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ci sono E ci faccio.


sabato 22 gennaio 2005 - ore 21:59


King for a day
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Si dice “King for a day, fool for the lifetime”. Forse io sto sopportando questi giorni da fool perchè aspetto il giorno da King (e magari l'ho già avuto, e non me ne sono resa conto...)…
Però, intanto, ieri al corso ho goduto di ben maggiore considerazione: ho cercato di resistere all' invito per la cena di fine lezioni, ma mi hanno inserita di autorità; anzi, hanno proprio fatto la prenotazione a mio nome…il colmo!
Poi, il compito di invitare i docenti è stato affidato alla sottoscritta; ho scritto una mail normalissima (Oddio, almeno secondo i miei standard!) e tutti si sono sbellicati dalle risa, trovandola “simpaticissima”. Pomeriggio: solita applicazione della rodata tecnica “Cazzeggiare alla grande su internet, però fingendo di seguire la lezione e facendo pure gli interventi fighi”.
Sera: avrei dovuto andare in un locale per far compagnia una tizietta mia compagna di corso in un locale dove dimora abitualmente anche il suo “amato”. Le virgolette che precedono si giustificano con il fatto che si tratta di storielle alla “Kiss me Licia”, con struggimenti che fanno tanto scuola media. Preciso che farcire questo mio Blob con tali considerazioni di colore è ALTAMENTE rischioso per la sottoscritta, dal momento che Spritz.it è luogo di frequentazione abituale per il gotha dei nullafacenti della classe; anzi, mi ci hanno portato loro.
Faccio affidamento sul fatto che : a) non ricordano più il mio nickname, sebbene lo avessi dichiarato qualche tempo fa (ovviamente, prima che KillerCoke mi inducesse con artifizi e raggiri ad iniziare a sbrodolare su questo Blob!) e che b) aggiorno questa blobaglia sempre nelle ore notturne, quando nessuno di loro (Oddio, magari mi sgamano perchè sono dei nottambuli insospettabili) è connesso e, quando essi passano di qua, ormai il fluire degli aggiornamenti altrui ha già coperto le mie tracce.
Comunque, torniamo alla seratina. La settimana scorsa avevo declinato l' invito perchè l' orario di uscita (mezzanotte) “era troppo proibitivo per me”…Tzè…ovviamente, ieri sera sono partita a mezzanotte e un quarto e 'na grazia…
Notare: nessuna delle grandi amicizie del corso si è fatta viva per accompagnare la tizietta in questione, ma solo la sottoscritta….del resto, ho notato che anche alla cena di fine corso mancherà parecchia gente…eh, quelle classiche considerazioni che fanno capire a Padella che NON è lei la derelitta dell' Universo, boicottata da tutti ..…peccato che poi il mio sistema operativo interiore faccia sempre un regolare “reset”, ogni mattina che mi alzo dal letto…

Locale abbastanza pieno; non faccio in tempo a mandare un sms che me la trovo, con 2 sue amichette, alle mie spalle. “Il locale è sempre aperto, ma solo al venerdì sera c'è gente grande”, mi aveva detto…Cacchio, avevano tutti sui 24: esattamente la SUA età….vabbè, sono comunque grandi, per una sedicenne come me…
Ci avviciniamo al complesso che suona, mentre io cerco di metterla in evidenza agli occhi del suo bello, con ovvio risultato ridicolizzante per lei (però ne era contenta e friggeva di eccitazione …)
Sotto il complesso, la sottoscritta, con i propri contorcimenti, dà prova, come sempre, di enorme livore nei confronti di chi sta sopra il palco: sono i classici momenti in cui darei la mia laurea in cambio del posto di cantante o (sogno mostruosamente proibito!!!) chitarrista in una band. Ma il cantante non si accorge della smania che ho negli occhi per salire sul tavolo e rubargli il posto: è (ovviamente) attirato dalle bamboline che mi circondano.
Fine esibizione, si avvicina il principe azzurro sbiadito della nostra LiciaKissMe, le bisbiglia qualche parola di saluto: io estraggo l' arma digitale e li immortalo. Protesta, la ragazza (lui era già away), mi ammonisce, ma è frizzante di gioia (quanto mai effimera: lunedì mattina sarà già a gracidare con quell’altra che “non ha speranza alcuna”). Io me ne vo,anche perchè lei e le sue amichette cominciano a ricevere qualche avance, ed anche perchè la musica del dj è praticamente uguale a quella del gruppo. Alla cassa, però, un contentino anche per la vostra acida padellina: un tizio vestito da biker mi svolazza attorno e, quando mi cade la sciarpa per la fretta, la raccoglie con sguardo languido. Ah ah ah!!!
A casa, lotta notturna con il dialer, con ovvia sua vittoria. Mah, ho provato anche con hijackthis, ed al momento stiamo lavorando per voi. Il mio Cugino Di Nono Grado Di Malta, mio vero e proprio navigatore, dice che la mia “bravura” lo stupisce: forse aveva in mente la media (mediocre) dei miei colleghi legulei??…
Ma non basta cotanto genio: il mio computer è ancora assediato da luride ed indesiderate connessioni a siti porno, e, mentre ascolto Radio 80, sentire “Sex over the phone” dei Villane People mi suona come una beffa del destino!
Sono a pezzi: cioè, un kg e qualcosa di mais tostato mi ha ridotta in pezzi.
Ho un umore di escremento, ma non voglio abbassarmi a dirlo a nessuno: più onorevole soffrire da soli ed in silenzio.
In casa ci siamo solo la lavatrice ed io.
Sto ancora aspettando (da 5 mesi, ormai…o sono 5 anni??) che quel Tizio si faccia vivo, per dirgli che mi fa schifo ma che, comunque, si potrebbe almeno intrattenere un rapporto civile….

Domani mattina alle 10 (e forse questa è la causa principale della mia inquietudine) c'è la riunione dei Cronometristi. Alle 13 il pranzo dei Cronometristi.
Io odio i Cronometristi.
Hanno una sicumera incredibile, specie se si considera che svolgono un' attività che non solo non è uno sport, ma che neppure serve davvero allo sport (infatti ora fa tutto il computer…salvo forse in queste troglodite lande). E tuttavia, sono tutti convinti di dover assolvere una missione indispensabile a questo mondo. Da 2 anni e mezzo, ossia dal mio ingresso (anche lì: corso di 6 mesi ed esame!!!) sono sempre stata trattata come una cacca, come una matricola cerebrolesa. Specie dal Vecchio Scemo, che spero di non incontrare nei miei futuri servizi. Non a caso, è zio della Lupara Bionda, guarda quant’è piccolo il mondo.
Anche domenica scorsa: sono andata a cronometrare una gara di nuoto adolescenziale. 2 tizie mi hanno rampognato qualsiasi respiro io facessi, a cominciare dalla gravissima mancanza di non presentarmi con delle scarpe bianche…”Eh, la gavetta è dura”, mi fa una di loro, cronometrista (anzi, Cronometrista!) da 2 generazioni…Ammazza, vi hanno dato pure la medaglia?? Sapesse che a me, del cronometraggio, non importa una mazza. Che mi ero iscritta (c'era un annuncio su un giornale…) solo per passare qualche domenica a distrarmi ed all' aperto, ma, non appena scoperto che manica di boriosetti siano, mi vien la nausea ogni volta che vengo convocata per un servizio.
È con questo spirito che mi accingo 5 ore con loro: l' anno scorso ho disertato, ma questa volta non posso più scappare.
Sono stanca: vado sotto le pezze.
Forse uno di questi giorni mi rifarò viva, per chiarire a me stessa ed a voi il motivo per cui infetto queste pagine telematiche. Mercoledì sarà l' ultimo giorno di master, ma devo prepararmi a ben 3 udienze, in 3 giorni consecutivi, tra cui quelle del drogato, che, oggi al telefono, mi ha assicurato che “mi pagherà”, anche se “non prima del 2 febbraio”…L' ho avvisato che , se anche stavolta non terrà fede all' impegno, rimetterò il mandato…Quello ha pure risposto in tono beffardo che “gli spiace, perchè si vede che mi sto impegnando”….Censored…….
Prima di togliermi definitivamente dai vostri genitali, saluto idealmente KillerCoke (anzi, “IL KillerCoke”!): dalla attenta ^____^ lettura del suo Blob, intuisco che domani debba esibirsi in un concerto (forse non me l' ha scritto direttamente perchè temeva che gufassi ^________^)…Facciamo cambio: a me il palco e a te la riunione/pranzo con i Cronometristi??…
Ah, scordavo: non guardare troppo le bamboline …..


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sabato 22 gennaio 2005 - ore 16:02


L'uovo di Colombo
(categoria: " Vita Quotidiana ")



20 gennaio (ma io devo sempre scrivere i blob post-datati??? Eh eh…)


Odierna lezione dell' imbriagona americana:
suddivisici in 4 gruppi, a ciascuno è stato consegnato un uovo, nonchè un palloncini, dello spago, 4 fogli di carta e dello scotch (no, non l' alcolico…quello se lo sarebbe tenuto per sé…). Obiettivo: una persona del gruppo (indovinate chi era, nel mio…) avrebbe dovuto salire su una sedia e far cadere l' uovo a terra senza che esso si rompesse.
Vi lascio il tempo per richiudere la bocca.
Noi abbiamo avvolto l' uovo nei palloncini sgonfi (qui si sente l'eco del mio genio…), poi nella carta accartocciata, nel nastro adesivo e nello spago. Salendo sulla sedia, ho dichiarato: “I will not clean the floor!” ed ho lanciato la bomba. Poi ho liberato il nostro kamikaze calcareo (in circa mezzora!) e…voilà, annuncio a tutti che è ancora vivo! Applausi!!...poi, una tizia vuole andare a fondo e…si scopre una ferita mortale nell’uovo…Porca zozza! Ero riuscita a fargliela bere!
Altre sconcertanti idee: uovo buttato sui palloncini (gonfi!) posati a terra: manco a dirlo, il suicida rimbalza sui palloni e poi si schianta per terra. Hanno vinto quelli che hanno ben pensato di legare l'’ovetto ai 2 palloni gonfiati (non intesi come presuntuosi): una vita è stata salvata.
Fine lezione di inglese giuridico. Gli americani sono così: a cazzate, hanno conquistato il mondo. Praticamente l' uovo di Colombo.
Per il resto, soliti piccoli episodi di mobbing nei miei riguardi: occupare l' ultimo posto disponibile in mensa; ostruzionismo ogni qualvolta aprivo bocca …insomma quel classico atteggiamento che mi fa cascare qualche chiletto di mondo addosso.
Vado in ufficio a ritirare una notifica, poi al centro commerciale, a vedere se il cuoiaio mi aveva riparato la borsetta (e se ,magari, ci aveva messo una cinquantina di euri), tutto con la mia solita bella scarpa slacciata.
Entro in un negozietto di vestiti del centro e resto dentro solo per sentire una canzone a me ignota che suona alla radio e, ovviamente, per scoprirne gli autori: alla fine, il d.j. ha solo letto le condizioni del traffico, sorvolando sull' ambita informazione. E pensare che una volta (ma molto volta: si parla dell' adolescenza) conoscevo le novità discografiche ancora prima che le incidessero! Ma, ora, come potrei, dato che dal 98 non guardo più tv (con la sola eccezione del wrestling…ne vale la pena, eh?..) e, cosa molto più vergognosa, da un po' di tempo ho anche abbandonato il mio grande Amore Radio?
Esco sui corridoi del centro commerciale, e sento ancora quell’ assurda sensazione di ……..di……..che…………. Mancano le parole per spiegare perchè un essere umano, ad un certo punto della sua esistenza, avverta che anche quando tutto va male, o non va come lui si aspetterebbe, è contento lo stesso. No, non è neanche felicità, e neanche “speranza”. È amore. Quindi, inesplicabile. Sei un pirla a Denominazione Di Origine Incontrollata, i tuoi progetti frequentano assiduamente le meretrici, eppure tu sei innamorato della vita, e pure curioso di vedere come va a finire.
“Tienti stretto tutto questo”, mi dicevo, mentre osservavo la gente che faceva la fila alle casse (che, molto probabilmente, si chiedeva cosa diavolo avesse quella scimunita da guardarli con quell’ espressione ebete) “perchè domani potresti perderlo!”. Penso che potrebbe capirmi solo chi sia scampato ad un grave incidente o sia uscito da uno stato di coma clinico: meglio la vita, piuttosto che niente. Solo che io non ho sperimentato le due situazioni di cui sopra, e perciò mi preoccupo: tutto questo slancio non sarà mica il presagio di …….???
Vabbè, esco e piglio il Testarotta, percorrendo il parcheggio (vuoto!) in contromano, ovviamente. Eh sì, Padella (mio soliloquio in macchina), tu sì che vai veramente contromano, senza far tanto chiasso, come altri presunti e non dimostrati “anticonformisti”. La tua incompatibilità con una qualsiasi collettività che hai incontrato ne è la conferma; in fondo, il segreto per essere diversi è sentirsici. Logico, l' uovo di Colombo.
Tornata a casina mia, avrei dovuto studiare per il compitino del giorno seguente al master (assicurazione dei crediti) , per il quale avevo già il magone) ed invece mi concedo un po' di tempo con mio cuginetto di 10 anni: almeno, tra di noi ci capiamo!
Discutiamo un po' di wrestling, ma la puntata su SportItalia era una replica, e per di più dell' incontro loffissimo tra Eddie Guerrero e Rey Mysterio dove alla fine si sono abbracciati. Che palle.
A questo punto, me ne vado su a studiare. Casa vuota: i miei mi hanno mandato l' sms “E p. c. Andiamo dalla zia Corinna”. Grande, papà (anche se un po' burocratico)!
Serata tragica: scarico Spybot, mentre butto un occhio (ahia!) sull' assicurazione dei crediti e smaterializzo qualche etto delle più grosse schifezze esistenti al mondo (ma sì, ve lo dico: mais tostato, banane disidratate. E mo’ vomitate pure!) comprate al supermercato quella sera: lo avesse saputo mia madre!!!….
Passo al mio own computer, e cerco di fare un po' di pulizia (sempre mentre scaravento etti di ciofeche nel mio stomaco) ma, per la fatica di fare tutto ciò contemporaneamente, mi assale il sonno…mi arrendo e rovino sul giaciglio. Mi risveglia la mamma, butto un occhio (l' altro che mi era rimasto) sul computer e…..argh!!! il secondo anti-spyware aveva fallito!!!!!!!!!!! Ormai per il mio computer può servire solo l' esorcista.
Che magari risolva tutto con un uovo.


