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momo, 3x anni
spritzino di Padova / Little Bucarest (Arcella)
CHE FACCIO? quello che non c'è
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STO ASCOLTANDO



ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...




ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Sicapunk con la maglietta di Neffa!
2) Sicapunk che ascolta i POOH

MERAVIGLIE


1) il gin lemon
2) atmosfera ovattata post-balla
3) poter stare in silenzio senza il bisogno di spiegarne il significato...
4) gli stranimali
5) la voce di eddie vedder ed i pearl jam
6) la mozzarella e i derivati del maiale (per gli amici pig)
7) "tears of the dragon" di bruce dickinson ascoltata di notte in cuffia al buio con la finestra appena aperta e una birretta in mano.. qualcuno ha da accendere?
8) lo stroh-rum di momo!!!!


OGNI GIOVEDI 15-1630 SU RADIO SHERWOOD


5 GIUGNO DJSET @ MAGNOLIA - MI AMI FESTIVAL (MI)
DAL 18 GIUGNO AL 17 LUGLIO SHERWOOD FESTIVAL
19 GIUGNO DJSET @ BIG BOY
25 GIUGNO DJSET @ BANALE
26 GIUGNO DJSET @ WHATEVER (TRIESTE)
3 LUGLIO DJSET CON DENTE @ SHERWOOD FESTIVAL

DAL 25 MAGGIO, OGNI MARTEDI E VENERDI
@ BANALE COLONIA ESTIVA - PADOVA

RESIDENT @ NEW AGE, BANALE, WAH WAH CLUB, SHERWOOD
ESTRAGON AFRAID EVENTS

FANPAGE (Facebook): Momostock

BOOKING: momo@allagrandissima.com




il mio MySpace:



<<IF YOU DON’T LIKE MY FIRE
THEN DON’T COME AROUND
CAUSE I’M GONNA BURN ONE DOWN
>>
Ben Harper

WEB: www.allagrandissima.com
EMAIL: momo@allagrandissima.com
MYSPACE: www.myspace.com/momostock
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venerdì 23 marzo 2007 - ore 11:21


Denuncia sta cippa
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il seguente video, per la gioia delle donne con Johnny Depp, racconta la storia di uno stronzo qualunque che si manda in declino da solo, una volta raggiunta la fama. Godetevelo.

Stasera grande festa al Vinile. A dispetto di quanto scritto sul flyer, l’ingresso è libero tutta la notte.
Ma tu, parassita, non venire. Non sei persona gradita.
Film del giorno:


INTO THE GREAT WIDE OPEN - TOM PETTY AND THE HEARTBREAKERS



Eddie waited ’til he finished high school
He went to Hollywood, got a tattoo
He met a girl out there with a tattoo too
The future was wide open

They moved into a place they both could afford
He found a nightclub he could work at the door
She had a guitar and she taught him some chords
The sky was the limit

Into the great wide open
Under them skies of blue
Out in the great wide open
A rebel without a clue

The papers said Ed always played from the heart
He got an agent and a roadie named Bart
They made a record and it went in the chart
The sky was the limit

His leather jacket had chains that would jingle
They both met movie stars, partied and mingled
Their A&R man said "I don’t hear a single"
The future was wide open

Into the great wide open
Under them skies of blue
Out in the great wide open
A rebel without a clue


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giovedì 22 marzo 2007 - ore 17:36


Quante cazzate? Eh?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E, mi permetto di aggiungere, un giornalista, di fronte a simili pesanti dichiarazioni, non dovrebbe contattare la controparte?



Qui la risposta del gruppo.

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giovedì 22 marzo 2007 - ore 11:26


But I just cannot get angry in the same way
(categoria: " Pensieri ")


La fase del sogno che preferisco. Quella in cui inizi a prendere coscienza del fatto che il sogno non resterà tale, ma è destinato a morire, soffocato da un risveglio, brusco solo nel suo finale.
Percepire il risveglio in arrivo con un notevole anticipo, secondi nell’attività onirica ad occhi chiusi, giorni, settimane, mesi in quella svolta sotto le spoglie del tempo di veglia. Quando qualcuno ti parla ed il cervello è altrove. Quando stai parlando con qualcuno e non dici ciò che pensi.
Ecco, quello è il momento più bello del sogno. Quello in cui riviverlo prima del gran (?) finale. Pensare ai momenti più belli, scontrarsi contro la fine del sogno proposta dal destino e far sembrare che duri di più. E, durante la compilazione del modulo di constatazione amichevole (o meno) con la realtà, lasciarsi spuntare un sorriso, comunque sia andata, per l’affetto verso i ricordi.
Ma ho parlato di momenti del sogno, non di sogni.
Perché il sogno più bello resta quello che si avvera.

