OGNI GIOVEDI 15-1630 SU RADIO SHERWOOD

5 GIUGNO DJSET @ MAGNOLIA - MI AMI FESTIVAL (MI)
DAL 18 GIUGNO AL 17 LUGLIO SHERWOOD FESTIVAL
19 GIUGNO DJSET @ BIG BOY
25 GIUGNO DJSET @ BANALE
26 GIUGNO DJSET @ WHATEVER (TRIESTE)
3 LUGLIO DJSET CON DENTE @ SHERWOOD FESTIVAL
DAL 25 MAGGIO, OGNI MARTEDI E VENERDI
@ BANALE COLONIA ESTIVA - PADOVA
RESIDENT @ NEW AGE, BANALE, WAH WAH CLUB, SHERWOOD
ESTRAGON AFRAID EVENTS
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THEN DON’T COME AROUND
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venerdì 5 marzo 2004 - ore 18:13
Karaoke
(categoria: " Vita Quotidiana ")
All'inizio degli anni '90 una diabolica invenzione arrivò dal Giappone. Un maledetto ingegnere della Pioneer, stanco di cartoni animati del menga (versione particolare di manga), decise che avrebbe voluto dare ad ogni uomo, se non 15 minuti, almeno 3 di gloria. Il sogno di chiunque: diventare una star alla fiera del paese, alla festa di compleanno della gnocca del quartiere, nel pub abituale, cantando come avresti fatto solo sotto la doccia. Presto il karaoke si diffuse su larga scala, quasi ogni locale aveva la diabolica apparecchiatura, e su tutti i monitor si leggevano i testi delle canzoni che si coloravano a ritmo. In sottofondo, struggenti video. Già, perchè le musiche venivano risuonate per l'occasione ed avevano bisogno di un accompagnamento visivo. Per sempre resteranno impresse nella mia mente le immagini stereotipate dei video per le basi dei Litfiba: il figo degli autoscontri con la basetta più lunga doveva imitare Pelù e saliva su un Califfo bardato come un'Harley Davidson pronto a rimorchiare la sbarbatella (baffuta però) del quartiere. I video delle basi di Vasco avevano come leit motiv la sigaretta sempre accesa del protagonista, che alcuni sostengono già in pensione per prematuri problemi ai polmoni sopraggiunti durante le riprese di "Gli spari sopra". I video di Ligabue avevano a che fare con bambini su altalene, vecchie autoradio che non funzionano, coppie filmate nell'atto di contagiarsi di mononucleosi a vicenda e catene di motociclette (probabilmente per rifarsi alla smorcia utilizzata dal cantante al posto del gel per capelli). Nelle basi di Masini si potevano osservare coppie felici ma anche improbabili tossicodipendenti. Il top però si raggiunge in pochi rari episodi. Per primo il video di Stayin'Alive, con il Tony Manero del quartiere alle prese con la figa di legno di turno, pronta a cedere alle sue avances "eleganti" (e sudate) solo alla fine. Primo esempio in tv di collezionista di acido lattico. Il Robert Plant "de noantri" in Stairway to Heaven, fresco di ceretta malriuscita al petto, ci fornisce improbabili evoluzioni davanti allo specchio. Imperdibile, come del resto Camilla Raznovich che prima di diventare una star di MTV si è cimentata in una struggente versione di "Tanta voglia di lei" in cui è alle prese con fragole afrodisiache ed un improbabile playboy di Mannoiana memoria. Risparmio i commenti sui video degli 883 per salvaguardare la salute di eventuali minori. Il karaoke comunque è stato esportato in televisione da quello che all'epoca era un baldo giovanotto, Fiorello. Si sostiene che il suo programma, in realtà, sia nato da un progetto di Berlusconi di far conoscere al mondo Katia Noventa prima di farle intervistare Fidel Castro. Stando alle recenti dichiarazioni di Fiorello, quello show era leggermente pilotato. Tale situazione ha portato a situazioni oltraggiose: nell'esibizione a Piazzola sul Brenta il mitico Gianni Dego, principe del liscio, è stato sconfitto da una ragazzina. Orrore e sdegno, specialmente quando ha detto a Fiorello "Eh, perchè, sa, io sono famoso" e si è sentito rispondere "Non mi sembra di averla mai vista prima". Cose che toccano