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Telete, 41 anni
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STO LEGGENDO

LiBRi VaRi eD eVeNTuaLi, seguendo l’estro o l’emozione del momento

HO VISTO

- la mia vita trovare un suo proprio equilibrio
- la serenità far capolino, finalmente, nei miei giorni...e la serenità ha un nome ed un volto

STO ASCOLTANDO

Il sommesso brusio dei miei pensieri...

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Uno stile tutto mio, che pienamente mi rappresenta, mischiando dal dark al bon ton, per piacermi sempre e comunque!

ORA VORREI TANTO...

- che il mio futuro si concretizzasse in tempi brevi
- un Moscow Mule
- un paio di Manolos

STO STUDIANDO...

Me stessa...perché il mio io è un’incognita che mi porta sempre a rimescolare il caos che ho dentro di me.

OGGI IL MIO UMORE E'...

Imperscrutabile

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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PENSO DI ESSERE CIO’ CHE DICO:
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*** Per Aspera Ad Astra ***

Il nostro albero genealogico, da un lato, è la trappola che limita
i nostri pensieri, emozioni, desideri e vita...
e dall’altro è il tesoro che racchiude la maggior parte dei nostri valori.

[A. Jodorowsky]

A me occorre una vita divorante.
Ho bisogno di agire, di spendermi, di realizzare;
mi occorrono una meta da raggiungere, delle difficoltà da vincere,
un’opera da compiere.

[Simone de Beauvoir]

Sono semplicemente quel che sono...complicata e contraddittoria, cinica, anticonformista, spesso sprezzante, a volte brutale, difficile, eccentrica, sincera, sempre e comunque onesta con me stessa e con gli altri, perennemente inquieta...

Volli, sempre volli, fortissimamente volli!
[V. Alfieri]

Il cinismo è l’arte di vedere le cose come sono, non come dovrebbero essere.
[Oscar Wilde]

AVVISO AL LETTORE: in questo blog scriverò tutto quello che mi passa per la testa... e per la testa mi passano, sempre, un sacco di riflessioni, di pensieri, di considerazioni, di connessioni, di associazioni, di frasi e di poesie della più varia e strana natura...



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domenica 17 giugno 2012 - ore 14:54


IL SENSO DELLA VITA
(categoria: " Pensieri ")


Negli istanti in cui la vita ci appare tollerabile, non le domandiamo di avere un senso; è la disperazione del cuore che induce lo spirito ad essere troppo esigente. [J. Rostand]


Domenica di caldo ed afa, alleggerita dallo spirare costante del vento...ed il vento mi porta sempre a pensare...mi si formano in testa pensieri evanescenti, appena abbozzati, dove frasi si mescolano ad immagini e musica...
In sottofondo, stanno suonando Morrissey e The Smiths e mi rendo conto di come io ascolti, in pratica, solo musica del passato.
Mi dedico alla pratica ormai desueta di scrivere una lettera ad una carissima amica che vive al Nord, vittima del fascino di penna e calamaio, come una Madame de Sevigné contemporanea...


Osservo le mie amatissime chiocciole e mi chiedo se il mio modo di sentire sia quello giusto, se quello che voglio abbia un senso, un significato ed un costrutto o se l’unica strada percorribile sia quella dell’irrazionalità, perché il futuro per definizione non esiste: quando lo incontriamo, esso è già presente... W. Shakespeare: “L’amore può dar forma e dignità a cose basse e vili, e senza pregio; ché non per gli occhi Amore guarda il mondo, ma per sua propria rappresentazione, ed è per ciò che l’alato Cupido viene dipinto col volto bendato”.


Proseguo nella lettura de Il secondo sesso di S. de Beauvoir, riflettendo sulla mia condizione di donna, ed affronto per la prima volta un testo di Z. Bauman, Mortalità, immortalità e altre strategie di vita, folgorata dal suo dare un senso alla vita attraverso la morte: “E’ la consapevolezza della fine che infonde ogni momento che la precede di un meraviglioso significato. Non tanto perché ci dà il significato ultimo della vita, quanto perché ci incita e ci costringe a riempire le nostre vite con significati. E’ quella consapevolezza che ci spinge a cercare nuovi inizi. La coscienza di vivere in un tempo preso a prestito che ci suggerisce di usarne ogni boccone in maniera saggia. Insomma, la vita è piena delle cose – non una di più, né una di meno – che la morte è riuscita a piantarci dentro”.
Mangio éclair e bignè alla crema, sentendomi un po’ come Marie Antoinette, mentre mi passa per la testa una massima di M. Tullio Cicerone: “Filosofare è imparare a morire”; la cultura ci porta a pensare sempre ad altro, ci spinge a lasciare una traccia di noi.


