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momo, 3x anni
spritzino di Padova / Little Bucarest (Arcella)
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ORA VORREI TANTO...



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OGGI IL MIO UMORE E'...




ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Sicapunk con la maglietta di Neffa!
2) Sicapunk che ascolta i POOH

MERAVIGLIE


1) il gin lemon
2) atmosfera ovattata post-balla
3) poter stare in silenzio senza il bisogno di spiegarne il significato...
4) gli stranimali
5) la voce di eddie vedder ed i pearl jam
6) la mozzarella e i derivati del maiale (per gli amici pig)
7) "tears of the dragon" di bruce dickinson ascoltata di notte in cuffia al buio con la finestra appena aperta e una birretta in mano.. qualcuno ha da accendere?
8) lo stroh-rum di momo!!!!


OGNI GIOVEDI 15-1630 SU RADIO SHERWOOD


5 GIUGNO DJSET @ MAGNOLIA - MI AMI FESTIVAL (MI)
DAL 18 GIUGNO AL 17 LUGLIO SHERWOOD FESTIVAL
19 GIUGNO DJSET @ BIG BOY
25 GIUGNO DJSET @ BANALE
26 GIUGNO DJSET @ WHATEVER (TRIESTE)
3 LUGLIO DJSET CON DENTE @ SHERWOOD FESTIVAL

DAL 25 MAGGIO, OGNI MARTEDI E VENERDI
@ BANALE COLONIA ESTIVA - PADOVA

RESIDENT @ NEW AGE, BANALE, WAH WAH CLUB, SHERWOOD
ESTRAGON AFRAID EVENTS

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THEN DON’T COME AROUND
CAUSE I’M GONNA BURN ONE DOWN
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martedì 18 ottobre 2005 - ore 10:47


Fenomenologia del rave party
(categoria: " Pensieri ")


Quando la notte è ancora troppo giovane. Quando le discoteche non ti hanno soddisfatto abbastanza. Quando, durante una notte di piena crisi ormonale, non hai ancora trovato pace o, per lo meno, un buco. Quando hai le tasche vuote ed i coglioni girati.. che fare?
Solitamente, fino agli anni ’90, si prendeva un sonnifero e si andava in branda. Poi, prima che fosse l’euro a farla da padrone nei titoli dei telegiornali, i giornalisti si erano inventati le stragi del sabato sera. Intendiamoci, niente di finto. Solo che le hanno scoperte per un determinato periodo. Ora si chiamano, al massimo, gravissimi incidenti.
Le cause delle stragi erano tre, per il veneto medio:
- diCSoteche
- afterau
- rei parti
Questi nomi esotici ed a tratti vagamente bizzarri evocano nella mente del giovanotto medio, categoria che comprende persone dai 16 ai 30 anni, momenti di lussuria, musica e bagordi. Per questo motivo, l’industria del divertimento esiste ancora, nonostante Mentana ed amici vari.
Il rave party affonda le sue origini sulla nave di Love Boat.


Quel branco di simpatici saltimbanchi dell’equipaggio, infatti, un giorno scoprì come animare la barca nelle soste in porto. Da oggi la tecnica si è affinata, e possiamo definire il rave come un insieme di diverse componenti:
- pubblicità avveniristica
Le informazioni sulla venue si possono ottenere in luoghi molto elitari. Per esempio, da una macchina parcheggiata a fianco di un trans ad un distributore di benzina a Limena. Per vari motivi, primo quello legale, la promozione dei party avviene perlopiù tramite Internet (per l’annuncio) e con il caro vecchio passaparola (anche Gerry Scotti, infatti, si è adattato al mercato). E, prima che qualcuno me lo chieda: no, non ci sono le letterine.
- slang
Termini come meeting point, location, goa, trance, infoline non sono stati importati da politici, opinion leader, ospiti fissi di Forum od altro, ma dal "popolo della notte". Si narra che queste parole siano state portate trascritte su tavole d’argilla da un raver in acido alla fine degli anni ’80. Erano gli unici termini che fosse in grado di ricordare, dopo una pesantissima nottata a base di...
- sostanze ricreative
Sfatiamo un mito. Il "mostro" non è l’orario dei party che, si sa, iniziano anche presto ma presto no ghe vago parche no ghe xe un can e finiscono quando il "resto del mondo" ha già pranzato. Il problema è la stanchezza e, come nelle gare sportive più importanti, come tra i lavoratori sottopagati ed ipersfruttati del sudamerica, come tra i manager Fiat, diffusa è ormai l’usanza di ricorrere a svariati tipi di additivi per proseguire il ballo fino ad orari imprecisati.
Negli anni ’90 c’era l’Ecstasy. Ora non sembra più esistere, viste le "paste" fatte di merda varia di provenienza farmacologica. Si usano cose legali (caffè, RedBu) ed altre.. un po’meno. Molti rave lanciano messaggi contro le droghe sintetiche, forse è anche per questo che tanti clienti amano finirle prima di uscire dal luogo della festa.
Il kit del perfetto tossico-da-rave è composto da:
1) scorta di scatole di cd masterizzati
2) bustine di plastica o cellophane di pacchetti
3) biglietti da 5 euro già pronti
La vendita di Speed avviene ormai ovunque, da Piazza delle Erbe al ghetto si possono trovare interi pupazzi di anfe. In Autogrill manca ancora l’autorizzazione per allegarla alla noce di prosciutto al pepe, ma qualcuno sostiene manchi poco per il suo arrivo negli Happy Meal.
Durante il ballo alcuni giovani uomini guardano stralunati le scatole dei cd, e per miopia si avvicinano a tali confezioni in mezzo alla pista, per poi magicamente ritrovarsi con le narici un po’sporche della "polvere dei poveri". Locuzione riferita, probabilmente, al declino del noto complesso pop italiano di Sarà perché ti amo, del quale forse ora conosciamo il segreto.
Altre persone assumono strani cilindretti o i tranquillanti della mamma. L’MDMA liquido è troppo costoso e difficile da pronunciare.
Restano le classiche "trombe", a circondare la pista cambiando un po’l’odore dell’aria.
- reperibilità
Presto saranno in vendita cd per i navigatori GPS con memorizzate le più tipiche località di villeggiatura notturna. Arrivare ad un rave, infatti, nonostante le informazioni siano, in alcuni casi, fin troppo dettagliate (dopo il terzo pioppo malato, ruota di trenta gradi, fai una giravolta, guarda il cielo, riposa, abbassa la testa e vedrai uno spiazzo), è spesso impossibile giungere ad un party.
Per fare un esempio che nulla ha a che vedere con la realtà, si può arrivare a Boara Pisani in mezz’ora, da Padova, e metterci un’ora per trovare un laghetto di pesca sportiva, lottando con un modo di pensare troppo banale della gente, che spinge un pescatore di trent’anni che sembra appena uscito dalla prima comunione (mentre lui sarà convinto di aver visto i pupilli di Muccioli) a dire Ragassi... ma non potete andare al laghetto... è chiuso da anni!!
(giovani raver) Sì, ma dov’è?
E’chiuso!!!
Dopo mezz’ora ci si spiega, e si arriva felici.
- ampio parcheggio
Tra un orinatoio improvvisato ed una zona chill-out (qualcuno che vomita, insomma) si può adagiare la propria macchina in completa sicurezza. E’spesso predisposta anche un’area per il parcheggio cani. I cani guida per ciechi, però, devono essere accuratamente separati dai cani dei punkabbestia: gli estremismi si combattono.

Andare ai rave, comunque, è un bel diversivo, ogni tanto. E non ha effetti collaterali, assolutamente. Anche se non mi ricordo più cosa volevo dire.

DOMANI - OTTO OHM
Non dimenticare che non so mettere virgole
che non so giocare a carte e odio i centri commerciali
che non soffro l’ansia di risultare vigile
che non ne ho bisogno per essere speciale...
per questo domani ti sposo.

Non dimenticare che son poche quelle cose vere
chee rimangono a brillare mentre corri in strade buie
quando tutto sembra sbriciolarsi addosso e tu vai a fondo
basterà il pensiero per farti volare...
per questo domani ti sposo, per questo domani ti sposo.

E vinceremo le vigliaccherie
di un mondo che ci vuole sempre uguali
vedrai sarà più facile dividere per due,
saremo forse gli unici domani.

Non dimenticare di cercare tra le nuvole
quelle cose strane che ti fanno essere languida
quella strana proprietà che mostri nel commuoverti
quando vedi un cane solo
in fondo ci somiglia un po’... per questo domani ti sposo.

Non dimenticare che chi vuole tutto
troppo spesso è finito solo nel contare le sue briciole
che ha rincorso il sogno di diventare uomo
senza mai legarsi per paura di sbagliare ma.....
per questo domani ti sposo, per questo domani ti sposo

E vinceremo le vigliaccherie
di un mondo che ci vuole sempre uguali
vedrai sarà più facile dividere per due
saremo forse gli unici domani

Ed entrerà la luce in questa casa
ci sembrerà più magico il destino
anche se non c’è niente da scoprire
troverai un motivo in più per esserci...
domani....domani....domani...domani


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lunedì 17 ottobre 2005 - ore 10:20


You were driving circles around me
(categoria: " Pensieri ")



mattonella di Nizza, courtesy of Leila

Quelle piccole cose della musica. Come quando, ascoltando un remake fatto dagli Stones di un pezzo di Dylan, c’è l’Hammond in sottofondo al ritornello, che suona note rassicuranti. Una chitarra "invisibile" all’inizio del bridge della favola di Adamo ed Eva, che la prima volta senti solo in cuffia, poi distingui in mezzo al casino di tutti gli altri suoni ed ami. Un vibrafono in sottofondo alle ultime note di Little Wing, il lamento in loop alla fine di Black. Il modo di uscire e rientrare della chitarra elettrica tra le strofe di Let me in.
Ognuno può percepire qualcosa di diverso, con quei "suoni strani", o suoni - civetta, può anche pensarli come è più giusto, umile e corretto, forse, semplici segni della creatività dell’autore. Ma una volta sentiti, forse, non può fare a meno di notare solo quelli, in un pezzo, candeline da aspettare a spegnere su una torta di compleanno, finché il resto del mondo ha finito di cantare tanti auguri come riesce. E saranno quelle candeline con la loro fiamma che oscilla che ricorderai, riguardando il filmino e le foto di gruppo.
Con le sette note, come succede, a volte, con le persone.

BUNGEE JUMPING - AFTERHOURS
Cadere all’ingiù, vedere da lì
Le cose al contrario su te
Cadere più giù, cadere con te
C’è un circo che ci abbraccia intorno a noi
La tigre sarà la stabilità
Non dargli mai le spalle se vuoi
Che tutto sia ok fra voi
Qui nell’aria puoi capire
Quando è tardi per cambiare idea
E’ troppo tardi per sentirmi nuovo
Tardi per sperare
E’ troppo tardi per cambiare ancora


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domenica 16 ottobre 2005 - ore 18:51


Post-rave chill
(categoria: " Pensieri ")


Dormire otto ore è per me è un’impresa ardua. Lo è stato anche stare in piedi fino alla tarda mattinata, ma una cassa che pulsa(r) fa un effetto analgesico straordinario, non ti fa sentire il cuore, i pensieri della settimana, gli scazzi ed il peso di ogni giorno. E musica fu. Chissà come sarà stata l’ombralonga oggi..
Was it just a warning?

HOW COULD YOU WANT HIM WHEN YOU KNOW YOU COULD HAVE ME - SPIN DOCTORS
I’m quite contented to take my chances
Against the Guildensterns and Rosencrantses
It’s a matter of Cain and Abel
And I can feel your knee underneath the table

He doesn’t dangle by the seraphim
He only wants a pretty face by him so
How could you want him when you know you could have me

See the pigeons peck and peck to pay the dues
They peck a little extra to re-sole their shoes
He’s with the pigeons pecking crumbs
I’m on my death bed bleeding with the cherubim

He doesn’t dangle by the seraphim
He only wants a pretty face by him so
How could you want him when you know you could have me

Ferocious angels send mefalling stars
But I know just how dangerous wishes are
Ferocious angels watch me come and go
But I’m not too smart to go barging off of roof tops today

Sit out September on the windowsill
Cause you can’t drink wine from a two dollar bill
Saint Christopher lives on the end of the quill
Leave him a diamond in your last will

He doesn’t dangle by the seraphim
He only wants a pretty face by him so
How could you want him when you know you could have me


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sabato 15 ottobre 2005 - ore 14:47


Ask me I won’t say no how could I
(categoria: " Musica e Canzoni ")



Lui è DJ Falcon. Esiste già google, non sarò certo io a dirvi chi sia. Su Google, però, non c’è scritto che stasera quell’uomo si troverà dietro un banco consolle in via Bernina. Mi sembra che il locale si chiami Pachuca. Pachuca Club. Questa non è pubblicità, questa è musica. Come la musica che ti fa tenere un braccio appoggiato alla pancia e l’altro inclinato, con un dito appoggiato sotto le labbra, sul mento, per goderti uno spettacolo, concerto, set, presentazione che sia. E’un marchio di fabbrica. E non solo mio.

THERE’S A LIGHT THAT NEVER GOES OUT - THE SMITHS
Take me out tonight
Where there’s music and there’s people who are young and alive,
Driving in your car
I never never want to go home
Because I haven’t got one, anymore

Take me out tonight
Because I want to see people and I want to see light,
Driving in your car
Oh please don’t drop me home
Because It’s not my home, It’s their home
And I’m welcome no more

And if a double-decker bus crashes into us
To die by your side, such a heavenly way to die
And if a ten-ton truck kills the both of us
To die by your side
Well the pleasure and the privilege is mine

Take me out tonight
Oh take me anywhere, I don’t care, I don’t care, I don’t care
And in the darkened underpass I thought oh God, my chance hascome at last
But then a strange fear gripped me and I just couldn’t ask
Take me out tonight
Take anywhere, I don’t care, I don’t care, I don’t care
Just driving in your car
I never never want to go home
Because I haven’t got one, Oh Lord
No I haven’t got one.

There is a light that never goes out...


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sabato 15 ottobre 2005 - ore 04:06


A wave came crashin’like a fist to the jaw
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Serata spettacolare. Dal DNA al DNA. Con un sacco di musica in mezzo, dal Krystal allo Spaccone, con la musica di Kais, Mist, Meuamigorastamanno, adj Manuel. La musica ha la cassa. Pure io. Bel parlare stasera. Quasi pronto per una costola Daft Punk, tra qualche ora, tra le quattro mura nere. Una serata che aspetto da più di un mese.

VARANASI BABY - AFTERHOURS
Vedi mai una stella cadere
E non ricordi cosa desiderare
Non c’è niente dentro me qui a Varanasi
Perchè dentro ci sei tu, la mia Varanasi Baby
Sai che io non penso più a nessuno
Sai che io non voglio più nessuno
Non ho niente dentro finchè dentro tu ci sei
Anche se non ricordo più il sapore che hai Varanasi Baby
Ora so che ogni uomo trova la sua dannazione
Un rettile può cambiar pelle ma non cambia il cuore
Ma soffri solo un pò per poi non soffrire più
Non ho niente dentro, perchè dentro ci sei tu Varanasi Baby


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venerdì 14 ottobre 2005 - ore 09:59


When ya got a job 2 do u gotta do it well (was: Lesson 3 - Album browsin’)
(categoria: " Pensieri ")


