BLOG MENU:


ZorroBobo, 30 anni
spritzino di San Francisco
CHE FACCIO? Aiuto...Produco...
Sono single

utente certificato [ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]


STO LEGGENDO

l’elenco del telefono

HO VISTO

tante cose

STO ASCOLTANDO

parecchio

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

mutande

ORA VORREI TANTO...

tanto...

STO STUDIANDO...

tutto

OGGI IL MIO UMORE E'...

si

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) e se fuggissi via lontano?
2) Dimenticare
3) essere convinti d dare tanto a una persona e poi scoprire che in realtà nn gli hai lasciato nulla....

MERAVIGLIE


1) che l'inter vince lo scudeto
2) Riscoprire vecchie amicizie quando meno te l'aspetti...
3) Vedere qualcuno che ride, sapendo che ride PER TE e non DI TE.


I have a dream: LINK

Galleria d’Arte Virtuale: LINK

L’unica differenza fra me e un pazzo
è che io non sono pazzo.
O almeno credo.


Le Domande della Settimana: LINK

Sono GRADITISSIMI i Commenti...

Spiderr - squalo 83 - d r a g o - -mick- - Zorrobobo



GuestBook Zorrobobo

se ami qualkuno che ti ama, non smaskerare mai i suoi sogni. il più grande, e illogico, sei tu.


Dov’era finito Zorrobobo?!?!



IL MIO VIAGGIO IN USA!!!

-------------------------------------------------------






(questo BLOG è stato visitato 35939 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]





SONDAGGIO: TI PIACE IL CINEMA ITALIANO




Si
No
Solo i Cinepanettoni
Si, tranne i Cinepanettoni
perchè, in italia si fa cinema?!?!?
solo i porno

( solo gli utenti registrati possono votare )

lunedì 3 dicembre 2012 - ore 23:09


Happy Thanksgiving Day!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La mia generazione (probabilmente anche quelle prima e dopo, ma non ne ho la certezza...) è nata e cresciuta con il sogno americano. Troppi film e telefilm c’hanno inculcato nella testa immagini lontane anni luce dal nostro quotidiano... la colazione alla tavola calda con caffè nero e bacon croccante. le mega università bellissime. donnoni biondi e fighetti dalle acconciature impeccabili. locali con jukebox tavoli da biliardo fumo e baristi comprensivi che ascoltano i tuoi problemi. spiagge da sogno (come direbbe Briatore) cn bagnanti da sogno. e poi c’erano sempre le puntate natalizie, quella di halloween e soprattutto, la puntata del Thanksgiving, l’unica che noi europei non potremmo mai copiare.
E ora, finalmente, eccomi a raccontare la mia puntata del Thanksgiving!


Cominciamo col dire che la maggior parte delle persone passa questa festa con la famiglia. in questo caso, c’è stato un lung ponte che ha permesso a studenti e lavoratori di migrare alle rispettive basi di provenienza. Il che, a San Francisco, corrisponde a due cose:
tutto il centro abitativo della città si svuota (la maggior parte delle persone che abitano nella zona più vicina al centro infatti viene sicuramente da un’altra regione o, minimo, un’altra città...) mentre le strade si riempiono di turisti e le periferie si intasano di traffico (figli che tornano dalle madri rimaste nei sobborghi della città. o messicani che raggiungono i parenti "americani" per le feste...)
Essendo nuovo e non conoscendo ancora molte persone, rischio di restare "a fette" e perdermi il vero spirito del ringraziamento. Invece, ancora una volta il buon Ed mi viene in aiuto e mi invita ad una cena a casa di un’amica. a Santa Cruz (circa 100km a sud di SF).
Non vedo proprio come potrei rifiutare!
Partiamo verso l’ora di pranzo, senza mangiare nulla. prendiamo "l’autostrada" in direzione opposta alle lunghissime code dirette a SF. code del genere non le vedevo da anni! Roba apocalittica da Indipendence Day. Cmq, non è un nostro problema. maciniamo chilometri parlando del più e del meno. devo esser sincero, ero un po preoccupato per sta cosa perchè un conto è uscire e trovarsi con più persone (i dialoghi son corti e infammezati) un altro è stare nella stesso posto per ore con la stessa persona. Non mi mancano gli argomenti di conversazione, ma le parole in inglese a volte (spesso direi) si! Eppure, è andata benone direi, potrei esser quasi pronto per fare lo stesso con una sconosciuta (dicesi appuntamento...)
Ad ogni modo, dopo un cambio di paesaggio (dalle case basse e i palazzi del centro di Sf, agli alberi e le villette di Santa Cruz) e di temperatura (dal caldo al fresco pungente) Eccoci pronti per iniziare i festeggiamenti.


La casa è una villetta come tante altre, ben arredata, cucina media, soggiorno immenso, camerette enormi, giardino sul retro con tavolino, postazione BBQ e spazio adibito per il falò. La padrona di casa è un donnone biondo molto dolce e gentile. non solo ospiterà tutti ma sta pure preparando la cena e ci propone di restare per la notte. Da quel che racconta si capisce che ci tiene molto a questa festa e cercadi mantenere quelle tradizioni che era solita avere con la famiglia (sembra molto legata alla figura del padre, che torna molto spesso nei suoi racconti...probabilmente è "passato a miglior vita" da poco... meglio non chiedere...)
il resto della compagnia è molto tranquillo, composto principalmente da donne, tutte più grandi di me, e da una coppia (che nel dopo cena ci abbandonerà per festeggiare a dovere lungo la spiaggia...)
iniziamo a mangiare gli antipasti verso le tre e mezza del pomeriggio. si, sarà una giornata lunga e prelibata. bottiglie di vino abbondano (gli ospiti han portato solo alcohol, tutto il cibo viene offerto e cucinato dalla padrona di casa...) e presto si capisce che fermarsi a dormire per la notte è la cosa migliore per tutti. (cosa resa ancora più eplicita quando dopo cena appaiono una ventina di bottiglie con tutti i tipi di super alcolici immaginabili...)
Non ricordo nemmeno uno dei nomi delle pietanze squisite che ho mangiato (ricordo chiaramente la mancanza delle sweet potates), anche se il pezzo forte è stato, ovviamente, Il Tacchino! cucinato senza ripieno e tagliato dalla padrona di casa non prima di un brindisi (niente preghiera, rimango un po deluso. non perchè sia un fervente cattolico, ma perchè succede sempre nei film!).
il numero di contorni è incalcolabile. piatti e zuppiere passano di mano in mano tra i commensali. la cena dura ore e il tasso alcolico scioglie le lingue. si inizia a parlare del passato e del futuro. l’ambiente si fa morbido e accogliente. anche se ci si è appena conosciuti, ora siamo un po più famiglia, almeno per oggi.
durante tutta la giornata ci accompagna una colonna sonora ad hoc, scelta per noi dal sito Pandora.com (sito geniale a mio avviso, purtroppo non disponibile in Italia...). molto dopo cena andiamo a fare una passeggiata nel parco di Santa Cruz. sembra sia una tradizione di famiglia. ancora oggi mi chiedo di quale famiglia. fa un freddo assurdo fuori e la camminata dura ben poco. L’unica soddisfazione è poter camminare liberamente (era ora) con del vino in mano. a SF è vietato uscire con una birra o un cocktail per strada. anche se sei davanti ad un locale. anche se sei in macchina. almeno la notte del ringraziamento nel parco di Santa Cruz mi sento un pochino più a casa, quando potevo bere liberamente in Piazza delle Erbe o A San Lorenzo piuttosto che a Scilla!
rientriamo, ma invece di restare in soggiorno, finiamo attorno al falò del giardino. continuiamo a bere e c’è chi non sta al passo. piano piano, si rientra in casa e ci si prepara per la notte. Si accende il camino e ci si sistema, chi con la coperta sul divano (io), chi con il sacco a pelo, chi nelle stanze degli ospiti.


al mattino seguente il gruppo si divide in due: il primo gruppo (coraggioso) esce per una camminata in riva al mare, seguita da una capatina alla tavola calda per prendere la colazione per tutti (in effetti, non bastavano gli avanzi......) Il secondo gruppo rimane in casa e cerca di riordinare e pulire tutto. c’è il sole, ma non scalda quasi per niente. nel giro di un’oretta ci si ritrova attorno al tavolo per fare colazione. ci si saluta e i ringraziamenti per la spendida serata sono sinceri. la famiglia si divide, è tempo di tornare a casa, il black friday è già iniziato e c’è ancora un lungo weekend davanti a noi. Tiriamo un lungo respiro e lasciamo questa oasi di pace e tranquillità.
E’ stato un bel Giorno del Ringraziamento.
Forse avrei preferito avere attorno a me altre persone, quelle che avrei voluto ringraziare davvero. Ma la vita è così e forse è proprio questo lo spirito della festa: guardarsi attorno ed esser felici per quel che si ha. E, sinceramente, quest’anno ho un sacco di motivi per sorridere! e spero di averne ancora di più per la puntata Natalizia!

COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



martedì 20 novembre 2012 - ore 03:47


Progressi - 3° e ultima parte
(categoria: " Vita Quotidiana ")


mi sveglio esattamente 3 minuti prima della sveglia.
cosa che da una parte apprezzo (qualsiasi suono di sveglia, pure il rilassante rumore delle onde del mare o, nel mio caso, un gong nepalese, risulta estremamente fastidioso) perkè così posso evitare un piccolo infarto causato dalla sveglia, che quasi sempre interrompe sul più bello uno dei miei assurdi sogni.
è anche vero che svegliarsi pochi minuti prima della sveglia è irritante...ben 3 minuti di sonno sprecati! voglio dire... chissà cosa avrei potuto sognare in quei tre minuti...

cmq sia, oggi è "il gran giorno", o la va o mi spacco!
prendo il bus, attraverso i miei 8 blocchi e mi presento in leggero ritardo all’appuntamento. fuori inizia a piovere. pioverà per quasi tre giorni. la signora francese mi presenta la vicina di casa, una donna sui 40anni come ce ne sono tante, un po in carne, niente di particolare. siamo davanti alla casa, una casetta a schiera con due livelli. forse tre. penso di entrare in casa e invece no.
e questo non me lo aspettavo.
a sinistra rispetto all’ingresso principale c’è un piccolo cancelletto, che porta su un piccolo vialetto. che porta a tre gradini verso il basso e ad una porta.
quello è il terzo livello della casa. o il primo, che dir si voglia.
la porta si apre e davanti a me si presenta una scena strana. tipo, un garage con un casino assurda di roba dentro, polvere, ragnatele e, come direbbe mio padre "marseria", che nn vuol dire cose marce, ma un ammasso di oggetti che di solito vengono relegati alla meno peggio in cantina o in soffitta. quindi, si, sono in una specie di soffitta al pian terreno.


no, questo non me lo aspettavo.
la signora francese comincia a fare gli onori di casa, manco fosse sua, e comincia ad illustrarmi le caratteristiche dell’appartmento. qui ci dovrebbe essere il soggiorno, qui la tua stanza, qui dietro il bagno e lì in fondo la cucina. c’è pure il giardino sul retro e una splendida vista su downtown. Nel frattempo la proprietaria di casa annuisce ma nn dice nulla. non mi sembra molto convinta.
chiedo: "scusate ma... io avevo capito che mi potevo trasferire anche oggi... qui, non mi posso trasferire. non credete?!"
e iniziano a dirmi che nel pomeriggio avrebbero iniziato i lavori e questo e quello.
Ora, lo so che detta così suona male. e vi assicuro che anche alla vista suonava male. Eppure il potenziale era enorme. quello era un appartamento meraviglioso. preso con le bombe.
faccio finta di non essere convinto...
"mmm...non lo so, non si riesce a vedere nemmeno la parete di fronte... quanto sarebbe al mese?"
"900 dollari"
penso: lo prendo. dico "900 dollari!? per questo?! scusate ma, non ci siamo... avrei pagato 650 per la stanza della signora, dove era tutto già sistemato, pulito, arredato. dove c’era la cucina, la lava-asciuga, la tv, tutto. qui non ci sono i fornelli, non c’è il frigorifero, c’è solo un microonde... posso vivere 5 mesi solo con prodotti fatti al microonde (penso: si!). non c’è nemmeno il letto, ma solo un materasso per terra... non so, io più di 700 dollari non credo di poter pagare..."


bluff.
la proprietaria sembra interdetta... "veramente, due anni fa la coppia che ci viveva pagava sui 1200 dollari...però, si, in effetti..."
la francese rilancia: "bhe ma, noi oggi sistemiamo tutto. poi vedrai che un frigo si trova, e possiamo comprare pure un cucinino insomma... per il letto non c’è problema, io ho un divano che si apre e diventa un letto a due piazze... insomma, minimo minimo 900 dollari li vale questo spazio..."
continuo a dubitare... "mmm, non lo so... almeno c’è internet?"
"sisi, io lavoro da casa per una compagnia tedesca, quindi internet per me è di vitale importanza. e la rete è velocissima..."
la francese (manco fosse sua la casa...): "facciamo così, il ragazzo non mi sembra convinto... tu, pensaci su, intanto chiama quell’altra coppia che ti ha offerto 900 dollari, e se non sono più interessati allora casomai riparliamo della sua offerta..."
la proprietaria tentenna. Non c’è nessuna altra coppia. maledetta. vuoi vedere il mio bluff?! ok.
"facciamo così. io al momento sono in una pessima situazione. quindi, prima mi muovo, meglio è. solo per questo, arrivo a 800 dollari al mese. a patto che, mi possa trasferire direttamente oggi. ed entro sera riesca a dormire e a fare una doccia dentro casa. per il resto, ci lavoriamo su assieme questa settimana. che ne dite?"
All-in,
showtime.
la proprietaria guarda la francese. il tuo bluff non regge, che fai? la francese fa cenno di accettare.
Abbiamo un nuovo campione! Finalmente, ho una casa!!!!
è un casino, va risistemata, pulita, coccolata. insomma, è la mia casa, mi assomiglia.
mi aspetta un pomeriggio di casting, quindi saluto le mie nuove "vicine di casa" e spero che mantengano le promesse fatte.
Passo tutta la giornata a visionare attori e attrici. quasi tutti i nomi e le facce sono così americani che sceglierei tutti a prescindere. qualche Cane non manca però, come da tradizione. il regista (e pure il sottoscritto) siamo soddisfatti, solo un ruolo necessita di callback fondamentale. per gli altri abbiamo già deciso. decidiamo di andare a festeggiare bevendo una birra assieme anche all’art designer. nel corso del pomeriggio ci siamo accorti di essere tutti e tre ben affiatati.
io però c’ho un trasloco che mi aspetta, quindi li saluto e mi avvio verso casa dove con l’aiuto (e la macchina) di Ed procedo a spostare le mie cose. non sono per nulla convinto che la casa sia presentabile e già faccio un elenco di bestemmie italoamericane possibili.
Invece, quando apro la porta di casa mi trovo di fronte ad un posto differente. c’è un soggiorno. vedo la vetrata con quel paesaggio di downtown che m’avevan accennato. vedo il mio bagno con la mia doccia-vasca. vedo la mia camera da letto. c’è solo un materasso per terra ed una cassettiera. ma almeno la vedo!
insomma, pare che la padrona di casa abbiamo mantenuto tutte le sue promesse. (pare sia così ancora oggi...ma vi racconterò...)
torno in centro con Ed e raggiungiamo altri amici. qui un piccolo "dettaglio" mi fa quasi incazzare di nuovo, ma poi ne parlo con Ed e in effetti, chissenefrega. magari ve ne parlerò, ma visto i precedenti, meglio lasciar stare. quando c sono di mezzo delle donne è meglio se me ne sto zitto mi sa!


torno a casa e mi faccio una doccia. c’è l’acqua calda. la casa è riscaldata anche se il riscaldamento è spento. il materasso è comodo anche se è per terra. non mi interessa. è la mia stanza. nella mia nuova e definitiva casa. non mi interessa il resto.
Da oggi in poi
posso iniziare a vivere San Francisco in modo molto più rilassato.
posso fare la spesa.
posso pensare di cucinare.
posso portare in casa mia i miei amici senza paranoie.
posso cercarmi qlkosa da fare in zona.
posso cercarmi un mio bar.
posso pensare di far vedere la Mia Stanza a qlke ragazza...
posso fare un sacco di cose ora
e non vedo l’ora di iniziare.

LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK



domenica 18 novembre 2012 - ore 03:57


progressi - 2° parte
(categoria: " Vita Quotidiana ")


scopro che la riunione si terrà in un edificio facente parte (ma chi usa ancora sti verbi?!) di Fort Mason, una zona sulla costa abbastanza vicino alla più famosa Fisherman’s Wharf. tutto il complesso è enorme e comprende un parto meraviglioso. in più abbiamo metà piano di uno degli edifici tutto per noi. sarà il nostro Ufficio di Produzione. quando lo vedo quasi mi metto a piangere. c’è una sala per il casting e affianco una sala per far accomodare gli attori, una sala per farli cambiare. Un tavolino con caffè e acqua e qlkosa da mangiare. e il tavolo per "NOI" - regia, aiuto -DP e Producer - con cibo e bevande varie. Ripeto, occhi lucidi. Soprattutto se penso che questa è una produzione "No Budget"...
Entro subito in sintonia con il regista, mi ricorda un mio ex compagno di calcio, sarà per quello che mi sta simpatico. è al suo primo corto ma ha già lavorato parecchio in teatro. è Irlandese. Noto che molti suggerimenti vengono dal DP. uno che ha molta esperienza. e che fa il DP per vivere. c’è anche l’art desiner. è americana di prima generazione, la famiglia è Danese, e si vede. Non parla molto, ma è simpatica e gentile. la riunione procede molto bene. Ogni domanda ha una risposta concreta e già una soluzione. Gran parte del mio lavoro è già svolto in parte e per me è un aiuto pazzesco. Il regista ha già steso la shooting list, discussa con il DP. Mi vengono date le mappe della location. Mi viene mostrato un video che esplora la location, con tanto di sottotitoli per le varie Scene o inquadrature. Vissiamo alcune date di incontri e punti su cui lavorare. Sono stra-soddisfatto.
Nel frattempo, mi metto d’accordo con un amico per avere un passaggio e andare alla partita settimanale di calcetto (torneo appena iniziato).


quando, 5 minuti dopo l’appuntamento fissato e mezz’ora prima del fischio d’inizio, questa persona m’avvisa che nn ce la fa a passare a prendermi. Gio dice che dalla cartina il modo più veloce è prendere la bart e farmi poi un pezzo a piedi. Anche se irritato, inizio a muovermi. di corsa. scammello fino alla strada principale. aspetto il bus. faccio tutta la strada fino alla stazione Bart più vicina. scammello fino alla Bart. mi faccio il tragitto in Bart, che è sempre molto veloce. E arriv nei "pressi" del campo da gioco: il Crocker Amazon Sport Center. (se cercate sulla cartina, potrete notare la distanza tra Fort Mason e Crocker Amazon. distanza da me percorsa in 25 minuti circa.)
il guaio è che tutta la zona si chiama Crocker Amazon. e sembra che nessuno conosca questo sport center. L’unica volta che c’ero stato ero in macchina con Ed. quindi alle 9 di sera, in una giornata insolitamente buia, mi trovo nel mezzo del nulla senza nessuno a cui chiedere informazioni. e nel frattempo la partita è iniziata. quindi nessuno risponde alle mie telefonate. quindi, vago per la zona (per capirci, alla fermata Bart di Balboa Park non c’è un cazzo. c’è un cavalcavia, l’Interstate 280, uno snodo della Muni e nothing more. nothing.
ogni tanto incontro qlkuno. chiedo info ma senza risultati. un ragazzo gentilmente si mette a cercare sull’iphone, ma non trova nessun sport center. in un campo allenamento per skater vedo un signore sulla cinquantina, cinese, vestito da impiegato, che cerca (senza molto successo) di fare qlke numero sullo skate. vestito da impiegato. ok. mi sembra la persona adatta a cui chiedere info.
Infatti, mi indica la retta via, indicando però che "it will take a while..."
passo dopo passo la mia incazzatura cresce... non c’ho una casa, non ho un cazzo di prospettiva davanti, stasera probabilmente morirà per "mano" di un gatto obeso, presto c sarà la fine del mondo, e manco mi posso sfogare dando dei calci a un cazzo di pallone! ripetendo mentalmente questo Mantra cammino e cammino e cammino e cammino. e arrivo giusto giusto per vedere la squadra avversaria che raccoglie le proprie cose e se ne va...
mentre tutti mi salutano cortesemente e mi chiedono che fine avevo fatto (compreso quello che mi doveva dare il passaggio...) la rabbia blocca tutte le mie traduzioni mentali in inglese. mi avvio come un treno da Giovanni ed esplodo.
Non ce l’ho affatto con Gio.
è una giornata di merda.
non ho fatto nulla di quello che volevo assolutamente fare.
si, c’è stata la riunione, ma è niente in confronto ad avere finalmente una casa. o allo sfogare la tensione accumulata in una settimana (di merda)
non c’entra nulla Gio.
eppure scarico tutta la mia rabbia urlando contro di lui. credo di aver anche urlato che non ce l’avevo contro di lui. ma ovviamente in italiano. urlavo solo in italiano. e mentre alcuni continuavano a calciare il pallone in porta, la maggior parte della squadra, zitta zitta, lemma lemma, s’allontanava da me e Gio. E’ difficile che mi incazzo. quando succede però non riesco a controllarmi. mi sento molto roger rabbit quando beve il bicchiere di whisky. e poco dopo, crollo alla stessa maniera. Non ricordo molto bene che è successo. siamo andati in un posto per bere qlkosa. ma non ho bevuto. e la cameriera ha lasciato il numero a qlkuno. se non sbaglio.


In tutto questo, nel mio tragitto isterico verso il campo da calcio maledetto, una telefonata inattesa interrompe il mio mantra. è La proprietaria di casa (e del gatto). mi dice che ha una bella sorpresa per me. che non mi devo preoccupare. che ha trovato una soluzione perfetta. che una sua vicina di casa ha un posto per me e quindi non devo cercare e non devo nemmeno andare a rischiare la morte col suo gatto. Che ci vediamo il mattino seguente per vedere la stanza e se mi va bene mi posso trasferire subito. incamero la notizia ma non la calcolo più di tanto. ci sarà sicuramente la fregatura. il mio coinquilino sarà un orso Grizzly. o dovrò pagare un billione di paperdollari al mese. o la vicina di casa abita in un mondo parallelo dove non esiste la lettera S. questo genere di cose fastidiose.
torno nel mio vecchio ripostiglio e cado nel sonno nei giusti, con previsioni che vanno dal trovare l’appartamento perfetto, con Olivia Wilde come padrona di casa, al vivere in un cassonetto, immaginando già la forma migliore per chiedere ad ogni attore provinato di adottare un Aiuto Regista, in nome della lotta contro il maltrattamento degli animali.
Nei miei sogni, qualche attrice mi gratta anche sotto il mento e mi da dei biscottini a forma di osso...


COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



sabato 17 novembre 2012 - ore 10:20


progressi - 1° parte
(categoria: " Vita Quotidiana ")


questo voleva essere un post sui mezzi di trasporto, in particolare sugli autobus. ma negli ultimi due giorni ne sono successe di tutte, quindi mi sembra giusto aggiornarvi a dovere.

Innanzitutto vi scrivo dalla "mia" nuova casa. e in teoria dovrebbe essere quella definitiva. Dico dovrebbe perchè non si sa mai nella vita. e anche perchè al momento non è proprio una casa... ma di sicuro è meglio dello sgabuzzino dove stavo fino a ieri!
Cercherò di spiegare come ci sono arrivato, il che comporta raccontare due giorni di "emozioni intense e snervanti". Molto snervanti. tanto che mi han fatto urlare contro il mio amico Gio e per poco non mi fan piangere in mezzo alla strada. o svenire in casa di una semisconosciuta.
allora, tutto inizia martedì. martedì ricco di appuntamenti saltati per vedere stanze mai viste. Una delle mie ex coinquiline mi chiama eccitatissima lunedì sera dicendo che finalmente ha trovato la casa ideale, perfetta, magnifica e che se voglio c’è una stanza per me. quindi, il giorno dopo è il primo appuntamento della lista. il guaio è che questa "casa" (in realtà un appartamento abbastanza normale e diciamo pure sovrastimato) sta dall’altra parte della città, in mezzo al nulla. o, con l’espressione che mi piace un sacco pronunciare, in the middle of nowhere. se il quartiere si chiama Ocean View ci sarà pure un motivo in effetti. il guaio è che questa distanza mi fotte tutta la giornata e mi fa saltare tutti gli altri appuntamenti. molto smonato e abbattuto (che poi, è la stessa cosa...) chiamo la signora francese della casa perfetta. che mi da la notizia bomba: SMETTILA di cercare, GIOVEDI ti puoi traserire da me! Festa Grande. Rullo di Tamburi. Fuochi D’artificio. Simil Orgasmo.
attendo con ansia Giovedì. manco fosse natale e avessi 6 anni. avverto i coinquilini, avviso alcuni amici. Cerco di organizzare una Parata a Downtown ma pare che venga a piovere, quindi nulla.
Arriva giovedì. finita scuola mi precipito a casa, prendo una valigia (del peso approssimativo di un Elefante Indiano di 4 Anni) e mi avvio verso la Mecca-CasaNuovaPerfetta. Nonostante la fatica di trasportare la valigia per due blocchi con un’inclinazione stradale molto vicina al 70% (l’immagine di un mulo che trasporta un cannone durante la prima guerra mondiale fa capolino tra i miei pensieri..) finalmente arrivo a destinazione.
La gentilissima signora Francese (mi sembra giusto sottolinearlo... hahahahaha) mi apre la porta garrula e giuliva. il suo cagnolino mi corre incontro e mi fa le feste, manco fossi il figliol prodigo. e pure il gatto obeso sopra il tavolino della cucina mi fa le fusa a distanza.
gatto
gatto obeso?
Gatto?


"scusi signora...lo sa che ha un gatto sopra al tavolo della cucina?"
"si, è il mio gatto."
"ah"
...
"scusi signora, lei è sicura di avere un gatto? no perchè l’ultima volta non c’era un gatto..."
"si, c’era, probabilmente era in giro..."
"ah"
...
"credo che questo sia un problema. sono leggermente allergico ai gatti. tipo, che potrei morire. è sicura che il gatto deve restare in questa casa?"
"il gatto e il cane in questa casa hanno la priorità. prima vengono loro. poi io. poi mia figlia."
"ah. e non è che tipo, il gatto resta al piano terra e io resto al piano superiore?"
" i miei animali sono liberi di andare dove vogliono in casa loro."
"giusto. una cosa, quanti anni ha il suo gatto? (che probabilmente se avesse sentito la domanda si sarebbe toccato per bene gli zebedei...)"
"4"
"(trattenendo una bestemmia) quattro... e perchè è così ciccione? sicura che non c’ha qualche malattia strana?"
"lo pensavo anch’io, ma la veterinaria ha detto che per alcuni gatti è normale avere la pancia così in fuori..."
"ah.
capito.
questa è una gran brutta cosa."
"si ma non porta gravi disagi..."
"no, non parlavo del gatto, si figuri. parlavo di me. non posso stare qui. ma non voglio tornare nello sgabuzzino e rinunciare a questa stanza... facciamo così, stanotte provo a dormire qui...se proprio non ce la faccio, pazienza, amici come prima. che ne dice?"
"secondo me non è una buona idea. però ero allergica pure io ai gatti. poi mio marito ha insistito, all’inizio ho avuto un po di fastidi ma adesso non ho più nulla. giusto a volte quando mi siedo in divano dove ci sono tutti i peli allora mi manca un po il respiro, ma mi basta prendere una pillola... (altra bestemmia interna)"
"ok. guardi, probabilmente non potrò vivere qui. e mi sento come se m’avessero scaricato addosso una tonnellata di mattoni. quindi, bho. non so cosa dire. vado. a stasera."

e con l’umore di un ciclamino appassito, mi avvio alla mia prima riunione troupe per un cortometraggio.

COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



martedì 13 novembre 2012 - ore 23:32


Grazie, Prego, Scusi.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Umore di Ieri




Non ho molto tempo, quindi credo questo post sarà breve ma intenso. e scritto di corsa e tutto d’un fiato. quindi zeppo di errori.
Però è un post dovuto.
é un post di ringraziamento a tutte le persone che inaspettatamente leggono quello che scrivo e a volte si sentono addirittura in empatia con quel che provo. Mi fa un enorme piacere e mi spaventa anche un pochino. quando mi capita di leggere libri dove l’autore esprime i miei stessi pensieri mi sento un pochino più nudo, fragile e allo stesso tempo banale. tutte cose negative. però mi aiuta anche nel razionalizzare quello che magari non riuscivo ad esprimere con parole e concetti miei. insomma, come se mi guardasse dentro e ne uscisse con una cartina razionalizzata dei miei sentimenti. non so quel che sto scrivendo. hahahahaha
cmq, grazie per i messaggi di sostegno. ora potete insultarmi per questi paragoni fuori luogo. primo su tutti essermi paragonato a scrittori veri.
A proposito di insulti, inizio da solo. Sono una Merda. e questo è un post dovuto anche alla ragazza che ho tirato in ballo ingiustamente. Mi sento troppo una merda. Scusa Scusa Scusa. ho conosciuto la persona giusta al momento sbagliato e ho incanalato altri fatti e sensazioni fino ad avere questo "botto"...overreacting. questa è la parola embrematica. (apro parentesi, come facevo un tempo, per dire che ho sempre odiato chi intramezzava parole straniere in un discorso in italiano. la ritenevo una cosa antipatica e da sbruffoni. continuo a pensarla così, però in alcuni casi realizzo che una parola inglese o cmq straniera riesce a esprimere meglio un concetto, a focalizzare meglio il pensiero astratto.) overreeacting, una parola. per dire che ho fatto un bordello dal nulla. Mi dispiace e non volevo. l’alcol e una serie di sfortunati eventi hanno agito con me contro di me. spero di poter riparare al danno in qualche modo...
e per questo Prego. hahaha, che conclusione poetica. no, non prego in generale. però nel titolo della canzone c’è pure prego, e non devo dire prego a nessuno mi sa... solo tantissimi grazie e uno SCUSA enorme.
detto questo, oggi c’è il sole, e scalda. in tutti i sensi. spero significhi qualcosa. Mi son inoltre appena reso conto che il mio insensato desiderio di dare e ricevere amore è troppo stressante e mi porta a fare cose inappropiate. sarà anche questo vivere, probabilmente. però cheppalle. necessito di un mondo più semplice. o di meno raziocinio. oggi ho cercato di correggere la mia insegnante di inglese sul significato di una parola inglese. non è normale.
help.
PS: e cmq secondo me Incumbent vuol dire anche incombente. verrà dal latino tipo... non vuol dire solo occupante, titolare. e che cazzo. maledetti dizionari inglesi!

Umore di Oggi




COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



lunedì 12 novembre 2012 - ore 23:28


sfogo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


e puntuale come il natale, ecco il mio momento di depressione.
e tutto ebbe inizio stranamente per una ragazza.
premessa, sto scrivendo sostanzialmente da ubriaco.
o meglio, ieri sera mi sono ubriacato. oggi sono ancora ubriaco. sono le due del giorno dopo. ieri ho bevuto assaje. poi se nn ricordo male il mio coinquilino m’ha dato messa pastiglia di una specie d vicodin e BAM, buonanotte a tutti. quindi ora sn ancora sballato.
sono un cazzo d acquario. sono un sognatore. mi basta un niente e sono in un universo parallelo a immaginare come potrebbe essere il mondo se...
e quindi già mi immaginavo con questa francese. ma se odio la francia e tutti i francesi ci sarà un motivo. e dopo due volte che usciamo e ci sentiamo e ridi e scherza e blablabla e hahaha, e ci raccontiamo le nostre vite, quando la invito fuori per la terza volta, e le propongo di fermarsi a dormire da me, bhe, ecco che si ricorda che, ah si, ha un fidanzato. Ma, dico io, MA PORCA TROIA, mi hai raccontato di tutto, che eri sposata, che sei divorziata, che questo e quello e bla bla bla...e t’è sfuggito sto dettaglio che SEI FIDANZATA!?
vabbè, ma in fin dei conti è stata onesta insomma, nn è colpa sua. è solo colpa mia se mi sento di merda. mi sento in ritardo. ho quasi 30 anni e nn ho combinato un cazzo. qui alla mia età hanno già tutti una vita vera. sono sposati. divorziati, hanno figli. casa, una carriera. e io non c’ho un cazzo. e mò cerco di rincorrere qlkosa, ma che posso trovare qui? se una a 30 anni nn ha niente qui c sarà pure un motivo. non lo so, dovrebbe tipo succedere un miracolo, ma io nn credo ai miracoli. e invece da noi questa situazione è molto più normale. ma questa cosa mi spaventa e mi fa ancora più skifo, quindi non voglio tornare indietro. sono nel mezzo tra un pantano e una quintalata di merda. bello skifo di metafora. bho, sono molto giù, depresso, sconfortato. fa pure freddo fuori, c’è il sole ma non scalda.
si fa fatica a trovare il lato buono delle cose quando il sole non scalda.


COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



venerdì 9 novembre 2012 - ore 23:10


Random
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Eh, lo so, sono una persona brutta e cattiva perkè avevo detto avrei scritto ogni tot e invece niente. però, a parte ke nn sembra qlkuno abbia notato la differenza, il fatto è ke nell’ultima settimana ho avuto dei piccoli problemi, tipo...vivo in un buco.

Il fatto è che la ragazza che m’ospitava è dovuta rientrare di corsa, causa padrone d casa irritato ke la minacciava d cacciarla. indi per cui, ho dovuto trovare un’altra sistemazione nel giro di un giorno. aiutato proprio da lei, son finito in questa casa che non è affatto male.
il soggiorno è bello grande, c’è il mega schermo, divano poltrone, strumenti musicale, una batteria, un botto di spazio. la cucina è più che abitabile, il bagno è decente e nn devo andare in lavanderia perkè abbiamo lavatrice e asciugatrice. il guaio è che la mia stanza ricorda abbastanza uno sgabuzzino. ricorda molto uno sgabuzzino. è uno sgabuzzino.

Long story short, pure gli altri coinquilini (che sn fantastici) si sono appena trasferiti, quindi la casa è in continuo perfezionamento. per dire, ora abbiamo internet. una xbox e netflex. un divano.
e personalmente ora che la mia stanza ha pure una porta mi sento un Re! abbiamo alzato il mio materasso da terra usando dei cesti di plastica. e per aprire la finestra devo camminare sul letto. però almeno ho un tetto sopra la testa. quindi mi lamento, ma con moderazione. se parti all’avventura capita anche questo, e tutto sommato potrebbe andar molto peggio.

Per il resto qui mi sto ambientando sempre di più. conosco persone nuove ogni giorno, inizio ad avere la mia routine e bene o male ho sempre qlkosa di nuovo da fare ogni sera. due giorni fa mi son dovuto addirittura splittare la serata per due eventi differenti: il primo era un aperitivo Italiano, il secondo la presentazione di una casa d produzione locale. risultato= nel giro di un’ora la differenza tra il gruppo di persone italiane e quelle locali è stato palese. Il vero shock ce l’avrò tornando in patria. già mesi fa notavo il comportamento dell’italiano medio, ma ora che lo vedo da fuori è veramente insopportabile. parlo per me, ovvio. e generalizzo. per fortuna conosco persone ben diverse e per questo posso chiamarle amici. Però l’atteggiamento dell’italiano è veramente da pugni sul muso. Il fatto che chi mi incontra si stupisca del mio essere italiano da questo punto di vista mi fa pure piacere quindi.

cmq, come sempre sto scrivendo un papiro e manco me ne accorgo. quindi, facciamo così. Non faccio promesse di nessun tipo. quando posso torno ad aggiornare. intanto chi legge può, anzi, deve lasciare un segno di vita, possibilmente qualche domanda, così da darmi l’ispirazione giusta per i prossimi post. Spero di riuscire a scrivere quanto prima dalla mia nuova casa. perchè necessito veramente di a place to call home.

COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



venerdì 19 ottobre 2012 - ore 20:15


Le strade
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Iniziamo la serie di post brevi-ma-utili. o almeno questo è l’intento.
Essendo una città cresciuta dal nulla più assoluto (a me piace pensarla così) San Francisco è stata organizzata fin dal principio nel modo più razionale possibile. Guardandola dall’alto o, più semplicemente, osservandone la cartina stradale, si può benissimo capire quanto gli ingenieri civili del tempo fossero in fissa con la battaglia navale e il forza 4.
La struttura a griglia viene interrotta giusto da un paio di strade più grandi, chiaramente aggiunte col passare degli anni. Orientarsi nella città risulta quindi molto semplice e nel giro di pochi giorni si comincierà pure a ricordarsi la posizione della maggior parte delle strade.
Anche i nomi di Avenue e Street suonano molto semplici. Iniziamo dalle strade "Verticali". Nella zona ovest troviamo 48 Ave parallele, in ordine decrescente dalla costa all’interno della città. poi da ricordare troviamo La Dentral Ave, Divisadero St, Van Ness St e Mission St.
Passando alle Orizzontali, da Nord a sud troviamo inizialmente una serie di Personaggi storici legati alla costruzione e Formazione della città, per poi arrivare di nuovo alla numerazione dalla 1 alla 30, non più Ave bensì Street. Allontanandosi dal centro della città le cose diventano un po più complicate, ma non di molto.



Altra cosa fondamentale, causata direttamente da questa struttura a Waffle, sono le indicazioni stradali. quando ci si da appuntamento, anche se una persona ti dice l’indirizzo esatto (es Bust St 2672) non si limiterà a quello. Aggiungerà almeno due informazioni.
La prima è l’incrocio più vicino. molte volte viene detto solo l’incrocio delle strade, non l’indirizzo esatto. (nel nostro esempio, Bush & Divisadero). Poi verrà specificata la zona, il quartiere (nel nostro esempio, Fillmore District). Dei quartieri ne parlerò un’altra volta, quando me ne sarà fatto una visione più completa

Ultima cosa, ma tra le più importanti, qui si ragiona molto a blocks. quando chiedi info o suggerisci posti dove andare, difficilmente la gente dice "sta a tre strade da qui...", "sta nel prossimo quartiere...", al 99% ti indicheranno il numero di "blocchi" di distanza. e un blocco non è altro che il gruppo di case compreso nel quadratino di strade che viene dato dalla scacchiera della città. quindi probabilmente il modo migliore di girare a San Francisco sarebbe volando sopra la città. Visto che non è ancora possibile, o memorizzate alla buona le strade fondamentali della cartina, o chiedete info ad ogni angolo. Tanto qui la gente è molto rilassata. e molti stanno già volando alto, se li guardi meglio negli occhi...



COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



mercoledì 17 ottobre 2012 - ore 09:01


Giorno 6
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il primo giorno di scuola non è più come una volta. nessuno che ti sveglia, o ti prapara la merendina. Niente cartella piena di libri pesanti e Smemo da sfoggiare e consultare nei tempi morti.
Il primo giorno di scuola è una sveglia sul cellulare. Lavarsi i denti e cambiarsi con gli occhi socchiusi. mettere un libro nella tracolla e infilarsi le cuffiette dell’ipod cercando la canzone che più si adatta alla luce che filtra dalla finestra. Il primo giorno di scuola diventato anche dimenticarsi la merendina preconfezionata a casa.
Esco, in anticipo sulla tabella di marcia. prendo l’autobus, è in anticipo. Non fa molte fermate. Becca molti verdi. Arriva alla mia fermata in anticipo. Io arrivo in anticipo a scuola. molto in anticipo. quell’anticipo che ti fa arrivare prima del professore tipo...
Le lezioni iniziano per le 9. la scuola ha una politica del ritardo di 15 minuti. alle nove e dieci in classe siamo in 2. e la seconda persona nn è il professore. che si presenta bello tranzollo per le nove e un quarto preciso. un po alla volta arrivano pure gli altri, con calma...
la lezione intanto inizia. nulla di trascendentale. il prof è molto alla mano, gli altri studenti molto assenti. Non ho mai capito questa cosa. Se vai in una scuola non dell’obbligo, perchè poi te ne freghi delle lezioni?!?!? voglio dire, se paghi per frequentare un corso, che senso ha poi arrivare con un’ora di ritardo? o dormire in classe? o scrivere in continuazione sms?! o chiacchierare in cinese cn la vicina di banco?! (si bhe, questa ultima cosa succedeva difficilmente in Italia...)
fatto sta che assisto alla lezione un po spaesato. mi aspettavo una cosa molto diversa. pure il livello della lezione mi sembra abbastanza basso. non capisco. Come posso essere quello più avanti nella classe dopo un solo giorno!? Non sono una cima, quindi ci dev’essere qlkosa che non va. o nella classe, o nel mio livello di inglese. bho, vedremo in settimana...
La classe è composta principalmente da asiatici, quasi tutti thailandesi o cambodiani. poi c’è un turco sempre incazzato che si ostina a tenere una giacca di pelle color prugna, anche se in classe ci saranno circa ottomila gradi. e c’è la mia vicina di banco russa. Ma non russa come potete aspettarvi voi. russa tipo 40/50 con colore preferito rosa e strass un po ovunque, con fisico che ricorda più un frigorifero che una donna. Un bel vedere quindi. Corredato cn una materia grigia che più che grigia dev’essere anch’essa rosa...


La lezione finisce e torno a casa basito. non so come ma perdo il pomeriggio non facendo nulla di utile. poi arriva la sera e mi avvio a fare un così detto pick-up game in compagnia di Ed. sostanzialmente è un mini torneo di calcetto 4vs4 a rotazione.
Ci si iscrive e si paga online per un’ora (o più) di gioco. Una volta sul campo, una coordinatrice chiama i nomi della lista e distribuisce le pettorine di colore diversi, formando così 8 squadre da 5 elementi ciascuna. in 4 campetti ci si scontra in mini match di 15 minuti. ogni 2 minuti la coordinatrice chiama il cambio e ci si ruota nelle uscite. comunque, è più facile farlo che spiegarlo. Il tutto è molto divertente e incredibilmente rilassante. i campi sono della grandezza giusta e il livello tecnico è nettamente superiore alle partite precedenti. il che permette a tutti di giocare senza stancarsi troppo, divertendosi, favorendo le azioni d’attacco e le belle giocate. Non si contano i gol, a naso si capisce chi vince e chi perde. ma importa veramente poco, cioò che conta è passare del tempo a star bene. E intanto si conoscono persone di tutti i tipi. Anche qui le ragazze non mancano, anche se fan parte tutte di squadre femminili ufficiali. la cosa mi intriga sempre di più.
finita la prima ora decidiamo di fermarci pure la seconda. costa un po di meno, ma molti desistono. si decide allora di allargare i campi e fare 7vs7, sempre con un cambio. pure con queste modifiche ci si diverte alla stessa maniera. passa un’ora e ci si saluta tutti, rigorosamente dandosi il 5 e dicendo "good game" o "nice play" o altre cose a caso che faccio fatica a capire. Io borbotto qualcosa sorridendo e son tutti felici uguale.

Ceniamo in un posto messicano vicino a casa mia, mentre in tv parlano della "grande vittoria" dei giants. sono 1a1 e mancano ancora 5 incontri, è lunga. e io ho ancora molti giorni davanti. finisco i miei nachos e vado a nanna. ho spostato la sveglia, domani me la prendo con comodo così non dimentico la merendina.

COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



martedì 16 ottobre 2012 - ore 01:23


Giorno 5
(categoria: " Vita Quotidiana ")


iniziamo con due premesse:

- la prima è che fra da dopodomani credo cambierò leggermente il tipo di post. nel senso, dopo una settimana ormai l’anzaddo s’è capito e nn ha più molto senso che vi sto a raccontare le mie giornate. anche perchè probabilmente diventeranno abb standard, con tutti i limiti della parola standard nella mia vita. Però avrò lezione al mattino e al pomeriggio starò a scrivere per poi uscire la sera. o magari andrò a qlke museo o qlke partita. si vedrà. cmq, penso che scriverò post più "mono-tematici", come già avevo fatto trapelare...

