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momo, 3x anni
spritzino di Padova / Little Bucarest (Arcella)
CHE FACCIO? quello che non c'è
Sono single

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STO LEGGENDO



HO VISTO



STO ASCOLTANDO



ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...




ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Sicapunk con la maglietta di Neffa!
2) Sicapunk che ascolta i POOH

MERAVIGLIE


1) il gin lemon
2) atmosfera ovattata post-balla
3) poter stare in silenzio senza il bisogno di spiegarne il significato...
4) gli stranimali
5) la voce di eddie vedder ed i pearl jam
6) la mozzarella e i derivati del maiale (per gli amici pig)
7) "tears of the dragon" di bruce dickinson ascoltata di notte in cuffia al buio con la finestra appena aperta e una birretta in mano.. qualcuno ha da accendere?
8) lo stroh-rum di momo!!!!


OGNI GIOVEDI 15-1630 SU RADIO SHERWOOD


5 GIUGNO DJSET @ MAGNOLIA - MI AMI FESTIVAL (MI)
DAL 18 GIUGNO AL 17 LUGLIO SHERWOOD FESTIVAL
19 GIUGNO DJSET @ BIG BOY
25 GIUGNO DJSET @ BANALE
26 GIUGNO DJSET @ WHATEVER (TRIESTE)
3 LUGLIO DJSET CON DENTE @ SHERWOOD FESTIVAL

DAL 25 MAGGIO, OGNI MARTEDI E VENERDI
@ BANALE COLONIA ESTIVA - PADOVA

RESIDENT @ NEW AGE, BANALE, WAH WAH CLUB, SHERWOOD
ESTRAGON AFRAID EVENTS

FANPAGE (Facebook): Momostock

BOOKING: momo@allagrandissima.com




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<<IF YOU DON’T LIKE MY FIRE
THEN DON’T COME AROUND
CAUSE I’M GONNA BURN ONE DOWN
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martedì 22 aprile 2008 - ore 09:22


Rapido e indolore
(categoria: " Riflessioni ")


Io ho gli amici migliori del mondo. Vi conto sulle dita di un paio di mani appena appena mutilate, ma siete i migliori. Perché se sparisco, latito, non mi faccio vivo e poi di colpo torno, voi siete lì ad ascoltare, non ad aspettare. Io vi voglio bene. You know who you are.

MY FRIENDS - RED HOT CHILI PEPPERS



My friends are so depressed
I feel the question
Of your loneliness
Confide... `cause Ill be on your side
You know I will, you know I will

X girlfriend called me up
Alone and desperate
On the prison phone
They want... to give her 7 years
For being sad

I love all of you
Hurt by the cold
So hard and lonely too
When you dont know yourself

My friends are so distressed
And standing on
The brink of emptiness
No words... I know of to express
This emptiness

Imagine me taught by tragedy
Release is peace
I heard a little girl
And what she said
Was something beautiful
To give... your love
No matter what


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lunedì 21 aprile 2008 - ore 11:21


Il trionfo di Bacco e Tabacco
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Signore e signori, onore al Maxlive di Costabissara (VI).
Un locale dove sentirsi a casa, per chi di musica capisce qualcosa. Posti a sedere numerati, buffet e birra offerti prima dell’evento, anche se con molto caos per la bibita, acustica impeccabile, almeno al "piano di sotto", impianto luci d’effetto.

Last but not least, gestito da persone competenti e che sanno anche come trattare il cliente.

Bando alle metonimie, ciò che conta è il carburante del palco.
Marlene Kuntz.

Anni passati dall’ultima volta che li vidi, eterno amore - odio per la band (qualche episodio oltre gli anthems a parte), forse dovuto anche alla dolorosa (per le mie ossa) fine del loro concerto ad un MTV day di dieci anni fa, massima stima per Godano e per quei suoni che a me (e non solo, a quanto pare) continueranno a ricordare sempre il "Consorzio".

Gruppo in forma, Cristiano con chitarra acustica a tratti, pezzi nuovi, vecchi e cover sapientemente miscelati. E poi la sgradita fuga a metà concerto per giungere al Rivolta.

