|



NICK:
Lou
SESSO:
m
ETA': 25
CITTA': provincia di Treviso
COSA COMBINO: Giurisprudenza
STATUS: single
[ SONO OFFLINE ]
[PROFILONE
COMPLETO]
[
SCRIVIMI
]

STO LEGGENDO
HO VISTO
STO ASCOLTANDO
STEVE WYNN - TICK TICK TICK
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
ORA VORREI TANTO...
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
OGGI IL MIO UMORE E'...
sereno - variabile
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE
Nessuna scelta effettuata
|

Sometimes I wonder who am I Who made the trees, who made the sky Who made the storms, who made heartbreak I wonder how much life I can take LOU REED
|
(questo BLOG è stato visitato 2117 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ULTIMI
10 messaggi
(per leggere i precedenti naviga attraverso
il calendarietto qui a destra:
i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )
|
venerdì 6 giugno 2003
ore 09:48 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Galizia: il disastro dimenticato
Ieri sono stato ad una serata in Galizia sul disastro dimenticato della petroliera affondata a novembre. Vi metto il link del sito dei volontari per la Galizia LINK
Andate a vedervelo ma intanto vi racconto alcune cosucce: motivi del disastro: 1- La nave era una carretta del mare monoscafo del '76 (dopo il disastro fortunatamente l'Italia ne ha vietata la circolazione nelle nostre acque) 2- Era talmente una carretta che scontrandosi con un tronco in mare le si è creato un buco di un metro sullo scafo 3- Per il diritto internazionale chi è possessore di una cosa in acque internazionali ne è anche proprietario e questo spiega perchè l'armatore e il proprietario della nave si sono rifiutati di trrasferire il petrolio su un'altra nave al largo 4- Nessuno stato ha dato alla Prestige il permesso di attraccare 5- La nave è stata fatta affondare da capitano e armatore per intascare i soldi dell'assicurazione pari al valore del petrolio di 60 milioni di euro

COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
giovedì 5 giugno 2003
ore 14:45 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Rolling Stones a Milano
Ragazzi io mi son fatto due concerti consecutivi (Lou Reed e Deep Purple) e ho esaurito le mie finanze ma invidio quelli che tra qualche giorno si vedranno gli Stones a Milano. Se qualcuno ci va mi saluti quest'uomo grandioso
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
giovedì 5 giugno 2003
ore 11:00 (categoria:
"Riflessioni")
Ancora sui referendum
Raccomando i miei affezionatissimi lettori di andare a votare il 15 a due referendum e di andare a votare NO a entrambi e in particolare a quello per l'estensione dell'art 18 per questi motivi: Perchè votare NO al referendum sull'estensione dell'Art.18
Attualmente per i lavoratori dipendenti delle aziende private sono in vigore due differenti discipline, a seconda che il lavoratore sia assunto in un'azienda fino a o con più di quindici dipendenti. In ogni caso il licenziamento individuale deve essere motivato da "giusta causa" o "giustificato motivo". Qualora il magistrato stabilisca che non sussista nessuna di queste due motivazioni, in aziende con più di quindici dipendenti viene decretato il reintegro del lavoratore, con condanna del datore di lavoro al pagamento di tutte le retribuzioni e di tutti i contributi relativi al periodo dal licenziamento alla sentenza, che spesso giunge dopo numerosi anni. Tale meccanismo di automaticità del reintegro è riscontrabile solo in Italia. Il licenziamento senza giusta causa operato da un datore di lavoro fino a quindici dipendenti viene invece sanzionato dal giudice con la corresponsione al lavoratore licenziato di un indennizzo monetario, non essendo in questo caso applicabile l'art. 18. L'articolo 18 ha determinato, per le imprese alle quali si applica, una situazione di estrema rigidità del mercato del lavoro, che è una delle principali cause dell'elevato tasso di disoccupazione in Italia - in particolare tra i giovani - di un ricorso, fin troppo massiccio, ai contratti atipici, nonché dell'elevatissima percentuale di disoccupati di lungo periodo. Sul fronte delle imprese più grandi, l'art. 18 funziona