- la seconda è che son qui a fare delle premesse. questo vuol dire che qualcuno che legge c’è! e mi commenta. e mi scrive. e vuole sapere ancora. e io non so come ringraziarvi! anche perchè tutti poi mi dite che assomiglio a questo o quello scrittore e io mi vergogno perkè fate nomi che adoro da morire, ma paragonarmi a loro è pazzia. Come credo sia pazzia pensare di poter scrivere un libro. Voi mi leggete e vi adoro tantissimo, però dubito che uno sconosciuto impiegherebbe il suo tempo a leggere quel che scrivo. Magari una volta potrebbe capitare, ma non di più. Detto questo, se comunque trovate una casa editrice che vuole pagarmi tantissimo, posso anche pensare di passare il resto della mia vita a scrivere per voi, tanto nn mi costerebbe molta fatica, mi viene del tutto naturale. (anche per questo, immagino i miei post siano ricchi di errori. scusate, ho la pessima abitudine di scrivere senza rileggere mai. tanto è vero che scrivo e dimentico. se fra una settimana leggessi un mio post molto probabilmente nn lo riconoscerei. e lo criticherei aspramente mi sa! è successo. )


Finite le premesse, parliamo della domenica. Il settimo giorno. Pare che il settimo giorno qualcuno di molto molto noto si sia preso una pausa (nn ho mai capito se poi il lunedì è tornato a lavorare o se siamo ancora nel settimo giorno...bho...). Ora, non voglio assolutamente fare paragoni, anche perchè non c’ho il fisico, ma questa domenica mattina ho deciso di passarla in panciolle pure io. Me ne sto a letto ascoltando i rumori che vengon da fuori. abito vicino ad un parco e si sentono i bambini ridere e giocare. inglese e spagnolo si fondono creando strani passaggi, come quando guardi un dvd e ascolti i vari doppiaggi disponibili. L’effetto è strano, soprattutto quando lo senti fare a dei bimbi. Non credo si rendano conto della fortuna che hanno. In questa città è davvero possibile crescere imparando in maniera naturale le 3/4 lingue più usate al mondo. Cinese, spagnolo e inglese fanno da sottofondo naturale ad ogni passeggiata per le strade del centro, come se si cambiassero senza sosta le stazioni di una radio mondiale.
Torno cn la mente nella mia stanza. dalla finestra entra una luce allegra, piena di vita. la città lì fuori dev’essere una cosa meravigliosa, comincio ad avere i sensi di colpa. quando sono troppi, mi cambio e decido di uscire. Giovanni e gli altri sono occupati o cmq non si sono fatti sentire. non li voglio stressare, m’ha fatto pure troppo da baby-sitter.
Prendo la bici e inizio ad esplorare la città. Sono senza zaino, ho mangiato solo un paio di cookies e sono bello riposato. Non so se è per queste tre cose o per altro, eppure rispetto al giorno prima andare in bici sembra molto più facile. salite e discese non sono troppo impegnative, ma le affronto senza problemi e poi c’è sempre il sole a scaldarmi, nulla può succedermi. Vicino ad un marciapiede trovo un mini-pallone di cuoio, nuovo di pacca. deve pure costare. aspetto un po, non c’è nessuno nei paraggi. aspetto. prendo in mano il pallone e lo alzo, indicandolo. Nessuno. "io... io vado allora...eh!? c’è.... c’è nessuno che... no dico, se nn viene nessuno, io vado col pallone..."
incastro il pallone tra i tubi della bici e riprendo a pedalare, già pronto a fermarmi per qualche protesta da parte del legittimo proprietario. attimi di tensione. mi immagino già schedato da qualche satellite dell’Fbi. Dopo 3 "blocchi" scivolo felice verso una meta non precisata, con un nuovo pallone ed un sorriso da bimbo ebete stampato in faccia. Ora ho pure un Pallone Mio.


Continua la mia gita senza meta. a volte seguo un profumo, a volte cerco la strada più assolata, nella maggior parte dei casi seguo soltanto le ragazze più carine. visto dall’alto il mio percorso potrebbe ricordare benissimo i voli delle mosche attorno alle lampadine. Poi arrivo ad una collina piena di gente. piena di ragazzi e ragazze. campi da tennis. da basket. uno cn la bici che fa i numeri su una ruota sola. mi stendo sul prato, da solo, come fanno in molti. Perchè anche senza una compagnia si fa parte di quel momento, di questo pomeriggio di sole, con l’erba fresca che ti riempie le mani e non sembra neanche vera, perchè per una volta non porta con se moscerini formiche o zanzare. mi stendo e vedo un aereo.
Per la prima volta in vita mia non ho l’istinto di pensare:
"chissà dove sta andando. vorrei esser lì sopra."
chiudo gli occhi, non voglio capire se è un pensiero preoccupante o meno. sorrido e mi prendo il sole. quasi m’addormento, ma non posso. Se mi fotton la bici poi chi lo spiega a Gio?! mi domando se potrebbero mai fottermi la bici in quel parco...quello più agitato è un tizio che balla da solo in modo improponibile della musica rap. ed è un fottuto pazzo. no, probabilmente nessuno mi ruberebbe nulla oggi.
Attraverso tutto il prato per uscire dall’altra parte e mi imbatto in una cosa che curiosa è dir poco.
un concerto senza musica. credo un concerto techno. almeno, dai tipi di persona che incontro. sono tutti presi a ballare e scatenarsi. si agitano come forsennati in preda a raptus da crisi nervosa. in mezzo al silenzio festoso del parco. Indossano tutti una cuffia vistosa, nera e di marca. probabilmente è lo sponsor. vedo la postazione console circondata da una quarantina di persone. la voglia di provare è tanta, ma sono tutti così presi che sarebbe un’impresa comunicare qlkosa col mio inglese. lascio perdere e fotografo in testa questa scena paradossale.

il rientro è tranquillo, Gio si fa sentire e mi invita a cena da lui. Oltre a me l’immancabile Ed e un Irlandese, con tanto di capelli e basettissime rosse a dar prova delle proprie origini. Si mangia sano, pasta e bistecche, insalata e frutta. Italian Style. si chiacchiera di viaggi e poi si finisce a giocare un po al pc. Oggi non si parla di sport, han perso sia i Giants che i 49ers. Vo a dormire per mezzanotte, domani si inizia scuola.

COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK




> > > MESSAGGI PRECEDENTI
APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30


Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG


BLOG che SEGUO:



valevally amarcord sabry8 shaula queen luce.. la_vale violante giuly23


BOOKMARKS


Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti!


UTENTI ONLINE: