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momo, 3x anni
spritzino di Padova / Little Bucarest (Arcella)
CHE FACCIO? quello che non c'è
Sono single

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STO LEGGENDO



HO VISTO



STO ASCOLTANDO



ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...




ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Sicapunk con la maglietta di Neffa!
2) Sicapunk che ascolta i POOH

MERAVIGLIE


1) il gin lemon
2) atmosfera ovattata post-balla
3) poter stare in silenzio senza il bisogno di spiegarne il significato...
4) gli stranimali
5) la voce di eddie vedder ed i pearl jam
6) la mozzarella e i derivati del maiale (per gli amici pig)
7) "tears of the dragon" di bruce dickinson ascoltata di notte in cuffia al buio con la finestra appena aperta e una birretta in mano.. qualcuno ha da accendere?
8) lo stroh-rum di momo!!!!


OGNI GIOVEDI 15-1630 SU RADIO SHERWOOD


5 GIUGNO DJSET @ MAGNOLIA - MI AMI FESTIVAL (MI)
DAL 18 GIUGNO AL 17 LUGLIO SHERWOOD FESTIVAL
19 GIUGNO DJSET @ BIG BOY
25 GIUGNO DJSET @ BANALE
26 GIUGNO DJSET @ WHATEVER (TRIESTE)
3 LUGLIO DJSET CON DENTE @ SHERWOOD FESTIVAL

DAL 25 MAGGIO, OGNI MARTEDI E VENERDI
@ BANALE COLONIA ESTIVA - PADOVA

RESIDENT @ NEW AGE, BANALE, WAH WAH CLUB, SHERWOOD
ESTRAGON AFRAID EVENTS

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BOOKING: momo@allagrandissima.com




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<<IF YOU DON’T LIKE MY FIRE
THEN DON’T COME AROUND
CAUSE I’M GONNA BURN ONE DOWN
>>
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sabato 10 febbraio 2007 - ore 12:23


M. a t.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Tornando ad un post passato, Vasco Rossi nel 1983 insegnava corri e fottitene dell’orgoglio.
Se me ne fotto del mio, per quale motivo dovrei pensare a quello altrui? Esistono delle cose bellissime a cui pensare, durante la serata
1) un coinvolgente concerto di un gruppo che sa bene come stare e cosa fare sul palco
2) la musica
3) i ritorni da Milano
4) gli amici di sempre
5) i cazzi miei
E ieri c’erano tutte. Senza curare le tue alzate d’ingegno di cui credo non aver bisogno oramai

A DEAN MARTIN - FABIO CONCATO
Ragazzina, piccolina
ti ho comprato la gelata,
il caramello
ed un sacchetto di pop corn.
Mi dispiace, farfallina che non ti
piaccia affatto
il profumo della mia brillantina.
Vorrei portarti nel Texas con me
e costruire il nostro piccolo ranch
qualche animale
dici che ci son già io
ma non scherzare, ragazzina.
Colombina, perche ridi? Dici che ho
pantaloni troppo corti.
Bambolina ma che c’entra
se ho il ciuffotto da busotto
come dici tu?
Vorrei sapere perche non mi vuoi
ho tutti i denti, sono sano e
americano
sono conservatore
e anticomunista ti basta?
Faccio l’artista.
Quanto pelo hai sul petto
ora che ti guardo meglio
sembri proprio un ometto.
Hai la barba, il collo grosso
ora ridi fino a pisciarti addosso.
Con tutti i negri perche proprio a me
che sono bianco e pulito come ungiglio
amo le donne e le faccio impazzire
povero Martin, meglio ripartire


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venerdì 9 febbraio 2007 - ore 19:50


Breve-mente
(categoria: " Vita Quotidiana ")


1) Questa sera serata milanese all’Unwound, Hot Gossip live, djset Cool Kids Can’t Die oltre al "mai - solito" Checco "MadeInPop" Merdez
2) C’è un video geniale. Ma davvero geniale. Un po’come tutte le cose trovate per caso o per coincidenza, ammesso che tali termini, per me, esistono solo per il dizionario.
Tempo fa avevo scritto un pezzo su Bonnie Tyler e la sua unica, celeberrima, canzone che abbia avuto successo.
Cercandone il video ho trovato dei veri geni, che la fanno a loro modo.
Ladies and Gentlemen, gli Hurra Torpedo



3) Complimenti ad una persona impossibile da descrivere a parole per il traguardo appena raggiunto e per i prossimi
4) Mi sembra di essere diventato presbite. E non nel senso che intende la mia vicina, ma nemmeno in senso stretto.
5) C’è una sola canzone che, oggi, ne vale mille. Perché, per come l’ho sempre vissuta io, mi sembra di aver passato mesi ad allenarmi per farne un video nelle mie giornate. In *questa* giornata, e limitrofe. Grazie, signori vestiti colorati. Questo post è decisamente ciclico.

