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Chi son? Sono un poeta.
Che cosa faccio? Scrivo.
E come vivo? Vivo.
In povertà mia lieta
scialo da gran signore
rime ed inni d’amore.
Per sogni, per chimere
e per castelli in aria
l’anima ho milionaria.
Talor dal mio forziere
ruban tutti i gioielli
due ladri: gli occhi belli.
V’entrar con voi pur ora
ed i miei sogni usati
e i bei sogni miei
tosto son dileguati.
Ma il furto non m’accora,
poiché vi ha preso stanza
la dolce speranza!

Or che mi conoscete,
parlate voi. Chi siete?
Via piaccia dir?



Scrivo un diario inutile.
senza note, senza parole, senza frasi.
Solo pagine vuote, bianche.
Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano.
(Alessandro Sebastiano Morandi) ”

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mercoledì 12 ottobre 2005
ore 18:50
(categoria: "Vita Quotidiana")






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mercoledì 12 ottobre 2005
ore 18:30
(categoria: "Vita Quotidiana")





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mercoledì 12 ottobre 2005
ore 18:22
(categoria: "Vita Quotidiana")



Confessione shock a Cosenza: "Sono un kamikaze islamico"

CATANZARO - Quando il capo della Digos di Cosenza ha ascoltato le sue parole, ha fatto un salto sulla sedia: non era un clandestino come tanti quello che aveva davanti alla scrivania: era un kamikaze. "Sono entrato in Italia per farmi saltare in aria. Sono arrivato via mare. Dovevo colpire una città simbolo del vostro paese".

"E’ un islamico che proviene dall’area del Maghreb": la Procura non vuole dire di più sull’extracomunitario transitato dal carcere di Paola. La notizia è stata pubblicata stamane sul Quotidiano della Calabria e ha trovato conferma negli ambienti investigativi che non hanno però voluto aggiungere altri particolari.

Per fare il punto dell’indagini, i giudici del pool antiterrorismo della regione hanno convocato gli inquirenti per domani mattina; è stato informato anche il ministero dell’Interno. Dai primi riscontri, la confessione dell’uomo appare veritiera: non sembra l’opera di un mitomane. "Sta collaborando", ha detto uno degli investigatori uscendo dal suo ufficio, ma non ha aggiunto altro.

Laconico anche il responsabile del pool antiterrorismo della Procura della Repubblica di Catanzaro: "Prendiamo in considerazione qualsiasi spunto investigativo ci sia fornito". E poi ha aggiunto: "Dalle notizie che ci giungono dai servizi di polizia giudiziaria, emerge che la Calabria non è tra i possibili obiettivi. La regione, al riguardo, può essere un territorio di passaggio. In ogni caso, le Digos ed i carabinieri dei Ros seguono con attenzione qualsiasi spunto investigativo".

Parole generiche ma preoccupate. Il clima in Procura non è dei più tranquilli: da Roma vogliono sapere se l’uomo arrestato dice la verità, vogliono conoscere i nomi dei suoi complici, gli indirizzi delle basi di appoggio in Italia, chi erano i suoi amici e chi gli ha dato i soldi ma i giudici sanno ancora poco e le verifiche sono difficili. Per motivi di sicurezza, la magistratura ha ordinato il trasferimento del detenuto in un altro carcere di cui il nome è rimasto segreto. La Digos di Cosenza ha chiesto la collaborazione dei colleghi di Catanzaro e una squadra di agenti in borghese è stata sguinzagliata in città sulle tracce del clandestino: sono stati ascoltati decine di immigrati. Sentiti anche cinque titolari di internet-point gestiti da nordafricani e controllate le memorie di posta elettronica di una dozzina di pc: secondo il ministero dell’Interno spesso i terroristi approfittano dei computer pubblici per inviare e-mail ai gruppi eversivi all’estero.


