Spritz.it - pica's HOME - BLOG DIRECTORY - IL TUO BLOG - Segnala qs BLOG




NICK: pica
SESSO: w
ETA': 35
CITTA': padova
COSA COMBINO: Non è da questo che si giudica una persona!
STATUS: sistemato

[ SONO OFFLINE ]
[PROFILONE COMPLETO]

[ SCRIVIMI ]



STO LEGGENDO
nulla!


HO VISTO
ho visto cose che voi umani neanche immaginate!


STO ASCOLTANDO
vado al massimo di vasco


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
pantaloni e maglietta


ORA VORREI TANTO...
ritornare a Cuba


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
inglese


OGGI IL MIO UMORE E'...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
1)

 


MERAVIGLIE

1)
2)
3)





“Scopo del mio Blog non è solo quello di parlare di me stessa e di quello che mi piace, ma anche quello di diffondere una mia grandissima passione:il palio di Siena...ed in particolare la mia contrada (il NICCHIO)!

(questo BLOG è stato visitato 2982 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite,


ULTIMI 10 messaggi
(per leggere i precedenti naviga attraverso il calendarietto qui a destra:
i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


SONDAGGIO: VI PIACE SCIARE?




si
no
ni
lo pratico solo per amore

( solo gli utenti registrati possono votare )

giovedì 26 febbraio 2004
ore 11:53
(categoria: "Ricette")


Biscottini al cocco

INGREDIENTI PER 3 PERSONE:
200 g di farina
70 g di burro
80 g di zucchero
60 g di cocco grattugiato disidratato un uovo
una bustina di vanillina
un cucchiaino di lievito per dolci

1) Setacciate la farina assieme al lievito e alla vanillina, in una ciotola. Aggiungete lo zucchero, il burro ammorbidito e 50 g di cocco grattugiato. Unite anche un uovo leggermente sbattuto, mescolate il tutto con una forchetta e poi impastate con le mani inumidite.
2) Scaldate il forno a 190°. Prelevate la pasta a piccoli pezzi, della grandezza di una grossa nocciola, e rotolateli fra le mani, sino a formare delle palline. Man mano che fate i biscotti, coprite l'impasto in modo che non si secchi.
3) Spolverizzate i dolcetti con il cocco rimasto e schiacciateli leggermente, perché vi aderisca bene.
4) Sistemate i dolci su una teglia rivestita con carta da forno, abbassate il forno a 180° e cuocete per 15-20 minuti circa. Fate raffreddare i biscotti e serviteli al naturale o, se vi piace, spolverizzati di zucchero a velo.


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

giovedì 26 febbraio 2004
ore 10:43
(categoria: "Vita Quotidiana")



continuo ad avere le paleeeeeee ROTTE, cazzo non ne posso più!

LEGGI I COMMENTI (1) - SEGNALA questo BLOG

mercoledì 25 febbraio 2004
ore 18:54
(categoria: "Riflessioni")



mi sono rotta le palleee!

LEGGI I COMMENTI (3) - SEGNALA questo BLOG

mercoledì 25 febbraio 2004
ore 18:19
(categoria: "Riflessioni")


ve lo consiglio!

La versione di Barney , Richler Mordecai

Approdato a una tarda, linguacciuta, rissosa età, Barney Panofsky impugna la penna per difendersi dall'accusa di omicidio, e da altre calunnie non meno incresciose diffuse dal suo arcinemico Terry McIver. Così, fra quattro dita di whisky e una boccata di Montecristo, Barney ripercorre la vita allegramente dissipata e profondamente scorretta che dal quartiere ebraico di Montreal lo ha portato nella Parigi dei primi anni Cinquanta e poi di nuovo in Canada, a trasformare le idee rastrellate nella giovinezza in sitcom tanto popolari quanto redditizie, grazie anche a una società di produzione che si chiama opportunamente Totally Unnecessary Productions. Barney ci parla delle sue tre mogli - una poetessa esistenzialista, una miliardaria dai robusti appetiti e dalla chiacchiera irrefrenabile, e Miriam, che lo ha appena lasciato. Ci racconta le sue passioni, come chiosare i quotidiani, o ascoltare nella notte Miriam alla radio. Ci descrive i suoi intrattenimenti, come immaginare Terry McIver che si dibatte in un mare infestato di squali, o lanciare galosce verso l'attaccante della sua squadra da hockey che ha appena sbagliato un goal. Ci aggiorna sulle sue ubbie (non ricordare i nomi dei sette nani) e sui rimedi che escogita (domandarli a un figlio dall'altra parte del mondo, incurante della differenza di fuso). E ci chiede di partecipare alle sue consolazioni, accompagnandolo a deporre sulla tomba del padre, anziché il sassolino rituale, un sottaceto e un tramezzino al pastrami. Questo è Barney Panofsky, personaggio fuori misura, insofferente di tutto ciò che ottunde la vita. E questa è una delle storie più divertenti che ci siano state raccontate da molto tempo.