BOLOGNINA REVOLUTION - AMARI
Scusa se anche questa notte voglio stare a casa, scusa ho
solo stupide parole che ti accompagneranno se
mi stai ascoltando, inizio dal fondo, ho
bisogno di silenzio, incondizionabile la scelta dell’assenza,
posso nascondermi dietro
l’alone di una generazione che le rivoluzioni
le pensa sul divano, in sottofondo un disco suona piano e accende
sensi di colpa, c’è qualcuno che li svende.

Scusa se anche questa notte voglio stare a casa, è una scusa un’altra volta.
Scusa se anche questa notte voglio stare a casa, devo salvare il mondo.

Scusa ma devo vegliare candele da umide soffitte, devo
aggiornare il diario di tutte le sconfitte, quel gomitolo che poi non userò,
un altro anno un’altra bella sciarpa, non sarà su quella strada,
è troppo presto per scoprire un sassolino nella scarpa,
forse un altro giorno poi ci giocherò, forse un altro giorno poi ci giocherò, forse un altro giorno.

Scusa se anche questa notte voglio stare a casa, è una scusa un’altra volta.
Scusa se anche questa notte voglio stare a casa, devo salvare il mondo.


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venerdì 9 febbraio 2007 - ore 11:01


No Vasco, no Vasco, io non ci casco
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Myspace è come la discomusic, lo amo, poi lo odio, poi lo amo, poi lo odio, poi l’apprezzo. Dopo dodici anni di paginette accatiemmeelle in cui dire chi cazzo sei e che cosa ti piace, senza guadagnare alcunché se non sbuffi del malcapitato visitatore, improvvisamente tutto diventa HYPE grazie ad un insieme di semplifficili acronimi come HTML o CSS, intarsiati di SLIDE, PROFILE TRACKERS ed amenità varie. Myspace, però, ti fa tornare indietro nel tempo, rivedere facce, rivederTI in altri luoghi. E per un attimo mi sono rivisto sugli spalti o sul prato di decine di concerti. O in coda davanti a Ricordi alle dieci di sera, perché alle undici apriva per la premiere di un disco. O in un pub di merda del centese per sognare e "sentirmi importante" alle prove di una tournee "a porte quasi chiuse". O ancora su un divanetto di fianco a "lui" in diretta tv.

E sono ripassate su quello strato di epidermide chiamato "pelle d’oca", forse per la magra figura che si guadagna in quei momenti, tante di quelle emozioni che un piccolo signore di Zocca m’ha dato dalla nascita a.. troppo tempo fa. Con le canzoni vecchie dalle frasi ben sedimentate nel mio cuore, con l’attesa del pezzo che più detesto, Albachiara, come fosse l’avvento di un Messia a fine concerti, con il grande stupore forzato all’uscita di un nuovo album.

Leggo la recensione che feci di "Stupido Hotel" per il Roxy, leggo quella di "Buoni o cattivi" e mi chiedo quanto l’amore possa far scordare l’effetto "Calfornication".

Dicesi Californication, in Momese, l’effetto per il quale comperi un disco sulla fiducia, senza nemmeno esserti filato il singolo promozionale, l’ascolti e dici "è bellissimo" ad ogni istante, seguendo la nenia quasi ipnotica delle chitarre, gli strumenti più ruffiani al mondo, e già al primo ascolto sei innamorato. Innamorato ne vuoi parlare a tutto il mondo, e contribuisci, a volte ritorna, al suo hype.