Rivolta, o Rivoltami, dove la sala Wah Wah ha trionfato con un’affluenza splendida e, soprattutto, un’atmosfera di festa notevole che ha permesso una botta di pista continua.
E quindi fa piacere "suonare", ancora di più. Ti senti più a tuo agio a mettere un pezzo "per gli altri", e le braccia si levano anche dalla consolle per seguire la cassa. Nonostante (o grazie anche a) i bicchieri eccetera.

In quell’eccetera c’è molto, e ne avevo bisogno.

Questa settimana..
1) I Pornopilots domani sera apriranno per The Young Knives, insieme ai The Souls, altro gruppo che da mesi cerco di incrociare nel mio peregrinare tra le sette note
2) Mercoledì sera gli Afterhours presenteranno in anteprima il loro disco, per chi ha l’invito, alla Gabbia
3) Giovedì sera ci sono un milione di cose. Bis di Young Knives a Bologna, My Awesome Mixtape al Tag, Le Luci Della Centrale Elettrica + Don Vito + Enrico Molteni djset al Vinile
4) Venerdì e sabato c’è il Venetian Industries Festival, sempre al Rivolta. Ma a metà serata venerdì ci si trasferirà a Pordenone, per la chiusura della magica Brit Box invernale

PER COMBATTERE L’ACNE - LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA
la notte atomica che ci ha rimboccato le palpebre
guardare il cielo malconcio di chernobyl da qui
esprime desideri
quando vedi scoppiare navicelle spaziali
o moduli lunari russi o giapponesi

o americani arrampicarsi sulle impalcature
per prendere il sole e rivenderlo
a qualche spacciatore
lavarsi i denti con le antenne della televisione
durante la pubblicità

ho abbassato le saracinesche dei negozi sui miei occhi
con le nostre discussioni serie si arricchiscono solo le compagnie telefoniche
siamo l’esercito del sert
siamo l’esercito del sert
siamo l’esercito del sert
siamo l’esercito del sert

a parigi dici che non volano mosche
benedirci in chiese chiuse e in farmacie compiacenti
sposarci con i cerotti usati
e in passeggiate su spiagge deturpate
le piazze sono vuote
le piazze sono mute
per combattere l’acne

sono tutti in ferie, maratone sulle tue arterie,
sulle diramazioni autostradali, sui lavori in corso solo per farti venire
e invidiare le ciminiere perché hanno sempre da fumare

le notti inutili e le madri che parlano con i ventilatori negli inceneritori
le schede elettorali e i tuoi capelli che sono fili scoperti
costruiremo delle molotov coi vostri avanzi
faremo dei rave sull’enterprise
farò rifare l’asfalto per quando tornerai
siamo l’esercito del sert


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sabato 19 aprile 2008 - ore 17:10


Quasi adatti a innamorarsi di un animale a pelo corto
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Memorandum di ciò che non dovrebbe fare un dj

1) Prima di premere "eject", controllare che il disco che stai tirando fuori non sia quello che "sta andando"
2) Gli effetti sono carini. Jet o Wah che siano. E lo so che tu, dj, ti rompi i coglioni a non fare niente mentre il disco va. Ma in pista sono quegli effetti a rompere, se non li usi con parsimonia
3) Tutti vogliamo suonare. Questo non significa che, se mi sono sbattuto a riempire la pista con un po’di fatica, subito dopo arrivi un collega al grido di "ho un disco nuovo che è una bomba" e la debba svuotare. Un po’di tempo. Ci si dà il cambio. Altrimenti la risposta sarà "eh, attento che non ti esploda nel culo!"
4) Ah già. I cambi, passaggi, ecc. sono importanti. Non sono un’invenzione dei media.

Ottima serata al Tutor ieri sera.
Grazie a Paola e Barbara. Grazie a Diana per la birra rubata. Grazie anche all’estimatrice di Momo con i capelli corti (no, non li ho -ancora- tagliati) anche se non ci siamo presentati. Grazie a Guerry, Birmy, Mamby, Mony, Maazy, Ary, Samy, Angy. Tutti con la "y" per rispetto a Guerry.

