1) Sicapunk con la maglietta di Neffa! 2) Sicapunk che ascolta i POOH
MERAVIGLIE
1) il gin lemon 2) atmosfera ovattata post-balla 3) poter stare in silenzio senza il bisogno di spiegarne il significato... 4) gli stranimali 5) la voce di eddie vedder ed i pearl jam 6) la mozzarella e i derivati del maiale (per gli amici pig) 7) "tears of the dragon" di bruce dickinson ascoltata di notte in cuffia al buio con la finestra appena aperta e una birretta in mano.. qualcuno ha da accendere? 8) lo stroh-rum di momo!!!!
OGNI GIOVEDI 15-1630 SU RADIO SHERWOOD
5 GIUGNO DJSET @ MAGNOLIA - MI AMI FESTIVAL (MI) DAL 18 GIUGNO AL 17 LUGLIO SHERWOOD FESTIVAL 19 GIUGNO DJSET @ BIG BOY 25 GIUGNO DJSET @ BANALE 26 GIUGNO DJSET @ WHATEVER (TRIESTE) 3 LUGLIO DJSET CON DENTE @ SHERWOOD FESTIVAL
DAL 25 MAGGIO, OGNI MARTEDI E VENERDI @ BANALE COLONIA ESTIVA - PADOVA
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martedì 22 aprile 2008 - ore 09:22
Rapido e indolore
(categoria: " Riflessioni ")
Io ho gli amici migliori del mondo. Vi conto sulle dita di un paio di mani appena appena mutilate, ma siete i migliori. Perché se sparisco, latito, non mi faccio vivo e poi di colpo torno, voi siete lì ad ascoltare, non ad aspettare. Io vi voglio bene. You know who you are.
MY FRIENDS - RED HOT CHILI PEPPERS
My friends are so depressed I feel the question Of your loneliness Confide... `cause Ill be on your side You know I will, you know I will
X girlfriend called me up Alone and desperate On the prison phone They want... to give her 7 years For being sad
I love all of you Hurt by the cold So hard and lonely too When you dont know yourself
My friends are so distressed And standing on The brink of emptiness No words... I know of to express This emptiness
Imagine me taught by tragedy Release is peace I heard a little girl And what she said Was something beautiful To give... your love No matter what
Il trionfo di Bacco e Tabacco
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Signore e signori, onore al Maxlive di Costabissara (VI). Un locale dove sentirsi a casa, per chi di musica capisce qualcosa. Posti a sedere numerati, buffet e birra offerti prima dell’evento, anche se con molto caos per la bibita, acustica impeccabile, almeno al "piano di sotto", impianto luci d’effetto.
Last but not least, gestito da persone competenti e che sanno anche come trattare il cliente.
Bando alle metonimie, ciò che conta è il carburante del palco. Marlene Kuntz.
Anni passati dall’ultima volta che li vidi, eterno amore - odio per la band (qualche episodio oltre gli anthems a parte), forse dovuto anche alla dolorosa (per le mie ossa) fine del loro concerto ad un MTV day di dieci anni fa, massima stima per Godano e per quei suoni che a me (e non solo, a quanto pare) continueranno a ricordare sempre il "Consorzio".
Gruppo in forma, Cristiano con chitarra acustica a tratti, pezzi nuovi, vecchi e cover sapientemente miscelati. E poi la sgradita fuga a metà concerto per giungere al Rivolta.
Rivolta, o Rivoltami, dove la sala Wah Wah ha trionfato con un’affluenza splendida e, soprattutto, un’atmosfera di festa notevole che ha permesso una botta di pista continua. E quindi fa piacere "suonare", ancora di più. Ti senti più a tuo agio a mettere un pezzo "per gli altri", e le braccia si levano anche dalla consolle per seguire la cassa. Nonostante (o grazie anche a) i bicchieri eccetera.
In quell’eccetera c’è molto, e ne avevo bisogno.
