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momo, 3x anni
spritzino di Padova / Little Bucarest (Arcella)
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ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...




ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Sicapunk con la maglietta di Neffa!
2) Sicapunk che ascolta i POOH

MERAVIGLIE


1) il gin lemon
2) atmosfera ovattata post-balla
3) poter stare in silenzio senza il bisogno di spiegarne il significato...
4) gli stranimali
5) la voce di eddie vedder ed i pearl jam
6) la mozzarella e i derivati del maiale (per gli amici pig)
7) "tears of the dragon" di bruce dickinson ascoltata di notte in cuffia al buio con la finestra appena aperta e una birretta in mano.. qualcuno ha da accendere?
8) lo stroh-rum di momo!!!!


OGNI GIOVEDI 15-1630 SU RADIO SHERWOOD


5 GIUGNO DJSET @ MAGNOLIA - MI AMI FESTIVAL (MI)
DAL 18 GIUGNO AL 17 LUGLIO SHERWOOD FESTIVAL
19 GIUGNO DJSET @ BIG BOY
25 GIUGNO DJSET @ BANALE
26 GIUGNO DJSET @ WHATEVER (TRIESTE)
3 LUGLIO DJSET CON DENTE @ SHERWOOD FESTIVAL

DAL 25 MAGGIO, OGNI MARTEDI E VENERDI
@ BANALE COLONIA ESTIVA - PADOVA

RESIDENT @ NEW AGE, BANALE, WAH WAH CLUB, SHERWOOD
ESTRAGON AFRAID EVENTS

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THEN DON’T COME AROUND
CAUSE I’M GONNA BURN ONE DOWN
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venerdì 30 maggio 2003 - ore 22:18


Senza titolo - 2
(categoria: " Pensieri ")