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domenica 16 gennaio 2005 - ore 23:42


Amici miei (Compleanniade parte 2)
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ovviamente, ero in ritardissimo sulla tabella di marcia, che, peraltro, neppure esisteva.
Dico: 30 anni di onorato ritardo. E non alludo a quello psicofisico, per parlare del quale ci sarà una puntata ad hoc, ma proprio alla mia eterna lotta con la quarta dimensione, e con le sue legali rappresentanti: la lancetta delle ore e quella dei minuti (i secondi manco so cosa siano…).
Con certezza si può dire che io sia arrivata per prima solo quella volta, quando, prima di nascere, con un guizzo insperato (probabilmente gli altri spermatozoi avevano bevuto un po' troppo, e dunque è da lì che ho deciso che sarei stata astemia) sono volata da una signora chiedendole di essere mia madre.
Ma da allora in poi (nascita compresa), è stata una storia di puntualissimi ritardi: qualsiasi festa, cena, lezione, esame, appuntamento dal dentista (o da un qualsivoglia altro camice bianco), udienza (e lì no problem, perchè tanto sono in ritardo anche tutti gli altri, per principio). Anche il giorno della laurea: i miei genitori e parenti ormai pensavano che non sarei più arrivata.
Ed anche il giorno del trentesimo sono stata coerente (bella cosa, la coerenza).
Il punto è che un motivo per ritardare c'è sempre.
Stavolta, tra gli altri, c'era lo smalto. Vabbè, è vero, ho commesso un errore di valutazione: non avevo mai indossato lo smalto in vita mia (roba da donnicciole…), e forse sarebbe stato più opportuno allenarsi prima. Ma ormai era tardi (tanto per cambiare). La verniciaglia emanava un fetore raccapricciante (ah, ecco perchè costava solo un Euro…): per averne contezza, vi invito a mescolare dello sterco e del petrolio; il risultato dovrebbe avvicinarsi, più o meno, a quanto ho appiccicato sulle mie falangi quella sera.
Poi, i preparativi. Delle cianfrusaglie, ovviamente (martello di gomma, dischi, etc..). Quando, finalmente, tra le esortazioni (chiamiamole così…) di mia madre, indosso lo straccetto nero che sarebbe stata la mia tenuta per tutta la sera, la mia stessa genitrice arriva allarmata ad interrompermi per ben 3 volte di fila, con il cellulare che “raspa” (tradotto dal mammesco: “vibra”).
Tre defezioni di fila. La prima, quella mio ex-compagno di liceo che canta (toh, facciamogli un complimento!) in un complesso hip hop, il quale alle 20 35 mi ha scritto che non sarebbe venuto (la festa era fissata per le 20 e 30…). Mia risposta: “Vai a fare in culo. Grazie”. Scusi, Mr. Eminem dei poveri, ma tutti quei testi sulla fratellanza, l' amicizia, i sentimenti veri, la “vita autentica”?
Poverino, deve essersi anche scandalizzato per la mia replica, se mi ha sgranato un “Ma dici sul serio???”….Forse avrei dovuto far precedere il testo del mio sms da un “Advisory: explicit lyrics”…E pensare che per andare a vedere (e, purtroppo, sentire) i suoi “concerti” (numero medio di spettatori: 5, ossia le rispettive fidanzate più 3 amici) avevo macinato km fino a posti sperduti…
La seconda, dopo 2 minuti, la Zingara, ex-compagna di liceo, ora aspirante avvocata pure lei , notoria bidonara. Mi propone uno dei pretesti più odiosamente falsi di sempre: “Non ho la macchina”. Ho trattenuto gli insulti, proponendo di andare a prenderla “sempre che avesse voglia di venire”….
La terza, telefonica di una amica di infanzia, alla quale ho manifestato tutto il mio fastidio, mentre quella mi balbettava scuse di convenienza.
A quel punto, ho capito che stavo sul cazzo al mondo intero. Cioè: già lo sapevo, ma ogni tanto mi distraggo e ricordarsene fa lo stesso effetto che spalmarsi sulle dita uno smalto alla petrolmerda.
Mi sono rivista quando, durante l' adolescenza (quella anagrafica), mi è capitato di preparare feste cui poi si è presentata una sola persona, o anche nessuno!
O quando, all' ospedale (dove non ero certo andata per farmi rifare le tette…) non si presentò un cane.
Ho dichiarato a mia madre che non avrei neppure più voluto presentarmi alla festa. Davvero niente aveva più senso per me.
I belong to loneliness, e non se ne esce.
Avrei voluto vedere Gesù Cristo cosa avrebbe combinato, se nessuno l' avesse badato. Anzi, Lui aveva una bella combriccola di amici, con cui mangiarsi una cenetta senza tante pretese, alla buona...
Mi capiscono solo i cantautori morti.
E mentre io cadevo sempre più giù, gli unghioni (senza smalto) di quell' angelo custode di mia madre mi hanno afferrata prima che raggiungessi il fondo, e mi hanno intimato di andare alla festa, e di sbrigarmi, perchè c'era almeno una decina di persone che mi stava aspettando (“però prima vestiti, che con quello straccetto nero mi fai impressione…”.).
Schivando le chiamate della Zingara, per non sentirmi dare la notizia che “non aveva voglia di venire”, sfido gennaio con un diaframma inconsistente, e faccio il mio ingresso trionfale nel locale. Ovvio, ho l' umore triturato, mentre la Nanetta comincia subito ad ordinare spritz…Ma arriva un sms disperato della Zingara, la quale DAVVERO avrebbe voluto venire, se qualcun fosse passata a prenderla (purchè non si trattasse del Camerata, ovvio!). Una in più, e vvai!
Intanto arriva proprio il prode Camerata, assieme al mio ufficioso e gentiluomo pretendente, il Ciccioso. Il quale, tanto per iniziare, mi chiede se la mia digitale supporta le memory da 256 Mb. Risposta: “Sì". “Bene, è tua!”, esclama, mentre la schiaffa nel vano della mia Sony. Ecco, come bruciarsi 100 Euro (ad occhio) per una fanciulla. Poi, però, si incolla alla sedia, la quale, a sua volta, è incollata alla parete. Intanto, la gente mangia e beve. Io no. Io armeggio coi cd e, soprattutto, con il microfono, il quale non funzia, porca di quella malora. I tipi del locale si applicano con fervore, viene coinvolto pure un cliente, ma nulla. È chiaro che sto sul cazzo anche ai microfoni.
Peraltro, la Cicciosa memory neo-infilata nella mia macchinetta ha intasato la psiche della stessa, e, dunque, a causa del tilt, non sono stati effettuati scatti di sorta. In compenso, la dolcissima (ma triste, per crisi con il moroso….crisi di cui il Camerata, ovviamente, approfittava avvoltoiescamente….) Figlia dell' Avvocato A. si riconfermava camerawoman ufficiale delle mie feste, ponendosi dietro la mia mitologica videocamera Luigi XV, in puro legno massello.
Arriva altra gente, faccio portare i rinforzi cibari, e la signora del locale mi invita a sbrigarmi con le fauci, dato che ha notato il mio digiuno. Ma ho appena il tempo di voltarmi, che hanno già spazzolato tutto, sti bastardi… Ma io sono mica qui per magnà: mussssicccca!!
Flo è palesemente imbriaga (le basta poco, ed io capisco subito, guardandola, quando raggiunge l' orgasmo etilico), mentre Camerata è palesemente esaltato dalla presenza della bella Zingara. Nasce, così, la versione più indimenticabile degli ultimi anni di “anima mia”, dei Praticanti di Campagna…anche senza microfono (anzi, forse era pure meglio)…Gli avventori del locale sgranano gli occhi, mentre un mostriciattolo con uno straccio nero addosso, va e viene da dietro il bancone, sbraitando e suonando di tutto. Vengono profanate “Vamos a la playa”, “Tropicana”, “Teorema”, “Vola” (di Lorella Cuccarini…eh eh…), “E poi” e quant’altro…sulla colonna del “Tempo delle mele”, provo a vedere chi fa un lento con me, ma non mi riesce di schiodare il Ciccioso dalla sua paralisi. Ed anche se il suo socio Camerata insisteva a ricordarmi che quella “ha 7 appartamenti e 4 macchine”, è chiaro: lui ed io siamo l' Elefante e la Farfalla…se solo non fosse che, in realtà, io sono una mosca…
Arriva una torta: tutti entusiasti….finchè emerge che era quella di un altro ragazzo che faceva il genetliaco…eh, la mia doveva entrare con “I want it all” (anzi, “I WANT IT ALL!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”) dei Queen, ed essere accompagnata da altre puttanate assortite.
Diciamo che ho avuto un piccolo momento di sosta quando ho appreso che il Ciccioso ed il Camerata mi avevano regalato un gioiello da ……… Euri: qualcosa mi dice che non hanno pagato metà per ciascuno, e temo che il mio debito in natura con il mio rotondo spasimante stia diventando più tragico del debito pubblico italiano…
Poi ho ricominciato ad offendere l' intelligenza in vario modo (per darvi un'idea: la padrona del locale non credeva che io fossi astemia…), finchè, all' una e mezza, i miei convitati hanno cominciato a portare via le chiappe. C'era chi aveva lavorato tutto il giorno, con la medesima prospettiva di lì a poche ore. C'era chi avrebbe nuotato nell' apnea nebbiosa per almeno un'ora. C'era chi avrebbe avuto un esame all' università la mattina dopo. C'erano persone che erano intervenute anche all' inaugurazione della mostra di mia madre, al mio compleanno dell' anno scorso, alla mia festa di laurea.
Cacchio, brutta cretina, ma ti ci vuole tanto, per capire che fare una festa con 60 persone NON è l' unico modo autentico di celebrare una occasione importante come il 30° giro di boa? Che i veri amici sono pochi, ma buoni? E che il resto è solo zavorra?
Mi sono tolta le ciabatte a forma di marmotta che mi avevano regalato, ho fatto le valigie, mi sono accorta che c'era freddo, ho pagato la festa e tutti gli spritz extra ordinati dalla Nanetta, ho salutato i padroni e gli avventori del locale (…….per un bel pezzo è meglio che non mi faccia più vedere, in paese….) e sono tornata a casa, con questa lezione in saccoccia.

NON SI CRESCE MAI (Solo B. - Tony L.)

Un amico è due birre al bar
parlare poco, ma capirsi già
come stai come vuoi che stia
ora lei non è più storia mia.
Un amico serve quando tu
hai perduto al gioco
e non giochi più
quando sei nei guai.
Un amico sai
ti capisce al volo
sa che hai perso lei
e ti senti solo
che i problemi sai
son gli stessi e noi
tanto non si cresce mai.
Un amico sai è come la chitarra
per i marinai che sognano la terra
un po' come noi
tanto non si cresce mai.
Un amico è quattro birre al bar
cuore un po' ubriaco di vita e libertà
certo noi ne abbiam buttati via
biglietti sai di questa lotteria.
Un amico incosciente è
mela con il baco, ma indifferente mai
quando sei nei guai.
Un amico sai ti capisce al volo
ci litigherai, ma non ti lascia solo che i problemi sai
son gli stessi e noi
tanto non si cresce mai.
Con un amico fai scuola e militare
ti sconsiglierà sbagli sull'altare,
ma sarà con te quando
te ne pentirai.
E si può stare un anno
senza telefonarsi
perché la vita ormai
va presa a morsi,
ma e bello perder tempo
ridere e non pensare
sennò gli amici che ci stanno a fare.
Un amico sai ti capisce al volo
sa che hai perso lei e ti senti solo
e i problemi sai son gli stessi e noi tanto non si cresce mai.
Un amico sai è come la chitarra
per i marinai
che sognano la terra
un po' come noi
tanto non si cresce mai.

Ps: Killer, metti giù quel libro, che domani ti mando le foto!….



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sabato 15 gennaio 2005 - ore 18:32