Questa settimana.. 1) I Pornopilots domani sera apriranno per The Young Knives, insieme ai The Souls, altro gruppo che da mesi cerco di incrociare nel mio peregrinare tra le sette note 2) Mercoledì sera gli Afterhours presenteranno in anteprima il loro disco, per chi ha l’invito, alla Gabbia 3) Giovedì sera ci sono un milione di cose. Bis di Young Knives a Bologna, My Awesome Mixtape al Tag, Le Luci Della Centrale Elettrica + Don Vito + Enrico Molteni djset al Vinile 4) Venerdì e sabato c’è il Venetian Industries Festival, sempre al Rivolta. Ma a metà serata venerdì ci si trasferirà a Pordenone, per la chiusura della magica Brit Box invernale
PER COMBATTERE L’ACNE - LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA la notte atomica che ci ha rimboccato le palpebre guardare il cielo malconcio di chernobyl da qui esprime desideri quando vedi scoppiare navicelle spaziali o moduli lunari russi o giapponesi
o americani arrampicarsi sulle impalcature per prendere il sole e rivenderlo a qualche spacciatore lavarsi i denti con le antenne della televisione durante la pubblicità
ho abbassato le saracinesche dei negozi sui miei occhi con le nostre discussioni serie si arricchiscono solo le compagnie telefoniche siamo l’esercito del sert siamo l’esercito del sert siamo l’esercito del sert siamo l’esercito del sert
a parigi dici che non volano mosche benedirci in chiese chiuse e in farmacie compiacenti sposarci con i cerotti usati e in passeggiate su spiagge deturpate le piazze sono vuote le piazze sono mute per combattere l’acne
sono tutti in ferie, maratone sulle tue arterie, sulle diramazioni autostradali, sui lavori in corso solo per farti venire e invidiare le ciminiere perché hanno sempre da fumare
le notti inutili e le madri che parlano con i ventilatori negli inceneritori le schede elettorali e i tuoi capelli che sono fili scoperti costruiremo delle molotov coi vostri avanzi faremo dei rave sull’enterprise farò rifare l’asfalto per quando tornerai siamo l’esercito del sert
Quasi adatti a innamorarsi di un animale a pelo corto
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Memorandum di ciò che non dovrebbe fare un dj
1) Prima di premere "eject", controllare che il disco che stai tirando fuori non sia quello che "sta andando" 2) Gli effetti sono carini. Jet o Wah che siano. E lo so che tu, dj, ti rompi i coglioni a non fare niente mentre il disco va. Ma in pista sono quegli effetti a rompere, se non li usi con parsimonia 3) Tutti vogliamo suonare. Questo non significa che, se mi sono sbattuto a riempire la pista con un po’di fatica, subito dopo arrivi un collega al grido di "ho un disco nuovo che è una bomba" e la debba svuotare. Un po’di tempo. Ci si dà il cambio. Altrimenti la risposta sarà "eh, attento che non ti esploda nel culo!" 4) Ah già. I cambi, passaggi, ecc. sono importanti. Non sono un’invenzione dei media.
Ottima serata al Tutor ieri sera. Grazie a Paola e Barbara. Grazie a Diana per la birra rubata. Grazie anche all’estimatrice di Momo con i capelli corti (no, non li ho -ancora- tagliati) anche se non ci siamo presentati. Grazie a Guerry, Birmy, Mamby, Mony, Maazy, Ary, Samy, Angy. Tutti con la "y" per rispetto a Guerry.
E’bello divertirsi al punto di poter mandare tranquillamente a quel paese le "notizie" del menga portate dal mattino.
E stasera c’è Rivoltami, anche se prima vado a godermi i Marlene Kuntz. Tiè.
CASSIUS - THE HORMONAUTS
Whenever l’ m up against the ropes Whenever a cloud hides all my hopes Whenever my adversary Seems so awfully big and scary
A smile is a frown upside down So turn that frown upside down A guy called fats wrote that line But I’ll sing it as if that line were mine
No matter what they say (Hey Hey Hey) I’m gonna wipe my tears away No matter what they say I’m gonna fight like Cassius Clay
Whenever my courage starts to melt I dream of winning the champions belt I tell my self I am the greatest Livin’ loving heavyweightest Whenever it seems l’ve hit the ground K-O ed in the 15th round I’ll always get back on my feet I am the greatest I can’t be beat!
No matter what they say I’ m gonna wipe my tears away No matter what they say You know l’ m here to say No matter what they say l’ m gonna fight like Cassius Clay No matter what they say I won’t go away
Braccobaldo atto 1
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Un giorno mi trovavo sperso tra i pixel del mio monitor.
Il calore, la sete, la voglia di non fare nulla, la volontà di esprimermi al meglio con il sesso femminile, la ricerca stilistica mi facevano alternare lo scaccolamento con il giro per forum e blog.
Subito mi stupì LUI. Lui, un po’retrò, un po’naif, un po’ricco di caratteristiche bucoliche. Braccobaldo si sveglia la mattina e...
Ricominciamo.
Braccobaldo NON si sveglia la mattina. Braccobaldo non dorme mai. Il tempo che dovrebbe dedicare al sonno è equamente diviso tra canne, lettura dell’opera omnia di un solo autore (o due), scrittura online di teorie di cospirazione, ascolto del reggae e ripetuta cancellazione di canali televisivi. Lui non riesce a dormire. Lui pensa a Lui. Non riesce a mangiare. Lui pensa a Lui. Si è pure trovato in presenza di una avvenente bionda, un dì. Ma niente erezione. Lui pensa a Lui.
Da qualche anno a questa parte, Berlusconi ossessiona Braccobaldo. Ogni qual volta Berlusconi apre bocca, in casa Braccobaldo succede un pandemonio. Lui inizia ad urlare, schizza da una parte all’altra della stanza, sputa contro i muri, parla al contrario ed emette getti di bava superiori al migliore dei lama da competizione.
Quando Berlusconi sta zitto, Braccobaldo teme. Sta sicuramente complottando qualcosa contro il proletariato, dice agli amici preoccupato BraccoBaldo. Gli amici si rompono il cazzo, a dire il vero.
Quando Berlusconi viene ricoverato in ospedale, Braccobaldo ha molta paura stia clonandosi. Chiama tutti i medici, invoca l’aiuto di Michael Moore, che sembra in un’occasione gli abbia detto mi hai rotto i coglioni, in alcuni casi parla con le divinità, essendo lui devoto al culto della Venere Bianca.
Se la gente nomina Berlusconi, Braccobaldo si chiude a riccio. Ha imparato a memoria (e ha tatuato sulla schiena parte di essa) l’opera omnia di Marco Travaglio.
Ha già scritto nel testamento che, nel caso avesse un figlio, dovrebbe studiare solo su testi scritti da Travaglio, Santoro e Bob Marley. Altra clausola per l’eredità è che il figlio dovrà tifare per il Camerun. Anche da morto, non potrebbe accettare di sentire il figlio urlare forza Italia!
Chi disprezza compra, dicono. E se è vero che per Braccobaldo anche una morte in discoteca è colpa di Berlusconi, gli scienziati hanno studiato un capello che si è strappato sentendo cantare Tanto pe’ canta’, perche’ ce naschi ’n friccicore ar core!. Aveva capito Arcore. La conclusione è: il loro DNA è compatibile.
Che sarà di Braccobaldo? Presto interessanti aneddoti sulla sua vita.
Nota Bene. Se ancora non si fosse capito, sono radicale. Lui invece è in paranoia dura.
TIME TO PRETEND - MGMT
I’m feeling rough, I’m feeling raw, I’m in the prime of my life. Let’s make some music, make some money, find some models for wives. I’ll move to Paris, shoot some heroin, and fuck with the stars. You man the island and the cocaine and the elegant cars.
This is our decision, to live fast and die young. We’ve got the vision, now let’s have some fun. Yeah, it’s overwhelming, but what else can we do. Get jobs in offices, and wake up for the morning commute.
Forget about our mothers and our friends We’re fated to pretend To pretend We’re fated to pretend To pretend
I’ll miss the playgrounds and the animals and digging up worms I’ll miss the comfort of my mother and the weight of the world I’ll miss my sister, miss my father, miss my dog and my home Yeah, I’ll miss the boredem and the freedom and the time spent alone.
There’s really nothing, nothing we can do Love must be forgotten, life can always start up anew. The models will have children, we’ll get a divorce We’ll find some more models, everyting must run it’s course.
We’ll choke on our vomit and that will be the end We were fated to pretend To pretend We’re fated to pretend To pretend
E io mercoledì prossimo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
vado al secret show degli Afterhours. Tiè. Non so "tiè" a chi, ma dopo aver letto per giorni solo menate sulla politica o menate umane, dopo aver immagino cose orribili, tipo il monte della storia infinita che riceve pasticciamenti in luogo pubblico, dopo aver letto per giorni la passione di BraccoBaldo (seguirà forse post) e la sua disperazione per il governo Berlusconi, dopo aver notato che certe cose, per quanto uno si sforzi, sono inutili...
Torno alla mia vita. Scomoda ma interessante. Per me, soprattutto. Perché forse è arrivata l’ora di godermi tutte le cose che non avrei mai immaginato che mi sono successe negli ultimi 15 anni.
Eh sì, che discorso da vecchio. Ma vaffanculo, va’.
VOLO SULLA MIA CITTA’ - TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI Volo sulla mia città con la bicicletta E faccio finta di non sapere quanto male fa cadere giù Con la luna appiccicata sulla schiena E la testa piena di petali di te Volo sulla mia città con la bicicletta
Volo sulla mia città con la bicicletta E spero non mi faccia male stare senza E se solo mi spavento E se solo mi spavento Poi cado giù… cado giù… E se solo mi spavento E se solo mi spavento
Sono ora come sono sempre stato Un bambino in piedi in mezzo a un prato In mezzo all’erba verde, più alta di me Sono ora come sono sempre stato
E se solo mi spavento E se solo mi spavento Poi cado giù… cado giù…
I veri motivi di tristezza
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sono che un grande politico come Bertinotti, che non ho mai votato, rischi di trovarsi fuori dalle stanze dei bottoni. Una delle poche voci (quasi) coerenti in mezzo a tanti pagliacci nei due schieramenti.
E leggere persone che reputavi per lo meno intelligenti prendersela con gli elettori, anziché con un precedente governo che, liberalizzazioni a parte, con i suoi fallimenti ha solo preparato il terreno a un Berlusconi ter.
Ecco, voi che rosicate insultando i vostri "fratelli", gli "altri" elettori, siete il vero male. Assieme a chi da sempre, comunque giri il vento, si metta in assetto di guerra quando vince l’altro.
Berlusconi ha in mano i media, e nonostante la "militanza media" del suo dipendente-tipo minaccia la democrazia. Voi che, come chiunque, non avete in mano "niente", con i vostri insulti o giudizi sommari siete i primi veri nemici della democrazia.
E sopra i 20 anni, sinceramente, mi fate tanta pena.
Noi speriamo che ce la caviamo, nel Paese dove se no xe suppa, xe pan bagna’. Che Dio ce la mandi buona. E che cantucci e vino se li bevano al tavolo di una commissione per il tanto citato bene comune, invece che durante la spartizione dei denari.
Utopia, sì, lo so.
IF YOU TOLERATE THIS - MANIC STREET PREACHERS
The future teaches you to be alone The present to be afraid and cold So if I can shoot rabbits Then I can shoot fascists
Bullets for your brain today But we’ll forget it all again Monuments put from pen to paper Turns me into a gutless wonder
And if you tolerate this Then your children will be next And if you tolerate this Then your children will be next Will be next Will be next Will be next
Gravity keeps my head down Or is it maybe shame At being so young and being so vain
Holes in your head today But I’m a pacifist I’ve walked La Ramblas But not with real intent
And if you tolerate this Then your children will be next And if you tolerate this Then your children will be next Will be next Will be next Will be next Will be next
And on the street tonight an old man plays With newspaper cuttings of his glory days
And if you tolerate this Then your children will be next And if you tolerate this Then your children will be next Will be next Will be next Will be next
30 anni che non ci vediamo
(categoria: " Riflessioni ")
Non credo berrò mai più "lacrime di Giuda". Per il resto, i trenta sono arrivati. E di quella sera non ricordo un cazzo. Benedette siano le foto. O maledette, boh. Evviva le feste a sorpresa. Ed evviva la giustizia, che ogni tanto arriva. Grazie ai ballerecci milanesi, e ai ballerecci pordenonesi. E ai miei amici, santo Iddio.
E a te, che mi hai visto solo 3 volte in tutta la vita e ti permetti di giudicarmi: fottiti. Pensa a te stessa, di problemi ne hai EVIDENTEMENTE abbastanza per evitare di parlare del mio carattere con le tue amiche. Che poi spifferano tutto a me, ovviamente.