E’bello divertirsi al punto di poter mandare tranquillamente a quel paese le "notizie" del menga portate dal mattino.

E stasera c’è Rivoltami, anche se prima vado a godermi i Marlene Kuntz. Tiè.


CASSIUS - THE HORMONAUTS



Whenever l’ m up against the ropes
Whenever a cloud hides all my hopes
Whenever my adversary
Seems so awfully big and scary

A smile is a frown upside down
So turn that frown upside down
A guy called fats wrote that line
But I’ll sing it as if that line were mine

No matter what they say (Hey Hey Hey)
I’m gonna wipe my tears away
No matter what they say
I’m gonna fight like Cassius Clay

Whenever my courage starts to melt
I dream of winning the champions belt
I tell my self I am the greatest
Livin’ loving heavyweightest
Whenever it seems l’ve hit the ground
K-O ed in the 15th round
I’ll always get back on my feet
I am the greatest I can’t be beat!

No matter what they say
I’ m gonna wipe my tears away
No matter what they say
You know l’ m here to say
No matter what they say
l’ m gonna fight like Cassius Clay
No matter what they say
I won’t go away


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venerdì 18 aprile 2008 - ore 19:25


Braccobaldo atto 1
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Un giorno mi trovavo sperso tra i pixel del mio monitor.

Il calore, la sete, la voglia di non fare nulla, la volontà di esprimermi al meglio con il sesso femminile, la ricerca stilistica mi facevano alternare lo scaccolamento con il giro per forum e blog.

Subito mi stupì LUI. Lui, un po’retrò, un po’naif, un po’ricco di caratteristiche bucoliche.
Braccobaldo si sveglia la mattina e...

Ricominciamo.

Braccobaldo NON si sveglia la mattina. Braccobaldo non dorme mai. Il tempo che dovrebbe dedicare al sonno è equamente diviso tra canne, lettura dell’opera omnia di un solo autore (o due), scrittura online di teorie di cospirazione, ascolto del reggae e ripetuta cancellazione di canali televisivi.
Lui non riesce a dormire. Lui pensa a Lui.
Non riesce a mangiare. Lui pensa a Lui.
Si è pure trovato in presenza di una avvenente bionda, un dì. Ma niente erezione. Lui pensa a Lui.

Da qualche anno a questa parte, Berlusconi ossessiona Braccobaldo.
Ogni qual volta Berlusconi apre bocca, in casa Braccobaldo succede un pandemonio. Lui inizia ad urlare, schizza da una parte all’altra della stanza, sputa contro i muri, parla al contrario ed emette getti di bava superiori al migliore dei lama da competizione.

Quando Berlusconi sta zitto, Braccobaldo teme. Sta sicuramente complottando qualcosa contro il proletariato, dice agli amici preoccupato BraccoBaldo. Gli amici si rompono il cazzo, a dire il vero.

Quando Berlusconi viene ricoverato in ospedale, Braccobaldo ha molta paura stia clonandosi. Chiama tutti i medici, invoca l’aiuto di Michael Moore, che sembra in un’occasione gli abbia detto mi hai rotto i coglioni, in alcuni casi parla con le divinità, essendo lui devoto al culto della Venere Bianca.

Se la gente nomina Berlusconi, Braccobaldo si chiude a riccio. Ha imparato a memoria (e ha tatuato sulla schiena parte di essa) l’opera omnia di Marco Travaglio.

Ha già scritto nel testamento che, nel caso avesse un figlio, dovrebbe studiare solo su testi scritti da Travaglio, Santoro e Bob Marley. Altra clausola per l’eredità è che il figlio dovrà tifare per il Camerun. Anche da morto, non potrebbe accettare di sentire il figlio urlare forza Italia!

