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la gente abituarsi a qualsiasi dolore, a qualsiasi situazione senza ribellarsi. meglio abituarsi.

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blonde redhead,cristina donà, bach, ludovico e ludvig, vinicio capossela ora yann tiersen
ti piacciono le riviste di meccanica?

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ORA VORREI TANTO...

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STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...

come sempre allegro con tendenze suicide ma con stile.

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ORA VORREI TANTO...



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cantare a squarciagola sulla mia vespa, l’attimo prima di rivederti, progettare un nuovo viaggio, vedere il mio cane che mi corre incontro, piangere senza senso, sentire l’odore della pioggia, tutti i libri che ho letto, la musica colonna sonora della mia vita, la mia prima opera, detestare liberamente, mani che mi cercano, l’odore del mare odore di casa mia, l’andare via e il sapore di tornare, le persone che amo e che mi sanno ancora emozionare, le promesse fatte da ubriachi, il domani che non arriverà mai e dopo è già passato, le foto nel portafoglio, ricordi appesi, il momento dell’innamoramento, scrivere quello che mi passa per la testa, le ore al telefono, gli amici che non cambieranno mai e tutti quelli passati, le coperte calde e dormire sulla spiaggia, le tue parole che mi entrano dentro.
Tutto ciò che ho già visto, che sto per vedere, e che forse non vedrò mai.


lunedì 22 dicembre 2008 - ore 21:44


il significato astratto delle parole
(categoria: " Vita Quotidiana ")


questa notte è come un incanto, mi sento circondato da bambini che saltano e ridono, si tengono per mano il buio non li raggiungerà.
non stanotte.
ho sempre prestato attenzione ai particolari ma il tuo sorriso è qualcosa che va oltre quello che la mia povera testa puo trattenere.
ti ho cercata spesso in mille altre donne che ho incontrato, cercavo brandelli di te in persone sconosciute, quante volte sono naufragato.
quante volte ho sognato di rivederti.
luca mi ha detto che ti ho idealizzato, glielo lascio credere.
ti ricordi quando passavamo le ore sdraiati uno accanto all’altro sul dondolo di casa tua, avevamo sempre le cuffie nelle orecchie, una a testa, dovevamo stare vicini il filo è corto.
notti intere passate ad ascoltare la voce distorta di billy, notti che non avevano fine, notti che ancora continuano dentro di me.
notti in cui ero pieno solo sfiorandoti la mano.
chissà chi dondolerà ora con te. chissà se le tue notti splendono ancora come ieri come il giorno in cui ti giurai che non ti avrei mai abbandonata.
a milioni di anni luce dai quei giorni sto mantenendo la promessa.
a volte esiste il "per sempre" anche se è diverso da come credevamo.







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lunedì 22 dicembre 2008 - ore 08:23


emozionante
(categoria: " Vita Quotidiana ")


" e se la storia del burattino fosse essa stessa una bugia?
Forse...so solo che rileggendola al contrario se ne ricava
un messaggio che spinge alla rivolta."

Ausonia - Pinocchio



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lunedì 15 dicembre 2008 - ore 22:25



(categoria: " Vita Quotidiana ")





Provo a fare quello che Lucio ha definito “esercizio di stile”, osservo e provo a descrivere ogni oggetto aggiungendo infiniti aggettivi ma perdo facilmente attenzione ritrovandomi l’istante successivo alla finestra a fissare le macchine che passano sentendo a malapena i rumori che provengono dalla strada trafficata.
Merito dei doppi vetri di questo hotel che mi ovattano ogni rumore che mi separano dalla vita, è questo che ho bisogno ora, di qualcosa che mi tenga lontano dalla realta.
Nella strada ci sono vite infilate in quelle scatolette, ci sono persone che hanno sentimenti infilati in oggetti costruiti per sfrecciare e che si ritrovano mestamente una dietro l’altra come pecore in un gregge.
è questa la libertà?

scegli un lavoro
scegli un compagno
scegli il collare
scegli pure la bara amico
ma non ti sbagliare mai
e non ti voltare.
scegli la vita
finchè hai una carta da giocare
e fino alla fine
bleffa
perchè la tua mano
non è quella vincente



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venerdì 12 dicembre 2008 - ore 20:04


in inverno fa freddo. grazie.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


come stai vecchio?
qua tutto bene, a parte l’acqua che non smette di venire giù e il libro sempre bloccato.
mi mancano le tue parole, ho sentito dire al telegiornale che gattuso ha finito la stagione.
nel frattempo in grecia e in quasi tutta europa scoppiano incidenti.
gerry scotti dal canto suo regala soldi e fama che neanche andy warhols poteva immaginare.
si parla di crisi e nel servizio successivo di regali di natale.
il film di natale che fa schifo a tutti ma è campione di incassi.
la bellezza è morta lo sai bene.
obama risolverà tutto, chissà se può far qualcosa per la sciatica della nonna.
we believe.
i giovani hanno perso l’identità popolare, mentre nel bar parlano solo in dialetto.
in un intervista mi hanno dato del fascista.
subito dopo mi hanno dato del comunista.
mi chiedi cosa ci faccio ancora in italia e non so più cosa rispondere.
in tv c’è cucuzza che parla di un parto trigemellare.
un cane ha fatto mille kilometri per tornare dal padrone.
la gelmini non farà marcia indietro e ho iniziato ad odiare quelli che parlano di se in terza persona.
il problema è che ho iniziato ad odiare.
berlusconi sorride, veltroni inveisce.
c’è la piena del tevere.
a inizio novembre tutti i tg hanno mandato in onda il classico servizio sul maltempo
un inverno lungo.
un inverno che non arriva.
nevica.
piove.
nessuno parla più di cultura.
per fortuna che ci sono i metereologi i veri messia di oggi.
e la verità la trovi negli oroscopi.

e tu mi chiedi che cazzo ci faccio ancora in italia.
ed io che non lo so più.


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martedì 9 dicembre 2008 - ore 23:06


avere una possibilità
(categoria: " Vita Quotidiana ")




non so se sia più facile decidere di vivere veramente o dedicere di farla finita, in tutte e due i casi ci vuole coraggio e una buona dose di fortuna.
in ogni caso io scelgo un buon bicchiere di vino e il vecchio charles.

"la morte si fuma i miei sigari"
Sai com’è: sono qui ubriaco ancora
una volta
e ascolto Chajkovskij
alla radio.
Gesù, lo sentivo quarantasette anni
fa
quando ero uno scrittore morto di fame
ed eccolo qui
di nuovo
ora io sono uno scrittore con un po’
di successo
e la morte va
su e giù
per questa stanza
e si fuma i miei sigari
beve qualche sorso del mio
vino
mentre il vecchio Pietro continua a darci dentro
con la sua "Patetica",
ho fatto un bel pezzo di strada
e se ho avuto fortuna è
perché ho tirato bene
i dadi:
ho fatto la fame per l’arte, ho fatto la fame per
riuscire a guadagnare cinque dannati minuti, cinque ore,
cinque giorni,
volevo soltanto buttare giù qualche
frase,
il successo, il denaro non importavano:
io volevo scrivere
e loro volevano che stessi alla pressa meccanica,
in fabbrica alla catena di montaggio
volevano che facessi il fattorino in un
grande magazzino.

Be’, dice la morte, passandomi accanto,
ti prenderò comunque,
non importa quello che sei stato:
scrittore, tassista, pappone, macellaio,
paracadutista acrobatico, io ti
prenderò...
okay, baby, le dico io.
Adesso ci beviamo qualcosa insieme
mentre l’una di notte diventano
le due
e lei solo sa
quando verrà il
momento, ma oggi sono
riuscito a fregarla: mi sono preso
altri cinque dannati minuti
e molto di
più.



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domenica 7 dicembre 2008 - ore 20:36



(categoria: " Vita Quotidiana ")


sono a roma per una presentazione del mio libro e stasera mi passerà a prendere il mio editore per una festa, di gente che conta mi dice e già l’idea mi da la nausea.
il problema di non avere la patente è che non posso dire ci vediamo la e poi fingere di essermi perso.
dobbiamo andare, dice con il sorriso stampato sulle labbra e mi chiedo come cazzo ho fatto a finire in questo ingranaggio.
penso anche che fra poco mi passerà a prendere e sono ancora sobrio, il che è assolutamente distruttivo.
non faccio in tempo ad aprire il frigobar che arriva, mi chiede perchè non sono ancora cambiato con i lvestito che mi ha fatto arrivare, faccio solo in tempo ad infilarmi una minibottiglia di gin nella tasca del mio giubbotto di pelle con le maniche consumate e subito mi ritrovo sbattuto nel suo mega suv in direzione inferno girone dei falsi ipocriti.
con un movimento instintivo stringo la bottiglietta che ho saggiamente infilato in tasca e in un istante odio tutti quei tristi oggetti fatti a porzione singola.
singolasaponetta,singolaporzioneshampoebalsamotuttoconcentrato,sentimenticoncentratiinunochifodimotel.
mi aggiro tra la gente, ho già istruito lucio sul fatto che non mi deve lasciare da solo un secondo e naturalmente mi volto ed è sparito.
ed io sono ancora sobrio.
quindi da bravo ragazzo quale sono cerco di dirigermi verso il bar unico spiraglio di salvezza quando vedo una ragazza alta truccatissima che cammina con disinvoltura su trampoli alti 12 centimetri che punta dritto verso di me.
penso, sono finito.
mi blocca e mi bacia sulle guance come fossimo amici da una vita, mi racconta di aver letto il mio libro e lo trova fichissimo.
dice fichissimo.
dice fichissimo e sembra un campionario del linguaggio da adolescenti, la osservo mentre parla, si sente sicura, è certamente bella ma trasuda finzione da ogni poro.
inizia a raccontarmi della sua nuova trasmissione, dal mio canto cerco di portare la mente lontana e il corpo in direzione del bar.
la fermo mentre mi parla del suo nuovo ma complicatissimissimo balletto.
"senti ho bisogno di bere qualcosa" il che è dannatamente vero.
"ti accompagno"
cazzo.
bevo il mio bicchiere di rum quando lei si gioca la sua ultima carta.
"cosa ne pensi della questione tra israele e palestina?"
ecco, è arrivato il momento in cui mi racconta la lezione che ha imparato ma tesoro, oggi qui non c’è cibo per te, avrete il mio corpo ma la mia stupida anima no.
"guarda non penso a niente" e mi scappa un sorriso che più sarcastico non mi poteva uscire, lei mi guarda dapprima stupita poi con una collera inaudita.
"senti bello pensi che se anche sono una valletta non posso essere intelligente?"
"sei tu che credi che io essendo uno scrittore devo essere per forza intelligente. se mi chiedi che cazzo ne penso di una guerra tra gente vestita con un abito bianco da donna ti dico che non me ne frega un cazzo. oppure è una storia fichissima e mi sbaglio."
"sei proprio uno stronzo"
"e tu hai un bel sorriso"
"davvero?" tutta raggiante.
"no ma hai delle belle tette"

