglio parlare, bensi’ dell’ennesimo caso di cani-balismo che fatalita’ ha come attori principali il trittico noto alle cronache locali: Guardia A, Guardia B e un cane. Mio. Da parecchie settimane sto assistendo ad una guerra senza esclusione di riso tra Guardia A e B. Antichi dissapori sui metodi di coltivazione dei cetrioli, vecchie ferite mai rimarginate per via di una camera d’aria bucata in notturna e per finire accuse di servilismo e di nullafacenza hanno reso il quadro particolarmente tibetoso. Ecco quindi che ieri Guardia B ( che ricordo-per i meno attenti-avere la dentatura di un tricheco cieco) chiede di essere ricevuto da me medesimo. Pur essendo solo le 4.45 del pomeriggio e’ visibilmente ubriaco e lo noto non solo perche’ a malapena si regge in piedi, ma soprattutto perche’ ha ancora la boccia in mano e me ne vuole offrire un bicchiere (pazzesco). Il suo racconto - che non potro’ verificare - e’ sconvolgente e riguarda l’investimento mortale di Dou Dou. Sembrerebbe infatti che il canicidio sia avvenuto lo scorso lunedi’ (io non ero presente) durante il turno di Guardia A e che sia successo proprio di fronte al cancello della nostra sede. Guardia A-dice Guardia B-ha visto spirare Dou Dou di fronte ai suoi occhi ed ha fermato l’investitore. Hanno colloquiato. Se la sono raccontata. Hanno discusso e sono arrivati all’accordo: per una somma che non sapro’ mai Guardia A ha venduto il corpo ancora caldo di Dou Dou al centauro del cinquantino. Che immagino a questo punto che come lavoro si aggiri per le strade di Yanli-assoldato da perfidi coreani-col mirino al posto del fanale pronto a centrare tutto cio’ che si muove a quattro zampe. Dou Dou quindi immagino sia stato sezionato e fatto in umido con le loro fetide salsette agliose. Ricapitolando in ordine cronologico e sentimentale: Cane B: Rapito. Avvelenato. Mangiato. Popo’: sparito/rapito. Probabilmente mangiato e seviziato. Dou Dou: ucciso, e mangiato. Ed ecco il quadrittico in epoche recenti: Senza Parole. Dou Dou, tu sai che ti ho voluto bene. BAUALE LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK martedì 25 marzo 2008 - ore 05:39 Confessioni di fine Marzo: la prima di altre, che-credo-verranno. Soliloquio Qingdaonese Penso che si, in fondo, come una sorta di lanciatore di coltelli, senza lame, io fossi alla ricerca smisurata di cielo. O di abissi. Estremi. Paradossi. Incongruenze. Linee interrotte. Strade non battute. Dirupi. Per natura. Quale e’ la mia. Come fosse un richiamo venuto dalle profondita’. Linguaggi chiari. O meno. Gente diversa. O meno. Pioggia qual’e’, non la mia, o meno. Contrari. Che diventan di colpo, tutt’uno, reciprocita’. Insomma non lo sapevo quando dissi di si alla partenza per questo salto nel buio che partire non vuol dire solo tornare. Ma anche cambiare. Per non ritrovarsi. Se non diversi. Nel profondo. Nelle viscere. Tanto, ora, da essere perduti nel mondo. E non piu’nella lontana borgata da dove venivo. Ma questo molto tempo fa. E cio’ presuppone un altro, ma piu’ recente addio. Quello che fu a Venezia. Un commiato fatto di salsedine e acqua dondolante nello stridulo dei refoli di mattina presto. E quanto fu difficile dirle addio. A Venezia. Per colpa di quell’irritante comprensione che aveva di me specie davanti alla Salute nelle interminabili giornate di caligo. Di masegno in masegno, passo dopo passo verso una verita’ che sembrava dietro ogni fondamenta, dietro ogni campiello e che poi non c’era mai. O, che pensandoci adesso, forse c’era e non le seppi cogliere. Allora. Quel me. E quando Guardia A stamani m’ha detto che Dou Dou era morto falciato da