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MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

Ciao a tutti! Questo blog è nato per scherzo, ma ho visto, anzi, abbiamo notato la necessità di aprire in questo sito, in questa sezione (quella dei blog), uno spazio di (contro)informazione, discussione e confronto su determinate tematiche, fatti a nostro avviso più o meno gravi, e fatti positivi che vengono volutamente taciuti per preferire, anzichè il bene comune cui la politica dovrebbe mirare,l’interesse di pochi. Il governo Berlusconi ne è la conferma eclatante, e da poco meno lo era il governo precedente.
Questo blog supporta la lista civica nazionale "Per il Bene Comune".

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Per motivi burocratici le donazioni non sono ancora possibili attraverso queste coordinate. A breve provvederò a linkare le coordinate giuste comunicatemi dal Dr. Montanari.

Per informazioni sul movimento in provincia di Vicenza contattate il 3932349498.
Se non rispondo subito vuol dire che non posso. Abbiate cura di lasciare un messaggio in segreteria, specificando il motivo della chiamata. Se non volete lasciare un messaggio in segreteria mandate un sms. Se non volete mandare un sms... esistono anche gli spritz-speedy!
P.S.: Questo blog non è ambientalista, nè di sinistra. é uno spazio dove vengono riportate informazioni che TV e giornali non riportano! Quindi si evitino commenti dettati da conclusioni affrettate e non da approfondimenti, i quali verranno risposti in un primo momento, quindi cancellati.

NO AL NUCLEARE!!!


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SONDAGGIO: INCENERITORI: CHE NE SAPETE?


Cosa sapete, o credete di sapere, degli inceneritori?



Non m’’interessa
sono l’’unica soluzione possibile, ma il riciclaggio è meglio
Sono l’’unica soluzione possibile, e oltretutto sono vantaggiosi, producendo energia elettrica e teleriscaldamento
Sono solo uno spreco di energia e risorse
Sono uno spreco di energia e risorse oltre al fatto che la cenere va riallocata nelle discariche
Cenere e posto per queste ultime, fumi e diossine, acqua, energia, materie prime riutilizzabili, multe dall’’UE, cip6. Cosa valorizzano, di grazia?

( solo gli utenti registrati possono votare )

martedì 24 giugno 2008 - ore 10:26


Strade e competitività
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ieri sera, come sapete, cari frequentatori di questo blog attivamente politico, o politicamente attivo che dir si voglia, sono andato, o meglio, dovevo andare all’assemblea regionale a Mestre.
Posso dire, per incolparmi un po’ di più, che sono partito tardi, e che da Thiene i segnali luminosi, invitavano all’uscita a padova est causa incidente tra padova est e Dolo. L’incolonnamento feroce è cominciato prima di padova ovest, e già lì avrei accumulato un ritardo assurdo. Ma il peggio è accaduto quando sono uscito a padova est: Percorsi pochi km mi sono trovato praticamente fermo, e avanti a passo d’uomo fino a Venezia.
Ora io mi domando: è possibile che il governo, sia esso di destra, di sinistra, regionale o provinciale, non pensi minimamente a togliere le auto dalle strade, ma a aggiungere strade a strade, aumentando così il numero di auto sulle strade stesse, e aumentando ci conseguenza, con ciò, la difficoltà di circolare? è possibile dover fare 100 km in tre ore (provincia di padova paralizzata in direzione venezia) per un incidente del quale peraltro non si trova traccia sui notiziari? E poi ci si domanda dov’è la competitività italiana. Ah, già, la soluzione è il ponte sullo stretto, opera (colata di cemento) indispensabile dove strade non ce ne sono.
Esempio su tutti sono i rifiuti: in germania (dove, secondo la disinformatjia vengono inceneriti producendo energia elettrica che ci viene rivenduta) li differenziano e ce li rivendono, facendoci così perdere in competitività, e facendoci pagare la concessione di far soldi con le nostre materie prime che, siccome non siamo in grado di utilizzare e renderle ricchezza come fano loro, rischiano di soffocarci.
Intanto il presidente del consiglio, quello che ha varato finora importantissime leggi a difesa della nostra privacy, e leggi farsa (vedere i testi per credere) a difesa della nostra sicurezza, inibendo i processi a carico di lui e dei suoi amici, mentre si arricchisce con lo scandalo dei rifiuti campani (inutile dire a chi ha votato per lui e i suoi amici verdognoli che è azionario dell’impregilo e di altre imprese edili, uniche resonsabili del disastro campano, che in questo modo hanno potuto par credere che le uniche soluzioni possibili potessero essere discariche ed inceneritori. Poco importa che la discarica sorgerà a 5 minuti dal Cardarelli. Poco importa che la gente faccia la differenziata, ma che le varie imprese di raccolta non se ne preoccupino minimamente, assemblando tutto in inutili e pericolosi balloni. Poco importa vedere una terra sfregiata dai rifiuti e dallo sversamento di sostanze tossiche. Tanto è tutta colpa dei luridi terronacci schifosi che vivono nella melma, e non di chi ci ha lucrato sopra, poco importa sia del nord o del sud. La camorra è arrivata facendoci la parte della jena, o dell’avvoltoio: spoartirsi ciò che restava. chi ci ha lavorato bene sopra è la gente, di destra e sinistra, che aveva già le mani in pasta. Ma la disinformazione ha lavorato bene anche qui: è tutta colpa della criminalità organizzata. il disastro quindi è figlio dell’omertà e della passività.
Andate a dirlo agli abitanti di Chiaiano (solidarietà sempre).
Il problema non è ecologico, non è di ordine pubblico, non è di legalità: è un problema di buon senso. Più le cose vanno bene, più saremo competitivi. L’impressione è invece che i soliti furbi (quelli che ieri mi superavano a destra in corsia d’emergenza) debbano lucrare e lucrare, poco importa se commettendo una rapina, depauperando una fonte rinnovabile. Poi tanto l’italiano medio(evale) ha sempre un colpevole pronto. in questo caso i terronimafiosi.


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lunedì 23 giugno 2008 - ore 14:13


Tafazzi, un’idea geniale! Pensateci quando comprate l’auto euro 200!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Premessa.



Fonte: Wikipedia
Tafazzi è un personaggio interpretato da Giacomo Poretti, componente del trio Aldo, Giovanni e Giacomo.

La caratteristica di Tafazzi è il masochismo. Tafazzi saltella prendendosi energicamente a bottigliate sui genitali e traendo chiaramente piacere da tale pratica. Naturalmente indossa un rinforzo sulle parti intime, indossato addirittura sopra la calzamaglia.

Il personaggio di Tafazzi era già stato utilizzato in alcuni sketch cabarettistici del trio, ma è comparso per la prima volta in tv nella trasmissione Mai dire Gol nel 1995: la sua prima apparizione è avvenuta durante un incontro di wrestling in cui tale personaggio sfidava un finto Hulk Hogan interpretato da Teo Teocoli.

Il suo tormentone: "Oh oh, oh oh oh oooooh", è la melodia del brano Gam Gam, reduce dal film: Jona che visse nella balena, del 1993. In realtà Tafazzi, nelle prime apparizioni cabarettistiche e televisive, non cantava, ma emetteva un semplice "pam pam" con la bocca per sottolineare il gesto dell’autoflagellazione. In quel periodo, la trasmissione Mai Dire Gol aveva una rubrica in cui venivano mostrate le trasmissioni sportive delle tv minori; in una di queste era possibile vedere un presentatore che passava il tempo ad intonare cori da stadio, spesso aiutato dalla gente che lo chiamava da casa; tra questi cori figurava appunto Gam gam, che in quel periodo era diventata un inno calcistico, cantata dal presentatore in questione che, per l’occasione, era addirittura salito sul tavolo dello studio, creando un momento di fortissima comicità più o meno involontaria. In quella stessa puntata, durante uno sketch in cui compariva Tafazzi, egli comparve intonando Gam Gam, accentuando l’effetto comico proprio in virtù di quelle immagini viste in precedenza. Da lì in poi questo è diventato il suo tormentone.

Il masochismo estremo di Tafazzi ha origine dopo che è stato coinvolto accidentalmente nei test nucleari francesi sull’atollo di Mururoa.

Tafazzi è stato definito, dallo stesso trio, lo zero comico assoluto, a ragione. Nonostante la palese completa insulsaggine del personaggio, Tafazzi è diventato ben presto non solo semplice sinonimo di masochismo, ma il suo nome è stato utilizzato nei più diversi ambienti come allegoria, interiezione, allusione, enfasi, apagoge, prolessi, sindrome.