veramente il cuore, un po'come l'amaro Montenegro o Tina di Uomini e donne. Ora i Karaoke funzionano sempre più spesso solo con testi sparati su sfondo blu da un computer. Per fortuna una legge non scritta sulla censura ha messo fine allo scempio dei video osceni trasmessi in precedenza. Chi va al Karaoke è facilmente riconoscibile, generalmente ha "la sua serata" e staziona periodicamente nel solito locale. E'stimato da tutti gli avventori che addirittura a volte gli offrono un bicchiere di spuma. Ma quando arriva a casa, nell'oscurità della sua stanza, non può fare a meno di pensare a quel caro saltimbanco del pappagallino verde che infiniti lutti addusse ai locali. Vado a studiarmi "Fiumi di parole", stasera duetto con Gwyneth Paltrow

LUKA - SUZANNE VEGA
My name is Luka
I live on the second floor
I live upstairs from you
Yes I think you've seen me before
If you hear something late at night
Some kind of trouble. some kind of fight
Just don't ask me what it was
Just don't ask me what it was
Just don't ask me what it was
I think it's because I'm clumsy
I try not to talk too loud
Maybe it's because I'm crazy
I try not to act too proud
They only hit until you cry
And after that you don't ask why
You just don't argue anymore
You just don't argue anymore
You just don't argue anymore
Yes I think I'm okay
I walked into the door again
Well, if you ask that's what I'll say
And it's not your business anyway
I guess I'd like to be alone
With nothing broken, nothing thrown
Just don't ask me how I am
Just don't ask me how I am
Just don't ask me how I am
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venerdì 27 febbraio 2004 - ore 11:47
a parte le cazzate
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Visto che avete la sfiga di essere capitati su questa pagina, vi invito a leggere e - se lo ritenete opportuno - firmare (e passare parola a riguardo) quanto contenuto in questa pagina ->LINK
Grazie
STAY - LISA LOEB
You say I only hear what I want to
You say I talk so all the time so
And I thought what I felt was simple
And I thought that I don't belong
And now that I am leaving
Now I know that I did something wrong
'cause I missed you
Yeah yeah, I missed you
You say I only hear what I want to:
I don't listen hard, don't pay attention
to the distance that you're running
To anyone, anywhere
I don't understand if you really care, I'm only hearing negative: no, no, no
So I turned the radio on, I turned the radio up
And this woman was singing my song:
Lover's in love and the other's run away
Lover is crying 'cause the other won't stay
Some of us hover when we weep for the other who was
Dying since the day they were born
Well, well, this is not that
I think that I'm throwing, but I'm thrown
And I thought I'd live forever, but now I'm not so sure
You try to tell me that I'm clever
But that won't take me anyhow, or anywhere with you
You said that I was naive
and I thought that I was strong
I thought, "hey, I can leave, I can leave."
Oh, but now I know that I was wrong,
'cause I missed you
Yeah, I miss you
You said, "You caught me 'cause you want me
and one day you'll let me go
"You try to give away a keeper, or keep me
'Cause you know you're just scared to lose
And you say, "Stay."
You say I only hear what I want to
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PERMALINK
martedì 24 febbraio 2004 - ore 14:24
grazie Max
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Anche se per l'album dovrò aspettare il 10 marzo... grazie per ogni nota, ogni parola cantata, ogni pensiero che ne scaturisce, ogni cosa che succede accompagnata dai tuoi pezzi. Grazie perchè da quando ascolto la tua musica la mia vita è cambiata, davvero. E adesso aspetto speranzoso il quinto album e il concerto. Il ventottesimo.