Chi disprezza compra, dicono.
E se è vero che per Braccobaldo anche una morte in discoteca è colpa di Berlusconi, gli scienziati hanno studiato un capello che si è strappato sentendo cantare Tanto pe’ canta’, perche’ ce naschi ’n friccicore ar core!.
Aveva capito Arcore.
La conclusione è: il loro DNA è compatibile.

Che sarà di Braccobaldo?
Presto interessanti aneddoti sulla sua vita.

Nota Bene.
Se ancora non si fosse capito, sono radicale.
Lui invece è in paranoia dura.

TIME TO PRETEND - MGMT



I’m feeling rough, I’m feeling raw, I’m in the prime of my life.
Let’s make some music, make some money, find some models for wives.
I’ll move to Paris, shoot some heroin, and fuck with the stars.
You man the island and the cocaine and the elegant cars.

This is our decision, to live fast and die young.
We’ve got the vision, now let’s have some fun.
Yeah, it’s overwhelming, but what else can we do.
Get jobs in offices, and wake up for the morning commute.

Forget about our mothers and our friends
We’re fated to pretend
To pretend
We’re fated to pretend
To pretend

I’ll miss the playgrounds and the animals and digging up worms
I’ll miss the comfort of my mother and the weight of the world
I’ll miss my sister, miss my father, miss my dog and my home
Yeah, I’ll miss the boredem and the freedom and the time spent alone.

There’s really nothing, nothing we can do
Love must be forgotten, life can always start up anew.
The models will have children, we’ll get a divorce
We’ll find some more models, everyting must run it’s course.

We’ll choke on our vomit and that will be the end
We were fated to pretend
To pretend
We’re fated to pretend
To pretend

Yeah, yeah, yeah
Yeah, yeah, yeah
Yeah, yeah, yeah
Yeah, yeah, yeah


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mercoledì 16 aprile 2008 - ore 11:18


E io mercoledì prossimo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


vado al secret show degli Afterhours. Tiè. Non so "tiè" a chi, ma dopo aver letto per giorni solo menate sulla politica o menate umane, dopo aver immagino cose orribili, tipo il monte della storia infinita che riceve pasticciamenti in luogo pubblico, dopo aver letto per giorni la passione di BraccoBaldo (seguirà forse post) e la sua disperazione per il governo Berlusconi, dopo aver notato che certe cose, per quanto uno si sforzi, sono inutili...

Torno alla mia vita. Scomoda ma interessante. Per me, soprattutto. Perché forse è arrivata l’ora di godermi tutte le cose che non avrei mai immaginato che mi sono successe negli ultimi 15 anni.

Eh sì, che discorso da vecchio. Ma vaffanculo, va’.

VOLO SULLA MIA CITTA’ - TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI
Volo sulla mia città con la bicicletta
E faccio finta di non sapere quanto male fa cadere giù
Con la luna appiccicata sulla schiena
E la testa piena di petali di te
Volo sulla mia città con la bicicletta

Volo sulla mia città con la bicicletta
E spero non mi faccia male stare senza
E se solo mi spavento
E se solo mi spavento
Poi cado giù… cado giù…
E se solo mi spavento
E se solo mi spavento

Sono ora come sono sempre stato
Un bambino in piedi in mezzo a un prato
In mezzo all’erba verde, più alta di me
Sono ora come sono sempre stato

E se solo mi spavento
E se solo mi spavento
Poi cado giù… cado giù…


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martedì 15 aprile 2008 - ore 09:46


I veri motivi di tristezza
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sono che un grande politico come Bertinotti, che non ho mai votato, rischi di trovarsi fuori dalle stanze dei bottoni. Una delle poche voci (quasi) coerenti in mezzo a tanti pagliacci nei due schieramenti.

E leggere persone che reputavi per lo meno intelligenti prendersela con gli elettori, anziché con un precedente governo che, liberalizzazioni a parte, con i suoi fallimenti ha solo preparato il terreno a un Berlusconi ter.

Ecco, voi che rosicate insultando i vostri "fratelli", gli "altri" elettori, siete il vero male. Assieme a chi da sempre, comunque giri il vento, si metta in assetto di guerra quando vince l’altro.

Berlusconi ha in mano i media, e nonostante la "militanza media" del suo dipendente-tipo minaccia la democrazia. Voi che, come chiunque, non avete in mano "niente", con i vostri insulti o giudizi sommari siete i primi veri nemici della democrazia.

E sopra i 20 anni, sinceramente, mi fate tanta pena.

Noi speriamo che ce la caviamo, nel Paese dove se no xe suppa, xe pan bagna’.
Che Dio ce la mandi buona. E che cantucci e vino se li bevano al tavolo di una commissione per il tanto citato bene comune, invece che durante la spartizione dei denari.

Utopia, sì, lo so.

IF YOU TOLERATE THIS - MANIC STREET PREACHERS



The future teaches you to be alone
The present to be afraid and cold
So if I can shoot rabbits
Then I can shoot fascists

Bullets for your brain today
But we’ll forget it all again
Monuments put from pen to paper
Turns me into a gutless wonder

And if you tolerate this
Then your children will be next
And if you tolerate this
Then your children will be next
Will be next
Will be next
Will be next

Gravity keeps my head down
Or is it maybe shame
At being so young and being so vain

Holes in your head today
But I’m a pacifist
I’ve walked La Ramblas
But not with real intent

And if you tolerate this
Then your children will be next
And if you tolerate this
Then your children will be next
Will be next
Will be next
Will be next
Will be next

And on the street tonight an old man plays
With newspaper cuttings of his glory days

And if you tolerate this
Then your children will be next
And if you tolerate this
Then your children will be next
Will be next
Will be next
Will be next


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mercoledì 2 aprile 2008 - ore 12:10


30 anni che non ci vediamo
(categoria: " Riflessioni ")


Non credo berrò mai più "lacrime di Giuda".
Per il resto, i trenta sono arrivati.
E di quella sera non ricordo un cazzo. Benedette siano le foto. O maledette, boh.
Evviva le feste a sorpresa.
Ed evviva la giustizia, che ogni tanto arriva. Grazie ai ballerecci milanesi, e ai ballerecci pordenonesi.
E ai miei amici, santo Iddio.

E a te, che mi hai visto solo 3 volte in tutta la vita e ti permetti di giudicarmi: fottiti.
Pensa a te stessa, di problemi ne hai EVIDENTEMENTE abbastanza per evitare di parlare del mio carattere con le tue amiche. Che poi spifferano tutto a me, ovviamente.

Dalla fine all’inizio.

noi non c’entriamo

people from morello

ae xinque dea matina (de pasqueta) coi stechi sui oci

djsettin’at deposito giordani

riunione di famiglia al rocket

bea

bugo

momo

"come dio comanda" - gabriele salvatores

I Milburn si sono sciolti, sigh.
Scott Weiland molla quell’accrocchio chiamato Velvet Revolver e torna con i miei amati Stone Temple Pilots, evviva.
Gli Amari hanno terminato di girare il video di "30 anni che non ci vediamo".
Domani esce il disco di Vasco Brondi / Le luci della centrale elettrica.
Dopodomani "Contatti", il nuovo geniale electropop album di Bugo.

E questa canzone potrebbe essere IL tormentone estivo.
Di sicuro è una delle perle che compongono un disco tra i migliori usciti fino ad ora in questo 2008 italiano. Garantisco.

LOVE BOAT - BUGO
Hey bambina, dimmi che cos’hai
sono giorni che il tuo volto è spento
se stai in silenzio lo sai che mi spavento
che cos’hai?

posso aver commesso un altro stupido sbaglio
come un ammiraglio aver cambiato rotta
ma perché getti nel mare il nostro bagaglio

la nave, la nave, la nave va
nel mare
porta con sè
le delusioni che
non riusciamo a dimenticare
maledetta nave, maledetto mare

stai inseguendo l’indirizzo della gioia
la nave viaggia su liquide rotaie
noi perdiamo acqua abbiamo le occhiaie nel boia
se continuerà questa stupida battaglia
alimentata da onde di rabbia
me la vedo la nave che si incaglia
nella sabbia

la nave, la nave, la nave va
nel mare
porta con sè
le delusioni che
non riusciamo a dimenticare
maledetta nave, maledetto mare


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martedì 25 marzo 2008 - ore 19:30


No, perché.. il giorno prima.
(categoria: " Pensieri ")


Oggi ho fatto licenziare una persona. Non ne andrei fiero, non fosse che il fenomeno ha cagato fuori dal vaso troppo a lungo e se l’è cercata. Forse mi verrà a cercare, dato che non percepirà nemmeno i soldi per il lavoro che sta facendo. Per cui mi sento fortunato ad essere qui, di fronte al monitor di uno sgangherato Mac di un ancor più sgangherato Momo.

Venerdì ho fatto la comparsa per il nuovo film di Salvatores, Come Dio comanda. Ho conosciuto il buon Elio Germano, dopo mezz’ora metà dello staff e della troupe sapeva chi ero, soprattutto, dopo dieci minuti dal mio ingresso ero già allegrotto.

Il Deposito Giordani è un’entità particolare. La gente che "lo abita" solitamente, pure. E sono belli i backstage con gli amici Allegri, o le piccole cose come prendersi la birra, o l’apribottiglia, o ciò che si vuole senza chiedere il permesso. O è bello andare a recuperare i tuoi amici Barnaba e Carlo, e trovarsi su un palco a fare festa. Perché forse è quello che forse ho scordato troppo a lungo: fare festa è importante. La prima volta che sono andato al Le Palais e ho immaginato di essere io in una consolle, era per fare festa. La prima volta che ho parlato dai microfoni di una radio, era per fare festa. La prima volta che ho cantato su un palco, e il pezzo era ’Plush’, era per fare festa. La prima volta che sono andato da Red Ronnie e ho pensato "magari un giorno lavorerò qui anch’io" era per fare festa. Poi sono arrivate le passioni trasformatesi poi in lavori. Poi sono arrivati soldi, delusioni, successi, periodi di stallo, periodi molto movimentati. E in mezzo a tutto questo l’altra vita, quella di amori più o meno giusti o sbagliati, vari modi di fare ricreazione, ecc. ecc.

Ma la voglia di fare festa era lì, latente, sopita da abitudine, pesi ed altro.
Venerdì notte il Friuli per un’altra notte è stato il mio paese dei balocchi. E più che bionde e more, più che buste da svuotare, complimenti presi e bicchieri vuoti ricordo tre ’scemi’ in macchina, uno dei quali dormiente, alle cinque del mattino che vanno a fare colazione. Carlo che guida la mia macchina, e che insieme a me canta a squarciagola we’ll live and die in these towns. E domenica, sempre al Deposito, la pista che inneggia, le facce amiche o sconosciute, giovani o meno giovani che sorridono, saltano, ti chiedono i tuoi recapiti, ti offrono da bere, ti portano quasi in spalla. E i gazebo dell’estivo, e tutto ciò che fa contorno. E la notte con gli amici in una casa "nuova" pordenonese dove però ti senti a tuo agio come ci fossi sempre stato. E un Davide Toffolo che si complimenta con te per un djset, che ti fa sentire davvero bravo, perché i complimenti migliori sono quelli che vengono da chi stimi di più. Ecco. Magari quindic’anni fa certe cose succedevano con una chitarra nella taverna di un campo scuola. O in una tenda di un campeggio a Jesolo. Ora mi succede con i miei colleghi. Che sono anche amici. Che sia per un "cavallo" o un’ospitata in consolle, per una puntata di Your Noise o per una serata in giro per bar, per un concerto o un festival, per una colazione al Primavera o da Alfio, per un post colazione a casa di amici a raccontare le vicissitudini o le gioie del rapporto con l’altro sesso.. ho ancora voglia di divertirmi.

