OGNI GIOVEDI 15-1630 SU RADIO SHERWOOD

5 GIUGNO DJSET @ MAGNOLIA - MI AMI FESTIVAL (MI)
DAL 18 GIUGNO AL 17 LUGLIO SHERWOOD FESTIVAL
19 GIUGNO DJSET @ BIG BOY
25 GIUGNO DJSET @ BANALE
26 GIUGNO DJSET @ WHATEVER (TRIESTE)
3 LUGLIO DJSET CON DENTE @ SHERWOOD FESTIVAL
DAL 25 MAGGIO, OGNI MARTEDI E VENERDI
@ BANALE COLONIA ESTIVA - PADOVA
RESIDENT @ NEW AGE, BANALE, WAH WAH CLUB, SHERWOOD
ESTRAGON AFRAID EVENTS
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domenica 9 ottobre 2005 - ore 13:21
The panic, the vomit, God loves his children, God loves his children, yeah
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il tatto non è cosa da tutti. Anche alle quattro del mattino.
Pure morning appena svegli mette tachicardia. Meno di un messaggio prima di provare a prendere sonno. Un grazie speciale a chi ogni sera fa di tutto per far divertire gli altri e pensare un po’di meno alla settimana, un altro al Salvetti nazionale.. e alle piadine di Alfio che restano schifosamente sullo stomaco.
This week @ pachuca club (.com)

Adj mumblin’

Tokyo drinkin’

DaWisualisin’

Spanty not accomplishin’

Shirt displayin’

Crowd is dancin’

DJs drinkin’

Girls relaxin’

Friends are smilin’

LFP huggin’

M.A.N.D.Y. was playin’