LA NOSTRA VITA NUOVA - MAX GAZZE'
questa volta sembra proprio vero
che qualcosa sta cambiando
come fili di vento leggero
le nostre vite allo sbando
come il caldo che scioglie l'inverno
quel che resta del giorno
ha un sapore diverso
diverso
quando tu compari piano
sulla mia parete bianca
appena dipinta
da un'incantevole mano
come l'alba che abbaglia l'inverno
quel che resta del buio
ha un colore diverso
diverso
questa volta non avrò paura di poter sbagliare ancora
tu mi dai la forza e quel senso della vita che non c'era
l'infinito immenso stava qui sospeso con il fiato in gola
ad aspettare fino a adesso
la nostra vita nuova
ora parla al tuo compagno
e digli che l'amore spiega
le cose che la gente nega
le cose che tutti fanno
come il caldo che scioglie l'inverno
quel che resta del giorno
ha un odore diverso
diverso
questa volta non avrò paura di poter sbagliare ancora
tu mi dai la forza e quel senso della vita che non c'era
l'infinito immenso stava qui sospeso con il fiato in gola
ad aspettare fino a adesso
la nostra vita nuova
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PERMALINK
sabato 21 febbraio 2004 - ore 12:43
Quote day
(categoria: " Poesia ")
"Ci sono giorni in cui la vita non la capisco.
E in quei giorni spaventosi io vorrei spiarmi da un angolo lontanissimo per vedere meglio il panorama di questo personaggino presuntuoso tutto naso ed orgoglio che si fa domande importanti prima di aggiungere alcool al suo sangue incapace di organizzare un diversivo valido, vorrei osservarlo e ridere mentre con le mani si preme le tempie come se quelle poverette potessero dargli un succo, mentre recita lo sforzo ridicolo per calamitare qualche applauso di compassione, piccolo mammifero troppo distratto dagli avanzi dell'aria per accorgersi di girare in se stesso come un cavatappi, con gli occhi precipitati nel cielo da così in basso che quell'immenso soffitto azzurro e perfetto gli sembra perfino parte di una scenografia intelligente.
Ma dov'è l'intelligenza nel non saper godere di ogni singolo bellissimo istante che balla sensuale dentro un minuto, e del milione di millimetri che si sono persi quando un chilometro finisce?
Ci sono giorni in cui la vita la capisco.". Questa è di Francesco Gazzè, fratello del più famoso Max.
Quando piove non c'è proprio tantissima voglia di scervellarsi a partorire cagate, quindi è meglio parlare con la bocca degli altri.
E c'è un altro fratello di un amico che suona bene con la sua aria seriosa che fa dei bei concerti. Onore ai Pornopilots e pure un po'al buon Luca "Dido". Signori angeli, gentilmente, smettereste di pisciarci in testa per oggi? Grazie
COSÌ COM'È - PORNOPILOTS LINK
Ciò che ti appartiene ti conviene
E questo tu lo sai
Cos'hai da dire, preferisci sparire
Tanto capirai
Cos'hai paura, non sei sicura
Ma se non rischi mai
Buona fortuna, buona fortuna
Se non la cerchi non ce l'hai
Non ce l'hai.
Se non ti va di pensare
A come potrebbe andare
Accogli tutto come è
Accogli tutto come è
Se non ti va di pensare
A come potrebbe andare
Accogli tutto come è
Accogli tutto come è
Ciò che ti appartiene mi sconviene
E questo non lo sai
Guarda il cielo, guarda la luna
Chissà chi vedrai
Cos'hai da dire, preferisci sparire
Tanto capirai
Buona fortuna, buona fortuna
Se non la cerchi non ce l'hai
Non ce l'hai.
Se non ti va di pensare
A come potrebbe andare
Accogli tutto come è
Accogli tutto come è
Se non ti va di pensare
A come potrebbe andare
Accogli tutto come è
Accogli tutto come è
Com'è. com'è.
