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Nessuna scelta effettuata

Ciao a tutti! Questo blog è nato per scherzo, ma ho visto, anzi, abbiamo notato la necessità di aprire in questo sito, in questa sezione (quella dei blog), uno spazio di (contro)informazione, discussione e confronto su determinate tematiche, fatti a nostro avviso più o meno gravi, e fatti positivi che vengono volutamente taciuti per preferire, anzichè il bene comune cui la politica dovrebbe mirare,l’interesse di pochi. Il governo Berlusconi ne è la conferma eclatante, e da poco meno lo era il governo precedente.
Questo blog supporta la lista civica nazionale "Per il Bene Comune".

sito "per il bene comune"
meetup "per il bene comune"
blog di Stefano Montanari
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meetup di schio 2

Per motivi burocratici le donazioni non sono ancora possibili attraverso queste coordinate. A breve provvederò a linkare le coordinate giuste comunicatemi dal Dr. Montanari.

Per informazioni sul movimento in provincia di Vicenza contattate il 3932349498.
Se non rispondo subito vuol dire che non posso. Abbiate cura di lasciare un messaggio in segreteria, specificando il motivo della chiamata. Se non volete lasciare un messaggio in segreteria mandate un sms. Se non volete mandare un sms... esistono anche gli spritz-speedy!
P.S.: Questo blog non è ambientalista, nè di sinistra. é uno spazio dove vengono riportate informazioni che TV e giornali non riportano! Quindi si evitino commenti dettati da conclusioni affrettate e non da approfondimenti, i quali verranno risposti in un primo momento, quindi cancellati.

NO AL NUCLEARE!!!


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SONDAGGIO: INCENERITORI: CHE NE SAPETE?


Cosa sapete, o credete di sapere, degli inceneritori?



Non m’’interessa
sono l’’unica soluzione possibile, ma il riciclaggio è meglio
Sono l’’unica soluzione possibile, e oltretutto sono vantaggiosi, producendo energia elettrica e teleriscaldamento
Sono solo uno spreco di energia e risorse
Sono uno spreco di energia e risorse oltre al fatto che la cenere va riallocata nelle discariche
Cenere e posto per queste ultime, fumi e diossine, acqua, energia, materie prime riutilizzabili, multe dall’’UE, cip6. Cosa valorizzano, di grazia?

( solo gli utenti registrati possono votare )

sabato 9 agosto 2008 - ore 12:01


di nuovo Montanari
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Forse sarà perché da questa parte del globo si vive a testa in giù ma, ogni volta che ci vengo, mi sembra di essere davvero in un altro mondo.

Niente di straordinario, intendiamoci: qui in Australia, a Sydney, dove mi trovo, è tutto normale o, per meglio dire, è come dovrebbe essere la norma. Immaginate una città di quattro milioni e duecentomila abitanti, di gran lunga la più popolosa dell’intero continente, vastissima per estensione, con un mare che s’insinua dappertutto e un porto che brulica di un’attività febbrile.

Che ne sarebbe in Italia? Non è difficile tradurre: un traffico caotico, un inquinamento insopportabile e il problema dell’immondizia ad un livello tale che solo il nostro divino primo ministro saprebbe risolvere con la sua ormai mitica bacchetta magica.

Per evitare problemi di sorta, qui il porto è stato trasferito molto a sud del centro; alla prova dei fatti, il traffico scorre che è una bellezza dovunque e il naso non avverte odori sgradevoli, innescando il sospetto che il motivo sia quello di disporre di trasporti pubblici razionali, magari ideati e diretti - udite, udite! - da persone capaci. Poi, a costo di smentire lo statista Maurizio Gasparri, lo scienziato Michele Giugliano e il faro Umberto Veronesi, qui, come, del resto, in altre parti del mondo ignote ai politici nostrani e alla loro corte dei miracoli, i rifiuti non costituiscono un rompicapo pur se l’inceneritore (pardon, il termovalorizzatore) non c’è.




Personalmente

credo che una mancanza del genere sia da addebitare al fatto che in questo strano paese la politica costa una frazione piccina piccina di quanto non costi a noi e la malavita, che ci sarà di sicuro anche qua, non ha nulla a che vedere con chi fa funzionare la nazione ma è malavita e basta che nessuno penserebbe mai di votare per il parlamento.

E, a proposito d’immondizia, appena entrato nell’appartamento in cui vivo, mi hanno consegnato un foglio su cui è spiegato con estrema semplicità come differenziare il pattume e la cosa è finita lì.

Differenziare tutti lo fanno come un comportamento assolutamente ovvio, e chi avesse voglia di percorre la città in cerca di un pezzetto di carta o di una cicca di sigaretta o di una lattina o di qualsiasi altro scarto abbandonato sdegnosamente per terra avrebbe di che spendere la giornata. È così, onorevole Gasparri, che si evita di fare un falò delle immondizie, ma temo sia proprio questo ciò che lei vuole evitare. E poi, dico rivolgendomi altrove, se si toglie una fonte così feconda di cancri, come ci si guadagna la pagnotta?

Se si passeggia un po’ per la città, a causa di una geografia costiera quanto mai frastagliata, si nota come le spiagge qui siano dovunque e il concetto di spiaggia attrezzata (ombrelloni e quant’altro) sia del tutto sconosciuto. Eppure, per quanto si cerchi e a dispetto dei locali che in spiaggia vanno anche ora che è il mese più freddo dell’anno, e lì ci mangiano pure, non sono mai riuscito a trovare un residuo qualunque d’immondizia. E il mare, cristallino dovunque, non porta a riva assolutamente nulla. Dunque, inutile cercarci vecchi pneumatici, sacchetti di plastica, lattine e tutto quanto di più fantasioso arreda allegramente le nostre rive.

