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Stà bèa stèa fin doman finchè no rìva el sol
Sciàra sto scuro e el me cuor orbo e pien de doeor
Stà bèa stèa fin doman finchè no riva el sol
Stea dell’universo
Dime che no a ga perso a strada
Dime che in scarsea ga sempre
Un toco del me cuor
Un toco del me amor

***********************
C’è un attimo da fermare:
chi lo riconosce è felice.
***********************

"ARRANCARE: il lento, faticoso, deprimente ma determinato procedere di un uomo che non ha più niente nella vita tranne l’impulso di semplicemente continuare la lotta".

Per chi è arrivato tardi (ovvero dopo il 2007) su questo blog spieghiamo cosa sono gli Shaulismi. Parte tutto da Shaula, che è una stella della costellazione dello Scorpione. E io – chi mi conosce lo sa – sono una pesci ascendente scorpione. E poi il nome era bellissimo, suona come pieno di cristalli e profuma di autunno. Questo è il preambolo
Gli ismi sono le mie filosofie e i miei stili, e ogni post è un ismo. Ci sono ismi per ogni cosa. In particolare però, quando si tratta di me, di pensieri parole opere e omissioni, allora si chiamano Shaulismi.
Non è difficile, ma chi non sa non può sapere. E adesso sa.
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venerdì 4 maggio 2007 - ore 19:53
Femminismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non riesco a smettere di guardarlo... Ha monopolizzato il mio cervello, non riesco a pensare ad altro...
Sto impazzendo!! Voglio la seconda e la terza parte!! Voglio una collana di video come questo!! E voglio partecipare!! Voglio essere io la protagonista femminile!! Prendetemi!! Maury farà da testimone, non ho bisogno di nessun provino!!
Ho pianto per Fast And Furious, mi sembra sufficiente!! Sono la vostra eroinaaaa!!!!
Fatevene una ragione, uomini...E fantasticooo!!!!!
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PERMALINK
mercoledì 2 maggio 2007 - ore 19:46
Primomaggismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ingredienti, elementi utili e cose da fare per la riuscita di un ottimo primo maggio.
- Impossessarsi di un’abitazione. Approfittare dell’assenza di due genitori e invadere una villa con giardino tra le più belle che io abbia mai visto. E una padrona di casa deliziosa.




- Scarpe comode e colorate.

- Scoprire che la maglia che potrebbe completare la tua collezione è a portata di mano (e portafogli) in un negozietto del centro. Ma tuo moroso non te la vuole regalare. Come invece ha fatto Marco con Marianna...

- Vedere oggetti inesistenti in ogni angolo della casa e del giardino.
"Adeso che ho in corpo 4 birre vi chiedo una cosa, lo vedete anche voi quel grosso goldone?"
"E’ il retino per i pesci, Maury..."

- Far lavorare gli uomini. Le donne devono portare da casa cibo già pronto (torte salate, condiriso, crostata di frutta con poche fragole perchè non piacciono al moroso). Gli uomini si occupano della grigliata, e per un po’ i cuochi sono loro.


- Giocare a Solo (che è il tarocco di Uno, ma è bello uguale, e io sono campionessa sfortunata).

- Giocare a Merda (accertatevi di non avere amici con mani da diecichilieotto grandi come fiorentine, e soprattutto amiche con le unghie).

- Un karaoke. E qualcuno che presti le sue corde vocali. Anche se con certi acuti sarebbe stato meglio staccare il microfono...
[e Ale sembra arrivato direttamente dalloltretomba...]

- Tornare bambini. Dopo aver vinto a carte lanciarsi in una forsennata corsa liberatoria. E cadere rovinosamente lasciando un cratere sul giardino, sporcandosi pantaloni maglia e vari lembi di pelle, e ridendo e rotolandosi sul prato di margherite.

- Mai darsi per vinti. E se il detersivo per i piatti sta per finire, senza scoraggiarsi trovare una soluzione, adoperando uno shampo che tanto non si userebbe, così almeno la ceramica viene morbida.

- Scoprire il sesso. Ma con innocenza, delicatezza, pudicizia.

- E poi amici, amici, amici...