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PERMALINK
venerdì 6 febbraio 2004 - ore 14:32
in loco munitissimo
(categoria: " Riflessioni ")
L'Arcella non è solo stronzate su cui ridere, non è solo il nuovo bronx di Padova, è il posto dove da quando son nato, parentesi bolognese a parte, vivo e passo la maggior parte del mio tempo. Camminare per il vialone principale, rivedere i negozietti dove entravo da piccolo, prima che i cinema diventassero multisala o bingo, prima che ci fosse una sottospecie di centro commerciale, mi fa salire un groppo dentro. In questi giorni il mio quartiere me lo sono goduto a piedi da cima a fondo, come non facevo da tempo o forse non avevo fatto mai. I ricordi affiorano ad ogni stradina. La mia amica Sara studia psicologia e dice che l'olfatto è il senso che per primo risveglia il cervello, stimola i ricordi. Sarà per questo che è d'istinto scappare quando si sente odore di merda, per strada come nelle persone. E per questo forse passando davanti ai panifici puoi essere fatto, sbronzo, incazzato con il mondo o distratto ma di colpo ti senti "buono", senti quell'odore di pane che esce e ti riporta indietro quasi fossi ancora un bambino che tiene per mano la nonna nell'attesa di farsi regalare un ovetto kinder. E giri alle panchine di via Saetta, tra il tuo primo liceo e le case della tua vecchia compagnia, ti siedi e accendi una sigaretta. Una volta avevi il pacchetto da dieci perchè avevi 15 anni, ed ogni volta che passava qualche macchina conosciuta gettavi il tuo prezioso cilindretto di tabacco da 210 lire a terra. E poi avanti per le stradine, e rivedi una strada moderna dove a parte un bar è rimasto solo un vecchio baluardo di quelli che come un anziano vedi come "i tuoi tempi": la casa di Manu. La casa di quella ragazza che veniva sempre in discoteca, che veniva sempre in compagnia, ma con la quale non ci provava nessuno. Troppo sofisticata, sempre curatissima per non piacere o non destare interesse, troppo "qualcosa che non si capisce" per piacere a chiunque. Manu attirava le persone ma non piaceva a nessuno. Era simpatica, carina, gentile. Ma quando parlava non diceva niente. Aveva però una cosa che nessuno avrebbe potuto sostituire nella nostra compagnia: il vecchio fienile. Un rimasuglio forse di una stalla, nessuno ha mai capito cosa fosse, noi lo chiamavamo il fienile. Dietro la villetta modesta, una specie di piccolo capannone coperto ma aperto sul davanti, con dentro un paio di macchine troppo vecchie e malconce persino per poter essere considerate da collezionisti. Sotto quel capanno c'erano resti di sigarette, canne, pacchi di biscotti. C'era un misto di odori più confuso di quello di una profumeria sotto Natale. Ogni giorno c'erano persone diverse, la nostra compagnia più qualcuno di non ben definito, jolly che cambiavano come cambiava il tempo. Perfetti sconosciuti, che magari vedevi una volta e non rivedevi più. La cosa assurda è che spesso non c'era neanche la Manu. Suonavi il campanello, magari giusto perchè volevi fumarti una cicca in compagnia, la madre ti diceva che lei non c'era ma ti faceva entrare. Entravi e ti rendevi conto che nel "capanno" c'era già una decina di persone. E ti mettevi lì. Mancava il cartello "Comunità incontro" e poteva sembrare persino una sottospecie di patronato. Gente con i libri il pomeriggio nell'utopia di ripassare, o con le cartelle la mattina perchè si andava lì anche per bruciare. Gente che parlava delle materie da portare a settembre come dei due etti di marijuana che avevano trovato nella casa del vicino. Ragazze che piangevano e ragazze che ridevano, un'officina improvvisata per trasformare un "sì" in una harley davidson, un vecchio divano che sembrava un emmental ormai. Era triste, era una perdita di tempo. Ma era il rifugio dal mondo, come il rifugio anti-zio di qui quo e qua. Facevi un incidente in motorino? Manco andavi a casa, andavi dalla Manu. Con i jeans bagnati perchè pioveva, senza sigarette perchè ti erano cadute. Lì c'erano. Non c'era un bicchiere d'acqua perchè in casa non si entrava salvo alle feste comandate, ma c'era tutto. C'erano amici e possibili amici disinteressati. Puri fancazzisti sconosciuti magari. Ma non eri mai solo. Adesso il cancello è chiuso. Mi chiedo solo da quanto lo sia e perchè non me ne sia mai accorto prima, perchè passi ogni giorno davanti alle cose e non ci fai attenzione.
COMFORTABLY NUMB - PINK FLOYD
Hello.
Is there anybody in there?
Just nod if you can hear me.
Is there anyone home?
Come on, now.
I hear you’re feeling down.
Well I can ease your pain,
Get you on your feet again.
Relax.
I need some information first.
Just the basic facts:
Can you show me where it hurts?
There is no pain, you are receding.
A distant ship’s smoke on the horizon.
You are only coming through in waves.
Your lips move but I can’t hear what you’re sayin’.
When I was a child I had a fever.
My hands felt just like two balloons.
Now I got that feeling once again.
I can’t explain, you would not understand.
This is not how I am.
I have become comfortably numb.
Ok.
Just a little pinprick. [ping]
There’ll be no more --aaaaaahhhhh!
But you may feel a little sick.
Can you stand up?
I do believe it’s working. good.
That’ll keep you going for the show.
Come on it’s time to go.
There is no pain, you are receding.
A distant ship’s smoke on the horizon.
You are only coming through in waves.
Your lips move but I can’t hear what you’re sayin’.
When I was a child I caught a fleeting glimpse,
Out of the corner of my eye.
I turned to look but it was gone.
I cannot put my finger on it now.
The child is grown, the dream is gone.
I have become comfortably numb.
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lunedì 2 febbraio 2004 - ore 00:06
7
(categoria: " Vita Quotidiana ")


THE RAIN SONG - LED ZEPPELIN
This is the springtime of my loving-
the second season I am to know
You are the sunlight in my growing-
so little warmth I've felt before.
It isn't hard to feel me glowing-
I watched the fire that grew so low.
It is the summer of my smiles-
flee from me Keepers of the Gloom.
Speak to me only with your eyes
it is to you I give this tune.
Ain't so hard to recognize-
These things are clear to all from
time to time. Ooooh...
Talk Talk-
I've felt the coldness of my winter
I never thought it would ever go
I cursed the gloom that set upon us...
But I know that I love you so
but I know that I love you so.
These are the seasons of emotion
And like the winds they rise and fall
This is the wonder of devotion-
I see the torch we all must hold.
This is the mystery of the quotient-
Upon us all a little rain
must fall, Just a little rain?
ooooh, yeah yeah yeah!
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mercoledì 21 gennaio 2004 - ore 12:11
Rapporti di buon (?) vicinato
(categoria: " Riflessioni ")
La mia è una piccola strada. Le case sono più che altro condomini da massimo 8 appartamenti, ci si conosce tutti. Con gli anni alcune famiglie sono andate a stare altrove ed hanno lasciato il posto ad altri, ma i miei vicini resteranno sempre un fattore fondamentale per la mia crescita.
Ho la fortuna di conoscere "la migliore". Si può dire che stia invecchiando serenamente: ormai ha 80 anni ma la ricordo sempre uguale, fin da quando ero piccolo, ed è sempre arzilla e sorridente. Si sospetta di un flirt tra lei e Francesco Baccini, la strofa "le donne di Padova guardano dietro ai vetri" si sposa perfettamente al suo modus vivendi: lei ama le finestre. O, meglio, le porte-finestre, quando arriva una macchina. Per il bene della famiglia è rimasta in casa, ma Tom Ponzi e diverse agenzie investigative se la sono contesa a lungo. Lei conosce tutto quello che succede nel vicolo, ogni persona che entra o che esce viene da lei vista e catalogata in non so quale database. Da quando ha visto per la prima volta CSI in tv gira per la stradina con strani strumenti per rilevare impronte e catturare polveri che possano aiutare chiunque a sapere chi si è anche solo girato con la macchina. Intrattiene gli ospiti con simpatiche orazioni. Ed è proprio l'ars oratoria il suo forte, ha creato una lingua tutta sua.
Tra le sue frasi celebri:
- "Mia cognata non capisse un casso ormai, sarà el timer"
Gli eredi Alzheimer hanno pronta una causa per violazione del diritto d'autore
- "Il cane tossisce, sì, ma de sicuro no xe cianuro"
Il riferimento al cimurro è sottile e velato
- "Che schifo, jero al semaforo e g'ho visto due presbite che se basava"
Anche il movimento lesbiche è pronto ad una rivoluzione contro questo suo grave atto d'intolleranza, appoggiate dall'unione italiana ottici ed oculisti per "procurato allarme"
Tutto questo rende il quartiere più pittoresco ed allegro. Ma a creare ulteriore scompiglio c'è "la benefattrice". Settantenne iscritta ad ogni associazione di volontariato possibile, ha tappezzato la sua auto con gli stemmi di tali Onlus e simili. Il suo (altissimo) reddito da una quarantina d'anni è dato dalle notti di assistenza ai malati in ospedale. Risulta però nullatenente. Voglio conoscere il suo commercialista!
Anche lei, comunque, ama interessarsi dei fatti altrui, ama soprattutto riferire ai genitori gli orari di rientro che spaccano il minuto (ed i coglioni) del figlio la notte (meglio dire mattina) precedente. Esiste però una giustizia, che le ha dato tanta teresina da farle lasciare la biancheria stesa in terrazza ogni volta che un temporale, un uragano, un ciclone, un tornado o qualsiasi cataclisma si abbatte su Padova.
Importantissimo è anche l'architetto creativo. Ormai sessantenne, dai gusti discutibili quanto a creazioni immobiliari, ritiratosi dal lavoro si è dato all'arte. Per modo di dire. E'facile vederlo in giardino con temperature polari dipingere quadri improbabili o realizzare sculture talmente astratte che lui stesso, per comprenderle, va dall'analista. E'stato persino consigliere comunale, trombato poi dal suo partito stesso. La sua voce sembra un lamento da telenovela e, purtroppo, frequenta la mia stessa palestra, motivo per il quale cerco di evitare il dialogo trasformandomi in Carl Lewis sul tapis-roulant.
Molto importante è la spinta "villaggio globale" che il mio quartiere ha vissuto in questi anni, tanto è vero che oltre alle indicazioni stradali per "centro" e "Venezia" se n'è affiancata un'altra per "Bucarest". Cinque anni fa nella mia via è arrivata una famiglia di 4 signori rumeni, una coppia più la famiglia del figlio. Poveri, decisamente. Dopo un mese in quella casa, infatti, vivevano in nove. La loro vicinanza mi ha fatto conoscere, però, solo due aspetti della loro cultura
- ogni domenica mattina si lava la macchina ascoltando, sempre, per anni, la cassetta dei Vengaboys
- la grilla, la loro grigliata di carne del weekend, utilizza aromi (che si propagano nell'aria) dichiarati tossici ed illegali da 9 Stati su 10
Quando hanno cambiato casa ci è dispiaciuto, sono stati ottimi vicini e abbiamo mantenuto un buon rapporto, tanto che c'hanno invitato a vedere la loro nuova dimora.
Dopo anni di lamentele sulla loro povertà, però, ho dei sospetti sulla liceità dei loro affari: hanno comprato una villa fantastica a Vigonovo. In contanti. A volte mi chiedo se siano gli eredi Ceausescu. A sostituirli, nella via, sono arrivati una ventina di loro connazionali, stavolta molto riservati.
A far svegliare l'animo però è la famiglia di colei che tutti chiamano "l'idiota". Lei, settant'anni ormai, passa le giornate a rastrellare i sassi del giardino. La figlia c'è tutto il giorno, non fa un cazzo dalla mattina alla sera se non fumare un paio di pacchetti di sigarette. Dei due nipoti, la bambina ha passato la prima infanzia (che per lei è durata fino ai sei anni) urlando "aaaaaaaaa" dal terrazzo. Mattina, mezzogiorno e sera.