Detto fenomeno si chiama così per Californication, appunto, tristemente noto album dei Red Hot Chili Peppers del ’99, che ascoltavo attendendo speranzoso di infilarmi nelle lenzuola di tale Silvia. Dove, per inciso, non son mai riuscito a finire, amen, ora è sposata.
Appena comprato il disco sembrava straordinario, perfetto, indovinato. Anche se il sospetto che "Otherside" sarebbe diventato un disco frantuma-maroni era presente già al primo ascolto. Ecco: quell’album è stato il più suonato nei supermercati, agli autoscontri dei fratelli Tessari, sulla "nuvola" di Gardaland, alle feste del "Ciao", negli stereo dei "cappellani illuminati", dalle estetiste di Porto Viro, nei lettini abbronzanti mentre cerchi di dormire.

E quell’album ha rotto il cazzo. Troppo perfetto, troppo "bello" come produzione, troppo.. vendibile. Ed ascoltando i RHCP dei primi album, da Mother’s Milk all’ep Abbey Road, all’arcinoto, fino a Californication, Blood Sugar Sex Magik, viene tristezza. Tristezza incrementata dal sentire che il nuovo singolo sembra un ballo di gruppo da venerdì sera al Mojito. Anzi, probabilmente lo suonano anche lì. Un po’come "Un romantico a Milano" dei Baustelle, insomma, la nuova ondata di balli di gruppo, dopo "Mueve la colita", interessante saggio intestinale.

Caro Vasco. Ti ho amato tanto. Continuo a farlo, ascoltando spesso e, nonostante tutto, volentieri, i tuoi vecchi capolavori. Ma scusa se mi sembra sempre più che la musica fosse finita, e gli amici dovessero andarsene, nel ’93. Nonostante qualche perla successiva, si intende. Gli amici sono rimasti, e tu hai offerto a loro la bibita del discount, o un bicchiere di Tavernello. Ed il fatto che il Tavernello sia il vino più venduto in Italia dimostra solo la notevole quantità di pecoroni su due zampe, non una qualche sua qualità.

Rubando le parole ad un genio, voglio però ricordarti com’eri
e com’ero, perché col tempo cambia tutto lo sai, e cambiamo anche noi, e cambiamo anche noi, e cambiamo anche noi, e cambiamo anche noi...

Mi spiace, non comprerò il biglietto per il tuo concerto. So che non ne sentirai la mancanza. Io sì, a dire il vero, ma mi sono tappato le orecchie troppo a lungo, di nascosto a me.
E non vomitate troppe cattiverie, non si sputa troppo su un amore in crisi.

LA NOIA - VASCO ROSSI
La noia la noia la noia la noia la noia
io non ci vivo più
restaci tu qui
soffrirò di nostalgia
ma devo uscire fuori da qui

Io devo io devo io devo io devo
e come dicevi tu
tornerai qui
solo quando avrai bruciato tutto
solo allora sì

E la noia la noia la noia
che hai lasciato qui
quella noia che c’era nell’aria
che c’era nell’aria allora
è ancora qui

è qui che ti aspetta sai
e tu ora
non puoi certo più scappare
come hai fatto allora
ora sai che vivere
non è vero che c’è sempre
da scoprire
e che l’infinito

è strano ma per noi sai
tutto l’infinito
finisce qui


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giovedì 8 febbraio 2007 - ore 03:33


Backup di sistema
(categoria: " Pensieri ")


Sincronizzare i compartimenti in cui tendi a dividere la tua vita è la missione definitiva. Mettere d’accordo due telefoni dall’uso diverso, due computer, due mezzi di trasporto, probabilmente, due Marco. Un Marco che tende a perdere la pazienza in due secondi ed uno che tollera pezze apocalittiche dai clienti, uno che mentre fa la borsa dei dischi è più nervoso di un giocatore di roulette russa ed uno che "si fida" dell’istinto al primo disco che non trova spazio.
Uno che "non adora" i Muse ed uno che non sa dire "no, cazzo, non li ho portati" ad un capolavoro di sesso femminile che si arrampica sulla consolle per chiederli. Uno che aspetta il giorno successivo per contare i caduti ed un altro che fa la trottola per la città.

La figuraccia da evitare. Dopo qualche bagordo nascono i pensieri che vorrei sbucassero fuori quando qualcuno ti dice "hey, scrivi", o quando tu pensi "hey, ti va di farti un tagliando?", e nessun luogo è migliore di un cellulare, per fissarli, solo per il fatto che è sempre nella tua tasca quando non serve, come il goldone nel portafoglio della prima superiore.

