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Chi son? Sono un poeta. Che cosa faccio? Scrivo. E come vivo? Vivo. In povertà mia lieta scialo da gran signore rime ed inni d’amore. Per sogni, per chimere e per castelli in aria l’anima ho milionaria. Talor dal mio forziere ruban tutti i gioielli due ladri: gli occhi belli. V’entrar con voi pur ora ed i miei sogni usati e i bei sogni miei tosto son dileguati. Ma il furto non m’accora, poiché vi ha preso stanza la dolce speranza!
Or che mi conoscete, parlate voi. Chi siete? Via piaccia dir?

Scrivo un diario inutile. senza note, senza parole, senza frasi. Solo pagine vuote, bianche. Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano. (Alessandro Sebastiano Morandi)
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mercoledì 14 dicembre 2005
ore 18:33 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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I COMMENTI (1)
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mercoledì 14 dicembre 2005
ore 18:10 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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I COMMENTI (2)
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mercoledì 14 dicembre 2005
ore 18:08 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Montezemolo, l’economia va male "Quadro decisamente deprimente"
Alcune delle previsioni sono state riviste al rialzo rispetto a settembre, ma nel complesso il giudizio complessivo di Confindustria sull’andamento dell’economia italiana rimane negativo: il quadro, ha detto oggi il presidente Luca Cordero di Montezemolo, risulta "decisamente deprimente".
Presentando il rapporto del Centro studi di Confindustria sulle prospettive di sviluppo italiane ed europee, Montezemolo ha spiegato: "Il Paese non cresce, il debito pubblico è storicamente il più alto d’Europa, la produttività italiana non è mai stata così bassa - ha evidenziato - e il dibattito nel Paese rimane invece concentrato su questioni che poco o nulla hanno a che fare con i problemi reali, come l’emergenza economia: la priorità è la crescita". E la previsione è "di almeno un semestre - ha affermato - di ulteriore vuoto decisionale".
Il presidente di Confindustria ha poi evidenziato che dal 2000 ad oggi in Germania la produzione è salita del 7,5% mentre in Italia è scesa del 4%, con un gap di 11 punti. "Svalutazione, piccolo è bello, mercato di sbocco europeo sono forze dell’economia italiana di vent’anni fa: non ci sono più. E gli elementi chiave di oggi sono la competizione mondiale, la dimensione delle imprese, l’efficienza del sistema Paese".
Le aziende, accusa ancora una volta Montezemolo, sono gravate da troppo fisco e troppa burocrazia. "Serve la realizzazione di un nuovo mercato del lavoro e maggiore flessibilità - ha insistito - credo che dei passi avanti siano stati fatti con la legge Biagi ma è necessario arricchirla con ammortizzatori sociali più moderni".
Per Montezemolo, "questo è un Paese che va ricostruito non perchè distrutto da una guerra ma per venti anni di non scelte. Quanto ci costa il non fare e il non scegliere e la forza di conservazione trasversale". Il Paese ha bisogno di servizi concorrenziali ed efficienti, meno barriere e regolamentazione dell’attività imprenditoriale, privilegiare il profitto e non la rendita, secondo Confindustria. "Noi imprenditori siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità - ha concluso - e lo stiamo già facendo. Sappiamo di essere anche noi classe dirigente, muovendoci, parlando non solo come imprenditori ma anche come cittadini ai quali sta a cuore il futuro del proprio Paese".
Per questo motivo gli industriali chiedono alle forze politiche, governo e opposizione che si candidano a governare, risposte precise, soprattutto su dove intendono reperire le risorse per lo sviluppo "dal momento che vediamo dai conti - ha sottolineato Montezemolo - che non c’è disponibilità". La classe dirigente "è chiamata alla ricostruzione", mettendo in pratica gli obiettivi di Lisbona. "Abbiamo bisogno di coraggio, di modernizzarci, di liberalizzazioni, riforme strutturali chiare perchè - ha proseguito - le schegge di ripresa non bastano, serve la politica. Le imprese non possono sopportare il peso della ripresa da sole".
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mercoledì 14 dicembre 2005
ore 15:56 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ecco la Cappella Sistina dei Maya: svelerà i misteri di quel popolo di LUIGI BIGNAMI
E la Cappella Sistina dei Maya. Lì è scritta, molto probabilmente, la storia della nascita del "mondo" e la storia dei primi Re Maya. Leccezionale scoperta è stata realizzata - vicino a San Bartolo, in Guatemala - da William Saturno, un archeologo che lavora per la National Geographic Society. Il dipinto è venuto alla luce quando larcheologo ha scrostato un muro che nascondeva da oltre 2.000 anni quel tesoro.
"Il dipinto copre la parete ovest di una stanza attaccata a una piccola piramide. Le raffigurazioni sono così ben conservate che sembrano essere state disegnate ieri", ha spiegato Saturno. I colori dellaffresco infatti, sono ancora ben conservati nelle loro tonalità primitive. La storia che i disegni raccontano, quando verranno completamente decifrati, spiegheranno come i Maya vedevano la "creazione" delluniverso a loro conosciuto.
Laffresco è stato realizzato nel 100 prima di Cristo, forse da ununica persona, ma dopo qualche decennio venne misteriosamente ricoperto perché la stanza venne adibita a deposito o a qualcosa del genere. Secondo gli esperti del National Geographic questi affreschi risultano essere i più antichi "murales" dei Maya così ben conservati. Prima doggi nessuno sapeva che questa popolazione dellAmerica Meridionale fosse in grado di avere una così elevata capacità artistica.
La scoperta di questa stanza ha il sapore del romanzo. Saturno, infatti, la identificò per caso nel 2001 quando si rifugiò per riposare in quello che sembrava un antro. Capì di trovarsi allinterno di una camera artificiale e lentamente la riportò alla luce fin quando scoprì che la copertura del muro della parete ovest non era quella primitiva. Dopo averla scrostata è venuto alla luce leccezionale dipinto. Che va letto come se fosse un libro. Su di esso appaiono quattro figure, che sono poi la stessa persona che rappresenta il figlio del dio dei raccolti. Saturno li ha così spiegati: "La prima divinità sta nellacqua e sacrifica un pesce, a indicare la nascita degli oceani. Il secondo sta sulla terraferma e sacrifica un cervo, a indicare la nascita delle terre emerse. Il terzo sta nellaria ad simboleggiare la nascita dei cieli e il quarto in un campo di fiori ed indica la formazione del Paradiso".
Tuttavia molti degli scritti che si vedono sono ancora da decifrare perché la scrittura è molto antica e diversa da quella che si conosceva finora. Il periodo classico infatti, va dal 250 dopo cristo al 1.000 dopo Cristo. Prima del 250 le conoscenze sono ancora oggi, molto scarse.
A coronare questa eccezionale scoperta cè anche quella della più antica tomba di un Re Maya. Secondo la datazione essa dovrebbe risalire al 150 Prima di Cristo. La piccola piramide lì vicino è stata anchessa esplorata e sono venute alla luce ceramiche e ossa di un uomo con alcuni monili di giada, simbolo della regalità Maya.
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mercoledì 14 dicembre 2005
ore 15:23 (categoria:
"Vita Quotidiana")
S&P, rating AA a rischio nel 2006 "Il governo non ha attuato riforme"
Viene confermato un rating AA, ma con outlook negativo: è il giudizio dellagenzia Standard & Poors, che stamane ha pubblicato la consueta analisi sullItalia. "LOutlook dellItalia potrebbe tornare stabile se fossero realizzate misure strutturali che assicurerebbero una tendenza in calo del debito pubblico, netta, significativa e sostenibile. Per contro il rating a lungo termine dellItalia potrebbe essere abbassato entro il 2006 se non emergeranno segnali di una strategia sostenibile e coerente di riduzione del debito dopo le elezioni del 2006", ha detto Moritz Kraemer, responsabile dei rating sovrani di Standard & Poors.
Kraemer ha aggiunto che esistono " molte incertezze su numerosi fronti. Siamo in attesa della strategia del nuovo governo dopo le elezioni di primavera. Guarderemo a reali misure che rendano sostenibili la situazione economica italiana".
Rimane dunque aperto uno spiraglio rispetto al testo del rapporto sullItalia, nel quale si legge un giudizio piuttosto pessimistico sulle possibilità del Paese di risollevarsi grazie a una mirata politica economica: "Le elezioni si terranno nellaprile 2006 - scrivono gli analisti della società di rating - e nessuno dei due principali schieramenti politici presenta una strategia di coesione a medio lungo termine in grado di risolvere gli squilibri strutturali di bilancio".
Viene bocciata la politica economica della maggioranza: "A dispetto della solida maggioranza parlamentare il governo di centrodestra del premier Berlusconi non è stato capace di mandare avanti lagenda di riforme fiscali e strutturali, a eccezione di alcune modeste riforme di pensioni e mercato del lavoro. Lorientamento della politica economica è stato inconsistente e soggetto a retromarce in particolare sulla questione dei tagli fiscali".
Ma vengono espresse scarse speranze anche nei progetti del centrosinistra: "Lex primo ministro e presidente della Commissione Europea Romano Prodi guiderà lopposizione di centro sinistra alle elezioni. Una potenziale maggioranza di centrosinistra mancherà di coesione proprio come il governo Berlusconi e dovrebbe probabilmente avvalersi di Rifondazione comunista come partner di coalizione. In breve la frammentazione politica continua a impedire la formulazione e lattuazione delle politiche".
Mentre invece i problemi strutturali dellItalia, secondo Standard & Poors, esigerebbero decisioni politiche rapide e coraggiose: "Standard & Poors guarda a riforme sostenibili e che durino nel tempo. Non diciamo per sempre ma sino ad ora non ne abbiamo vista alcuna che sia in grado di reggere tempi lunghi", ha detto Kraemer.
Lanalista ha escluso, tendenzialmente, che un percorso di riforme approfondito possa essere compiuto prima della consultazione politica dellaprile prossimo. "Siamo solo a quattro mesi dalle elezioni e credo si rimanga in una posizione di stasi, mi pare una cosa ovvia".
Nel rapporto di Standard & Poors vengono comunque ampiamente citati anche i punti di forza dellItalia, che rendono possibile una ripresa del nostro Paese, in presenza di una opportuna politica: "uneconomia relativamente prospera e ben diversificata" e "lappartenenza allUnione Europea". Ma si rileva anche tutto sommato "la crescente consapevolezza di promuovere le riforme strutturali".
Altro elemento negativo a carico dellItalia è costituito dagli sviluppi legati alla vicenda Antonveneta, che, ha dichiarato lanalista di Standard & Poors, Alberto Buffa di Perrero, hanno danneggiato la reputazione e la credibilità della Banca dItalia e del sistema bancario. Il ruolo dellistituto centrale, ha precisato però lanalista, non è fattore determinante nel rating.
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mercoledì 14 dicembre 2005
ore 15:10 (categoria:
"Vita Quotidiana")
MAGO OTELMA CONDANNATO PER DIFFAMAZIONE
Il mago Otelma e stato condannato dal giudice monocratico del tribunale di Cagliari al pagamento di 1.500 euro di multa per aver diffamato e ingiuriato Giovanni Panunzio, responsabile dellassociazione Telefono Antiplagio. Il mago Otelma era stato chiamato in giudizio da Panunzio in quanto nel marzo del 2002, aveva affermato , nel corso della trasmissione della Rai La vita in diretta, che il responsabile dellassociazione era un mago fallito e riciclato che era stato condannato in appello. Il giudice ha inoltre stabilito il pagamento, oltre che delle spese di giudizio, di una provvisionale a favore di Panunzio di 5.000 euro.
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mercoledì 14 dicembre 2005
ore 13:18 (categoria:
"Vita Quotidiana")
sta foto mi ricorda qualcuno(a)... 
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mercoledì 14 dicembre 2005
ore 12:16 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Il sogno di Térèse Samba: morire nella sua terra
Il “viaggio della speranza” di Terésè Samba, 54 anni, era cominciato lo scorso 19 agosto con un volo dallAfrica agli Stati Uniti e sta per finire - secondo i medici è questione di giorni- in un ospedale italiano, quello di Saronno, in Lombardia. Terésè ha metastasi in ogni parte del corpo. Era partita verso lOccidente sperando di trovare una cura, di guarire, e le hanno detto che non cera niente da fare.
Ma queste, purtroppo, sono cose che capitano. Esistono le malattie inguaribili. Il problema di Terésè ormai da molti mesi è un altro. Non è più “dove guarire” ma “dove morire”. Avrebbe voluto farlo nella sua terra, il Camerun, ma -salvo miracoli-non potrà.
E dire che lunedì mattina era tutto pronto: un aereo, uninfermiera volontaria pronta a viaggiare con lei per assisterla durante il volo, persino la scorta della polizia dallospedale allaeroporto. Ma, quando mancavano poche ore alla partenza, Terésè sè aggravata allimprovviso e i medici hanno detto che cera il rischio che morisse lungo la strada per Malpensa. Così tutto il programma è saltato e Terésè Samba è rimasta a Saronno. Anche queste, è vero, sono cose che capitano.
In effetti, considerate una alla volta, le disgrazie di Terésè Samba e dei suoi familiari sono ordinarie disgrazie. E stato il tempo, il suo inesorabile trascorrere, non solo a renderle speciali ma, in parte, a determinarle. Il fatto è che la malattia non conosce le lungaggini della burocrazia, ignora la geografia politica, non sa che farsene dei confini tra gli Stati.
Aveva cominciato a star male allinizio dellestate e i medici del suo paese le avevano diagnosticato unartrosi. Non ci aveva creduto e aveva deciso di andare in qualche Stato dellOccidente per sottoporsi a una visita più accurata. Quando un occidentale benestante si trova in questa situazione, sceglie il miglior ospedale, quando il malato grave è un africano, deve scegliere il primo paese disposto a concedere il visto. Nel caso di Terésè, gli Stati Uniti, Minneapolis. Poteva anche andare peggio: là vive uno dei suoi cinque figli, dunque avrebbe avuto il sostegno di qualcuno.
La diagnosi infausta era arrivata in meno di un mese: nessuna speranza, meglio farla tornare a casa, inutile spendere del denaro per niente. Così il 21 settembre Terésè, aveva preso un aereo per la Francia da dove avrebbe poi dovuto raggiungere il Camerun. Ai parenti era stato assicurato che sarebbe stata scortata da un accompagnatore. E una parentesi grottesca in questa tragedia. Dopo latterraggio a Parigi laccompagnatore scomparve, tanto che ora si dubita che veramente esistesse, e Terésè si ritrovò sola nella stanza di un albergo, ospite della compagnia aerea, ad attendere un altro volo per lAfrica. Ma la notte si sentì male, fu ricoverata in un ospedale dove nessuno sapeva nulla di lei. Come se lavessero trovata per strada. Dopo 48 ore le sue compagne di stanza riuscirono a farle dire il nome e il telefono dei parenti più vicini. Stavano in Italia, li chiamarono.
Giorgio Santi, il cognato, racconta il seguito della storia alle 9 di stamani dalla stanza dellospedale di Saronno dove, dice, “aspetta”. La partenza in macchina da Caronno Pertusella, il comune della Lombardia dove vive con Tchui, la sorella di Terésè, larrivo a Parigi. La decisione “consapevole”, sottolinea, di non attendere il visto e di portare in Italia la donna clandestinamente. Il ricovero allIstituto europeo di oncologia, 1500 euro allaccettazione, poi, dopo una settimana di cure, la conferma definitiva che la diagnosi americana era giusta e un conto di circa 15.000 euro. Quindi un primo tentativo di riportare Terésè in Camerun che salta perché non si trova il medico che avrebbe dovuto autorizzare il trasferimento. Il ricovero, con laiuto della Regione Lombardia, allospedale di Saronno.
“Ho un elenco di nomi lungo come un vocabolario”, dice Santi. Sono quelli delle fondazioni, delle associazioni caritatevoli, degli enti pubblici e privati, delle radio, delle televisioni, dei giornali, delle compagnie di assicurazione e delle agenzie di viaggio, di tutti coloro ai quali si è rivolto in questi due mesi. Alla fine, grazie alle conoscenze di uninfermiera, al sostegno del comune di Saronno, allimpegno di un capitano dei carabinieri e alla disponibilità delle linee aeree marocchine (che hanno offerto uno sconto consistente rispetto ai 50-60.000 euro chiesti da altre compagnie per il trasporto di Terésè e dei suoi indispensabili accompagnatori) si era riusciti a organizzare il rientro. Fino a lunedì sembrava fatta. Ma era troppo tardi.
Terése Samba è intrasportabile. I suoi familiari hanno esaurito le loro risorse. Temono che molto presto si porrà il problema del trasporto del cadavere. Chiedono aiuto per consentire a Terésè di avere almeno la tomba nella sua terra. Chi può e vuole si faccia avanti.
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mercoledì 14 dicembre 2005
ore 11:50 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Proporzionale "regionale" per eleggere i Senatori
La nuova legge elettorale di impianto proporzionale cambia anche i criteri di elezione dei membri del Senato della Repubblica. Anche in questo caso, come per la Camera, spariscono i collegi uninominali e i relativi candidati, per dare spazio a liste di partiti e liste "bloccate". Cambiano però, rispetto alle regole previste per lelezione dei deputati, le soglie "di sbarramento". E, soprattutto, diversa è la modalità di ripartizione dei seggi
Lassemblea di palazzo Madama sarà eletta, come quella di Montecitorio, in modo proprizonale: più voti prende un partito, più senatori elegge. Ma, a differenza di quanto accade alla Camera, dove la ripartizione tiene conto di quanti voti ha preso un determinato partiti in tutta Italia, la ripartizione dei seggi avverrà su base regionale. Vale a dire che ogni regione, proporzionalmente a quanti voti presi dai singoli partiti, eleggerà un certo numero di parlamentari.
Anche le soglie (che alla Camera vengono calcolate su base nazionale) sono calcolate su base regionale. In altre parole, se la media nazionale di un partito supera la soglia prevista, quel partito potrebbe non raggiungerla in ua certa regione. E ciò significa che in quella regione i suoi voti non serviranno ad eleggere alcun senatore.
Per lelezione dei senatori le soglie sono diverse da quelle fissate per la Camera. In ogni regione restano fuori: le coalizioni che non arrivano a prendere il 20% voti; i partiti non coalizzati che non raggiungono l8% dei voti; i partiti coalizzati che restano sotto allo sbarramento del 3% dei suffragi.
Anche il premio di maggioranza, che per la Camera viene assegnato tenendo conto dei seggi ottenuti su base nazionale, al Senato viene assegnato su base regionale. Ciò vuol dire che se un Polo vince in Sicilia, e unaltro vince in Emilia Romagna, entrambi, ciascuno nella propria regione, otterranno un "bonus" di seggi pari a fargli raggiungere (sempre in quella regione) il 55% dei consensi.
Da notare che i criteri "regionali" con cui sono stabilite soglie e premi di maggioranza hanno costituito il principale terreno di scontro tra i sostenitori della legge e chi si è opposto, adducendo motivi di dubbia costituzionalità.
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mercoledì 14 dicembre 2005
ore 11:49 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Circoscrizioni e sbarramenti Alla Camera torna il voto ai partiti
Che si voti ad aprile, o a maggio, lo faremo in un altro modo. Il sistema maggioritario, con il quale negli ultimi dodici anni sono stati eletti i membri di Camera e Senato, andato in soffitta. Lasciando il posto ad un sistema proporzionale "corretto" da sbarramenti, vincoli di coalizione e premi di maggioranza. Ecco come funzionerà per lelezione dei membri della Camera dei deputati.
Una volta promulgata la nuova legge, saranno ridisegnate le "mappe" della geografia elettorale del Paese. Al posto dei collegi uninominali, nei quali finora si votava il candidato "accompagnato" dai simboli dei partiti o dello schieramento collegato, arriveranno le circoscrizioni. Si tratta di 26 ampie porzioni di territorio (più la Val DAosta), nel quale ogni partito proporrà il suo simbolo e il suo listino di candidati. La ripartizione dei seggi avviene su base proporzionale: più voti si prendono, più deputati quel partito porterà a Montecitorio. Più tecnicamente, questo risultato sarà il frutto di un calcolo che terrà conto di quanti voti la singola lista ha preso in tutta Italia, di quanti voti ha preso in ogni circoscrizione, e di quanti sono gli eletti che ciascuna circoscrizione esprime (in ognuna vengono eletti un numero preciso di deputati).
Non si potranno esprimere preferenze tra un candidato e laltro: le liste che i partiti proporranno ai propri elettori saranno "bloccate" (se quel partito prende 10 deputati, entrano i primi dieci, e così via).
Ci sono però vincoli di cui le formazioni politiche e gli elettori devono tener conto. La nuova legge elettorale, infatti, prevede tre soglie al di sotto delle quali i voti vengono sostanzialmente "neutralizzati". La prima è stata fissata per spingere i partiti a costruire coalizioni il più ampie possibile: se la somma dei partiti coalizzati tra loro (ad esempio la Cdl) non raggiunge il 10%, quella coalizione non porterà deputati in Parlamento. La seconda soglia è stata invece immaginata per spingere i partiti a coalizzarsi: le formazioni che, presentandosi al di fuori di ogni alleanza (come fece la Lega di Bossi nel 1996) non raggiungono il 4% dei suffragi, restano fuori da Montecitorio. Più bassa infatti la soglia per i partiti che si coalizzano: i partiti che, pur alleandosi con altri, non arrivano al 2%, resteranno fuori dal Parlamento.
Con lo scopo di garantire alla coalizione vincente una maggioranza di seggi in grado di governare, il legislatore stabilisce, infine, che lo schieramento che ha ottenuto più voti avrà il cosiddetto premio di maggioranza. Tradotto in numeri, vuol dire che se il Polo vincente non arriva a 340 seggi, gliene verranno "regalati" tanti quanti ne mancano per arrivare a questa cifra. Che garantisce un margine di 25 deputati in più della maggioranza assoluta (316 parlamentari) dellassemblea di Montecitorio.
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