E'grazie a questa famiglia che mi sento normale. Da Little Bucarest è tutto, a voi la linea. Lunga vita all'Arcella.
ENTRE DOS TIERRAS - HEROES DEL SILENCIO
te puedes vender,
cualquier oferta es buena
si quieres poder..
que facil es
abrir tanto la boca para opinar,
y si te piensas echar atras
tienes muchas huellas que borrar.
dejame, que yo no tengo la culpa de verte caer,
si yo no tengo la culpa de verte caer.
pierdes la fe,
cualquier esperanza es vana
y no se que creer;
pero olvidame, que nadie te ha llamado
ya estas otra vez.
dejame, que yo no tengo la culpa de verte caer,
si yo no tengo la culpa de verte caer...
entre dos tierras estas
y no dejas aire que respirar
entre dos tierras estas
y no dejas aire que respirar
dejalo ya,
no seas membrillo y permite pasar,
y si no piensas echar atras
tienes mucho barro que tragar.
dejame, que yo no tengo la culpa de verte caer,
si yo no tengo la culpa de verte caer...
entre dos tierras estas
y no dejas aire que respirar,
entre dos tierras estas
y no dejas aire que respirar
dejame, que yo no tengo la culpa de verte caer,
si yo no tengo la culpa de verte caer...
entre dos tierras estas
y no dejas aire que respirar,
entre dos tierras estas
y no dejas aire que respirar
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PERMALINK
giovedì 8 gennaio 2004 - ore 13:59
Solidarietà
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...per i venditori di rose ed i mendicanti orfani dei semafori da quando ci sono i rondò. Voci di corridoio sempre più insistenti indicano che saranno effettuate manifestazioni ed atti dimostrativi che sfiorano quelli dei kamikaze sotto la sede dell'assessorato alla mobilità. In effetti ora molti pakistani divenuti con gli anni esperti in botanica dovranno iscriversi al collocamento e riciclarsi. Superfluo dire che, visto il disegno di legge di Fini, appare lontana una possibilità di loro impiego per la coltivazione di Cannabis terapeutica. Benvenuti saranno, invece, per la sua vendita a livello "outlet". Per quanto riguarda i nomadi dediti all'accattonaggio, invece, si prospetta un futuro multimediale. I Nomadi, infatti, si sa, sono abili nel produrre cd. CD-Rom.
Ai musicisti di strada, inoltre, posto assicurato nella rotonda più musicale della storia della viabilità, il Rondò Veneziano.
Ok, mi nascondo
SO FINE - GUNS N'ROSES
How could she look so fine
How could it be she might be mine
How could she be so cool
I've been taken for a fool so many times
It's a story of a man
Who works as hard as he can
Just to be a man who stands on his own
But the book always burns
As the story takes it turn
An leaves a broken man
How could she be so cool
How could she be so fine
I owe a favor to a friend
My friends they always come through for me
Yeah
It's a story of a man
Who works as hard as he can
Just to be a man who stands on his own
But the book always burns
As the story takes it turn
An leaves a broken man
If you could only live my life
You could see the difference you make to me
To me
I'd look right up at night
And all I'd see was darkness
Now I see the stars alright
I wanna reach right up and grab one for you
When the lights went down in your house
Yeah that made me happy
The sweat I make for you
Yeah...I think you know where that comes from
Well I'd look right up at night
And all I'd see was darkness
Now I see the stars alright
I wanna reach right up and grab one for you
When the lights went down in your house
Yeah that made me happy
The sweat I make for you
I think you know where that comes from
How could she look so good(So good)
How could she be so fine
How could she be so cool
How could it be she might be mine
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venerdì 2 gennaio 2004 - ore 17:45
6
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ANGEL INTERCEPTOR - ASH