Ed allora il telefono scrive "memoria piena" per troppi appunti, note scritte, incomprensibili registrazioni audio confuse tra le sirene, il rumore del traffico, le sirene del cervello, la musica dell’autoradio e la tua brutta voce in emmepiquattro.

Ed arriva il momento in cui li "salvi", e "ti salvi". Perché nella remota eventualità qualcuno ti guzzasse il telefono anche solo per qualche minuto, ti sembrerebbe di perdere la faccia. Per note sconnesse scritte con la sobrietà che ti fa sembrare un aldo_senza_ti_nove, per messaggi vocali resi ancora più ardui da capire dallo stato in cui eri nel momento in cui, in qualche modo, hai premuto "registra".

E ridi tu stesso di te, o cerchi come sotto ipnosi una regressione a quella data - ora - minuto - secondo in cui hai memorizzato quelle parole, per appuntarle in un file del computer più facilmente scordabile dei file della tua memoria a breve termine.

Ed un giorno ritrovi quel quasi anonimo file di testo, periodicamente, dalle frasi intraducibili quasi anche per te sesso. E quando riesci a capire cosa avessi scritto o detto.. eureka. Hai scoperto qualcosa di nuovo. La tua confusione centro di raccolta della tua vita, fonte di novità. Ogni giorno ti rileggi e trovi qualcosa di nuovo. Un po’come i sedili della macchina, dove appoggi "temporaneamente" dischi nuovi che ascolterai solo dieci giorni dopo, al prossimo lavaggio auto, quando li toglierai dalla fodera dove si sono incagliati. Nemmeno la musica in Rete m’ha fatto ri-scoprire così tante meraviglie.

A volte guardo le cose per il loro significante. Baba O’Riley degli Who per C.S.I. New York. Come cazzo potrebbe essere una serie mediocre, quella di telefilm che iniziano con una canzone da simili colpi al cuore? O come potrebbero essere interessanti microcosmi personali la cui patina puzza di vecchio, di volgare, di "già visto", già sentito.. soprattutto, falso ed inutile?

"Welcome to wherever you are" degli INXS è un esempio positivo. Compri un disco perché la sua copertina è scritta con il Chicago, il primo font del Macintosh. Ed a distanza di anni Heaven Sent, Beautiful Girl, Baby don’t cry sono ancora un’emozione fin dai primi secondi.

L’apparenza inganna, a volte. L’apparenza aiuta, molte altre. E non serve sottovalutare i clichés, quelle simpatiche cose che, a volte, potrebbero salvarti la vita. Come ad un qualsiasi veterano in un film americano, che perde la vita, regolarmente, a dieci minuti dalla pensione.

Io dieci minuti prima della pensione mi siederò a fumare un sigaro, probabilmente. Sperando di essere accompagnato da una puntina che ondeggia su un vinile e due occhi vasodilatatori.

O magari andrò in pensione facendo il vecchietto che vende biglietti della lotteria in Piazza Garibaldi. Per mancare un po’a tutta la città, una volta ritiratomi. Sempre che un Super Enalotto di stocazzo non mi porti via quei quindici minuti di gloria all’anno.

HOMESPUN - GRANT LEE BUFFALO
Faithless on the skids hung out to dry oh seen better days
With the sunlight fading like a tabloid and I i have found
All those double-barreled freedom fighters are in for themselves
And a call to arms has never been about anything else

Fire one more round
But hate is not a lone assailant
Hear the drummers pound
Listen to the homespun violent sound

Hatred on the prowl underneath an oh new guise garb and gown
And hes so persuasive when you look in his eyes all dumbfound
And the double-talkin politicians expose their intimate lives
While the sheep are lowing for the shepherd to show he never arrives

Fire one more round
But hate is not a lone assailant
Hear the drummers pound
Listen to the homespun violent sound, Sound, Sound

Ooh Ill tell you how it
Pains to say this
Ugliness is ours
cause I would better lay in bed and
Maybe even sleep all day
Maybe sleep some more
Some more

Too, Yeah now

Suspicion is a powerful religion when it leads to the force on these shores
In the jungles of the midwest dwarf militia train for war right on course
Unlike the famous fable revolution wont yield a firework show
Unlike the famous fable revolution wont end on july the fourth

Fire one more round
But hate is not a lone assailant
Hear the drummers pound
Listen to the homespun violent sound
Sound, Sound , Sound , Yeah sound

Yeah the homespun sound
I hear the sound, Yeah the homespun sound


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venerdì 2 febbraio 2007 - ore 14:13


Persone (non) silenziose
(categoria: " Cinema ")


Il carisma è qualcosa di fondamentale, che va ben oltre l’hype. A volte inizi a parlare con una persona, e già il primo impatto è straordinario, nel primo dialogo avviene quello che chiamo "effetto C.S.I.".