un motorino non ho quasi avuto reazioni. In giornate normali mi sarei rinchiuso in me stesso per un lungo minuto di diapositive piene di saliva e amarcord di scodinzolii . E che se dovevo capire con ulteriori segni eloquenti la necessita’ di una mia dipartita, Budda poteva almeno risparmiare il povero Dou Dou (che poi era una cagnetta femmina). In giornate normali avrei per un momento pensato che la deficienza sta in mezzo. Non posso credere infatti che Dou Dou non sia riuscito a schivare un cinquantino cinese su un rettilineo di 5 chilometri. Posso si credere che un cinquantino non abbia fatto a meno di centrare Dou Dou per conclamata incapacita’ intellettuale e psicomotoria. Pensavo fosse successo solo a me in precedenza una stronzata simile, ma si trattava del De Luca, di molti anni or sono e si era su un Bmw giovani, belli e sfreccianti quando colpimmo, ma senza colpe un bassottino che era appena stato regalato dal vicino alla sua figlioletta di due anni. E che aveva un nastrino blu scuro al collo-il fu bassottino. O Cocker. Era notte, non ne sono sicuro. A dir la verita’ e ora che ci penso bene quello non fu l’unico eccidio: non solo, a bordo di una 112 rasi al suolo un gufo che mi accecco’ con i suoi occhi gialli, ma vi fu anche una sera che-quindicenne-rientravo col mio Grillo (ebbene si) da una cena di classe a base estremamente alcolica- e mi convinsi di aver sterminato decine e decine di conigli dagli occhi rossi che mi fissavano e che improvvisamente mi si erano parati davanti nel mio tragitto verso casa. Di per se la storia non reggeva. Anche perche’ non appena rincasai quella sera vomitai l’intera cena sul poster di Vasco Rossi in camera (che non era per terra, ma sul muro) proprio davanti a mia madre allibita. E poi incazzata. Era a lei che piaceva Vasco. Posso pero’ assicurarvi che il giorno successivo mi recai sulla scena del disastro e trovai dei peli bianchi, ma non i corpi falcidiati dei conigli dagli occhi rossi che mi avevano fissato la sera prima. Mi sono giocato 3 cani 3 in meno di un anno solare. Credo possa essere un primato. L’adorato Cane B, il mite Popo’ e Dou Dou. Senza contare la modica cifra di 37 pesci ed un grillo. Cacchio, una moria. Anche di miei sentimenti. Considerato che per interi periodi della mia vita pensavo che il massimo della felicita’ potesse essere una moto ed un cane. Di nome Marco. Peraltro questa scomparsa cambia di molto gli equilibri della "classifica dei superamici". Facendo salire il De Luca (ma non per meriti) dal Podio Animali a quello degli umani che pero’ vede comunque Nana’ in testa staccata con un certo margine da Giorgio e Yuri. Ero rimasto al fatto che non importa dove si va. E quanti siano stati i piccoli, grandi addii. E da dove ero venuto tra un passaggio, una sosta, una ripartenza e qualcos’altro. Cinque anni sono tanti. Sono vita e tempo rubati altrove, ad un altro luogo. Ad altre persone. E’ assenza con la data di scadenza. Per chi attende. Altrove. E quando venni qui con le mie quattro cose in tasca non pensai nemmeno per un istante che ci si potesse complicar ancor piu’ la vita. Che Venezia sembrava un oceano grande, infinita come la vedevo. E che invece il mondo-questo fottuto pianeta-potesse essere ben piu’ grande. E che, tanto per cominciare-mentre laggiu’ si dorme, qui ci si sveglia. E il mondo intero quindi, non chiude i battenti quando voi si chiude gli occhi. Ma li riapre per un giorno nuovo. E che a sentir ogni giorno lingue, storie diverse di vite lontane che diventan pian piano familiari, il mondo diventa improvvisamente piccolo e fatto di mosaici di uomini e di storie