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shaula, 32 anni
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HO VISTO

I miei angeli custodi





STO ASCOLTANDO

Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...



.. senza dimenticare Grace Papaia.


ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Come un’adolescente in crisi di identità.



so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...



e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...



... oppure faccio porcherie come questa...



... o quest’altra...



Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..



ORA VORREI TANTO...




STO STUDIANDO...

Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo

OGGI IL MIO UMORE E'...

Arranco... ma con stile.


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Dimenticare

MERAVIGLIE


1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...



********************


Stà bèa stèa fin doman finchè no rìva el sol
Sciàra sto scuro e el me cuor orbo e pien de doeor
Stà bèa stèa fin doman finchè no riva el sol
Stea dell’universo
Dime che no a ga perso a strada
Dime che in scarsea ga sempre
Un toco del me cuor
Un toco del me amor




***********************

C’è un attimo da fermare:
chi lo riconosce è felice.

***********************




"ARRANCARE: il lento, faticoso, deprimente ma determinato procedere di un uomo che non ha più niente nella vita tranne l’impulso di semplicemente continuare la lotta".



Per chi è arrivato tardi (ovvero dopo il 2007) su questo blog spieghiamo cosa sono gli Shaulismi. Parte tutto da Shaula, che è una stella della costellazione dello Scorpione. E io – chi mi conosce lo sa – sono una pesci ascendente scorpione. E poi il nome era bellissimo, suona come pieno di cristalli e profuma di autunno. Questo è il preambolo
Gli ismi sono le mie filosofie e i miei stili, e ogni post è un ismo. Ci sono ismi per ogni cosa. In particolare però, quando si tratta di me, di pensieri parole opere e omissioni, allora si chiamano Shaulismi.
Non è difficile, ma chi non sa non può sapere. E adesso sa.




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giovedì 12 aprile 2007 - ore 12:26


Brufolismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Avevo già narrato qualcosa in riguardo alle mie disavventure epidermiche. In soldoni, ve lo dico adesso così fuori dai denti, da 3 mesi sono piena di brufoli. Davvero, ho la fronte tempestata di brufoli. L’acne che tanto generosamente mi aveva risparmiata in pubertà mi si è riproposta con prepotenza, e sono tornata adolescente. Già mi danno 5 anni di meno, coi brufoli mi scambiano per una da festa delle medie. Iniziavo a provare imbarazzo, mi sentivo a disagio in mezzo alla gente, il mio corpo non mi apparteneva più, non c’erano più le mezze stagioni, i semafori non fiorivano e la magnolia non smetteva di gridare.

Così ieri, preso coraggio, sono andata dal mio medico e abbiamo appurato che ho un problema di tensione nervosa. Sono tesa, sono una donna stressata. Che fa molto donna adulta, e mi ha dato quasi soddisfazione mista con una punta d’orgoglio, proprio per l’appellativo donna adulta - cosa che non dovrebbe stupirmi, in realtà, a 26 anni, ma tant’è.
Il dottore ha detto che questaa particolare esplosione sul mio viso deriva da stress accumulato e mai somatizzato, che dovrei trovarmi uno sfogo alternativo, che dovrei esporre di più le mie idee, parlare con qualcuno e non tenere tutto dentro di me, che mi fa male e abbiamo già più volte assistito alle conseguenze del mio nervosismo, risoltosi con manifestazioni differenti. Dice che non gliela racconto giusta, che c’è qualcosa che non va, e vuole saperlo. Ma io a lui non lo vado mica a dire.
Mi sto convincendo che la mia presenza in ambulatorio, nonostante sia abbastanza sporadica, diventi per lui momento di gioia e di stimolo, primo perché ci facciamo delle gran chiacchierate e io interagisco alla grande puntando sulla mia simpatia e la mia burlesca incompetenza, secondo perché non mi lascia mai andare via. Non mi lascia uscire. Mi tiene dentro per un sacco di tempo e cerca di leggermi nel pensiero. A un certo punto durante le nostre conversazioni si blocca, ed è quando sente la parola magica che cambia di volta in volta, e inizia a farmi domande a raffica, e la conclusione è il più delle volte così scontata che non lo sto neanche ad ascoltare, tanto lo so che mi dice di andare in palestra.

Si è risentito quando gli ho dato la mia personale spiegazione del mio malessere e delle mie eruzioni cutanee, sostenendo che derivano dalla mia mancata accettazione dei 26 anni. Ho infatti scoperto che i brufoli sono apparsi quando mi sono avvicinata a questa fondamentale svolta di vita, e hanno iniziato a diminuire quando mi sono arresa all’inizio del decadimento del mio corpo. Davvero, mi sono riempita di punti rossi sulla faccia alla soglia dei 26 anni, che non dimostro e mai dimostrerò. È tutto nella mia testa. Il dottore non sembrava aver apprezzato la mia diagnosi così approfondita, che gli ho esposto con chiarezza e termini altamente scientifici; e addirittura si è risentito ancora di più quando gli ho detto di aver effettuato una ricerca su internet per farmi una vaga idea su quello che poteva essermi successo negli ultimi tre mesi. Alla parola magica (che in questo caso, se non si fosse capito, è internet), mi ha interrotta all’improvviso con espressione seriosa, appoggiando la penna sullo scrittoio, fissandomi negli occhi. Ed è diventato Belzebù. Mi sono subito accorta della gaffe, ma non potevo rimediare senza dire qualche stronzata. Così l’ho buttata sul ridere, e lui è tornato felice come ogni volta che mi vede varcare la porta del suo studio.
Credo mi consideri un’ottima paziente, gli propongo sempre casi semplici e divertenti, come l’allergia all’antibiotico che mi aveva provocato l’orticaria, o il mio ipotizzato tumore al seno, per il quale l’ho costretto a ordinarmi una risma di inutili esami. O la labirintite, o l’allergia al cioccolato che mi fa venire i tagli sulla lingua, o quando credevo fosse un callo ed era una verruca, o quando gli ho chiesto la certificazione per fare Judo, e poi quando il mese dopo mi ha chiesto come andava ho dovuto dirgli che avevo fatto solo 2 lezioni. Sono una paziente straordinaria.

Ecco qui un’immagine del mio brufolo sul naso.



Scherzo!!!

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mercoledì 11 aprile 2007 - ore 11:29


Pasquettismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho passato la mia Pasquetta all’insegna del vino e della carne de casada. Mangiato bene, bevuto bene, mangiato tanto, bevuto troppo. Ma è stata una giornata utile e dilettevole. Ho riscoperto la mia indole bucolica, ho ritrovato le mie radici campagnole e l’orgoglio dell’essere nata e cresciuta a contatto con gli animali e la natura.
Col senno di poi credo sia per questo che ho scelto Lettere e non Biologia o Veterinaria.
Anche se ho qualche rimorso di non essermi iscritta a Enologia.

Ed ora reportage fotografico perchè rende meglio. Anche se non ho documentazione della strada che abbiamo fatto per arrivare nei posti che ora vi mostrerò, e quindi mi sarà impossibile dare alcuna indicazione per mandarvici. Peccato, cosa vi perdete.

Pranzo a Pederobba da I Zoppà



I Zoppà



La vista sulla vallata da I Zoppà



Il parco macchine da I Zoppà



Foto di gruppo davanti a I Zoppà



Insegna che ci indica come raggiungere la Betola da Fastro



La Betola da Fastro



Il parco macchine da Fastro



Fastro



Andarsene da Fastro





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sabato 7 aprile 2007 - ore 11:46


PrePasquismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Questi sono giorni di prova. Forzata, ma di prova. Una specie di allenamento, la preparazione atletica prima del campionato, lo stretching prima della gara. Da ieri sera a lunedì sera, diciamo 4 giorni, ma a conti fatti risultano meno per i vari impegni extra-domestici che abbiamo sotto le feste. Tipo pranzo da mia zia Rita domani. I pranzi pasquali sono sempre molto sfiziosi perchè sanno di primavera. Non vedo l’ora.
Dicevo. I miei sono partiti per il mare, e mi tengo a casa i due fratelli come una balia. Mi preparo mentalmente per quando mia madre a fine aprile andrà a Roma, e la mia vita per 4 giorni sarà un inferno. Ma già oggi ci andiamo vicino.
Intanto stamattina ho cominciato a pulire la cucina da cima a fondo perchè uno dei due (non so quale, non si sono ancora alzati) ha avuto la brillante idea di farsi pane nutella e tonno (non tutto insieme) in piena notte, lasciandomi briciole scatolette e cucchiaini sporchi un po’ ovunque. E siccome i miei ragazzi sono in crescita [25 e 16 anni] vogliono primo secondo e contorno a pranzo e cena. Cosa che non va esattamente d’accordo con la mia dieta. Devo ancora lavare i piatti di ieri sera perchè sono andata a fare la spesa mezz’ora fa, e non ho una gran voglia di fare, ad essere sinceri.

Non ho voglia di fare la colf. Non ho voglia di fare la babysitter a un adulto e un adolescente. Non ho voglia di fare la massaia, la sguattera, a correre dietro allo sporco che mi lasciano per casa. Ma arrabiarmi non serve a niente, non cambierà proprio nulla. Sarà così sempre e per sempre, ho perso le speranze.
Ma che palle... non ho voglia di pulire a ogni passo che fanno!!!

Ho voglia di cucinare però. Ho voglia di mettermi ai fornelli. Quanto mi piace cucinare, mi piace da impazzire... Dovevo fare la cuoca. Ma siccome sono mentalmente e psicologicamente instabile e una gran golosa, in breve tempo avrei assunto le sembianze di Ursula.



Sono una gran cuoca, lo dico con fierezza e in culo la modestia, e soprattutto cucino con passione, mi piace sperimentare, inventare, creare. Se solo avessi più libertà, e magari una cucina mia da organizzare come dico io... Sarebbe un sogno..



A Pasquetta saremo su per i monti - colli di Pederobba a mangiare il pollo in tecia, a bere vino rosso fino ad assumerne il colore e distenderci come lucertole al sole che finalmente sembra aver controllato il suo calendario.

Buona Pasqua. Per quanto poco mi interessi la Pasqua e per la precoce scomparsa delle uova di pasqua da casa mia, ma è sempre carino fare gli auguri, sembri più simpatico ed è buona educazione, o consuetudine. Buone vacanze pasquali a tutti. Ciauz.

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venerdì 6 aprile 2007 - ore 09:12


Genialismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quando uno è avanti, è avanti. E io sono un sacco avanti. Cammino innanzi a tutti, quattro metri più in là. Facciamo 5, punta d’orgoglio. Sono così avanti che quando guardo al futuro è già dietro di me. Tse. Altro che Ciccio Graziani.
Ma oltre che un genio incompreso, sono anche generosa e umana. Per questo ho deciso di non tenere tutto per me. Trattasi di innovazioni che varcheranno la soglia del benessere, miglioreranno la salute e la qualità della vita di ogni persona, e mi frutteranno riconoscimenti se non addirittura premi Nobel. La mia mente non è mai stata tanto produttiva come in questo periodo. Sono così intimamente compiaciuta delle mie scoperte, e così fiera di poter essere utile al nostro pianeta, che voglio renderne partecipi voi per primi.


Punto 1.
Antefatto. I fiori finti sono graziosi, non sporcano, non puzzano e non appassiscono. Si possono tenere esposti per lungo tempo, possono cadere senza conseguenze sulla loro non più fragile bellezza. Ma si sporcano, come ogni soprammobile.
Io ho un grazioso componimento con rosa tea e rugiada e foglioline verdi e fiorellini bianchi in bagno, sulla mensolina dello specchio, prelevato da una composizione pasquale di qualche anno fa.

Foto del mio bagno con specchio e mensoline


Era uno spreco gettare nella spazzatura un oggettino carino come quello, lasciarlo marcire sulla scatola vuota di una colomba nostrana produzione propria era un affronto. Così è finito nel mio bagno, a dare un po’ di colore. Ma, ahimè, si impolvera. La polvere penetra, si insinua, si fa strada all’interno dei boccioli, sui pistilli, tra i petali. Come pulire questo fiore esposto alle intemperie casalinghe? Con il fon. Signori miei, non ci sono migliori soluzioni. Il fon è quanto di meglio voi possiate immaginare per spolverare i fiori finti. Basta avere una spina della corrente vicino a una finestra e il gioco è fatto. Il fon dimezza i tempi. Poi basta una passatina sotto il rubinetto, un quarto d’ora d’esposizione al sole, e il vostro finto mazzolino di fiori è come nuovo, splendido come il primo giorno.

Particolare dello specchio e delle mensoline



Punto 2.
Antefatto. Leggere a letto, prima di addormentarsi, è contemplato fra i maggiori piaceri della vita di un uomo, soprattutto della mia.
Diciamo che sia freddo, diciamo che l’inverno si sia prepotentemente inserito nelle serate primaverili. Diciamo che abbiate voglia di leggere infilati sotto le coperte ma, nonostante siate comodamente adagiati alla testiera del letto con la schiena, non potete fare a meno di rabbrividire perché il solo pigiama non è sufficiente a proteggervi. E per poter sfogliare il vostro romanzo dovete tenere le spalle e le braccia fuori dal piumino. Le felpe e i maglioni sono scomodi, e poi per chiuderli e successivamente toglierli ci vuole troppo tempo, devo uscire dal mio giaciglio e congelare. Siamo segnati, come faremo a salvarci? Moriremo di freddo! dite voi. No, ho io la soluzione. Ho brevettato le mie giacche di lana supersize al contrario, modello camicia di forza. Funziona. Indossate le vostre giacche pesanti al contrario, in questo modo avrete le braccia interamente rivestite di calda lana, il petto e il pancino protetti dal gelo pre-primaverile, e riuscirete a leggere con gusto il vostro libro della buonanotte.

La mia camera da letto e i miei libri sul comodino
[fotografata in un singolare stato di grazia - e ordine]


È già stato tutto brevettato, nessuno di voi può ora rubarmi le idee. Il genio sono io. I riconoscimenti del Presidente della Repubblica spettano a me. Sarò Cavaliere. Quasi non riesco a crederci.

Potete ringraziarmi qui sotto. O inviarmi il vostro ringraziamento con un vaglia postale o un versamento sul mio conto corrente.


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martedì 3 aprile 2007 - ore 08:36


Primaverismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non ne sono ancora del tutto convinta. Ma a me, sta cosa della primavera, del 21 marzo, delle rondini, dei rami in fiore, mi sembra davvero una colossale stronzata.

C’erano più rami in fiore a febbraio. C’avevo il mandorlo fiorito vicino casa. Era uno spettacolo. Faceva caldo. Avevo messo via il piumino e le sciarpe. Avevo indossato calzettini corti a righe colorate, invece di quelli lunghi a righe colorate.
Mi sembra tanto che ci stanno prendendo per il culo. Perchè dopo giornate come ieri e oggi, domani torna brutto. E Pasqua prevedono brutto. In culo anche la primavera.



No, non tu dolcezza mia. L’altra.



Le uniche che sentono la primavera sono le quattro troiette che vengono in biblio con la pancia fuori, e poi non le vedi più per una settimana perchè sono a casa col cagotto. Dai.

Waiting for spring. Again.


UPDATE - delle ore 20.26
E siccome sabato non l’avevo comprato per insulsa parsimonia, oggi sono tornata a prendermelo, perchè mi apparteneva. Mio.





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domenica 1 aprile 2007 - ore 14:01


Soldismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ti chiamo nel week end, sei stata molto brava, mi hai fatto delle ottime vendite. Ti sei comportata molto bene, è stata una buona prova.
Certo.
Tezenis non mi ha ancora richiamata. Dubito chiamino di domenica.
Sono stata avanzata.
Mollata. Scaricata. Pattumierizzata.
Niente lavoro, niente guadagno, niente 20% di sconto su tutti gli articoli. Dovrò pagare intero, come al solito.
Nel dubbio con quello che ho preso in quel pomeriggio mi sono comprata una gonna e dei leggins. Subito ridistribuito il mio misero stipendio nel miracoloso circuito dell’economia cittadina.
Stipendio di un pomeriggio di lavoro bruciato in una mezz’ora.
Ma mi sono autoconvinta di averne bisogno. E’ stato facilissimo. Non mi riconoscevo. E’ stato più facile del previsto. Poi sono rientrata in me, e ho riflettuto... Quando sono stata capace di ritornare in possesso dei miei arti superiori e di quello che rimaneva del mio cervello, ho riflettuto.



Quel libro mi ha plagiata. Maledetta Kinsella, tu e i tuoi cazzo di libri insulsi, che non so come definire, che non rientrano in nessuna classificazione. Tu e la tua maniaca di shopping. Mi sono bruciata quasi 30 euro in shopping. Cosa che non è da me.

Potete chiamarmi Silvia Mani Bucate. Dov’è finita la mia parsimonia? Quasi 30 euro in vestiti, così. Dopo aver predicato da formica, mi trasformo in cicala. Merda merda merda.

E poi ho un moroso che mi concede una passeggiata in centro, come due veri fidanzati, e mi fa entrare in tutte le librerie della città. E alla terza devo comprare, cristoddio. Come si fa a non comprare all’Einaudi, dai. E’ la libreria dei miei sogni.

E così ieri è stata la volta di J. L. Borges, Finzioni. L’ho comprato perchè piaceva un sacco a Calvino. Ho sentito che dovevo comprarlo, per Italo.

Ma ne vale la pena, sempre...

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venerdì 30 marzo 2007 - ore 08:51


Lavorismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sono veramente brava, cazzo. Sono maledettamente brava, cazzo!!
Sono estremamente brava. E umile, già.
Sono stata una commessa capace e soddisfacente. Sorridente, affabile, simpatica, solare. Ma non sono una commessa. Ecco. E mi sono sentita brava, davvero brava. E mi è piaciuto sentirmi così bene, e fare una cosa che mi riusciva così bene. Sono brava. E forse sono portata. Non così tanto, non da sogno nel cassetto, non da lvoro della vita, ma sono decisamente portata.



[ANEDDOTO] L’altro ieri mi sono sentita come mia nonna. Non vecchia, non sorda, ma ignorante. Ignorante nel senso che ignoro, non come imbecille nel senso che imbelle. Cioè, come quando le devo spiegare che le foto che abbiamo fatto sono nel mio computer e non in un rullino, e devo prima passarle nella chiavetta usb e poi portarle a un fotografo, per fargliele avere da mettere in cornice. E a me è successa la stessa cosa, mentre aspettavo un ingegnere solare canzonandolo e scrivendogli sms minacciosi "serbo* rancore ai ritardatari", e lui scrivendomi "5 min, scusa ma non va una cosa importante", che è la frase classica, la frase standard per non umiliare l’interlocutore con termini tecnici ad alto grado di incomprensibilità.
Come quando io dico a mia nonna che devo mettere le foto da una parte, prima di portarle dal fotografo. Una cosa importante è esattamente come il mio da una parte. Solo che io so che non ho la competenza in materia ingegneristica per capire quello che mi è stato omesso pur sapendo che è una cosa importante, mia nonna crede che davvero io metta la foto da una parte. E’ per questo che adoro parlare con lei. E’ uno stimolo continuo.


Ebbene sì, ieri sono stata abile commessa di Tezenis. Sono un po’ orgogliosa di me.
Ma un po’ impaurita, perchè mi è piaciuto e mi sono divertita. E quasi quasi spero che mi prendano per avere lo sconto 20 su tutti gli articoli.


* Natalino Balasso diceva - serbo rancore, ma anche un po’ croato. Faceva ridere solo me. Ma così è, se vi pare.


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lunedì 26 marzo 2007 - ore 19:36


Destinismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il mio destino si è compiuto. Quello che il fato mi ha riservato da sempre, dal giorno della mia iscrizione alla facoltà di Lettere, è diventato realtà. Dopo anni di studi e speranze disilluse, finalmente il mio percorso universitario mi ha portata lì, dove sapevo che sarei arrivata. Finalmente, dopo anni di incertezza, ho capito che era tutto vero, quello che avevo immaginato. Finalmente, dopo anni di dubbi, sta per compiersi quello che era scritto e che avevo letto prima ancora di ricevere il mio copione. Finalmente ho capito che sì, leggo nel futuro. Finalmente ho capito che sì, sono arrivata dove sapevo che sarei arrivata. Il destino, il fato - la storia è graffiata sul cemento, incisa nell’acciaio.
Ho fatto il mio primo colloquio da commessa del centro.

E giovedì ho il giorno di prova. Sarò una commessa del centro.



No, il culo non è mio. Vorrei ma non è il mio. Mi sarebbe di grande aiuto dire che è mio, ma non è mio. E non ci somiglia nemmeno vagamente. Io sono quella che quelle mutande le deve vendere, e quella sulla quale quelle mutande non faranno mai quell’effetto.


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sabato 24 marzo 2007 - ore 14:42


Approfittismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oggi non mi faccio scappare niente, oggi ho deciso di approfittare. E allora approfitto.

1 - approfitto del periodo buono di Treviso in materia culturale ed artistica. Oggi a Palazzo Bomben l’ultima conferenza sul tema Design e Arte, che non ho intenzione di perdermi. Va presa al volo questa cosa, chissà quando mi/ci ricapita. E soprattutto quando Treviso proporrà di nuovo delle cose così interessanti. E ne ho approfittato, come è giusto che sia.

2 - approfitto, e dovreste farlo anche voi, del 30% di sconto sugli Oscar Mondadori. Con solo 26 euro mi sono portata a casa due Pinketts e due I Love Shopping, che non avrei mai acquistato a prezzo pieno per questioni di dignità personale. Ma ne ho approfittato, come è giusto che sia. E poi, contando che ho ancora 30 euro di sconto accumulo punti alla Feltrinelli, potrei raddoppiare il mio bottino acquistando libri a chilo.

Salve, mi da due etti e mezzo di Calvino - faccia pure abbondante, un etto di Queneau e... mi lasci dare un’occhiata... quasi quasi oggi mi faccio un Eco. Mi incarta quello per cortesia? Grazie, quant’è? Ah, bene, allora mi metta anche qualche Pennac che piace un sacco ai ragazzi... ne vanno ghiotti!

Veniamo a noi...

Ok, questo è un Feltrinelli e l’ho pagato intero, ma sto andando in ordine, e questo è il terzo, e mi serve per arrivare a leggere finalmente, alla fine, Nonostante Clizia. Che è sullo scaffale in basso, così non lo vedo se no lo leggo subito.



Questo invece non è il quarto. Ma ho approfittato degli sconti sugli Oscar, e l’ho comprato. Da tenere là, sullo scaffale in basso, lontano dagli occhi lontano dal cuore, a fare compagnia a Clizia. Apettando gli altri...



Ecco, questo è stato la mia grande indecisione. Volevo farlo incartare, per non dare nell’occhio, perchè nessuno pensasse che lo compravo per me. Ma ero di corsa, avevo altre cose da fare, e l’ho infilato nella borsa insieme agli altri, con noncuranza, fingendo disinteresse e superiorità



In realtà volevo prendere solo I Love Shopping in New York (sì lo so, però sono fissata, è un legame affettivo), ma mi scocciava non leggere il primo della serie, magari c’è qualcosa che dovrei sapere. Anche se dubito che siano romanzi di formazione, o che il personaggio cresca e maturi nelle pagine di una scrittrice come la Kinsella, con tutto il rispetto...



Va beh, alla fine sono tornata a casa senza la gonna che volevo, senza la camicia che volevo, senza la cintura che volevo, senza la borsa che volevo. Ma con lo stomaco ripieno di tramezzino, piadina e polpetta. E quattro libri. Che ti cambiano la giornata, eccome se te la cambiano. E poi la conferenza. Giornata pollice in alto. Accompagnare la suora alla chiesa di Fontane mi ha portato fortuna.
Entro oggi do la svolta, mi mancherà una ventina di pagine per finire Il Gattopardo, e credo di aver bisogno per un certo periodo di letture meno impegnative e più veloci. Ho per le mani un sacco di altre pagine da far fruttare. Grazie don Fabrizio, è stato bello. Ma c’è Lazzaro che preme nel sacchetto di Marton.




Per molto tempo sono andato a letto tardi. La differenza tra me e Proust. (Lazzaro vieni fuori - l’incipit più bello fra tutti i libri che ho letto in vita mia)

Mia madre era costantemente preoccupata per me; ciò la tranquillizzava. Quando non era preoccupata, cominciava a preoccuparsi. La missione delle madri non è la procreazione, quanto la preoccupazione. Anche le amebe partoriscono, ma, per quanto ne so, se ne fregano. (Lazzaro, vieni fuori)

Mentire agli amici è come mentire a se stessi. E’ inutile mentire agli estranei. Se ne fregano. Ogni bugia è un regalo, ed è inutile regalare a un estraneo la parte migliore di te, perchè inventata. Non sa che farsene. (Il vizio dell’agnello).



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venerdì 23 marzo 2007 - ore 12:52


Fotografismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Io prendo sempre parole da tutti, qualsiasi cosa faccia. Sono discriminata perchè sono un’anima comica e artistica. Sono discriminata perchè il mio umorismo è impercettibilmente sottile. Le persone non mi capiscono, al di la del colore della mia pelle e del mio sesso, e non comprendono la mia dinamicità e il mio ottimismo.
Sono discriminata perchè sono piccola e brufolosa, come una muffa coi funghi. Sono discriminata perchè non posso mettere pantaloni bianchi. Sono discriminata perchè non posso mettere maglie che lasciano la pancia fuori, primo perchè non mi donano (è un eufemismo), secondo perchè sono pure delicatina di salute, in primavera. Sono discriminata perchè porto il 40 di piede, perchè non abito in centro. Sono discriminata punto. Prendo sempre parole, perchè sono una fotografa mancata.

Così non metterò le foto simpatiche, quelle che fanno tenerezza perchè sono spontanee e sono ricordi indelebili e riderecci, e non le metterò perchè sono discriminata e perchè mi hanno rimproverato di aver messo foto "brutte" in passato. Ma non credeteci, sono voci false e tendenziose, io non metto mai foto "brutte" o scandalose, le tengo per me, le custodisco nel profondo del mio computer, in attesa di momenti migliori.
Tipo papiri di laurea prossimi venturi!!

Nessuno deve temere foto "brutte": io non metto nel mio blog foto che possano intaccare l’immagine dei miei amici. Che tra l’altro, non essendo brutti, non possono fare foto "brutte" - leccata di culo. Anzi, se metto foto "brutte" sono mie, in cui sono riuscita con la faccia di un caciocavallo.Tipo questa o questa, ad esempio.
Che poi, non capisco cosa sono le foto "brutte". Io metto solo foto simpatiche e carine, che facciano ridere e che siano cavae fora dal soito, come si dice dalle mie parti.

Quindi, siccome non metto le foto "brutte", metto quelle belle. Anche se non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace a me!

Ieri sera finalmente è avvenuta LA CENA, e io e le mie donne siamo andate a mangiare e stramangiare pesce alla Tavernetta Butterfly. Uscendo completamente divorate di sete, ma sazie e soddisfatte di una cena abbondante, succulenta e ciaccolata. Che bello, bisogna rifarla al più presto... E ora le foto "belle".

La difficile scelta delle portate



L’indecisione



Zuppa con molluschi e crostacei



Spaghetti con capparossoi e vongole



Tagliolini al nero di seppia alla pescatora



La Dany che fotografa il prezzemolo che ho fra i denti



I morti



Ah, anche se in ritardo mi scuso con la Dani (l’altra) di non aver partecipato alla sua festa di compleanno... è stato davvero imperdonabile da parte nostra.


Foto di repertorio - 4 febbraio 2006, matrimonio di Cuca, Padova

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