Una volta c'era una cosa. C'era un partire la mattina per andare a fare la vita di tutti i giorni. Sette, sveglia, sette e dieci, doccia, sette e venti, brioche e cioccolata calda, sette e mezza in polleggio sul letto a guardare videomusic, otto in piedi. Controlla che la caldaia sia spenta, stendi fuori la roba da vestire, vuota il posacenere della notte nel rusco, lava i bicchieri, dai giusto una parvenza di ordine, guardati intorno, chiudi la porta a chiave, ascensore, compra merendina da Palladino, inizia i tuoi 2 kilometrini della mattina. Passa il ponte sul rigagnolo che qualcuno chiama fiume Reno, guarda le facce dentro le macchine, sugli scooter, sulle biciclette, fai un tiro di sigaretta, guarda quella gran gnocca dell'assicuratrice già in ufficio e chiediti per la centesima volta se lì dentro ci dorme, fai un altro tiro di cicca e spegnila che ormai sei al filtro. Passa davanti all'asilo sotto gli sguardi delle mamme che vedono uno che cammina quasi senza meta per un paesino dove si conoscono tutti. Tutti tranne te che sei "ospite". Fatti il vialetto dei cani, assisti al loro concerto, poi spegni l'allarme se qualcuno non è arrivato prima di te, gira la chiave, scegliti che cd ascoltare in ufficio dal magazzino, sali le scale, accendi il portatile, accendi il cubo, tira su la tapparella e fatti un twinings al bollitore. Sì, perchè è un ufficio figo, c'è anche tutto per mangiare e bere. La tua giornata trascorre tra una telefonata, un ftp che non va, un fax che tarda ad arrivare, gli avvisi di anomalie del server, le chiacchere inevitabili visto che sei in un ufficio di sole donne a parte te e pure te chiaccheri parecchio, la telefonata al pizzaiolo che ti porta in ufficio il pranzo, le pause sigaretta più o meno numerose. Ordinaria amministrazione, insomma. Poi però arrivano le sei. Qualcuno sembra preparare i bagagli, te compreso. Inizia la fibrillazione. Kilometri, una quindicina abbondante. Paesi dai nomi che nemmeno ricordo, campagna che ti passa di fianco, poi eccoti arrivato al capannone. L'atmosfera è quella di una festa, un ambiente rilassato, tranquillo, tutti pronti per fare qualcosa insieme, qualcosa in cui si crede. Prendi posizione, allacci la tua ethernet al tuo portatile e tutto funziona come se fossi nel tuo ufficio. E'tutto tuo, è tutto di quelli che ti stanno intorno. Arrivano e ti passano accanto e si mettono a chiaccherare quelle stesse persone per cui qualche anno, mese, settimana o giorno prima magari hai urlato ad un concerto. Quelli che ti fanno schifo, quelli che ti lasciano indifferente. Persone però, persone che hanno due gambe e due braccia a differenza di come le vedi di solito. Persone che son le prime ad arrivare vicine a te a parlare dei massimi sistemi come a scroccarti una sigaretta o chiederti di guardare la propria email sul tuo computer. Ore venti. L'atmosfera non è più tanto rilassata. Tutti urlano, il soundcheck non fa capire un cazzo, c'è chi sta male, c'è chi pensa di mangiare, chi ha voglia di farsi un goccetto e chi una doccia. Chi fuma nervosamente e chi si riempie di vitamine. Decine di persone tutte lì in ballo. Mi ha sempre dato l'idea del box Ferrari durante il gran premio. E la scena di tutti che festeggiano insieme è quello che succede di lì a poco. Sembra di stare a Cape Canaveral. O almeno penso a Cape Canaveral sia così, con il timer e tutti con lo sguardo a monitor e a chi ti sta accanto, alle sale di fianco. Ci son più computer che sull'enterprise, più videoregistratori e stereo che da mediaworld. Il suono cresce. Sale, sale il rumore, sale il vociare, salgono i nervi e le incazzature. Ore venti e 30, tutti guardano l'orologio, mancano 5 minuti. Ore venti e 34, Gigi Sabani sta finendo la televendita della Garelli. Nero. Non è come il nero alla radio, dove due secondi di silenzio ti mandano in panico, ma per te che ci sei dentro a quello che verrà dopo il nero, due secondi di schermo nero sono il panico. La regia video fa il superimpose del logo. Il tuo boss inizia a parlare. Partono le note di una canzone, la "tua" sigla. Scorrono sul video immagini. Immagini da lì a 8 anni prima, momenti colti qua e la. Tu batti il piede con la sigla e un po'di palpitazioni ce le hai, stai sfornando la pizza con cui vuoi vincere il campionato del mondo, una fetta di mozzarella l'hai messa tu e se non si è fusa bene e fa cagare la gente si ricorderà che quella pizza faceva cagare. Canti la sigla e la vivi, tante volte avevamo sorrisi idioti durante la sigla, sguardi seri di colpo, mani pronte ad applaudire che sudano, occhi un po'lucidini. Finisce e sfuma la sigla e inizia tutto. In realtà tutto è iniziato quando hai deciso di svegliarti e non stare a letto, ma per chi è fuori inizia lì. E tu lo sai, perchè anche tu sei fuori, sei stato fuori, hai sentito il bisogno, la voglia di cambiare canale. Per arrivare lì o per andarsene, ma hai usato quel cazzo di telecomando. E vorresti che chi è fuori adesso, al posto tuo, non potesse più usare il telecomando una volta arrivato lì, ed avesse un qualcosa di simile ad un orgasmo per quello che state facendo, quella sensazione che non ti fa muovere dal divano, che ti fa essere sbrigativo con chi ti chiama, che anche se sei in casa e non sei uscito ti fa stare bene. Stare in pace, questo per me era l'obiettivo. Per ore corri avanti e indietro per gli studi, ti prendi parole e prendi a parole gli altri. Godi nel sentire chi ti piace, sbuffi perchè c'è quello che detesti. Ma tutti sono lì a comporre sto cazzo di puzzle dove ci sei pure te dentro. Ed è adrenalina, ed è sesso, ed è cibo, ed è alcool, ed è droga che senti dentro. E poi piano piano sfuma. E finisce. E lì vorresti solo andare a letto dopo aver visto le facce felici della gente che è venuta lì a fare il pubblico. Ti sei sbattuto una settimana apposta, cazzo. O magari non hai fatto nulla di particolare ma ci hai sperato. La tua ragazza magari ti ha appena lasciato ma tu per quasi tre ore non potevi permetterti di pensare a questo, sei lì per qualcosa, sei stato scelto per qualcosa, e hanno scelto te e non l'eroe superstimato che c'è in giro. Finisce e ti fai sorrisi con gli altri o boccheggi chi ti passa di fianco perchè è stato uno stronzo. Cenone. Con illustri sconosciuti e conosciuti. Ma stasera siamo tutti sulla stessa barca e quindi è indifferente chi o a chi tu chieda di passare il formaggio. Alle tre e mezza se va bene vai a nanna. E c'hai ancora tutto nella testa. Sai che il giorno dopo ti sveglierai e ricomincia tutto daccapo, ma ne sei felice. Eri anche tu quello che è andato in onda, magari ti sei impegnato da matti ma ha fatto schifo? Anche tu hai fatto schifo e la prossima volta farai il triplo. Perchè ti piace. Perchè per quanto ti possa lamentare, lì, ci godi, e credo non si possa spiegare. E non ti devi spaventare se quando anni dopo sei ad un concerto e senti "quella" canzone, la tua sigla, e sei lì che salti e canti mentre ascolti tutte le immagini che ti passano dentro, perchè parlano, non è che tu le veda e basta, gli altri non ti capiscono. E allora sorridi e speri tutto torni come allora. Perchè tu sei quello che hai fatto e che hai vissuto. E fatto vivere agli altri che non sapranno mai chi sei.

CURE ME - ELISA

Oh, what a pleasure it's being crashed by the
power of thinking
the scents in the air can smell the events
but there's no way to touch anything now
I am fascinated by the smoke from this candle

Cure me, you know I would die for it,
I would die for it
I would die for it.
Cure me, you know I would die for it,
I would die for it
I would die for it.

Think I'm free from all the staff I always have to
bring with me
I swear it's a daily habit not a way to hide something
but still bad enough for me that I'm so blind
I won't take my eyes off the smoke from this candle.

Cure me, you know I would die for it,
I would die for it
I would die for it.
Cure me, you know I would die for it,
I would die for it
I would die for it.