Molto diffuso nel parlare politico, pochi invece ancora conoscono i risvolti medici: nel 1996 infatti, dopo uno strenuo lavoro di ricerca, la genetista Silvia Bione e i suoi collaboratori, hanno individuato la proteina responsabile della sindrome di Barth, una forma di 3-metilglutaril aciduria, e l’hanno battezzata tafazzina.

Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Tafazzi"



Egregio dott. Montanari,

innanzi tutto devo farle i complimenti per la coraggiosa campagna elettorale, svoltasi nella quasi assoluta tenebra mediatica.

Una battaglia contro i mulini a vento, penalizzati da una legge elettorale vergognosa, condita da liste di casta nepotiste.

Ma la vita va avanti, e le battaglie civili pure.

Tra queste la mia personale contro i filtri FAP, che ho condiviso con lei prima delle elezioni.

Le allego l’elenco delle associazioni contattate, con le relative risposte.

Le sarei grato se potesse indicarmi qualche altra strada di lotta civile, percorribile per questo ed altri argomenti importanti per il bene comune.

aduc: pubblicazione della lettera nella newsletter "cara Aduc". Nessun commento da aduc

adusbef: scritto al forum. Solo poche risposte da utenti increduli

adiconsum: risposta del Dr. Raffaele Scaracciolo in cui si cita un articolo sul loro sito, in cui si tratta soprattutto il divieto alla circolazione e si cita solo marginalmente il problema polveri

acu: lettera pubblicata sul blog

wwf: risposta email nella quale dicono che non li hanno sostenuti (ma NON li combattono attivamente)

altroconsumo: nessuna risposta

codacons: nessuna risposta

adoc: nessuna risposta

CTCU - VZS: nessuna risposta

acli - lega consumatori: nessuna risposta

Movimento consumatori: nessuna risposta

Tutto consumatori: nessuna risposta

GreenPeace: nessuna risposta

Pecoraro Scanio: nessuna risposta

corriere.it in occasione dell’intervista a Pecoraro Scanio: la mia domanda è stata ignorata

Cordiali saluti,

Romano Signorelli

RISPOSTA

Caro sig. Signorelli, Ma che cosa si aspettava?

Il FAP, l’ormai famoso filtro antiparticolato, fu progettato

quasi una decina d’anni fa quando tante cose (non tutte, ma molte) sulle polveri già si sapevano ma non c’era ancora un rompiscatole, poi moltiplicatosi a qualche migliaio di rompiscatole, che si prendesse la briga di far notare come stiano in realtà le cose.

Come ho detto e scritto ormai innumerevoli volte (chi ha letto il mio libro Il Girone delle Polveri Sottili?), stando a quanto affermano i costruttori stessi del dispositivo, le polveri grossolane espulse dal motore vengono sminuzzate a dimensioni di nanopolveri per poi essere disperse nell’ambiente.

Se le cose stanno davvero così - e non parrebbe esserci motivo di dubitarne, stante la fonte da cui l’informazione proviene - siamo a livello di farsa, perché non un grammo di quella roba è eliminato (accidenti a Lavoisier!) e, anzi, quella roba è trasformata in qualcosa di infinitamente più aggressivo per la salute proprio in ragione delle dimensioni acquisite.

Lasciamo perdere, poi, l’aumento di consumo di carburante che il filtro comporta e, dunque, la maggiore quantità d’inquinanti che entrano inevitabilmente nell’aria, l’ingresso di un nuovo inquinante (per esempio, l’ossido di cerio che serve per la reazione chimico-fisica) e la mancata risposta alla domanda che non ci si può non porre: che ne faremo dell’oggetto dopo che avrà finito la sua vita (non molto più di 100.000 km)?

E perché, se si sostiene, peraltro bizzarramente, che quelle polveri non facciano male alla salute, lo spurgo avviene fuori città e non in un luogo qualunque? Ad ogni modo, città o no, quelle polveri percorreranno distanze lunghe in tempi brevi anche senza il permesso dei politici e a dispetto dei desideri dei costruttori.

Perché, allora? Beh, siamo tutti uomini di mondo e sappiamo che certe domande non si fanno nei salotti. Né è educato chiedersi perché, prima di rendere addirittura obbligatorio dall’anno prossimo l’accessorio, le “autorità competenti” non si siano informate dei pro, sempre che qualche pro esista, e dei contro.

E, dunque, caro sig. Signorelli, sempre da uomini di mondo, non chiediamoci perché le associazioni che ha interpellato (tra cui manca Legambiente, nota per le sue “prodezze”) sono state evasive o hanno reagito con il solito muro di gomma.

Comunque, si consoli: tra un po’ di anni qualcuno che conta comincerà a porsi qualche dubbio. Ricorda che cosa accadde con l’amianto? Anche quello, stando agli “scienziati” a gettone, agl’industriali e ai politici che trovavano un pacco in più sotto l’albero di Natale, era perfettamente innocuo.

P.S. Lavoisier fu ghigliottinato perché "la Repubblica non ha bisogno di scienziati"



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sabato 21 giugno 2008 - ore 17:49


Qualche buona notizia
(categoria: " Vita Quotidiana ")


1)
CA’ CAPRETTA. La lettera alla conferenza dei sindaci si oppone all’ampliamento

No all’inceneritore
Firmano 28 medici
di Mauro Sartori

Voltare pagina. È quanto chiedono 28 medici dell’Ulss 4 nel documento inviato alla conferenza dei sindaci dell’Alto vicentino e alla direzione dell’Ulss stessa. Un cambiamento radicale nel trattamento dei rifiuti per aumentare la raccolta differenziata e diminuire la produzione di immondizie con politiche specifiche. E una progressiva diminuzione nell’utilizzo della termocombustione. Un documento atteso, rivolto agli amministratori del territorio e all’azienda sanitaria, preannunciato dal coordinamento dei comitati contro il potenziamento dell’impianto di Cà Capretta, che stanno raccogliendo migliaia di firme in calce ad una petizione indirizzata agli stessi obiettivi. Arriva a destinazione un paio di giorni dopo l’approvazione del piano industriale di Alto Vicentino Ambiente, 30 milioni di euro di investimenti per sistemare e raddoppiare la vecchia linea 1 di incenerimento, produrre teleriscaldamento, migliorare le emissioni e costituire un osservatorio sulle nuove tecnologie che avrebbe, fra i vari obiettivi, anche quello di studiare alternative alla termocombustione. Proprio quello che auspicano i medici, contrari ad un ampliamento di Cà Capretta in cui intravedono un aumento del conferimento di rifiuti per almeno una ventina d’anni.
Il presidente della conferenza dei sindaci, Valerio Lanaro, si trova in vacanza e non ha ancora visto il testo spedito dai medici: «Mi riservo valutazioni più approfondite e sicuramente convocherò l’esecutivo per un’analisi dettagliata. Poi, se sarà il caso, la conferenza assumerà una sua posizione».
Il problema, come evidenzia Lanaro, è la sovrapposizione di ruoli fra la conferenza che presiede e l’assemblea dei soci di AVA, composte sostanzialmente dai medesimi primi cittadini. Difficile che chi ha approvato il piano industriale da una parte lo contesti poi dall’altra. Tuttavia, assicura Lanaro, il documento dei medici sarà preso in considerazione: «Una risposta dovremo darla. Sono convinto che la lettera rivesta una notevole importanza. Non è sbagliato richiamare l’attenzione, in senso costruttivo, su tematiche che interessano la salute pubblica. Lunedì, quando rientrerò dalle ferie, contatterò l’esecutivo e con i componenti valuteremo se investire della faccenda l’intera conferenza».
Intanto l’iter del piano industriale per il quadriennio 2008 - 2011 è concluso, dopo essere passato al vaglio della conferenza dei sindaci di AVA e del solo consiglio comunale di Schio, da cui è emersa la proposta di istituire un osservatorio con il compito di promuovere lo studio di nuove tecnologie e di informare costantemente la popolazione del territorio su emissioni e iniziative.