Dalla fine all’inizio. noi non c’entriamo people from morello ae xinque dea matina (de pasqueta) coi stechi sui oci djsettin’at deposito giordani riunione di famiglia al rocket bea bugo momo "come dio comanda" - gabriele salvatores
I Milburn si sono sciolti, sigh. Scott Weiland molla quell’accrocchio chiamato Velvet Revolver e torna con i miei amati Stone Temple Pilots, evviva. Gli Amari hanno terminato di girare il video di "30 anni che non ci vediamo". Domani esce il disco di Vasco Brondi / Le luci della centrale elettrica. Dopodomani "Contatti", il nuovo geniale electropop album di Bugo.
E questa canzone potrebbe essere IL tormentone estivo. Di sicuro è una delle perle che compongono un disco tra i migliori usciti fino ad ora in questo 2008 italiano. Garantisco.
LOVE BOAT - BUGO Hey bambina, dimmi che cos’hai sono giorni che il tuo volto è spento se stai in silenzio lo sai che mi spavento che cos’hai?
posso aver commesso un altro stupido sbaglio come un ammiraglio aver cambiato rotta ma perché getti nel mare il nostro bagaglio
la nave, la nave, la nave va nel mare porta con sè le delusioni che non riusciamo a dimenticare maledetta nave, maledetto mare
stai inseguendo l’indirizzo della gioia la nave viaggia su liquide rotaie noi perdiamo acqua abbiamo le occhiaie nel boia se continuerà questa stupida battaglia alimentata da onde di rabbia me la vedo la nave che si incaglia nella sabbia
la nave, la nave, la nave va nel mare porta con sè le delusioni che non riusciamo a dimenticare maledetta nave, maledetto mare
No, perché.. il giorno prima.
(categoria: " Pensieri ")
Oggi ho fatto licenziare una persona. Non ne andrei fiero, non fosse che il fenomeno ha cagato fuori dal vaso troppo a lungo e se l’è cercata. Forse mi verrà a cercare, dato che non percepirà nemmeno i soldi per il lavoro che sta facendo. Per cui mi sento fortunato ad essere qui, di fronte al monitor di uno sgangherato Mac di un ancor più sgangherato Momo.
Venerdì ho fatto la comparsa per il nuovo film di Salvatores, Come Dio comanda. Ho conosciuto il buon Elio Germano, dopo mezz’ora metà dello staff e della troupe sapeva chi ero, soprattutto, dopo dieci minuti dal mio ingresso ero già allegrotto.
Il Deposito Giordani è un’entità particolare. La gente che "lo abita" solitamente, pure. E sono belli i backstage con gli amici Allegri, o le piccole cose come prendersi la birra, o l’apribottiglia, o ciò che si vuole senza chiedere il permesso. O è bello andare a recuperare i tuoi amici Barnaba e Carlo, e trovarsi su un palco a fare festa. Perché forse è quello che forse ho scordato troppo a lungo: fare festa è importante. La prima volta che sono andato al Le Palais e ho immaginato di essere io in una consolle, era per fare festa. La prima volta che ho parlato dai microfoni di una radio, era per fare festa. La prima volta che ho cantato su un palco, e il pezzo era ’Plush’, era per fare festa. La prima volta che sono andato da Red Ronnie e ho pensato "magari un giorno lavorerò qui anch’io" era per fare festa. Poi sono arrivate le passioni trasformatesi poi in lavori. Poi sono arrivati soldi, delusioni, successi, periodi di stallo, periodi molto movimentati. E in mezzo a tutto questo l’altra vita, quella di amori più o meno giusti o sbagliati, vari modi di fare ricreazione, ecc. ecc.
Ma la voglia di fare festa era lì, latente, sopita da abitudine, pesi ed altro. Venerdì notte il Friuli per un’altra notte è stato il mio paese dei balocchi. E più che bionde e more, più che buste da svuotare, complimenti presi e bicchieri vuoti ricordo tre ’scemi’ in macchina, uno dei quali dormiente, alle cinque del mattino che vanno a fare colazione. Carlo che guida la mia macchina, e che insieme a me canta a squarciagola we’ll live and die in these towns. E domenica, sempre al Deposito, la pista che inneggia, le facce amiche o sconosciute, giovani o meno giovani che sorridono, saltano, ti chiedono i tuoi recapiti, ti offrono da bere, ti portano quasi in spalla. E i gazebo dell’estivo, e tutto ciò che fa contorno. E la notte con gli amici in una casa "nuova" pordenonese dove però ti senti a tuo agio come ci fossi sempre stato. E un Davide Toffolo che si complimenta con te per un djset, che ti fa sentire davvero bravo, perché i complimenti migliori sono quelli che vengono da chi stimi di più. Ecco. Magari quindic’anni fa certe cose succedevano con una chitarra nella taverna di un campo scuola. O in una tenda di un campeggio a Jesolo. Ora mi succede con i miei colleghi. Che sono anche amici. Che sia per un "cavallo" o un’ospitata in consolle, per una puntata di Your Noise o per una serata in giro per bar, per un concerto o un festival, per una colazione al Primavera o da Alfio, per un post colazione a casa di amici a raccontare le vicissitudini o le gioie del rapporto con l’altro sesso.. ho ancora voglia di divertirmi.
E ci arrivo ora, a poche ore dall’ora "x". Quell’ora che fino ad ora (quanto mi piace ora la parola ora) era solo motivo di sfottò degli amici che ti dicono "vecchio!", e per fortuna questo termine in Veneto ha anche altre connotazioni. Ora si fa sentire. Fa strano, fa pensare. Fa perdere qualche ora a rivedere le cose, a sorriderne, a pentirsi di messaggi mandati e non mandati. E a godere per le scelte giuste fatte, piccole grandi isole felici in quella vita che, comunque, è il tuo mare personale. Dove i clandestini prima o poi se ne vanno, e i tuoi ospiti possono prenderti i pesci senza che ciò ti infastidisca poi più di tanto.
E ora si raccolgono i frutti. Tipo che giovedì metterò dischi in una delle consolle più ambite d’Italia per il genere, e venerdì sarà un altro bagno di folla friulana. E, fanculo, me lo merito. Buona attesa, Marco.
WE’LL LIVE AND DIE IN THESE TOWNS - THE ENEMY
You spend your time in smokey rooms where haggled old women with cheap perfume say it never happens for people like us you know well nothing ever happened on it`s own and well the toilets smell of desperation the streets all echo of aggregation tand you wonder why you cant get no sleep when you`ve got nothing to do, and you`ve had nothing to eat your life`s slipping and sliding right out of view and there`s absolutely nothing that you can do well
we`ll live and die, we`lllive and die in these towns don`t let it drag you down don`t let it drag you down now we`ll live and die, we`lllive and die in these towns don`t let it drag you down don`t let it drag you down now
dirty dishes from a tv meal that went cold from the wind throuh a smashed up window you cant go out if anybody calls ya cos you cant have a bath when there`s no hot water and your friends are out on the town again and you ask yourself if it will ever end and it`s all too much for your head to take just a matter of time before you break, well
we`ll live and die, we`lllive and die in these towns don`t let it drag you down don`t let it drag you down now we`ll live and die, we`lllive and die in these towns don`t let it drag you down don`t let it drag you down now
now... now...
we`ll live and die, we`lllive and die in these towns don`t let it drag you down don`t let it drag you down now we`ll live and die, we`lllive and die in these towns don`t let it drag you down don`t let it drag you down now
Lei è bella, lo so
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Però mi ha rotto il cazzo. E, se la sento, mi annoio. E a volte attraverserei il media per prenderla a schiaffi.
Hey, Natasha, hai fatto la piscia. Sì, Dimitri, ne ho fatti cento litri.