Ieri dovevo raggiungere un laboratorio di studi marini e mi sono fatto un’oretta di cammino per un sentiero in piena città (ma è impossibile accorgersene) sospeso sull’oceano. Per entrare in quel percorso ci si deve previamente pulire la suola delle scarpe al fine di evitare di portarsi appresso una muffa che danneggia gli alberi, ed è vietato fumare. Naturalmente, nessuno penserebbe mai, pur con la quasi certezza di non essere beccato, di non strofinare le scarpe sulla grata apposita o di accendersi una sigaretta, né qualcuno abbandonerebbe per qualsiasi motivo un rifiuto qualunque, fosse anche una gomma da masticare, per terra o fra le piante. Vi assicuro: un piccolo paradiso a disposizione di tutti e che resta a disposizione di tutti perché a nessuno verrebbe in mente di rovinarlo. Se lo rovino, poi non ne godo più nemmeno io. Insomma, qui i furbi non esistono e si vive bene. Eppure, ve lo posso assicurare, gli australiani non sono nulla di speciale: carne ed ossa come noi.

Perché? Perché quando si parla di Napoli, una città ben più piccola di questa, si dice che non è possibile fare raccolta differenziata e altro non si può se non ricorrere alla criminale, costosissima idiozia di costruire inceneritori dovunque? Perché, ipnotizzati dai rapinatori della politica, tanti napoletani la pensano in questo modo e si sentono piccati quando si fa loro notare, ragione e dati alla mano, che sono in errore? Perché da noi nessuno insorge se vede qualcuno buttare l’immondizia per strada o gettare la cicca della sigaretta dall’automobile appiccando un incendio che parte dal ciglio della strada (vedi le nostre autostrade da giugno a settembre)? Perché noi non amiamo il nostro paese? Esiste qualcuno capace di spiegarmi perché qui applicare la ragione e l’educazione, farlo in modo naturale senza sacrificio né ostentazione e senza che nessuno controlli, è del tutto possibile, lo si fa per abitudine acquisita da sempre e non è concepibile comportarsi altrimenti, mentre da noi è giudicato quasi unanimemente assurdo?

Io mi sento umiliato quando parlo con chi, abitando in questa remota parte del Pianeta, è venuto a visitare il mio paese e ha visto di che nefandezze siamo capaci per svillaneggiare il patrimonio di cultura più prezioso del mondo, e mi vergogno profondamente quando vedo trasmissioni TV come quella cui ho assistito ieri sera nella quale si mostra un noto comico nostrano, si mostrano le sue adunate oceaniche e, come contraltare, si esibisce uno dei tanti parlamentari con una fedina non propriamente linda. Il tutto permeato di una pur rispettosa ironia.

Basta!

Stefano Montanari

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sabato 9 agosto 2008 - ore 11:53



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Siamo pronti: chiunque desideri che la ricerca sulle patologie da polveri condotta da noi continui e, soprattutto, continui la ricerca sulle malformazioni fetali da inquinamento particolato ora può dare una mano versando una donazione a:

"*I Grilli Onlus*"

Banca Etica, Filiale di Firenze

Via dell’Agnolo 73/r

conto numero 124661

*IBAN IT36 Z050 1802800000000124661*


*BIC CCRTIT2T84A*


Oppure effettuare un versamento postale

VERSAMENTO DI CONTANTE PRESSO GLI UFFICI POSTALI

E’ un servizio gratuito e comodo per versare contante presso gli uffici postali in tutta Italia.

Utilizzando i bollettini prestampati forniti da Banca Etica, che puoi richiedere chiamando il numero verde 800985048 (senza spese di spedizione).

Si tratta di bollettini prestampati e personalizzati che identificanoinequivocabilmente il tuo conto corrente presso il nostro istituto - contosu cui vengono accreditati gli importi versati mediante procedura automatica.

L’unico dato mancante è l’importo da versare.

Nell’estratto conto troverai l’accredito della somma con valuta pari a 4 giorni lavorativi successivi al versamento, necessari a Poste Italiane per effettuare il trasferimento sul tuo conto presso di noi.

Per favorire l’utilizzo di questo servizio, Banca Etica si fa carico interamente della commissione di 1 euro normalmente trattenuta da PosteItaliane per operazioni analoghe. Per i nostri clienti perciò, il serviziorisulta completamente gratuito.

In ogni caso, la causale deve essere RICERCA MONTANARI

Ancora per una quarantina di giorni, per motivi burocratici, la donazione non sarà detraibile dai redditi. Chi, dunque, desidera effettuare la detrazione dovrà aspettare metà settembre.

Grazie a tutti gli uomini di buona volontà.

Il disegno mi è stato regalato da Vilfred Moneta




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giovedì 7 agosto 2008 - ore 00:24


News da Delhi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Che dire? Grazie Stefania!!