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mercoledì 12 ottobre 2005
ore 14:58
(categoria: "Vita Quotidiana")



L’Onu sullo stato della popolazione
"Donne e giovani sono discriminati"
di CRISTINA NADOTTI

Il primo obiettivo è eliminare la povertà e per farlo bisogna investire nelle donne e nei giovani. Il rapporto annuale dell’Unfpa, l’agenzia dell’Onu che fornisce dati sulla popolazione mondiale per promuovere politica e programmi per lo sviluppo, indica ancora una volta nella discriminazione contro le donne e i giovani uno degli ostacoli all’eliminazione della povertà. Ogni anno oltre mezzo milione di donne muoiono di malattie collegate alla gravidanza e metà del numero dei disoccupati in tutto il mondo sono giovani sotto i 24 anni. Sono queste due cifre che sottolineano come la morte prematura o l’esclusione di donne e giovani dalle attività economiche siano zavorre che rallentano lo sviluppo dei paesi più poveri.

Il "Rapporto annuale sullo stato della popolazione mondiale" denuncia una volta di più che per sconfiggere la povertà nel mondo, voce che, almeno sulla carta, è inserita nell’agenda di quasi tutti i vertici internazionali, non servono aiuti una tantum, ma programmi a lungo termine che si radichino nel tessuto sociale. "Se non investiamo nell’istruzione e nella salute delle donne e nelle loro capacità di organizzare la loro vita familiare - ha detto Thoraya Ahmed Obaid, direttrice esecutiva dell’Unfpa - non daremo loro la possibilità di contribuire allo sviluppo economico".

Ancora l’istruzione femminile al centro della questione. Lo scorso aprile l’Unicef, nel rapporto annuale sul livello dell’istruzione primaria del mondo, denunciava che benché fosse aumentato il numero di bambini che avevano accesso alla scuola, un numero sempre maggiore di bambine ne era escluso. Il rapporto dell’Unfpa lo conferma con dati più precisi: solo il 69 per cento delle bambine in Asia e il 49 per cento nell’Africa Sub-sahariana finiscono la scuola primaria. Questo si traduce in un drammatico divario con gli uomini, perché i due terzi degli analfabeti in tutto il mondo sono donne.

L’ignoranza rende le donne più deboli, incapaci di reagire ai soprusi e di insegnare ai loro figli come evitarli o non commetterli. E’ anche così che si spiegano le violenze su di loro, soprattutto all’interno della famiglia. Il rapporto Unfpa calcola che una donna su tre in tutto il mondo è vittima nella sua vita di abusi fisici o sessuali e circa la metà delle vittime di violenze sessuali ha dai 15 anni in giù.

Nel commentare i dati sulla violenza nei confronti delle donne, la direttrice dell’Unfpa non si riferisce solo ai paesi in via di sviluppo: "L’immagine di un uomo che deve essere forte e violento per adempiere al suo ruolo è alla base dell’intera questione della violenza sulle donne". Il rapporto indica infatti che in Australia, Canada, Israele, Sud Africa e Stati Uniti tra il 40 e il 70 per cento delle donne assassinate sono state uccise dai loro partner. "Non è facile eliminare le cause della discriminazione e delle violenze, ma se donne e bambine avranno accesso all’istruzione e alla sanità le opportunità economiche e di riscatto seguiranno" è la convinzione della direttrice dell’Unfpa.

Istruire le bambine significa dunque fornire loro strumenti per comprendere la realtà che le circonda, renderle più accorte contro i rischi di contrarre l’Aids, dare loro consapevolezza che possono partecipare alla vita politica, e farle diventare madri capaci di lottare per l’istruzione dei loro figli. Quanto il ruolo della madre-educatrice sia importante lo sottolinea il dato del rapporto Unfpa sulla popolazione giovane. La metà degli abitanti della terra ha meno di 25 anni, si tratta della più numerosa generazione giovanile della storia dell’umanità. La maggior parte delle persone tra i 15 e i 24 anni vive nei paesi sottosviluppati, metà di loro è povera. Il problema della povertà non si risolve con aiuti economici o alimentari: "Non è solo una questione finanziaria - sintetizza Thoraya Ahmed Obaid - è mancanza di istruzione, salute e partecipazione politica".


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mercoledì 12 ottobre 2005
ore 14:43
(categoria: "Vita Quotidiana")





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mercoledì 12 ottobre 2005
ore 14:37
(categoria: "Vita Quotidiana")



Lapo, la famiglia chiede rispetto
Medici: "Non ha danni cerebrali"


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mercoledì 12 ottobre 2005
ore 13:02
(categoria: "Vita Quotidiana")





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mercoledì 12 ottobre 2005
ore 12:02
(categoria: "Vita Quotidiana")



"Cancellate subito la riforma"
studenti in corteo contro la Moratti
di DANIELE SEMERARO

ROMA - Studenti in piazza, oggi, in tutta Italia per protestare contro la riforma scolastica proposta dal ministro Moratti. La manifestazione, organizzata dall’Unione degli Studenti, Studenti di Sinistra e Rete Studenti, ha avuto l’appoggio di tutte le associazioni studentesche, anche quelle di diretta emanazione dei partiti. Il corteo principale si terrà a Roma, dove sono attesi ventimila ragazzi. Partirà alle 9.30 da Piazza Esedra e si snoderà per le vie del centro storico. Almeno altri settanta cortei sfileranno nei principali capoluoghi italiani.

"Mancano pochi giorni al termine per l’approvazione del decreto sulla scuola secondaria - spiega in una nota l’Unione degli Studenti - e il ministro Moratti sembra intenzionato ad andare avanti, nonostante il dissenso espresso ripetutamente da studenti, insegnanti, persino dalla Conferenza Stato-Regioni".

"Quello proposto dal governo è un progetto che divide in maniera netta chi va al liceo e chi va negli istituti professionali - ha detto Mauro Casola Coordinatore nazionale Uds -. Sono quattro anni che siamo mobilitati affinché questa legge non passi, e non è passata proprio grazie alle nostre proteste. Persino Confindustria ha mostrato perplessità. Siamo decisi a far sentire di nuovo la nostra voce di studenti".

Con la protesta si chiede al ministro dell’Istruzione Letizia Moratti di riflettere su tre punti principali:
1. Innalzamento graduale dell’obbligo scolastico fino a 18 anni. "Vogliamo un investimento grosso da parte del governo - continua Casola - per tamponare la dispersione scolastica, che in regioni come Sicilia e Sardegna arriva fino al 40%".
2. Legge quadro nazionale per il diritto allo studio e politiche complessive sull’accesso ai saperi.
3. Riforma degli organi collegiali nazionali e periferici per garantire maggiore democrazia e partecipazione degli studenti nelle scuole.

"Crediamo - hanno detto inoltre i promotori - che l’approvazione di questa riforma sarebbe deleteria per la scuola pubblica del nostro paese. Vogliamo che chi si propone come alternativa di governo si impegni per la cancellazione immediata della riforma Moratti".

Tra i punti più contestati della bozza di riforma del ministro dell’Istruzione la previsione di otto licei: classico, scientifico, linguistico, artistico, scienze umane, tecnico, musicale ed economico. La scuola professionale, poi, verrebbe affidata alle regioni e divisa in quattro anni obbligatori e un quinto opzionale, al quale accederà solo chi vorrà proseguire gli studi all’università.


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mercoledì 12 ottobre 2005
ore 11:48
(categoria: "Vita Quotidiana")





Il transessuale pugliese Donato Bracco, detto Patrizia, in una immagine dell’agosto 2003. Era con Lapo Elkann nell’appartamento di via Marocchetti 21, a Torino


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mercoledì 12 ottobre 2005
ore 10:04
(categoria: "Vita Quotidiana")



"Che tristezza quel ragazzo così la droga uccide Torino"
di MAURIZIO CROSETTI

Nessuno come Carlo Fruttero, insieme allo scomparso Franco Lucentini, ha saputo raccontare questa strana città (La donna della domenica), le sue manie, i suoi orrori perbene, la sua classe dirigente viziata, persino il male dal quale la Fiat non era immune (A che punto è la notte). Torino è cambiatissima, ma forse no.