- E un bacione al Pappa che era a casa malato...
La prossima volta ci spacchiamo insiemeeeee!!!
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PERMALINK
martedì 1 maggio 2007 - ore 09:07
Femminismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ieri sera, in uno di quei giorni in cui sono posseduta da uno spirito donna, ho messo i tacchi. Quelli alti, non i tacchi Silvia di cui vado molto orgogliosa. Tacchi alti, scarpe decisamente molto eleganti, nere lunghe di pelle lucida e pulita, che hanno 4 anni e sembrano nuove perchè le ho messe 5 volte, che mi alzano e mi smagriscono ma che indossare mi porta sull’orlo di una crisi ortopedica.

Quasi 8 cm di tacchi, complimentatevi e congratulatevi, che è un passo avanti metterli per una semplice cena tra morosetti. Adesso non lo dico perchè ero io, ma ero davvero carina. Il complimento di Maury? Ha detto che è contento quando mi ricordo di essere femmina. Ha detto che vorrebbe che lo fossi più spesso, che dovrei farlo più spesso, che dovrei essere più donna, che ho una certa età e sono l’unica che lo ritiene uno sforzo. Soprattutto per quanto riguarda le gambe lisce.
Ora, discutiamone. Ogni quanto si fa la barba un uomo? Ogni giorno? Ogni due giorni? Un uomo con la barba incolta fa molto uomo denim, che non deve chiedere mai. Molto cowboy, molto far west, molto “sono un uomo duro, rude e tu sei mia, baby”. Io il giorno dopo la depilazione (rasoio, non mi parlate mai più di ceretta) posso tranquillamente gironzolare con le gambe scoperte, ma al tatto ovviamente qualcosa emerge. Non si vede nulla, ci mancherebbe altro, se no mi farei chiamare lupo mannaro. È mezzo millimetro, anche meno. Ma sulla mia delicata e iperidratata pelle quel mezzo millimetro fa effetto carta vetrata. Mica foresta pluviale, ho detto carta vetrata, leggera carta vetrata. Lieve increspatura di mare, nulla più.
E allora? Volete uccidermi per questo? Devo andare a confessarmi perché non ho gambe perfette ogni giorno? Devo depilarmi tutte le mattine perché qualcuno potrebbe toccarmi le gambe? Devo depilarmi ogni 24 ore perché mio moroso vuole che io abbia la pelle di un neonato? Figuriamoci. Depilarmi quotidianamente significherebbe avere le vene varicose a 35 anni, e onestamente credo di avere altro da fare alla soglia dei 40 che non sia curarmi le vene varicose. Ecco. Per “di meglio da fare” intendo preparare la tesi, il lavoro all’ippodromo e allo stadio, e forse qualche intervista nelle profumerie del centro. Ho la vista lunga, io.
Allora accontentiamoci di vedermi coi tacchi e la gonna H&M anni 60 che mi dona che sono un fiore (soprattutto quando mi ricordo che a Berlino l’ho comprata in saldo per 6 euro). Con quella gonna ho fatto uno degli affari migliori della mia vita.
L’effetto è vagamente simile a questo qui sotto. Ma dovete immaginare una gonna più bella, molto più bella, centomila volte più bella. A sagome di grandi fiori bianchi su fondo marrone terra di siena bruciata. Divina.
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Accontentiamoci degli sprazzi di femminilità che emano quando sono in vena, rallegriamoci della soave armonia dei miei polpacci da pallavolista su un tacco a spillo, e delle mie muscolose spalle su una magliettina di lycra.
L’uomo non si rade ogni giorno, l’uomo diventa più sexy il secondo o terzo giorno dopo essersi fatto la barba. Mentre io il terzo giorno, a sentire mio moroso, sono il figliol prodigo dello Jeti.
Vorrei un uomo sui tacchi a spillo mezza giornata, a camminare sul porfido del centro.
E con le mestruazioni. Tiè.
E le donne belle lasciamole agli uomini senza immaginazione.
E le donne magre sono come i pantaloni senza tasche, non sai mai dove mettere le mani.
Queste non c’entrano niente, ma le metto per tirarmi su il morale. Oggi va così. Consolatevi, potevo essere peggio.
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PERMALINK
sabato 28 aprile 2007 - ore 13:42
Laureismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sai cos’è successo ieri? Si è laureato Luca Guerra. Caro el me ben. E’ diventato dottore, un quasi ingegnere. Mamma commossa, lacrime come pioggia fra i parenti. Giornata lunga come un matrimonio, laurea alle 11.30, poi papiro, poi rinfresco, poi polleggio seduti ad assaporare la brezza, poi aperitivo, poi cena... A casa a mezzanotte e mezza completamente dilaniati di sonno... Ma ne valeva la pena!! Si è laureato Luca!!!
Da quanti anni lo conosco? Diciamo da 6 anni? Si dai, più o meno, forse più più che meno. E quante cose succedono in 6 anni...
Mi è dispiaciuto non scrivere di quella volta che eravamo in macchina io e lui, e credevamo di seguire Miche e la Dany, e abbiamo seguito questa punto bianca fino al parcheggio di una gelateria. Ci siamo accostati a velocità sparata, tirando giù i finestrini e salutando come imbecilli. E ovviamente non erano Miche e la Dany, ma una coppietta che si baciava prima di scendere a mangiarsi una supercoppa gelato.
E siamo fuggiti, ridendo a crepapelle, come due matti.
E quel papiro, che tanto mi ha fatta penare e che tanto sonno mi ha tolto, quel papiro è venuto veramente, veramente una figata.
Metto solo le frasi celebri, perchè rendono alla grande...
- A che ora aprono le farmacie?
- Fonta, che antistaminico usi?
- Sono allergico al nocciolo
- Sono allergico alla polvere
- Se non lo salva Bruce Willis il mondo, mi non penso proprio. Non gò el fisico
- Bella questa storia... Posso rivenderla come mia?
- ...è come dire il 30 febbraio, non bisogna stare a guardare tutto
- Capperi!!!
- Coa to testa e me gambe e i so schei, giraressimo el mondo
- Ma Giorgio ce l’ha con me? Io ho paura
- Per Luca una tassoni
- Un modo elegante di parlare è stare zitti
- La cameriera nuova è un 10
- Co stì mocassini go fatto l’affar pì beo dea me vita
- Sono un po’ ipocondriaco
- Mi a primavera a sento tutto l’anno... mi sono innamorato
- Maledetta chea volta che me so tajà e onge dei piè
- El beo xe che casa i pensa che semo drio divertirse
- Va pian che xe un attimo
- Me stufa da morir
- Questa barzelletta fa ridere perché
Dai, andiamo di foto adesso...
Trenta anni e no sentirli
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Qui è con l’adorato nipotino, un putto coi boccoli biondi che è uno spettacolo
"Ma alla fine son sempre mi a creatura de casa"
Con le girls