come potente deterrente a nuove assunzioni con "normali" contratti a tempo indeterminato; per le aziende più piccole, invece, costituisce un disincentivo alla crescita degli addetti oltre le quindici unità. I dati mostrano che l'art. 18 ormai assicura due cose soltanto: disoccupazione nel peggiore dei casi, e lavoro nero nel migliore, dal momento che nessun imprenditore accetta più di contrarre con i propri dipendenti un matrimonio indissolubile sotto forma di contratto a tempo indeterminato. Secondo le ultime stime, il "sommerso" occupa nel nostro Paese circa dieci milioni di persone. I promotori del referendum non vogliono soltanto conservare questo sistema, che fa sì che in Italia l'unico mercato del lavoro funzionante sia quello del lavoro illegale: vogliono estenderlo, ed estenderlo proprio a quella parte del sistema produttivo che presenta i maggiori tassi di crescita. Qual è l'effetto pratico del referendum? Se c'è un bar, un negozio, una bottega a conduzione familiare che ha bisogno di un lavoratore in più, questa assunzione assumerebbe la connotazione di un matrimonio senza nessuna possibilità di divorzio. Insomma, viene venduto come un referendum che dà più diritti, in realtà dà meno libertà e rende ancora più difficili le opportunità di occupazione. La concezione che i promotori del referendum paiono avere dei "diritti", è ben strana, e più vicina a quella di "gabbia" o "costrizione": se perdo il lavoro, due cose più di tutte voglio che mi siano garantite. La prima è un mercato del lavoro libero, vivo, competitivo e legale, che mi possa offrire una nuova occupazione in tempi ragionevoli. La seconda, è poter contare su un ammortizzatore sociale che mi consenta di sopravvivere dignitosamente fino al momento in cui avrò trovato un lavoro nuovo. Oggi uno strumento di questo tipo non esiste se non per i lavoratori della grande industria: con cassa integrazione, mobilità e prepensionamenti, si sono pagate le ristrutturazioni della Fiat senza salvare un solo posto di lavoro; si sono violate le più elementari regole della concorrenza, sia tra le imprese che tra i lavoratori (inoccupati, precari, disoccupati si sono trovati in una competizione - persa in partenza - con i cassintegrati a zero ore che svolgevano un altro lavoro, ovviamente sommerso, potendo già contare sull'assegno erogato dallo Stato).
Michele De Lucia, membro della Direzione di Radicali italiani e Coordinatore del comitato per il No al referendum sull’art.18
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
mercoledì 4 giugno 2003
ore 09:57 (categoria:
"Vita Quotidiana")
spritz-poker
Finalmente un pò di fortuna a spritz poker, chissà che domani io non riesca a dare la zampata vincente in extremis...
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
mercoledì 4 giugno 2003
ore 09:39 (categoria:
"Musica e Canzoni")
Deep Purple: la recensione del gazzettino

Martedì, 3 Giugno 2003 Oltre settemila sfidano il maltempo a S . Lucia di Piave per il concerto di Pretenders e Deep Purple Pulsazioni della lunga onda rock Si replica il 4 a Bologna. Il 9 luglio a Conegliano la voce dei Led Zeppelin, Robert Plant S Lucia di Piave NOSTRO INVIATO
Dopo essere passati da Pavarotti e aver riempito il Forum di Assago i Deep Purple sono arrivati a S. Lucia di Piave in una grigia giornata di mezza pioggia che non ha fermato i fan più accaniti della famosa e storica rock band britannica. Il campo della fiera di S. Lucia ha visto questa volta solo poco più della metà dei tredicimila che lo affollarono un paio di anni fa, ma questo non ha ridotto l'entusiasmo dei fan di ogni età (giovanissimi e lupi grigi) venuti a riascoltare alcuni classici dell'hard rock.
Dopo un bel set dei Pretenders di Chrissie Hynde, che hanno aperto la serata, i Deep Purple hanno riportato l'atmosfera dalle ballate elettriche della Hynde al rude pulsare della sezione ritmica più "tosta" in circolazione con Ian Paice vera macchina da guerra alla batteria e Roger Glover degno complemento al basso. È questo il "motore" del rock, così passato di moda nelle produzioni contemporanee dove basso e batteria sono quasi sempre sostituiti da macchine o campionamenti.
Il clima è rilassato, Ian Gillan è molto più in forma e in salute che nel passato anche se la sua voce si scorda le alte vette di quando aveva vent'anni. Don Airey è diventato tastierista stabile dopo il forzato ritiro di Jon Lord infortunatosi e mai più totalmente ripresosi di vari acciacchi. Don è una vecchia volpe delle tastiere, convertito dalla musica classica al rock proprio dopo aver ascoltato Jon Lord in gioventù. Non ne ha il tocco cattivo e sporco, ma il suo stile più tecnico e pulito, che sfruttò bene con "Colosseum 2" ma anche con "Black Sabbath" e "Whitesnake" è ugualmente funzionale. «Qual è una canzone popolare tradizionale di queste parti?», mi chiede prima del concerto. Così su due piedi non mi viene in mente niente a parte "La biondina in gondoleta", «ma non mi pare il caso di propinarla a una folla di hardrocker», lo ammonisco. Airey tira fuori carta e penna, disegna dei righi musicali e ordina «cantamela che la trascrivo».
Così, se qualcuno dei presenti si sarà meravigliato di ascoltare nell'ultimo solo di Airey, oltre a citazioni da Puccini e dal tema di Guerre Stellari anche due strofe della "biondina", con la platea che ha cominciato a segnare il tempo a ritmo di valzer, sapete di chi è la colpa.
Il clima dei Deep Purple oggi è ben lontano dai litigi di un tempo. Ian prende in giro la gente con giochi di parole. Come ha fatto annunciando il titolo del nuovo album atteso per agosto. Difficilmente sarà "Bananas" come dichiara il loro sito ufficiale, e neppure "Nuts" (titolo sparato a Milano) o il lungo titolo a scioglilingua sparato l'altra sera. «In realtà non ne abbiamo ancora la minima idea», confessa Roger Glover.
Chiaro invece è il paio di brani inediti anticipato in concerto, una trascinante ballata rock chiamata "Haunted" e un classico tirato rock purple iano intitolato "I've got your number".
Trentacinque anni di attività appena festeggiati, i Deep Purple attuali sono più "intrattenitori" di una volta, con la chitarra di Steve Morse che eccede in fronzoli e americanismi e Gillan che gigioneggia.
Ma il repertorio ha alcune pietre miliari insostituibili e che mantengono il loro impatto ricordando che la band inglese ha rappresentato con Led Zeppelin, Who e Rolling Stones la vera "idea del rock" su cui si è poggiato il futuro del genere.
"Highway star" apre lo show, poi "Mary Long", brano minore degli ani Settanta tornato d'attualità come canzone contro la censura e il bigottismo. «Volevamo recuperare qualcosa di oscuro», dice Gillan presentando "I'm alone" che si lega a "Pictures of Home". Dai loro album più ascoltati ("In rock" e "Machine head") migliori arrivano veloci versioni di "Speed King" e "Lazy" mentre "I've got your number" precede un finale autocelebrativo condito con inevitabili improvisazioni, da "Perfect stranger" a "Smoke on the water", Space Truckin'" e i due bis "Hush" e "Black Night".
Poco più di una breve toccata e fuga, rispetto ai tempi del passato, ma va bene così. Ora in zona si attende un altro evento del rock storico, la voce dei Led Zeppelin, Robert Plant che promette di rileggere almeno sette brani degli Zep spalmati sul suo repertorio abituale. Avverrà il 9 luglio a Conegliano, in piazza Cima. Deep Purple e Pretenders saranno invece il 4 giugno a Bologna.
Giò Alajmo
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
martedì 3 giugno 2003
ore 10:25 (categoria:
"Musica e Canzoni")
Deep Purple: la recensione della Tribuna di Tv
In settemila per vedere Pretenders e Deep Purple Un pezzo di storia del rock infiamma S. Lucia di Piave
di Fabio Velo Dalbrenta

TREVISO. Settemila persone invadono lo spazio fiere di S. Lucia di Piave per assistere alla storia del rock. Aprono la prima parte della serata, con un'ora di esibizione, i Pretenders di Chrissie Hynde: la cantante dal caschetto nero originaria di Akron, Ohio, che svolse il proprio apprendistato artistico a Londra, occupandosi pure, nel contempo, di scrivere recensioni per il New Musical Express. Il sound è accattivante e la voce profonda e sensuale della performer colora di intensità i vari successi di una band che è sempre riuscita a miscelare con gusto, pop, new wave e punk. Si passa da Message Of Love a Back On The Chain Gang; da I'll Stand By You, la splendida ballata che nel 1994 rilanciò il gruppo, a Saving Grace, l'ultimo singolo. E ancora da Middle Of The Road al vecchio trionfo di Brass The Pocket: contenuto nell'album omonimo dell'esordio discografico e a cui è affidato, tra l'altro, il compito di chiudere la scaletta. Quindi è il momento dei Deep Purple: pietre miliari, leggende viventi dell'hard rock. Dopo l'uscita dall'organico, nel 2002, del pirotecnico tastierista John Lord, sostituito prontamente da Don Airey, la band sembra aver trovato nei Deep Purple Mark VI l'assetto definitivo. C'è sinergia tra gli elementi, lo si vede e lo si sente. Assieme al famoso trittico, in fin dei conti inseparabile (o, comunque, mai veramente divisibile), composto da Ian Gillan (voce), Ian Paice (batteria), Roger Glover (basso), si uniscono il già citato Don Airey e, alla chitarra da ormai otto anni, Steve Morse. Certo, nessuno ha dimenticato Ritchie Blackmore, ma bisogna essere onesti: tralasciato il fattore affettivo ed emotivo, la new entry alla sei corde elettrica ha saputo, meritatamente, guadagnarsi la stima e la simpatia di tutti, anche dei vecchi fans. Morse fonde bene la tradizione, nella riproposizione meticolosa del sound classico del quintetto, all'innovazione, contaminando le recenti composizioni con atmosfere quasi estranee al gruppo (l'esempio migliore di ciò è il disco Purpendicular del 1996). La scelta dei pezzi è straordinaria: a partire da Highway Star, tratto dal celeberrimo Machine Head del 1972, si assiste ad una vera e propria esplosione di suoni. Gillan sfoggia di continuo le caratteristiche prodezze canore che l'hanno fatto conoscere al mondo intero: con rapide e inattese impennate verso registri impossibili, inarrivabili (stupendo è l'assolo di voce sulla coda di Mary Long). Vestito sul principio di nero, il front man adotta poi la medesima "mise" utilizzata per la partecipazione all'ultima edizione del Pavarotti & Friends, con una lunga camicia bianca: look che rimanda inevitabilmente all'interpretazione di Gillan, nel ruolo di protagonista, della gloriosa opera rock Jesus Christ Superstar (1971). Durante lo spettacolo viene presentato del materiale che andrà a far parte del cd di prossima uscita (forse ad ottobre) dal probabile titolo Bananas: le canzoni Haunted e I Got Your Number. Mentre la prima, un lento con lunga introduzione di chitarra e tappeto di tastiere alla Pink Floyd, esula abbastanza dal genere del gruppo, la seconda è già, praticamente, un classico. Ottime entrambe. Le immancabili Speed King, Smoke On The Water (il riff più conosciuto e suonato della storia del rock) e Space Truckin' portano direttamente ai due bis, Hush (successo della primissima formazione, Deep Purple Mark I) e Black Night. Energia e stile al servizio di una magica notte di musica.
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
lunedì 2 giugno 2003
ore 11:45 (categoria:
"Musica e Canzoni")
Recensione Deep Purple ieri sera
Grande concerto ieri sera a Santa Lucia! Arrivo alle ore 17.30 e mi metto subito in coda all'entrata, alle 19 aprono i cancelli e dopo una corsa verso il palco sono in quarta fila, non ci posso credere! La security costringe tutti a star seduti sui sassi che proprio comodi non sono... Verso le 8 40 tutti in piedi e sotto il palco e pochi minuti dopo scende la pioggia. Arrivano i Pretenders sulle 9 e l'unica cosa interessante del loro show è il batterista che di tanto in tanto fa qualche numero ma per il resto si attestano su un livello di mediocrità commerciale (però mi rendo conto che è difficile non sfigurare suonando prima dei Deep). Qaundo arrivano sul palco i ragzzi porpora attaccano con una incazzatissima HIGHWAY STAR e mentre sono impegnato a sopravvivere alle spinte succede un episodio divertente che mi ha raccontato in seguito un amico: quando Don fa l'assolo è ignorato dalle luci che inquadrano Gillan che non canta e Morse che non suona e così Big Ian, Steve e Roger si avvicinano alla sua postazione per cercare di farlo illuminare ma senza esito e così mandano a quel paese il tecnico delle luci. Segue una bella MARY LONG e poi il I'M ALONE da Fireball che se non sbaglio non era mai stata eseguita prima dal vivo. Quindi una grandiosa (per fortuna ripescata) PICTURES OF HOME cui segue HAUNTED un nuovo pezzo niente male. Quindi parte senza intro di tastiera una cattivissima SPEED KING che esalta le prime file del pubblico all'inverosimile e si rischia un pò la vita con una ragazza priva di sensi che viene portata via dalla security; l'esaltazione continua con una meravigliosa LAZY cui segue un altro nuovo brano: I GOT YOUR NUMBER a mio parere abbastanza insipido. Grande assolo di tastiera che traghetta a PERFECT STRAGERS e poi SMOKE che scatena la gente e infine una meravigliosa SPACE TRUCKIN' che però lascia un pò l'amaro in bocca perchè viene fatta simile alla versione originale e quindi senza la parte strumentale che caratterizzava le live versions. Poi gli attesissimi e prevedibili bis HUSH e BLACK NIGHT che chiudono il tutto in bellezza. Tutto perfetto sia dal punto di vista strumentale che canoro solo, unica pecca, Ian urla pianissimo tipo al Pavarotti ma sopperisce a tali carenze con una grinta da 20enne. Yahoww!
LEGGI
I COMMENTI (2)
- SEGNALA questo BLOG
domenica 1 giugno 2003
ore 15:41 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Il gazzettino di Venezia
REFERENDUM (a.r.) Divisi sulle risposte ai quesiti referendari, uniti contro l'astensionismo. Forse pochi sanno che tra due settimane si riaprono le urne: due giorni di voto, domenica 15 giugno dalle 8 alle 22 e lunedì 16 dalle 7 alle 15, per i due referendum abrogativi sui limiti di applicazione dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori e sulla cosiddetta "servitù coattiva" degli elettrodotti. I Comitati per il no e quelli promotori del referendum (quindi favorevoli al sì) si ritrovano ora alleati nel denunciare il boicottaggio a tutti i livelli della scadenza elettorale. Da qui l'atipica conferenza stampa congiunta organizzata dai Radicali (è stata trasmessa anche sulla radio ufficiale del movimento) in piazza Ferretto alla quale hanno preso parte entrambi i fronti referendari: da una parte il liberale-riformatore Michele Bortoluzzi, presidente del Comitato veneto per il no, il segretario dell'Associazione radicali di Treviso e Venezia, Raffaele Ferraro, e quello di Padova Nicolino Tosoni; dall'altra Maurizio Tosi, capogruppo di Rifondazione comunista in consiglio regionale. "C'è un invito generalizzato all'astensione che va contro il diritto dei cittadini al voto e all'informazione - dice Ferraro - senza contare che quasi nessuno sa che in cabina avremo due schede, il secondo referendum è sconosciuto ai più". I Radicali hanno così realizzato due libretti, scaricabili dal loro sito internet, con la spiegazione super partes dei quesiti referendari, delle ragioni del no e di quelle del sì. "Questo dimostra che noi del Comitato del no la nostra campagna elettorale la stiamo facendo - dice Bortoluzzi - gli altri partiti, come Forza Italia, non vogliono che la gente vada a votare: Brunetta si è defilato dopo aver annunciato un proprio Comitato per il no. Dai sondaggi ci sarà poca partecipazione, un altro colpo basso allo strumento referendario". Con Tosi (Rc) il dissenso è solo sulle risposte ai quesiti. Anzi su una soltanto, perché ieri il presidente del Comitato veneto per il no ha detto che manterrà fede al no sull'articolo 18 ma è tentato dal sì sull'abrogazione della servitù coattiva degli elettrodotti. "Il problema dell'elettrosmog lo sentiamo anche noi liberali-riformatori - continua Bortoluzzi - là il nostro no è meno deciso. Da parte mia sono convinto che non ci sia bisogno di nuovi elettrodotti e non mi va che l'Enel tratti come cosa propria una proprietà privata, perciò voterò sì". I Radicali invece restano sulla posizione del doppio no ("l'Enel passerebbe agli espropri con l'aumento dei prezzi dell'elettricità"), Rifondazione comunista per i due sì.
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
domenica 1 giugno 2003
ore 12:31 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Poco risalto mediatico
La Nuova venezia liquida velocemente la nostra conferenza stampa, spero che il gazzettino abbia fatto meglio:
IL 15 GIUGNO Sì e no uniti nell'appello «Andate a votare»
Gianluca De Nadai
MESTRE. «Il 15 giugno venite a votare, non andate al mare». Questa presa di posizione accomuna il comitato del sì e il comitato del no. Il 15 giugno si vota per l'estensione dell'articolo 18 alle aziende con meno di quindici dipendenti, e per l'abrogazione della servitù coattiva di elettrodotto. Il sì è per l'abrogazione di queste norme, il no per il mantenimento della legge. Servitù coattiva: propone l'abrogazione di un articolo di un regio decreto del 1933 e dell'art. 1056 del codice civile, per cui «ogni proprietario è tenuto a dare passaggio per i suoi fondi alle conduttore elettriche». Chi vota per l'abrogazione vota esclusivamente per l'abolizione della servitù coattiva di elettrodotto. Resta esclusa la procedura di esproprio per pubblica utilità. Ma l'art.18 è politicamente più importante. «L'abrogazione della vecchia norma - afferma Maurizio Tosi, capogruppo di Rifondazione - permette di realizzare il progetto dell'universalità dei diritti dei lavoratori, l'estensione dell'art.18 come diritto alla dignità delle persone. Tanti vogliono occultarlo: sindacati, industriali, partiti, stampa nazionale». «Renato Brunetta - continua Michele Bortoluzzi, comitato del no - dopo aver annunciato il suo no, si è defilato per ordini di scuderia. Siamo per il no all'estensione dell'art.18, perché dobbiamo liberare il lavoro e garantire competitività alla nostra regione, e perché già ora nessuno può licenziare senza giusta causa».
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
domenica 1 giugno 2003
ore 12:22 (categoria:
"Musica e Canzoni")
Deep Purple: la track list
Questa la track list del primo concerto dei Deep 2 giorni fa e quindi presumibilmente anche quella di stasera: a parte i due pezzi nuovi e un altro che non conosco gli altri sono tutti grandiosi e rispetto a due anni fa stavolta fanno sia SPACE TRUCKIN' che PICTURES OF HOME! wow!
Highway Star Mary Long I'm Alone Pictures Of Home Haunted (new) Speed King Lazy I've Got Your Number (new) Perfect Strangers Smoke On The Water Space Truckin' Hush Black Night
Ian Paice on drums!

COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
> > > MESSAGGI PRECEDENTI
|
|
APRILE 2026
<--Prec.
Succ.--> |
| Do |
Lu |
Ma |
Me |
Gi |
Ve |
Sa |
| |
|
|
1
|
2
|
3
|
4
|
|
5
|
6
|
7
|
8
|
9
|
10
|
11
|
|
12
|
13
|
14
|
15
|
16
|
17
|
18
|
|
19
|
20
|
21
|
22
|
23
|
24
|
25
|
|
26
|
27
|
28
|
29
|
30
|

|