Daniel 2 momos dividin’
Quando si mette un apostrofo si omette qualcosa che è superfluo scrivere
’
CHOP SUEY - SYSTEM OF A DOWN
Wake up
Grab a brush and put a little (makeup)
Grab a brush and put a little
Hide the scars to fade away the (shakeup)
Hide the scars to fade away the
Why’d you leave the keys upon the table?
Here you go create another fable
You wanted to
Grab a brush and put a little makeup
You wanted to
Hide the scars to fade away the shakeup
You wanted to
Why’d you leave the keys upon the table?
You wanted to
I don’t think you trust
In, my, self righteous suicide
I, cry, when angels deserve to die, die
Wake up
Grab a brush and put a little (makeup)
Grab a brush and put a little
Hide the scars to fade away the (shakeup)
Hide the scars to fade away the
Why’d you leave the keys upon the table?
Here you go create another fable
You wanted to
Grab a brush and put a little makeup
You wanted to
Hide the scars to fade away the shakeup
You wanted to
Why’d you leave the keys upon the table?
You wanted to
I don’t think you trust
In, my, self righteous suicide
I, cry, when angels deserve to die
In, my, self righteous suicide
I, cry, when angels deserve to die
Father, father, father, father
Father into your hands, I commend my spirit
Father into your hands
Why have you forsaken me
In your eyes forsaken me
In your thoughts forsaken me
In your heart forsaken, me oh
Trust in my self righteous suicide
I, cry, when angels deserve to die
In my self righteous suicide
I, cry, when angels deserve to die
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sabato 8 ottobre 2005 - ore 14:12
Ma ho fatto i miei conti e ho scoperto che non possiedo di più
(categoria: " Pensieri ")
Al mondo esistono pure le facce da culo. Sono tante, sono impossibili da guardare, sogneresti una minore clemenza da parte della selezione naturale. Amen. Fortunatamente ne trovo poche, nelle mie abituali fogne di ritrovo.
Quando scoprii quel libro di Redfield credevo di avere un libretto new age del cazzo sottomano. C’è voluto poco, invece, per rendermi conto che La Profezia di Celestino non era una fantozziana cagata pazzesca, un po’come la Corazzata Potemkin o Pina, che quando Ugo le dice ma tu mi ami? prende un po’di tempo e risponde io ti stimo tantissimo.
Le coincidenze sono delle brutte bestie, come i mostri, come tutto ciò che non esiste eppure vive con noi, a fianco a noi. Così capita che mentre parli con un amico, con un milione di paesini in Italia, una terza persona a te sconosciuta affermi di venire proprio da un posto a caso. E quando, mezz’ora dopo, sali in macchina viene naturale associare il rumore del cambio che scricchiola e del vetro che si apre, cigolando, all’odore diverso dell’aria che inizia ad arrivare, una volta che imbocchi quella prima curva di strade a te praticamente sconosciute, al silenzio di una stretta via a doppio senso, all’umidità di un argine, ad un abbaiare sconosciuto.. al resto, come se non bastasse.
Piazzale Bernina, lo ripeterò sempre, ha qualcosa di speciale. DNA e Spaccone, vedere gli amici, sentire musica, sentirti a tuo agio. I tuoi colleghi che ti spingono ad una quantità indefinita di giri di shot. Il dono della terra che inizia il giro turistico dai polmoni per salire dritto in testa. Ed un disinteresse totale che dimostri persino agli agenti che fanno un controllo nel locale, quando, in altre condizioni, avresti avuto un sussulto. I telefoni abbandonati su un tavolo, l’aria che ti batte sul collo e fa male. La patente scordata al locale, e ci pensi solo quando ormai sei arrivato. Un altro giro ed una pozza sul Borgomagno che fa provare alla macchina l’emozione di ballare come Michael Jackson. I pensieri non si spengono mai. Il silenzio del "tuo" mondo, però, li amplifica. Spaesato. Per un paese, per una siepe, per un dondolo, per un divano, per una pizza con le sbrise non mangiata.
AGAINST ALL ODDS - PHIL COLLINS
How can I just let you walk away,
just let you leave without a trace
When I stand here taking every breath with you, ooh
You’re the only one who really knew me at all
How can you just walk away from me,
When all I can do is watch you leave
Cos we’ve shared the laughter and the pain
and even shared the tears
You’re the only one who really knew me at all
So take a look at me now,
oh there’s just an empty space
And there’s nothing left here to remind me,
Just the memory of your face
Ooh take a look at me now,
well there’s just an empty space
And you coming back to me
is against the odds
and that’s what I’ve got to face
I wish I could just make you turn around,
Turn around and see me cry
There’s so much I need to say to you,
So many reasons why
You’re the only one who really knew me at all
So take a look at me now,
well there’s just an empty space
And there’s nothing left here to remind me,
just the memory of your face
Now take a look at me now,
cos there’s just an empty space
But to wait for you, is all I can do
and that’s what I’ve got to face
Take a good look at me now,
cos I’ll still be standing here
And you coming back to me
is against all odds
It’s the chance I’ve gotta take
Take a look at me now
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venerdì 7 ottobre 2005 - ore 14:21
Vaffanculo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Al Mac che non si accende più quando ne hai più bisogno
Allautoradio nuova che ha la plancia per i cazzi suoi
Alla mia memoria
Alla sfortuna
Alle visite mediche
Al tumore che ha fottuto il padre di Lele
Alle fatture che non si trovano
Agli organi che odi e ti odiano
Alle bibite
Agli additivi
Allestate
A me
Alla musica.
CERCHI NELLACQUA - PAOLO BENVEGNU
Frantumare le distanze
Superare resistenze
E riconoscersi per creare
Camminare senza chiedersi perché
Il tuo viso le mie mani
Sono la stessa gioia immensa
È luce invisibile da succhiare
Camminare senza chiedersi perché
E fermarsi un istante per considerare
che il respiro è un dettaglio
Che ci rende uguali
Come cerchi nellacqua
che non sanno nuotare e si infrangono
Frantumare le distanze
Superare le esistenze
E riconoscersi per creare
Camminare senza chiedersi perché
E fermarsi un istante per considerare
che ogni istante si scioglie
In quello a venire
Come cerchi nellacqua
che non sanno nuotare e si infrangono
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giovedì 6 ottobre 2005 - ore 14:32
(categoria: " Vita Quotidiana ")
C’è il pianoforte di Tori Amos. Il Wi-fi davvero ovunque. Le forze dell’ordine che ti fermano alle sei del mattino. C’è tutto, insomma.
?
update
non cè un cazzo di niente
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mercoledì 5 ottobre 2005 - ore 11:52
The wind cries Mary
(categoria: " Viaggi ")
Il parcheggio del Gasoline, meeting point abituale per le pornogiornate, la mattina alle sette e mezza sembra un luogo per scambisti. Arrivano dopo qualche minuto Luca ed Enrico, si parte alla volta di Ravenna. Pausa in autogrill per recuperare una scorta di sigarette che presto si rivelerà inadeguata. Dopo l’uscita di Boara il buio, mi risveglio in automatico, guarda caso sulle note iniziali di Pelle, e giusto prima del cartello di Ravenna, giusto per farsi male. Che strano. Si scopre a malincuore che esiste un tale MAURO De Andrè, al quale è stato intitolato il palazzetto. Nemmeno la decenza, per una kermesse musicale, di sostituire parte dell’insegna con un nome più meritevole ed adatto. Il nostro primo incontro è con il promoter, e scopriamo piano piano che l’accento dei gruppi presenti è un ibrido tra romano, salentino e siculo. Siamo pur sempre, poi, in un palasport con una sola gradinata. Amen. La mattinata scorre tra pause sigaretta, blitz in bagno e strani segni sullo schermo del telefono, fino alla realizzazione dell’insegna luminosa Bar Aperto. Menù da 6 euro, per risparmiare, ovverosia assaggino di primo, bistecca bonsai, carote che sembrano orecchiette al pomodoro (sarà il branca), campioncino di birra. Per risparmiare, appunto. Serve una bottiglia di vino. Fatta. Io per risparmiarmi decido di investire 15 euro in Brancamenta. Fa più caldo, obiettivamente. Faccio la conoscenza con un improbabile impresario con il quale gli argomenti sono i più disparati: droga, alcool, cachet dei gruppi, droga, alcool, cachet dei gruppi. Nel frattempo, carrambata di un mio fotografo amico del mio ex coinquilino di Cento. La gente ci guarda con diffidenza. Forse per gli ammanicamenti. Forse per l’andatura sbadata dovuta alla bibita. Forse per le brutte compagnie. Boh. Iniziano i check di gruppi bravi (pochi), gruppi improbabili (tanti), interpreti (pare di stare al karaoke) e cantautori (genio e sregolatezza - la seconda che ho detto). C’è anche il Britti più brutto ma coe canxon pi bee (lucadido dixit). Arriva il resto dei pornopiloti, con Ivan felice e patentato. Decido che non di solo tabacco vive il momo. Tensione, check. Sguardi di ammirazione, macchina fotografica calda. Fine check, punta alle sette, in teoria. Punta quasi alle nove, in pratica. Riccardo Fogli, Ducret, Milton, eccetera. Deja vù di tre anni fa. Non capisco più un cazzo. Showtime. E’un muro di suoni, i ragazzi degli altri gruppi ballano e battono le mani. 4 minuti di rock, e Libera piace a tutti da subito. Il presidente della giuria batte il tempo con la penna sul tavolo, mi viene comunicato poi. Commenti più che positivi dal pubblico, è ora di cena. Mi tengo lontano dalle bottiglie di vetro, tra un po’è ora di dedicarsi alle arti dei miscugli. Sentiamo tutte le esibizioni, Ivan scopre in Riccardo Fogli il suo padre putativo. Il maestro Max suona la chitarra divinamente. Scopriamo che non era necessario restare lì, il risultato arriverà via mail. Sì, ifdtm. Viaggio. Doppio. Aspettando un autogrill, una Burn, un nuovo pacchetto di sigarette. Dna, c’è pure Claudio. Assenzio (grazie Luca). Acqua (grazie Ale). Additivo. Branca (grazie Roby). Ancora pioggia, non si ferma. Saluti, buonanotte. Stocazzo. Spaccone. C’è Manuel. Chiacchere. In dopa trovo la mia cura. Magari. Ma stasera c’è il Pachuca. Non capisco più un cazzo. Vai con la seconda.
I’M SO TIRED - THE BEATLES
I’m so tired, I haven’t slept a wink
I’m so tired, my mind is on the blink
I wonder should I get up and fix myself a drink
No,no,no.
I’m so tired I don’t know what to do
I’m so tired my mind is set on you
I wonder should I call you but I know what you would do
You’d say I’m putting you on
But it’s no joke, it’s doing me harm
You know I can’t sleep, I can’t stop my brain
You know it’s three weeks, I’m going insane
You know I’d give you everything I’ve got
for a little peace of mind
I’m so tired, I’m feeling so upset
Although I’m so tired I’ll have another cigarette
And curse Sir Walter Raleigh
He was such a stupid git.
You’d say I’m putting you on
But it’s no joke, it’s doing me harm
You know I can’t sleep, I can’t stop my brain
You know it’s three weeks, I’m going insane
You know I’d give you everything I’ve got
for a little peace of mind
I’d give you everything I’ve got for a little peace of mind
I’d give you everything I’ve got for a little peace of mind
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mercoledì 5 ottobre 2005 - ore 04:13
Post - Ravenna chill
