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"Se non rispondono al tuo appello cammina solo"







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sabato 28 dicembre 2013 - ore 16:11



(categoria: " Vita Quotidiana ")






Mi fa ridere la gente che ascolta questa canzone, crede di capirla e magari gli piace pure.
E non si accorge che parla proprio di loro...
Di quelli che si sentono meglio degli altri, dei giudicatori, dei punitori...

Per non parlare dei basabanchi...

Certo, questa canzone è anche per me.

Ma io almeno lo so...

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venerdì 27 dicembre 2013 - ore 13:55



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il vero signore è simile a un arciere: se manca il bersaglio, ne cerca la causa in se stesso.

Confucio

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giovedì 26 dicembre 2013 - ore 15:09



(categoria: " Vita Quotidiana ")






Queste parole sono per te.
Si, proprio per te, che so che vieni a leggere tutto quello che scrivo, anche se fai finta di niente.
Forse non avrei voluto farlo, ma non mi è stato possibile non pensare a un anno fa.
Quando la sera di Natale sei arrivata e non ti aspettavo, ed ero felice.
O quando siamo stati insieme da te anche il giorno dopo.
Ero profondamente a disagio (come sempre in presenza dei tuoi...) ma ero felice perchè eravamo insieme.
Sono stati due momenti di serenità nella tempesta che stavo vivendo.
C’eri tu vicino a me, sapevo che non mi avresti lasciato solo, sapevo che mi amavi e che avresti portato pazienza e avresti atteso insieme a me il ritorno del sole.
Certi ricordi sono vividi nella mia mente, mi basta chiudere gli occhi per rivederti con quel vestito nero e per sentire di nuovo il tuo profumo.
Ero felice...

Ma le cose non sono andate così.
Mi sarebbe piaciuto che avessimo potuto parlare tranquillamente e sinceramente di quello che abbiamo vissuto in quei momenti, di cosa è successo dopo e del perchè c’è stata così tanta sofferenza.
Ma non hai più voluto parlarmi e mi hai bloccato da tutto definitivamente.
Non parlerò qui delle crudeli bassezze che mi hai riservato, delle bugie che hai sparso sul mio conto, nè di quanto mi hai fatto male: capisco il dolore e quello che può far fare...
Nè ti rinfaccerò quello che ho fatto per te: se non lo hai compreso non ci sono parole che possano spiegartelo.
Ma dirò che dare sempre la colpa agli altri quando le cose non vanno come volevi non ti porterà da nessuna parte.
Dirò che TUTTI abbiamo del nero dentro e fino a che non ci facciamo i conti non riusciremo mai a bonificarlo.
Se si scelgono degli uccellini perchè sono belli, non si buttano via perchè scopri che fanno la cacca puzzolente e ti fa schifo pulire la gabbietta.
Questo non li rende meno splendidi...
Nè si può avere sempre la mammina che pulisce la gabbia al tuo posto...
Questo non è amore.
Non si può scegliere un cagnolino ammalato, decidere un tempo preciso per la sua guarigione e poi buttarlo via se non è stato abbastanza veloce a riprendersi...
Questo non è amore.
Non è amore nemmeno prendere un lupo, cercare di mutarlo in cane e prendersela se ciò non accade...
Se volevi un cane ti sceglievi un cane, non un lupo perchè fa più figo...
Forse è per questo tuo sentirti immacolata che ti riesce di salire in cattedra, incarnare la giustizia e disprezzare punizioni, vendetta e sofferenza in modo così crudele.
Credi di essere stata la sola a soffrire e credi che ti abbiano fatto male volontariamente.
Capisco...
Ma non io...
Nessun dolore voluto ti è mai arrivato da me.
Puoi dare in pasto la tua immagine "divina" e "cattiva" degli altri a te stessa, ai tuoi amici, ai tuoi, ma prima o poi qualcosa o qualcuno ti costringerà a guardarti dentro davvero senza censure...
E allora forse ti si sgretolerà tutto il tuo mondo...
Soffrirai molto, ma forse poi riuscirai a vedere le cose in modo diverso.
O forse farai finta di niente e andrai avanti così per tutta la vita.
Sinceramente non so cosa augurarti...
Ma io ho visto il tuo sorriso autentico, e ricordo come ti brillano gli occhi quando sei felice.
Ho visto la tua sensibilità e ho visto come sei stata capace di ucciderla con un colpo secco.
E ti ho visto soffrire per questo.
Però tu hai deciso che l’immagine, l’apparenza erano più importanti e hai scelto la via comoda e glitterata della superficialità.
Ed è per questo che hai la mia compassione e anche il mio perdono.
Quei sentimenti che tu ignori e che a me invece sono stati insegnati fin da piccolo...
Compassione, perdono e amarezza.
Queste sono le cose che mi riempiono il cuore se penso a te.
L’anno scorso ero in alto mare.
Ho detto cose che non pensavo.
Ho fatto azioni avventate e incoerenti.
Ho maltrattato le persone che vivevano con me.
Ho dato troppo peso a cose insignificanti e poco a cose importanti.
L’unico grande rimpianto che porto dentro è di non aver messo da parte l’orgoglio, averti preso le mani e averti detto:
"Amore, è un momento durissimo e ho smarrito la via. Me la prendo con te perchè mi sei vicina, ma ti amo e ho bisogno di te più che mai ora".
Ma mi chiedo...
Avresti veramente capito?
O il timer era scaduto ed ero già da buttare?
Non credo che l’amore scompaia in un mese, nè che contempli il lasciare da sola una persona in mezzo all’uragano.
Non avevo un fisico scolpito, non avevo una moto, non ero sempre di buone maniere, nè avevo una compagnia storica.
Ero brontolone, ritardatario, nervoso e pieno di problemi, sempre.
Ma ti amavo...