carissimi,
stamattina sono arrivata a New Delhi e mi sono recata a Jantal Mantar, una zona della citta’ che e’ in pratica una strada appositamente lasciata a chi deve scioperare e/o protestare per qualsivoglia motivo.
E’ dal 14 di marzo che esiste un presidio permanente per il Tibet, con monaci che salmodiano in continuazione, gente che va e che viene, sono state svolte parecchie dimostrazioni pacifiche e proteste, ci sono foto appese sia degli scontri di Lhasa del marzo scorso e dei vari morti e scomparsi, bandiere di preghiera e slogans vari, inoltre sotto il tendone in questi ultimi 9 giorni sei volontari tibetani si sono messi in sciopero della fame e della sete, pronti a morire per la loro patria!
Vi e’ sia un tendone del Tibetan Solidarity Committee (a cura del governo tib in esilio) e un tendone del Tibetan Youth Congress (che conta 30.000 membri nella sola India!) dove i digiunatori hanno trascorso BEN 9 GIORNI senza un goccio d’acqua, oltre che di un pezzo di cibo! Potete ben capire che con il caldo, umido di Delhi e’ veramente un gesto estremo degno di encomio e che non dovrebbe lasciare indifferenti ...mi chiedo se i mass media mondiali ne stiamo parlando?! Ebbene, parlatene ora voi, vi prego, perche’ ieri sera e’ stato dichiarato dal medico che quotidianamente viene a controllare la loro situazione di salute ed ha dichiarato che e’ molto critica, di conseguenza e’ interventuta la polizia e li ha fatti portare in ospedale. Ora due dei sei digiunatori (quasi tutti monaci) sono in condizioni critiche e si teme per la loro vita. Nel frattempo, dalle voci che ho appena raccolto da testimoni oculari, ovvero tibetani che sono qui giorno e notte da mesi, circa un centinaio, forse piu’ di persone sono state arrestate perche’ ieri sera cercavano di opporsi alla polizia e non volevano che i digiunatori fossero portati in ospedale. Mi hanno riferito che la polizia indiana e’ intervenuta in alcuni casi in modo brutale, picchiano la gente ....perfino una anziana signora tibetana ha avuto la sua dose di botte e si e’ ritrovata in lacrime in ospedale! La polizia aspetta che le telecamere dei giornalisti occidentali non ci siano, cioe’ che sia sera giacche’ non ci sono, per approfittarne ad usare la mano meno dolce sui pacifici tibetani che stanno seduti a pregare e a confezionare delle vesti gialli con slogan pro Tibet! Purtroppo mi trovo in un posto dove il pc che non ha la porta USB per mandarvi le foto e i filmati, ma ci riprovero’ presto! Mi sono recata nella stazione di polizia locale per chiedere informazioni "legali" sui digiunatori e secondo la legge indiana (cod 309), chi tenta di suicidarsi pubblicamente e’ punibile con la prigione fino ad un anno di arresto e /o con una multa!! Quindi non e’ escluso che i sei, se riescono a uscire vivi dall’ospedale, abbiamo anche questa propsettiva ad attenderli! (((Vi chiedo davvero di dire una preghiera, anche se non siete> abituati a farlo!!))) Probabile che gli arrestati di ieri rimarranno in galera almeno fino alla fine dei Giochi per evitare altri "problemi" di immagine alla Cina, cosi’ come sta accadendo all’attivista e poeta Tenzin Tsundue, arrestato al suo arrivo all’aereoporto di Bhuntar, Himachal Pradesh qualche giorno fa ed ora in carcere a Mandi, H.P.!! Come era da immaginarsi, portati in ospedale i sei digiunatori, altri sei sono stati pronti oggi a prendre il loro posto e fra i ’nuovi’ sei, c’e’ anche una bellissima giovane signora indiana, con la quale ho auto modo di parlare un po’ ed il cui nome significa "speranza".....quella che porto io nel mio cuore in questo momento, per il Tibet e per tutti noi,se lasceremo solo il Tibet!! Perdonatemi, sento una grande urgenza nel mio cuore e so per certo che la gente semplicemente NON SA cosa accade nel Tibet occupato dai Cinesi...prego di dare massima diffusione di questo dispaccio e vi invio un "a presto" con altre news.

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giovedì 7 agosto 2008 - ore 00:19


Tibet: è genocidio.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ok, "quella merda di Zapatero" (come con il suo tipico british style l’ha definito qualcuno) avrà anche regolarizzato le unioni di fatto, ma non si piega certo a tutto come ha appena dimostrato Petrucci...

COMUNICATO STAMPA
TIBET : E’ GENOCIDIO!
Ministri e dirigenti del Partito Comunista Cinese saranno chiamati dall’Audiencia Nacional spagnola a rispondere dei crimini commessi contro il Popolo Tibetano.
Stamane a Madrid il Giudice della Audiencia Nacional Santiago Pedraz ha accolto la denuncia per" genocidio e crimini contro l’umanità" presentata dal Comité de Apoyo al Tíbet, dalla Fundación Privada Casa del Tíbet e dal cittadino tibetano Tubten Wahghen Sherpa contro i gerarchi del regime cinese.
Tra gli accusati ci sono due Ministri,quello della Difesa, Lian Guanglie, e quello della Sicurezza dello Stato , Geng Huichang, oltre al Segretario Generale del Partito Comunista Cinese in Tibet, Zhang Qingli. Il Giudice Pedraz ha ribadito che la Giustizia spagnola è competente ad investigare sui casi che possono prefigurare crimini contro l’umanità , come previsto dall’articolo 607 bis del Codice Penale spagnolo ,ed ha aggiunto che la popolazione tibetana da tempo è"un gruppo perseguitato dalle autorità cinesi per motivi politici,razziali,nazionali,etnici.culturali e religiosi ". Nei prossimi giorni verranno emessi,e consegnati dall’Interpol, i mandati di comparizione ai dirigenti cinesi.
Per ulteriori informazioni :
Claudio Tecchio
Campagna di Solidarietà con il Popolo Tibetano
V.Sant’Anselmo 11 - 10125 Torino ( Italy )
Tel .0039 3388902065 - 0039 011 6548297
Fax. 0039 011 6505791
E-mail : operatori.usr.piemonte@cisl.it
Sito : www.dossiertibet.it

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mercoledì 6 agosto 2008 - ore 00:58


Ultimo aggiornamento e buonanotte. Rapporto Veronesi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Siccome il rapporto suddetto con il link citato è acessibile solo agli iscritti al gruppo di google cui il link rimanda, ecco il copiaincolla del testo.

IL RECUPERO DI ENERGIA DA RIFIUTI: LA PRATICA, LE IMPLICAZIONI AMBIENTALI E L’IMPATTO SANITARIO

(Estratto da Ingegneria Ambientale – Quaderni – n°45 – ISSN 1125 – 1271)

Stampa: Agosto 2007



Presentazione: Umberto Veronesi



La Presentazione del testo, scritta dal Prof. Veronesi, si apre con la citazione della risoluzione del 1991, ad opera del Parlamento Europeo, sulla “strategia in materia dei rifiuti” e con il successivo (1996) ordine di priorità (“1.Contenimento della produzione dei rifiuti; 2. Raccolta differenziata e recupero di materiali; 3. Recupero di energia; 4. Smaltimento in discarica controllata dei soli rifiuti ultimi inerti non altrimenti utilizzabili”).



Maggiormente interessante, e temporaneamente più vicina alla redazione del testo, sarebbe stata la “Direttiva 2006/12/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio (5 aprile 2006) relativa ai rifiuti”, dove in merito alle priorità del loro trattamento è possibile leggere:



“Articolo 3

1. Gli Stati membri adottano le misure appropriate per

promuovere:

a) in primo luogo, la prevenzione o la riduzione della produzione e della nocività dei rifiuti, in particolare mediante:

i) lo sviluppo di tecnologie pulite, che permettano un maggiore risparmio di risorse naturali;

ii) la messa a punto tecnica e l’immissione sul mercato di prodotti concepiti in modo da non contribuire o da contribuire il meno possibile, per la loro fabbricazione, il loro uso o il loro smaltimento, ad incrementare la quantità o la nocività dei rifiuti e i rischi di inquinamento;

iii) lo sviluppo di tecniche appropriate per l’eliminazione di sostanze pericolose contenute nei rifiuti destinati ad essere recuperati;

b) in secondo luogo:

i) il recupero dei rifiuti mediante riciclo, reimpiego, riutilizzo od ogni altra azione intesa a ottenere materie prime secondarie; o

ii) l’uso di rifiuti come fonte di energia.”



E’ dunque evidente quale sia il ruolo da attribuire alla produzione energetica da rifiuti.



Risulta ancora più interessante rileggere l’intervento, con l’ottica dei criteri imposti dall’ultima direttiva europea (approvata nello scorso mese di giugno) sul trattamento dei rifiuti:



“La direttiva stabilisce una gerarchia dei rifiuti da applicarsi in linea generale alla normativa e alla politica in materia di prevenzione e gestione dei rifiuti. In testa alla gerarchia figurano la prevenzione e la riduzione, ossia misure - prese prima che una sostanza, un materiale o un prodotto sia diventato un rifiuto - che riducono la quantità dei rifiuti, anche attraverso il riutilizzo dei prodotti o l’estensione del loro ciclo di vita, gli impatti negativi dei rifiuti prodotti sull’ambiente e la salute umana oppure il contenuto di sostanze pericolose in materiali e prodotti.

Segue poi la preparazione per il riutilizzo, ovvero le operazioni di controllo, pulizia e riparazione attraverso cui prodotti o componenti di prodotti diventati rifiuti sono preparati in modo da poter essere reimpiegati senza altro pretrattamento. Viene poi il riciclaggio, ossia qualsiasi operazione di recupero attraverso cui i materiali di rifiuto sono ritrattati per ottenere prodotti, materiali o sostanze da utilizzare per la loro funzione originaria o per altri fini. Esso include il ritrattamento di materiale organico ma non il recupero di energia né il ritrattamento per ottenere materiali da utilizzare quali combustibili o in operazioni di riempimento. Segue poi il recupero di altro tipo, come il recupero di energia. A questo proposito, la direttiva precisa che gli impianti di incenerimento dei rifiuti solidi urbani possono essere intesi come attività di recupero unicamente se rispondono a determinati requisiti di "efficienza energetica". Vi è, infine, lo smaltimento che consiste in qualsiasi operazione diversa dal recupero anche quando l’operazione ha come conseguenza secondaria il recupero di sostanze o di energia, come il deposito in discarica, la biodegradazione di rifiuti liquidi o fanghi nei suoli, l’iniezione dei rifiuti pompabili in pozzi, in cupole saline o in faglie geologiche naturali.

Nell’applicare questa gerarchia dei rifiuti, precisa la direttiva, gli Stati membri devono adottare misure volte a incoraggiare le opzioni «che danno il miglior risultato ambientale complessivo». Devono anche tenere conto dei principi generali di precauzione e sostenibilità in materia di protezione dell’ambiente, della fattibilità tecnica e praticabilità economica, della protezione delle risorse nonché degli impatti complessivi sociali, economici, sanitari e ambientali.”

( http://www.europarl.europa.eu/news/expert/briefing_page/30708-168-06-25-20080603BRI30699-16-06-2008-2008/default_p001c007_it.htm)





Per tornare all’intervento del Prof. Veronesi, sarebbe opportuno ripristinare un elemento di correttezza che, forse, sarà sfuggito all’oncologo. L’utilizzo del termine “termovalorizzzione” è infatti errato (di questo farebbero bene ad essere avvertiti anche i legislatori italiani che recentemente lo hanno utilizzato per redigere un decreto): nessun dizionario, nessuna enciclopedia, nessun supporto linguistico italiano (cartaceo o “virtuale”) riporta questo lemma. Si tratta infatti di un “conio” bresciano, utilizzato dall’allora A.S.M. per evidenziare (con un’astuta e significativa operazione di marketing) un presunto aspetto positivo.

