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L’etichetta del Vim in polvere, in bagno... A volte anche quella del bagno schiuma.

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Un UFO e l’ho anche fotografato.
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James Mraz... Recentemente scoperto su You Tube...


ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Un calzino nel punto giusto.

ORA VORREI TANTO...

Un momento di violenza e amore...

STO STUDIANDO...

Il metodo più rapido per diventare completamente narcolettico.

OGGI IL MIO UMORE E'...

Non ho umori...sono secco.

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

Piccole cose, dettagli colorati che come piccoli cristalli di un lampadario antico dipingono arcobaleni e riempiono la giornata... Sei tu ciò che desidero.


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giovedì 28 ottobre 2004 - ore 16:55


Gatti.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Domenica scorsa sono andato in montagna. Bellissimo posto, bellissima aria, buonissima acqua.
Vicino casa c'era una nidiata di gattini...



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giovedì 28 ottobre 2004 - ore 01:26


Partirò con qualcosa di semplice.
(categoria: " Riflessioni ")


Miei cari signori e padroni, questo sono io. Questo racconto che ho appena iniziato e questi disegni rappresentano me. Questa notte l'eclissi totale di luna mi regalerà l'emozione di un qualcosa che sa di misterioso...

Piacere di fare la vostra conoscenza.

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giovedì 28 ottobre 2004 - ore 00:39


DarkSwords.
(categoria: " Riflessioni ")




L'odore di carne sul fuoco, quell'odore così invitante e succulento non lasciava scampo. Soprattutto quando erano tre giorni che il cibo scarseggiava. L'odore proveniva da una casetta al limite del villaggio, era da diverso tempo che Errik non vedeva una persona, per l'esattezza duecentoventitre giorni, da quando aveva deciso che il suo allenamento doveva svolgersi in completa solitudine.

Era partito dalla sua città natale, Ydrasl, portando con se solo l'arma con cui aveva sempre combattuto e con la quale si allenava fino allo stremo tutti i giorni. Era partito solo con la speranza di conquistare e distruggere la spada nera portatrice di sventura.
Conosceva praticamente tutto sulla leggenda della spada, sapeva chi l'aveva forgiata e conosceva anche il potere che celava la gemma incastonata sull'elsa.
Inspirò profondamente, cercò di riordinare i capelli spettinati come meglio poteva e si diresse verso la piccola casetta dall'odore invitante.
La donna era china sul piccolo focolare intenta a non far alzare troppo le fiamme che scaturivano a causa del grasso che gocciolava sulle braci ardenti. Al suo fianco aveva una grossa scodella piena di carne ancora da cuocere, un grosso pezzo di sale e delle erbette aromatizzanti, Errik riconobbe subito l'odore dell'aceto di mele... ormai non faceva altro che deglutire saliva in continuazione.
- Buongiorno, mia signora. Se non sono troppo indiscreto, avrebbe modo di vendermi un pò di quella succulenta carne? -
L'ombra ricopriva interamente l'anziana signora, la figura imponente di Errik la faceva apparire piccola e in trappola. Nel vedere e nel sentire un uomo alto quasi due metri e mezzo, perse di colpo tutte le forze.
- Mia dolce signora, non sono qui per ucciderla... Vorrei solo poter calmare le grida d'aiuto del mio stomaco.-
La donna incrociò gli occhi del gigante. E la sua paura svanì in un attimo. Errik aveva il sorriso e gli occhi di un uomo buono. Riprese subito la padronanza del volto e si girò nuovamente verso le braci.
- Se mi dai una mano a condire la carne, giovanotto, sarò lieta di offrirti il pranzo.-


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lunedì 25 ottobre 2004 - ore 13:23


DarkSwords
(categoria: " Riflessioni ")




Le lame ripreserò la loro danza. Lo scontro era diventato così feroce che le scintille si vedevano attraverso le foglie degli alberi. A Siira dolevano le braccia, il sudore le colava sugli occhi e le gambe le sentiva deboli ed instabili. Gadrall aumentava la velocità dei suoi attacchi, la sua faccia era una maschera di odio e di rabbia. Lo scopo era quello di gettare via i suoi piani e uccidere e straziare. Avrebbe trovato un altro modo per riavere il suo tesoro, l'importante era far capire a quella sgualdrina chi era il padrone.
Le ferite sul corpo di Siira si moltiplicavano velocemente, ormai le forze la stavano per abbandonare e il maestro sembrava ormai sul punto di farla a fettine.
C'erano solo confusione e frustrazione nei pensieri di Siira, capiva come Gadrall portava i colpi e sapeva come contrattaccare, ma non riusciva a trovare il tempo giusto.
Riuscì a vedere il colpo partire e mirare al suo fianco, ma decise che poteva fare anche a meno di schivarlo se voleva colpire. La lama penetrò a fondo accendendo altre fiaccole dorate nei suoi occhi.
Siira strinse i denti. La sua lama finì invece la corsa contro un albero.
Il sangue del maestro cominciò a scorrere lungo la lama dissetando il piccolo arbusto infilzato.
Gadrall guardava attonito la lama della spada di Siira che spariva dentro il suo corpo all'altezza della bocca dello stomaco, sentiva il suo sangue scorrere e inzuppare la tunica, e per la prima volta dopo tanti anni sentiva la vita scivolargli via.
- S-sei stata brava, piccola Siira... Adesso riprendiamo gli allenamenti e... -
Lei sfilò la spada piantata sul fianco e guarì le sue ferite.
- N-non ho forza, piccola S-Siira... Libe-liberami e riprend...-
Tagliò la testa di Gadrall con tre colpi. Alcune gocce di sangue colorarono il suo viso. La testa rotolò seguendo il pendio.
Usò l'incantesimo del fuoco per bruciare il cadavere.
Barcollando si diresse verso la casa dove aveva vissuto per tutti questi anni, pianse durante il tragitto, pianse come non aveva mai fatto in vita sua.


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domenica 24 ottobre 2004 - ore 13:25


DarkSwords
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Capitolo 1 - Insegnamenti -


Sembra impossibile che un corpo possa contenere tanto sangue.
La gola squarciata le faceva emettere dei suoni strazianti, il gorgoglio di chi cerca di riprendere il fiato senza successo era davvero penoso. Sangue caldo che inscurisce il terreno, sangue caldo e fumante che ti fa capire che la tua vita è finita.
Tutto diventa nebbia e tutto diventa più sopportabile e lontano, un sollievo quasi.

Siira odiava il suo maestro, odiava il modo in cui veniva trattata ed odiava la sua vita. Morire per lei era un regalo inaspettavo, un premio inestimabile, ma sapeva che questo privilegio non sarebbe stato possibile.
- Sei ancora debole mia piccola Siira, debole e distratta -
Le dita di lei cervano di tamponare la perdita di sangue, ma sapeva che usare un incantesimo di guarigione sarebbe stato inutile. Lui lo stava già formulando.
La ferita mortale al collo si cicatrizzò. La nebbia nei suoi occhi cominciò a diradarsi e le forze tornarono a sostenere il suo corpo.
Siira, il suo nome non le era stato dato dal maestro, Siira era il nome che sua madre le diede prima di partorire. Un nome che significa serenità, pace interiore, gioia di vivere. Siira non ha mai creduto ad uno di questi significati. Siira credeva solo nella morte e nel dolore.
- Patetica! Sei patetica piccola Siira! Non riesci a schivare neanche il più stupido degli attacchi! -
Disprezzo, era l'unico sentimento che riusciva a cogliere dalla voce del suo maestro. Disprezzo e derisione.
- Non riuscirai mai a recuperare il mio tesoro! E' la mia spada, capisci?!? Questa è la tua sola occasione di vendicare i tuoi genitori... e tu cosa fai? La sprechi!-
Mentre raccolgieva la spada Siira sentiva il cuore riprendere il suo battito normale. Dentro di se sapeva che suo padre era stato ucciso nel modo più vigliacco, sapeva anche che la madre era stata seviziata e poi data in pasto alle fiere della foresta. Dentro di se aveva anche la certezza di chi fosse stato: l'eroe del paese. Colui che era tornato dalla battaglia con la testa del generale nemico, l'eroe acclamato dalla folla, quello che aveva adottato la sfortunata orfanella del Monaco morto assassinato senza motivo da alcuni balordi, secondo la storia ufficiale.
Il suo maestro, Gadrall Hellmn.
Non ricordava nemmeno quale fosse stata la sua prima cicatrice, anzi la prima la ricordava chiaramente: Gadrall l'aveva violentata a otto anni.

Il sudore non le dava fastidio, neanche la sensazione di pesantezza alle braccia la infastidiva. I suoi capelli rosso fuoco cortissimi la facevano apparire più giovane e i muscoli tesi potevano ingannare uno spettatore distratto che sicuramente avrebbe pensato allo scontro tra un uomo adulto ed un ragazzo.
- Muoviti! Prendi posizione e tieniti pronta. Questa volta morirai urlando!-
Lo scontro lo si poteva udire in lontananza, il clangore delle spade era forte e cristallino e la fredda aria mattutina sembrava amplificare i suoni della foresta.
Gadrall muoveva la spada con sicurezza e velocità, era sempre in attacco. La difesa di Siira vacillava ad ogni colpo, non riusciva a trovare un varco tra i fendenti del maestro. Conosceva tutti i movimenti, le contromisure da adottare, ogni mossa era misurata e precisa, ma non riusciva a prendere l'iniziativa, non riusciva a trovare il momento opportuno per affondare... Forse era troppo len...
La lama la trafisse appena sotto la cassa toracica, all'altezza del fegato. Il dolore esplose impietoso, fiaccole dorate si accesero negli occhi di Siira ed il calore del suo sangue sciolse la brina sull'erba verde smeraldo.
Le ginocchia cedettero per la debolezza, inginocchiata, col sudore ed il sangue che gocciolavano sul terreno, Siira iniziò ad urlare. un urlo gutturale, profondo e terrificante. Ma non era un urlo di dolore, urlava di gioia e di rabbia.
- Alzati e fatti avanti p***anella! Ti taglierò via quelle braccia! La tua fortuna è appena terminata. Ti farò capire io cosa significa soffrire! -
Qualcosa era cambiato. Aveva visto! aveva osservato e aveva visto! Aveva smesso di concentrarsi su come doveva muoversi e aveva agito d'istinto. E lui lo aveva capito.
Una macchia di sangue cominciava ad allargarsi sulla tunica del maestro all'altezza del bicipite. Era stato ferito, aveva trovato una breccia sulla difesa di Gradall, il famoso maestro di spada, eroe, assassino e mentitore.
Usò l'incantesimo di guarigione senza neanche guardarla, nei suoi occhi la rabbia era una nuvola nera carica di tempesta.
- La tua è stata solo fortuna! Mi pregherai di farti morire.-
Siira si mosse velocente, recuperò la spada e mosse le labbra dopo anni di silenzi.
- Io, sto per ucciderti. - La sua voce era profonda, un pò rauca, ma terribilmente bella.


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domenica 24 ottobre 2004 - ore 13:23



(categoria: " Riflessioni ")


- Vuoi uccidermi? -
- Sarebbe troppo comodo. Prima voglio mettere alla prova la tua resistenza. -
- Ma alla fine mi ucciderai? -
- Mi piacerebbe trovare il modo di farti soffrire per sempre. -

Questo vorrebbe essere un mio sogno che sto cercando di realizzare in qualche modo. Siate pazienti, non sono bravo a scrivere...

Signori e signore, spero di non deludervi o annoiarvi troppo. In tal caso potrete farmi sanguinare a vostro piacimento.



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domenica 24 ottobre 2004 - ore 12:18


Neeve
(categoria: " Riflessioni ")


Sto inseguendo un cuore, un cuore che non potrà mai essere raggiunto.
Mi alleno ogni giorno per correre sempre più veloce, ma so che tanto quel cuore corre solo per se stesso.

Neeve non si distrae, Neeve è sola.

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