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sabato 21 maggio 2005 - ore 17:04
Quando in Barbagia vince la legge del perdono
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il marito ucciso sull'uscio di casa. E lei - moglie diventata vedova, mamma oggi imbrigliata dalle fucilate assassine nel ruolo anche di padre - trova la forza per uno sconvolgente gesto d'amore: «Figlio mio, giura che non ti vendicherai». Succede a Orune, paese dove Antonio Pigliaru ha saputo mettere per iscritto un codice con le donne rappresentate più come ispiratrici che protagoniste. Tetta Manca, con un gesto semplice quanto privatissimo, ha lanciato un segnale colto dagli orunesi che ieri si sono ritrovati a salutare l'ultimo morto ammazzato. È rimasto deluso chi si aspettava eclatanti appelli dall'altare: quella donna aveva già fatto per intero il suo dovere mercoledì sera, a casa, davanti a pochi testimoni e al cadavere di suo marito. Orunese capace di sfatare ogni luogo comune, ricorrendo all'amore materno non per l'oggi ma per il domani. E, soprattutto, sapendo placare il terrore di un ragazzo che aveva appena visto il padre morire per mano altrui: «Figlio mio, giura che non ti vendicherai». Nella storia sanguinosa e insanguinata della Barbagia, sono tanti i capitoli scritti nel nome del perdono. Una parola sempre choccante per chi la pronuncia e per chi la sente. Questa volta però ad ascoltarla era solo un ragazzo di diciassette anni. Un adolescente disperato, come tanti solitari e disperati che hanno tentato di resistere, e non solo a Orune, alla forza centrifuga della vendetta. Marcello oggi, oltre alla madre, potrebbe ricordare i tanti appelli già pronunciati a Oniferi. O parlare con la sorella di un sacerdote di Fonni umilmente impegnata a sostenere che il perdono invocato a e da Dio non può saziare l'umana fame di giustizia terrena. Dovrebbe, Marcello, parlare con quella ragazza di Orgosolo che davanti alle bare della madre, del padre e del fratello, chiedeva al Signore solo la forza di saper perdonare. O con la donna di Mamoiada capace a vent'anni di distanza, di seppellire il rancore anche davanti a Papa Giovanni Paolo II in visita a Nuoro. La pubblica rinuncia alla risposta non è una novità in Barbagia. La novità sta in quel gesto privato, privatissimo. Gesto assimilabile a quello della madre di Fonni che, a un anno dall'uccisione del figlio, spiegò: «Vendicarsi è più facile che perdonare. Perché il perdono, a differenza della vendetta, devi rinnovarlo ogni giorno». Questa, caro Marcello, è la vera sfida. Per te, per tua sorella Chicca, per tua madre. Ma, soprattutto, per Orune.
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venerdì 20 maggio 2005 - ore 22:26
LO SAPEVO..
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Meno male tutto procede come al solito...
soliti msg unidirezionali
....
mah

cmq forse domani sera io e la mia compagna di stanza e di sventure abbiamo trovato con chi andare alla festa
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venerdì 20 maggio 2005 - ore 12:30
Fermo non convalidato, ma C resta in carcere
(categoria: " Vita Quotidiana ")
«Sì, ho sparato, ma l'ho fatto solo per difendermi da un'aggressione e comunque non avevo alcuna intenzione di uccidere». Questo il succo dell'interrogatorio reso ieri davanti al Gip Teresa Castagna da Raimondo C, 45 anni, il manovale di finito in manette per la sparatoria di sabato notte nella quale sono rimasti feriti quattro suoi compaesani. C ha dunque respinto l'accusa di aver agito con l'intento di ammazzare, così come sostenuto dal pm Ornella Chicca che lo ha iscritto nel registro degli indagati insieme al fratello Salvatore, 33 anni. Al termine dell'interrogatorio il giudice non ha convalidato il fermo eseguito lunedì sera dai carabinieri, ma ha accolto la richiesta di custodia cautelare avanzata dal pm per il più grande dei due fratelli Co, che dunque resta in carcere. L'ipotesi di reato per entrambi gli indagati (difesi dagli avvocati Mario Lai e Angelo Merlini) è quella di tentato omicidio plurimo aggravato. Al momento inoltre il pm avrebbe tenuto ferma la ricostruzione della polizia secondo cui si sarebbe trattato di un vero e proprio agguato, mentre i carabinieri, proprio sulla scorta delle dichiarazioni di RC, avevano concluso la loro indagine ipotizzando una violenta rissa degenerata in sparatoria
