Tra la nebbia i miei passi scrosciano, tra le foglie le mie orme si perdono, la luce a fatica cinge la terra perchè la gloria di Dio non arriva fin qui....
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giovedì 23 novembre 2006 - ore 17:35
...1000 pensieri
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...mille pensieri, mille ragioni per aprire gli occhi, mille ragioni per chiuderli e continuare a sognare. La mente è ottenebrata, occupata in un circolo vizioso di quello che è stato, di quello che è, di quello che potrebbe essere, oscurata e caduta nell’oblio di quello che sarebbe potuto essere. Nebbia, tutto sfocato, incapace di vedere nitidamente quello che ho attorno finendo per trascurarmi, incapace di vedere la mia immagine riflessa in uno specchio.
Metafore, metafore per non dire, per non parlare pur narrando e lasciando in eredità al vento i miei pensieri che mi sfuggono e che forse andandosene mi alleggeriranno.
-Tanist-
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martedì 21 novembre 2006 - ore 17:39
..."cadere", anamorfica normalità
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...premetto che molte delle cose che scrivo sono delle metafore in cui altri possono riconoscersi e il bello forse sta proprio in questo...
Passeggio con la testa bassa, non voglio vedere nessuno. Scruto l’asfalto che a tratti lento a tratti veloce scorre sotto i miei piedi, luci lontane prolungano ombre di minuscoli sassi sino a me. Non vedo cosa calpesto, non ha importanza, a volte credo non abbia più importanza nulla. Con la coda dell’occhio vedo gente che incrocia la mia strada, mi evita, si sposta e passa oltre. Tutto come nella mia vita. A volte trovi persone che camminando si soffermano, ti guardano ma poi per proseguire verso la loro strada si spostano e voltandoti le spalle vanno oltre e a te non resta altro da fare che abbassare la testa per trovare una qualche ragione per continuare a camminare, ma in mente ti resta quello sguardo che per un attimo ti aveva illuminato l’anima. L’asfalto luccica, umido a tratti bagnato, rovinato, calpestato, consumato, scrostato, a volte prende le sembianze di una pelle vecchia, consumata dal tempo e dalle esperienze della vita. E’ sempre più difficile rialzare la testa per guardare di fronte a sé, un peso insopportabile me la piega e pian piano mi abituo. Il peso scende sulle spalle e i passi diventano sempre più faticosi, le ginocchia si piegano e i piedi possono solamente essere trascinati spostando lo sporco che c’è a terra. La voglia di continuare ad avanzare non c’è più, crollo inginocchiato. Le persone continuano ad evitarmi come non mi vedessero. Alzo lo sguardo con le ultime forze che mi restano e posso solo vedere due bambini e la loro madre che mi guardano sorridendo. La loro felicità dovrebbe essere anche la mia ma l’animo umano è egoista e non posso che provare rabbia, in loro vedo la mia felicità rubata, il mio amore ormai non più mio. Chiudo gli occhi per sfuggire a quell’orrore ma l’orrore è dentro di me, le immagini restano e continuo a vederle scorrere, tutti i ricordi intasano per lunghi attimi il cervello. Il senso di vuoto mi prende e posso solo sentire l’aria sul mio viso e subito dopo freddo del terreno sulla mia guancia. Con sollievo sento l’aria uscire dai polmoni senza più rientrare. Tutto rallenta e si affievolisce mentre mi sento guardato da quei sorrisi che mi confortano e mi abbracciano perché resteranno sempre con me e io con loro.
-Tanist-
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venerdì 17 novembre 2006 - ore 14:42
...il baratro
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...camminare senza vedere nulla, calpestare il nulla silenziosamente, sapere di essere sull’orlo di un baratro che io solo posso vedere. Scivolare sulla lama di un rasoio dove la minima brezza potrebbe farmi cadere... cadere dove? Si dice che una volta toccato il fondo ci si fermi ma si sbagliano, nel mio mondo non c’è un fondo ove fermarsi e non c’è un cielo da rimirare, tutto è smisurato, le emozioni non hanno limiti nel bene e nel male. Emozioni che ti vengono a prendere di notte nei sogni che per l’occasione si trasformano in incubi.
Un nodo alla gola, vorrei gridare ma nessuno ascolterebbe e anche se lo facesse non potrebbe cambiare nulla, la chiave è nella mia mano ma il pugno non si apre.
Meglio continuare a mettere un piede di fronte all’altro e camminare sull’orlo guardando in basso perchè l’unica certezza è il vuoto...
-Tanist-
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martedì 14 novembre 2006 - ore 16:01
...la fede
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...il mondo ha un accecante bisogno di fede
perchè l’umanità non crede in se stessa... -Tanist-
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venerdì 10 novembre 2006 - ore 14:51
...il tempo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...un’altra settimana è passata, un altro mese, un altro anno, sembra scontato ma non lo è. Ogni istante è un momento che si ripete allinfinito, ogni giorno la stessa cosa, si aspetta il giorno successivo... si aspetta cosa? una speranza nel domani, in una novità che arriva, sfuma, scompare e poi torna... boh, la mosca che gira impazzita attorno alla lampadina incandescente non è poi così diversa da noi...
-Tanist-
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giovedì 9 novembre 2006 - ore 15:49
...il teatrino
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...non avete mai la sensazione di vivere in un grande teatrino con marionette, scenari, burattinai e soprattutto tanti fili a comandare tutto??
Mi giro intorno e vedo modelli, modelli nel vestire, modelli nel comportarsi, modelli nel pensiero. Tutto omologato, standardizzato, anche chi crede di essere alternativo in realtà scopre di far parte del teatrino degli alternativi e li riconosci per essere ancora più compatti degli altri.
Vestiti di nero tutti da una parte, quelli che si fanno le canne con vestiti sgargianti tutti dall’altra, voi fighetti incravattati spostatevi di la, voi con la minigonna ok mettetivi di fianco a quelli, voi brutti per favore andate dietro le quinte... gruppi, gruppi e divisioni, tra di loro tutti diversi ma in cerca comunque di un’identità, di un gruppo a cui appartenere. Perchè?
...e i burattinai? Non hanno una faccia, a seconda dell’occasione portano la cravatta o dei jeans rotti, sono dei camaleonti, a loro non importa stare con l’uno o con l’altro, purchè sia dalla parte dei vincenti ma siano in grado allo stesso tempo di controllare i perdenti e soprattutto purchè possano tirare i fili, è quello l’importante.
Non pensate ai politici, no, anche loro sono marionette solo che sono convinti di avere il potere, i veri burattinai sono infidi, subdoli, si chiamano tv, pubblicità, moda e religione. Messi assieme tirano i fili di qualunque cosa e a noi non resta da far altro che interpretare i ruoli delle marionette o se volete dei topi in gabbia che si danno un gran da fare, corrono, vivono, cercano di uscire ma sono destinati a rimanere in quella gabbia indipendentemente dai loro sforzi...
-Tanist-
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mercoledì 8 novembre 2006 - ore 15:20
...la serenità
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Serenità, serenità, non so più cosa sia, cosa dovrebbe essere o cosa sia stata. Si passa talmente tanto tempo alla ricerca della tanto agognata serenità da non accorgersi di tutto quello che ci circonda. Bei momenti snobbati, belle persone disprezzate, emarginate nell’intento di guardare avanti... avanti dove?
Avanti, alla ricerca della serenità, come se questa potesse presentarsi alla nostra porta facendo scomparire per magia tutte le cose brutte che ci portiamo addosso come un pesante fardello, come se potesse cancellare tutti i brutti ricordi e trasformare d’incanto quell’amaro che abbiamo nel cuore in un dolce sapore.
Serenità dovrebbe essere la capacità di chiudere gli occhi, espirare e non aver fretta di inspirare subito nuova aria ma purtroppo è tutto frenetico, confuso, si deve cercare, cercare e cercare ancora.
Ne ho molti di ricordi sereni, tutti con il tempo hanno preso un orribile gusto amaro perchè non riesco più a capire se siano stati delle illusioni, delle autoconvinzioni o forse soltanto un ricordo lontano destinato a non ripresentarsi perchè ormai la corazza è troppo spessa e il cuore troppo arido...
...passato, persone, situazioni, cose che si riflettono nel presente e si proiettano nel futuro il quale appare a dir poco nebuloso ed incerto.. ricordi ed esperienze che ti fanno capire quanto tutto sia profondamente effimero, superficiale, volubile.
A volte si è più occupati a "cercare" più che osservare quello che effettivamente si trova di buono lungo il cammino... è il destino triste dell’uomo, la ricerca dell’impossibile e il disprezzo di tutto il resto.
-Tanist-
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lunedì 6 novembre 2006 - ore 17:11
Nera luce
(categoria: " Vita Quotidiana ")
....quello che un tempo era luce e sorriso ora si è trasformato in buio ed impassibilità, una maschera nella maschera visto che l’essere impassibile nasconde a sua volta la tristezza.
Il nero dilaga, si allarga e occupa spazi prima a Lui non riservati, anzi gli erano interdetti. Faceva parte di un piccolo angolo in cui conservare ricordi e sentimenti che all’occorrenza potessero essere ripescati per far emergere la parte peggiore.
Tutto cambia, le persone cambiano, le cose cambiano.
Svegliarsi con il sorriso e addormentarsi felici ormai sono ricordi così lontani da sembrare un sogno remoto. Ad occhi chiusi vedo nitidi i mostri del passato e per quanto mi affanni a sfuggire riescono sempre a riafferrarmi per riportarmi nel baratro. Aprendo gli occhi ora non vedo più nulla, passato, presente e futuro si confondono come il cielo in una notte nebbiosa. Cerco sostegno allungando le braccia ma ad ogni mio passo percepisco soltanto il nulla e una voce che riecheggia chiedendomi dove stia andando.
Tutto intorno a me è secco, morto, calpesto soltanto foglie gialle e il vento sibila tra i rami secchi.
La primavera è ormai lontana con i suoi accecanti colori, il suo verde lussureggiante e la sua vita. Ora regna l’inverno freddo, grigio dove soltanto le piante più forti sopravvivono...
-Tanist-
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martedì 31 ottobre 2006 - ore 15:35
La luna e la sabbia
(categoria: " Pensieri ")
I passi tranquilli si susseguono uno dopo l’altro, nella frenesia di una società che lo impone, a volte però si ha la possibilità di rallentare il tempo e fermarsi a riflettere, forse sarebbe meglio non farlo, troppi sono i dispiaceri che riaffiorano come gli scogli quando l’onda si ritrae. Le mani sono sempre vuote e possono stringere solo l’aria, preziosa aria, ci circonda e non ce ne rendiamo conto se non nell’ultimo istante quando ci viene a mancare. Nella mente c’è il buio, la tenebra, con i demoni e gli angeli che danzano assieme nell’ombra dove anch’essi hanno trovato un rifugio dalla luce che li abbaglia oscurando tutto il resto. Apro gli occhi, posso vedere l’immenso, appoggio i piedi sulla sabbia, guardando il cielo non vedo una fine. Affondate nel buio risplendono le stelle, vicine vicine come due umani non potranno mai esserlo veramente. Allungo una mano per toccarle, sono troppo piccolo, e loro troppo distanti, mi guardano dall’alto schernendomi con il loro bagliore come a voler infierire sul nulla che rappresento. Abbasso lo sguardo, la sabbia mi ricorda la mia natura, la natura di un essere che non può volare, e a cui è concesso farlo solamente nella propria fantasia, come una punizione di qualche sadico che ha dato questa possibilità e la possibilità di prendere coscienza di sé per rendersi conto della triste realtà.
Proseguo passo dopo passo mentre una leggera brezza fa danzare i lunghi capelli. All’improvviso non un filo di vento, un mare liscio e luccicante si stende di fronte a me. Le stelle si riflettono sull’acqua e rendono il cielo ancor più grande divenendo un tutt’uno con la terra, mi abbasso e sfiorando l’acqua posso toccare le stelle. Accarezzo un sogno che subito si distorce nell’acqua disegnando cerchi che si allargano, l’illusione dura un’istante, per un’attimo l’anima può nutrirsi di quel sogno, quanto basta per sopravvivere e tornare alla realtà. Uno spicchio di luna illumina tutto intorno in modo tenue, dolce, garbato. La posso guardare negli occhi e sembra che sorrida in un silenzio irreale. Penso a chi ha potuto toccarla veramente e allo stesso tempo vedere dall’alto il mare che ho davanti a me. Il limite si sposta in avanti ma resta sempre pesante. Penso a tante cose e a nulla, vorrei essere stordito, non comprendere fino in fondo da dove arrivo e verso dove sto andando. Tutto quello che sta nel mezzo è buio, incertezza e angoscia che giorno dopo giorno mi logora più del tempo, impazzisco. Dimenticare non mi è possibile, vedo tutto come un’enorme videocassetta che scorre all’infinito, senza la possibilità di poterla fermare. Contemporaneamente continua a registrare e le immagini sono sempre di più, sempre più veloci. Le cose belle sembrano cancellarsi per far posto a quelle brutte, il cuore ad ogni sequenza palpita e rallenta forse nel tentativo di fermarsi per riposare, per trovare quella pace che vede attorno, quel silenzio rassicurante, quel freddo buio di cui altri hanno paura ma in cui ci si può rifugiare per dimenticare e ricordare.
Un alito di vento mi riporta alla realtà, mi ritrovo steso a terra, con le mani stringo la sabbia che scivola fuori dalla mia presa, sopra di me tanti puntini luminosi e sotto di me polvere, soltanto polvere in cui siamo destinati a vivere.
-Tanist-
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venerdì 27 ottobre 2006 - ore 12:26
...il buio
(categoria: " Riflessioni ")
…quanti visi, quanti pensieri, desideri, illusioni, speranze, poi ti volti e c’è soltanto il buio.
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