Presunto, dal momento che:

- il rendimento energetico dall’incenerimento dei rifuti è del solo 10%;

- produrre energia dai rifiuti costa 8 volte di più che produrla rispetto a combustibili tradizionali (fonte dei dati: il Presidente di A.S.M., che giustificò la rinuncia all’inceneritore di Trento perchè consapevole che sotto le 150.000 ton/anno avrebbe lavorato in perdita, nonostante i sussidi Enel).

Dunque, siccome le parole sono “sostanza”, anche Michele Giugliano e Mario Grosso (autori della Parte I del testo, intitolata “La pratica e le implicazioni ambientali”), cadono nel tranello linguistico quando sostengono che “sono entrati nell’uso comune i termini di “termovalorizzatori” o “termoutilizzatori”,” esplicitando questo utilizzo con il fatto che tali termini “hanno il corrispondente inglese diffuso in Europa in “waste-to-energy plants””.

Appunto: impianti di energia da rifiuti e non certo “termovalorizatori”.



Ma torniamo alla polpa dell’intervento, ovvero alla combustione dei rifiuti e a quanto sostenuto dal Prof. Veronesi:

“Per quanto concerne la termovalorizzazione attraverso processi di combustione della frazione secca, grazie anche alla grande attenzione da parte dell’opinione pubblica che accompagna l’iter progettuale e realizzatiai di tali impianti di rifiuti solidi urbani, l’aspetto del controllo delle emissioni ha portato al raggiungimento di limiti decisamente inferiori a quelli di impianti industriali con tipologie analoghe.”



Già. L’attenzione dell’opinione pubblica… Peccato che il morente Governo Prodi, ad elezioni già avvenute, abbia emesso un decreto (G.U. 16 aprile 2008, n.90) che estende agli impianti civili di produzione di energia il segreto di Stato.

E peccato anche che l’Oncologo parli di “emissioni”, perché questo termine indefinito non consente di valutare se vi sia un generico riferimento alle polveri sottili oppure se via sia un’indagine più approfondita anche in termini di particolato (emesso con la combustione) di diametro uguale o inferiore a 2,5 micron, ed ancora su quali elementi inquinanti si basi l’affermazione.

Andrebbe infatti approfondito scientificamente il carattere delle emissioni, poiché se il particolato è di dimensioni di qualche decimillesimo di millimetro (o inferiore), esso passa direttamente, entro un minuto, dall’alveolo polmonare alla circolazione sanguigna, e quindi ad ogni organo del corpo umano, rispetto al quale risulta un elemento non biocompatibile (studi scientifici di Stefano Montanari e Antonietta Gatti).

Per quanto riguarda la tipologia, sarebbe importante utilizzare per ogni specifico impianto i dati delle autodichiarazioni delle emissioni annuali di NOx, SO2, PM10, NMVOC, CO2, N2O, CH4, impiegandoli nel software EcoSenseLe (www.externe.info) del progetto di ricerca scientifica dell’Unione Europea, in grado di valutare i costi economici della mortalità e delle malattie derivanti dagli stessi impianti (oltre che ovviamente i danni monetari sull’ambiente e sulle produzioni agricole). Attraverso questo semplice procedimento, anche il Prof. Veronesi potrebbe immediatamente rilevare la “convenienza” degli inceneritori.



Tornando al testo, il Prof. Veronesi precisa che “i limiti delle emissioni sono stabiliti per legge e tali limiti sono stabiliti con attente ed accurate valutazioni da parte di Commissioni di qualificati esperti del settore che individuano tali limiti sulla base di riscontri scientificamente documentati che, una volta definiti, vengono gravati di coefficienti di sicurezza molto spinti a garanzia del più ampio livello di sicurezza nei riguardi della protezione dell’ambiente e della salute umana”.

Ed ancora: “Periodicamente tali limiti sono soggetti a verifiche e controlli e, se del caso, vengono modificati. E’ palesemente irrealistico che organismi pubblici preposti alla salvaguardia ambientale ed alla tutela della salute pubblica (…) possano avvallare limiti di ammissibilità che non diano, con larghissimo margine di sicurezza, la più ampia garanzia circa l’effettiva protezione ambientale ed igienica delle emissioni residue.”



Premesso che sarebbe nuovamente opportuno conoscere qual è la “gamma” di emissioni monitorate (ovviamente se non si cercano determinati elementi, è ovvio che non sarà registrata la loro emissione e quindi, non essendo rilevata la fattispecie, l’impianto sarà dichiarato “a norma”), è singolare verificare quanto attuato ad esempio (ma non è l’unico caso) per l’ILVA di Taranto: stando ai dati dell’ European Pollutant Emission Register, l’Ilva produrrebbe il 90,3 % di tutto l’inquinamento industriale nazionale da diossine.

“Mentre l’Europa ci invitava, in data 17 novembre 2001, a fissare limiti più severi, addirittura con il decreto 152 del 2006, veniva predisposto un “vestito su misura per l’Ilva” (…); infatti l’Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) della Puglia dichiara candidamente che se l’Ilva volesse potrebbe – senza violare la legge - ulteriormente aumentare le proprie emissioni di diossina in atmosfera” (dal testo dell’interrogazione parlamentare presentata dal Sen. Fernando Rossi il 16/5/2007 e rispetto alla quale il Governo ha mai fornito risposta; testo integrale: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=15&id=263600 ).