E ci arrivo ora, a poche ore dall’ora "x". Quell’ora che fino ad ora (quanto mi piace ora la parola ora) era solo motivo di sfottò degli amici che ti dicono "vecchio!", e per fortuna questo termine in Veneto ha anche altre connotazioni. Ora si fa sentire. Fa strano, fa pensare. Fa perdere qualche ora a rivedere le cose, a sorriderne, a pentirsi di messaggi mandati e non mandati. E a godere per le scelte giuste fatte, piccole grandi isole felici in quella vita che, comunque, è il tuo mare personale. Dove i clandestini prima o poi se ne vanno, e i tuoi ospiti possono prenderti i pesci senza che ciò ti infastidisca poi più di tanto.

E ora si raccolgono i frutti. Tipo che giovedì metterò dischi in una delle consolle più ambite d’Italia per il genere, e venerdì sarà un altro bagno di folla friulana. E, fanculo, me lo merito.
Buona attesa, Marco.

WE’LL LIVE AND DIE IN THESE TOWNS - THE ENEMY



You spend your time in smokey rooms
where haggled old women
with cheap perfume say
it never happens for people
like us you know
well nothing ever happened on it`s own
and well the toilets smell of desperation
the streets all echo of aggregation
tand you wonder
why you cant get no sleep
when you`ve got nothing to do,
and you`ve had nothing to eat
your life`s slipping
and sliding right out of view
and there`s absolutely nothing
that you can do well

we`ll live and die,
we`lllive and die in these towns
don`t let it drag you down
don`t let it drag you down now
we`ll live and die,
we`lllive and die in these towns
don`t let it drag you down
don`t let it drag you down now

dirty dishes from a tv meal
that went cold from the wind
throuh a smashed up window
you cant go out if anybody calls ya
cos you cant have a bath
when there`s no hot water
and your friends are out
on the town again
and you ask yourself if it will ever end
and it`s all too much for your head to take
just a matter of time
before you break, well

we`ll live and die,
we`lllive and die in these towns
don`t let it drag you down
don`t let it drag you down now
we`ll live and die,
we`lllive and die in these towns
don`t let it drag you down
don`t let it drag you down now

now...
now...

we`ll live and die,
we`lllive and die in these towns
don`t let it drag you down
don`t let it drag you down now
we`ll live and die,
we`lllive and die in these towns
don`t let it drag you down
don`t let it drag you down now


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mercoledì 19 marzo 2008 - ore 16:13


Lei è bella, lo so
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Però mi ha rotto il cazzo. E, se la sento, mi annoio.
E a volte attraverserei il media per prenderla a schiaffi.

Hey, Natasha, hai fatto la piscia.
Sì, Dimitri, ne ho fatti cento litri.

UNWRITTEN - NATASHA BEDINGFIELD



I am unwritten, can’t read my mind, I’m undefined
I’m just beginning, the pen’s in my hand, ending unplanned

Staring at the blank page before you
Open up the dirty window
Let the sun illuminate the words that you could not find

Reaching for something in the distance
So close you can almost taste it
Release your inhibitions
Feel the rain on your skin
No one else can feel it for you
Only you can let it in
No one else, no one else
Can speak the words on your lips
Drench yourself in words unspoken
Live your life with arms wide open
Today is where your book begins
The rest is still unwritten

Oh, oh, oh

I break tradition, sometimes my tries, are outside the lines
We’ve been conditioned to not make mistakes, but I can’t live that way

Staring at the blank page before you
Open up the dirty window
Let the sun illuminate the words that you could not find

Reaching for something in the distance
So close you can almost taste it
Release your inhibitions
Feel the rain on your skin
No one else can feel it for you
Only you can let it in
No one else, no one else
Can speak the words on your lips
Drench yourself in words unspoken
Live your life with arms wide open
Today is where your book begins

Feel the rain on your skin
No one else can feel it for you
Only you can let it in
No one else, no one else
Can speak the words on your lips
Drench yourself in words unspoken
Live your life with arms wide open
Today is where your book begins
The rest is still unwritten

Staring at the blank page before you
Open up the dirty window
Let the sun illuminate the words that you could not find

Reaching for something in the distance
So close you can almost taste it
Release your inhibitions
Feel the rain on your skin
No one else can feel it for you
Only you can let it in
No one else, no one else
Can speak the words on your lips
Drench yourself in words unspoken
Live your life with arms wide open
Today is where your book begins

Feel the rain on your skin
No one else can feel it for you
Only you can let it in
No one else, no one else
Can speak the words on your lips
Drench yourself in words unspoken
Live your life with arms wide open
Today is where your book begins
The rest is still unwritten
The rest is still unwritten
The rest is still unwritten


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giovedì 13 marzo 2008 - ore 11:40


Dunque
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Il Tutor non è più lo stesso. Non è più un cesso, non c’è più un olezzo infame dentro, non c’è più la tessera, si beve discretamente (pure troppo), non ci sono scassacazzi, non c’è musica di merda, nonostante l’alfiere di essa abbia tentato di intrufolarsi nella serata, c’è tanta gente, i volumi sono decenti e.. sì, c’è la dimensione giusta. Ah già, non c’è nemmeno più la carta da parati con il retro "vetrato" con cui pulirsi il culo nel bagno.

Il Gasoline non è più lo stesso. Una volta era il Coors, ed era meraviglioso. Poi è diventato Gasoline, ed era stupendo. Poi Max ha cominciato a scordarsi le gentilezze con quelli che a far nascere il locale hanno contribuito, certo, foraggiati di qualche bevanda, ma è diventato troppo facile perdere di vista gli amici, a volte anche perdendo l’educazione dello stesso mero "farli servire". E quando uno perde mezz’ora per ordinare una birra, poi nel locale non ci va più volentieri. Se in più uno entra appositamente per salutare Max e si sente mandare a cagare... si tenga pure chi va a scroccare le anime nere. L’amicizia va in due sensi. Le telefonate tra amici, almeno una all’anno, dovrebbero essere corrisposte. E non basta offrire una birretta ogni tanto, quando il locale è deserto, non basta un nuovo pavimento a rendere più appetibile un posto se non c’è calore o, almeno, rispetto.

Bepi non è più lo stesso. I lavori, le concessioni o qualcosa d’altro l’hanno fatto spostare. Non è più nel parcheggio del Gasoline, è davanti al Lidl del Plebiscito. Uno non può più parcheggiare la macchina, accendersi una sana stroppa e farsi la passeggiatina, perché in tali condizioni attraversare il Plebiscito diventa un po’rischioso, giusto quel minimo. E non sentirò più puzza di salsiccia nel giardino di casa. Non alimenterà più la mia chimica. Non mi attirerà come il canto di una sirena. Non mi farà più compagnia dietro casa. Arrivedertci, Bepi. Con molto tabàsssco.

Quindi, perché non migrare?

Ah già. Domani due amici di vecchia data musicisti suonano in due posti diversi. E si chiamano entrambi come me.
Solo che Fasolo è il cantante dei Jennifer Gentle e suona all’Unwound, e Cocci è il cantante (anche) dei Not For You e suona alla Gabbia.
LSD o camicia di flanella?

Perché non emigrare?
Cazzo, l’ho già detto.

SELF ESTEEM - THE OFFSPRING



I wrote her off for the tenth time today
And practice all the things I would say
But she came over
I lost my nerve
I took her back and made her dessert

Now I know I’m being used
That’s okay man cause I like the abuse
I know she’s playing with me
That’s okay cause I got no self esteem

We make plans to go out at night
I wait till 2 then I turn out the light
All this rejection’s got me so low
If she keeps it up I just might tell her no

When she’s saying that she wants only me
Then I wonder why she sleeps with my friends
When she’s saying that I’m like a disease
Then I wonder how much more I can spend
Well I guess I should speak up for myself
But I really think it’s better this way
The more you suffer
The more it shows you really care
Right? yeah yeah yeah

Now I’ll relate this little bit
That happens more than I’d like to admit
Late at night she knocks on my door
Drunk again and looking to score

Now I know I should say no
But that’s kind of hard when she’s ready to go
I may be dumb
But I’m not a dweeb
I’m just a sucker with no self esteem


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