Scappo di casa (Compleanniade Parte I )
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A gentile domanda rispondo.
Ossia: perchè (cacchio) scribacchio questo Blob.
Forse perchè Killercoke non c'ha voglia di vedersi la casella di posta intasata (la sua è piccola, perchè non si può permettere di pagare affitti alti) dalle mie mail XXL (ma tanto poi viene a leggersi il Blob…ed in più con l' onere di connettersi! Boh!…).
O forse per far vedere agli altri che io ho il Tuono dentro di me (?????), che io brillo di più (?????????????), che io corro più forte, anche se soffro di extrasistole…
11 gennaio ’05, notte, interno. La Data Solenne inizia con un litigio via sms (“siamo molto scemi”) con Il Tizio, uno che sicuramente brucia di invidia per quello che io sono e lui non sarà mai, ed anche perchè non mi raggiungerà mai (tradotto per Killer Coke: “non gliela darò neppure nella prossima vita”).
Mattino. Per suggellare mio upgrade dalla versione 2.9 a quella aggiornata 3.0, ho disertato il master. Se si tiene conto di tutte le assenze fatte per motivi legali (tipo: assistere clienti drogati che non pagano) e di malattia, praticamente ho la borsa di studio in negativo e dovrò pure dargliene!
Ed io in questa allegra situazione di merda, martedì mattina, da sotto le coperte, ho ben pensato di bigiare ed andarmene a fare un giretto a Piddì per i pifferi miei. Anche (o soprattutto?) per non vedere i musi di quelle 14 indegne persone che “avevano tutte un impegno”(una ha detto che doveva vedere “Ballarò”…no comment!), ma che per la festa di un' altra masterizzata sono intervenuti quasi tutti.
Cerco all' ultimo minuto di coinvolgere la mia amica Sconsolata, notoria nullafacente (e cosa vuoi fare, con una laurea in giurisprudenza?..), ma invano, e così, non prima delle 11 e 30, accertatami che in casa non ci sia mia madre, mi scaravento on the road.
Ah, che bello. Che avventuroso. Mica tanto poi: è ora di sfatare il mito per cui la fuga clandestina, senza neppure il navigatore satellitare, sia sinonimo di audacia. Innanzitutto ci vogliono i soldi per la benza, che devono pure essere tanti se, come vorrebbe il copione, si evade a bordo di una vecchia auto pittoresca (io ce l' avrei pure, il 2 Cavalli, ma l'assicurazione è scaduta…), che beve like a fish e non è neppure catalizzata!
A meno che non vi dilettiate ancora con l' autostop. In questo caso, però, viene meno l' elemento rocambolesco, considerando che al giorno d'oggi è molto più incerto e rischioso pigliare l' autobus…
Ciò pensando, mi immergo in quella grassa scorreggia della nostra pianura chiamata “nebbia”, mentre Radio 80 (e facciamole pure pubblicità, che merita!) suona “Here comes the rain” degli Eurithmics, una canzone che ti stacca pezzetti di anima con la pinzetta da sopracciglia…..e poi dicono che il pop di quegli anni era frivolo e superficiale….
All' altezza di Nonsidice, attraverso la Linea del Sole (che non ha niente a che vedere con l' Autostrada del Sole) ed è subito giorno, luce, vita.
Arrivata a destino, mi accorgo che ho ricevuto almeno 8 chiamate e 10 sms. Ah, che bello non rispondere, rifiutare le telefonate. Via da tutto e da tutti, senza guinzagli, cordoni ombelicali, doppi nodi ed ogni altro scomodo filo (spinato, interdentale, del telefono). Che bello, vien quasi voglia di scrivere “Affanculo ‘Chi l' ha visto’” sui muri…Senza zavorra, senza meta….Ehi, no, aspettate la meta c'era!
Per prima cosa, passare a prendere Ivan, sobillatore della mia fuga.
Il negozio sta per chiudere, ovviamente, essendo le 12 e 30 passate, ma io indugio ugualmente tra gli spartiti, e non perdo occasione per sottolineare che “è il mio compleanno”. Ma loro hanno fretta di chiudere e neppure mi fanno gli auguri, brutti cattivi. Bah, cosa vuoi aspettarti da questi stitici di Padovani.
E così, Ivan, me lo sono portato appresso per tutto il giorno.
Dopodiché, abbandono definitivo di modem Alice Sat in un negozio 187, già ufficialmente chiuso e dove mi aprono solo perchè li imploro. Ma sì, che se ne vada al diavolo questa boiata pazzesca che mi è costata solo quattrini e tempo, senza neppure farmi assaporare le paradisiache delizie del download veloce! Non oso neanche ricordare alle commesse del 187 che è il mio compleanno, tanto truce è il loro sguardo.
Piazza Cavour, baciata dal Sole. Ti pareva che la sottoscritta non avesse dietro la macchinetta fotografica? Ma il Pedrocchi, che questi 4 occhi hanno visto e rivisto per anni ogni giorno, non è lo stesso l' 11 gennaio 2005. Piccola scenetta con un questuante di strada (pro-animali? pro-drogati? Pro-poveri? Pro-se stesso?), che dapprima mi avvicina, poi insiste, finchè io comincio a correre, con tanto di inseguimento con tanto di risate. Entro alla Ricordi, per vedere se mi regalano qualcosa. Niente.
Esco, il mendicante è ancora lì e mi dice “Ti ho vista!”; altre risate. Entro alla Rinascente, per vedere se mi regalano qualcosa, cacchio!
Niente. Eppure c'è una bella borsetta Rocco Barocco a soli 28 euri. No, non è che non l' ho accattata per avarizia…no…è solo che non si sa mai, che cosa potrebbero regalarti la sera del tuo compleanno…C'è pure un vestito blu, tutto ricoperto di perline e paillettes blu…bello, lo voglio! Fosse qui mia madre, schernirebbe questi miei gusti al limite del grottesco. Ma mammina, che ci posso fare se io sono cresciuta in ritardo rispetto agli altri??
Rifiuto 2-3 chiamate, per paura che sia quella bastarda della Pipia, che telefona da un telefono privato. Non voglio parlarle: ha deciso di restare il più possibile in Uk, accanto al suo Riciard Ghir della mutua, nonostante dovesse tornare tra pochi giorni in Italia? Ed allora non mi venga a straziare le ovaie con patetiche telefonate di auguri. Punto.
Maratona per tutti piani (tzè…vuoi mettere la Rinascente di Milano?…), esco. Sto ripetendo la scenetta col mendicante, quando, finalmente, arriva un giovane avvocato patavino. Preciso che l' incontro non è casuale: era una tele-conoscenza (per via tele-matica e tele-fonica), ed aveva sempre auspicato di vederci dal vivo (“vivo”?), e così ha accolto di buon grado la notizia della mia incursione.
Era carino, e dunque, a pranzo (il SUO pranzo! Io funziono a succo di ananas, lo sapete!), abbiamo parlato del solito chiodo fisso di noi legali, che inizia per “S”…Esatto, abbiamo parlato di società! Lui ha avuto le palle di aprire uno studio mignon (mignon?) da solo, con una collega; dice che mi assumerebbe più che volentieri nel team…se solo potesse permetterselo! Vabbè, mi segno l' offerta: prima di finire come il mendicante di cui sopra, ci farò un pensierino…
Ci congediamo, ed io mi infilo in una libreria di quelle “90% di sconto”, per assaporare la sublime gioia del “bambanamento” (no translation, please!).
Alla fine, però, i prezzi erano così infimi, che perfino una come me ha accattato qualche scemenza. Davanti a me, un vegliardo, che chiede ripetutamente al commesso “quando arrivano le signorine”. Poi gli chiede da quanto lavora lì, poi canticchia qualcosa; infine, se ne va, non senza essersi accertato di quando “arriveranno le signorine”. Mentre pago, il commesso comincia a ballare un pezzo reggae; io preciso “che è il mio compleanno”, e lui mi storna 15 centesimi; assumo un' espressione scandalizzata (tsè…), ma quello insiste. Si vede che non era padovano.
Intanto appare farisaico sms dei compagni del master: “Certo che però potevi anche venire: ti aspettavamo!”. Troppo tardi, cari sono già away! Resisto alla tentazione di rispondere, e mi avvio. Vado alla Basilica del Santo. Deserto. Mi fotografo sul piazzale. Dentro, 4 persone. Mi inginocchio nella prima cappella, vicino ad un uomo palesemente disperato. Poi vago qua e là. Finalmente, la tomba del Santo, con le sue decine di foto, ninnoli dorati, biglietti, fiori, ed un grappolo sparuto di devoti provati dal dolore. Tocco il marmo e gli chiedo semplicemente di far sì “che questa storia non finisca mai”. Davvero, sono le parole che mi sono venute in quel momento. Cerco delle candele, ma neppure l' ombra; mi rassegno ad una offerta al buio.
Esco, sole pallido, deserto freddo; cammino di buon passo, rifiuto chiamate.
5 minuti di tormento interiore davanti ad una vetrina di profumeria: hanno i rari “Creed”, essenze che mi hanno fatto molestare come un maniaco una cliente del nostro studio, finchè non è stata chiarita l' origine di quella sensazione olfattiva.
Ma alla fine reprimo ogni moto: non si sa mai cosa possono regalarmi stasera…
Ultima fermata, la merceria. Colpo di scena per il lettore (e come no? ‘na girandola di emozioni!…): in realtà, il vero scopo del mio viaggio era il reperimento di un paio di forcine per capelli argentate, introvabili nelle mie nebbiose lande (che te le metti a fare 2 forcine argentate, se in quella nube manco si vedono?). entro, e le prendo di strass argentati, ammorbando pure la signora con la solita storia che “oggi compio 18 anni…magari!” (ah, ah, che simpatia!). preciso che mia madre mi trova estremamente ridicola con le forcine tra i capelli permanentati; per mio padre sembra un travestimento di carnevale….
Torno al destriero. Ovviamente, prima di partire mi autoscatto un foto, poi pago, non senza indugiare in chiacchiere con il guardiano (però non gli ho detto che era il mio compleanno…).
Ignoro sms, leggo fumetti al semaforo, ballo e canto (quando sono ripartita, of course…), mentre il sole tramonta….Ma tanto non lo vedo più, da Nonsidice in poi…mi arrivano perfino 2 sms da 2 rispettive persone che non sento da parecchio tempo: cerco di invitarli (ovviamente, quando cerchi di scrivere un messaggio in macchina, il semaforo è sempre verde!) senza troppe formalità a condividere con me il pane ed il vino quella sera, ma ovviamente declinano.

Ritorno nella Palude Nebbiosa ore 17.
Giusto il tempo di un pranzo (dei miei…=una minestra in un'ora netta) e di subire le ire materne per 1- essere scappata così e 2-non aver mai risposto alle sue chiamate (ah, ecco chi era….), nonchè a quelle di tutti gli altri che mi avevano cercata (anche per lavoro, ben intesi!). E che cacchio! E se fossi andata a Milano, come era nei miei primitivi propositi? Un giretto del genere era il minimo sindacale! Ma lei mi fa il faccino (Oddio…pesa oltre un quintalino…) triste…”Sei la mia bambina..se ti fosse successo qualcosa…”. Prevedibile risposta : “Sai che figata: data di nascita quasi uguale a quella di morte!”. Ma, chissà perché, le mamme non apprezzano mai lo humor nero....

(........to be continued..........)


Scappo di casa

Venti giorni di fuga
e neanche un appello per radio evidentemente mia madre
non è neanche una buona padrona perfino per i cani smarriti
si fanno appelli per radio
ma io no,
non ho imparato a leccare bene la mano di chi mi dà da mangiare.
E la mia cara mamma
mi ha voluto grasso ed eunuco
"Non andare con le donne" diceva
"hanno il demonio nel ventre
io sarò la tua unica donna
come il serpente che si morde la coda l’ignoranza nel sesso
è la base per vivere felici"
Il dottore vicino di casa
ammassava quattrini
nel suo cappotto di cammello
non c’era posto per la mia adolescenza
"Il ragazzo deperisce" diceva
"saranno gli esami di Stato"
ma la mia mente volava ogni giorno sulle gambe della segretaria di scuola.
Venti giorni di fuga
e neanche un appello per radio
e in questo bar sotto casa
io mi bevo il mio cappuccino
liscio, liscio e il peccato marcisce nella mia cartella di foca
tra le calze le mutande le scarpe
e il dentifricio.
Quella rossa che continua a fissarmi abbracciata al suo uomo
sarà così che il diavolo
le cova nel ventre
quasi, quasi le domando se è vero,
non ci sarebbe niente di male
"tra persone civili" come diceva la mamma
"ci si intende sempre".
E allora perché quel suo grosso individuo mi chiama balordo?
Vuole spaccarmi la faccia
se non mi tolgo fuori dai piedi
e intanto il padrone del bar
vuole che paghi il mio cappuccino
mi coprirò con le braccia la testa come facevo da bambino....

Testi Ivan Graziani




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martedì 11 gennaio 2005 - ore 00:02


Minimo della pena
(categoria: " Riflessioni ")


Giudice di Pace a Ficarolo. Fu il mio primo processo penale, inviata speciale (…) del capo per un marocchino a lui affidato d'ufficio e mai presentatosi in studio. Si presentò quel dì. Quel simpaticone del Giudice decise di aprire il dibattimento…prima di sentire il mio “assistito” , gli dissi di non chiamare “figli di ……” i carabinieri…poi furono sentiti i testi…comico il momento delle conclusioni: me le suggerì il PM…”Mi rimetto alla clemenza della Corte”…Mitico!il tizio, ovviamente, fu condannato. Aspettiamo ancora la parcella.
Dopo 2 anni da allora, stamane è stato come cercare un ago in un pagliaio immerso nella nebbia. Campagna, campagna e qualche segno di vita (“Night club Rimmel”…), mentre mi chiedevo chi cacchio me lo facesse fare, per un cliente mai visto. Poi mi guardavo nello specchietto (te pareva? Anche colla nebbia!) e mi dicevo “Minimo della pena!”, e mi passava la paura, con “Nebbia in Valpadana” di Cochi e Renato in sottofondo.
Alla fine, dopo una ingloriosa (attenzione, le scene che seguono possono comportare il ritiro della patente) inversione a “U” (anzi: “Uhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!”) su un ponte, con la nebbia, ho trovato ikl posto. Ci siamo io, un avvocato gentile ed il pm. Il pm ci avvisa che manca il cancelliere e che dunque si farà un rinvio d'ufficio, io intanto leggo il fascicolo del mio “cliente”: un certificato penale di 14 pagg! a partire dal Tribunale dei minori! Poi arriva un sig. di una certa età, distinto, e si siede accanto a me. era il mio cliente! Il quale mi assale con un torrente di parole, raccontando che lui è a capo di XX società, che al Giudice gli parla lui….gli chiarisco che il legale sono IO, mi faccio dare il suo numero, mi appunto la data di rinvio (maggio……..) e me ne volta. Altra esperienza paranormale nella nebbia.
Poi, torno al master. Faccio un sondaggio su chi ha intenzione di venire alla mia festa e ricevo un'inopinata sorpresa: nessuno! Tutti hanno un impegno. Tutti di martedì (una dice che deve vedere “Ballarò”….no comment..). per carità, è gente che tra 15 giorni non vedrò mai più in vita mia. Però non è il massimo sapere che su 14 persone non ce ne è una che vuol fare festa (mica li invito ad un convegno sull' aramaico!) con te.
Poi mi smsa un' altra invitata per farmi gli auguri…ma come? Non mi avevi assicurato la tua presenza, per domani? Attendo ancora la risposta.
Un' altra è stata più furba: “ti dico alle 18 se vengo”….x me può risparmiare i 2 cent.
Ah, ovvio che Pipia (la mia “migliore amica”…peccato sia un' amicizia unilaterale) non viene: deve passare gli ultimi giorni in Uk con il suo “ragazzo” di 40 anni (le ultime canne insieme…). Scheletro non viene perchè lei non c'è. Il Camerata viene perchè ci sono “le gnocche” (ma non vale il contrario!!). la Nanetta, party-dipendente, per sbevazzare gratis…grande (in senso metaforico), dopo un nanosecondo (beh, logico…) mi ha detto di sì!
Insomma, solito copione. Solita voglia, domani, di disertare il dovere (che ora è quel cazzo di master) prendere il treno (in quel posto?) ed andare… …sì, una pazza idea, che Ivan mi getta tra i neurini, sulle note fatate di Cleo…
Ma andare…dove?? E con chi? Dove cazzo è il/la complice fidato/a con cui fare queste bravate e che sto ancora aspettando, dopo 30 anni? Quando finisce la MIA pena?
Ma che cacchio organizzo feste? Che ho da festeggiare?
Che cacchio lo scrivo a fare un Blog?

Vaffanculo



Se mi guardo nello specchio
con il tempo che è passato
sono solo un po' più ricco
più cattivo e più invecchiato
è l'amara confessione
di un cantante di successo
forse è l'ultima occasione
che ho di essere me stesso
Quando ho smesso di studiare
per campare di illusioni
sono stato il dispiacere
di parenti e genitori
ero uno di quei figli
sognatori adolescenti
che non vogliono consigli
e rispondono fra i denti
Vaffanculo Vaffanculo

Ma la musica è cattiva
è una fossa di serpenti
e per uno che ci arriva
quanti sono i fallimenti
mi diceva quella gente
che s'intende di canzoni
hai la faccia da perdente
mi dispiace non funzioni
Masini Vaffanculo
Vaffanculo Vaffanculo

Non importa se ho pianto e sofferto
questa vita fa tutto da sé
nella musica ho solo scoperto
il bisogno d'amore che c'è
Chi lo sa che cosa è vero
in un mondo di bugiardi
non si può cantare il nero
della rabbia coi miliardi
siamo tutti conformisti
travestiti da ribelli
siamo lupi da interviste
e i ragazzi sono agnelli
che ti scrivono il dolore
nelle lettere innocenti
e la loro religione
è di credere ai cantanti
ma li trovi una mattina
con la foto sul giornale
in quell'ultima vetrina
con la voglia di gridare
al mondo Vaffanculo
Vaffanculo Vaffanculo

Mi dimetto da falso poeta
da profeta di questo Fan's Club
io non voglio insegnarvi la vita
perché ognuno la impara da sé
Me ne andrò nel rumore dei fischi
sarò io a liberarvi di me
di quel pazzo che grida nei dischi
il bisogno d'amore che c'è
ora basta io sto male
non è giusto Vaffanculo

Nello specchio questa sera
ho scoperto un altro volto
la mia anima è più vera
della maschera che porto
finalmente te lo dico
con la mia disperazione
caro mio peggior nemico
travestito da santone
Vaffanculo Vaffanculo
Vaffanculo Vaffanculo


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domenica 9 gennaio 2005 - ore 21:56


"A 30 secondi dalla fine"
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Uè: se volete (ah, non volete??) che scriva le mie mirabolanti avventure in un Blog, prima devo viverle!
Vi giuro che le sto vivendo. No, veramente!
Anzi, voi che brontolate tanto, venite qua e scrivete qualcosa (“qualcosa”) al posto mio!
Anzi (2), tra poco partirà il concorso per designare il mio erede planetario (…ma non si diceva universale?..), dato che tra 2 giorni verrà giù una astron(zo)nave, ed io rimuoverò l' incomodo (=toglierò il disturbo).
Per carità, l' altro ieri ho avuto la soddisfazione immane di portare al mio ex-capo 30 pag 30 di ricorso, che ha letto davanti a me senza modificare nulla, ringraziandomi e complimentandosi. Il tutto, senza scopo di lucro, per me, ma almeno mi sono sentita realizzata…per poi attraversare un muro di nebbia (o era un muro vero?…) e passare la serata/nottata a vedere (non guardare: è diverso!) il Camerata che faceva “massofisioterapia” (=palpava) alla Lupara Bionda e lei che lo lasciava fare (si è lamentata, ma solo quando siamo eravamo da sole: non voleva offenderlo…).
Oggi, poi, un'altra scorpacciata di Camerata (fa pure rima!), al di lui compleanno: gli ho pure dedicato un'ode, che ha rappresentato il momento migliore di tutta la festa, a detta di tutti (immaginate il resto…).
Insomma, mi sono rimasti ben 2 giorni di vacanza effettiva: cacchio, e pensare che avrei voluto imparare a suonare qualcosa di Ivan Graziani alla chitarra (non ho gli spartiti, ma mi invento io gli accordi…)…vabbè, sarà per l' anno prossimo…..
Tanto per (s)gradire, domani 10 gennaio ricomincia il master, ed io devo difendere d'ufficio un tizio davanti al Giudice di Pace di Ficarolo (??????????????) senza aver neppure mai incontrato il mio assistito (ma và? Oh, che situazione nuova!……). E così mi fotto altre belle 5 orette di master (vabbè, con la borsa di studio ormai sono sotto h2o….)!
Ma, dicevo, i bitter dicks non saranno tanto domani, quanto il giorno dopo….
È da una settimana che non ci dormo….ho comprato un Dylan Dog, e mi sembrava Topolino (sì, ho messo gli occhiali), se pensavo a quel che sta per capitare…Non so, ho una senzazione (sensasione…zenzazione…uffa……) strana. Beh, ce l' ho sempre, ma in previsione di quel che può capitarmi al mio 30° rintocco….me li tocco!
Giuro, ho già prenotato il posto, la torta, le bevande (per me acqua calda, per gli altri tutto il resto) ed ho pure chiesto al capo del locale se si può fare casino (risposta: SI'….ha firmato la sua condanna a morte…..). Ho anche invitato qualche bestia da mettere nell' Arca di Noè. Ma provo quel che tutti i comuni mortali (e dunque non io, che peraltro quella volta ero in camera a studiare diritto commerciale, perchè ne avevo una voglia pazzesca!) hanno provato nella notte tra il 31 dicembre 1999 ed il primo gennaio 2000…No, non mi riferisco al freddo…..
Insomma, non fiori, ma opere di bene. Ricordateme così: una persona per bene….e, soprattutto…un gran pezzo di figliola!
By Moritura


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martedì 4 gennaio 2005 - ore 01:51


Evasioni Non Innocenti...
(categoria: " Pensieri ")


Che momenti! Sentire la pancia piena (sapete, capita, se si ingurgita cibo per 7 ore di fila…) e meditare sul senso della vita (mia o quella degli altri?), provare ancora quella sensazione orrenda della scorsa notte (per la cronaca: ho sognato che infrangevo la legge e scappavo disperatamente perchè mi cercavano…giuro: non è una trovata scenografica, e, anzi, avrei messo voi al posto mio, braccati!).
E, dopo 98 ore di computer, avere un accenno di mal di testa (testa??).
E non capire più niente, solo che c'è ancora quel fottuto, maledettissimo atto da finire (mia madre – fine psicologa- riconduce l' incubo di cui sopra all' incombenza inevasa). Connettersi con frequenza preoccupante e, soprattutto, senza un motivo.
E cascare, ogni tanto, su Ivan, ed essere presa dalla solita sindrome di Stendhal mentre ascolto “Cleo”….
Ditemi che è un incubo anche questo.


Cleo



Lei diceva sempre
che l’amore è un dono degli dei
è una colomba che si posa
sul tuo cuore
e mentre agosto rosso
tremava sull’asfalto
seduti dentro a un bar
io l’ascoltavo ancora.
E lei ancora mi parlava
"Mio padre vende vino,
è solo un commerciante
ma di cose lui
me ne ha insegnate tante
una ragazza greca
ha il cuore più pulito
una ragazza greca discende dagli dei. sì ma io non sono Ercole di Lidia
e a seguirla non riuscivo
se volava con la mente
dentro il suo mistero.
Cleo, Cleo, Cleo, Cleo
vergine bianca in un tempio
Cleo, Cleo se davvero tu puoi,
scaccia da me queste ombre
io vivo in un paese che confonde
e qualche volte sporca il mio cuore
e la mia mente,
ma per Giunone e per Mercurio
postino degli dei
via queste ombre
l’estate qui non dura eternamente
e arriverà il cielo
e la pioggia di settembre
lungo i marciapiedi
fra le case
e in questo bar
e nel mio bicchiere
e dentro me.
Cleo, Cleo, Cleo, Cleo
peccato che mio padre non sia ricco
ci ho pensato tante volte
ma la strada è lunga
da Torino a Salonicco
e in un’altra avventura
io non mi ci ficco.
Fra qualche giorno qui
si rientra tutti quanti
fra qualche giorno qui
ricomincia tutto come prima.
Cleo ti sembrerà banale
ma, che cosa mi è successo
che sensazione strana,
proprio l’altra sera
in biblioteca a scuola
ho aperto un libro
che parlava degli eroi,
ma soprattutto raccontava degli dei
e se penso a te
quasi quasi io ci credo
alle processioni in riva al mare
ai gesti e alle parole
chiusi dentro il tuo mistero.
Cleo, Cleo, Cleo, Cleo
vergine bianca in un tempio
Cleo, Cleo se davvero tu puoi,
scaccia da me queste ombre
io vivo in un paese che confonde
e qualche volta sporca il mio cuore
e la mia mente,
ma per Giunone e per Mercurio postino degli dei
via queste ombre
agosto si allontana lentamente
ed è arrivato il cielo
e la pioggia di settembre
lungo i marciapiedi
fra le case e in questo bar
e nel mio bicchiere e dentro me.
Cleo, Cleo, Cleo
se tu farai questo per me
io ti crederò.


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lunedì 3 gennaio 2005 - ore 02:38


Niù Eig
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Eh sì, si vede che sono proprio vicina alla pace (o almeno all' armistizio) dei sensi: la notte del 31 dicembre 2004 ero felice di indossare una indecorosa tuta da ginnastica (che mi rappresenta “allo stato brado”), di essere a casa mia, assieme ai parenti più strettissimi (ahi!) e di fare gli auguri ai miei artefici (volgarmente detti “mamma e papà”) di persona.
E non mi ha turbata neppure il fatto di avere spedito circa 543 sms rigorosamente personalizzati in base al destinatario, per poi riceverne in cambio una decina, per di più tutti con testo standard.
Ma sì, va bene, va bene così.
Anche se quel cacchio di ricorso in Cassazione è tuttora inevaso, ne abbiamo già 2 (di gennaio, non di ricorsi in Cassazione!), dopodomani devo vedere un cliente e il 10 ho un processo penale che non so neppure se mi presenterò in aula.
Anche se quel “tizio-che-vuole-che-scriva-per-il-suo-sito” me lo chiede in modo arrogante e presuntuoso, per di più dandomi dell' arrogante presuntuosa (No, Killercoke, non lo sposerò. Anzi, se lo vuoi te lo lascio). Già il fatto di non essere come lui mi rende felice.
Va da sé che tutto questo mi sta causando una non lieve crisi d'identità (oltre a farmi sorgere il dubbio che abbia esagerato un po' con la fluox….ehm…).
Diamine, se non ci fosse il caro, vecchio e sano scazzo (attenzione: non sto parlando dei motivi del medesimo: di quelli se ne possono sempre trovare), che ne sarebbe di noi? lo sanno tutti, che un albero che cade fa più rumore di una foresta che ricresce. Abolirebbero i telegiornali , le Vite in Diretta. Chiuderebbero in un colpo solo tutti i blog. Anzi, guardate il mio messaggio di ieri: niente. Appunto, lo stato di ebete tranquillità interiore non è creativo. Secoli e secoli di lamenti del cornuto musicati, dai trovatori a Cocciante (chissà perché proprio lui, eh, KC?…) lo dimostrano.
Gli unici, dico, gli unici rivoluzionari che hanno remato contro la corrente sono stati gli interpreti della canzone sotto riportata: infatti, dopo qualche anno si sono affrettati a divorziare nel modo più furibondo.
Del resto, l' unica ragione per cui Valeria Marini non ha ancora vinto l' Oscar è che non le vengono bene le scene drammatiche (ammesso che siano percepibili ad occhio nudo delle differenze rispetto alle altre scene)! A pensare a simili ingiustizie, viene da incazzarsi.
Bene, è sintomo che è tutto ok.

Felicità

Felicità
è tenersi per mano andare lontano
la felicità
è il tuo sguardo innocente in mezzo alla gente
la felicità
è restare vicini come bambini la felicità,
felicità

Felicità
è un cuscino di piume, l'acqua del fiume
che passa e che va
è la pioggia che scende dietro le tende
la felicità
è abbassare la luce per fare pace
la felicità,
felicità

Felicità
è un bicchiere di vino con un panino
la felicità
è lasciarti un biglietto dentro al cassetto
la felicità
è cantare a due voci quanto mi piaci
la felicità, felicità

Senti nell'aria c è già
la nostra canzone d'amore che va
come un pensiero che sa di felicità
Senti nell'aria c è già
un raggio di sole più caldo che va
come un sorriso che sa di felicità

Felicità
è una sera a sorpresa la luna accesa
e la radio che va
E' un biglietto d'auguri pieno di cuori
la felicità
è una telefonata non aspettata
la felicità,
felicità

Felicità
è una spiaggia di notte, l’onda che batte
la felicità
è una mano sul cuore piena d’amore
la felicità
è aspettare l’aurora per farlo ancora
la felicità, felicità

Senti nell'aria c è già
la nostra canzone d'amore che va
come un pensiero che sa di felicità
Senti nell'aria c è già
un raggio di sole più caldo che va
come un sorriso che sa di felicità

Senti nell'aria c è già
la nostra canzone d'amore che va
come un pensiero che sa di felicità
Senti nell'aria c è già
un raggio di sole più caldo che va
come un sorriso che sa di felicità


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venerdì 31 dicembre 2004 - ore 19:13


Ordinary day
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi sono svegliata con un pensiero assillante: “E se tutte quelle che stasera andranno ai veglioni mi fregano il vestitino da sera che ho visto 3 giorni fa, io che mi metto al MIO Capodanno, tra 11 giorni??”.
Pertanto, alle solite 10 e 30 spaccate, mi precipito al centro commerciale ad accattare lo straccetto, babbarare con una ex amica del liceo (quest'ultimo capitolo non era previsto, ma fa lo stesso: la vita è piena di imprevisti) e portare il cd con Incredimail ad una cugina di mamma che, alla tenera età di 50 e passa anni si trastulla con messengers e web cam….
Ovviamente, il pomeriggio è stato preso dai preparativi per il capodanno che ci sarà tra 11 giorni…c'è già chi mi ha assicurato la sua presenza…Ora devo pensare ad organizzare qualche trovata scenografica di eccezione…
Beh, che c'è da fare quella faccia??? Non lo sapevate che esiste un Capodanno alternativo, che mi preoccupa molto di più di quello convenzionale?
Ovvio, è una ricorrenza che non ha la stessa risonanza a livello di opinione pubblica…La massa, la solita scema! Ma non vi accorgete che il 31/12 è passato di moda?
Del resto, il Capodanno agrario cade l' 11 novembre ed io lo onorerei in modo ben più degno che facendo il mio solito augurio alla Terra, ma nessuno mi dà mai retta!
Non venitemi a dire che non vi avevo avvisato, quando magari qualche scienziato scoprirà che, geologicamente ed astrologicamente, l' anno inizia in realtà l' 11 gennaio! E poi, sentite com'è più assonante dire :”undici uno”…
Che poi la predetta data coincida con il mio annuale giro di boa, è solo una coincidenza….
Buon Giorno Qualsiasi a tutti…


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