mai uguali, sempre di uomini dal pianeta terra. Che il tuo paese, la tua casa natia tutto d’un tratto diventa un puntino. Un sogno arrotolato all’indietro in bianco e nero. E che infine sembrava impossibile pensare di farcela. Di non trovare nulla di noto da mangiare. Di non capirci una mazza di quello che dicevano. Di non leggere una singolo ideogramma dei menu’ e di sparare a caso. Di indovinare. Di sopravvivere e di avere tanta forza. E di starci dentro a quella nuova vita. Insomma, ad un certo punto per una serie di fatti inspiegabili che hanno a che fare con le stagioni ricorrenti della vita, con le carte e forse in una qualche maniera con coloro che presiedono il Tempio delle Carote Dondolanti ( o chi per loro-secondo le latitudini) accade e sempre nella stessa maniera che un mattino come gli altri e’, improvvisamente diverso. Davanti allo specchio, con la faccia da idiota (ma senza berrettino di primo mattino, lo metto appena esco) ci si accorge di qualcosa di nuovo. Sara’ che quel mattino la luce filtra tra inesistenti bambu’ in maniera del tutto irrazionale. Sara’ che le barbabietole sulle colline di Yanli danzan come seta e non l’avevo notato. Ed io, ho deciso. Proprio stamani. Che, me ne vado. Alessandro da Confessioni di fine Marzo Cap.1. Ps. Che poi si pensera’ che questi sono affaracci miei e che metterli in piazza- per venderli al mercato-poteva anche essere evitato. Volevo solo avvisarvi, in quanto, in una certa maniera siete membri della famiglia e parte di questo diario di bordo. Che non mi si accusi che son uscito a prendere le sigarette senza lasciare un bigliettino. LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK mercoledì 19 marzo 2008 - ore 08:30 Carrefour e SudTirol Vol Parteien Imbavagliati, Un po’ come quello che fece Popo’ nell’oltrepassare il cancello della vita ed andare a cercare l’osso dell’immortalita’, cosi’ avevo fatto io dicendo a Guardia B che sarei uscito per andare a prendere le sigarette e che sarei tornato presto: Cosi’ mascherato dal berrettino copri “orribile segreto” ho cominciato a vagabondare per le strade di Yanli meditando sul corso degli eventi e sulle anomali vicissitudini del periodo. Lo status ante e lo status quo: L’alfabeto Morse che ricopre il mio cuoio capelluto sta assumendo le forme e i colori del culo di un panda. Se si eccettua l’intrinseca morbidezza ed il fatto che non devo piu’ utilizzare il gel (cosa che ho fatto ininterrottamente nel corso degli ultimi 20 anni) non vi sono altri lati positivi. Ho anche deciso di farmi crescere la barba in funzione di un percorso interspirituale che mi portera’ ad un’illuminazione fluorescente e alla diretta conoscenza (con stretta di mano reciproca) di una deita’ locale stimata da tutti. “Molto bravo”, secondo il parere di Guardia A. Per dire che le sto provando tutte. E che forse il solo salto carpiato della fede mi pacifichera’ con questo corrotto mondo terreno infestato da bipedi senza cuore. Dopo aver ottenuto dall’Ufficio Immigrazione il certificato multitimbro lasciapassare (ma con cautela e dovizia e dove vogliono loro) ed averlo inviato a Pechino, l’Ambasciata Italiana dopo soli 9 giorni 9 mi ha rilasciato il nuovo passaporto. A cui pero’ manca il visto. Perche’ col furto pure quello e’ scomparso. Cio’ richiede un nuovo visto. Ed un nuovo visto richiede una nuova procedura con ulteriori timbri. Incluso l’iter di cancellare il vecchio numero di passaporto dal database dell’ufficio immigrazione e fare richiesta di inserire il nuovo numero presso l’Ufficio del Lavoro”. Digitare le 7 cifre nuove dicono richieda 5 giorni. Ed attenzione a