No, non si tratta di indagini a base di Luminol, agenti di tutto un pezzo (di gnocca), canzoni degli Who e Jerry Bruckheimer a supervisionare il tutto. Tale effetto è quello che fa sì che la prima frase che senti dire da questa persona suoni come un prologo, al quale fa seguito una tua controbattuta che sembra essere ’sigla’ di ciò che sta succedendo, per attendere poi repliche incrociate, per usare un gioco di parole, vero "intreccio".

E’per questo che frequento sempre più volentieri quella "casa" di Curtarolo. Tra il rumore dei bicchieri che si scontrano per nuovi o vecchi brindisi, le voci a te familiari da 2, 3, 5, 10, anche 13 anni si fondono sera dopo sera a persone che hai "annusato" vedendole, ridendo delle loro battute, sentito suonare o cantare.

Ed è bello che lì convergano "facce" di ambienti diversi, città diverse. Tutto per una birra. E il "molto di più" che ci sta dietro.

Vorrei essere anch’io come Grissom. Essere "interrogato" dal mio interlocutore, usare un convenevole per temporeggiare quanto basta, fino alla frase d’effetto, seguita dall’attimo di silenzio che serve alle persone con cui parli per stupirsi, e a qualche "tecnico" per far partire una sigla.

Invece una sigla, sì, l’ho fatta partire. Quella del Remaker.


(clicka sull’immagine per il filmato - 23 minuti)

BURDEN IN YOUR HAND - SOUNDGARDEN
Follow me into the desert
As thirsty as you are
Crack a smile and cut your mouth
And drown in alcohol
cause down below the truth is lying
Beneath the riverbed
So quench yourself and drink the water
That flows below her head

Oh no there she goes
Out in the sunshine the sun is mine

I shot my love today would you cry for me
I lost my head again would you lie for me
I left her in the sand just a burden in my hand
I lost my head again would you cry for me

Close your eyes and bow your head
I need a little sympathy
cause fear is strong and loves for everyone
Who isnt me
So kill your health and kill yourself
And kill everything you love
And if you live you can fall to pieces
And suffer with my ghost
Just a burden in my hand
Just an anchor on my heart
Just a tumor in my head
And Im in the dark

So follow me into the desert
As desperate as you are
Where the moon is glued to a picture of heaven
And all the little pigs have god


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giovedì 1 febbraio 2007 - ore 14:51


Lo zoo è qui
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Berlusconi (e sua moglie) sono due geni del marketing. Quelli dello zoo di 105 pure.
Quelli che li stanno "cagando", perdendo parte del loro tempo a parlare di loro, mi fanno pena.
In compenso, pochi ne parlano, non è nei titoli dei telegiornali.. ma oggi c’è un motivo per cui festeggiare:

L’Ordine dei medici archivia il procedimento contro il medico che staccò la spina a Welby

Grazie al Cardinale Martini per aver dimostrato che anche nelle alte gerarchie ecclesiastiche si ragiona. Non di soli Ru(m)ini vive l’uomo. Per fortuna.

E grazie a chi supporta Alternight. La gioia di vedere persone che "sentono" le tue stesse corde è notevole. Ieri sera Bugo suonava a poche centinaia di metri, Lanegan ad un centinaio di km. Mi spiace di essermi perso i loro concerti, ma un po’di Lanegan c’era anche all’Unwound. Ladies and gentlemen, the Screaming Trees. La colonna sonora di "Singles", un film da orgasmo plurimo.

Se volete ridere, stasera Momo, Leila, Ozzy su Coming Soon Television, 807 su sky o digitale terrestre, o www.comingsoon.it.
Il programma si chiama "IL REMAKER", e io.. sarò Russel Crowe
C’è da ridere. Davvero. Ore 20:15.

NEARLY LOST YOU - SCREAMING TREES
Did you hear the distant cry
Calling me back to my sin
Like the one you knew before
Calling me back once again
I nearly, I nearly lost you there
And it’s taking us somewhere
I nearly lost you there
Let’s try to see now
Drag me far enough to know
I’m blind every mile that you burn
There’s a rider that’s fallen and
It’s clear there’s no time to return
I nearly, I nearly lost you there
And it’s taking us somewhere
I nearly lost you there
Let’s try to see now
Did you hear the distant lie
Calling me back to my sin
Like the one you knew before
Calling me back once again
I nearly, I nearly lost you there
And it’s taking us somewhere
I nearly lost you there
Well let’s try to see now
I nearly lost you there....


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martedì 30 gennaio 2007 - ore 15:58


I miei "nemici" non han la Visa
(categoria: " Pensieri ")


E’sempre bene specificare che il termine "nemico" viene qui usato soltanto per non effettuare una laboriosa ricerca di termini. Del resto detesto la stazione Termini per motivi personali.

Ho provato ad essere come miocugggino, amico di tutti, ma non era adatto a me. Come può una persona che fino ai 14 anni ha sempre detto "sì" (ma, attenzione, non a Michael Jackson), per poi disimparar tale abitudine in favore di un secco "no" ad essere sempre adatta ad ogni occasione?

Sopporto più o meno qualsiasi cosa, quasi sempre con il sorriso, è la mia indole, ci mangio, fin da quando ho capito che sul lavoro serve più essere tolleranti che finti. Almeno non ti trovi sempre in guerra con te stesso e puoi fare a meno di falsità comode, pronte a diventare massicci fardelli da trascinarsi addosso per mesi, anni.

Qualcuno, però, si permette di decidere per me. Pertanto, ho la capacità straordinaria di riuscire a stare sul cazzo meglio di un profilattico.

Quando questa cosa è da me meritata, amen. Se la persona era importante per la mia vita, spero in un futuro migliore. Se era una comparsa, sono il più felice del mondo, potrò rinnovare il campionario d’umanità nel quale io stesso mi muovo per piccoli cameo. Se ero interessato a tale persona, un po’mi dispiace. Ed ancora oggi mi pento di certe azioni, e mi siedo sulle rive del fiume ad aspettare che il tempo passi, per rialzarmi una volta ritemprato, forse cambiato dopo aver visto un po’di acque nuove riflesse negli occhi. E con il tempo si può ricominciare a salutarsi, abbracciarsi, magari frequentarsi. Quando c’è stima per la persona, si intende.

C’è poi chi è in grado di perdere tutta la stima. Solitamente capita a chi ha un concetto assurdo di amicizia, a chi non ha il coraggio delle proprie azioni, a chi manda minacce, o sfrutta il suo cervello malato per vomitare parole sugli altri senza conoscerli.

Penso all’ultimo caso, i fratelli Corona, o alla mafiosetta, o a chi riuscirebbe addirittura a farmi pena, se non scaricasse la sua inferiorità in rabbia verso gli altri. O al mancato divo da reality che firma assegni dal conto di nostro Signore per il suo tornaconto personale. Un po’come gli angeli della morte di Doggma, il suo sarebbe davvero un Gesù Compagnone.

