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![]() violante, 28 anni spritzina di Waterloo CHE FACCIO? compro casa lungo la Noalese Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate. il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra. deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]
venerdì 30 dicembre 2011 - ore 18:43 Ci sono tempi in cui girano storie minime, ma questa è storia mia. io comunque, per niente di più e per niente di meno, ti avrei amato. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 30 dicembre 2011 - ore 15:38 Every man kills the thing he loves. Svuoto la mia cameretta con gli occhiali da sole e Maria Antonietta e i martini e l’aspirina. Mi hai portato aria perfetta da Parigi. La tua nuca scoperta. Jules e Jim. Le cartine geografiche per impacchettare regali. Che a qualcuno davvero nella vita vorresti regalare l’Italia intera, geopolitica. Nelle foto vengo meglio. Le lettere non le scrivo più. E i capelli non me li taglio. Sono lunghi abbastanza per fare la madonna in qualche presepe vivente. con gli occhiali da sole. finchè dura. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 29 dicembre 2011 - ore 10:18 da cinque giorni io non trovo più i tuoi capelli nel lavandino. non abbiamo bisogno di mentirci, io e te. la prima cosa che vedo sono le tue mani, libere. nude. quasi non le riconosco senza la fede che sempre portavi. la prima cosa che tu vedi sono i miei occhi. sgombri, incorniciati di nero. un anno fa, stringendomi mi hai sussurrato che una mattina mi sarei svegliata senza più trovare il mio cadavere nel letto. sicura, ti dico che è successo. ti lascio intendere che la splendida vedova oramai è solo retaggio per affezionati a myspace. poi scavi, alla terza birra. e proprio perchè non ho bisogno di mentirti ti dico che il mio dolore riposa in quel prato. sì, ti svelo il segreto della mia scatola per pecore, sotto al letto. il prato dove stanno tutti ginocchia all’aria e si legge Lansdale e si mangiano pumcake allo sciroppo d’acero. io non dimentico. e sono meglio dei boyscout. e mentre trovo una tua carezza sulla mia guancia, penso che hai voluto così bene al mio dolore, che adesso non potremmo che volercene sempre. E sono orgogliosa che la mia copia di Dovesonoandatiafinireisoldi ce l’abbia tu, da qualche parte, se non è finita in mezzo agli scatoloni di quella che è ormai la tua ex moglie. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 26 dicembre 2011 - ore 16:42 347... Il bicchiere che lascio cadere di colpo va in frantumi. Ti ho detto che sembravamo in Essere John Malkovich. Non distinguevo più gli occhi dalle mani. Ti ho parlato del mostro sotto al mio letto. Tu mi hai passato al telefono il tuo. E poi lo so che eri stanca e io sono crollata come al solito. E poi lo so che non so prendere le misure. Il tuo telefono ora squilla a vuoto, mentre ricevo messaggi dallo sconosciuto a cui piacciono gli uomini. Dice che stanotte è tornato indietro dove il bicchiere è andato in frantumi, solo per baciarmi. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 25 dicembre 2011 - ore 01:27 difenderemo il nostro cuoricino.[vol.2] stanotte in regalo ho avuto un prato. un prato dopo qualche goccia di pioggia in aprile. Un prato da maniche corte e ginocchia scoperte. Circondato da fabbriche deserte, capannoni. un regalo metropolitano. una scatola dove mettere dentro la mia pecora, se stasera ti sembro abbastanza bionda per poter sembrare un piccolo principe. voi siete lì, come le statuine in un presepe, a bere drinks e leggere fumetti splatter. voi siete lì e non mi aspettate ma vi amerò sempre come la prima volta. quando ti ho incontrato sotto la loggia e mi tremavano le gambe. quando ti ho riconosciuto vestito tutto di verde fuori dalle cavaìne. me lo diceva il mio cuoricino, quelle volte, che non avrei più amato nessuno come voi. il mio cuoricino che quella notte ubriaca ti ha detto che ti avrebbe amato come ha fatto solo una volta. c’entra con le ginocchia in sfondo fabbriche? mi hai chiesto. Già. il mio cuoricino che perde la testa per le parole esatte, e smette di battere per le mani sbagliate. che prende treni e insegue ultime occasioni, e poi si ferisce con il foglio di una lettera e muore dissanguato per un dito che affonda nella carne. il mio cuoricino che difendo. perchè fa sempre quello che sente. e stanotte batte forte, mentre chiude il coperchio della scatola e dice ai suoi amori disperati che non rimpiange niente. tutto quello che ho fatto, me lo ha detto il mio cuoricino. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 22 dicembre 2011 - ore 23:53 BASTA CON LE LETTERE. ..pensa solo a ridere nelle fotografie. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 15 dicembre 2011 - ore 23:38 bleach, venice. io ricordo di un dicembre che mi toglievi i vestiti e mi mettevi i tuoi. e il tuo letto era il mio letto. combaciavamo come ritagli di carta, uno sul corpo dell’altro, senza fare altro. Tenendo il mio stomaco dentro alle bottiglie di raboso e due tiri di joint, tenendo la tua testa tra le mie scapole e le tue mani nel posto lasciato dalle mani di un altro. E il mare fuori da una macchina parcheggiata, e la bufera dietro i finestrini. E poi la neve e Padova deserta, il giorno che avevo venticinque anni e ho fatto sega al corso per praticanti, con la promesso di una vasca d’acqua calda e una manciata di zucchero sulla carne cruda. Ma le tue mani erano buone, ed il mare sembrava inchiostro la notte con te. Sotto un faro che non ha illuminato le mie scarpe slacciate e via tiziano aspetti, e quei baci che erano morsi. E quelle tre di notte che hai detto che sembravo un quadro di Schiele, tutta ossa e bianco, ho capito che eri l’uomo giusto nel momento sbagliato. E che ti avevo perso. Ecco cosa ha pensato la dottoressa F. tutte quelle mattine che ha fatto colazione con Popper. canzoni che mi hai spedito via mail, canzoni che mi hai fatto sentire quel giorno che mi hai portata al mare. e quell’otto marzo tutto storto che ti ho messo cinquanta euro in mano e ti ho chiesto di portarmi a casa, lontano dall’uomo che era sempre giusto ma nel momento ancora una volta sbagliato. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 28 novembre 2011 - ore 22:09 la causa è segreta. è nato tuo figlio quindi. no beh. tanto per saperlo. quindi alla fine sei rimasto con lei, sì? E le hai mai raccontato di quel natale prima della maturità? Le hai mai raccontato delle lettere che tengo ancora nella scatola delle all star. una calligrafia quasi femminile. Gli Estra, Giulio. I messaggi scritti ancora nella smemo. Quando di notte ti svegliavi e mi cercavi ed io da qualche parte in un altro letto sapevo dirti le parole giuste. Quando impazzivi per spiegarti come quella ragazzina bruttina riusciva a fare due più due con quel sentirti incompreso e non amato. Quando sei riuscito a ferire a morte quella ragazzina che dicevi sapesse descrivere i colori ai bambini nati ciechi, per una canzone che dicevi non fosse per lei. e invece dentro c’era il racconto che lei aveva scritto anche su di te e che non ti aveva lasciato dormire per settimane. E Marco e Leyla e Emily e i papaveri? E le ali di Hanabel. E Elisadeicieli che ancora a ricordarla quella parola mi prende male? E quel pomeriggio che ti ho scritto di I. Che solo tu sapevi di I. E chissà dove sono le sue lettere che ti ho dato il giorno che hanno raccolto una ragazza stesa in mezzo alla strada? E’ nato tuo figlio, già. Ed io ho provato a cercarti ieri, dopo dieci anni. Ed ho trovato una foto che non avrei mai voluto vedere. Perchè le cose perfette non portano fortuna. Ma quando sono vicoli ciechi, o pensi che è il destino. O pensi che sta per nascere il figlio della persona che quando avevi sedici era una goccia d’acqua. E tu l’hai tenuta sulle labbra la vigilia di Natale, nel parcheggio davanti alla stazione. Treviso centrale. Già. [la causa è segreta, ci separa e ci riunisce, lo sdegno è un’anima senz’ali che di noia mi esaurisce. e dolce è la forza che si impone su di noi, alla ricerca di un illimite, verso un altro poi... e ti dico riposa, nei veli di me..] LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK mercoledì 19 ottobre 2011 - ore 08:51 buon compleanno, amore di me. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 18 ottobre 2011 - ore 15:55 del.mio.ritorno.luccicano.i.vetri. resterai sempre il primo che ha guardato dietro quel paio di occhiali troppo grandi per una bambina. resterai per il sempre il primo che ha letto tutte quelle parole scritte fitte fitte e ha detto che erano belle. che quella bambina era bella. e che assomigliava come una goccia d’acqua a patrizia. resterai per sempre il nonno che gioca con un gatto bianco e nero seduto su una poltrona. che mi regala i libri e che a natale mi manda gli auguri su una cartolina. che manda i fax ai convegni di notte, per risparmiare. resterai, anche se adesso mi lasci così terribilmente da sola. [quella sera, la sera del giorno più bello della mia vita, in quel locale ti ho raccontato di ciuccetto e di andrea che ci giocava. mi hai detto che ti ricordava un racconto che ti avevano fatto leggere alle magistrali. e mi fa male, trovarti anche oggi, ancora qui, anche qui, mentre soffro per la perdita della persona più cara che mi restava.][ LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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