UNWRITTEN - NATASHA BEDINGFIELD
I am unwritten, can’t read my mind, I’m undefined I’m just beginning, the pen’s in my hand, ending unplanned
Staring at the blank page before you Open up the dirty window Let the sun illuminate the words that you could not find
Reaching for something in the distance So close you can almost taste it Release your inhibitions Feel the rain on your skin No one else can feel it for you Only you can let it in No one else, no one else Can speak the words on your lips Drench yourself in words unspoken Live your life with arms wide open Today is where your book begins The rest is still unwritten
Oh, oh, oh
I break tradition, sometimes my tries, are outside the lines We’ve been conditioned to not make mistakes, but I can’t live that way
Staring at the blank page before you Open up the dirty window Let the sun illuminate the words that you could not find
Reaching for something in the distance So close you can almost taste it Release your inhibitions Feel the rain on your skin No one else can feel it for you Only you can let it in No one else, no one else Can speak the words on your lips Drench yourself in words unspoken Live your life with arms wide open Today is where your book begins
Feel the rain on your skin No one else can feel it for you Only you can let it in No one else, no one else Can speak the words on your lips Drench yourself in words unspoken Live your life with arms wide open Today is where your book begins The rest is still unwritten
Staring at the blank page before you Open up the dirty window Let the sun illuminate the words that you could not find
Reaching for something in the distance So close you can almost taste it Release your inhibitions Feel the rain on your skin No one else can feel it for you Only you can let it in No one else, no one else Can speak the words on your lips Drench yourself in words unspoken Live your life with arms wide open Today is where your book begins
Feel the rain on your skin No one else can feel it for you Only you can let it in No one else, no one else Can speak the words on your lips Drench yourself in words unspoken Live your life with arms wide open Today is where your book begins The rest is still unwritten The rest is still unwritten The rest is still unwritten
Il Tutor non è più lo stesso. Non è più un cesso, non c’è più un olezzo infame dentro, non c’è più la tessera, si beve discretamente (pure troppo), non ci sono scassacazzi, non c’è musica di merda, nonostante l’alfiere di essa abbia tentato di intrufolarsi nella serata, c’è tanta gente, i volumi sono decenti e.. sì, c’è la dimensione giusta. Ah già, non c’è nemmeno più la carta da parati con il retro "vetrato" con cui pulirsi il culo nel bagno.
Il Gasoline non è più lo stesso. Una volta era il Coors, ed era meraviglioso. Poi è diventato Gasoline, ed era stupendo. Poi Max ha cominciato a scordarsi le gentilezze con quelli che a far nascere il locale hanno contribuito, certo, foraggiati di qualche bevanda, ma è diventato troppo facile perdere di vista gli amici, a volte anche perdendo l’educazione dello stesso mero "farli servire". E quando uno perde mezz’ora per ordinare una birra, poi nel locale non ci va più volentieri. Se in più uno entra appositamente per salutare Max e si sente mandare a cagare... si tenga pure chi va a scroccare le anime nere. L’amicizia va in due sensi. Le telefonate tra amici, almeno una all’anno, dovrebbero essere corrisposte. E non basta offrire una birretta ogni tanto, quando il locale è deserto, non basta un nuovo pavimento a rendere più appetibile un posto se non c’è calore o, almeno, rispetto.
Bepi non è più lo stesso. I lavori, le concessioni o qualcosa d’altro l’hanno fatto spostare. Non è più nel parcheggio del Gasoline, è davanti al Lidl del Plebiscito. Uno non può più parcheggiare la macchina, accendersi una sana stroppa e farsi la passeggiatina, perché in tali condizioni attraversare il Plebiscito diventa un po’rischioso, giusto quel minimo. E non sentirò più puzza di salsiccia nel giardino di casa. Non alimenterà più la mia chimica. Non mi attirerà come il canto di una sirena. Non mi farà più compagnia dietro casa. Arrivedertci, Bepi. Con molto tabàsssco.
Quindi, perché non migrare?
Ah già. Domani due amici di vecchia data musicisti suonano in due posti diversi. E si chiamano entrambi come me. Solo che Fasolo è il cantante dei Jennifer Gentle e suona all’Unwound, e Cocci è il cantante (anche) dei Not For You e suona alla Gabbia. LSD o camicia di flanella?
Perché non emigrare? Cazzo, l’ho già detto.
SELF ESTEEM - THE OFFSPRING
I wrote her off for the tenth time today And practice all the things I would say But she came over I lost my nerve I took her back and made her dessert
Now I know I’m being used That’s okay man cause I like the abuse I know she’s playing with me That’s okay cause I got no self esteem
We make plans to go out at night I wait till 2 then I turn out the light All this rejection’s got me so low If she keeps it up I just might tell her no
When she’s saying that she wants only me Then I wonder why she sleeps with my friends When she’s saying that I’m like a disease Then I wonder how much more I can spend Well I guess I should speak up for myself But I really think it’s better this way The more you suffer The more it shows you really care Right? yeah yeah yeah
Now I’ll relate this little bit That happens more than I’d like to admit Late at night she knocks on my door Drunk again and looking to score
Now I know I should say no But that’s kind of hard when she’s ready to go I may be dumb But I’m not a dweeb I’m just a sucker with no self esteem