Il Prof. Veronesi quindi considera palesemente irrealistica questa procedura, probabilmente in quanto paradossale (a dire il vero, non più di quanto potrebbe sembrare paradossale una conferenza mondiale sul futuro della scienza, magari dedicata “ai ruoli delle varie fonti di energia in uno scenario energetico sostenibile”, “all’impatto del consumo di energia del pianeta e sui singoli individui” e alle “implicazioni etiche, politiche ed economiche delle scelte energetiche”, sponsorizzata da Eni, Enel e Veolia – vd. http://www.fondazioneveronesi.it/partners.html)





Proseguendo con il testo del Prof. Veronesi, si apprende che la Regione Sicilia, con il Governatore Salvatore Cuffaro, ha isituito per gli impianti di incenerimento dei rifiuti, nell’ambito dell’Organismo di Vigilanza e Controllo, un Comitato Scientifico di Garanzia.

Questo Comitato risulta composto, come indicato nel testo, da “prof.dott. Umberto Veronesi (presidente), Direttore Scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO); prof. Dott. Adelfio Elio Cardinale, Preside della Facoltà di Medicina della Università degli Studi di Palermo; prof. Dott. Vito Foà, già Direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina del Lavoro della Università degli Studi di Milano; prof.dott. Michele Giugliano, Professore Ordinario di Inquinamento Atmosferico, Politecnico di Milano; prof.dott. Agostino Serra, Professore Ordinario, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Catania, Ufficio di Segreteria; prof. ing. Eugenio de Fruja Frangipane, Responsabile dell’Organismo di Vigilanza e Controllo; prof.dott. Valeria Torregrossa, Professore Associato di Igiene, Università degli Studi di Palermo”. Esso ha “svolto,a propria cura, uno studio conoscitivo, basato su riscontri scientificamente comprovati, sullo stato delle conoscenze e delle esperienze maturate in Italia così come all’estero (…), soprattutto per quanto riguarda la termovalorizzazione e le ricadute sull’ambiente e sulla salute pubblica (…)”.



In conclusione, quindi, in merito allo stato delle conoscenze ed agli studi scientifici, il suggerimento indirizzato al Prof. Veronesi e ai componenti del Comitato Scientifico di Garanzia, è quello di coinvolgere l’ISDE -International Society of Doctors for the Environment – e di utilizzare il già citato software EcoSenseLe. Si tratterebbe appunto di una collaborazione e di un approfondimento ai fini di un mero “studio conoscitivo”, senza altro scopo se non il bene comune dei cittadini e dell’ambiente



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mercoledì 6 agosto 2008 - ore 00:35


Mi cago sinceramenta addosso... da www.beppegrillo.it
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Fannie e Freddie sono due istituti di credito degli Stati Uniti. Vendono mutui immobiliari. Sono come Ginger e Fred, ma non ballano su un set cinematografico. Danzano sul baratro del fallimento. Le loro azioni sono crollate nel mese di luglio.
In caso di bancarotta Fannie e Freddie lascerebbero un buco di 5000 miliardi di dollari, la metà del debito pubblico americano. Dovrebbe intervenire lo Stato nazionalizzandole con un automatico aumento del costo del denaro e delle tasse. In Italia è come se fallisse contemporaneamente la maggior parte delle imprese quotate in Borsa. Fannie deve rimborsare 216 miliardi di dollari entro un anno, Freddie un po’ di più, circa 291 miliardi. I soldi non ci sono. Per due motivi. Le rate dei mutui non vengono più pagate e nessuno sottoscrive nuovi mutui. In sostanza il mercato immobiliare non c’è più.
La gente non ha più soldi e il costo del denaro è salito. Inoltre, il valore delle case è crollato e le banche sono piene di case ipotecate. Nella pancia dei bilanci delle banche ci sono ancora immobili valutati al valore precedente alla crisi dei “subprime”. Le banche non vogliono svalutare, alcune non se lo possono permettere, il loro valore azionario crollerebbe. Fannie e Freddie rappresentano uno tsunami finanziario che in un modo o nell’altro arriverà da noi. I prezzi degli immobili in Italia sono drogati da un cartello di società immobiliari. Il centro delle città non ha più scopi abitativi, ma di lucro. Il prezzo degli appartamenti non ha alcun legame con la realtà. Le società immobiliari stanno da tempo, in uno strano silenzio dei media, perdendo il loro valore in Borsa. Da gennaio 2008 le prime nove società del settore hanno perso 2,4 miliardi di euro, circa la metà della loro capitalizzazione. Pirelli Real Estate, un po’ di più della media: il 57,82%. Il crollo del mercato immobiliare in parte c’è già stato. Chi aveva un euro di azione a Natale, si ritrova con 50 centesimi prima delle vacanze.
Il valore delle case è mantenuto alto in modo artificiale. Le grandi città sono invase da cartelli di vendita e di affitto e intanto si costruiscono sempre nuovi alloggi in periferia.
La cosa strabiliante è che la crisi vera non è ancora arrivata. Negli Stati Uniti le banche a rischio fallimento sono circa 90. Una, Indy Mac, ha chiuso venerdì. Il terzo fallimento negli Stati Uniti per importanza del dopoguerra. Le file della gente che ritirava i risparmi sono la fotografia della situazione.
Qualche consiglio: non comprate immobili, non fate debiti, non accendete nuovi mutui, se potete estinguete i mutui che avete, non comprate titoli di società immobiliari, non comprate fondi con titoli di società immobiliari. Fannie e Freddie stanno arrivando.


