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Vitto, 5 anni
spritzina di Paperopoli, ma periferia.
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ho visto nascere il Torelli Sudati Rugby Club.
e scusate se è poco.

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PIXIES, DE ANDRE’

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

La felpa del Torelli Sudati Rugby Club

ORA VORREI TANTO...

Un passaporto malese.
E chiamarmi Yanez.

STO STUDIANDO...

Sono alla ricerca di me stesso.

Oh...eccomi! ero sotto al comò.

OGGI IL MIO UMORE E'...

non so dove sia.

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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1) leccare il Poli !!!



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QUESTO BLOG SUPPORTA SEBASTIEN CHABAL,
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sabato 18 ottobre 2003 - ore 11:26


Born in the USA
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Perchè tutti pensano che questa sia una canzone patriottica, o meglio, che esalti gli Stati Uniti?
Springsteen non fa altro che parlare della depressione e del disagio dei reduci del Vietnam al rientro in patria, soprattutto nella crisi dei primi anni ottanta...ma che minchia ci sarà in questa canzone che esalti gli stati uniti...




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venerdì 17 ottobre 2003 - ore 17:33


telenovela macchina
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E ci risiamo...la mia macchinetta è stat nuovamente ritrovata nello stesso punto dove venne ritrovata sei giorni fa dopo il primo furto...in via paolo sarpi...questa volta col muso sfasciato e priva di pompa dei freni e di pompa della benzina...sarò quindi costretta a rottamarla...la morale di questa storia è VAFFANCULO.




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giovedì 16 ottobre 2003 - ore 18:05



(categoria: " Riflessioni ")


A Roma ho visto:

L'archivio di stato
Il Vaticano
Il Colosseo
Piazza Navona
Piazza di Spagna piena di monnezza
Il Pantheon
Catacombe di San Callisto
Le terme di Caracalla
I fori imperiali e il foro romano
Il Mausoleo di Augusto
Trastevere
L'isola Tiberina
...
...
ma soprattutto...lui...ER PATATA...l'attore di tante commedie con De Sica e Boldi, con la camiciotta perennemente aperta su petto villoso, catenona d'oro d'ordinanza e capello unto quanto basta...ah...e ci stava pure Luigi Lo Cascio, quello de "la meglio gioventù" e "i cento passi"

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giovedì 16 ottobre 2003 - ore 17:42


I tempi stanno cambiando
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Come gather round people
wherever you roam,
And admit that the waters
around you have grown
And accept it that soon
you'll be drenched to the bone
if your time to you
is worth saving
then you'd better start swimming
or you'll sink like a stone,
For the times they are a-changing

Come writers and critics
who prophecie with your pen,
And keep your eyes wide
the chance won't come again
And don't speak too soon
for the wheel's still in spin,
and there's no telling who
that it's naming.
For the loser now
will be later to win,
For the times they are a-changing.

Come senators, congressmen,
please heed the call,
Don't stand in the corner,
don't block up the hall.
For he that gets hurt
will be he who has stalled
There's a battle
outside raging.
It'll soon shake your windows
and rattle your walls
For the times they are a-changing.

Come mothers and fathers
throughout the land,
And don't criticize
what you can't understand.
Your sons and your daughters
are beyond your command.
Your old road
is rapidly aging.
Please get out the new one
if you can't lend your hand,
For the times they are a-changing.

The line it is drawn,
the curse it is cast.
The slow one now
will later be fast.
As the present now,
will later be past,
the order is rapidly fading...
AND THE FIRST ONE NOW,
WILL LATER BE LAST,
FOR THE TIMES THEY ARE A-CHANGING.


Grazie Bob...ma anche grazie Giulio della dritta per il ponte...non dimentichiamocelo mai eh!?!

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giovedì 16 ottobre 2003 - ore 01:41


...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


avrei voluto tanto parlare della mia gitarella a Roma...ma mi hanno nuovamente inculato la macchina, e la tristezza sale ad avvolgermi col suo tepore amaro e strisciante. notte

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sabato 11 ottobre 2003 - ore 16:28


dimenticavo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


dimenticavo...probabilmente, vista la fortuna, l'avranno usata per spargere dell'antrace in giro per le fogne, e ora la colpa ricadrà su di me.

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sabato 11 ottobre 2003 - ore 16:27


VAFFANCULO!!!!!!!!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ier sera, mantre mi dilettavo ad aggiornare il mio blog, qualche simpatico signore ha improvvisamente deciso che gli serviva una macchina, e invece che comprarsene una ha deciso che la mia faceva proprio al caso suo...ha quindi preso un piede di porco che per caso avrà avuto sotto mano e ha "preso a prestito" la mia macchina per la nottata.
Stamattina alle otto e un quarto la mia Fiestina è stata ritrovata aperta vicino alla stazione, con le ruote infangate (chissà dove cazzo è andato sto qua), priva di autoradio, documenti e tutti gli effetti personali che vi eran all'interno (felpe, occhiali, libri, cassette...ok, lo ammetto, uso la macchina come ripostiglio...anzi, la usavo), il blocchetto di accensione sfracassato, la placca di plastica sottostante sparita, la portiera del passeggero forzata...
Ma perchè tutte a me?

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sabato 11 ottobre 2003 - ore 02:52


Vajont
(categoria: " Riflessioni ")


Dicembre 2001: aula E del complesso di Palazzo Maldura, lezione di francese, professor Billot.
Un ragazzo di Verona, studente laureando al quarto anno di storia contemporanea, chiede al professor Billot se il "nuovo film francese appena uscito" dovesse essere pronunciato "vaiònt" o "vuaiòn".....
Cerchiamo in tre bellunesi di inquadrare la faccia di questo genio galattico...ma lui ci fissa con lo sguardo tipico della poiana stanca.

La pora stella nulla sapeva del disastro del 1963, non sapeva dei duemila morti...nonostante negli ultimi anni, per merito di Paolini e della sua "orazione civile", l'argomento sia ritornato "di moda".

La cosa mi stupì perchè mi pose di fronte alla realtà del fatto che una persona, sicuramente molto colta e ben istruita, che stava laureandosi in storia contemporanea con una tesi sulla storia dell'industria veneta, non sapeva nulla di un fatto che ha sconvolto la nostra regione, segnandone il territorio e la memoria in maniera profonda.

Ma la memoria storica è così limitata in questo paese?


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venerdì 10 ottobre 2003 - ore 01:13



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Nel 1946 Mario tornò a casa, trovando i suoi genitori ancora vivi, nonostante fossero stati presi prigionieri durante l'inverno per convincerlo a costituirsi.
Suo padre non aveva smesso di tradire sua madre, ma non minacciava più di andarsene di casa, e aveva messo in piedi una buona azienda agricola.
Mio nonno riuscì, come tanti della sua generazione, a laurearsi in legge con un numero esiguo di esami, come sorta di "premio" per aver partecipato alla guerra.
In guerra lui era stato insignito della medaglia d'argento per la sua condotta in Russia, e di quella di bronzo per l'attività partigiana.
Le tre croci di guerra tedesche gli eran state tolte al momento della scoperta della sua attività partigiana.
Diventato avvocato ad Este, nel 1949 si vide quasi costretto a sposare Lia.
Lei non lo aveva dimenticato, e dopo la guerra era andato a cercarlo, e lo aveva riconquistato...ma Mario non era e non sarebbe in seguito mai stato un uomo e un amante fedele.
I suoi principi morali, rigidissimi quanto mutevoli, venivano meno nel privato.
Ebbe un figlio e due figlie, e nel 1956 si trovò da solo a guidare l'azienda del padre, che intanto era morto.
La felice scoperta dei debiti di gioco accumulati dal padre al casinò costrinse Mario a vendere tutti i beni per sanare i conti in sospeso...e gli offrì l'occasione della vita.
Un ex partigiano cattolico come lui, conosciuto grazie ad amici comuni, gli offrì un posto di capo del personalenell'azienda che anni prima era stato chiamato a gestire.
Fu così che mio nonno, nel 1959,si trasferì a Milano per diventare capo del personale nell'ENI-AGIP gestita da Enrico Mattei, figura enigmatica quanto fondamentale nella storia dell'Italia del primo dopoguerra.


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giovedì 9 ottobre 2003 - ore 13:02


Mario2
(categoria: " Pensieri ")


Mario tornò in Italia con uno degli ultimi treni che sfuggirono all'accerchiamento.

Della divisione Julia tornarono in pochi dalla Russia, circa 800 su 18000 partiti nell'estate precedente.
I reduci, all'ingresso in Italia, venivano rinchiusi nei loro vagoni perchè la gente non li vedesse mentre stazionavano nelle tappe del viaggio verso casa.
Il centro di smistamento dei feriti in Russia stava a Senigallia, dove Mario conobbe Lia, Rosalia R., che lo avrebbe accompagnato per quarant'anni di vita.
Dopo quattro mesi di ospedale, il sottotenente degli alpini Mario T. venne rispedito alla sua divisione, che si stava ricostituendo per la terza volta in Val D'Aosta, e fu messo a capo del plotone di addestramento rocciatori, ai comandi tra gli altri di Ettore Castiglioni, alpinista di fama mondiale.
Mario non era più lo studente che volontariamente se ne era andato in Russia, costringendo tra l'altro i suoi genitori a tornare assieme nel caso fosse tornato vivo.
Il regime di Mussolini lo aveva tradito, aveva mandato a morire tutti i suoi compagni assieme a lui a fianco dei tedeschi, che invece rifiutavano loro qualsiasi tipo di assistenza.
In Russia, per un mese le truppe alpine difesero la ritirata delle truppe tedesche, senza ricevere da Keitel alcun rinforzo.
Solo i russi avevano riconosciuto il loro valore, al punto da affermare, nel bollettino di guerra successivo alla presa del bacino del Don, che "solo il corpo d'armata alpino italiano si può considerare imbattuto sul suolo di russia".
Gli alpini tornati dalla russia sapevano di essere stati trattati come carne da macello.
Mario non gioì alla caduta di Mussolini, ma certo non pianse.
L'8 settembre decise, nella confusione del momento, che la sua fedeltà non andava al regime, ma al re e all'Italia, e si rifiutò di cedere le armi ai tedeschi, come invece molti fecero nella confusione del momento.
Tornò al suo paese, e fu uno dei fondatori del movimento partigiano prima nelle valli vicentine, e poi nei colli euganei.
Il partigiano Mario T. entrò a far parte di una formazione di ispirazione cattolica che operava nei colli tra Lozzo Atestino e Noventa Vicentina, la brigata "Luigi Pierobon", e partecipò alla fase organizzativa della lotta partigiana.
All'indomani di un grosso lancio di armi, fu fatto prigioniero a padova dagli uomini del Maggiore Carità, capo delle camice nere padovane.
Fu messo in carcere e torturato, e fece i nomi di alcuni compagni già morti.
Il giorno prima della sua esecuzione riuscì a fuggire daa una botola nel soffitto della sua cella, e a rifugiarsi nel convento di San Francesco, nella via omonima.
Cammuffato e dotato di documenti falsi, fu fatto fuggire in Svizzera, per stabilire i contatti coi servizi segreti americani, l'OSS, ora Cia.
Nel 1945 continuò ad operare in lombardia per mappare le fortificazioni nelle valli di confine, e il 25 aprile, assieme ad un capitano americano dell'OSS fu inviato a Mialno, per organizzare la resa della ultime truppe tedesche e fasciste.
Lungo la strada, prese parte all'arresto del generale Graziani, gerarca a capo della Guardia Repubblicana.
La sua spalletta da generale ancora ce l'ho in camera....la guardo spesso.
A piazzale Loreto, per la prima volta Mario provò vergogna di essere italiano.

Finita la guerra, l'Italia era un'altra...

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