Con i boyz

Laureato davanti

Laureato dietro

Col compagno di merende
"Al Greg ghe do i otto giorni, dopo o licenzio"
Papirando. Un trevigiano astemio, ma dimme ti. No se fa ste robe.


La nuova amica e compagna di viaggio di Lu

I papiri - spettacolo!!!

Il rinfresco

La mega torta

I laureati in versione relax

Le mie donnine belle
********************************************I volti di queste giovani donne sono semi-nascosti. Per motivi di tutela della privacy non mi è concesso di palesare le identità delle persone raffigurate in questa foto.

Ma posso fornirvi il particolare di una di esse.
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PERMALINK
martedì 24 aprile 2007 - ore 17:14
Laureismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Intanto volevo dire che il 27 aprile, quando qui a Treviso è tutto chiuso perchè è il patrono (parlerò in separata sede della cacchiata del patrono) mi si laurea un’altra creatura. E per la precisione questa creatura qua, che diventa ingegnere.

E poi volevo dire che se c’è una cosa che ho imparato a fare davvero bene, e non solo bene ma benissimo, è recuperare ai miei errori. Essendo io maldestra, incapace, inetta e fondamentalmente inabile con qualsiasi attività manuale, ho dovuto attrezzarmi per recuperare su me stessa. Fare meglio del mio peggio.
Perchè non farlo subito dite voi. Eh no.
Chi altro può svolgere la mia essenziale funzione nella società? Se fossimo tutti uguali, dove finirebbero i meriti? E la concorrenza, verrebbe eliminata dalla faccia della terra? Io mantengo la media, supervalutando chiunque sappia fare un mezzo punto più di me.
Io sono quella che si offre di pensare al papiro, perchè mi piace come occupazione. Trovo una copisteria che mi fa anche lo sconto perchè ho gli occhioni belli. Lascio lì il foglio e mi dicono torna tra mezz’ora. Vado a bermi un caffè in centro, con lingenuità di un marmocchio con gli occhiali spessi.
Torno dopo mezz’ora con in faccia il mio sorriso balordo, e il copistiere è incacchiato come un tritone perchè lo scotch che ho usato su consiglio esterno ha perso colla nel plotter, e ha rovinato le copie del papiro con una lunga riga nera. Un macello, orrendo. E come non bastasse la colla staccatasi dallo scotch è rimasta infida e bastarda nel plotter e ha rovinato i prospetti di un ingegnere che era andato a farsi delle copie per non macchiare l’originale. E si è trovato con le copie macchiate. E non poteva farle pagare al cliente, e neanche a me. Ed era inviperito. Con me, ovviamente.
Allora mi ha detto "la prossima volta usa
xxx (dove
xxx sta per il nome di un programma per il computer) che fai prima e non usi lo scotch", e io tutta baldanzosa sdrammatizzo dicendo "per me è arabo, non c’ho confidenza coi computer,io studio lettere" e lui mi fa: "male", ma con la faccia seria di uno che dice per davvero.
Quando il giorno dopo sono tornata a fare le copie che avevo sistemato, e che avevo terminato in piena crisi isterica fra le 3 e le 5 di mattina, per terra in camera a staccare e incollare pezzi di papiro, mi ha seguita mentre saltellavo verso la copisteria, ho visto che mi guardava già da quando avevo girato l’angolo del bar. Aveva paura, glielo leggevo negli occhi. Ma mi ha fatto i complimenti per l’ottimo risultato raggiunto dopo la porcheria del giorno precedente.
Ho imparato benissimo a recuperare ai miei errori, ma non a evitarli. neanche un pochino. Tra figure, gaffe e stronzate che semino lungo il mio cammino, altro che libro.
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lunedì 23 aprile 2007 - ore 20:19
Regalismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Siccome sono molto stressata, in quando
desperate housewife, e ho combinato un guaio e tutti ce lhanno con me, oggi la mia amica Ale mi ha fatto un regalo. Così oggi mi ha regalato delle Havaianas fucsia con i fiori rosa. Che mi piacciono molto e che sfrutterò assai con l’arrivo dell’estate. Perchè ha detto che non c’è miglior modo per risollevare la giornata di un regalo.
Foto di repertorio - 25 febbraio 2006E’ vero. Voglio fare un sacco di regali anch’io. Voglio vedere negli altri il sorriso che avevo io oggi... Mi sono già comprata due vestitini bellissimi per quest’estate, sono a posto fino a settembre, adesso si pensa ai regali. E’ tanto che non faccio regali a sorpresa. Ne facevo tanti l’anno scorso... Devo ricominciare, fa proprio bene. Mi fa stare bene vedere i sorrisi, e i miei amici imbarazzati. Com’ero io oggi... Bello bello bello.
PS: L’insalata di riso che ho fatto stasera aveva del miracoloso. Io sono la regina dell’insalata di riso. Anche.

Io però non ci metto i sottaceti, nè i sottoli, perchè nell’insalata di riso non mi piacciono. Io ci metto:
- il riso (eh)
- il tonno
- i wurstel
- le uova sode
- la mozzarella
- il cotto a dadini
- del formaggio (taleggio o latteria)
- i bisi se ce ne sono (i bisi sono piselli)
- alcuni sottaceti per gli altri commensali, me esclusa
Ma il pezzo forte della mia insalata di riso è questo. A volontà.
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sabato 21 aprile 2007 - ore 09:12
Shaulismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Voglio sapere solo una cosa. E voglio sapere perchè la figa è masochista. Autolesionista.
Perchè d’inverno esce con la pancia fuori e i sandali infradito, e d’estate con quaranta gradi all’ombra si veste con pashmina trench boots e jeans. Per essere interculturale usando parole che derivano da dizionari diversi??? Come dire, scegli se sudare come un cammello o prosciugarti di cagotto. Sai com’è, credevo esistessero le vie di mezzo. Bah.
Mi pareva così semplice, o almeno lo era sulla carta. D’inverno fa freddo e mi copro, d’estate fa caldo e mi spoglio. Pancia fuori a chi se lo può permettere in primavera, e in autunno si riparte coi giacconi. Non mi sembrava di essere così anacronistica.
A me pareva così semplice.
Si vede che hanno ragione i vecchi. Non ci sono più le mezze stagioni.