A CERTAIN ROMANCE - ARCTIC MONKEYS



Well oh they might wear classic Reeboks
Or knackered Converse
Or tracky bottoms tucked in socks
But all of that’s what the point is not
The point’s that there ain’t no romance around there
And there’s the truth that they can’t see
They’d probably like to throw a punch at me
And if you could only see them, then you would agree
Agree that there ain’t no romance around there

You know, oh it’s a funny thing you know
We’ll tell ’em if you like
We’ll tell ’em all tonight
They’ll never listen
Cause their minds are made up
And course it’s all okay to carry on that way

And over there there’s broken bones
There’s only music, so that there’s new ringtones
And it don’t take no Sherlock Holmes
To see it’s a little different around here

Don’t get me wrong, oh there’s boys in bands
And kids who like to scrap with pool cues in their hands
And just cause he’s had a couple of cans
He thinks it’s alright to act like a dickhead

Don’t you know, oh it’s a funny thing you know
We’ll tell em if you like
We’ll tell em all tonight
They’ll never listen
Cause their minds are made up
And course it’s all okay to carry on that way

But I said
No! Oh no!
Well you won’t get me to go!
Not anywhere, not anywhere
No I won’t go
Oh no no!

Well over there there’s friends of mine
What can I say, I’ve known ’em for a long long time
And yeah they might overstep the line
But I just cannot get angry in the same way
Not, not in the same way
Not in the same way
Oh no, oh no no


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mercoledì 21 marzo 2007 - ore 02:10


20 scenes - Arctic Monkeys @ Rolling Stone Milano - and beyond
(categoria: " Fotografia e arte.. ")


Premessa:
Lunedì mattina, 19 marzo. Appuntamento per togliere i punti.
"Ma quale dente le avevo tolto?"
"Inferiore sinistro"
"Ma lei è già venuto a togliere i punti!"
"No"
"Beh, non li ha"
"Ma non sono venuto a toglierli"
"E’stato attento a masticare?"
"Sì, fino a venerdì sera"
"Ok, ho capito tutto"

Spiaggia di Corfù, durante la gita in barca, estate 2006. Il gruppo da Udine ha un iPod e delle casse. Partono gli Arctic Monkeys, che adoro e che tre mesi prima avevo visto dal vivo a Nonantola.
E’lunedì, e gli elementi si combinano. Una macchina partita da Udine fa tappa a Padova, con la benedizione di Tropical Pizza. Destinazione: Milano.
Scena 1: Autogrill
- come un vero principe del foro, che ha fatto assolvere un marito che ha ucciso la moglie con un tritacarne, rendo finalmente giustizia al cartello del "menù perfetto". E otteniamo, quindi, tre birre medie al prezzo delle piccole
Scena 2: Milano, Supermercato SMA
- Recuperata cassa di birra Castello, responsabile di innumerevoli momenti di rock n’roll
Scena 3: Milano, Hotel dei Fiori
- La cassa è già decimata
- La stanza è fantastica
- Ho un tv LCD gigante, ho Internet, ho un frigobar infinito, un posacenere, un matrimoniale immenso
- Beviamo un’altra birra, partiamo
Scena 4: Rolling Stone, esterno
- Piove
- Pieno di gente
- SparacIlaria mi salta in braccio
- Enrico_Tre_allegri_ragazzi_morti, Nadia, Cristina_Indipendente
- Finiamo una birra
- Entriamo
Scena 5: Rolling Stone, interno
- Simone sta lavorando per quella tv musicale di cui mi sfugge il nome, quella che ha fottuto il Roxybar. Lui è passato dall’altra parte. E ha intervistato Alex Turner, che gli ha detto che ricorda una grande notte italiana, con accOrata descrizione. Quella di Nonantola. E chi non la ricorda?
- Mamme degli Arctic Monkeys dietro il mixer. Cantano. Sembrano le Pipettes. Da vecchie e venute male. Ma Momo flirta per scherzo con una di loro. E’un’impostorA. E’la mamma del tizio con la sigaretta in copertina al primo album. Tsè
- Comincia
- Delirio. Il batterista ha una mezza incertezza. Il nuovo bassista è immobile. Ma. Cazzo.
- Da qui si vede proprio bene. Sì. Guardo un Rolling strapieno muoversi, quasi tremare dall’orda sotto il palco
- Brianstorm. Mardy Bum. When the sun goes down. Sto per avere un infarto
- Nongio. Victoria. Tutti qua?
- Fabio Volo "in pole"?
- Un’ora e due minuti. Di delirio. Di ricordi. Di caldo. Di goduria.
Scena 6: Rolling Stone, esterno
- "Andiamo?"
- "Prima beviamo una birra"
Scena 7: bau-haus
- ricevo il primo regalo di compleanno, un po’in anticipo. ma è una cosa meravigliosa. quanto bene ti voglio?
- la birra è *quasi* finita
- candelina. minchia.
- parole
- la birra è finita
- gli amici se ne vanno
Scena 8: tragitto verso Ripamonti
- "Cazzo, siamo senza birra"
Scena 9: La Casa 139
- questo è definitivamente il più geniale locale italiano
- comprensione tra circoli
- "Andiamo a ordinare della birra!"
- SparacIlaria visibilmente provata
- Enrico_TARM rock n’roll
- "Suoni con Bugo?" "Suonavo" "Sei il fratello di Giulia?" "Sì!". Enrico2 rock n’roll pure lui
- Porte del bagno che non si chiudono. Entra un’intrusa? Sì
- C’è un altro bagno. Non si vedeva. La porta funziona
- E’lunedì. E’notte fonda. La "Casa" è strapiena. Zita Swoon aftershow. Io ADORO i dEUS. Non me li sono cagati. Anzi, mi davano fastidio quando erano in mezzo con gli strumenti. Mea culpa. Capirò solo qualche ora dopo
- Candelona in esterno. Si conosce un sacco di gente strana a Milano. E così alle quattro del mattino l’argomento di conversazione tra amici e nuove conoscenze diventa il fatto che con le Puma Avanti i piedi puzzino. Un "commensale" ascolta in silenzio.
- Ordino un Pampero per me e Havana-Cola per altri
- A me la Coca fa cagare
- Bevo io l’Havana-Cola. E Enrico. E Enrico2. Ilaria chiede da bere ma se ne scorda. Il barista ormai è dei nostri.
- Patrik vuole vedere il piano di sopra. Io non capisco
- Comincio ad insospettirmi: ci sarà un bordello di sopra?
- Inizio a dire "No, io a troie non ci vado!"
- Patrik insiste
- Giulio acconsente
- Saliamo le scale
- C’è solo un bar, e il palco, noi e il barista
- "E le troie dove sono?"
- Era solo il secondo piano, e Patrik voleva semplicemente vederlo
- Io non capisco di non avere capito. Ma sono felice perché i miei amici non vogliono più andare a troie.
- In seguito capirò che nessuno voleva andare a troie.
- Forse ho bevuto troppo
- Ciao casa. Abbraccio colei che la gestisce, ormai è come se ci conoscessimo da una vita.
Scena 10: tragitto
- "Siamo senza birra" "Per fortuna" "Ma abbiamo le patatine!"
Scena 11: Hotel dei fiori
- Provo tra me e me la frase da dire "Camera uno sette sei, per favore", per non sembrare ubriaco al portiere
- Ho con me le patatine
- Quando entro in camera non le ho più
- Buio
Scena 13: sveglia alle 9 e 30 per fare colazione
- Sono uno zombie
- Pane burro e marmellata. Pane edamer e prosciutto cotto. Uovo. La colazione internazionale, la chiamano. La colazione dei campioni, la chiamo.
- L’espresso fa cagare. Il caffè, non il giornale.
- La spremuta è la fine del mondo, anche se non sono un testimone di geova.
Scena 14: branda
- relax
Scena 15: Milano, arriviamo
- i biglietti della metro sono cambiati. Scordatevi tutti i luoghi comuni sui vecchi migliori amici dei fumatori
- Salgono musici a bordo. Era meglio la lap dance di Lisa from Pisa
Scena 16: pranzo al jappo
- dovecazzoèiltofu, alghe, sashimi, tempura, caffè. niente sakè. e tanta acqua. tantissima. ma il sakè no.
- il jappo in centro a milano è gestito da benefattori. grazie di esistere
Scena 17: shopping
- jolly joker rules
- giocatori juventini all’adidas
- commessa e maglia 55, non vi scorderò
- porta ticinese. porta ticinese.
- fnac
- fabio volo
- l’unico aperitivo di Milano è qui. santa portini. tartare di spada ti amo.
Scena 18: we need a bathroom
- l’hotel dei Fiori ci ospita anche dopo ore dal nostro check-out. e ci tiene la macchina. e ci dà le dritte. quindi non ha dato loro fastidio la coperta volata dalla finestra del secondo piano alle sei del mattino. che bello.
Scena 19: c’è troppo traffico. malinconia. ritorno
Scena 20
è notte alta e sono sveglio, ma non sei sempre tu il mio chiodo fisso.

Tra qualche ora (leggasi: come ogni mercoledì sera) metto dischi all’Unwound. Il fatto che ci siate mi fa persino più piacere rispetto a quanto ne provi nella felicità del fatto che vi siate fatti i cazzi miei fino alla fine del post. Siateci!

L’INUTILITA’ DELLA PUNTUALITA’ - AFTERHOURS



Condizioni climatiche
che mi rendono sterile
vorrei bruciarti in modo naturale
ma quando son così mi fai passare per minchione
in fondo ero un tuo organo vitale
o mi ricordo male?
...mi ricordo male!
decido quindi che per il nostro bene
sarò noiosamente magnetico e intrigante
e adesso si che sono un bel minchione
ma tu mi presti fede
perchè fuori non si vede

condizioni climatiche
che mi rendono sterile
e quanto ci fa male la delicatezza che ci usiamo
per non farci male
ma se guardassi dentro quel che dico
mi vedresti urlare quanto son contento
che Milano non sia la verità
Milano non è la verità
Milano non è la verità
Milano non è la verità

condizioni climatiche
che mi rendono sterile
cosa farete quando la novità che rappresentate sarà finita?
vi appellerete all’inutilità della puntualità
della puntualità
Milano non è la verità
Milano non è la verità
Milano non è la verità


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domenica 18 marzo 2007 - ore 21:07


Natura in replay
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Perché quando c’è una notte brava, anzi, bravissima da recuperare, ed Internet non funziona, è bello riempire uno schermo, tappezzarlo di finestre. E tra quelle di pixel fatti di Nip/Tuck divorati e quelle di tutto quello che è "offline", spuntano feed di vita da rivedere, per sorridere per un sorriso. La luce cambia tutto.
Un grazie all’anonimo vicino che mi concede questa specie di ora d’aria.
Mestre sta diventando sempre più calda, come quando, dopo un po’che frequenti un bar, diventa la meta "di default" perché, in a "Cheers" mood, you wanna go where everybody knows your name. Anche se non è sempre, necessariamente, così.



Ho un ricordo di qualcuno che dice qualcosa su di me al microfono, poi parte un disco di Cecchetto e tutti ridono. Me compreso. E tutto il resto NON è noia.
Offline si pensa tanto, si ascolta comunque tanta musica, quelle strane cose di plastica che riflettono la luce. Quelli che si ascoltavano prima di avere mp3 anche nella tazza del latte. E si pensa che in effetti Ké poteva celare meglio un siffatto plagio agli Stones.

Credo che il destino mi stia tenendo lontano da "Scrivimi una canzone". A me il destino, a volte, sta sul cazzo. Ma dev’essere, ironia della sorte, destino comune a ciò che finisce in "-tino". Perché la prossima volta che il postino getterà i pacchetti con i dischi come Paperboy faceva con i giornali sul Commodore 64, scoprirà quanto sia piacevole essere lapidato ancora in sella ad uno scooter.

Continuo a resistere a certe tentazioni, e ne sono felice. Per sfuggire ad altre, però, ci vuole l’esercito. Le cose semplici e banali che tanto amo, non sono sempre una priorità. Ci vogliono "cura e pazienza distratte", come per far apparire le prime macchie su una scarpa nuova.

Settimana impegnativa all’orizzonte.
Stasera Unwound

Domani mattina spariranno i simpatici punti che albergano la dove c’era un dente del giudizio, poi viaggio in direzione Milano, che sostanzialmente domani sera significherà

Mercoledì sera, primo appuntamento "consollaro" della settimana

Al quale seguirà il secondo, di venerdì al Vinile. E l’ingresso sarà gratuito para toda la noche, non date retta al flyer

Le premesse sono buone. This is a small town (and it misses you, my love). Giornata-Veils, oggi.

DON’T LOOK BACK INTO THE SUN - THE LIBERTINES



Don’t look back into the sun
Now you know that your time has come
And they said that it’d never come for you
Oh my friend you haven’t changed
Looking rough and living strange
And I know that you’ve got a taste for it too

I shall never forgive you
But she won’t let you go
No, never forgive you
And they wont let you go
Oh no!

Don’t look back into the sun
You got your past, but you are on the run
I know the lies you said
You dared to say

I heard that song at the Death Disco
Starts so fast and ends so slow
All the time I had to think of you

I shall never forgive you
But she won’t let you go
No, never forgive you
And they wont let you go
Oh no!


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venerdì 16 marzo 2007 - ore 22:38


Checco, avevi ragione
(categoria: " Cinema ")


Ed in questa strana giornata, aprire un pacchetto nella cassetta della posta mi ha fatto bene. Eccome.

Ed ora Supoman verso l’Unwound.

HERE TO STAY - NEW ORDER



Who is this man
That follows me
This blue eyed boy
Who wants to be

This worthy cause
Of human kind
This pawn set up by time

Like a bright light on the horizon
Shining so bright, he’ll get you flying
He’ll drive you away, he’ll drive you insane
But then he’ll remove all of your pain

Like a bright light on the horizon
Shining so bright, he’ll get you flying
He’ll get you flying, he’ll get you flying
He’ll get you flying, flying, flying

This open book
Yet to be read
This second look
This leap ahead

The hope I held inside
With you, was kept alive

Like a bright light on the horizon
Shining so bright, he’ll get you flying
He’ll drive you away, he’ll drive you insane
But then he’ll remove all of your pain

Like a bright light on the horizon
Shining so bright, He’ll get you flying
He’ll get you flying, He’ll get you flying
He’ll get you flying, flying, flying

We’re here to stay
We’re here to stay
We’re here to stay
We’re here to stay
We’re here to stay
We’re here to stay
We’re here to stay
We’re here to stay

Like a bright light on the horizon
Shining so bright, he’ll get you flying
He’ll get you flying, he’ll get you flying
He’ll get you flying, flying, flying


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venerdì 16 marzo 2007 - ore 10:43


No, non sono allergico, ma nemmeno sano
(categoria: " Pensieri ")


E’sempre così. Hai la sfortuna di essere allergico alle graminacee? Bene (per modo di dire), il medico ti dà le pastigliette. Mio padre è allergico all’aceto di vino. Bene, nessuno gli dà dell’aceto, basta che avvisi.
Ma io no, cazzo. Nella sfortuna non sono stato così fortunato. Se prendo qualcosa con l’aceto sto male per due giorni. Ma sopravvivo. Vivo di mozzarella, ma non potrei mangiare latticini perché mi fanno male. Nessuno, però, me lo dice. A metà marzo inizio a grattarmi parossisticamente l’occhio, appena sveglio. Ma non sono allergico.

Sono intollerante. E gli intolleranti stanno sui coglioni a tutti, a me per primo. Per gli intolleranti non c’è cura se non un cocktail di pazienza, rassegnazione, "attesa che passi".
Come un mese fa. Non c’è amore e non c’è cinismo? Bene, posso essere intollerante verso una ragazza che mi stressa. Ma sono "il merda", perché non ho né la voglia di accoglierla a braccia aperte, né di mandarla a fanculo dopo che mi rovina una serata in cui rivedo persone che mi mancavano un sacco. E devo sorbirmi un milione di squilli, o messaggi vari, o monologhi al bancone di un bar, o facce strane che sinceramente mi fanno solo venire da ridere.
Perché sono intollerante. Ed ho il diritto di starmi parzialmente antipatico da solo, per questo. Mentre un’altra parte di me mi stima per incoraggiamento alla reazione. Reazione allergica. NO, cazzo, non è allergia. Se quando ho gli occhi rossi non per forza mi sono fatto una canna. Se quando ho mal di stomaco non ho fatto indigestione. Se quando non ti rispondo, semplicemente mi stai sul cazzo.