cio’ che accade proprio stamattina perche’ ha del clamoroso. Parcheggio l’auto davanti all’ingresso del Labour Office. Mi fanno notare che nessuno puo’ piu’ entrare se ci parcheggio proprio davanti. Regalo un pacchetto di sigarette a chi me lo fa notare. Come dare le noccioline alle scimmie; se dovessi decontestualizzare il fatto nel regno animale. Mi sento sempre Homer Simpson quando utilizzo questo vecchio trucco e che consta di poche minuzie: parcheggiare a 57cm dal portone di ingresso dell’ufficio il che consente di aprire la portiera e di essere gia’ dentro nel palazzo. 57cm precisi e’ un calcolo che ho fatto in base al raggio della portiera, per evitare quindi di sbatterla contro la porta scorrevole e di ammaccarla. 57cm poi consente il solo passaggio di 3 cinesi di taglia media. 4 se ridotti o se vengono dal Sud. E’ quindi una lotta a 4 o 5. Entrano comunque prima loro. Porc..Put.. In realta’ l’atrio dell’ufficio e’ stracolmo. Lunghe file non allineate stanno in fremente attesa di essere ricevuti da un tentacolo del Partito del Bene. Cacchio, non ci voleva. Salgo al secondo piano per rendermi conto delle dimensioni reali di tanta moltitudine e mi accorgo dall’alto che le lunghe file compongono un segno noto che assomiglia presso poco a questo: $ . Di questi tempi ho imparato a cogliere questi segni. Ad interpretare come un indovino queste apparizioni sotto mentite spoglie. All’interno della giacca comincio a tastare nervosamente i miei jolly sempre pronti all’uso, ovvero 5 carte prepagate del Carrefour da 20 euri l’una. Mando Jenny (Soggetto Volto & Capovolto A e B) a parlare con chi di dovere e le passo due delle suddette carte. Lo sguardo d’intesa dura pochi secondi. Meno il suo perche’ come sapete bene non ha le palpebre. A me il passaporto serve subito. E ho l’auto in divieto di sosta apparente a meno che non vada subito a comprare delle altre noccioline. Jenny mi telefona dal secondo piano dicendomi di attendere in atrio e di non dare nell’occhio. Io? Perche’ mai? Di solito-e senza barba e senza cappellino-passo inosservato. Penso che potrei ingannare l’attesa direzionando gli spruzzini dei tergicristalli verso l’interno dell’ufficio e divertirmi con questi avventori, ma decido che staro’ in atrio ad osservare un numeroso gruppo di coreani che, come sempre, sono incazzati. Nel frattempo Jenny ritorna con un fogliettino a quadretti in mano grande quanto il neo che ho nei pressi della carotide e mi dice di attendere che lo sportello 52 si liberi. “Ora! Andiamo”. E mi trascina verso lo sportello 52 nella pausa tra un utente e l’altro. Consegna il bigliettino alla donna che, noto con disgusto, ha dei baffi piuttosto vistosi. L’incantesimo dura circa 15 secondi in cui a tutti e’ chiaro il motivo della nostra intrusione. Jenny consegna i documenti tra cui vedo sbucare una delle mie carte Carrefour. Il barbatrucco infimo e’ sotto i baffi di tutti. “Fra un’ora” dice con soddisfazione la donna cannone. Ed effettivamente in soli 60 minuti nel database del Bene risulto avere registrato il nuovo numero del passaporto. Altri attenderanno 5 giorni. La stessa medesima scena si ripete poche manciate di minuti dopo presso l’Ufficio Visti che e’ il mio principale obiettivo. Il visto annuale poi richiede solitamente una settimana. A me pero’ serve maledettamente prima, diciamo un giorno e mezzo. Sento vibrare l’interno giacca. Le mie carte Carrefour sono nervose e vogliono essere giocate. E questo e’ un gioco per professionisti. Da lanciatori di coltelli. Il visto sara’ pronto venerdi’ notte. Ottimo. Il retroscena del bigliettino e’ spassosissimo e tipicamente