A Momo piace la musica, soprattutto. A Momo piacciono i lunghi discorsi davanti ad una sigaretta, con bel bicchiere di rosso da svuotare ed una bottiglia a ricaricarlo. A Momo fa piacere anche l’aroma di quella sigaretta, eventualmente, in tiri lunghi e rilassati. A Momo piace parlare, troppo, ma piace ascoltare, di più. A Momo piace nascondere le sue vere preoccupazioni e il suo stato d’animo reale, perché si è reso conto che di punti deboli ne mostra già abbastanza, per scavarsi la fossa da solo nell’attesa che il primo stronzo lo seppellisca nella sua merda. A Momo piace pensare a chi c’è nella sua vita quando va a letto, prima di prendere sonno. A Momo forse piace sognare ad occhi aperti, con un occhio un po’più aperto sull’estratto conto e verso lo specchio. A Momo piace fare il meccanico con i pc, la donna che più ha amato lo chiamava "l’uomo che sussurrava ai computer" e questa cosa ancora lo fa sorridere. A Momo piace scrivere, forse troppo, anche quando sa di non essere letto. A Momo piace associare ad ogni cosa una canzone, e deformazione mentale vuole che riesca a mettere una colonna sonora anche ai ricordi che affiorano in testa. A Momo piace ricordare in continuazione il proprio cane, anche se non c’è più da due anni, perché è stato l’unico essere vivente a sopportarlo incondizionatamente. A Momo piacciono le due ruote, anche se non ha più il coraggio di salire su quelle più potenti. A Momo piace prendere la macchina e fare strada, con lo stereo un po’più alto del dovuto e le tonsille pronte a soffrire. A Momo piacciono le t-shirt, le camicie e le giacche, ed uscirebbe anche senza pantaloni, tanto manco li guarda. A momo piacciono i dischi in vinile, perché la mano che trema mentre appoggi la puntina è qualcosa di straordinario. A Momo piacciono le serie tv, per vedere tante storie diverse da facce che già conosci. A Momo piacciono i film di De Niro, per quel suo essere un fantastico figlio di puttana. A Momo piace ricredersi, perché non c’è niente di più emozionante che accorgersi che è ora di cambiare per stare meglio.

Detesta invece tante cose che non dice. Per odiare un po’alla volta, un po’di più. E quanto gli piace che non siate arrivati tutti fino in fondo.

COSA FARO’DA GRANDE - GINO PAOLI
Mio figlio ha cinque anni e cinque convinzioni,
facendo bene i conti ne ha cinque più di me.
Se il nero fosse bianco, se il bianco fosse nero
sarei poco sicuro di quello che ora so.

Io che mi fido solo
di chi mi ha dato il cuore,
quando non ce l’avevo mio

E sono ancora qui, qui con le mie domande
e sono ancora qui, cosa farò da grande…

Non seguo l’uomo bianco che parla delle donne
non lo capisco quando parla di Belzebù
nell’uomo più feroce, nel serpe più cattivo
se Cristo fosse vivo io lo vedrei anche lì
Anche se non lo vedo, non mi comporto male
corro da indipendente sempre

E sono ancora qui, qui con le mie domande
e sono ancora qui, cosa farò da grande
e sono ancora qui, qui nelle mie domande
e sono ancora qui, cosa farò da grande…

Il tizio che ha rubato stanotte in casa mia
non ha portato via il dubbio che c’è in me
se non mi andava bene con le canzoni forse
ero dalla sua parte e c’era un ladro in più
Le strade sono giuste, anche quelle sbagliate
basta non esser certi mai


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martedì 30 gennaio 2007 - ore 01:03


Age of Nerds - One way ticket to nerd and back
(categoria: " Riflessioni ")


Certe cose nella vita si possono abbinare a segni ricorrenti.

Ibook numero uno: due viaggi in treno la settimana, Padova - Bologna il lunedì, Bologna - Padova nel weekend. Ad essere precisi, stazione di San Pietro in Casale. Conoscere gente sul treno è bello, spesso. Altre volte è pittoresco, si ride per ridere, si ride per non piangere.
I migliori sono i vari "lei non sa chi sono io", immersi nel loro cappottino da fighetti, lì che fanno gli splendidi con la studentessa di turno, per poi umiliarsi con il controllore, quando da parassiti non hanno tirato fuori due lire per il biglietto.

Ibook numero due: tempi sempre più stretti, corse, bagordi, serate, sudate, chiacchere. Chiacchere durante le quali, a volte, si inseriscono personaggi oscuri, che si permettono d’offendere le persone che stanno parlando con te, in virtù del loro "credo". Ma quale credo? Ma quale persona è quella che vive di qualunquismo, sparando sentenze politiche di una parte che la tiene lontana? Quali pensieri, tra quei capelli grassi?

Cambia il nome del computer, cambia il territorio. Lo stesso stronzo rimane. Buon sangue non mente. Cattivo sangue si riconferma tale. Ma la fine degli stronzi, se non si annullano da soli, sta nell’azione dello scopino.
Si diceva os topos, oi topoi? Non ricordo. Ma la ricorrenza c’è, l’espressività di un roditore, pure.

CIAO AMORE CIAO - LUIGI TENCO
La solita strada, bianca come il sale
il grano da crescere, i campi da arare.
Guardare ogni giorno
se piove o c’e’ il sole,
per saper se domani
si vive o si muore
e un bel giorno dire basta e andare via.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Andare via lontano
a cercare un altro mondo
dire addio al cortile,
andarsene sognando.
E poi mille strade grigie come il fumo
in un mondo di luci sentirsi nessuno.
Saltare cent’anni in un giorno solo,
dai carri dei campi
agli aerei nel cielo.
E non capirci niente e aver voglia di tornare da te.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Non saper fare niente in un mondo che sa tutto
e non avere un soldo nemmeno per tornare.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.


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lunedì 29 gennaio 2007 - ore 02:11


Too Siamese to catch the leaves from those trees
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Capita di uscire con chi non vedi da secoli, ed è già cosa più che gradita. Capita di uscire da un weekend con gli angoli all’insù. Capita che Jennifer Gentle, Malfunk, Pearl Jam e Radiohead siano alle porte. Capita anche che i Canadians facciano una gran bella esibizione, a scaldare dalla coperta di ghiaccio che ti fa partire dieci minuti dopo, per sgelare la macchina. Ed in quei dieci minuti viene fuori di tutto, prima un disco che ti fa sbarellare, visto che questo termine è entrato nel vocabolario comune, e a modo suo nel tinove, poi pensieri frammisti, post dj set di mist, ad immagini di giudizio che sparisce. Maledetta sia l’odontoiatria.

Padova città strana.
Padova di benpensanti con cinque spritz in piazza il mercoledì.
Padova di bovoletti e di gourmet.
Padova di pezzo_della_Pausini_in_pista e Padova di gente che ha capito l’importanza delle orecchie, come organo di input
Padova di comitati di quartiere e burocrazia che fa chiudere locali, Padova di masse che si muovono e che prima o poi arrivano,
Padova di sorci che corrono e di Eurostar che si fermano.
Padova di fotografie e Padova di immagini che di colpo spariscono. Padova _che_non_c’è_mai_un_cazzo_da_fare_ e Padova di noleggio dvd perché la domenica sera si parla solo di calcio e figa.
Ti amo, Padova.

FUZZY - GRANT LEE BUFFALO
Bring me home to this house of many days
Just lay me on the floor hard and cool as slate
You know I love it more and more than before I ran away
It triggers off so many hurts hurtful words and broken plates

I lied to
Now Im fuzzy
Ive been lied to

All and all the world is small enough for both of us
To meet upon the interstate waiting on a train
And just when those big arms lift up fall in love with no time to say it

I liked to
Now Im fuzzy
Ive lied to
Now Im fuzzy
Fuzzy now

Oh oh oh

Here we are in our car driving down the street
Were looking for a place to stop have a bite to eat
We hunger for a bit of faith to replace the fear
We water like a dead bouquet does no good does it dear

I lied to
Now Im fuzzy
Weve been lied to
Now Im fuzzy
Fuzzy now
Lied to


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venerdì 26 gennaio 2007 - ore 15:43


Questa l’ho fatta io
(categoria: " Vita Quotidiana ")




15 giugno 2007
pearl jam in italia
io vi amo


COME BACK - PEARL JAM
If I keep holding out
Will the light shine through?
Under this broken roof
It’s only rain that I feel
I’ve been wishin’ out the days
Oh oh oh
Come back

I have been planning out
All that I’d say to you
Since you slipped away
Know that I still remain true
I’ve been wishin’ out the days
Please say that if you hadn’t have gone now
I wouldn’t have lost you another way
From wherever you are
Oh oh oh oh
Come back

And these days, they linger on, yeah, yeah
And in the night, I’ve been waiting for
A real possibility that I may meet you in my dreams
I go to sleep

If I don’t fall apart
Will my memory stay clear?
So you had to go
And I had to remain here
But the strangest thing to date
So far away and yet you feel so close
I’m not going to question it any other way
It must be an open door for you
To come back

And the days they linger on, yeah
Every night I’m waiting for
The real possibility that I may need to end my pain
Sometimes you’re there and you’re talking back to me
Come the morning I could swear you’re next to me
And it’s ok

It’s ok, it’s ok

I’ll be here
Come back, come back
I’ll be here
Come back, come back
I’ll be here
Come back, come back


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