I stayed in last night
I wasn't feeling alright
I knew it couldn't last
I started thinking of you
Oh and I wished we could be dancing in the dark
Really slow
Oh it's good to know, tomorrow you are coming home
I won't be so alone
I feel heaven in you, dont you know I feel heaven in you
Dont you know I feel heaven in you
Oh its true
I cant let go
I miss you, oh you know
Sitting alone, with the TV on
I fell asleep, I was hoping youd call
And I dreamed we were dancing in the dark
Really slow
Oh it's good to know, tomorrow you are coming home
I wont be so alone
I feel heaven in you, dont you know I feel heaven in you
Dont you know I feel heaven in you
Oh it's true
I can't let go
I miss you, oh you know
Angel Interceptor, Apollo 21, Uri Gargarin
Flew into the sun
The angels in heaven look down where he lay
Well tomorrow youre coming home
I feel heaven in you, dont you know I feel heaven in you
Don't you know I feel heaven in you
Oh it's true
I can't let go
I miss you, oh you know
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PERMALINK
mercoledì 31 dicembre 2003 - ore 16:40
2003
(categoria: " Vita Quotidiana ")
san vito al tagliamento a capodanno, bluroom, kalispera, country star 11 gennaio, mina sulla porta del "campagnaro", trivial alcolico, quaglia, city hall come sempre anche di più, tricarico al banale, dakota, san valentino allo sherlock, pachuca sempre pachuca, festini buei, cenona al black eagle, beehive alla cantina del gufo, carnevale al privè chateau, carnevale a venezia, sica vs peoco, refosco, la disce che mi regala il gin, allarme rossi, prandin, una festa di compleanno memorabile al city hall, compleanno gabriel, erba, compleanno mare, da bepi all'arcella con danilo e cladio all'edicola a pasqua, pasquetta a tezze sul brenta e bassano, compleanno cia al castellaro, motoraduno a fratte, cena palestra fitness formula, jessica & gruppo di vasco con pork, degustazioni alle osterie moderne, distruzione alle "fattorie", punta canna, nuoto 2000, monte della madonna, banale, heineken jammin'festival, incontro col blasco a pieve, concerto jenna jam al greenwich e si canta, battiato all'arena di verona, kikka, fistomba, addio al celibato di david del greenwich a jesolo, sbaro in moto con zilvio, ospedale, gessi e punti, papessa, belleparti, fisioterapia, puglia, gardaland, oktoberfest a monaco, innsbruck, ritorno cate da cuba, mercatini di natale a bolzano, refosco, city hall
il cerchio continua a girare..
ciao anno strano
e per la prima volta una canzone fa bis, che sia di buono auspicio
C'E'IN GIRO UN'ALTRA RAZZA - MARCO CONIDI
Hanno detto che c'è in giro un'altra razza
finalmente c'è qualcuno che s'incazza
che spara sulla vita Bang Bang
ma la vita dov'è?
Hanno visto in giro gente che è felice
di giocarsi tutto a testa o croce
e non gli importa che sia tutto buio
oppure
tutta luce...
Smetti di contare quanti anni hai
quello che volevi e quello che non hai
Prendi la tua vita in un pugno
fai l'amore con lei
Che c'è in giro un'altra razza
che non ti darà
nessuna certezza nell'anima
trascinano dentro...
Tutta la rabbia del mondo...
Hanno detto che c'è in giro gente nuova
si, però che cosa straordinaria
scrivilo sui muri, dai, scrivilo nell'aria
Gli altri ti diranno che non si fa
che sei tu l'egoista mica la realtà
ma abbiamo questa vita sola
e un'altra chi ce l'ha?
E c'è in giro un'altra razza
che non ti darà
nessuna certezza nell'anima
trascinano dentro...
Tutta la rabbia del mondo...
C'è in giro un'altra razza nel mondo
qualcuno che non stava piangendo
qualcuno che va in giro gridando
C'è in giro un'altra razza nel mondo
C'è in giro un'altra razza davvero
e che non sta chiedendo perdono
ora lo sai, non sei più da solo
C'è in giro un'altra razza
"Fanculo"!
C'è in giro un'altra razza...
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