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venerdì 20 maggio 2005 - ore 00:14
fiera
(categoria: " Vita Quotidiana ")
bellissima la fiera soprattutto gli stand della sardegna
... assaggini di pecorino
salsicce
ecc
e poi i ....tini
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giovedì 19 maggio 2005 - ore 10:52
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ricostruzioni diverse di carabinieri e polizia
Sparatoria dopo la festa, in manette "Jack Pattada"
Il fermo è scattato lunedì a tarda sera al termine del lungo interrogatorio in caserma iniziato nel pomeriggio. R. C, 45 anni, manovale, anche noto col nomignolo di Jack Pattada, è finito a Badu 'e Carros con la pesante accusa di tentato omicidio plurimo, rissa e porto abusivo d'arma. Anche per i carabinieri, così come avevano già stabilito gli agenti della squadra mobile di Nuoro, è lui uno dei due pistoleros che nella notte tra sabato e domenica, mentre a ... si celebrava la festa dello Spirito Santo, hanno sparato otto colpi di pistola contro un gruppo di persone che sostava davanti a un chiosco ferendone quattro in modo non grave (. Insieme a lui avrebbe esploso alcune pistolettate anche il fratello S, 30 anni, che al momento risulta ancora irreperibile. Il fermo I particolari dell'arresto di C sono stati illustrati ieri mattina durante una conferenza stampa nella sede del comando provinciale dell'Arma. Il colonnello Salvatore Favarolo e il capitano della compagnia di Ottana, Vittorio Stingo, hanno smentito la circostanza trapelata ieri che il manovale, già condannato nel '96 per tentato omicidio e miracolosamente sfuggito tre anni fa a due agguati in paese, si sia presentato spontaneamente per chiarire la sua posizione. «È stato rintracciato dai nostri uomini nelle campagne del paese e accompagnato in caserma», sono state le parole del colonnello Favarolo. Il comandante provinciale dell'Arma non ha voluto fornire ulteriori particolari sull'operazione, limitandosi a dire «che a carico del C sono stati raccolti una valanga di riscontri tali da giustificarne il fermo». Duplice ricostruzione La ricostruzione dei carabinieri non coincide però in alcuni particolari con quella della polizia. Nella relazione inviata in Procura domenica al termine di una giornata di fitti interrogatori, oltre a indicare nei due fratelli C i presunti responsabili della sparatoria, gli investigatori della Squadra mobile coordinati dal dirigente Massimo Colucci concludevano infatti ipotizzando un agguato premeditato nei confronti di alcuni dei feriti e legato ad alcune antiche ruggini e ad altri episodi di sangue, non preceduto dunque da alcun litigio. I carabinieri hanno invece denunciato Jack Pattada anche per rissa aggravata, il che fa supporre che le loro indagini abbiano portato a rappresentare uno scenario diverso. Inoltre, ieri mattina, il colonnello Favarolo ha sottolineato come i feriti da arma da fuoco per loro sono solo tre, mentre alla polizia ne risultano quattro. Parola alla magistraturaToccherà adesso al pm titolare del fascicolo Ornella Chicca mettere ordine e stabilire quanto accaduto realmente in quel sabato notte di violenza. Già oggi si dovrebbe tenere l'udienza di convalida del fermo di c, poi il Gip si pronuncerà anche sulle richieste di custodia cautelare per lui e per il fratello che il magistrato inquirente avrebbe intenzione di presentare.
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giovedì 19 maggio 2005 - ore 10:22
...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
a volte basta solo uno sguardo
per poter capire tante cose
che con le parole è impossibile esprimere
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mercoledì 18 maggio 2005 - ore 14:31
speeDY
(categoria: " Vita Quotidiana ")
RICEVUTO DA: nicky1969
TITOLO: Senza Titolo
ORA: 18/05 - 14:28
MESSAGGIO:
ciao...spero di non disturbare..so che rompo e che la mia proposta potrebbe non piacerti..ma vorrei dirti che sono di padova provincia e cerco e vorrei conoscere ragazze interessate come me a fare incontri senza complicazioni sentimentali..se ti va ti lascio il mio numero di cell (3479069...) cosi ci sentiamo via sms e magari ci si può conoscere un po' meglio..se accetti posso anche.. te lo dico via sms se ti fari viva...ciao!e scusa del disturbo
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mercoledì 18 maggio 2005 - ore 14:22
attenzione
(categoria: " Vita Quotidiana ")
per motivi
tecnici
organizzativi e di salute
la festa nn si farà più
ci scusiamo
jessika77 drangost3a TOSTA
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martedì 17 maggio 2005 - ore 12:23
Sparatoria, sotto torchio un manovale
(categoria: " Vita Quotidiana ")
«Non sono fuggito, sono a vostra disposizione». R.C., 45 anni, manovale, ha bussato alla porta della caserma dei carabinieri di .... nel tardo pomeriggio di ieri, quando già la polizia lo cercava per mari e per monti. Sin da domenica infatti gli agenti della squadra Mobile di Nuoro avevano individuato in lui uno dei due pistoleros che la notte prima, durante la festa del Santo Spirito a ...., avevano ferito in modo non grave i fratelli F e S R ( 27 e 35 anni), F P (34) e S P, (27). Insieme a lui, sempre stando alla ricostruzione della polizia, ci sarebbe stato anche il fratello S., di 15 anni più giovane, che al momento sarebbe ancora irreperibile. Non latitante però, perché nei confronti dei due sparatori non sarebbe stato ancora emesso alcun provvedimento restrittivo. Per ora la loro posizione è (sarebbe) quella di semplici indagati a piede libero, anche se le accuse sono pesantissime: tentato omicidio plurimo aggravato e premeditato, stando alla relazione trasmessa al pm Ornella Chicca dagli investigatori della Questura. Gli indagati R C è una vecchia conoscenza delle forze dell'ordine. Noto col nomignolo di Jack Pattada, nel '96 fu condannato per il tentato omicidio di F O, allevatore (alias "su sindicu"), a cui aveva inferto dieci coltellate dopo una discussione al bar. I rancori tra i due erano però ben più antichi. Già nel 1985 erano stati infatti protagonisti di una rissa al termine della quale C sfregiò O con una coltellata all'occhio. Quattro anni dopo, esattamente il 17 dicembre 1989, il fatto più grave: nella discoteca "Skylab" di .... venne ucciso a colpi di pistola Fr C, un fratello di R. A sparare fu S O, fratello di F. Nuovo episodio nel '91, quando R C avrebbe tentato di uccidere un altro componente della famiglia O, E, addirittura per impiccagione. Sino ad arrivare a tre anni fa, quando Jack Pattada era sfuggito per ben due volte (ad aprile e novembre) al fuoco dei killer. Il moventeLo scenario nel quale sarebbe maturato il regolamento di conti avvenuto nel rione di Mussinzua sarebbe dunque legato a questa sorta di disamistade tra i C e gli O. Un po' più difficile stabilire però che c'entrano i feriti di sabato notte con le due famiglie rivali. «Abbiamo accertato che alcune delle parti offese sono collegate a un gruppo familiare nemico di quello che ha sparato», ha spiegato il capo della squadra Mobile di Nuoro, Massimo Colucci. Dunque - stando a questa ricostruzione - i fratelli R e P sarebbero in qualche modo vicini (amicizia o parentela) agli O, quindi nemici dei C. Chi pare non c'entri nulla è invece P, la cui unica colpa sarebbe stata quella di essersi trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. La svoltaIn serata la svolta con la presentazione di R C in caserma e l'avvio di un'inchiesta parallela da parte dei carabineri. Jack Pattada è stato interrogato sino a tarda sera ma sul contenuto delle sue dichiarazioni è riserbo assoluto. «Posso solo confermare che stiamo sentendo delle persone in relazione alla sparatoria»: ha detto il comandante provinciale dell'Arma Salvatore Favarolo. Oggi se ne dovrebbe sapere qualcosa di più.
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lunedì 16 maggio 2005 - ore 23:37
è un incubo
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Baciami mille volte e ancora cento
poi nuovamente mille e ancora cento,
e dopo ancora mille e ancora cento,
e poi confonderemo le migliaia
tutte insieme per non saperle mai,
perché nessun maligno porti male
sapendo quanti sono i nostri baci
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