cinese. Riporta la dicitura (in caratteri cinesi): “aiuta questo mio amico, grazie”. Da solo pero’ non poteva bastare. Intendo dire: se mi presento al bancone e consegno all’oste di turno un simile bigliettino dal contenuto fosco, magari vengo preso per controrivoluzionario. E poi perche’ in seconda persona? E chi e’ l’amico? Ma che baffo dici, O Straniero?” Il trucco sta nell’incontro misterioso di Jenny al secondo piano. E nella chiamata che l’impiegato dello sportello 52 ricevera’ da li a pochi minuti che immagino essere stata circa: “ Compagno, fai del bene a chi e’ in cerca del bene perche’ e’ per un bene piu’ grande. Ravioli e Olio di semi gratis per tre mesi, chiudo”. Cio’ che non ha senso e’ cio’ che l’oscuro personaggio scrive nel foglietto. Perche’ quella frase? Bastava che ne so, dirci di strizzare l’occhio destro. Utilizzare un segno della briscola. Farmi fingere di essere cieco. Fischiettare “bella ciao”.Scrivere sul bigliettino “quelli del bene”. Vabbe’. Insomma se bisogna farle bene ste cose, facciamole bene. Sono corrotto quanto il mondo. Ne sono parte. Capsule a parte. Taglio di capelli da cretino a parte. Con o senza barba. Con o senza Popo’. Insieme a Guardia A e B. Vorrei aggiungere molte piu’ cose. Di quanto ad esempio ebutu non funzioni. Di come vi siano problemi a leggere acilbbuper e di come kili di sabbia possano far sparire e tibettizzare gli oceani, ma si sa il tempo non e’ mai sufficiente e poi vi ho gia’ annoiato abbastanza. Cio’ che conta e’ il bene della maggioranza. Mica possiamo cambiare le regole per quelli del Sud Tirol Vol Parteien, giusto? Fino a qui tutto bene. Chiudo con un immagine di me medesimo in prospettiva futura, ovvero dopo aver superato i cataclismi contemporanei e mentre bivacco in un Puerto Escondido qualunque: ![]() TEBIT EERF ALE Ps. Ricordate il trucco di Leonardo da Vinci e dello specchio? Sempre utile per tutto cio’ che non risulta chiaro.. LEGGI I COMMENTI (16) - PERMALINK lunedì 10 marzo 2008 - ore 07:04 Vivo Preoccupati, le vostre apprensioni si’ genuine m’hanno scaldato il cuore. Il fatto e’ che negli ultimi giorni ho viaggiato molto e in treno per una serie di vicissitudini che vi raccontero’ appena avro’ un po’ di tempo. L’ispettore olimpico e’ venuto in appartamento ed ha voluto visitare tutte le camere (vista mare=vista bacino olimpico) ed insieme ad un tecnico fidato, esperto di traiettorie e trottole, hanno verificato il tipo di curva/forza centripeta che-un ipotetico proiettile da me scagliato-dovrebbe possedere per colpire e uccidere migliaia gli atleti. Ne hanno dedotto che con un fucile a pompa potrei fare una strage. Da parte mia invece, ho fatto capire loro che per poter compiere codesta strage dovrebbero verificarsi delle mirabolanti coincidenze pari solo a quelle che portarono all’assassinio di Kennedy. Detto questo: saro’ controllato come soggetto potenzialmente pericoloso. Insieme a circa duemila e piu’ altri coinquilini. Vi abbraccio indistintamente per giunta secondo i canoni dell’inchino Koreano e concludo con una metafora sul mio stato d’animo attuale: ![]() SASUKE Ps. La chioma ri-cresce ri-gogliosa e sento in me una forza del tutto sconosciuta mista a singhiozzi per qualcosa che m’e’ andato di traverso. Ps.1 Domani ve ne racconto un paio... LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK venerdì 29 febbraio 2008 - ore 07:53 Come non detto.. Shampisti e Sciantose: Sono giallo di rabbia. Ho un raviolo per capello. Mi girano gli involtini. Ne ho il toufu pieno. Mi son rotto la Muraglia. No, non me ne frega piu un Mao! Cosa ho fatto di maleee!!! Il 2008 e un