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mercoledì 6 agosto 2008 - ore 00:30


Italia nero carbone
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No coke tarquinia

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mercoledì 6 agosto 2008 - ore 00:28



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L’ARPAC affondata dalle clientele Scritto da Mariano Maugeri da il Sole24Ore, 01-08-2008 14:50 «Guagliò, senza l’Udeur cà nun se governa». Le parole di Antonio Fantini, coordinatore regionale dell’Udeur, rimbombano ancora oggi a palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania. Se Napoli è un’ex capitale derubricata a prefettura, Santa Lucia è una tragedia di Eschilo con il naso di Pulcinella. Fantini, presidente della Regione Campania dall’83 all’89, commissario straordinario per l’emergenza terremoto, l’uomo (plurinquisito) che per conto della Repubblica italiana ha manovrato migliaia di miliardi di vecchie lire destinati alla ricostruzione e in ossequio a un editto inappellabile di Bassolino e Mastella riceve in dote la politica ambientale del territorio più compromesso d’Europa. Ambiente significa Arpa, nel caso in questione Arpac, Agenzia regionale per l’ambiente della Campania. Tutte le regioni ne hanno una, così la legge impone. L’accordo politico uscito dalle elezioni del 3 e 4 aprile 2005 (61,6% dei voti al Centro-sinistra) assegna l’assessorato all’Ambiente all’Udeur.«E ai mastelliani gli potevamo dare il Bilancio?», dicevano maliziosamente gli scherani del ritinto governatore ("guai ai tinti", ha scritto un giornalista indigeno con humor anglosassone). All’alba del 2005, con un Himala-ya di monnezza in procinto diimplodere, l’Ambiente ai mastelliani sembra il male minore. All’assessorato Fantini piazza il medico salernitano Luigi Nocera, «nu’ dottore scetato (sveglio, ndr)». All’Arpac c’è già Luciano Capobianco, un ingegnere idraulico che quando era guaglioncello Fantini volle con sé al commissariato per l’emergenza terremoto. La missione dell’Arpa Campania, sancita burocraticamente nel suo statuto, è quella di «monitorare, prevenire, controllare e tutelare la qualità del territorio e favorire il superamento delle molteplici criticità ambientali della Campania». Quello che né il sito né la legge istitutiva ci raccontano sono le telefonate di raccomandazione di Capobianco al suo omologo di una regione del Nord. E forse non solo a lui. «E daie, damme ’na mano...», lo implorava. Da quanto ci risulta né Capobianco né tantomeno No-cera né men che meno Fantini pare abbiano mosso un dito per conferire ai dipendenti dell’Arpac lo status di ufficiali giudiziari, come normalmente avviene in tutte le Agenzie del Nord. «Io non sono razzista, ma con quelli dell’Arpa Campania non mi faccio fotografare», dice uno dei più brillanti dirigenti di un’Agenzia per l’ambiente settentrionale. E riporta un dialogo con Capo-bianco: «Caro mio, io non li voglio i dipendenti con funzioni di polizia giudiziaria. Quelli portano solo guai. Con la camorra che c’è in Campania, poi. L’avvocatura regionale ci ha pure dato ragione. Gli avvocati dicono che in base alla legge i dipendenti possono avere lo status di polizia giudiziaria. Possono, non debbono, capisci a me.,..».La Campania è la regione più antropizzata, popolata e flagellata d’Europa. La sua Agenzia per l’ambiente dovrebbe essere una delle più efficienti d’Italia. Nulla di tutto questo. Dei 784 dipendenti previsti dalla pianta organica ce ne sono 307, più 200 precari che per titoli e impegno sono la spina dorsale della struttura. Situazione disastrosa se confrontata con gli organici dell’Emilia Romagna (1.200 dipendenti, 200 cococo, 75 borsisti) o Lombardia (1.100 dipendenti, 220 cococo, 70 borsisti). Per non parlare dei bilanci: 20 milioni in Campania, 60 in Emilia o Lombardia. Un dirigente napoletano racconta: «I cinque laboratori di analisi ereditati dall’Asl fanno schifo. Quelli di Caserta e Benevento ti fanno vergognare. Per anni abbiamochiesto almeno un macchinario che misurasse la diossina. Quando mi hanno invitato a Milano sono rimasto a bocca aperta. Lì tengono la Nasa!».Pure Capobianco si vergogna di fronte alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. È il 7 giugno del 2007, infuria la guerra della monnez-za. Il presidente della Commissione, Roberto Barbieri, lo incalza. Il direttore generale dell’Ar-pac si sfoga: «Ormai facciamo i vigili del fuoco. Ogni giorno mando gli unici due furgoncini mobili di cui dispongo a vedere dove e cosa viene bruciato». I rinforzi non arrivano. Anzi, sì. Bassolino e Fantini sentono l’urgenza insopprimibile di inventarsi una fusione per incorporazione della Pan con la neonata Arpac multiservizi: la Pan è una società mista con 207 dipendenti, tutti lavoratori socialmente utili con la terza media. Il suo presidente è Raffaele Busiello, potente sindacalista della Cgil, ex capo dei metalmeccanici della Campania. Un compagno, insomma, al quale non si può dire di no. «Noi chiedevamo disperatamente laureati e diplomati, invece arriva un esercito di lava provette, autisti e uscieri», dicono alPÀrpac. Nessuno però si dimette. Nessuno protesta. Gomorra, falò di monnezza che oscurano il cielo, un cimitero di rifiuti tossici seppelliti tra Napoli e Caserta. All’Agenzia ammettono: «Non abbiamo mai progettato autonomamente il monitoraggio di un pezzo di territorio. Neppure a campione. Uscivamo, quando uscivamo, solo su chiamata dei Comuni».In questi mesi, nulla è cambiato nella tecnostruttura regionale, malgrado Napoli e la Campania siano ogni giorno sui giornali di tutto il mondo, malgrado i disperati appelli del presidente della Repubblica, gli slanci mediatici del premier Silvio Berlusconi, le rassicurazioni tardive di un governatore delegittimato, malgrado l’assessore regionale all’Ambiente dell’Udeur sia stato prima inquisito e poi rimosso.Sette mesi fa, all’indomani del suicidio dell’Udeur in Parla-mento, Fantini e Capobianco, d’accordo con Bassolino, chiudono il cerchio e rimuovono dall’incarico il direttore tecnico dell’Agenzia, Maria Luisa Imperatrice. Il suo curriculum ineccepibile non è più sufficiente e a Santa Lucia pure l’appellativo "tecnico" perde il significato che gli attribuisce il dizionario della lingua italiana. Si deve far posto a un uomo del Governatore. Capobianco fa il pietoso: «Maria Lui’, lo sai che sei la persona più competente dell’Arpac, ma che ce vo’ fa’?» . Già, che cevo’fa’?