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 8.30 DEL SABATO MATTINA UMANAMENTE CONSIDERATO RIPOSO E RIFLESSIONE
Mi sono svegliata alle 5 per portare la mamma e la nonna di cui sotto al ritrovo con il gruppo. Mia madre mi ha fatto ritardare perchè le 6 bottiglie d’acqua non entravano in valigia. Mamma, cosa te ne fai? Due all’andata, due al ritorno, e le altre se mi serve.
Mamma ma sei rincoglionita? Ho tolto le bottiglie e la valigia si è chiusa.
Salgo in macchina con la faccia di un brontosauro. Ma con in più le occhiaie. Guido fino a casa della nonna, la mamma scende a chiamarla, io resto col motore acceso. Dopo 10 minuti non sono ancora tornate. Vado a controllare. Mia nonna si era addormentata sul divano e doveva ancora prepararsi.
Di questo passo partenza alle 5.40 anzichè alle previste 5.15.
Una ventina di minuti che mi faceva comodo avere addosso per sopportare una giornata come quella che mi aspetta.
Arriviamo al ritrovo per ultime. Aspettavano noi. Ovviamente nessuno pensa che due signore eccitate per la partenza potessero creare ritardo, ma una ragazza con le occhiaie e una tuta stropicciata che probabilmente la sera prima è stata in discoteca a farsi pastiglie fino alle 4, beh lei si. Mi tramuto nel diavolo agli occhi degli astanti.
Torno a casa con la coda tra le gambe, un sonno da vomito, i capelli tristi, le guance rigate di scariche di nervi. E una voglia pari a zero di dedicare la mia vita ai miei 3 uomini di casa. Disgrazia. Oggi finisce la mia vita. Fuck a tutti.
Anyway, buon viaggio

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PERMALINK
giovedì 19 aprile 2007 - ore 08:44
Trevisanismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La nube tossica sembra aver provocato meno danni di quelli che erano stati ipotizzati nelle prime ore.
Ma la paura, in ogni caso, è stata tanta. L’ho visto salire all’improvviso, mentre pranzavo tranquilla e beata con la Fede sulle mura.
Foto di repertorio di me e la Fede sulle mura - settembre 2004E’ stata una visione terribile, chi non era lì vicino non può capire. Saliva, esplodeva, non si è fermato per 4 ore quel fumo denso e nero, veniva fuori a sbuffi, morbidi e sporchi. E quell’odore, che dopo un paio d’ore si è diffuso per il centro... Non si capiva niente. Ma la paura, un po’ per tutto. Per fortuna nessuno si è fatto male sul serio. Allarmi rientrati. Nonostante lo scenario fosse questo.

Anche a chilometri e chilometri di distanza. Si vedeva da Mestre a Candelù.
Inquietante. Che paura, che ansia...

Mentre io giravo con la sciarpa sul viso e respiravo solo con il naso, è passata una figa su una golf nera, col finestrino abbassato, un braccio fuori e la cicca in bocca. Alla faccia dell’ottimismo.
Una signora ha riso di noi chiedendoci come mai tutti andavano in giro col fazzoletto sulla bocca. E’ la moda signora, non lo sapeva?
Ho sentito una vecchia che inveiva contro la cameriera dell’osteria dicendole "tu non hai capito un cazzo, tu non sai un cazzo, mio nipote è medico tu non sai un cazzo" mentre si seccava il solito rosso con le olive ascolane. Un ragazzo ci ha fermate per strada chiedendo cosa era successo, io gliel’ho detto, lui si è allontanato incazzato perchè lo sapeva già. Era meglio sedare le persone più ansiose.
Ho visto bambini spaventati, mamme preoccupate, adolescenti talmente sconvolti dal fumo che si alzava dalla De Longhi da non riuscire a trattenere una sonora bestemmia accompagnata da giulive risate. Tenete i bambini a casa, per carità.

PS - ieri ho inviato il papiro di un mio amico ad un altro partecipante alla stesura. Solo che oggi mi è salito il dubbio di averlo inviato al mio amico che si laurea, perchè nei contatti hotmail sono uno sotto l’altro.
Come quando si torna indietro a chiudere la portiera della macchina, e la trovi sempre chiusa. E la volta che non ritorni sui tuoi passi e trascorri la serata sereno, fai per andare a casa e la macchina era aperta. Perchè ci sono sfighe e sfighe. E inviare il papiro al laureato potrebbe farmi vincere.
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lunedì 16 aprile 2007 - ore 18:24
Cibismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
C’è la Cibia e c’è la Pipia, da lì non si scampa, ci si può riassumere un mondo. Cibia sono le lettere che accostate con pronuncia incerta definivano il mio nome emesso dalle labbra di una me infante, fino a circa i due anni d’età. Pipia nasce con lo stesso significato, ma è stato pronunciato forse per sbaglio una sola volta: come un refuso, un errore di stampa, ma è diventato il nomignolo con cui ogni tanto mia nonna mi invoca nei suoi deliri senili.
Quando penso alla Cibia mi vedo sorridente, solare, con i miei boccoli e la frangetta, con i vestitini rossi, che corro come una fatina scalza e barcollante, che raccolgo ranuncoli, margherite e papaveri nel campo davanti casa. E sento la mia voce di bimba, come ti chiami? Cibia Otto. Cibia lo sento mio, suona così dolce e indifeso, così sognante e leggero, così Silvia. La Pipia invece mi ricorda momenti brutti, anche se non ce ne sono stati di così terribili, ma è come un ricordo triste perché non mi è mai piaciuto il nome Pipia; è una parte di me che riconosco ma non approvo, non è del tutto parte di me pur essendo fondamentale. Cibia è melodioso, Pipia è cacofonico. Pipia è quello che odio di me, Cibia è quello che amo. Entrambe sono quello che sono. Cibia e Pipia, pur fungendo entrambe da lattanti sosia di Silvia, rappresentano due facce di me, convivono da sempre in un corpo che cresce e non matura. Con la testa a Cibia e Pipia.
Cibia contro Pipia. Silvia contro Silvia. Kramer contro Kramer. Io che lotto con me stessa, litigo per l’affido della mia personalità, discuto sul possesso della casa, dei mobili, sulla divisione dei beni. Dovrei risolverla così la questione tra Cibia e Pipia, infuriarmi ma alla fine amarmi, dopo tanti anni di iraconda condivisione. Dovrei litigare con me stessa e capirmi, far venire fuori qualcosa di buono. Ma per ora no, solo sciocchi bisticci che vanno e vengono, e che alla fine fingo di non sentire, come se non fossero importanti.
Perché mi dicono che non sono importanti e io fingo di crederci. E lo saranno quando sarà troppo tardi. E fingerò che la colpa sia come sempre della Pipia che non ho mai amato.
Ah, quasi dimenticavo... questa è la Cibia.


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sabato 14 aprile 2007 - ore 17:49
Shoppingismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi sto drogando di due nuovi siti che ho scoperto nella rete. Sono frivoli, schifosamente femminili e superficiali, e mi stupisco nel sentirne il quotidiano bisogno. Mi ci sono drogata, e ora sono dipendente.
Non sono mai stata una grande appassionata di moda e vestiti, anzi sono parsimoniosa e razionale nelle mie spese, ho imparato sulle mie spalle e col sudore della mia fronte quanto difficile e quanto importante sia risparmiare i soldi guadagnati. Ma questi siti istigano! Questi siti sono la vita e la morte di ogni conto in banca, sono la fatica e il desiderio, sono la passione e l’energia drammatica dello shopping. Che mai avverrà dati i prezzi proibitivi di alcuni articoli, ma sognare non costa nulla, vero?
Che meraviglia immaginarmi con quegli abiti addosso. Come nuova, come una persona nuova, come un’altra persona, che è pure meglio. Un giorno quando sarò famosa, stormi di ragazzine si procureranno i miei accessori e tenteranno di imitarmi, riuscendo solo a far divampare l’amore smisurato per la mia personalità, accrescere il mio potere sul pubblico, nutrire l’idea che il mondo intero si è fatto su di me. A far proliferare miei cloni sulla superficie terrestre, tutti vestiti come me e con il mio delicatissimo senso degli abbinamenti cromatici.
Per la precisione, i due siti sono
questo e
questo. Potrei passarci la vita, a cercare di ricordare episodi, personaggi, momenti. E i biscotti che tale momento accompagnavano, adagiati sul tavolino del mio salotto, davanti alla tv.
Loro sono sempre così stilosette, così carine, così originali... voglio anch’iooooo!!!!!!!

Poi però mi imbatto in siti come
questo e mi domando come si possano spendere denari ed energie per ricerche simili. Mi sento defraudata.
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