Nella sede di un giornale c’è sempre l’ufficio arretrati. Qui in questo scantinato - nonostante - il - secondo - piano ci sono oggetti e gastrite a ricordarmi i miei. Ci sono due pc fissi di clienti con problemi di accensione, c’è un estratto conto di una delle mie droghe preferite, chiamata carta di credito, c’è un post-it con più aggiunte che scritte a ricordarmi ciò che devo fare. Ad esempio comprare un biglietto per Nizza, ed in secondo luogo uno per Barcellona. Od andare a ritirare il vestito serio in lavanderia, perché tra poco c’è una docenza importante a Milano, come l’anno scorso, meglio, diciamo. Ci sono i favori promessi agli amici, c’è una parte della mia vita da mettere a posto, che continuerà imperterrita a restare lì, accatastata in armadio, tra le cartacce, le cartine, i maglioni piegati alla buona, le foto da tirare fuori ogni tanto, quelle da non vedere più, i libri che ti sei promesso di leggere o rileggere negli ultimi 6-7 mesi e passati nel dimenticatoio in favore di altre luci votive intraviste attraverso un’inferriata. C’è il mal di Amsterdam che mi farebbe comprare al volo un biglietto, ma quel cattivo buon senso mi chiede di aspettare ancora un paio di mesi. C’è l’angoscia, manca il fiato, ci sono tessere colorate e vetri appannati, c’è nebbia a qualsiasi ora e ci sono luminarie natalizie che appaiono e scompaiono. C’è Ziggy Stardust che fa l’amore con il suo ego, aspettando che i ragazzi lo uccidano. C’è un fegato che invoca pietà, c’è uno sconvolgimento nei ruoli di angeli e diavoli, se andare a cenare una volta all’anno a Vicenza con i miei significa prendere una cassa colossale, da sedare a mezzo combustione. C’è l’ultima fanzine del Ten Club con un sacco di maglie, gadget, merch vario ed un dvd che ancora ti manca da ordinare quanto prima. C’è il mio ibook che non si accende più e devo ancora portarlo in assistenza. Ci sono idee e proposte per rendere la stagione più carica, ce ne sono altre per fare progetti per la prossima estate. Sapendo benissimo che quella appena trascorsa non ha intenzione di terminare.

That’s what I call ’wednesday’

Powerbookin’

Dancefloor risin’

Stairs are dancin’

Daft approachin’

Dj vanishin’

Friends returnin’


COIN OPERATED BOY - DRESDEN DOLLS
Coin operated boy
sitting on the shelf he is just a toy
but i turn him on and he comes to life
automatic joy
that is why i want a coin operated boy

made of plastic and elastic
he is rugged and long-lasting
who could ever ever ask for more
love without complications galore
many shapes and weights to choose from
i will never leave my bedroom
i will never cry at night again
wrap my arms around him and pretend....

coin operated boy
all the other real ones that i destroy
cannot hold a candle to my new boy and i’ll
never let him go and i’ll never be alone
not with my coin operated boy......

this bridge was written to make you feel smittener
with my sad picture of girl getting bitterer
can you extract me from my plastic fantasy
i didnt think so but im still convinceable
will you persist even after i bet you
a billion dollars that i’ll never love you
will you persist even after i kiss you
goodbye for the last time
will you keep on trying to prove it?
i’m dying to lose it...
i want it
i want you
i want a coin operated boy.

and if i had a star to wish on
for my life i cant imagine
any flesh and blood could be his match
i can even take him in the bath

coin operated boy
he may not be real experienced with girls
but i know he feels like a boy should feel
isnt that the point that is why i want a
coin operated boy
with his pretty coin operated voice
saying that he loves me that hes thinking of me
straight and to the point
that is why i want
a coin operated boy


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giovedì 13 ottobre 2005 - ore 05:15


See you at da crossroads (so you won’t be lonely), see you at da crossroads
(categoria: " Pensieri ")


Pieni. Carichi. Senza pensieri. Con un sacco di gente da salutare, tante belle donne da invitare alle prossime serate, gli sguardi sorridenti, le persone felici che aspettano un drink, un saluto.. Gli assenti che si fanno vivi.
Non so chi fosse davvero Ilaria. Ilaria era la sorella di un altro conoscente. Era una quasi-infermiera che voleva assistermi nel caso di una "simpatica" operazione. L’ho sempre vista solo sorridente. Era ai concerti, era al City Hall, al Country.. era in stazione quando compravo i biglietti per la Puglia. Era sempre allegra. Spero solo che ora stia meglio. E’la seconda volta che una notizia del giornale diventa triste realtà vicina. Sono passati quasi sei anni, ma certe cose non passano.
Come una locandina del "mattino" dopo un treno di sconvolti rientrati da un capodanno a Bologna, come un cimitero pieno di ragazzi in visita, come una sigaretta su una tomba, come un "perché?" che si aggiunge ogni giorno agli altri, come le domande senza risposta, come l’essere soli di fronte alla tristezza.
Eri jaja, su spritz.it. Per chi ti ha conosciuto, eri di più. Buonanotte.

MALE IN POLVERE - AFTERHOURS
Cento demoni giocano con te
Come puoi sentirti solo più che mai
Uomo orribile hai cibo in polvere
Che mi fa accettare di essere finito

E ti dici che andrà bene se
hai l’orgoglio per il tuo niente
Non mentire su te
Con te

ma c’era un male in lei
Che non si cura mai
Nè coi baci nè con la cocaina sai
Senza lacrime senza regole
E’ soltanto male in polvere

Ciò che conta sei tu
Sei tu

Cento demoni viaggiano con te
Ma la testa sa che ci sei solo tu


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mercoledì 12 ottobre 2005 - ore 10:13


Aftershow? Parti.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Un bel gruppo di persone all’opera, a realizzare in pochi giorni un’impresa notevole.. e il DNA si trasformò nel club dove si è potuto assistere ad un grande show. Un gruppo musicale che partorì un pezzo che "apriva" le serate al Pachuca per una stagione, un batterista che sta a fianco dei Pornopilots durante le prove, aiutando a girare la batteria.. e la musica, che parla più di tutto il resto, colonna sonora anche per i momenti da ricordare, dal camerino al sottopalco, dalle fughe al bar per una bottiglia di whiskey a quelle per prendere la pastasciutta. E l’arrivo di Merch al locale con conseguente giro turistico di tre minuti al Banale, con finale di Kebab, prima dell’aftershow.. non senza che una ragazza ci stupisse parlando del locale. Un bel pubblico, pure. Ed un’altra nottata finita in divano. E terminata alle otto e mezza dal primo cliente. Buongiorno mondo... a voi. Complimenti Riccardo-Mist, Roby-bradipo e Loris. E ai Pornopiloti, ovviamente.
Stasera Pachuca. Io sarò lì, da qualche parte. E aspetto.

CAN’T STAND ME NOW - THE LIBERTINES
An ending fitting for the start
you twist and tore our love apart
your light fingers through the dark
that shattered the lamp
and into the darkness cast us...

No you’ve got it the wrong way round
you shut me up and blamed it on the brown
cornered the boy kicked out at the world...
the world kicked back
alot fuckin’ harder now

If you wanna try, If you wanna try
there’s no worse you could do (oh oh oh)
I know you lie (I know you lie)
I’m still in love with you (oh oh oh)

Can’t take me anywhere
(Cant take you anywhere)
Can’t take me anywhere
(wouldn’t take you anyway)
I’ll take you anywhere you wanna go

by YOU CAN’T STAND ME NOW
YOU CAN’T STAND ME NOW
CAN’T STAND ME NOW
CAN’T STAND ME NOW

Have we enough to keep it together?
or do we just keep on pretending
(and hope our luck is never ending..)
You tried to pull the wool
I wasn’t feeling too clever,
you tool all that they’re lending
until you needed mending...

If you wanna try...etc

YOU CAN’T STAND ME NOW


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martedì 11 ottobre 2005 - ore 14:02


Auguri Lapo
(categoria: " Pensieri ")


Non capisco. Continuo a non capire come si faccia a mettersi a giudicare gli altri pensando a chi sono. Un amico, un conoscente, una morosa ha diritto a prendere una balla, a farsi qualche tromba, a infilarsi ciò che vuole in naso e bocca, ed al massimo si dice cazzi suoi o poveretto. Pochi, credo, di chi fa parecchia "vita sociale" non hanno mai preso un cazzo. Inteso anche una "semplice" sbornia di vino in bettola. Se sono a terra, magari, decido di uscire per non pensare. E, magari, non ho voglia di andare al cinema. Magari ho voglia di schiantarmi in divano da qualcuno e farmi, magari, del "male". Il concetto di male, poi, è una delle cose più soggettive al mondo. Se un mio caro amico venisse a sapere che sono devastato a casa di altri, non credo mi toglierebbe il saluto. Non è mai successo, parlando di fatti. Magari mi chiede se voglio uno strappo, se ho bisogno di compagnia, se può fare qualcosa per me. Ci sarà già un esercito di sconosciuti a guardarmi male, che so, per le occhiaie. O perché cammino storto per strada. O perché emano un alito fetido percepibile anche solo da chi mi incrocia. O per gli occhi rossi. Per quello che uno può saperne, potrei essere nella merda fino al collo, ed avere a modo mio cercato di pensare di meno, anche se solo per un po’. Oppure potrei essere reduce, che so, dalla mia festa di laurea, ed aver ingurgitato tutto quello che mi capitava sotto mano per festeggiare. O, magari, ho solo vomitato per un colpo di freddo, o per il reflusso. Però non sto rompendo i coglioni a nessuno. Non mi metto, magari, al volante, mi faccio una passeggiata, prendo tempo. E se ho fatto del male a qualcuno, l’ho fatto a me. La questione "droga", poi, è delicata. Il mercato regolare non la offre, o ne offre surrogati in farmacie e smartshops. Trovare un pezzo di coca è molto più semplice che trovare un "ciospo" di maria, ma non è comunque qualcosa di "utilizzabile in pubblico". Ed allora esci con gli amici, ti nascondi, conosci altra gente con il tuo "lecchetto", a volte persone simili a te, altre volte ricconi, in altri casi personaggi un po’naif, se giri intorno alle piazze arriverà di sicuro qualche faccia conosciuta al sert con aria disperata, supplicandoti di offrirgli qualcosa. Lo sappiamo tutti, come funziona, o quasi tutti, se giri un po’di locali conosci più o meno ogni sorta di animale di questa terra. E sai come procurare più o meno qualsiasi cosa, per lo meno per sentito dire, dal documento falso, allo sblocco del cellulare, a una dose di chissà quale sostanza, alle schede pirata per i decoder.. Ma a tanti piace fare finta di niente. E fare la morale agli altri. Cazzo, quanta rabbia perché il rampollo degli Agnelli si è "fatto". Nessuno di noi sa, e non avrebbe, comunque, il diritto di saperlo, quale sia la sua condizione. Magari è la persona più triste del mondo (e qui la "suocera" di turno uscirà con con tutti quei soldi, chissà come dovrebbero sentirsi i bambini che muoiono di fame... bravi, mia nonna avrebbe detto di meglio!), o, magari, ha perso il controllo per una sera... O magari ha voluto prenderlo. Per una volta, per un periodo, per i CAZZI SUOI. Come hanno fatto i pezzi di merda che al suo ricovero hanno dedicato un’EDIZIONE STRAORDINARIA di giornali radio o televisione. Tanto per dare al popolino qualche altro pettegolezzo di cui parlare. Magari al popolino invidioso e felice, se l’è cercata, ghe sta ben. O ai finti tolleranti e libertini che ora fanno battute per il fatto che fosse in appartamento con dei trans. Che terribile offesa al comune senso del pudore. Senso del pudore di sto cazzo.
Io ieri sera stavo male, a modo mio ho rispettato il motto "quando Bacco inventò il vino, gli uomini si ubriacarono". Non sono certo finito in ospedale, non ero con gente strana. Ma ho iniziato a fare scherzi al mio umore presto, credo prima di cena. Alle tre e mezza di notte ero in divano, e stamattina mi ci sono svegliato sopra, ancora vestito. Forse mi può dire qualcosa mia madre. Forse qualcuno che non mi conosce si farà una certa idea di me, onestamente me ne frego. Forse chi mi conosce non ne sarà contento. Ma se sentissi uno che mi dice guarda come sei ridotto avrei due scelte, dargli ragione o mandare a fanculo le buone maniere. Se io avessi un secondo cognome "Fiat" mi sentirei autorizzato a mandare a cagare tutta la gente che mi ha sbattuto in prima pagina per sputtanarmi. Io, in fin dei conti, ero solo per i cazzi miei, a far del male a me stesso, e pure questo è tutto da vedere. "Quanto" male lo so solo io.

AUF ACHSE - FRANZ FERDINAND
You see her, you can’t touch her
You hear her, you can’t hold her
You want her, you can’t have her
You want to, but she won’t let you
You see her, you can’t touch her
You hear her, you can’t hold her
You want her, you can’t have her
You want to, but she won’t let you

She’s you’re not so special so look what you’ve done, boy
She’s you’re not so special so look what you’ve done, boy
She’s you’re not so special so look what you’ve done

Now you wish she’d never come back here again
Oh, never come back here again

You see her, you can’t touch her
You hear her, you can’t hold her
You want her, you can’t have her
You want to, but she won’t let you

You see her, you can’t touch her
You hear her, you can’t hold her
You want her, you can’t have her
You want to, but she won’t let you

She’s you’re not so special so look what you’ve done, boy
She’s you’re not so special so look what you’ve done, boy
She’s you’re not so special so look what you’ve done


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lunedì 10 ottobre 2005 - ore 13:15


Heaven in hell
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Un giro a sentire l’odore di un’aria diversa. Camminare per strade dove non andavo da un po’, guardandosi intorno, sentendo qualcosa di strano in ciò che respiri. Trovare comunque facce più o meno note, per caso. E trovare il modo di sorridere per un po’, tra un improponibile programma "Logos", mixato da tale Dariush, con una assurda Tina che farfuglia frasi senza senso sopra la musica, su una radio trash ed un interminabile torneo di biliardino, quadrangolare pachuca, momo, manuel, corradino, special guests cali, dadi & spaccone staffs. Una macchina dei Carabinieri impazzita a Santa Maria di Sala, un’altra che ti segue al Plebiscito. Stai catalizzando tutto ciò che non va verso quello che non c’è. Quando andare a letto messo in un certo modo è l’unico modo possibile. Stamattina clienti e oggi il funerale dell’uomo che sorrideva sempre, che somigliava un po’a Doc di Ritorno al Futuro, che faceva sempre battute quando portava il vino, l’affettato, la cena. E che non si lamentava mai, anche quando il Refosco lavorava per ore per quattro disperati ad un tavolo. Pensi a cosa dirai a Lele.. e pensi che, alla fine, hai la testa altrove.

WHAT IF - COLDPLAY
What if there was no light
Nothing wrong, nothing right
What if there was no time
And no reason, or rhyme
What if you should decide
That you don’t want me there by your side
That you don’t want me there in your life

What if I got it wrong
And no poem or song
Could put right what I got wrong
Or make you feel I belong

What if you should decide
That you don’t want me there by your side
That you don’t want me there in you life

Oooooooh that’s right
Let’s take a breath, jump over the side
Oooooooh that’s right
How can you know it if you don’t even try
Oooooooh that’s right

Every step that you take
Could be your biggest mistake
It could bend or it could break
But that’s the risk that you take

What if you should decide
That you don’t want me there in your life
That you don’t want me there by your side

Oooooooh thats right
Let’s take a breath, jump over the side
Oooooooh that’s right
How can you know it when you don’t even try
Oooooooh that’s right

Oooooooh thats right
Let’s take a breath, jump over the side
Oooooooh that’s right
You know that darkness always turns into light
Oooooooh that’s right


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