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mercoledì 6 agosto 2008 - ore 00:23


Beppe Grillo sul dal Molin
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Vicenza non vuole la nuova base militare Dal Molin. I vicentini lo confermeranno nel referendum di questo autunno. Nel frattempo protestano per la decisione del Consiglio di Stato a favore della base e subiscono cariche di “alleggerimento”, nel senso che sono manganellati alla “ndo cojo cojo” dai celerini.
Certo, i vicentini non dovrebbero occupare la stazione. Devono trovare un altro modo per dirlo. Per spiegare che l’occupazione americana in Italia dura da 63 anni. Che le 90 bombe atomiche made in USA di Ghedi Torre e di Aviano offendono la coscienza civile del nostro Paese. Che Vicenza diventerà la base militare più grande di Europa. E che da questa base possono partire i bombardieri americani per uccidere.
La nostra Costituzione ripudia la guerra, con che faccia il Governo autorizza che l’Italia sia la portaerei americana per bombardare oggi il Medio Oriente e domani chissà chi. Il muro di Berlino è caduto ma, vent’anni dopo, l’esercito americano è ancora qui. Quanto dovremo aspettare per riavere un’Italia libera da eserciti stranieri: il centenario della fine della seconda guerra mondiale?
Maroni fa manganellare i vicentini perché non vogliono che il loro territorio si trasformi in un teatro di guerra. E’ il trionfo degli opposti. La Lega, nemica della globalizzazione, accoglie con un tappeto rosso le armate d’oltre oceano. Coca Cola no, bomba atomica si. Padroni a casa nostra con 90 ordigni nucleari tra Brescia e il Friuli. Padroni di che? Di prendere le impronte ai minori Rom? Lega di manganello e di Governo (l’olio di ricino lo porta La Russa). Forte con i deboli e debole con i forti.
E’ arrivato a Vicenza il Commissario di Governo Paolo Costa. Ora, se i vicentini si opporranno in maniera non violenta alla base arriverà l’esercito. L’ho detto prima delle elezioni politiche: Berlusconi userà l’esercito contro i cittadini per governare, ma non potrà durare a lungo. Forza magnagatti. No a Dal Molin.






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mercoledì 6 agosto 2008 - ore 00:20


Viva la democrazia!
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Link al servizio andato in onda ieri sera alle 21:00 sugli schermi di Napolitivu’:
link


Ma proviamo a capire cos’e’ accaduto ieri a Napoli Est.
Nelle ultime 2 settimane rappresentati del Comitato Civico di San Giovanni a Teduccio si erano recati piu’ volte presso la VI Municipalita’ per sollecitare la convocazione di un consiglio, affinche’ il parlamentino locale si esprimesse sull’eventualita’ che fosse indicata la zona orientale come location per l’inceneritore napoletano.
Poi, finalmente, lo scorso Mercoledi ci era giunta notizia che il Consiglio era convocato d’urgenza per ieri, Giovedi 31 Luglio, nelle prime ore del mattino, perchè nel pomeriggio la presidente sarebbe partita per le "meritate" vacanze estive. Nelle poche ore a disposizione abbiamo avvertito cittadini, comitati, mezzi di informazione.
Ma ieri giunti alla municipalita’ abbiamo scoperto che NESSUN consiglio era in programma. Eppure era presente un giornalista del Corsera invitato da un membro del parlamentino ad assistere al consiglio, anche se con un O.d.G. differente dall’inceneritore. Ma, in ogni caso, doveva esserci.
Insomma, con un magheggio degno del miglior prestidigitatore, il consiglio e’ sparito. E il trucco? Le ipotesi sul terreno sono le seguenti:
1 - Forse volevano un consiglio "intimo", senza la partecipazione dei cittadini, ed una volta scoperto che il Comitato ed altre realta’ si accingevano ad essere spettatori, hanno ritenuto di rinunciarci?
2 - Oggi Berlusconi torna in citta’ e, come preannunciato da tanti media, probabilmente fara’ il nome del sito dove collocare l’inceneritore....
Che la presidente della VI municipalita’ e la sua maggioranza preferiscono non esprimersi, acquisendo come ineluttabile la decisone del governo che troveranno al rientro dalle vacanze?
3 - Piu’ semplicemente, non hanno intenzione di farci sapere il loro punto di vista?
Qualsiasi sia la motivazione e’ chiaro che le istituzioni di questo Paese, da quelle locali a quelle centrali, fanno finta che le direttive europee che IMPONGONO la partecipazione ai processi decisionali in materia ambientale non esistono.
Ieri e’ stata scritta un’altra vergognosa pagina della (ambigua) storia della VI municipalita’ che non e’ nuova a queste "marce indietro". Nella primavera del 2007 il Comitato fu costretto a raccogliere 1400 firme per convocare un consiglio monotematico sulla costruenda centrale a turbogas di Vigliena.
Intanto stiamo preparando nuove iniziative da mettere in campo nell’ultima settimana di agosto.
Il Comitato ringrazia i cittadini, i rappresentanti del Meetup di Napoli e del Comitato Napoli Est presenti ieri.


Antonio Trotta
3663691673



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