Cure me I just need to be touched
by silence and noise
you cure me just with time
Cure me I just need to be touched
by silence and noise
you cure me just with time
cure me with no words but air, but air, but air

Cure me, you know I would die for it,
I would die for it
I would die for it.
Cure me, you know I would die for it,
I would die for it
I would die for it.


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venerdì 30 maggio 2003 - ore 11:54


Twin Peaks
(categoria: " Cinema ")


In un paesino dimenticato anche dalla de Agostini (che, ricordiamo, secondo Guccini ha ideato Rovigo e Ferrara perchè non sapeva cosa scrivere in quello spazio vuoto) nascono storie incredibili, al qual confronto tramaci ed inciuci nella propria cerchia di amicizie rischiano di diventare ciechi (un modo come un altro per dire che si fanno una pippa, insomma).
Twin Peaks, population 51.201. Ci si conosce tutti, ci si scambiano mogli, amanti, caschi per capelli, caschi di banane, casco blu (canzone di Pupo), caschi male se vuoi avere una vita tranquilla. Per prima cosa non sembra esistere un supermercato però gira un sacco di roba. Ecco svelato il perchè del termine "drogheria" che ancor oggi portano alcuni casolini. Poi, ovvio, non c'è un cane, è tutto artigianale, ma la polizia è geniale. Da una ripresa fatta da un baldo giovine senza nome alla malcapitata di turno si risale a lui zoomando con sofisticate apparecchiature sulla pupilla di Laura, che anzichè essere dilaniata dalle troppe trombe testè fumate riflette precisamente la moto del "regista" di turno. Mistero della fede. Laura Palmer, appunto. Una brava ragazza. Adorabile, adorata da tutti. Infatti mezzo paese ci va a letto. Chi gratis, chi dandole bamba, chi pagandola. Uomini, donne.. Bambini a twin peaks non sembrano esisterne. Giusto alla puntata 20 arriva un bimbo in fasce figlio della segretaria idiota del commissariato. Laura Palmer ha un diario che a confronto le confessioni di Heidi Fleiss sono un libro del catechismo. Ogni pagina è una sorpresa: "no, oggi non mi sento bene. Vorrei essere più felice", "oggi io e Audrey abbiamo fumato la prima sigaretta alla marijuana", "sono ninfomane", "ho paura di Bob", "ma perchè mi dovevano venire proprio oggi?" sono solo alcune delle perle di saggezza, quasi peggio del mio blog, oserei dire! Bob... lo spirito che segretamente vive incarnato nel padre di Laura, il quale quando si trasforma sembra Jai Hansen incalmato con Lorenzo Lamas. Bob, lo spirito che punisce l'impudicizia con l'impudicizia. Del resto il padre di Laura Palmer soffriva molto da quando aveva scoperto che la figlia batteva. Soprattutto perchè lo aveva scoperto prenotando due prostitute, ed affacciatosi per vederne in anteprima lo sguardo, vide sangue del suo sangue. Altro che la drammaticità di Diego Abatantuono ne "I fichissimi" alla scoperta di avere un fratello "ibbbbrido" ed una sorella "che sta con un noddddico", this is real drama. Poi Laura teneva le bustine di coca nel suo diario, insomma, una ragazza a modo, tanto per onorare la frase "io la coca[cola] me la porto a scuola" del Vasco nazionale. Ah, come in tutte le soap opera che si rispettino Laura ha una parente che è la sua sosia, sua cugina. Inutile dire che muore ammazzata, no?
Parliamo dell'agente Cooper. L'agente Cooper, Kyle McLachan, attore di recente nel ruolo di impotente in Sex and the city, dovrebbe essere il playboy della situazione, ma a Twin Peaks son tutte psicopatiche. Passa il tempo a parlare al registratore portatile in un monologo con una tale Diane. Dopo lunghe ed affannose nonchè estenuanti, ritardanti e stimolanti ricerche non si è ancora capito se Diane sia
1 un'amica immaginaria
2 la segretaria
3 la popolare pillola anticoncezionale
Quello che invece si è capito è che l'agente Cooper fondamentalmente è un pirla. Altro che il tenente Colombo, egli all'inizio capisce tutto al primo colpo, poi l'alzheimer si impossessa piano piano di lui e combina una serie di cagate allucinanti, fino ad avere le visioni di lui in una stanza rossa con un nanetto che per poco non gli salta addosso e lo sodomizza.
Sheryl Lee è una gran gnocca. David Lynch un grande regista. Angelo Badalamenti un grande compositore di musiche.
A me sto telefilm fa ancora una gran scagarella. Ma, forse, che non sia perchè è così pieno di cagate?

FALLING - JULEE CRUISE

Don't let yourself be hurt this time.
Don't let yourself be hurt this time.

Then I saw your face
Then I saw your smile

The sky is still blue
The clouds come and go
Yet something is different
Are we falling in love?

Don't let yourself be hurt this time.
Don't let yourself be hurt this time.

Then your kiss so soft
Then your touch so warm

The stars still shine bright
The mountains still high
Yet something is different
Are we falling in love?

Falling
Falling
Are we falling in love?


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venerdì 30 maggio 2003 - ore 02:36


Greenwich
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il greenwich fa parte della mia crescita (e non dite che son cresciuto male perchè lo so già, 'nfami!)..
E'uno dei pochi posti dove mi sembra di stare a casa.. salvo che sto meglio lì che a casa. Grazie David (PD), grazie Michela, grazie a tutti.
Vinicio parla per me

ALL'UNA E TRENTACINQUE CIRCA - VINICIO CAPOSSELA

Un'altra volta bionda
La serata sta finendo
E servi la mia birra dietro al bar
Negroni, whisky, Coca
Un Camparino con la soda
E il ghiaccio, il frigo, il rusco
C'è da cambiare pure il fusto
E il cliente è già servito
E la cassa ha registrato
L'ultimo drink all'avocado

E se passasse così in fretta
Come ora che è finita
Questa serata maledetta
Per cinquantamila lire
Un altro giorno ha da finire
Tra Negroni, whisky, trucco
Un narghilè con il tabacco
Qualche indirizzo nel cappotto
Per finire sotto il letto
Ma ti ricordi che hai servito dietro al bar

Chimay, Bacardi, Jamaican rhum
White Lady, Beck's bier, tequila bum bum
Dry gin, Charrington, Four Roses bourbon

Son state storie interessanti
Di risate in mezzo ai denti
Di amori messi sotto spirito a affogar
Di vecchi camionisti
Un po’ arrivisti, un po’ alcolisti
Con la moglie lasciata a casa ad ingrassar
Avventurieri di frontiera
Che non san passare il sabato sera
Senza finire ad ubriacarsi dentro un bar

Che strana razza è poi il cliente
C'è quello bello e intelligente
C'è il casinaro e l'invadente
C'è chi ascolta trasognato
C'è chi urla e sta sbracato
C'è chi la donna se la intorta
C'è chi gli fa la mano morta
Ma il cliente più divino
Il più richiesto ed invitante
È quello che offre, paga a tutti e fa il brillante

Chimay, Bacardi, Jamaican rhum
White Lady, Beck's bier, tequila bum bum
Dry gin, Charrington, Four Roses bourbon

E ci siam poi noi musicisti
Un po’ beoni, un poco artisti
Compagnoni e nati tristi
Sempre afflitti dal danaro
Perché la roba costa caro
Ma l'arte è cosa sacra e seria da salvar
Per cento sacchi alla serata
Facciamo una vita sregolata
Ma il grande mito ci ha fregato
Che sei un eroe se sei suonato

E per ultima la strofa più dolente
Quella ahimè sull'esercente
Dietro il banco o nell'ufficio
Intellettuale o ben vestito
Lui guadagna sempre poco
Tasse, IVA e forniture
Mamma mia quante paure
Con gli incassi son dolori
Per pagare i suonatori
Per pagare i suonatori

Chimay, Bacardi, Jamaican rhum
White Lady, Beck's bier, tequila bum bum
Dry gin, Charrington, Four Roses bourbon


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giovedì 29 maggio 2003 - ore 20:59


Alberto Camerini
(categoria: " Musica e Canzoni ")


LINK
"Non giudicare mai un libro dalla sua copertina". C'è un uomo a volte con la cresta a volte rasato e basta che si aggira per i cervelli degli italiani, specie di chi magari è attorno minimo ai 25 anni. Si aggira nelle loro orecchie raramente, magari, causa ostracismo televisivo, rimane parcheggiato tra vecchi vinili, confinato in scaffali di cd classificati come "musica italiana" dal ricordi o virgin della situazione, tra le riviste anni 80 impolverate dei collezionisti. Si aggira anche più giovane, vestito da Arlecchino, con i capelli di due milioni di colori diversi, dipende. Si aggira come sconosciuto, come rock/popstar, come punk, come autore teatrale, come ex divo da hit parade. Si aggira, ed è bello questo verbo perchè mi ricorda il cerchio che fanno tutte le cose.
Alberto Camerini, nato in Brasile nel '51, tornato in Italia dopo qualche anno, chitarrista ritmico anche per cantanti famosi, dal '76 inizia ad incidere musica propria. Si può dire sia un precursore per tantissimo, si mescolano in lui tutti i rigurgiti della musica elettronica fiorita nel '70 con il rock, il punk, i suoni della sua terra d'origine, i bonghi, tutto entra nel meltin'pot di Alberto. Incide canzoni, dischi, arriva in testa alle classifiche, è sulla copertina dei giornali come Simon Le Bon, come chiunque altro. Rise and fall. Fine anni '80, l'Italia in un certo senso sceglie di accantonare un po'Camerini. Ma Alberto continua. Continua a scrivere nuovamente per Finardi, cambia "giro", si esibisce nei centri sociali... chissà perchè anche da accantonato ristampano i suoi album, escono 3 raccolte in cd dei suoi pezzi. Incide album, partecipa a trasmissioni televisive. Mica roba da Paolo Limiti, questo c'ha le palle.
La gente fa cover dei suoi pezzi ancora oggi. Una schifosa versione di "Rock n'roll robot", forse il suo pezzo più famoso, è stata appena fatta dagli Ustmamo. In pezzi come "Computer Capriccio" del 1983 Alberto anticipa i tempi disegnando scenari di rete globale, nuova arte informatica, tutto quello che i successivi vent'anni, forse, non hanno ancora visto.
Parla di amore come pochi altri riescono, è un poeta in ogni cosa partorisca la sua creatività. Parla dritto al cuore, parla dritto allo stomaco, alla testa. La mira della sua musica supera quella di un cecchino. Solo che quando Camerini spara fa solo bene. Grazie Alberto. Che quando ti si parla sei timido e chiuso, ma quando ti si da un palco regali tanto. Forse è per questo che mi inchino a ciò che fai e mi riesci a dare.

BAMBULE' - ALBERTO CAMERINI

C'era un ragazzo che amava come me incontrare tanta gente divertente.
Un giorno in una festa incontro' una ragazza bella come non ne aveva vista mai, mai.
"Ciao, come ti chiami?" disse un poco imbarazzato "un bel gioco ho appena imparato...
mi chiamo Bambule', non e' affatto complicato, ma mi sto innamorando di te"
"Ah!" lei rispose "Io mi chiamo Melarancia tu mi sembri un tipo che non si sbilancia
mi piace il tuo candore .. ..vorrei fare all'amore ma uno specchio incantato
il mio cuore ha rubato, la bellezza mi ha dato e in cambio mi ha intrappolato".
Bambule' poi ci penso' e disse: "Ah! certo che ci sto".

Questa e la storia che ho imparato da tre clown che ho conosciuto di un pavone misterioso,
del suo specchio scivoloso che ti da' la fantasia, ma che poi ti porta via,
del suo strano indovinello, dell'amore grande e bello.

Parlarono per ore di amore e psichiatria
Melarancia, poi gli disse:
"hai fantasia! Aah! Se vuoi vedermi ancora devi andare da un Pavone
ma, attenzione, chi lo vede si innamora .
Lui m'ha intrappolato con lo specchio incantato e il mio amore per se' ha rubato.
Ma se indovinerai l'indovinello che fara' poi in cambio tu avrai la mia liberta'.
Lui abita lontano, ma e' facile arrivarci, sta in un hotel, si chiama <<Arcobaleno>>,
danza tutto il giorno e si guarda nello specchio: e' sereno, tranquillo, non diventa mai vecchio.
Mangia solo un fiore che si chiama Narciso e in cambio ti da' il paradiso".
Bambule' poi lo cerco' e poco dopo lo trovo'.

Questa e la storia che ho imparato da tre clown che ho conosciuto di un pavone misterioso
del suo specchio scivoloso che ti da' la fantasia, ma che poi ti porta via,
del suo strano indovinello, dell'amore grande e bello.

Il Pavone lavorava in un giornale colorato da vestiti, foto, fiori circondato.
Gli dissi: "Ti regalo, se lo vuoi, un sogno bello, se non vuoi ecco a te l'indovinello.
Cosa come il sale da sapore ma e' piu' dolce, piu' dolce del miele?"
"Ah! Ma e' molto facile!" rispose Bambule' e non sbaglio' quando disse: "L'amore!"
Il Pavone fu cortese, quando perse si arrese e disse: "Ecco! Ora l'incanto e' sciolto"
e Bambule' sconvolto del riso e del pianto, felice volo' dall'amore che ora aveva,
dalla bella Melarancia che adesso lo attendeva.
Bambule' poi lo cerco', poco dopo lo trovo'.

Questa e la storia che ho imparato da tre clown che ho conosciuto di un pavone misterioso,
del suo specchio scivoloso che ti da' la fantasia, ma che poi ti porta via,
del suo strano indovinello, dell'amore grande e bello.


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giovedì 29 maggio 2003 - ore 10:07


Mare mare mare
(categoria: " Pensieri ")


Sto per partire. Ieri sera la serata è stata splendida, atmosfera bellissima e vissuta al city hall e polleggio, svaccamento, abbeveramento al Banale. La gola è stanca, troppi urli, troppe sigarette però sono contento.. dopo 16 anni il milan continua a regalarmi felicità, proprio a me, che, usando una frase più fatta di un tossico, del calcio non me ne frega un cazzo. Va beh.. vado a cercare di cambiare colore.
Stasera ci sono due concerti interessanti, Ilaria e Alex De Rosso al Lady & Sir di Noventa Padovana in duo acustico, una garanzia, i Pornopilots al Greenwich, un gruppo "nuovo" che dal vivo adoro.
Voglia di sorridere

COSI'COM'E' - PORNOPILOTS

Ciò che t'appartiene
ti conviene
e questo tu lo sai

Cos'hai da dire
preferisci sparire
tanto capirai

Cos'è hai paura
non sei sicura
ma se non rischi mai

Buona fortuna
buona fortuna
se non la cerchi non ce l'hai

non ce l'hai

Se non ti va di pensare
a come potrebbe andare
accogli tutto come è
accogli tutto come è
se non ti va di pensare
a come potrebbe andare
accogli tutto come è
accogil tutto come è

Ciò che t'appartiene
mi sconviene
e questo non lo sai

Guarda il cielo
guarda la luna
chissà chi vedrai

Cos'hai da dire
preferisci sparire
tanto capirai

Buona fortuna
buona fortuna
se non la cerchi non ce l'hai
non ce l'hai

Se non ti va di pensare
a come potrebbe andare
accogli tutto come è
accogli tutto come è
se non ti va di pensare
a come potrebbe andare
accogli tutto come è
accogil tutto come è

com'è
com'è
com'è
com'è

Se non ti va di pensare
a come potrebbe andare
accogli tutto come è
accogli tutto come è
se non ti va di pensare
a come potrebbe andare
accogli tutto come è
accogil tutto come è

com'è
com'è
com'è
com'è
com'è

Accogli tutto come è
Accogli tutto come è
Accogli tutto
Accogli tutto
Accogli tutto come è


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mercoledì 28 maggio 2003 - ore 15:41


Senza titolo - 1
(categoria: " Pensieri ")


A volte le giornate iniziano bene. Ogni tanto ti metti a guardare la tele e qualcosa di buono lo passano. Su canal jimmy c'è sex and the city e pure twin peaks, e non è male gustarseli.. Stamattina c'erano km da fare ma il sole li ha resi leggeri a dispetto della piomba (per usare un termine enciclopedico) che avevo addosso. Al lavoro è andato tutto alla grande, anzi, allagrandissima () fin dall'inizio.. oggi relax.. voglia di andare in palestra, l'unica cosa che mi frena è la pigrizia di preparare la sacca, ma il richiamo del fitness formula è forte.. passasse sto cazzo di male al mignolo! Penso di essere l'unico uomo al mondo in grado di distruggersi un dito per uccidere un moscone sull'armadio della propria camera. Beh, suvvia, oggi sto bene. Pure troppo.. mi devo preoccupare?

MACCHERONI ELETTRONICI - ALBERTO CAMERINI

Di buono al ristorante oggi cosa c’è? Il minestrone elettrico delle tv,

pasticcio all’italiana, cucina il Presidente, solito menù e tutti in tavola!

Ma il presidente oggi cosa mangerà? Mafia e terrorismo come mangi tu

il fritto si è bruciato, gli passa l’appetito non ne vuole più. Viva l’Italia!

Maccheroni baby,oh oh oh, elettronici baby, oh oh oh

sono buoni baby, oh oh oh, maccheroni baby, oh oh oh.

E tu amico Pulcinella come stai? Mafia, terrorismo, dolce, poi caffè,

lotto e totocalcio, camorra e catenaccio, mandolini e tu ... suoni il rock ’n'roll!

Risotto arcobaleno è una specialità, poeti cucinati cotti con champagne

la torta di Arlecchino, bevi un po’ di vino e ti ubriacherà, e tutti in tavola!

(Ci sono) Maccheroni baby,oh oh oh, elettronici baby, oh oh oh

sono buoni baby, oh oh oh, maccheroni baby, oh oh oh.

Ogni sera come sempre là il ristorante va,"Cameriere, per favore…" "Pronti, eccomi qua!"

Maccheroni baby,oh oh oh, elettronici baby, oh oh oh

sono buoni baby, oh oh oh, maccheroni baby, oh oh oh.

Spaghetti nucleari, zuppa del robot, ricetta del computer, lasagne punk,

galletto rockabilly, pollo di metallo elettronico.


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mercoledì 28 maggio 2003 - ore 01:15


Sweet Child O'mine
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Le casse degli stereo si consumano. Magari noi non le caghiamo, non ci stiamo attenti ma si consumano. Son passati tanti anni da quando ho comprato Appetite for Destruction dei Guns. Eravamo in due in quartiere ad avere quell'album, e ne facevamo meraviglie con chiunque, forse la Geffen avrebbe dovuto premiarci per le pubbliche relazioni gratuite. Si muoveva la testa e si suonava la "air guitar" in paradise city, eravamo piccolini e a scuola facevamo una strana figura con le foto di slash e axl. C'era un pezzo in quell'album, sweet child o'mine appunto, spaccava le casse. La chitarra non riusciva ad uscire dall'altoparlante, la chitarra soffriva, grattava, e non erano gli effetti di slash, era la griglia di ferro appoggiata sulla tromba della cassa che amplificava ancora di più i buchetti del woofer e le pieghette del tweeter. Per assurdo il volume lo tenevo sempre più alto, ogni volta più alto. Non capivo bene il testo, non capivo tantissimo ma capivo le vibrazioni che mi dava quel pezzo, sentivo la musica. Quando ascoltavo quel pezzo da solo mi sentivo ridicolo come una persona innamorata, fissavo lo stereo ed ascoltavo, per non parlare di quando l'ho vista suonare. "her hair reminds me of a warm safe place where as a child I'd hide..." è una delle più belle frasi che ricordo risuonare nella mia testa ogni tanto. E ancora adesso ogni volta che parte quella canzone c'è un campanellino che suona dentro di me. Ed è per questo e per tante cose che restano solo mie che, in mezzo ad un migliaio di canzoni che vorrei far stare in un unico disco da portare sempre con me per star bene o per mettermi un po'di malinconia cercata, la prima è sempre lei. e va bene per a, per b, per c, per d.. in ogni storia, in ogni momento della mia vita, in ogni situazione di merda o in ogni balla, in ogni risata e in ogni imprecazione c'è qualcosa di "lei" dentro

SWEET CHILD O'MINE - GUNS N'ROSES

She's got a smile that it seems to me
Reminds me of childhood memories
Where everything
Was as fresh as the bright blue sky
Now and then when I see her face
She takes me away to that
special place
And if I stared too long
I'd probably break down and cry