Fruttero, che romanzo è la storia di Lapo Elkann?
"Una trama di una tristezza infinita. Non certo un romanzo erotico, qui i gusti sessuali diventano curiosità minori. È invece un racconto banale, il festino, la droga, il ragazzo ricco che si brucia e incenerisce quel bell’avvenire già tracciato".

Lapo è l’erede Agnelli, il nipote prediletto dell’Avvocato.
"Chiunque vada incontro a una cosa del genere mi fa una pena enorme. Chissà per quale motivo personale ha avuto questa caduta. Però il fatto piccante non riesco proprio a vederlo: va bene, ci sono dei travestiti ma c’è soprattutto la faccetta di un ragazzo, di un poveretto".

Che faccia è?
"Uguale a quella di tanti giovani che vedo davanti ai licei, la faccia di un nipote, e quando si diventa nonni si è più sensibili a certe tenerezze, si vorrebbe proteggere. La faccia di una grande, disarmante fragilità. Questa è l’unica parola che mi interessa: fragilità. Insieme al dolore di quei genitori".

Una famiglia importante, lo tireranno fuori, non crede?
"Da nonno immagino solo gli anni e anni che passeranno tra una clinica e l’altra, per disintossicarlo, una vita rovinata da una sciocchezza".

C’è pure la Fiat, che si stava riprendendo.
"Qual era già il ruolo del ragazzo? Responsabile del marchio, del brand... Proprio un bel brand! Lui con la Fiat ha chiuso, sarà esiliato, dovrà scomparire, aprirà un ristorante in Messico".

Lapo si occupava d’immagine: e la sua, adesso?
"Incenerita, è proprio un paradosso, uno scherzo della vita".

La famiglia Agnelli non è tanto fortunata.
"Ai reali inglesi e ai Kennedy è andata peggio".

Lei e Lucentini avete scritto un romanzo in cui si parla di presenze malvagie dentro la Fiat. Profezia?
"No, solo fantasia. A parte che il male è ovunque, come sa benissimo ogni scrittore".

E la vostra Torino cos’è diventata da Anna Carla Dosio, la donna della domenica, a Lapo?
"Una città in cui il Po è pieno di piscio, e il piscio è pieno di cocaina".

Ha seguito i dibattiti televisivi? Ha visto Bruno Vespa? Sa che aveva invitato Alain Elkann in trasmissione?
"Ho letto che il padre di Lapo si vergogna di essere italiano: ha ragione".

Anche Torino un po’ si vergogna: falsa e cortese?
"Poteva succedere ovunque, anzi succede ovunque, solo che qui c’è ancora un po’ di Fiat e quel ragazzo aveva un ruolo importante in azienda. Capisco le ragioni del gossip, i pruriti, i pettegolezzi senza fine che seguiranno, però questa è soprattutto una triste storia italiana. Mi spiace per Ciampi, ma siamo a livelli disastrosi".

Varrebbe ancora la pena raccontarla nei libri?
"A parte che Lucentini non c’è più, io mi sento desolato, cerco di stare per conto mio, se potessi farei anche a meno di conoscere certe trame vere. Il povero Lapo, la cocaina che si vende in tutti gli angoli del centro barocco, la sera, anche davanti alle chiese. Ma qui si drogano tutti? Il chirurgo estetico, il manager, il figlio di papà in discoteca. Magari questa cosa è il progresso".

Non le sembra una visione un po’ apocalittica?
"Macché. Ogni tanto vorrei visitare la più vicina moschea, non per convertirmi come Fassino ma perché da quelle parti sono più rigorosi, più velati, se sbagli ti tagliano la gola e stop. Un po’ di severità non guasterebbe".

Quale consiglio a Lapo, da nonno?
"Un bel viaggio all’estero. Lungo".


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