J. W. Goethe: “Ho vissuto una vita molto felice, ma non ricordo una singola settimana che lo sia stata”...attonita, mi rendo conto che, paradossalmente, più di qualche volta mi capita di essere felice, nonostante tutto.


Ecco il senso della vita: beh, non è niente di speciale... siate gentili con il prossimo, non mangiate i grassi, leggete un buon libro, fate passeggiate e cercate di vivere in pace e armonia con gente di ogni fede o nazione. [Monty Python, Il senso della vita]


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domenica 3 giugno 2012 - ore 19:11


TEST
(categoria: " Vita Quotidiana ")


TEST DELLA DOMENICA

E’ domenica...fa caldo...indi per cui, mi sono dedicata all’ennesimo test per impegnare il tempo prima di pensare alla cena...

1. LA COSA PIU’ ECCITANTE CHE TI E’ SUCCESSA OGGI?
La lettura di Indignatevi! di Stéphane Hessel.
2. DOVE HAI BACIATO, PER LA PRIMA VOLTA, L’ULTIMA PERSONA CHE HAI BACIATO?
In macchina, con il sottofondo di una pioggia battente.
3. CHI SONO I TUOI 5 AMICI PIU’ CARI?
Allora... Francesca, Barbara, Sara & Ceski, Nick, Silvia, Siza & Twinkie...
4. MEGLIO ALZARSI PRESTO O DORMIRE FINO A TARDI?
Alzarsi presto: ci si gusta decisamente di più il resto della giornata.
5. DOVE HAI PRESO QUELLO CHE STAI INDOSSANDO?
T-shirt e shorts che possiedo da tempo immemore (probabilmente dalle scuole medie) e che uso per gironzolare in casa, di cui assolutamente non ricordo la provenienza.
6. COSA CAMBIERESTI DELLA TUA VITA ORA?
Soprattutto il lavoro (che è alquanto temerario definire tale).
7. MEGLIO SORRIDERE PER UNA BUGIA O PIANGERE PER UNA VERITA’?
Piangere per una verità. Sono allergica alle bugie ed ai bugiardi.
8. COSA C’E’ SUL PAVIMENTO DELLA TUA STANZA?
Un tappeto giallo regalo di nonna, che non posso per questo sostituire (ho un’avversione per il giallo).
9. L’ULTIMA PERSONA CON CUI HAI DISCUSSO?
Probabilmente Nick, in una delle nostre interminabili discussioni sopra i massimi sistemi.
10. TI FIDI FACILMENTE DELLA GENTE?
No.
11. SE POTESSI TRASFERIRTI, DOVE ANDRESTI A VIVERE?
A Parigi oppure in una città del Nord Europa, come Copenhagen.
12. TI RITIENI CARINA?
No. Né carina né bella.
13. POTRESTI STARE UN GIORNO INTERO SENZA MANGIARE?
Sì...anche se il digiuno non fa benissimo al mio fisico.
14. QUANTO CONTA PER TE L’ASPETTO ESTERIORE?
Quanto basta: mi devo piacere per stare bene con me stessa.
15. L’ULTIMA VOLTA CHE TI SEI TAGLIATA I CAPELLI?
Metà maggio.
16. MEGLIO MATTI O TRISTI?
Matti. Sicuramente matti.
17. CI VUOLE MOLTO PER FARTI PIANGERE?
Dipende dal motivo per cui piangere.
18. IL PEGGIOR INCIDENTE D’AUTO IN CUI SEI STATA COINVOLTA?
Finora mi è andata bene e non ho subito incidenti...tocchiamo ferro!
19. HAI UN RAPPORTO STRETTO CON TUA MADRE?
Molto stretto: andiamo veramente d’accordo.
20. COSA STAI ASCOLTANDO?
Jethro Tull – Thick As A Brick 2
21. DICI TUTTO AI TUOI?
A mia madre praticamente tutto.
22. MEGLIO ESSERE UN UCCELLO O UN PESCE?
Direi che mi vedo meglio come ornitorinco...
23. UNA TUA PAURA?
Vivere sempre costantemente nell’incertezza in ogni ambito.
24. SE DEVI ANDARE IN UN NEGOZIO CHE DISTA UN ISOLATO VAI A PIEDI O IN AUTO?
A piedi.
25. IL PENSIERO DEL MATRIMONIO TI SPAVENTA?
Il suddetto pensiero non è contemplato.