Sweet child o' mine
Sweet love of mine

She's got eyes of the bluest skies
As if they thought of rain
I hate to look into those eyes
And see an ounce of pain
Her hair reminds me
of a warm safe place
Where as a child I'd hide
And pray for the thunder
And the rain
To quietly pass me by

Sweet child o' mine
Sweet love of mine

Where do we go
Where do we go now
Where do we go
Sweet child o' mine


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martedì 27 maggio 2003 - ore 22:06


Hotel Ergife
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Stasera fa un caldo bestiale e mi viene in mente una serata dei primi giorni di luglio dell'anno scorso all'hotel Ergife a Roma. L'hotel Ergife è un supervalutato alveare di persone nella periferia Romana, zona Aurelia. Viene spesso affittato per congressi di partito, tanto alla fine della giornata di dibattito la gente è talmente rincoglionita da non riuscire a distinguere una stalla da una suite ed un comportamento da boy scout da quello di un serial killer. All'entrata ci si accorge immediatamente dell'aspetto "carcerario", il cancello è leggermente alto. Si narra che un tempo, per colpa di un inserviente poco furbo, l'intero staff si fosse chiuso fuori e per l'occasione la salvezza dell'albergo fu Sergej Bubka che battè un nuovo record di salto con l'asta per entrare. Un lungo viale con piantine di ogni tipo (tranne quelle proibite, mi spiace per chi già aveva rizzato le orecchie od aguzzato la vista) accoglie i malcapitati clienti nella stanza delle prime torture: la hall. Corridoio lunghissimo, un complesso immenso e DUE ascensori. I receptionist parlano in romano, filippino, tunisino. L'eccezione è costituita dal facchino che parla italiano, ma si dice sia stato licenziato. La lunga corsia è a pois, creati artigianalmente con un numero imprecisato di mozziconi lasciati morire. Ma veniamo al lato più interessante: le camere. Trattasi di stanze larghe più o meno 2 metri e mezzo, altre idem, profonde (non nel senso di poetiche) a caso. Ogni stanza termina con un terrazzino inutile, in quanto è facilissimo chiudersi fuori, non c'è maniglia esterna né fermo di sicurezza. Durante il congresso radicale sembrava di trovarsi ad un concerto all'arena di Verona, guardando gli altri terrazzini, a seconda del grado di "credo" nel partito, si vedevano lumini (sigarette), torce (sigari), fumogeni (trombe) ovunque. I cori venivano dal settore ristorazione/divertimento. Al piano terra, a fianco della piscina, c'era un bar-balera che passava pezzi dal latino-americano all'american-latino. Una vasta scelta, dalle 10 della mattina alle 2 di notte. Della serie, meglio sentire le conferenze. Non parliamo poi dell'eccezionale ristorante. Un albergo 4 stelle dove ti dicono "o te pigli la pasta o salti er primo". Fantastico.
Ergife, aspettami. Sto per tornare.

INTERSTATE LOVE SONG - STONE TEMPLE PILOTS

waiting on a Sunday afternoon
for what I read between the lines,
your lies.
feelin' like a hand in rusted shame
so do you laugh or does it cry?
reply?
leavin' on a southern train
only yesterday you lied,
promises of what I seemed to be
only watched the time go by,
all of these things you said to me.
breathing is the hardest thing
to do. with all I've said and
all that's dead for you,
you lied - good bye
leavin' on a southern train
only yesterday you lied
promises of what I seemed to be
only watched the time go by,
all of these things I said to you.



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martedì 27 maggio 2003 - ore 18:05


Da grande voglio diventare un fanecco
(categoria: " Pensieri ")


In questi giorni spesso mi aggiro in piazza in cerca di bevanda che permetta di rallegrare quel breve intervallo di tempo che separa il mio ritorno a casa dalla successiva dipartita. E'straordinario notare quante persone passino in piazza... molte le puoi riconoscere proprio dalle loro caratteristiche salienti

IL MIO PEGGIORE AMICO
Il mio peggiore amico è un ragazzo senegalese, credo, sulla trentina, con qualche problema di strabismo di venere. Ciò non toglie che riesca a vedere benissimo dove si trovino le migliaia di potenziali acquirenti. Egli è l'unico senegalese insolente conosciuto dall'origine del calendario gregoriano ad oggi. Vende di tutto, dal fazzoletto di carta al cd masterizzato, all'accendino bic, alle bandane di moda nel 92, alle mietitrebbiatrici e persino a multiproprietà a Tenerife. Ti si avvicina con estrema gentilezza e ti abbraccia con il suo volto appoggiandosi sulla tua spalla chiedendo "monetina per mangiare". Non ti chiede di comprargli qualcosa, secondo me è una tattica di mercato. E'gentilissimo, ci tiene a te, resta lì per anche cinque minuti fino a che ti fracassa i maroni, per usare un termine stilnovista. Se le è già prese dalle più svariate persone delle più svariate etnie. Si vocifera che i frati di S.Antonio organizzino nottetempo spedizioni contro di lui.