Ho conservato tutto...
Il Polar dollar, la tua fototessera, il tuo biglietto di Natale.
Il biglietto del primo film visto insieme...
E anche...
Quello che mi hai restituito.
Ma non tornerei mai indietro.
Non vorrei mai più una persona come te al mio fianco.

Spero tu abbia passato un Buon Natale.


P.S.

E’ patetico vedere come te la prendi con chi non ti ha voluto...
Mangi pane orgoglio e risentimento...
Sei quasi divertente, davvero







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martedì 24 dicembre 2013 - ore 19:47



(categoria: " Vita Quotidiana ")






Faceva caldo.
Un caldo inaffrontabile.
Ho aperto quella porta a vetro e sono entrato lentamente, come sempre.
Come altre volte, eri li, seduto da solo su una sedia, con la testa china, in dormiveglia.
Ti sono venuto vicino e mi hai guardato con occhi inespressivi.
Poi mi hai sorriso.
Ma il sorriso era troppo "convinto" e molto innaturale.
Hai tirato fuori un calore "d’ordinanza" e mi hai detto ciao.
Ma non mi hai visto...
Mi hai guardato e sorriso, ma non mi hai visto.
Eri contento perchè ero un esterno che ti era venuto a trovare.
Ho sentito il freddo di un signor chiunque...
Quando ti ho chiesto come mi chiamavo non hai risposto.
Ho recuperato delle cose da casa, ed altre che non avevo più con me con molta fatica.
Sono tornato qualche tempo dopo, senza dire niente a nessuno.
Ma...
Mi sono dovuto arrendere...
Niente di quello che ho strappato al passato è riuscito a farti riaccendere una scintilla negli occhi...
E’ stato quel giorno che ho dovuto accettare di guardare impotente l’esercito nemico prendere l’ultima torre.
L’ultimo baluardo.
Il nulla ha mangiato tutto, e non ha più alcun senso lottare.
Le rovine che avevo difeso con tanto ardore sono state spazzate via.
Ti vorrò bene come a un ricordo.
Come a un simulacro o a una foto di tanti anni fa.
O come a un mendicante etraneo a cui lasci una moneta e un sorriso.

Buon Natale.
Buon Natale anche a te.

A te che sei, eppure non sei più.

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mercoledì 11 dicembre 2013 - ore 19:33



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Questo me lo ha fatto capire molto bene una persona circa un anno fa...

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lunedì 9 dicembre 2013 - ore 10:48



(categoria: " Vita Quotidiana ")


"A volte penso che la storia dell’uomo sia la storia del suo amore per la donna. Queste stesse memorie che oggi vado scrivendo sono il ricordo del mio amore per lei.
Nelle diecimila esistenze che ho vissute, nelle forme che ho prese, l’ho sempre amata e tuttora la amo. Il mio sonno se ne nutre, le fantasie che mi colgono da sveglio possono muovere chissà da dove, ma è sempre a lei che mi conducono. Non c’è modo di sfuggire alla sua figura immortale, alla luce che da lei si irradia.
... conosco la natura della donna: ne so le debolezze, le malignità, l’impudicizia, la bassezza, il suo avere i piedi per terra, senza mai levare gli occhi alle stelle, eppure rimane un fatto eterno, inconfutabile: i suoi piedi sono belli e belli sono gli occhi, le braccia e i seni sono celestiali, il fascino che emana da lei non teme ostacoli; e come il polo attira, piaccia o meno, l’ago della bussola, così la donna attira gli uomini a sè.
La donna ha fatto si che ridessi della morte, che non mi dolessi delle distanze, che trascurassi la fatica e il sonno. Per amore suo ho ucciso molti uomini, ho celebrato le nostre nozze bagnandole nel sangue caldo, ho cancellato ogni traccia del suo amore per un altro uomo. Ho affrontato la morte e il disonore, ho tradito i compagni, ho perduto il favore delle stelle per amore della donna o - visto che la desideravo tanto - per amore di me stesso. Mi sono nascosto nell’orzo, malato di desiderio, solo per vederla passare, per riempirmi gli occhi della sua meravigliosa figura e delle splendide chiome ondeggianti, nere come la notte, o castane o bionde, o colore dell’oro come tanti raggi di sole.
Per l’uomo, infatti, la donna è davvero una creatura meravigliosa, dolce al palato e fragrante alle narici, è il fuoco che incendia le vene, è il suono di mille trombe. All’orecchio dell’uomo, la sua voce supera qualsiasi musica, ed è lei che riesce a sconvolgergli l’animo che saprebbe altrimenti opporsi a piè fermo ai possenti Titani della Luce e del Buio.
Andando al di là della contemplazione delle stelle, immaginando cieli lontani, l’uomo ha dovuto riservarne una parte a lei chiamandola valchiria o urì, perchè non riusciva a figurarsi un paradiso senza di lei. In battaglia, la spada non leva un canto più dolce all’orecchio dell’uomo del suo riso nel chiarore lunare, o dei suoi singhiozzi di innamorata nel buio, o del suo sinuoso passo, quando incede al sole e l’uomo si nasconde nell’erba, stordito dal desiderio".

Jack London
Il vagabondo delle stelle

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giovedì 5 dicembre 2013 - ore 23:47



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Nelson Mandela è morto oggi.

Una preghiera e un ricordo per una persona che ha dedicato la sua intera esistenza a combattere per l’uguaglianza e la giustizia.
Che ha resistito con tenacia e coraggio a innumerevoli attacchi e tentativi fatti per piegarlo e farlo desistere.
Che ha passato quasi 30 anni in prigione a causa della sua fedeltà a un ideale.
Un’anima forte che è riuscita a unire un popolo spaccato al suo interno da una ferita insanabile.
Che è riuscita a creare una nuova nazione sull’eredità di decenni di razzismo e odio mediante il perdono.
Che ha saputo spazzare via il rancore con una cosa semplice come la passione per lo sport.

Onore a te.



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mercoledì 4 dicembre 2013 - ore 20:48



(categoria: " Vita Quotidiana ")






È là
che la terra si è chinata
a raccogliere ogni cosa
che il tempo ha abbandonato
lasciato dietro a sè...
E il vento senza fine
che logora le dune
di spiagge così grigie...
e i corvi dell’inverno
si sono ormai posati,
è là dove svanisce
l’orizzonte.
È là
che l’ultimo dei semi
non ha lasciato frutto
e la terra ha ormai scordato
che tanti anni fa
a un vento profumato
distesero gli aironi
le ali colorate...
e i corvi dell’inverno
si sono ormai posati,
è là dove svanisce
l’orizzonte.

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martedì 3 dicembre 2013 - ore 20:52



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Tabula rasa degli "amici" o delle "donne" nati su rapporti per riempire reciprocamente i vuoti della solitudine.
Razzismo e purismo valoriale saranno mia cometa da ora in poi.
Finito è il tempo della tolleranza, dell’accondiscendeza, del piuttosto che niente è meglio piuttosto.
No.
Meglio niente.
Ma un niente pulito.
Le priorità sono altre e finalmente di nuovo forti.
Non lasceranno spazio ad ambiguità o a falso buonismo.
E se è vero che la pietra scartata diverrà testata d’angolo è anche vero che questo è un’eccezione.
Se vuoi per te un edificio che fronteggi il peso del tempo con successo dovrai scegliere il marmo migliore, a qualunque costo.


"Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.

C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace".

Qoelet, 3, 1-8



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giovedì 28 novembre 2013 - ore 22:44



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Se, parlando di una donna, l’unica difficoltà fose quella di renderne il fascino, mi proverei ad offrire una descrizione di Miriam, ma come si fa a trasformare l’emozione in parole? L’incanto che emana da una donna è ineffabile, è diverso dalla percezione che sfocia nella ragione. Questo stato, infatti, nasce dalla sensazione e culmina nell’emozione, la quale
- è giocoforza ammetterlo - altro non è che sensazione al suo livello più alto.
Generalmente, tutte le donne esercitano sugli uomini un fascino di fondo.
Quando questo fascino assume una peculiarità, noi lo chiamiamo amore.

Jack London
Il vagabondo delle stelle

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