anno pari! Gli anni pari mi han sempre portato fortuna e quindi (si percepisce che sto urlando?!) posso sapere cosa io abbia mai fatto di male allintero Pantheon di Deita Orientali?! Me lo spiegate? Ieri avevo lasciato intravvedere un barlume di speranza. Sentivo in tutto il mio essere un rigoglio di forze positive invadere le mie membra provate. Una primavera di buoni propositi. Per questo motivo sulla via del ritorno in citta mi sono fermato dal mio nuovo "parrucchiere/barbiere" Koreano. Considerato il periodo strano e i cali di personalita che recentemente avevano compromesso la mia autostima, prima di prendere questa decisione ne ho parlato a lungo con Guardia B. Guardia B e un esperto di fasi lunari ed e anche un indovino con tanto di certificato del Partito del Bene-sezione Aruspici. Un saltino al tempietto delle Carote Dondolanti ed ecco che lapprovazione arriva sotto le spoglie di un scia di fumo che sinerpica verso la destra della volta stellata. Il parrucchiere Koreano e allinterno del Mall Center piu prestigioso della citta. Ci lavorano due giovani parrucchieri koreani omossessuali (lho capito dallinchino ). Arrivo, saluto, ma mi accorgo che sono entrambi impegnati. La caposala mi dice che se non e un problema me li puo tagliare la parrucchiera cinese. Resto perplesso, ma mi lascio convincere dalle calze a rete. Il taglio avviene nel piu classico dei modi noto a tutti voi e convenzionale anche in suolo italiota. Con una particolarita: i parrucchieri qui hanno un aiutante che li segue nel corso dellintero taglio. Tale individuo/a ha senso di esistere (e dignita di esserci) perlopiu per il passaggio degli attrezzi del mestiere e per lutilizzo della spugnetta. Ogni qualvolta un capello plana sul viso del cliente, la spugnetta a mo di tergicristallo ripulisce e deglabra il volto. Ed e in quel preciso momento in cui dico: "ancora un po piu corti per cortesia" che succede il patatlac: lEssere Inutile aziona improvvisamente la spugnetta a forza 9 e mi impedisce per circa un cinquantina di secondi di aprire gli occhi mentre contemporaneamente sento un fottio di zic zac zac zic sopra il cranio. Ma porc..putt..ma che cazz...s ta succedendo, non vedo una zuppa! E quando riapro gli occhi e gia troppo tardi. Non ci posso credere. Cioe, cacchio, no, non a me. Le so ste cose. Ed ora per le prossime 3 settimane saro costretto a girare col berretto della vergogna (nel senso che mi piace questo berretto, pero sto male col berretto perche ho la faccia tonda,..pero mi serve, magari ne comprero uno nuovo, insomma, piu da giovane..non lo so, sono disperato, non riesco a pensare a nulla.): ![]() Perche sotto il berretto si nasconde lorrore. Il carnevale di peli, il trifogliamento capelluto, il "vince chi trova quello piu lungo,".. Non ho parole, ma molti di voi ricorderanno il vecchio Sasuke, ecco: ![]() Non ci posso credere. La mia preziosa chioma sembra un campo di battaglia. Jenny stamattina piegata dal ridere mi ha detto: "ma lo sanno tutti che non ci si deve far tagliare i capelli dalle donne!! Ma come hai potuto!" "Jenny, dopo do in pasto le tue corde vocali a Dou Dou". "Shut the fuck up". Poi-ieri sera-rientro a casa col mio kimono di amarezze e incazzature e mi trovo affisso sulla porta questo documento ufficiale: ![]() Non allarmatevi, residenti. Un poliziotto verra a perquisire casa (di quello si tratta) e vi controllera il PASSAPORTO. Allora ditelo. Ditelo. Scrivetelo che me ne devo andare. O mettetemi un messaggino dentro un biscotto. SASUK ALE LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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