Ma non posso chiamarla allergia. Non posso al Kubelek, non posso nel letto di casa mia, non posso in un locale.
Date voce agli intolleranti. Perché non rovineranno il mondo, chiedono solo di potervi descrivere la loro via di mezzo. E prendete ciò che di buono hanno da dirvi, insegnate ciò che di buono avete da dar loro. E perdonateli se non accetteranno tutto. Loro stanno in bilico, tra chi in un certo momento sta bene e quelli che stanno male. Ma non avranno mai un certificato medico.

LA MIA PARTE INTOLLERANTE - CAPAREZZA



3° B di un I.T.C. Una classe di classici figli di.
Ho dubbi amletici tipici dei 16: essere o non essere patetici.
Eh si, ho gli occhiali spessi, vedessi.. amici che spesso mi chiamano Nessy,
indefessi mi pressano come uno stencil.. Bud Spencer e Terence Hill
repressi, con grossi limiti ma imbottiti di bicipiti da divi che invidi,
vengono i brividi se per fare i fighi lasciano lividi.
Non vivo di pallone, non parlo di figone, non indosso vesti buone,
quindi sono fuori da ogni discussione.
No, non mi conoscono ma tirano le loro nocche sul mio profilo da Cyrano,
se sei violento tutti qua dentro ti stimano, se sei mite di te ridono come di Totò,
però chi è mansueto come me sa che quando le palle si fanno cubiche,
come un kamikaze che si fa di sakè metto a fuoco intorno a me.

Trovo molto interessante la mia parte intollerante
che mi rende rivoltante tutta questa bella gente

Affianco al mio banco un hippoppettaro sniffa polvere da sparo,
dice che un tipo è capace per quanti buchi ha nel torace, lo capisco ma preferisco Karol
a dischi di artisti muscolosi, orgogliosi dei loro trascorsi malavitosi,
vanitosi ripresi con pose da bellicosi mentre io sono fiacco
ed ho la mononucleosi, studio in una classe di rissosi
eccitati dai globuli rossi manco fossero Bela Lugosi.
Tieni presente che sono commosso cerebralmente da gesti eccessivamente affettuosi.
A 16 anni le opzioni sono 2 visto che o diventi pugile o diventi come me
che sono debole,
che non ho regole, che ho roba demodè, che detesto il chiché
dell’uomo che non deve chiedere mai, dato che se non chiedi non sai,
dato che adoro Wharol e Wilde, dato che se mi cerchi mi troverai nel viavai di un gay pride, ma sappi che se mi provocherai sono guai,
Dottor Jackill diventa Mr Hide e ti ammazza stecchito col Raid.

Trovo molto interessante la mia parte intollerante
che mi rende rivoltante tutta questa bella gente

Cari professori miei, io vorrei che in giro ci fossero meno bulli del cazzo e più gay,
più dreadlock e meno monclair, più Stratocaster e meno DJ,
chiama la strega di Blair che ho un progetto in mente: rimanere sempre adolescente.
Io sono molto calmo ma nella mente ho un virus latente incline ad azioni violente.
Si sente sempre più spesso che sono un pazzo depresso.
Meglio depressi che stronzi del tipo “Me ne fotto” , perché non dicono “Io mi interesso”?
che si inculino un cipresso, dunque, tanto il mio destino è stare solo con chiunque.
Alle bestie regalerò i miei sorrisi come Francesco d’Assisi e Pippi Calzelunghe

Trovo molto interessante la mia parte intollerante
che mi rende rivoltante tutta questa bella gente


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giovedì 15 marzo 2007 - ore 18:27


Marzo pazzerello
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Mi sovviene che:
- Mancano solo tre LUNGHISSIMI mesi e rivedrò i Pearl Jam
- Ho voglia di una pizza
- Voglio andare al cinema.

Sì, questi ultimi post sono molto profondi. Devono essere i punti che tirano, perdonatemi.

Ricapitolando:
Domani sera Unwound
Sabato sera Tag
Domenica Unwound
Lunedì 19 Arctic Monkeys @Rolling (Milano)
Mercoledì 21 djset Momo @Unwound
Giovedì 22 Trieste arrivo
Venerdì 23 djset Momo + SoundPark + MadeInPoP @Vinile (Rosà)
Domenica 25 momostock’s warmup @Greenwich
Lunedì 26 invecchio
Mercoledì 28 momostock + djset del festeggiato @Unwound
Sabato 31 battesimo in consolle al Wah Wah Club, per l’occasione all’Unwound

AMOUREUX SOLITAIRES - LIO



Eh toi dis-moi que tu m’aimes
Même si c’est un mensonge et qu’on n’a pas une chance
La vie est si triste, dis-moi que tu m’aimes
Tous les jours sont les mêmes, j’ai besoin de romance

Un peu de beauté plastique pour effacer nos cernes
De plaisir chimique pour nos cerveaux trop ternes
Que nos vies aient l’air d’un film parfait

Eh toi dis-moi que tu m’aimes
Même si c’est un mensonge puisque je sais que tu mens
La vie est si triste, dis-moi que tu m’aimes
Oublions tout, nous-mêmes, ce que nous sommes vraiment

Amoureux solitaires, dans une ville morte
Amoureux imaginaires après tout qu’importe!
Que nos vies aient l’air d’un film parfait...


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giovedì 15 marzo 2007 - ore 12:29


Infanticidio
(categoria: " Accadde Domani ")


Qualcuno può rendere la mia convalescenza migliore, convincendo a stare zitta la bambina che urla nelle villette qui dietro? Non voglio macchiare la mia fedina penale. Sono TRE GIORNI che urla, mattina e pomeriggio. Fanculo, primavera.

E io, quasi quasi, oggi me ne vado a Trieste. Domani torno. Forse parto, forse torno.

APDEIT: Niente Trst tudei. Ma giovedì prossimo sì

IO NON SO PIU’COSA FARE - VASCO ROSSI
Io me ne stavo tranquillo facendo
finta di dormire
lei s’avvicina piano facendo finta
di sognare
e poi mi tocca una mano
dolcemente piano, piano.
Io non mi muovo sto fermo
la lascio continuare
lo so benissimo ma voglio vedere
dove vuole arrivare.
Lei s’avvicina ancora un po’
mi sfiora con le labbra
o cosa non lo so.

Io non so più cosa fare
a questo punto mi dovrei svegliare
forse dovrei saltarle addosso
come fossi un animale
e dovrei essere molto virile
e continuare, magari per più di due ore
....eeeh troppo.

Naturalmente lei insiste
mi vuole proprio fare
magari è femminista
e non vuole certo farsi violentare
ma vuole gestire
allora come devo fare
dove la bacio, come la devo toccare, eh..

Però, però, però
che strano come è dolce
quel modo di toccare
sembra quasi una bambina
che non sa più come fare
per farmi capire,
che non devo dormire
vuole fare l’amore....
ooh, anch’io...anch’io, anch’io...eeh

Anch’io vorrei, Dio se vorrei
Dio se vorrei lasciarmi andare
vorrei toccarla, baciarla
come mi viene in modo naturale
o forse è meglio lasciare stare
non posso rischiare
forse è meglio che mi rimetta a dormire.


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giovedì 15 marzo 2007 - ore 03:03


Non so
(categoria: " Musica e Canzoni ")


cosa ci sia nel video. a parte una delle canzoni per le quali vale la pena vivere, concerti del tal gruppo annessi. qui non siamo a benicassim. buonanotte

LITTLE ARITHMETICS - dEUS



Into temptation, over in doubt
Black night, neonlight into my house
Talking talking talking about
Out of frustration, over in doubt

Hold me now, I’m hoping that you can explain
Little Arithmetics
Got me down, they’re fooling me again and again
Little Arithmetics…
Little Arithmetics…
Got me down

Sometimes I feel like I’m going down South Sometimes I’m feeling all right
Sometime I feel like I’m over and out Sometimes I’m losing my mind
Talking talking talking about Sometimes the day is the night
Into temptation, over in doubt Sometimes I don’t wanna fight

Hold me now (Hold me now)
I’m hoping that you can explain
Little Arithmetics
Got me down (Hold me now), they’re fooling me again and again
Little Arithmetics…
Little Arithmetics…

Pa Pa - Pa Pa Da Pa - Pa Pa Da Pa

Hold me now
Little Arithmetics
Got me down


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