LA DONNA CON GLI OGGETTI INDEFINITI
Tale stracciapalle è una ragazza sui 25 che passa il suo tempo, dopo essersi sfinita, a giocare con palline legate a spaghi che sembrano essere robusti. A furia di fare giocoleria le gira ancora di più la testa e spacca le balle alla persona media mettendosi in mezzo ai gruppi che stanno tranquilli per i cazzi loro. Pare che nella sua carriera di lancia/spacca palle abbia collezionato 10 cornee, 4 bulbi oculari, 5 mignoli ma soltanto un alluce di piede.

LA RASTAMAMMA
Madre perennemente sbronza e fumata che porta la bimba di 6-7 anni in piazza. Sostiene di collezionare marijuana allo scopo di dare una mano alla figlia nelle sue ricerche sulle piante. Ogni tanto, alla richiesta della bimba "mamma andiamo a casa?" risponde "aspetta n'attimo che finisco la birra". Ai pianti sporadici della figlia risponde con un "ma quanto casso rompe i cojoni?" parlando con l'amico pusher. La mamma, insomma, che ognuno di noi avrebbe voluto avere. E'disponibile a palazzo Moroni, nel gabinetto del Sindaco, un modulo per disconoscere i propri genitori e passare alla nuova mamma senza batter ciglio, altro che mobile number portability.

IL PUSHER
Arriva sulla sua bicicletta e si guarda intorno, indica con le dita la cifra "4". Ma no, che avete pensato? Non intende assolutamente parlare di euro per un grammo di fumo. Questo ragazzo un po'rasta e scuretto di carnagione in realtà vuole parlare dei magnifici sette se tre ne muoiono in battaglia. E ne parla a tutti, e si avvicina a loro e stringe loro la mano. Anche lui è un abile prestigiatore, infatti c'è una metamorfosi istantanea, chi si avvicina a lui perde quattro euro e guadagna una bustina di cellophane, altre volte ne perde una cinquantina e la bustina è di color bianco. Ma è una brava persona, eh? Sporca poco. Miracoli della tecnologia moderna, mentre i vigili lo lasciano tranquillo fanno la multa ai bar che danno lo spritz da bere fuori.

LA TETTONA DEL MANIFESTO DI TRE
Vera eroina della piazza, venerata da migliaia di maschietti. Quel manifesto fa sognare, faceva sognare un po'troppo, tanto è vero che la giunta comunale dapprima ha posto in prossimità del manifesto un confessionale mobile, dopodichè ha fatto riti propiziatori e preghiere in sardo, turco ed aramaico affinchè tale poster venisse rimosso. Oh donna misteriosa, un giorno sarai nuovamente nostra, me lo sento.

AFTERNOONS AND COFFEE SPOONS - CRASH TEST DUMMIES

What is it that makes me just a little bit queasy?
There's a breeze that makes my breathing not so easy
I've had my lungs checked out with X rays
I've smelled the hospital hallways

Someday I'll have a disappearing hairline
Someday I'll wear pyjamas in the daytime

Times when the day is like a play by Sartre
When it seems a bookburning's in perfect order -
I gave the doctor my description
I tried to stick to my prescriptions

Someday I'll have a disappearing hairline
Someday I'll wear pyjamas in the daytime

Afternoons will be measured out
Measured out, measured with
Coffeespoons and T.S. Eliot

Maybe if I could do a play-by-playback
I could change the test results that I will get back
I've watched the summer evenings pass by
I've heard the rattle in my bronchi ...

Someday I'll have a disappearing hairline
Someday I'll wear pyjamas in the daytime

Afternoons will be measured out
Measured out, measured with
Coffeespoons and T.S. Eliot
(2x)


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martedì 27 maggio 2003 - ore 12:47


se è vero o no
(categoria: " Pensieri ")


Mi ha fatto bene respirare quell'aria ieri, mi son tornate in testa tante cose di vita vissuta negli ultimi 5 anni.. tanto che adesso non ho quasi le parole per raccontare. mi resta qualche frase in inglese con steff, qualche risata col gallo, le facce di innesto, la "superiorità" di maurizio, la disponibilità di diego ed ancor più quella di guido, la visione di un batterista sconosciuto... mi resta tanto, e tirarlo fuori mi sembrerebbe una bestemmia, meglio tenerlo dentro. Tanta pelle d'oca, questo sì... eppure
"è solo un rock n'roll show", come presto si sentirà dire spesso, credo

SE E' VERO O NO - VASCO ROSSI

Se è Vero o no
tu che ne sai
quando lo fai
se è vero non ci pensi mai!
Se è vero o no
tu crederai
e "ammazzerai"
ma se è vero non lo saprai mai!
Se è vero non
se è tutto qui
e se è vero che tra noi
è stato bello anche così.
Se è vero o no
non lo saprai
se è vero non t' accorgi neanche d'esser morto...
e lo vedrai.
Se è vero o no!

E' vero o no
tu morirai
quanto ne hai
è vero o no che non lo sai!
E' vero o no
lo scoprirai
e quanti guai!...
Vale la pena dillo dai.
E' vero o no
che sei così
che non pensi agli altri e poi
che te ne freghi; tutto qui!
E' vero o no?
Che novità
vale la pena farlo se sei sicuro
che nessuno lo saprà!


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