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domenica 30 novembre 2008 - ore 23:11


anche questa è normalità
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sta andando tutto a puttane Johnny, non ce la possiamo fare a rimanere vivi.
Non oggi.
Non ora.
Non con questo carico.
Non con sta pattuglia alle spalle.

Sta rotolando tutto, anche le mie ultime connessioni con la realtà stanno lentamente scivolando via, normalità ecco quello di cui avrei bisogno.
O magari di un padre che mi avesse detto cosa fare e cosa no.
Avrei bisogno di sapere che la macchina è pulita.
Avrei bisogno di un sacco di cazzate insomma.

Gli attimi prima dell’incidente scorrono veloci mentre è proprio il momento dello schianto che tutto rallenta un poco, giusto il tempo per farti capire che sei un coglione e hai mandato tutto in frantumi.
Si parlava tempo fa di un talento, si parlava tempo fa di qualcosa che assomigliasse alla magia.
Il problema ora è che tanto tempo fa è passato e la mia realtà è una macchina carica di cocaina con una pattuglia della polizia alle spalle.
In questo momento ho solo un piccolo problema di sopravvivenza.
E il condizionale ora lo lascerei a chi ha tempo.



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domenica 30 novembre 2008 - ore 15:02


stupido come la felicità
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ci sono giorni speciali.
ci sono giorni in cui sorridi senza motivo, giorni che cancellano con un colpo di spugna malumori o almeno te li fanno dimenticare per un po.
oggi con i tv on the radio di sottofondo ho passeggiato in bicicletta per le vie del centro, un pallido sole disegnava il mio sorriso e il vento freddo non mi scalfiva.
brividi lungo la schiena. visi di persone sconosciute, una mamma che spinge il passeggino, è sola e felice, ha un volto pieno, i bambini che corrono fuori dalla chiesa.
chissà poi perchè quando si è bambini si corre sempre.

la chiesa mi ricorda quando mia nonna mi ci portava, mi ricordo benissimo la strada che percorrevamo, ricordo benissimo anche l’odore di quelle domeniche e la mia mano che dormiva sicura in quella di mia nonna.
momenti passati, momenti di spensieratezza.





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mercoledì 26 novembre 2008 - ore 20:08


quando i gabbiani volano alto
(categoria: " Vita Quotidiana ")


voglia di ripartire da un mondo non mio.
ho parlato spesso e a lungo di quello che considero casa, ovvero un concetto astratto, più un idea che un posto fisico.
oggi sono andato a pranzo con mio padre, abbiamo parlato due ore ma non ci siamo detti niente, lo faccio per mia madre, lei è contenta cosi.
spesso ho pensato che lui guardandomi si chiedesse chi fossi, chi fossi io come persona cosi totalmente diverso da lui, diverso da quello che è la mia famiglia, diverso da quello che rappresenta.
perchè la tua famiglia è quella e non la scegli mica, perchè le persone con le quali ho condiviso qualcosa di più di un tetto in realtà non le ho sempre amate.
tranne mara ovviamente, lei con le sue manine sempre fredde e gli occhioni azzurri che hanno colmato il mio istinto paterno all’età di sedici anni.

oggi con mara siamo andati a passeggiare al mare, ci siamo spinti fino al porto dal vecchio anselmo, oggi mare grosso, niente pesca amico.
gli chiediamo come va e lui senza smettere di sistemare una rete ci racconta di com’era diverso una volta quando era bello e giovane e rubava il cuore a tutte le donne.
mara lo guarda incantata come si guarda un nonno che non hai mai conosciuto, mentre io mi chiedo quante donne ha amato veramente nella sua vita e perchè ora è solo con una figlia che non lo vuole vedere.
mentre parla non si ferma mai e scruta il mare come se da un momento all’altro aspettasse qualcuno, come se da un momento all’altro sbucasse una sirena che domina i suoi racconti.
la rete lo guarda impaziente, gli sussurra piano: andiamo?
ma oggi il mare è tormentato e non si può rischiare.
mara mi stringe forte la mano, si è fatto quasi buio ed è ora di tornare.

ancora lui e le sue note che mi portano lontano.





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mercoledì 26 novembre 2008 - ore 07:55


lost in the desert
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Riyadh - Saudi Arabia

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