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Pornopilots spettacolo. Oggi è già Pachuca.
Ringo alla radio voleva fare sentire le persone nel deserto. Sarà stato il brancamenta, la superstrada di "ai confini della realtà" o sarò stato io.. ma sembra di stare lì. Due canzoni meritevoli. Oltre alla nave di cristallo. Vai con la prima.
I’M NOT IN LOVE - 10CC.
I’m not in love
So don’t forget it
It’s just a silly phase I’m going through
And just because
I call you up
Don’t get me wrong, don’t think you’ve got it made
I’m not in love, no no, it’s because..
I like to see you
But then again
That doesn’t mean you mean that much to me
So if I call you
Don’t make a fuss
Don’t tell your friends about the two of us
I’m not in love, no no, it’s because..
I keep your picture
Upon the wall
It hides a nasty stain that’s lying there
So don’t you ask me
To give it back
I know you know it doesn’t mean that much to me
I’m not in love, no no, it’s because..
Ooh you’ll wait a long time for me
Ooh you’ll wait a long time
Ooh you’ll wait a long time for me
Ooh you’ll wait a long time
I’m not in love
So don’t forget it
It’s just a silly phase I’m going through
And just because I call you up
Don’t get me wrong, don’t think you’ve got it made
I’m not in love
I’m not in love
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martedì 4 ottobre 2005 - ore 03:02
Ho dei centimetri di cielo sotto ai piedi
(categoria: " Pensieri ")
Le persone fanno così. Saltano, sperando che Dio li faccia volare. Perchè altrimenti cadiamo giù come sassi, e mentre precipitiamo ci chiediamo: ma perchè diavolo sono saltato giù? Così si diceva in un film appena finito. Per il momento sono libero di scendere verso Ravenna, Pala De Andrè, un posto con un nome così importante, per le selezioni di Sanremo Rock, con i Pornopilots. Salire dal mare, passando dal cuore. Sveglia tra quattro ore. Se andassi a letto.
MAN OF THE HOUR - PEARL JAM
tidal waves don’t beg forgiveness
crash, then on their way
father, he enjoyed collisions
others walked away
the snowflake falls in may
and the doors are open now
as the bells are ringing out
cause the man of the hour
has taken his final bow
goodbye for now
nature has its own religion
gospel from the land
father ruled by long division
young men, they pretend
old men comprehend
and the sky breaks at dawn
shedding light upon this town
we all come ’round
cuz the man of the hour
has taken his final bow
goodbye for now
and the road, the young man paved
the broken seams along the way
the rusted signs, they’re just for me
he was guiding me, love, his own way
now the man of the hour
has taken his final bow
as the curtain comes down
i feel that this is just
goodbye for now
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lunedì 3 ottobre 2005 - ore 04:05
I should have changed my fuckin’lock (was: 1 chiamata senza risposta)
(categoria: " Pensieri ")
Ti sei ripreso dalla nottata finita dopo le sei del mattino. Però piove. Sei riuscito a dormire per una quantità di ore quasi impensabile, per tanti altri normale. Sei carico per uscire, hai voglia di fare qualcosa, per non stare a casa a pensare. Però piove. Ti trovi con una tua amica e vai ad un concerto. Rivedi un sacco di persone, bevi la tua birra a tuo agio quanto sul tuo divano alla finale di coppa campioni. Riparti e maledici chi ha deciso che Guizza, corsie del metrobus e pioggia potessero stare assieme, senti l’adj e lo raggiungi allo Spaccone. In quattro a parlare di musica, per cambiare, e a sorpresa emerge "Alta Fedeltà". Sarabanda improvvisata. Riparti, sfidando l’altra triplice intesa vicolo del portello - diluvio - ciottolato. Dialogo intercorsia. Però piove. Troppo. Le sospensioni non sono più quelle di una volta, le luci si fulminano e le spazzole dei tergicristalli farebbero meno danni a non esistere. Contento di essere arrivato, guardi un’ultima volta il telefono e ti appresti ad andare in branda, anche perché è lunedì, ed è durissima. C’è pure roba bella su Sky, c’era mezza mozzarella in frigo, il lavoro va bene. Però piove. Davvero troppo. Sottilissima astrazione trasparente, sonnecchiava infastidita, la coscienza paludosa dell’eterna ambiguità. E sui raduni ovali scorrono confusioni per non fare, è vietato voltarsi indietro e ricordare
THE TOCSIN - FOOL’S GARDEN
You saw her standing at the gateway
With her hands in the clouds
But the higher she is moving up
The more it gets you down
And she’s waiting in the afterglow
With her eyes somewhere else
It’s like she says: "Don’t let it worry you"
Was it just a warning, someday you might awake
Maybe all inside of you is not enough for what you take
Was it just a warning
Someday you might awake
And maybe all inside of you
Maybe you’ll fail
Somewhere out where you are standing still
And shovel dust in the wind
Someone told you’d better wait until the rain will begin
Maybe it’s time for reflections and the night endless long gives
You chance enough to make believe it’s going on
Was it just a warning
Someday you might awake
Maybe all inside of you
is not enough for what you take
Was it just a warning
Someday you might awake
And maybe all inside of you,
Maybe you’ll fail
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domenica 2 ottobre 2005 - ore 15:55
We shall go on playing or find a new town
(categoria: " Vita Quotidiana ")
A volte si può ascoltare anche della musica del cazzo, e spegnere lo stereo. Grazie a tutti per ieri, vedere nascere una serata ha effetti analgesici, a volte. E Bertallot e Fiore, ma soprattutto la loro musica, hanno dato vero spettacolo.

MARMELLATA 25 - CESARE CREMONINI
ci sono le tue scarpe ancora qua,
ma tu te ne sei già andata,
c’è ancora la tua parte di soldi in banca,
ma tu non ci sei più!
c’è ancora la tua patente rosa tutta stropicciata,
e nel tuo cassetto un libro letto e una winston blu...
...l’ho fumata!
ci sono le tue calze rotte la notte in cui ti sei ubriacata,
c’è ancora lì sul pianoforte una sciarpa blu,
ci sono le tue carte il tuo profumo è ancora in questa casa
e proprio lì,dove ti ho immaginata...
...c’eri tu!
ah!da quando senna non corre più...
ah! da quando baggio non gioca più...
oh no,no!da quando mi hai lasciato pure tu...
...non è più domenica!
e non si dimentica,non si pensa,non si pensa più!
ci sono le tue scarpe ancora qua
ma tu non sei passata
ho spiegato ai vicini ridendo che tu non ci sei più
un ragazzo in cortile abbraccia e bacia la sua fidanzata
proprio lì dove ti ho incontrata...
...non ci sei più!
ah!da quando senna non corre più...
ah! da quando baggio non gioca più...
oh no,no!da quando mi hai lasciato pure tu...
...non è più domenica!
e non si dimentica...
ora vivo da solo in questa casa buia e desolata
il tempo che dava l’amore lo tengo solo per me
ogni volta in cui ti penso mangio chili di marmellata...
quella che mi nascondevi tu...
...l’ho trovata!!
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sabato 1 ottobre 2005 - ore 03:17
Per imparare le cose non le devo disprezzare
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mal di testa. Tutto che gira. Le belle persone che conosci. La sveglia relativamente presto per il pranzo. La serata del sabato in arrivo. Le belle parole. Le parole pesanti. Il silenzio.
VIBA - VERDENA
Sono sveglio o forse no
ma non mi importa
tu sei l’unica per me
sarò lento quanto vuoi
tu non ti senti più così fragile
Io con te
solo che ci sei quando non mi vuoi
io sto bene
come è buio sai non ti sbagli mai
Non mi spiego quasi mai
io non ho fretta
voglio bere un po’ di me
forse sbaglio o forse no
tu non ti senti più così fragile
Io con te
solo che ci sei quando non mi vuoi
io sto bene
come è buio sai non ti sbagli mai
Così vicina a me
ma così fuori da me
in fondo tu mi vuoi
e se mi vuoi
io volo
io volo
volo
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