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

mercoledì 25 febbraio 2004
ore 17:34
(categoria: "Vita Quotidiana")


il Palio di Siena-21°puntata
...(continua)TRA LE DUE GUERRE

Folco era un sauro di carattere mite e docile alla guida, uno di quei maremmani che per decenni sarebbero stati la stragrande maggioranza dei barberi di Piazza. A portarli a Siena erano i butteri, sorta di cow boys nostrani, o i "bestiai", i commercianti di cavalli che animavano le fiere senesi del bestiame di Piazza d'Armi. A tenerli erano i "cavallai" proprietari o tenutari di cavalli da Palio, persone che in quei decenni svolgevano in genere attività legate all'agricoltura.
Il più famoso "cavallaio" fu il Sor Ettore Fontani, laureato in legge, agricoltore nell'azienda familiare, commerciante di bestiame e poi di carni, ispettore del Ministero dell'Agricoltura nella zona di Pisa, tornato a Siena per conciliare le necessità quotidiane con le passioni della sua vita: la Contrada e il Palio. Dalle sue stalle passarono molti dei cavalli protagonisti della Piazza e altrettanti fantini famosi, dal Meloni fino ad Aceto.
Dietro al Sor Ettore vennero altri nomi famosi a Siena, come il Margiacchi, il Papi e Dedo Pianigiani, il più fortunato di tutti, perchè avrebbe avuto la buona sorte di essere eletto Capitano del Montone, vedersi assegnare il suo cavallo, Belfiore, e con lui vincere il Palio.
Ma nessuno dei migliori cavalli di quegli anni, la Giacca, Lina, Lola, Margiacchina, Ruello e Wally (così chiamata in dubbio omaggio alla Simpson) seppe conquistare il cuore dei senesi come Folco che aveva trovato un amico in Pappio, il barbaresco del Drago. Molte storie ancor vive nella tradizione riguardano la loro amicizia. Folco seguiva Pappio senza bisogno di briglie, lo aspettava davanti alle bettole dove lui si fermava per un bicchiere e due chiacchere, e c'è chi giura che a chi lo salutava alla voce rispondeva con un nitrito amichevole.
Venne la guerra e Folco fu nascosto nel bosco della tenuta di Cambriano dai proprietari, la famiglia di quel Dario Neri che come manager avrebbero retto le sorti della Sclavo e fondato la casa editrice Electa e come artista avrebbe realizzato le monture dell'Onda, il manifesto del Palio ancora in uso, un drappellone e soprattutto ritratto in maniera insuperata le crete senesi, ricevendo le lodi di amici come Bernard Berenson e Carlo Emilio Gadda.
Le attività paliesche e contradaiole furono interrotte dalla seconda guerra mondiale, ma anche in quel grave momento il Palio restò sempre nel cuore dei senesi. Su una Piazza del Campo tracciata sulla sabbia, in un campo prigionieri della Tunisia, dieci senesi corsero nell'agosto del 1943 il loro Palio, indossando spennacchiere di cartone. Il mortaretto era una latta di benzina. Vinse il Bruco, si celebrò con del vinello e molti canti.(FINE)


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

mercoledì 25 febbraio 2004
ore 17:04
(categoria: "Vita Quotidiana")


il Palio di Siena-20°puntata
...(Continua)TRA LE DUE GUERRE

Dario Neri: Affiche per il Palio del 2 Luglio 1928.
Siena Archivio Storico del Comune