26.QUANTI FIGLI VUOI?
Mezzo è possibile?
27. IL COLORE CHE PREFERISCI INDOSSARE?
Nero, ovviamente.
28. CHI HA DORMITO PER ULTIMO NEL LETTO CON TE?
Taddeo.
29.COSA FAI OGGI?
Sfrutto la domenica per rilassarmi e leggere.
30. COSA FARESTI SE TROVASSI UN UOVO DI DINOSAURO?
...ma che domanda è? Ci faccio una frittata che sa d’antico?
31. TI ANNOI FACILMENTE?
A volte, ma non capita spesso.
32. UNA COSA CHE, SE TI VIENE FATTA, TI DA DAVVERO FASTIDIO?
Chi tenta di farmi fessa.
33. VOLEVI CAMBIARE IL TUO NOME DA PICCOLA?
Da piccola non mi ponevo il problema ed ormai ho imparato a conviverci.
34. VORRESTI ESSERE FAMOSA?
Non mi interessa la celebrità.
35. IN SPIAGGIA STAI PIU’ IN ACQUA O AL SOLE?
In acqua, con il sole a picco.
36. DI CHI ERA L’ULTIMO MESSAGGIO RICEVUTO E COSA DICEVA?
Sms di Sara (che novità)...e sono fatti nostri!
37. LA TUA CANZONE PREFERITA AL MOMENTO?
Pet Sematary dei Ramones.
38.LA MUSICA INCIDE SUL TUO UMORE?
A volte, ma non sempre.
39. HAI TATUAGGI?
No.
40. STAVI SORRIDENDO, QUANDO TI SEI SVEGLIATA STAMATTINA?
Stavo sbadigliando...
41. L’ULTIMA VOLTA CHE HAI FATTO UNA NUOVA CONOSCENZA?
Mercoledì sera all’aperitivo.
42. COSA TI IRRITA ORA?
L’indifferenza della gente.
43. QUALI SONO LE TUE SCARPE PREFERITE TRA QUELLE CHE POSSIEDI?
Considerato il numero di scarpe in mio possesso, a questa domanda non posso rispondere velocemente...e quindi passo.
44. L’ULTIMA PERSONA CON CUI TI SEI TENUTA PER MANO?
Lasciamo perdere: è meglio!
45. L’ULTIMO LIBRO CHE HAI LETTO?
K. Pancol – Gli occhi gialli dei coccodrilli
46. LA DISTANZA PIU’ LUNGA CHE HAI PERCORSO NELLE ULTIME 3 SETTIMANE?
Brogliano Vicentino per il matrimonio di Marta e Matteo.
47. MANGI MOLTO?
No. Per fortuna.
48. HAI MAI BACIATO QUALCUNO DI NOME MICHELE?
No.
49. OLTRE AL LETTO COS’E’ LA COSA CHE TI PIACE DI PIU’ IN CAMERA TUA?
Ovviamente, il mio portagioie.
50. CHI C’E’ NELLA STANZA CON TE?
Taddeo.
51. COS’HAI MESSO AI PIEDI OGGI?
Giro per casa a piedi nudi, visto il caldo.
52. PORTI CAPPELLI?
In inverno, spesso e volentieri.
53. POTRESTI VIVERE SENZA AMICI?
No.
54. COSA FACEVI IERI A QUEST’ORA?
Bevevo l’aperitivo con Roberta e Massimiliano.
55. CHE SISTEMA DI MESSAGGIO ISTANTANEO USI?
Skype.
56. IL TUO SITO PREFERITO?
Nessun sito preferito...uso tantissimo FB però.
57. COSA FARAI DOPO IL TEST?
Leggerò un po’ e poi penserò alla cena.
58. INDOSSI PIU’ I JEANS O I PANTALONCINI?
Indosso poco entrambi...comunque vincono i jeans.
59. QUALCUNO HA UNA COTTA PER TE?
Non credo proprio!
60. L’ULTIMA VOLTA CHE HAI COMPRATO DEI PANTALONI?
3 settimane fa.
61. L’ULTIMA VOLTA CHE HAI FATTO UNA FOTO CON QUALCUNO?
Ieri sera.
62. IL POSTO DOVE PREFERISCI STARE?
Sul divano.
63. DOVE HAI DORMITO L’ULTIMA VOLTA?
Nel mio letto.
64. HAI DEGLI ANIMALI DOMESTICI?
Taddeo, anche se definirlo animale domestico è decisamente riduttivo.
65. INDOSSI CAPPOTTI?
In autunno, spesso e volentieri.
66. PELLICCIA O BIGLIETTI PER IL DERBY?
Nessuna delle 2, per carità!
67. DOVE E’ STATA FATTA LA TUA IMMAGINE DEL PROFILO?
E’ un dipinto di M. Parkes.
68. CON CHI STAI CHATTANDO?
Con nessuno.
69. COSA HAI SOGNATO STANOTTE?
Non ricordo praticamente mai quello che sogno.
70. SEI FELICE DOVE SEI?
Felice, riferito a me, è un aggettivo poco calzante...


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lunedì 21 maggio 2012 - ore 18:34


ANIMULA VAGULA BLANDULA
(categoria: " Pensieri ")


Animula vagula blandula
Hospes comesque corporis
Quae nunc abibis in loca
Pallidula, rigida, nudula,
Nec, ut soles, dabis iocos...

[Publio Elio Traiano Adriano]

Un maggio che pare novembre, pazzi assassini che mettono bombe nelle scuole, la terra che trema, lasciando migliaia di persone senza casa e distruggendo secoli di storia illustre...che avessero ragione i Maya? Il mondo, o almeno il mondo come lo conosciamo, sta finendo? Credo poco al fato e ritengo che l’uomo sia l’artefice della propria fortuna (o sfortuna, visto che in latino è vox media): direi quindi che è arrivato il tempo di meditare sulle conseguenze di alcune importanti scelte fatta nel merito e nel metodo e di invertire bruscamente la rotta...
Di mio, senza patemi o angosce, da qualche mese passo intere giornate da sola, confrontandomi con me stessa, con la precarietà che ormai è diventata il tratto significante della mia esistenza, e mi ritrovo a riflettere sul concreto e sull’astratto, a guardare alla realtà con occhi diversi, per certi versi nuovi, modulando e modificando le mie aspirazioni...

Tutto ci sfugge. Tutti. Anche noi stessi. [M. Yourcenaur, Taccuini di appunti]

Amara, ma realistica constatazione, fatta sabato mattina andando in giro per il centro del paesello gremito per la consueta manifestazione floreale primaverile, porgendo l’orecchio qui e lì a vari discorsi femminili, fatti da amiche o conoscenti: noi donne, tendenzialmente, per quanto colte, arrivate ed apparentemente appagate e sicure di noi stesse, non ci stimiamo, non sappiamo che valiamo per noi stesse, per quello che siamo e facciamo, non per quello che un uomo ci può dare o non dare... E’ tempo di finirla: non dico che mi renda felice la prospettiva di ritrovarmi senza qualcuno accanto, perché nessuno riesce completamente a bastarsi (condividere è componente fondamentale dell’essere umano), ma è pur vero che, arrivata a questo punto, mi riterrei soddisfatta se riuscissi ad impostare un rapporto su un pragmatico e pratico “part time verticale". E’ arrivato il momento di leggere Il secondo sesso di S. de Beauvoir...

(...) noi non ci stimiamo, portiamo dentro di noi ancora il retaggio del secondo sesso, del non contare in quanto femmine, della legge che ci discriminava, degli scienziati che trovavano il nostro cervello più leggero, il che ci faceva meno intelligenti; escluse da ogni professione, non potevamo guadagnarci da vivere se non come governanti o puttane, andavamo in galera se adultere, si veniva ammazzate per “onore”, il che rendeva l’assassino nel giusto, dipendevamo sempre da un uomo, padre, marito, anche fratello, morivamo a migliaia prima dei quarant’anni per i troppi parti o per infezioni da parto, non si era ammesse all’università, non c’era il diritto alla sessualità, ecc... [N. Aspesi, Questioni di cuore, Il venerdì di Repubblica, 18 maggio 2012]


Penso che avesse ragione S. Beckett, quando scriveva: "Si nasce tutti pazzi. Alcuni lo restano"...che poi “pazzia” possa anche essere inteso come sinonimo di “personalità”, è un altro discorso...essere folle, per una donna, è indice di uno spiccato spirito di autoconservazione, di una presa di posizione forte che afferisce al suo voler difendere concretamente e senza mezze misure il suo essere.

Agire e pensare come tutti non è mai una garanzia e non è sempre una giustificazione. [M. Yourcenaur, Archivi del nord]

La sofferenza che si cagiona è l’ultima di cui ci si accorge.[M. Yourcenaur, Alexis]

Ormai ho accettato che ci sono molte, forse troppe domande, che, per loro propria ed intrinseca natura, non otterranno mai una risposta: quindi, conviene non stare nemmeno lì a perdere tempo a formularle...i mortali sono stupidi...l’onestà è spesso un lusso...ed il potere, così come pare essere stato facilmente conquistato, velocemente si perde...concordo con F. de La Rochefoucauld: "È più facile essere savi per gli altri che per se stessi"... Pur tuttavia, continuo a trovare nei libri un’ancora di salvezza nel mare d’incertezza che è la mia vita: stamattina, la sortita in libreria mi ha portato a scoprire K. Pancol ed I. Némirovsky, che mi faranno compagnia, assieme a J.-P. Sartre, M. Yourcenaur (che da qualche giorno è diventata, con le sue opere immortali, mia fedele compagna d’insonnia) e G. Zagrebelsky, durante le prossime notti...

Che cos’è l’insonnia se non la maniaca ostinazione della nostra mente a fabbricare pensieri, ragionamenti, sillogismi e definizioni tutte sue, il suo rifiuto di abdicare di fronte alla divina incoscienza degli occhi chiusi o alla saggia follia dei sogni? [M. Yourcenaur, Memorie di Adriano]

Il nostro errore più grave è quello di cercare di destare in ciascuno proprio quelle qualità che non possiede, trascurando di coltivare quelle che ha. [M. Yourcenaur, Memorie di Adriano]


Nero, nero-viola, nero-blu, nero-rosso, nero-grigio...ma la mia anima non è nera, non sono un vampiro o un altro fantomatico essere mitologico figlio delle tenebre, nonostante gli artigli affilati...semplicemente, l’umor nigrum prevale in me da sempre, portandomi velatamente ad essere triste anche nei momenti felice, facendomi prediligere il lutto alla festa, anche nel modo di apparire al mondo...non mi tange poi, se per alcuni la mia esteriorità risulta inquietante, se trovano inopportuni i miei pizzi e le mie trine, se vedono come macabri i miei eccentrici accessori: finalmente, dopo anni di compromessi ed un lungo lavoro su me stessa, quel che appare è quel che è e per nulla (e nessuno) al mondo snaturerò più quel che sono...


La bellezza non è una qualità delle cose stesse: essa esiste soltanto nella mente che le contempla ed ogni mente percepisce una diversa bellezza. [D. Hume]

Ci sono in ogni epoca degli individui che non pensano come tutti, cioè che non pensano come coloro che non pensano affatto. [M. Yourcenaur, Archivi del nord]


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lunedì 7 maggio 2012 - ore 20:52


DUE VOLTE FA GIA’ STATISTICA
(categoria: " Riflessioni ")




Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza.

[D. Alighieri, Divina Commedia, Inferno, XXVI, vv.118-120]

Fortunatamente, nella vita non si smette mai d’imparare, non si smette mai di conoscere qualcosa di nuovo...ed ho fatto mio ormai da moltissimi anni quanto ha scritto P. Levi: “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”...arrivata ormai quasi a 33 anni non faccio fatica ad ammettere che, a volte, mi trovo imbrigliata in schemi mentali, creatisi nel corso del tempo in base all’esperienza, che mi portano ad essere eccessivamente rigida e che si possono rivelare fallaci, perché molto cambia con il passare degli anni ed anche noi cambiamo. Tutto passa. A volte qualcosa si ripresenta. A volte qualcos’altro scompare del tutto. Ma io sono sempre io, nonostante il continuo divenire che è la vita, nonostante non mi sia ancora mai riuscito di realizzare pienamente me stessa, nonostante ormai mi sia anche adattata all’idea di non riuscirci probabilmente mai...perché, nonostante l’insoddisfazione che spesso percepisco, nonostante l’insicurezza di cui sono vittima da sempre, nonostante l’incomprensione di cui a volte mi sento oggetto, io sono quel che dico di essere, non mi nascondo, non mi mostro diversa, non faccio finta di essere una donna tranquilla, serena, facile da gestire, solare, stabile... Cambio, imparo, rivaluto e ricalibro, pur restando compuntamente me stessa. J. W. von Goethe ha detto che: “Non si possiede ciò che non si comprende”...e la comprensione è fatta di ragionamento e esperienza, di astrazione e pratica, di sbagli ed intuizioni, di rivoluzioni e ricorsi...perché, se capita una volta è l’eccezione, ma già con la seconda si comincia a fare statistica...e quindi c’è da ragionare e da cambiare approccio e punto di vista...



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venerdì 20 aprile 2012 - ore 13:48


PENSANDO TROPPO...
(categoria: " Pensieri ")



Meglio aver combattuto e perso che non avere neanche combattuto. [A. H. Clough]

La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che facciamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo. [F. Pessoa]

Leitmotiv della settimana: "Vale, pensi troppo!"... Me l’hanno detto mia madre, due amiche, un amico e persino la mia erborista in momenti e situazioni diversi... Agrimony, Impatiens e White Chestnut non credo però che riusciranno a fermare il mio lavorio interiore: già sarei però contenta se rallentasse...
Sono allergica agli acari della polvere: starnutisco senza ritegno, ogni qualvolta faccio le pulizie in camera mia...chissà quanti anobia punctata dimorano fra i miei libri?
Insonnia: ultimamente passo lunghe nottate in compagnia di Maf e Marilyn, di Bernando Soares, della bellissima Sakura, di Horacio Oliveira: che sia il caso di usare una crema specifica per le occhiaie, così da apparire al meglio? Da sembrare fresca? Una serena, tranquilla trentenne? Così da sembrare normale?
Ormai Il libro dell’inquietudine è a buon diritto diventato uno dei miei livres de chevet: sento come una gravissima mancanza il non averlo letto prima...pagina dopo pagina, vi vedo rispecchiato il mio animo in una maniera quasi imbarazzante, anche se, di contro, trovo confortante questo mio ritrovarmi così esattamente nelle parole del grande poeta portoghese... F. Pessoa: “Ho sempre sognato molto. Sono stanco di aver sognato, ma non sono stanco di sognare. Nessuno si stanca di sognare, perché sognare è dimenticare ed il dimenticare non pesa ed è un sonno senza sogni fatto in stato di veglia. In sogno ho raggiunto tutti gli scopi”.
Checché ne dicano i più, non vedo come un male il mio distacco dalla realtà contingente ed accetto questo mio stato, ne pago le conseguenze e tiro dritta per la mia strada: letteratura latina, estimo e topografia, diritto tributario, urbanistica, autori greci, diritto civile, filosofia... F. Pessoa: “C’è un’erudizione della conoscenza che è esattamente ciò che chiamiamo erudizione, e c’è un’erudizione dell’intelletto che è ciò che chiamiamo cultura. Ma c’è anche un’erudizione della sensibilità. L’erudizione della sensibilità non ha niente a che vedere con l’esperienza della vita. L’esperienza della vita non insegna niente, così come niente insegna la Storia. La vera esperienza consiste nel diminuire il contatto con la realtà e nell’aumentare l’analisi di quel contatto. In tal modo la sensibilità si allarga e si approfondisce, perché in noi c’è tutto; basta cercarlo e saperlo cercare”...
Ho perso 6 kg e quindi sono a metà del guado: comunque è già una grande soddisfazione entrare nuovamente nei miei jeans favoriti...e le unghie stanno crescendo: sto affilando gli artigli...non posso completamente accantonare la mia frivola componente femminile.


Nonostante tutto, continuo fortissimamente a volere: voglio, desidero, aspiro, ambisco, miro, tendo, vagheggio, esigo, reclamo, stabilisco, dispongo, decido, abbisogno, chiamo, chiedo, cerco, consento, permetto, accetto, gradisco, reputo, credo... B. Spinoza: "La volontà e l’intelletto sono la stessa e unica cosa".



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martedì 17 aprile 2012 - ore 17:04


...MEGLIO PENSARE CHE VIVERE...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A. France ha detto: “E’ nella natura umana pensare in modo saggio ed agire stupidamente”...che poi fa pendant con “Di solito Alice si dava degli ottimi consigli, però poi li seguiva raramente”: è assolutamente d’uopo tornare a pensare, perché purtroppo la mia mente non riesce proprio ad impedirsi di pensare... Non credo che sia un caso se in questo periodo sto leggendo Il libro dell’inquietudine di Bernando Soares di F. Pessoa, in cui vedo rispecchiarsi moltissimo di me, nel bene e nel male...tant’è che questo potrebbe essere il mio epitaffio: “Ed io sentirò sempre, come i grandi maledetti, che è meglio pensare che vivere”.


Il gradissimo poeta portoghese scrive dell’estraneità dell’altro rispetto a noi...

Credo che nessuno ammetta davvero la reale esistenza di un’altra persona. Può ammettere che tale persona sia viva, che pensi e senta come lui: eppure ci sarà sempre un ineffabile elemento di differenza, uno scarto materializzato.
Ci sono figure di altri tempi, immagini-fantasmi di libri che sono per noi realtà maggiori di certe insignificanze incarnate che parlano con noi dal terrazzo o che ci guardano casualmente sul tram, o che ci sfiorano passando nel caso morto delle strade. Gli altri non sono per noi altro che paesaggio e, quasi sempre, il paesaggio invisibile di una strada nota.
Considero mie, con maggiore consanguineità ed intimità, talune figure che sono scritte nei libri, certe immagini che ho conosciuto nelle illustrazioni, più di molte persone che sono considerate reali, che sono fatte di quell’inutilità metafisica chiamata carne ed ossa. E “carne ed ossa”, infatti, è una perfetta descrizione: sembrano cose fatte a pezzi ed esposte sul banco di marmo di una macelleria, morti che sanguinano come la vita, gambe e cotolette del destino.


...del non senso del nostro esistere...

Nuvole... Esisto senza che io lo sappia e morirò senza che io lo voglia. Sono l’intervallo fra ciò che sono e ciò che non sono, fra quanto sogno di essere e quanto la vita mi ha fatto essere, la media astratta e carnale fra cose che non sono niente, più il niente di me stesso. Nuvole... Che inquietudine se sento, che disagio se penso, che inutilità se voglio!

...del nostro rapporto con la realtà e del nostro concetto di civiltà...

Ci sono giorni nei quali ogni persona che incontro e, ancor più, le persone abituali della mia convivenza obbligata e quotidiana, assumono aspetti di simboli e, isolati o fra loro connessi, formano un alfabeto profetico od occulto che descrive in ombre la mia vita.

La civiltà consiste nel dare a qualcosa un nome che è il suo, e poi sognare sul risultato. E in verità il nome falso ed il sogno vero creano una nuova realtà. L’oggetto diventa veramente altro, perché noi l’abbiamo reso altro. Fabbrichiamo la realtà.


Pessoa ritiene che si debba agire, che si debba volere quello che sarà: “Agire, ecco la vera intelligenza. Sarò quel che vorrò essere. Ma devo volere ciò che sarà. L’esito è nell’aver esito, e non nell’avere condizioni di esito. Dappertutto, in ogni vasta terra, esistono condizioni palazzesche. Ma dove sarà il palazzo se non viene costruito?”...leggendo queste parole mi è tornata alla mente una riflessione di M. de Mointaigne: “Non potendo regolare gli avvenimenti, regolo me stesso, e mi adatto ad essi, se essi non si adattano a me”... Ed anche se I. Andric sostiene che ”Io so che l’odio, come l’ira, ha la sua funzione nello sviluppo della società, perché l’odio dà la forza e l’ira sprona al mutamento”, io non voglio pensare con furore e rabbia...preferisco cercare la strada per il mio Paese delle Meraviglie, seguendo le tracce del Bianconiglio... perché sono matta, sono quel che sono e mi accetto per quel che sono...


«Ma io non voglio andare fra i matti», osservò Alice.
«Be’, non hai altra scelta», disse il Gatto «Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta.»
«Come lo sai che sono matta?» disse Alice.
«Per forza,» disse il Gatto «altrimenti non saresti venuta qui.»

[L. Carroll, Alice nel Paese delle Meraviglie]

...devo imparare a credere nell’impossibile, devo almeno sperare che i sogni a volte (non sempre) si realizzino...

Alice rise: «È inutile che ci provi» disse «non si può credere a una cosa impossibile.»
«Oserei dire che non ti sei allenata molto» ribatté la Regina «Quando ero giovane, mi esercitavo sempre mezz’ora al giorno. A volte riuscivo a credere anche a sei cose impossibili prima di colazione.»

[L. Carroll, Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò]

...è tempo di dare ascolto ad Humpy Dumpty...


«Quando uso una parola» Humpty Dumpty disse in tono piuttosto sdegnato «essa significa esattamente quello che voglio – né di più né di meno.»
«La domanda è» rispose Alice «se si può fare in modo che le parole abbiano tanti significati diversi.»
«La domanda è,» replicò Humpty Dumpty «chi è che comanda – tutto qui.»

[L. Carroll, Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò]

...e tenere fermamente sempre a mente, in ogni momento, nonstante i vari accidenti in cui possa avere l’avventura d’incappare, che “Ho sempre constatato che per riuscire nel mondo bisogna aver l’aria folle ed essere saggi” [R. de Montesquiou].



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domenica 11 marzo 2012 - ore 17:47


I SORRISI PERDUTI
(categoria: " Pensieri ")


L’anima per se stessa
È un’amica imperiale –
O la più angosciante Spia –
Che un Nemico – possa inviare –

[E. Dickinson]

...domenica d’umore crepuscolare...periodo d’umore crepuscolare, ad essere sincera...
Ho sistemato i miei ninnoli e mi sono accorta di come molti siano evocativi: simboli, a volte macabri (a detta di alcune amiche), di pensieri ricorrenti...


Ho pensato a Mary Poppins e credo che da lei mi derivi la passione per le “scarpe da istitutrice inglese”...



Banks: "Un momento. Mary Poppins, cosa significa questa scena oltraggiosa?"
Poppins: "Come ha detto, prego?"
Banks: "Vuole avere la cortesia di spiegarmi tutto questo?"
Poppins: "Prima di tutto vorrei mettere bene in chiaro una cosa."
Banks: "Sì?"
Poppins: "Io non spiego mai niente."

[Robert Stevenson, 1964, Mary Poppins]


Ho meditato molto su questa affermazione di A. Merini: “Il grado di libertà di un uomo si misura dall’intensità dei suoi sogni” , pensando a come i ricordi siano spesso bagnati di lacrime e cambino con il tempo...

Niente è mai veramente perduto, o può essere perduto,
Nessuna nascita, forma, identità – nessun oggetto del mondo.
Nessuna vita, nessuna forza, nessuna cosa visibile;
L’apparenza non deve ostacolare, né l’ambito mutato
confonderti il cervello.

[W. Withman]

Mi hanno fatto compagnia in questi giorni E. Dickinson e W. Withman...ed a breve ritornerò sulla collina di Spoon River...e mi chiedo se non abbia ragione un mio carissimo amico, quando mi dice che dovrei sorridere di più...




(…) Ascoltatemi, voi che vivete nei sensi
e pensate soltanto attraverso i sensi:
l’immortalità non è un dono,
l’immortalità è un compimento;
e solo coloro che si sforzano molto
potranno ottenerla.

[E. Lee Masters, Antologia di Spoon River, L’ateo del villaggio]


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sabato 3 marzo 2012 - ore 22:41


NELLA TANA DEL BIANCONIGLIO
(categoria: " Riflessioni ")


E’ tardi, è tardi! (...) Povero me! Povero me! Arriverò in ritardo! [L. Carroll, Alice nel Paese delle Meraviglie]

Tutti i grandi cambiamenti sono semplici. [E Pound]

...ultimamente, mi capita a volte di vedermi come una novella Alice: solo che io sono scientemente alla ricerca della tana del Bianconiglio...mi sento inquieta, preda dell’ennesimo cambiamento...so però che c’è sicuramente sempre qualcosa di positivo nel mutamento, soprattutto se questo è necessitato dalla contingenza...


Il momento del cambiamento è l’unica poesia. [A. Rich]

Guardate al senso; le sillabe si guarderanno da sé. [L. Carroll, Alice nel Paese delle Meraviglie]

...frivolo segno della trasformazione è anche la mia novella passione per il rosa tenue...freddo ed algido, come la luce dell’alba...


«La domanda è», replicò Humpty Dumpty, «chi è che comanda – tutto qui».
[L. Carroll, Attraverso lo specchio]


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mercoledì 29 febbraio 2012 - ore 13:44


L’ALLEGRIA
(categoria: " Pensieri ")


Andare dal medico di base comporta sempre una lunghissima attesa (l’età avanza ed è tempo di controlli)...e stamattina, come di consueto, ho fatto di necessità virtù, mi sono isolata dal contesto e mi sono dedicata alle lettura. Mentre aspettavo che arrivasse il mio turno, mi ha fatto compagnia E. Scalfari con il suo Incontro con Io...e mi sono così imbattuta in questo paragrafo: ”L’allegria arriva se stai contento in tua compagnia e questo accade quando l’immagine di te è proporzionata e rispondente alle tue reali capacità, non ipertrofica o invece rachitica rispetto ad esse. Se quella proporzione non è rispettata e tu sei crucciato e sospettoso di te, l’allegria non verrà a visitarti, posto che essa è una forza derivante dall’intima armonia con te stesso e dalla capacità di manifestare la vitalità che ne deriva, cosa che non potrai fare se essa è tutta impegnata a sbrogliare i nodi che ti aggrovigliano l’anima”... Illuminante e ben rispondente al momento presente che sto attraversando...districare la matassa è impresa ardua, lunga, complicata e gravosa...ma prima o poi confido di agguantare anch’io l’allegria, anche se Confucio ha scritto: “Non cercate la troppa allegrezza né la troppa tranquillità: la ricerca che ne farete è pur essa una pena ed un ostacolo alla quiete”...



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domenica 19 febbraio 2012 - ore 19:21


PARADIGMATICO
(categoria: " Pensieri ")


L’unica gioia al mondo è cominciare. È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante. Quando manca questo senso – prigione, malattia, abitudine, stupidità, – si vorrebbe morire. [C. Pavese, Il mestiere di vivere]

Sto pensando a cosa preparare per cena e mi godo gli ultimi scampoli della giornata: questa è stata una domenica passata ad ascoltare Fabrizio De André, scoprire i dipinti di Joaquin Sorolla (di cui intendo andare a breve a vedere una mostra) e rileggere le opere di Cesare Pavese. Ascoltare, guardare, leggere...e pensare: il paradigma del mio modo d’essere. C’è da riflettere se sia il modo giusto o sbagliato però...


Nelle parole c’è qualcosa d’impudico. [C. Pavese, La casa in collina]

In fondo, l’unica ragione perché si pensa sempre al proprio io è che col nostro io dobbiamo stare più continuamente che non chiunque altro. [C. Pavese, Il mestiere di vivere]


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