Ecco il testo integrale della lettera inviata da 28 medici alla Conferenza dei sindaci dell’Alto Vicentino, alla Direzione Ulss n. 4 e agli organi di informazione.
«Compito primario dei medici è quello di salvaguardare la salute dei cittadini attraverso la prevenzione e la cura delle malattie. Tale ruolo ci obbliga a vigilare anche su tutto ciò che altera l’ambiente in cui viviamo, consapevoli che l’inquinamento ambientale peggiora lo stato di salute di tutti noi, ed è causa dimostrata di gravi malattie. Le recenti vicende inerenti la difficoltà dello smaltimento dei rifiuti in Campania, hanno violentemente risvegliato gli animi da un sonno che aveva rimosso l’incubo di una società soffocata dalla propria immondizia. La proposta per la soluzione del problema dei rifiuti che trova maggiori consensi in Italia e a livello del nostro distretto è attualmente quella dell’incenerimento. I sostenitori dell’ampliamento dell’inceneritore di Schio ritengono giusto e conveniente il potenziamento dello stesso perché questo permetterà, con una maggiore quantità di rifiuti trattati, una irrilevante maggiore uscita di fumi nocivi e la produzione dell’energia per riscaldare il nuovo Ospedale di prossima costruzione. Noi, firmatari di questa lettera, temiamo che non sia tutto così semplice e chiaro perché sappiamo che i rifiuti quando vengono bruciati non vengono distrutti ma viene solamente cambiato il loro stato fisico da solido, pesante, tangibile e visibile a leggero, volatile, invisibile (tranne quel 30% di ceneri da smaltire). Si può dire che con l’incenerimento si fa essenzialmente una operazione estetica dei rifiuti che non si vedono più perché sono sparsi sopra, sotto e dentro di noi. Inoltre sappiamo che l’incenerimento provoca la trasformazione dei rifiuti in nuove sostanze, alcune conosciute ( circa il 20%, es. diossina), ed altre no che senza ombra di dubbio sono estremamente pericolose e non più eliminabili dall’ambiente.
Noi pensiamo che sia il momento di voltare pagina. Lo sforzo dovrebbe essere rivolto verso la valutazione approfondita e la promozione di nuovi stili di consumo e di vita e verso l’applicazione di nuove metodologie per la trasformazione dei rifiuti in sostanze non dannose. Nel caso specifico del "nostro" inceneritore, sapendo dai dati diffusi che già brucia più di quello che produciamo come territorio, temiamo che, con il suo potenziamento, verrà poi utilizzato per bruciare molti più rifiuti degli attuali, dovendo ammortizzare i costi ed essendoci sempre più offerta di rifiuti in tutta Italia che non si sa dove mettere.
Noi medici che firmiamo questo documento dichiariamo quindi che siamo favorevoli a tutte le iniziative che i politici prenderanno per aumentare la resa della raccolta differenziata e diminuire la quantità dei rifiuti prodotti dalla nostra società, nell’ottica di superare l’attuale metodo di trattamento dei rifiuti, che riteniamo dannoso per la salute ambientale ed umana. Non possiamo perciò essere d’accordo con un ampliamento che sicuramente farà aumentare il conferimento dei rifiuti per almeno una ventina d’anni, rallentando se non bloccando così la possibilità di investire in valide soluzioni alternative, aventi come finalità la diminuzione continua delle sostanze inquinanti».
Seguono i nomi dei medici che attualmente concordano con il contenuto del documento:
1) Cinzia Anastasi
2) Simone Barettoni
3) Renzo Baruzzo
4) Daniela Bertolin
5) Adriana Betto
6) Massimo Bottene
7) Urbano Boscoscuro
8) Roberto Bozzetto
9) Giuseppe Dellai
10) Massimo Grotto
11) Manlio Fornale
12) Loredana Mabilia
13) Giuseppe Marchioro
14) Stefano Mendo
15) Alberta Pegoraro
16) Daniele Pittarello
17) Roberto Preato
18) Cristina Ruffato
19) Mario Rossato
20) Said Shibli
21) Daniele Segalla
22) Domenico Strazzabosco
23) Massimiliano Tagliapietra
24) Chiara Tresso
25) Marina Valmorbida
26) Ladislao Vajngerl
27) Elisa Zanandrea
28) Ugo Zin.

2)

IL CASO DAL MOLIN. Clamorosa ordinanza del tribunale amministrativo, che accoglie la richiesta contenuta nel ricorso presentato dal Codacons e da alcuni vicentini

Il Tar blocca la nuova base Usa
Sospeso l’inizio del cantiere
di Gian Marco Mancassola

Il Tar blocca la Ederle 2. Il colpo di scena si è materializzato ieri mattina, quando si sono diffuse le prime notizie sull’ordinanza decretata dalla prima sezione del tribunale amministrativo del Veneto presieduta da Bruno Amoroso. «Appare opportuno - si legge nel documento - sospendere l’efficacia dei provvedimenti impugnati, inibendo nei confronti di chicchessia l’inizio di ogni attività diretta a realizzare l’intervento e ciò sotto l’intervento e il controllo degli organi del Comune di Vicenza competenti in materia di edilizia e urbanistica». Viene così accolto il ricorso presentato nel settembre 2007 dal Codacons, dall’Ecoistituto Veneto e da alcuni vicentini, fra cui Giancarlo Albera, portavoce del Coordinamento dei comitati che si battono contro il Dal Molin a stelle e strisce. «È una sentenza coraggiosa. È Davide contro Golia», sintetizza soddisfatto il sindaco Achille Variati, che guadagna così tempo per imbastire il referendum di ottobre. «Faremo ricorso al Consiglio di Stato», è il lapidario annuncio del ministro della Difesa Ignazio La Russa.
IL NULLA OSTA. I primi rilievi dei giudici veneziani puntano l’indice contro la scarsa documentazione offerta dal ministero della Difesa. In particolare, finiscono nel mirino l’autorizzazione firmata dal direttore generale del ministero Ivan Felice Resce il 17 luglio 2007 e il nulla osta concesso dal premier Romano Prodi il 16 gennaio 2007.
«Tale atto di consenso - scrive il Tar - che risulta espresso soltanto oralmente, appare estraneo ad ogni regola inerente alla attività amministrativa e assolutamente extra ordinem, tale da non essere assolutamente compatibile con l’importanza della materia trattata e con i principi tradizionali del diritto amministrativo e delle norme sul procedimento, in base ai quali ogni determinazione deve essere emanata con atto formale e comunque per iscritto».
E dal momento che l’unico atto cartaceo è firmato da un dirigente, questa è la considerazione del Tar: «L’assenso del Governo italiano risulta essere stato formulato, del tutto impropriamente, da un dirigente del ministero della Difesa, al di fuori di qualsiasi possibile imputazione di competenze e di responsabilità ad esso ascrivibili in relazione all’altissimo rilievo della materia».
IL BANDO DI GARA. Il provvedimento ravvisa «numerosi altri profili di illegittimità del procedimento svolto, alla luce della normativa nazionale e altresì europea». Viene quindi rilevato che «è stata contestualmente autorizzata la pubblicazione del bando di gara, peraltro attualmente già esperito, senza che consti il rispetto delle normative europee ed italiane in materia di procedure ad evidenza pubblica per la assegnazione di commesse pubbliche e comunque senza alcuna giustificazione circa la praticabilità di legittime deroghe in ricorrenza dei necessari presupposti».
INCIDENZA AMBIENTALE. L’ordinanza sottolinea anche l’ambiguità della Vinca, la valutazione di incidenza ambientale, richiesta dal momento che l’aeroporto è inserito nel “Bosco di Dueville”, un sito di rilevanza comunitaria. Ebbene, non è chiaro se il parere sia stato formulato relativamente al lato est, dove inizialmente avrebbe dovuto essere costruita la caserma, o al lato ovest, dove è stato trasferito il progetto su indicazione del commissario straordinario Paolo Costa. «Sussistono gravi dubbi - si legge nel provvedimento - circa la conferenza e la riferibilità della Vinca rilasciata dalla Regione. Il pregiudizio lamentato appare configurabile anche in ordine all’impatto del consistente insediamento (e della connessa antropizzazione) sulla situazione ambientale, del traffico, dell’incremento dell’inquinamento e in ordine al rischio di danneggiamento ed alterazione delle falde acquifere. Infine, manca ogni riscontro di avvenuta consultazione della popolazione interessata secondo il disposto del “ memorandum “ depositato».
I RICORRENTI. Grande soddisfazione viene manifestata dai ricorrenti. «Abbiamo avuto ragione nel perseguire la strada della battaglia legale - commenta Albera - per chiedere giustizia, trasparenza, per ottenere la consegna di documenti che ci sono stati negati per tutti questi anni». Ad Albera fa eco Carlo Rienzi, presidente del Codacons: «È una vittoria di tutti i cittadini».

FERMI TUTTI PER ORA
Il Tribunale amministrativo di Venezia ha stabilito che «appare opportuno - allo stato - sospendere l’efficacia dei provvedimenti impugnati, inibendo nei confronti di chicchessia l’inizio di ogni attività diretta a realizzare l’intervento (cioè la base Usa nell’area Dal Molin), e ciò sotto l’intervento e il controllo degli organi del Comune di Vicenza competenti in materia di edilizia e urbanistica».
Il Tar quindi per questi motivi «accoglie la suindicata domanda di sospensione».

TIE’!!



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venerdì 13 giugno 2008 - ore 15:48


E oggi non volevo parlare di politica...
(categoria: " Vita Quotidiana ")






Sono veramente senza parole, preoccupato e avvilito. Eh, ma ci penserà la Lega, sono sicuro, con la sua passione per la legalità e la sicurezza, a fermare questo scandalo.

Update: prosegue la strage bianca, una decina di lacoratori morti in due giorni, per la quale i responsabili non pagano e non pagheranno nulla. Ma la loro privacy ora è tutelata. Nessuno li calunnierà mai accusandoli di aver risparmiato sulla sicurezza, o di costringere i lavoratori a turni 16 ore in laboratori clandestini. A propò, si potrà mai intercettare qualcuno per un’accusa di sfruttamento dell’immigrazione clandestina? Datti una risposta, o tu che leggi.
E sarà tutelata anche la privacy dei medici della clinica Santa Rita di Milano. Poveri medici che non potevano lavorare in pace, spiati giorno e notte.
Spero che la maggioranza degli italiani, quelli che hanno votato Lega, PDL e PD, e che sbandieravano felici la loro scelta all’indomani della vittoria veltrusconiana, se ne rendano conto, proprio quelli che urlavano al rom-romeno-maghrebo stupratore, e che ora sono sicuri (guardatevi il video) che la loro privacy (quella dello stupratore, di qualsiasi etnia egli sia, così non si accusa il governo di razzismo gratuito) sarà tutelata.

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martedì 10 giugno 2008 - ore 01:29


La disinformazione sputtanata!
(categoria: " Vita Quotidiana ")



LEGGERE E DIFFONDERE!!!‏
Da: GENITORI PREOCCUPATI (genitori-preoccupati@libero.it)
Inviato: domenica 1 giugno 2008 15.59.35
A:

LA MILITARIZZAZIONE DEL PROFITTO ASSISTITO IN ITALIA: ANALISI DI FATTI E POSSIBILI SOLUZIONI


Prima che sul versante politico, prima che sul versante tecnico - sanitario o ambientale che sia - per analizzare quello che sta avvenendo in questi giorni a Napoli, nel quartiere di Chiaiano, e non solo, dobbiamo aver chiaro il contesto economico di riferimento.

Il sistema industriale italiano è da diversi anni in grave crisi, soprattutto sul versante produttivo, i gruppi industriali che più contano, e che sono spesso anche i “più avveduti”, sono ricorsi da un pezzo all’ assistenza pubblica, che viene loro elargita sotto varie forme più o meno mascherate dall’interesse collettivo.

Uno dei casi più rilevanti è stato, ed è, quello delle incentivazioni CIP6-Certificati Verdi, che finanziate da una tassa “occulta”, di circa il 7%, sulle bollette elettriche (“i costi più alti d’Europa”) dei consumatori (che avrebbero dovuto finanziare le fonti di energia rinnovabile), hanno beneficato e beneficiano, con finanziamenti annuali miliardari, soprattutto i proprietari di impianti che bruciano residui petroliferi, i rifiuti e/o le cosiddette “biomasse”.

Gli impianti di incenerimento sono assolutamente inutili e superflui, specie nel caso che si attui una corretta gestione dei rifiuti con forme raccolta differenziata domiciliari, trasformazione in compost della parte biodegradabile, “umida”, del rifiuto, riciclo e recupero di materiali; questi dati sono noti ed incontrovertibili, almeno tra gli esperti.

Nella categoria degli esperti non si ritrovano quindi, con tutta evidenza, i politici professionisti, la “grande stampa”, ed anche l’imprenditoria vincente ed assistita, proprietaria, questa, della “grande stampa”.

Un esempio evidente è stato il discorso di insediamento all’assise di Confindustria dove la neo-presidente Emma Marcegaglia ha così affermato: "I sistemi di gestione dei rifiuti sono molto vicini al collasso in molte regioni, anche perché si dice no ai termovalorizzatori, attivi in tutti gli altri Paesi. Paghiamo i costi più alti d’Europa per l’energia.” (link ).

Strano, perché la signora Marcegaglia di rifiuti ne dovrebbe sapere qualcosa, visto che ha tre impianti di incenerimento per “combustibile da rifiuti”(CDR) in fase di realizzazione (Massafra, Manfredonia, Modugno), si è poi aggiudicata “l’affidamento del pubblico servizio di gestione del sistema impiantistico di recupero energetico a servizio dei bacini di utenza Lecce1, 2 e 3 ” ( Decreto Commissario Delegato Emergenza Ambientale 26 novembre 2004 n. 275; B.U. della Regione Puglia n.147 del 9-12-2004), e gestisce anche la “Filiera Rifiuti Speciali Oikothen” di Augusta, con autorizzazione peraltro sospesa da Regione Sicilia e Comune di Augusta (link ), ed inoltre, in altra “colonia” meridionale, a Cutro, in Calabria, ha già in attività una Centrale elettrica “a biomasse” (link).

Strano, anche, che la signora Marcegaglia si lamenti degli alti costi dell’energia visto che quota parte dei sovrapprezzi elettrici, che il consumatore italiano paga con il meccanismo dei “Certificati Verdi”, già arriva alla sua citata Centrale elettrica di Cutro; a tale proposito potrebbe risultare particolarmente interessante l’ulteriore possibilità di guadagno ottenibile con l’ultima legge Finanziaria, assai vantata anche da sedicenti “amici del popolo” o “amici dell’ambiente”, in quanto per gli impianti di potenza nominale media annua superiore a 1 MW, viene previsto il rilascio dei cosiddetti certificati verdi della durata di ben 15 anni, mentre per impianti di potenza nominale media annua inferiore a 1 MW , su richiesta del produttore, in alternativa ai certificati verdi, la produzione di energia elettrica può essere remunerata da una tariffa onnicomprensiva, anch’essa variabile a seconda della fonte utilizzata, e sempre per un periodo di 15 anni, (link), quantificata, sempre nella ultima legge Finanziaria, per le cosiddette “biomasse” e per la parte “biodegradabile” dei rifiuti, in 0,24 euro/kWh, ( la centrale di Cutro, che ha una potenza di 14 MW, viene attualmente remunerata con valori dell’ordine di 0,182 euro/kWh , con una garanzia di soli 8 anni, vedi: link ).

Risulta quindi assai ragionevole il richiamo della signora Marcegaglia al fatto che “non possiamo più eludere o rinviare quelle scelte, anche difficili e impopolari, che sono indispensabili per non compromettere il nostro futuro» (link ) si tratta di intendere di chi sia il futuro a cui si riferisce “la prima donna al vertice di Confindustria”, mentre sull’impopolarità ci sono meno dubbi.

La mossa del governo è chiara, politicamente efficace ed “apprezzabile”, non solo dalle forze politiche della maggioranza, ma anche quelle dell’opposizione, dai cattolici sedicenti difensori della vita, ai democratici “ombra”, fino ai grandi moralisti e moralizzatori per “via giudiziaria”: si trattava e si tratta, per il governo, come pure per l’<opposizione>, di dare un segnale, “colpire uno per educarne cento” , partendo proprio dal sito più tecnicamente indifendibile, anche perché la vera partita è un’altra: la realizzazione, in Campania, ma anche nel resto d’Italia dei “termovalorizzatori”.

Occorre ricordare come, dopo che per mesi mass media e frotte di politici ignoranti avevano proposto, in modo martellante, la «termovalorizzazione» mediante incenerimento, non solo come soluzione al “problema rifiuti”, ma anche come alternativa alle discariche (dato, quest’ ultimo, assolutamente fantasioso, in quanto se anche la «termovalorizzazione» fosse integrale per tutti i rifiuti, non li eliminerebbe fisicamente, ma si limiterebbe a ridurli a circa il 30% della massa iniziale, oltre a produrrne, a sua volta e in quota non irrilevante, un ulteriore 3-5% e di una tipologia estremamente pericolosa, e tutti questi rifiuti hanno a loro volta bisogno di discariche), si è dovuto finalmente ammettere che è solo con l’utilizzo delle discariche che si può risolvere l’emergenza.

A dispetto infatti di tutte le retoriche inceneritoriste, che sostengono la “termovalorizzazione” come la soluzione di tutto, è stata la chiusura delle discariche allora esistenti in Campania e la mancata previsione di nuove discariche nel cosiddetto “ciclo integrato dei rifiuti”, insieme alla infima qualità degli impianti realizzati dalle imprese del gruppo Impregilo di Cesare Romiti, da quelli che dovevano produrre Combustibile da rifiuti (Cdr) diventato semplicemente «ecoballe» e l’assoluta insufficienza del progetto del primo impianto di «termovalorizzazione», quello di Acerra, (per il quale non veniva previsto, originariamente, nemmeno un soddisfacente sistema di abbattimento degli inquinanti, tanto che il gruppo di lavoro del ministero dell’Ambiente, che successivamente revisionerà il progetto, imporrà «adeguamenti» tecnici per un costo di 25 milioni di euro) che hanno causato l’<emergenza rifiuti> ( per maggiori dettagli vedi anche “Camorra di stato e stato di emergenza”, pubblicato sulla rivista “Il Ponte” e facilmente reperibile in rete).

Dal punto di vista tecnico, mentre è necessario realizzare nuove discariche (su scala regionale, e non certo su base provinciale o comunale, se siamo in zone intensamente urbanizzate ), ovviamente in aree idonee dal punto di vista idrogeologico, e distanti dai centri abitati, è assolutamente improponibile la realizzazione di questi impianti in aree urbane, a tale proposito si può ricordare come la prima normativa italiana sulla gestione dei rifiuti, la legge 20 marzo 1941, n. 366, stabilisse una distanza minima di 1000 metri dall’abitato per gli impianti di trattamento dei rifiuti, una norma di puro buonsenso, purtroppo non più ripresa, nelle normative successive, 50 anni dopo, influenzate, queste, anche dalla deriva culturale “ambientalista” che vede la specie umana “parassita di Gaia”.

Quello che sta accadendo a Napoli dovrebbe, infatti, far interrogare tanti “conformisti” sul completo fallimento di una cultura “ambientalista” che non ha saputo, né voluto, emanciparsi dai dettati dell’<ecocapitalismo> egemone, quello “malthusiano” che enfatizza catastrofismi profittevoli, come la crescita della CO2, che è così diventato l’unico “gas nocivo” riconosciuto e certificato, (oltre che merce da trattare nei nuovi mercati dei “diritti all’inquinamento”).

Non a caso, il bombardamento “terroristico” sui “Cambiamenti climatici” serve alla presidente di Confindustria per chiedere una nuova politica energetica che riparta dal nucleare, “unico modo per coniugare politica energetica con riduzione dei costi e cambiamenti climatici” (link ).

Ma il fatto peggiore è che questo catastrofismo “confindustriale”, che viene imposto in tutte le salse, copre e fa trascurare la drammatica crescita degli inquinanti direttamente nocivi per gli esseri viventi, compreso gli esseri umani: dagli inquinanti organici persistenti, diossine e policlorofenili-PCB; ai metalli pesanti, anch’essi persistenti, cancerogeni riconosciuti, teratogeni o estremamente tossici; alle polveri ultrafini (PM0,1 ed inferiori) che non vengono nemmeno misurate; e, collegati a questo, la crescita altrettanto allarmante, dei tumori, anche nei bambini e negli adolescenti; delle malattie degenerative negli anziani, delle malformazioni nei neonati, della sterilità negli adulti.

Esistono numerosi dati scientifici che, in questi ultimi anni, facendo seguito alle ricerche connesse al genoma umano, stanno dimostrando una correlazione diretta e di ampio raggio, prima impensata, tra queste malattie e gli inquinanti ambientali che sono stati prima citati e che, per questo, andrebbero da subito eliminati o, quantomeno, ridotti il più possibile.

Tutto questo viene invece ignorato dagli apparati culturali dominanti, anche quelli “ambientalisti” come pure, a maggior ragione, dai politici governativi che si dotano di tecnici compiacenti, “ancien régime”, meglio se con comuni interessi economici e di “affari”.

Non si evidenziano, o addirittura si nascondono, dati scientifici sempre più solidi ed evidenti che correlano la salute con l’inquinamento da alcuni inquinanti specifici, in ben studiate campagne di disinformazione e manipolazione mediatica.

Una mano a questa manipolazione viene anche data da ben costruiti “eroi anticamorristi”, che focalizzano l’attenzione sulla sola malavita locale, guardandosi bene di evidenziare le responsabilità dei “salotti buoni” della finanza e dell’imprenditoria vincente.

Lo stesso lavoro che viene fatto anche da certi “moralisti confindustriali”, giornalisti della “grande stampa” che denunciano molto sprechi e ruberie pubbliche e, molto meno, o per nulla, le anche maggiori ruberie private.

Così la neopresidente di Confindustria, la signora Emma Marcegaglia può impunemente affermare:”Bisogna tornare al rispetto delle regole. Mi dispiace per la popolazione che sta annegando tra i rifiuti per colpa di piccoli gruppi che stanno provocando incidenti, ma è venuto il momento che lo Stato a Napoli riprenda il suo ruolo. C’è la necessità di sbloccare tutti gli investimenti, dai termovalorizzatori alle ferrovie, alle autostrade che sono stati bloccati per motivi ambientali. Non accetteremo più che piccoli gruppi in malafede blocchino il Paese e ci condannino al declino. Certo bisognerà dialogare con la gente parlando di compensazioni, ma poi bisognerà chiudere con i veti”( “il Sole 24 ore” del 25 maggio 2008) ; linea dura e legalità, dunque, mentre solo alcuni mesi fa la Marcegaglia S.p.a. ha petteggiato una sanzione di 500 mila euro più 250 mila euro di confisca per una tangente di 1 milione 158 mila euro pagata a Lorenzo Marzocchi di EniPower. Oltre al patteggiamento dell’azienda, Antonio Marcegaglia, fratello di Emma, ha patteggiato 11 mesi di reclusione con sospensione della pena (L’Unione Sarda del 28 marzo 2008 in link).

Notizia che non ha raggiunto certo le prime pagine della “grande stampa” o libri “best-sellers”

Un “Sistema Paese” che per far funzionare, a ogni costo, imprese decotte, ha bisogno dei militari è forse davvero più che “al declino”, declinato da un pezzo.

Resta però un’unica consolazione, la risoluzione dell’emergenza campana, con le discariche, potrà rendere evidente la colossale truffa del sistema inceneritorista, senza il messaggio fuorviante dei rifiuti per strada: sta ai cittadini consapevoli e responsabili; ai tecnici ed ai professionisti che coscientemente seguono la loro deontologia; agli imprenditori coraggiosi che, ostacolati da tutti, hanno realizzato filiere di recupero di materia esemplari; prendersi carico di questo compito, con la consapevolezza di essere la potenziale maggioranza del Paese e per la sua possibile salvezza.

Michelangiolo Bolognini


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martedì 10 giugno 2008 - ore 01:21


Grazie Dottoressa!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Spett.le Redazione,
è passato senza ricevere, a mio avviso, l’ attenzione che merita, l’ ultimissimo atto del governo Prodi, grazie al quale dal 1° Maggio 2008, in Italia è entrato in vigore il Dpcm (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) che allarga il campo d’applicazione del segreto di Stato, in nome della tutela della sicurezza nazionale, ad una lunga serie di infrastutture critiche tra le quali "gli impianti civili per produzione di energia". Questo significa che i siti per il deposito delle scorie nucleari, nuovi impianti civili per produzione di energia, centrali nucleari, rigassificatori, inceneritori/termovalorizzatori potranno essere coperti da segreto di Stato. Segreto che si estende anche agli iter autorizzativi, di monitoraggio, di costruzione e della logistica di tutta la filiera.

Credo che ormai in Italia non solo sia a rischio la nostra salute, ma i valori più profondi nei quali crediamo: dalla libertà d’informazione, alla partecipazione, alla stessa democrazia e temo che con questo atto vengano infrante le normative europee che disciplinano l’accesso del pubblico all’informazione ambientale.

Vorrei ricordare le parole di un grande Scienziato, nostro indimenticabile maestro: Lorenzo Tomatis: " adottare il Principio di Precauzione e quello di Responsabilità significa anche accettare il dovere di informare, impedire l’ occultamento di informazioni su possibili rischi..... Invece di accettare una società che sta diventando sempre meno democratica, in cui le scelte sfuggono ormai completamente agli individui e domina il Principio della crescita economica ad ogni costo, si può pensare ad uno sviluppo che si attui sui principi di Precauzione e Responsabilità, dando priorità alla qualità della vita e all’ equità sociale e ponendo il mantenimento della Salute al di sopra dell’ interesse economico"..

La direzione in cui la nostra società si sta muovendo è esattamente antitetica a quella tracciata da Tomatis! Come non essere sgomenti davanti a tutto questo?

Forse non tutti sanno che l’ art.5 del codice deontologico dei medici letteralmente recita: “Il Medico è tenuto a considerare l’ambiente nel quale l’uomo vive e lavora quale fondamentale determinante della salute dei cittadini … il Medico è tenuto a promuovere una cultura civile tesa all’utilizzo appropriato delle risorse naturali, anche allo scopo di garantire alle future generazioni la fruizione di un ambiente vivibile…”

Mi chiedo: informando un domani i nostri pazienti della pericolosità di risiedere vicino a inceneritori, rigassificatori, centrali e depositi di materiale radioattivo potremmo essere accusati di infrangere un segreto militare e pertanto penalmente perseguiti?

Spero che altre voci altre voci libere ed indipendenti si levino per riaffermare i sacrosanti diritti di tutti noi cittadini.



Dott. Patrizia Gentilini

Specialista in Oncologia ed Ematologia

Associazione Medici per l’ Ambiente ISDE



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martedì 10 giugno 2008 - ore 01:20


Vicenza, Val di Susa, Chiaiano unite nella lotta!
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Vi giro la testimonianza di una insegnante che lavora e vive qui in Veneto e che sta tentando in tutti i modi di dare solidarietà ai suoi compaesani .

Ciao a tutte...
io sono nata a Napoli, quartiere Stella (la Sanità) e sono cresciuta a Chiaiano. Se qualcuno di voi ha visto i reportage su Chiaiano, avrà visto le campagne e le ciliegie che raccoglievo con io padre per portarle al mercato. A chiaiano vivono ancora mamma e i miei 2 fratelli con le loro famiglie. papà è morto 8 anni fa. Tu Katia sei venuta a Chiaiano, ti ricordi? Hai conosciuto la mia famiglia...non siamo camorristi!!!! Anche tu Chiara sai che non siamo terroni analfabeti.
Mio padre non c’è più e ho pensato a lui tantissimo in questi giorni......mi sono detta meglio che sia morto perchè adesso vedrebbe lo scempio dei 2 figli che finalmenente hanno comprato casa a Chiaiano a pochi metri dalle cave, vedrebbe un figlio poliziotto che non può partecipare alla protesta e l’altro sulle barricate. Mio padre non ci crederebbe a vedere mio fratello sulle baricate, lui è uno che non supera i 50 Km/h sull’autostrada e lo prendiamo in giro perchè è un fifone. Ma questa storia parte da dentro ognuno di noi, ci cambia e ci fa ritrovare. Voglio dirvi che Chiaiano ora è più vicina al centro della città grazie alla metropolitana, ti ricordi Franca Piazza Dante? ora da Chiaiano ci si impiega 11 min. Ma chiaiano resta una realtà prevalentemente contadina, con una sagra della ciliegia a fine maggio che richiama tantissima gente. Chiaiano si sviluppa su per la collina dela selva, del bosco in mezzo al quale sorge la cava che nel dopo guerra è stata sfruttata per la ricostruzione.....da bambini andavamo per funghi e arrivavamo sui bordi terrorrizzati. Da chiaiano si arriva al polo ospedaliero in 5 min. con la metro. A 500 mt dalla cava sorgono Cotugno, Monaldi, Pascale e Cardarelli vale a dire i più importanti ospedali della città, il Cardarelli è l’ospedale più impotrante di tutto il sud. L’eremo dei Camaldoli è nella selva antistante le cave. Il 26/05/07, un anno fa, con mio marito e le bambine sono tornata a Chiaiano per la Prima Comunione di mio nipote. Appena entrati a Napoli abbiamo cominciato a vedere i cumuli di spazzatura...io ero incredula. Una cosa è sentire parlare, un’altra è verificare. Litigavo con mio marito per le sue battuttacce sulla mia città....Per il pranzo mio fratello era riuscito a prenotare in un ristorante in una zona "pulita". Un anno fa nessuno sapeva dei "piani" sulle cave. Il 27/04/08, cioè un mese fa, sono ritornata a NApoli per il battesimo dell’utimo nato della famiglia: ancora tanta, tanta spazzatura, nonostante De gennaro. Ma c’era qualcosa di nuovo: il progetto di fare della cava il sito di scarico di tutta la monnezza di Napoli, come a dira"fino ad ora avevate la monnezza per le strade, ora ve la mettiamo sotto il letto".
Scrivo a Voi perchè siete donne in gamba, intelligenti è uno sfogo dettato dalla voglia di dire la verità, di farmi credere. Due di Voi sono venete e tanti veneti in questi giorni mi dicono con ironia "ma perchè fate casinio???, che c’è di male a fare una discarica??? siete i soliti terroni!" Non è il caso Vosrto amiche mie ...lo so! Ma, vedete, i napoletani e, ancor prima i chiaianesi, vogliono la discarica, anche a CHIAIANo ma deve essere un sito di compostaggio dell’umido perchè la cava è di tufo e sotto c’è una falda acquifera e può essere utilizzata soltanto per una forma di trattamnto dell’umido, GUAI a RIVERSARCI DI TUTTO, rischio avvelenamento come a Pianura, casi di tumore e malformazioni. Ecco perchè la gente protesta, sa che nel mezzogiorno d’italia, che a napoli a chiaiano le cose vengono fatte a schifio. Sa che se Berlusconi dice "saranno costruiti 4 inceneritori" per i napoletani, i campani i meridionali significa che di quei 4 forse saranno ultimati 2 ed entrerà in funzione 1 perchè il bisseness dei soldi pubblici al sud è il grande gioco dei prestigiatori della mafia-politica. A Chiaiano si protesta perchè si sa che se sarà fatta la discarica nessuno saprà cosa ci mettono dentro.
Qui vorrei farvi notare un particolare: la nuova legge prevede che i siti stoccaggio rifiuti diventino siti militari e che rientirno nel segreto di stato, chi svela il segreto rischia 5 anni di galera. Domanda come faranno i sindaci a garantire trasparenza ai cittadini? dove va a finire il diritto alla salute sancito dalla nostra costituzione e dalla carta delle N.U.? I "terroni", i "camorristi", i "facinorosi" (come ci ha definito il ministro Maroni, gentile visto che è un leghista poteva ndarci peggio) la "gentaglia" di Chiaiano questo lo ha capito, come pure ha capito che non si può dialogare con una pistola puntata all tempia.
Quanto alla stampa ufficiale....beh con un premier che detiene il potere dell’informazione cosa vuoi sperare di sapere la verità!?!
La verità è che siamo a Maggio e a Chiaiano le parrocchie la sera sono piene di gente, soprattutto donne, per il fioretto di maggio alla Madonna, la verità è che quelle donne, molte mie amiche, vicine, cugine, parenti vanno sulle barricate dopo la messa e si siedono a terra. E’ cos’ che hano aspettato le forze dell’ordine, sedute a terra e gli uomini dietro conle mani alzate la sea del 23 maggio quando la polizia, i carabinieri hanno caricato donne vecchi e uomini con le mani alzate. Tra loro studenti, impiegati, insegnanti, contadini, disoccupati, operai.....mio fratello fifone con il quale durante le elezioni ho litigato (anche con l’altro) perchè ha dato il voto convinto al PdL. Tanti, tantissimi voti da Chiaiano a Berlusconi. Per questo la protesta e fortissima, è popolare, è spontanea, è APARTITICA è una protesta che nasce dal bisogno di far valere i propri diritti. Una protesta che vogliono far passare come camorristica e facinorosa. A cChiaiano stiamo protestando per tutti, per l’Italia. Chiaiano ha dimostrato che governo e opposizione è tutt’uno, da una parte i politici e dall’alltra la gente per questo su Chiaiano c’è censura e DISINFORMAZIONE.
A NOI SERVE SOLO LA SOLIDARIETA’ della gente come noi , come voi.
Pina


RISPOSTA
Cari tutti,
sono costernata, allibita, senza parole. Vorrei rispondere a Pina che vive e lavora in Veneto, ma mi viene solo da abbracciarla forte e dirle che sono con lei.

Mi sembra di vivere in un brutto sogno, un incubo, ma quanto è successo a Chiaiano è tremendamente vero e mi chiedo cosa ci riserverà il futuro ora che è entrato in vigore anche il D.p.c.m.(G.U.16 aprile 2008,N°90) che estende all’Energia il segreto di Stato . Stiamo perdendo qualcosa che forse è ancora più importante della salute: stiamo perdendo la dignità e la democrazia. Mi vengono in mente le parole di Lorenzo Tomatis: "Invece di accettare una società che sta diventando sempre meno democratica, in cui le scelte sfuggono ormai completamente agli individui e domina il Principio della crescita economica ad ogni costo, si può pensare ad uno sviluppo che si attui sui principi di Precauzione e Responsabilità, dando priorità alla qualità della vita e all’ equità sociale e ponendo il mantenimento della Salute al di sopra dell’ interesse economico".

Scusatemi, ma non riesco a trovare altre parole e come abbraccio Pina vorrei stringere in un grande ideale abbraccio tutti i cittadini di Chiaiano, i bambini, gli anziani, le donne, tutti quelli che stanno difendendo la dignità della loro terra e della loro vita: non sono camorristi loro e non sono camorrista io, non sono strumentalizzata da nessuno e cerco di ragionare con la mia testa: certo che la Legge va rispettata, ma la Legge ( DL del 3 aprile 2006 n. 152) all’art. 178 dice che: " La gestione dei rifiuti costituisce attività di pubblico interesse ed è disciplinata dalla parte quarta del presente decreto al fine di assicurare un’elevata protezione dell’ambiente e controlli efficaci, tenendo conto della specificità dei rifiuti pericolosi, nonche’ al fine di preservare le risorse naturali. i rifiuti devono essere recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all’ambiente".

Ma scusate, non si sono accumulati già anche troppi rifiuti indifferenziati, tossici, illeciti in Campania? Quanto a lungo deve durare questo calvario?

Ma come si pensa di uscirne se nessun atto davvero risolutivo del problema rifiuti è stato fatto?

Certo che i rifiuti vanno tolti dalle strade, ma nelle strade non ci sarebbero neanche finiti se si fosse imboccata la strada della raccolta differenziata domiciliare!

E adesso che col caldo il problema si fa drammatico perché non ascoltare esperti indipendenti (quali il Prof. Giovanni Battista de Medici) e utilizzare per lo stoccaggio i siti individuati oltre un anno fa, evitando in assoluto l’utilizzo di discariche già esaurite e che vanno bonificate o cave non geologicamente idonee?

Non sembri una eresia, ma lo smaltimento dei rifiuti, che al momento appare come un problema gigantesco, è, fra tutti i problemi, il più semplice e rapido da risolvere, nonché quello che immediatamente arrecherebbe vantaggi economici, occupazionali e non da ultimo anche sociali, se solo, finalmente, amministratori e politici si decidessero ad ascoltare i medici, i cittadini, i comitati, chi, senza alcun conflitto di interesse e solo per passione civile, prosegue in questo impegno.

Voglio ancora credere che si può uscire dal tunnel, che sappiamo difendere la democrazia, la convivenza civile, che sappiamo dimostrare che l’ingegno, la fantasia, la volontà degli italiani sono in grado di fare diventare quello che sembra un flagello una grande opportunità di lavoro e di innovazione...

Voglio crederlo perchè una sana imprenditoria ancora esiste nel nostro paese e il modello del Centro Riciclo di Vedelago che il 15 maggio è arrivata sulle pagine del Sole 24 Ore ne è una prova, perchè non seguire questo esempio?

Al punto in cui siamo è davvero una supplica quella che faccio: voi amministratori, politici, "potenti del mondo" per favore ascoltateci, guardate che nessuno è eterno, guardate che ci verrà chiesto il conto di tutto ciò che abbiamo e non abbiamo fatto...

Siamo su una strada sbagliata, per favore fermiamoci, ascoltiamoci, confrontiamoci, ricordate la favola del Re Mida che aveva chiesto ed ottenuto che tutto ciò che toccasse si trasformasse in oro....ma l’ oro non si mangia e non si respira e tutto l’ oro del mondo non vale una boccata d’ aria buona ed una delle vostre mozzarelle ....

Patrizia Gentilini







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lunedì 9 giugno 2008 - ore 09:39


Sicurezza o legalità?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Questo post è dedicato a tutti coloro che hanno votato la Lega Nord per il fantomatico amore di Bossi e soci per la sicurezza e la legalità. Non c’è che dire, a parte l’alleanza con il cavaliere, probabilmente uno dei maggiori responsabili dell’emergenza campana, e il trascurabile razzismo che permea le parole dei quattro inguardabili dis-onorevoli (ma noi ce ne possiamo fregare del fatto che non si possano votare i candidati, grazie alla legge che lo stesso promotore -leghista- ha definito "porcata"-altro bell’esempio di come il popolo sovrano ami essere bellamente preso in giro da chi delega alla propria rappresentanza. Ma non voglio aprire un post a parte sulla demorazia rappresentativa-).
In seconda analisi, mi domando con che etica, ma soprattutto con che motivazioni, si scarichi la responsabilità dei malanni italici sulla classe dei delinquenti comuni; per loro la legalità è un obbligo, mentre i giudici che indagano i giri tutt’altro che chiari di miliardi tra politici e amici degli amici sono "malati di mente". IL PROBLEMA è LA SICUREZZA DEL CITTADINO; LA LEGALITà IN SENSO PIù LATO, QUELLA LEGGE CHE DICE "CHI RUBA VA IN CARCERE, A PRESCINDERE DAL CETO SOCIALE E DALLA FEDE POLITICA", BEH, SU QUELLA SI PUò ANCHE CHIUDERE UN OCCHIO, NO? L’IMPORTANTE è CHE IL MIO PORTAFOGLIO CE L’ABBIA IN TYASCA, MENTRE L’IMPRENDITORE LOMBARDO CON UN MORTO (MAGARI IMMIGRATO CLANDESTINO) SULLA COSCIENZA, BEH, QUELLO Dà LAVORO A CENTO PERSONE, E QUINDI SARà ANCORA UNA VOLTA COLPA DEL CLANDESTINO CHE è MORTO...

ITALIA TI AMO!

QUANDO BOSSI TRAMAVA...

BRUNO PERINI - MILANO - Il Manifesto 9/5/2001

La storia che vi raccontiamo è piuttosto torbida e potrebbe avere per titolo "Il grande ricatto". E’ una storiaccia che risale a 6 anni fa e che ha per protagonisti Umberto Bossi, la Lega, e un ex poliziotto svizzero dell’antidroga: Fausto Cattaneo, autore di un libro, "Come mi sono infiltrato nei cartelli della droga", uscito in Francia qualche mese fa per l’editore Albin-Michel e in cerca di un editore in Italia.
Sullo sfondo la palude berlusconiana che potrebbe allagarci il 13 maggio. Qualcuno, come ad esempio Michele Gambino nel libro di recente pubblicazione "Il cavaliere B.", ha già accennato alla vicenda da basso impero che cercheremo di raccontare in questo servizio, ma noi, alla vigilia delle elezioni, abbiamo voluto tornarci per ricordare a noi stessi e a tutti quelli che andranno a votare la qualità umana e politica degli uomini che fra una settimana potrebbero prendere le redini del paese. Per evitare fraintendimenti e imprecisioni siamo andati a trovare a pochi chilometri da Bellinzona, Fausto Cattaneo, l’ex poliziotto, e ci siamo fatti raccontare da lui gli avvenimenti di questo scorcio di Berlusconeide.

Bisogna fare un passo indietro. E tornare al 1991 quando Fausto Cattaneo, agente antidroga, nome in codice Pierre Tarditi, viene in contatto, in veste di infiltrato, con Juan Ripoll Mari, un finanziere ispano-brasiliano che si occupa di importazione di prodotti alimentari dal Sud America. Ripoll, secondo le polizie di mezzo mondo, non è soltanto un commerciante, la sua attività clandestina pare che sia il riciclaggio di denaro sporco. Cattaneo viene infiltrato proprio per partecipare a un’operazione di riciclaggio che prenderà il nome di "Mato Grosso" e che vede come capofila Juan Ripoll Mari. Quando Cattaneo si incontra con lui, questi gli dice: "Il tuo compito sarà quello di prelevare i soldi dalla Spagna, dalla Francia e dall’Italia e trasferirli in Svizzera per versarli su un conto corrente a Lugano". Il "commerciante", tuttavia, non dice soltanto questo. Quando parla dei "consorzi" che dovranno consegnare il denaro da portare in Svizzera aggiunge: "In Italia dovrai andare dagli uomini del clan Berlusconi". Quelli di Torino, specifica Ripoll Mari.
Tutto è pronto per l’operazione Mato Grosso, ma alla vigilia della partenza l’inchiesta della polizia cantonale si interrompe e dell’operazione di riciclaggio non si sa più nulla fino a qualche anno dopo. Ma Pierre Tarditi, alias Fausto Cattaneo, scrive un rapporto di polizia, datato 13 settembre 1991, nel quale cita esplicitamente l’episodio che riguarda Silvio Berlusconi, raccontato da Rippol Mari. Il commissario dell’antidroga aggiunge che già in passato era spuntato il nome di Silvio Berlusconi a proposito della Pizza connection e dunque non c’è da meravigliarsi.

"E’ sulla base di quel rapporto - racconta Fausto Cattaneo pensando a quei giorni turbolenti - che nel 1995 fui contattato prima dagli uomini di Umberto Bossi, poi da Bossi in persona. C’era appena stato il ribaltone e quando la Lega venne a conoscenza del mio rapporto mi chiese un incontro. Volevano da me le prove delle mani sporche di Berlusconi. Come mi spiegarono di persona, volevano distruggere quel personaggio di nome Silvio Berlusconi. Era una domenica di primavera. Al bar Club di Cadenazzo (Bellinzona), un villaggio di 800 abitanti, incontrai il deputato Roberto Calderoli e il professor Gian Battista Gualdi. Bevemmo un ottimo vino francese. Ricordo persino che il proprietario, un vecchio amico, mi disse: "Il locale rimane aperto fino a mezzogiorno, ma tu fai quello che devi fare. Quando hai finito chiudi e poi mi fai avere le chiavi". I due galoppini di Bossi mi chiesero se su Berlusconi sapevo qualcosa di più di quello che avevo scritto nel rapporto. Risposi di no e spiegai loro che a un certo punto l’operazione che avrebbe dovuto portare a Torino si era interrotta per motivi a me ignoti ma gli feci capire che, essendo io un investigatore ormai fuori dalla polizia, avrei potuto continuare le indagini. Calderoli e Gualdi mi risposero che non erano autorizzati ad affidarmi un’inchiesta e mi dissero che mi avrebbero fatto parlare con Bossi. Dopo qualche giorno il professor Gualdi mi chiamò al telefono e mi disse che Bossi era pronto a incontrarmi nella sede della Lega a Milano. In quei giorni, prima dell’incontro con Bossi, ricevetti una telefonata da un esponente della Lega, il senatore Boso, che mi chiedeva di impegnarmi a fondo per distruggere Berlusconi".

Che cosa ricorda di quell’incontro? "Intanto non feci l’errore di andare solo. Mi presentai con due miei amici. Uno di questi era un commissario di polizia in pensione, l’altro era un giornalista. All’inizio Bossi fece il duro, sembrava che gli desse fastidio la nostra presenza. Ma quando gli feci capire che erano loro che avevano bisogno di me, abbassò le arie e cominciò a dirne di tutti i colori su Silvio Berlusconi. Ci lasciammo con un nulla di fatto ma pochi giorni dopo mi telefonò il professor Gualdi e mi disse che la lega Nord aveva stanziato un primo anticipo di 8 milioni per consentirmi di fare un viaggio in Brasile, dove avevo avuto i primi contatti con Juan Castaneda, (il nome in codice usato da Cattaneo quando parla di Juan Ripoll Mari, ndr). Mi diedero gli otto milioni in una busta all’uscita dell’autostrada, Como Nord. Quando arrivai in Brasile mi limitai in un primo tempo a ricostruire le strade di come avevo conosciuto Juan Castaneda. Scoprii però una cosa interessante che nel mio intimo mi convinse pienamente a proposito dei rapporti che Juan Castaneda diceva di avere con la Fininvest. Ecco di cosa si tratta: in un hotel di proprietà di un amico intimo di Castaneda, tale Felipe, scoprii che si teneva un congresso o riunione di tutta la Fininvest del Brasile. Tentai di entrare ma non ci riuscii, il summit era ben protetto dalla security. Alla fine del mio soggiorno a Rio De Janeiro tornai in Italia e dissi agli uomini di Umberto Bossi che le cose si stavano mettendo bene. Ma da quel giorno non ebbi più notizie delle persone che mi avevano cercato".

Spariti per sempre? "Sì. E mi sono sempre chiesto perché siano improvvisamente scomparsi gli emissari di Umberto Bossi

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venerdì 6 giugno 2008 - ore 14:35


Il sindaco è il garante della salute dei cittadini.Speriamo non solo sulla carta
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Un capoturno morto ed altri cinque lavoratori dell’inceneritore ASM di Terni malati di cancro.
Inquisiti il Sindaco Raffaelli ed i vertici dell’azienda per omicidio
colposo, lesioni colpose, disastro ambientale e truffa ai danni dello Stato.
Sembra che nel mirino della Procura di Terni ci sia anche l’ARPA Umbria, la quale avrebbe fornito dei dati che non collimano con quelli riscontrati dagli investigatori.



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giovedì 5 giugno 2008 - ore 18:25


riflessione nata da uno speedy
(categoria: " Vita Quotidiana ")


CIAO, pensavo di scriverti uno speedy, e ne è uscito un post che pubblicherò sul blog. A parte tutto, penso proprio che scajola e i suoi amici vel-pro-berti-peco-sconiani possano farlo benissimo questo discorso del nucleare. Il 1 maggio, nell’ultima settimana di vita del "governo" precedente, è entrato in vigore un decreto che estende il segreto di stato anche alle installazioni civili per la produzione di energia. Ciò significa via libera a nucleare, inceneritori come funghi, roba che sulla carta produce energia, e in realtà sono smaltitoi della merda peggiore che circoli.
Sembra chiarissima la linea che si sta delineando:
a) i siti di stoccaggio coperti da segreto militare
b) chi si oppone alla realizzazione delle discariche sarà punito con il carcere fino a 5 anni.
In val di susa si sono opposti alla TAV comprando un metro quadro di terreno a testa. Siccome è diritto costituzionale del proprietario presenziare all’esproprio del terreno, è un’ottima forma di resistenza passiva. non scordiamo come siano da espropriare e/o occupare temporaneamente dieci ettari di terreno.
Dunque se le stesse migliaia di persone avessero comprato il terreno sul quale sarebbe dovuta sorgere la discarica, avrebbero rischiato l’arresto. si opponevano.
Rischieremo noi "No dal molin", quando sfileremo per opporci alla base?
Si può dire come non siano certo lungimiranti, ma che non siano furbi, quello no.

Speriamo che non vadano fino in fondo su questa autostrada che termnina in un baratro, sanitario e antidemocratico.

Montanelli diceva che Berlusconi è la malattia dell’Italia, che si combatte con un’iniezione di Berlusconi ovunque. Il principio del vaccino.
Ormai, però, sembra abbia contagiato tutti. Un’opposizione che non c’è, che non riesce a capire come la sicurezza non esiste senza legalità, e un’opinione pubblica che non si rende conto di come sia stata delegata la sicurezza ad un parlamento con una novantina di persone condannate o sotto inchiesta, taluni per associazione mafiosa.
Ma sappiamo che gli effetti benefici della chemio sono resi inutili dalla tossicità della cura stessa.

Dunque non ci resta che sperare e spaccare le palle a più gente possibile, informare, manifestare...
Io ci credo.



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