Tra le due guerre il corteo storico si rinnovò e divenne ancor più splendido e solenne del precedente. Il rinnovo dei costumi e del Carroccio avvenne nel 1928, con la supervisione di una commissione comunale di "artisti e competenti in materia" presieduta dal Podestà. Il costo sostenuto da Comune, Monte dei Paschi, Contrade e sottoscrizioni tra i privati cittadini, superò il milione di lire. Lo stile prescelto per le monture fu quello di fine '400, perchè in quel tempo le Contrade cominciarono ad apparire in Piazza. Il corteo cioè cominciò a citare esplicitamente se stesso e il proprio passato, chiudendosi simbolicamente in un circolo chiuso come era accaduto nel passaggio dal Palio alla lunga al Palio alla tonda.
Il nuovo Carroccio, adorno di allegorie delle Contrade dipinte da Federigo Joni, non fu più tirato da cavalli ma da sei grandi buoi di razza chianina, condotti da bovari, quasi a rappresentare un omaggio delle campagne senesi alla città. Nel 1936, per dare ancora maggior pompa al corteo furono introdotti i figuranti delle corporazioni e delle arti e del tribunale della mercanzia. Gli armigeri di Palazzo furono aumentati di numero e posti di scorta al Carroccio, i loro due tamburini dettero al corteo una chiusura sonora.Le attività teatrali nelle quali si segnalò il prolifico impegno di Silvio Gigli, riscossero grande popolarità nelle Contrade. L'operetta di ambiente paliesco di Luigi Bonelli, "Rompicollo", fu rappresentata in Italia e all'estero. Nel 1932 Alessandro Blasetti girò a Siena "Palio", un film di intrigo, (la cui sceneggiatura riprendeva alcune novelle del Bonelli), che fu proiettato con buon successo nelle sale italiane.
Molte furono anche le gite sociali e di istruzione organizzate per i contradaioli verso mete in tutta Italia.
Ma il fenomeno nuovo fu la costituzione nell'ambito delle Contrade di gruppi sportivi, e soprattutto di squadre di calcio: nel 1928 ne erano attive undici.
Per l'ultima volta nei colori delle Contrade alcuni lessero allusioni politiche: il rosso della Torre contro il tricolore dell'Oca. Ma per i senesi la Torre rimase Salicotto e l'Oca Fontebranda.
In Piazza Oca e Torre si affrontarono come sempre senza esclusione di colpi. L'Oca fu nel TONO (Tartuca, Onda Nicchio, Oca), l'unica precaria coalizione di Contrade della storia del Palio che vinse alcuni palii ma si sciolse con astio quando nel 1934 l'Oca andò a vincere contro gli accordi ("Quella del 34/ ci s'è legata al dito / Papero sciabordito" cantò con astio il Nicchio). La Torre invece si legò a Ganascia, il vero successore del Meloni che liquidò il suo maestro proprio con la sua arma preferita, a nerbate, nel 1933 ("il nerbo di Ganascia/è fatto alla rotonda/ per nerbà l'Oca e l'Onda" cantò uno stornello della Torre di quegli anni).
Ganascia piacque per quella che appariva generosa combattività. In realtà fu un calcolatore meticoloso che cercava di non lasciar niente al caso. Le sue strategie erano elaborate in sedute interminabili nei lunghi inverni di Monticello Amiata dove era nato da Domenico Leoni detto il Moro, fantino vittorioso due volte. Anche Ganascia vestì quasi tutti i giubbetti, quindici in venti anni, e riuscì a vincere otto palii. Tra di essi rimase memorabile il "cappotto" del 1933 nella Tartuca, per di più sullo stesso barbero, il leggendario Folco...(CONTINUA)


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

mercoledì 25 febbraio 2004
ore 15:58
(categoria: "Vita Quotidiana")


il Palio di Siena-19°puntata
TRA LE DUE GUERRE

Dopo la pausa per Palio e Contrade imposta dalla guerra, la vita comunitaria delle Società riprese vigore, ma con l'avvento del Fascismo passò sotto l'egidia dell'Opera Nazionale 000Dopolavoro. Fermi e intoccabili restarono le Sedi Storiche e gli Orator. Il cambiamento non fu sempre pacifico; le nuove autorità sciolsero d'imperio alcune società di Contrada particolarmente riottose, come l'Alba nel Bruco e il Rinoceronte nella Selva. Per non seguire la stessa sorte, il Castelmontorio del Valdimontone si sciolse da sé. Ma subito nacquero nuove Società che di fatto negoziarono col nuovo regime un loro spazio di autonomia, secondo l'adagio sempre e mai vero che "in Contrada non si fa politica".
Durante il fascismo le Contrade fecero qualche rara sortita dal loro contesto naturale della città: una a Roma nel 1930 per le "nozze principesche" di Umberto di Savoia e Maria José del Belgio, un'altra al giardino dei Boboli di Firenze nel 1936.
Là, confuse loro malgrado ad altre rappresentazioni di quei "giochi virili" che il regime aveva resuscitati ritenendoli utili a forgiare una gioventù "agile, veloce e scattante", le comparse del Palio salutarono Hitler e Mussolini.
Vittorio Emanuele III venne spesso al Palio, quasi sempre in forma privata. La visita a Siena divenne un frequente side trip delle sue vacanze a San Rossore. Il Re guardava il Palio dal Palazzo comunale apparendo alla trifora alla quale si era affacciato Carlo V.
Al Re i fantini alzarono tutti insieme il nerbo nel luglio 1937, prima di andare alla mossa, introducendo un'innovazione che è rimasta nel rituale paliesco. Il Palio del luglio 1936 fu detto "dell'impero" perchè celebrava l'impresa africana del Fascismo. Il drappellone, vinto dalla Giraffa, fu in seguito autografato del "Re Imperatore". La Giraffa per quella fausta vittoria e con l'avallo della real casa cominciò a chiamarsi "imperiale". Con la disinvoltura e il distacco che il Palio in fondo ha sempre mostrato per i regimi, nel suo inno si sarebbe poi presentata come "reale, imperiale, repubblicana ancor!".
Il Palio tratta i regimi come entità rispetto a esso effimere, perchè appartengono alla storia di corta durata e alla struttura superficiale, mentre il Palio si sente parte della struttura profonda e della storia di lunga durata: "Lui ha da andare e io ho da restare" diceva, nello stesso senso, il Savonarola di Lorenzo de' Medici.
Mussolini si mostrò sensibile alle richieste del Comune di Siena, che già allora cercò di tutelare il Palio distinguendolo dai revivals che pullularono in tutta la penisola. In risposta a una richiesta inoltrata dal podestà Bargagli Petrucci, nel 1935 giunse al Prefetto di Siena una lettera nella quale si comunicava "avere il Duce con apposita ordinanza disposto che l'appellativo di Palio fosse riservato esclusivamente al Palio senese". Mussolini però non venne mai al Palio. Circolò la boutade che il Duce, sentendosi unico, mal sopportasse l'idea di venire in una città che di Duci ne aveva già 17...(continua)


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

mercoledì 25 febbraio 2004
ore 12:52
(categoria: "Ricette")


Caciucco alla livornese

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

1,5 kg di pesce misto assortito per zuppa (razza, polpo, gallinella, scorfano, San Pietro, gamberoni eccetera. Per fare prima, usa i preparati misti per zuppa surgelati) olio extravergine d'oliva
una cipolla
4 fette di pane casereccio
1 ciuffo di prezzemolo
1 spicchio d'aglio
sale
preparazione:
Sbuccia la cipolla e tagliala a fettine. Falla rosolare in poco olio in una casseruola antiaderente. Prepara il pesce: puliscilo, squamalo, lavalo sotto l'acqua corrente e taglia quello grosso a pezzetti (se usi quello surgelato, non serve scongelarlo: sciacqualo e mettilo in padella). Versa il pesce nella casseruola con la cipolla, iniziando da quelli che hanno una cottura più lunga. Regola di sale, metti il coperchio e cuoci 20 minuti. Accendi il forno a 180 gradi. Tosta le fette di pane 5 minuti, ungile leggermente e strofinale con l'aglio. Cospargi la zuppa con il prezzemolo tritato, versala nei piatti fondi e servila accompagnandola con le fette di pane tostato. BUON APPETITO


LEGGI I COMMENTI (1) - SEGNALA questo BLOG

mercoledì 25 febbraio 2004
ore 12:09
(categoria: "Vita Quotidiana")



sono incasinata!

COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

mercoledì 25 febbraio 2004
ore 10:41
(categoria: "Vita Quotidiana")


meteo
MERCOLEDI': al mattino cielo sereno o poco nuvoloso, salvo possibile presenza di foschie, banchi di nebbia o nubi basse in pianura e nelle valli specie durante le ore più fredde; dal pomeriggio tendenza a riduzione del soleggiamento per nuvolosità in prevalenza medio-alta in arrivo da sud-ovest.
Probabilità di precipitazione:bassa (0/20%).
Temperatura:massime in aumento, minime in diminuzione.
Venti. In montagna (sopra i 1500 m): in rotazione ed intensificazione durante il giorno, specie in quota, da nord-ovest a sud-ovest. Altrove: variabili, deboli od al più moderati.
Stato del mare: poco mosso.
Fenomeni particolari:gelate diffuse anche in pianura, specie al mattino


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG


> > > MESSAGGI PRECEDENTI
APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30

RICERCA:
Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG


BLOG che SEGUO:

calimero leoncina mamo76 appio lupinIII narra Jack75 ... lossoth


BOOKMARKS

Palio di Siena

(da Pagine Personali / HomePage )

UTENTI ONLINE: