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![]() galvan, 36 anni spritzino di buona volontà CHE FACCIO? do i numeri a spizzichi e Bocconi Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO e non voglio dimenticare. STO ASCOLTANDO L’integrale delle opere per organo di Bach suonate da Simon Preston. ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... eh, cazzo, sì. STO STUDIANDO... Appunti per lezioni, libri adottati e collaterali, e-mail di allievi e di colleghi, regolamenti di condominio e estratti conto. OGGI IL MIO UMORE E'... ![]() ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) Dimenticare 2) veder morire la goliardia 3) Essere beccati dall'autovelox due volte nella stessa sera!!! 4) i siti ottimizzati per explorer MERAVIGLIE 1) insegnare 2) ...Trovare il semaforo verde alla Stanga 3) Svegliarsi con la convinzione che sia ora di alzarsi, guardare la sveglia ed accorgersi che invece mancano due ore... 4) la sicurezza che c'è qualcuno sempre disposto a ascoltarti e crederti. 5) vedere attorno a te le persone a cui vuoi bene che ti guardano con ammirazione... e sapere di aver fatto tutto quello che potevi per meritartela |
![]() (Thanks Sanja, anche se lo preferirei senza "d" eufonica) Mi piace che il mio blog sia un porto franco, riposo per il navigante stanco, finestra da cliccare rilassati e a volte, forse, un po’ disimpegnati; se pure qualche giorno resta in bianco, non sono io che della voglia manco: viviamo infatti in tempi concitati, non sempre si può stare collegati. Ma in quello che ci scrivo, sono vero: scrivo di getto, scrivo senza ingegno sia ai nomi noti, sia agli sconosciuti; se mi si lascerà, passando, un segno, che il commento lasciato sia sincero, amici e ospiti: siete i benvenuti. ![]() Le mie rubriche:
E, se non fosse che le musichine di sottofondo dei blog mi danno l’orticaria, qui ci sarebbe questa.
venerdì 21 luglio 2006 - ore 14:26 Gesù salva (e dimezza il danno) [Questa la capiamo io, Gazzu e pochi altri: mi scuso con chi non ne capirà una sega nulla, ma vi assicuro che chi capirà riderà abbastanza da compensare.] Religione e gioco di ruolo Mi sono recentemente imbattuto in un nuovo sistema di gioco, basato sul sistema d20 e chiamato "Testamento". Per quelli di voi che non fossero familiari con i "giochi di ruolo", si tratta di giochi in cui uno impersona una parte. In effetti, però, questa definizione è quanto mai lontana dalla verità: i giochi di ruolo sono, in generale, un modo pretestuoso in cui degli uomini dai dodici anni in su, affetti da solitudine cronica, si impegnano in unattività paragonabile a uno sport ma che non faccia sudare così tanto. Dal momento che sono un affezionato sia dello sport sia del gioco di ruolo, posso assicurarvi che mi sento straordinariamente solo. Posso dirvi anche che le due cose sono straordinariamente simili: sport e giochi di ruolo possono entrambi riempire in modo efficace i vuoti lasciati dallassenza della "caccia" tipica dello stile di vita maschile. Ehi, gente, abbiamo degli istinti, che cosa volete che facciamo? A volte, anche qualche ragazza gioca. Spesso, è perché i loro ragazzi le convincono a giocare. Altre volte, è per altre ragioni che non sono mai riuscito nemmeno a intuire vagamente. A prescindere dalle ragioni per cui li praticate, i giochi di ruolo superano i semplici giochi da tavolo o di carte, dotandovi di un personaggio in una storia e permettendovi una selezione infinita di scelte per quel personaggio, tipo: tenterò di scippare la negoziante e sgozzarla, oppure la sgozzerò prima e le vuoterò le tasche poi? E una cosa molto simile a scrivere una storia, ma senza il macchinoso processo editoriale. Giochi come "Dungeons and Dragons" e "Vampiri: la Masquerade" hanno plasmato la subcultura del mondo e creato gemmazioni brutalmente mutanti come "Everquest" e i giochi della serie "Final Fantasy", che si possono decisamente definire figli bastardi. I giochi di ruolo sono lì fuori, e Jack Chick li odia. Esaurita lintroduzione, torniamo a bomba nel tema. "Testamento" colloca i suoi personaggi in un interessante "periodo storico" oppure "ambito mitologico" (a seconda delle vostre inclinazioni religiose), cioè lAntico Testamento della Bibbia. Con personaggi come Davide e Golia (per i quali nel testo sono riportate le statistiche), Abramo e Mosè e, per esempio, Giobbe, non può stupire il fatto che per questa splendida collana di libri sia stato finalmente concepito un articolato insieme di regole in modo tale che noi, i giocatori, possiamo sgozzare negozianti in unambientazione completamente nuova. Ricordate, però, che nel vecchio testamento gli Ebrei sono spesso avvantaggiati, perciò se i negozianti indossano uno zuccotto, probabilmente conviene lasciarli stare. Un fulmine potrebbe in effetti stendervi. Il problema di regolamentare soltanto il vecchio testamento, però, lascia aperta una domanda scottante: quali sono le statistiche di Gesù? Gesù sarebbe in grado di battere un drago rosso adulto con una mano sola, o avrebbe bisogno che gli Apostoli gli coprano le spalle con qualche incantesimo di cura e di protezione e qualche attacco a distanza? Quantè il bonus di Giuda per colpire alle spalle? Qual è il livello di campagna dei Vangeli? Naturalmente, ho riflettuto un bel po su queste domande. La prima conclusione a cui la gente salta normalmente è che Gesù fosse un personaggio di livello alto. Questa conclusione, però, non mi convince. E vero che curare gli ammalati e creare cibo sono abilità ragguardevoli, ma non sono poi di livello così elevato: Cura malattie e Crea cibo e acqua sono incantesimi da chierico del terzo livello. Certo, Resurrezione è un incantesimo del quinto livello, ma Gesù ha resuscitato morti solo una o due volte, il che mi porta a pensare che abbia lanciato lincantesimo da una pergamena. Affrontiamo la realtà: Gesù era tutto chiacchiere e pochi incantesimi di alto livello, per non parlare di ingaggiare gli avversari in combattimento. La sua specialità era in effetti labilità Diplomazia: come semi-celestiale, Gesù aveva un +4 in Carisma e scommetto che ha pompato al massimo quella caratteristica, il che lo portava a Carisma 22 al primo livello (nel mio ordine divino, Dio usava il sistema "punto a punto", il che significa che Gesù poteva spostare punti fra le caratteristiche). Già questo era sufficiente per dare a Gesù un +6 in Diplomazia: così, in una giornata buona, Gesù sarebbe potuto riuscire a portare un NPC (personaggio non giocante) da "ostile" a "amichevole", che è un tiro con classe di difficoltà 25. Definendo una "giornata buona" come un lancio di 15 nel buon vecchio dado a venti facce, con il suo bonus di +6 Gesù avrebbe già ottenuto un totale di 21: avrebbe perciò avuto bisogno soltanto di 4 punti in Diplomazia per farcela. Se consideriamo Gesù come un chierico di quinto livello, avrebbe potuto avere addirittura 8 punti in Diplomazia, il che gli avrebbe dato un +14 ai tiri su quellabilità. Scommetto che ora vi state chiedendo perché io piazzi Gesù così in basso nella scala dei livelli. "Certamente Chuck ce lha con Gesù per qualche motivo." Vi assicuro che non è niente di simile. Ma Dio ha dato alcuni poteri a Gesù e penso che Gesù li abbia utilizzati al meglio per aiutare a salvare il mondo. Noterete però che per tutto il Nuovo Testamento Gesù non ha mai usato il Colpo infuocato né lAlleato planare superiore. Immaginate, se potete, Gesù che affronta re Erode con una colonna ben piazzata di fiamme sacre, metà danno da fuoco, metà danno divino. Essendo un re, Erode era ovviamente un guerriero di alto livello che si era ritirato alla vita politica, perciò sarebbe probabilmente sopravvissuto, ma avrebbe avuto qualcosa su cui riflettere: il Nuovo Testamento è un mondo a basso uso di magia, per cui un incantesimo di quel tipo avrebbe notevolmente impressionato un semplice guerriero. Con la sua origine semi-celestiale e cinque livelli da chierico, Gesù arriva a livello equivalente 9: non così eclatante, nel complesso. Se per sentirvi a vostro agio avete bisogno di pensare che il figlio di Dio sia un personaggio di livello più alto, aggiungete qualche livello da bardo o da ladro, per aumentare un altro po la Diplomazia e qualche altra abilità legata al Carisma. Sono convinto che quando Gesù disse "Mio Dio, perché mi hai abbandonato?" volesse in effetti significare "Ehi, master, non è che potrei avere qualche altro livello?". Secondo me, il Nuovo Testamento è una campagna di basso livello concepita per giocatori molto interessati al roleplaying e allo sviluppo dei personaggi. Lavventura principale ha un finale tragico che potrebbe essere molto affascinante per chi è interessato al genere, ma i giocatori EUMATE (Entra, Uccidi Mostro, Arraffa Tesoro e Esci) potrebbero trovare il Vecchio Testamento molto più interessante. Mia traduzione affrettata e orrenda dalloriginale di Chuck Werner LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK giovedì 20 luglio 2006 - ore 11:58 Istantanee Descrivere il concerto di BB King è come descrivere un tramonto settembrino in alto mare durante una bonaccia. Grazie a lui e a chi mi ci ha accompagnato (e non soltanto perché mi ha procurato i biglietti), è stata una serata il cui ricordo mi accompagnerà per molto, molto tempo. A Villa Pisani si fanno un sacco di incontri. In mezzo a questi c’è anche chi fa finta di non riconoscerti: tutto sommato, per una volta ho deciso di stare al gioco (in omaggio a E., che ogni tanto ha pure ragione). Scrivevano i goliardi bolognesi in una vecchia edizione del "Fittone": le merde che si trovano per strada a volte si evitano, a volte si calpestano. Per questa volta, quindi, mi è andata bene. Il mio glorioso e acciaccato cellulare veterano è definitivamente defunto dopo raqquanti anni di onorato e efficiente servizio. Ho deciso di togliermi una soddisfazione e passare a un modello come dico io. Contro: lo standard Nokia non è più così standard, evidentemente, per cui mi trovo a non sapere più che cosa fare di tre alimentatori. Vita nuova, cazzo, vita nuova ti ho detto! Ah, già: pure il mio indirizzo e-mail principale è defunto. Oggi vedremo di metterci una pezza. Buona giornata a tutti; sento nettamente che per me lo sarà. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK lunedì 17 luglio 2006 - ore 13:16 Ritorno al futuro Si conclude finalmente un mesetto ben stancante. Dal 22 al 26 sono stato a Roma per un convegno; ne sono tornato appena in tempo per votare (sospiro di sollievo) e per correre a Milano dove il giorno dopo avevo esami. Direttamente da Milano sono partito per Parigi, dove si teneva un convegno dal 28 al 30 (i ritmi sono stati tali che non sono riuscito nemmeno, per dire, a vedere la Torre Eiffel); al ritorno, lo splendido Chris mi ha convinto a iscriverci alla maratona bridgistica della notte bianca e, finito il torneo allalba delle otto, sono partito per dieci meritati giorni di vacanza lussiniana dal 2 al 12 luglio. Il 13 luglio era ancora giorno di esami. Merita una menzione particolare uno studente che, arrivato in ritardo allo scritto, immediatamente dopo una sua collega ritardataria che fu invitata a accomodarsi in un "buco" libero, alla domanda "E lei?" rispose con un mitologico "Io, se posso, nel buco dietro". I tre professori presenti si sono piegati in due dal ridere e laula si è espressa in unovazione di una trentina di secondi. Gli abbiamo dato un punto omaggio per pernicioso sollazzo della commissione. E ora, se non altro, non si torna più a Milano fino alla fine di agosto (se non una breve puntata per firmare il contratto, ayeah). Ieri i miei hanno festeggiato il trentacinquesimo anniversario di matrimonio. E strano pensare che, quando mio padre aveva la mia età, io andavo già allasilo, ma la sensazione più forte è una punta di commozione vedendo i miei genitori ancora lì, nella buona e nella cattiva sorte, nella salute e nella malattia, per ogni giorno della loro vita. Oggi sarà bene vedere di produrre un po di lavoro: il giro dei blog (tremo al solo pensiero dellarretrato) è pertanto rinviato a non prima di domani. Buona giornata e buona settimana a tutti. LEGGI I COMMENTI (10) - PERMALINK sabato 1 luglio 2006 - ore 11:06 Il quinto giorno Lultima volta che sono stato ospite di una collega a Milano, mi ha prestato questo libro, imponente opera prima di tale Frank Schätzing. Le sue millecinquanta pagine mi sono sembrate assolutamente ideali per riempire i tempi morti (trasferimenti, svacco orizzontale pre-nanna, cose così) del convegno di Parigi (dove son stato da martedì a ieri, ma non chiedete: è stato un convegno molto denso, per cui praticamente non ho visto nulla della città; per fortuna ci son già stato abbastanza volte). Come è mia abitudine, lho affrontato senza neanche guardare la presentazione e i risvolti di copertina. Visto leffetto che ne è risultato, credo che sia bene non dare nemmeno un cenno agli elementi essenziali della trama. Vi basti sapere che si tratta di un thriller semi-fantascientifico (nel senso che, pur essendo ambientato ai giorni nostri, il fulcro è decisamente fantastico e pure collocato scientificamente in modo ammirevole) la cui lettura è indubbiamente piacevolissima. Anche solo limpianto narrativo lo renderebbe meritevole: basti dire che a metà del libro succede una cosa di proporzioni così gigantesche da far pensare che non sia possibile continuare in crescendo per altre cinquecento pagine, e invece Schätzing ci riesce assolutamente alla grande. Se non bastasse questo, sono riuscitissimi anche i personaggi, quasi ognuno dei quali è presentato con piccole e grandi caratteristiche psicologiche studiate in modo ammirevole e spesso tuttaltro che banale. Credo che, da quanto ho scritto sopra, sia chiaro che ne consiglio la lettura a tutti. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 26 giugno 2006 - ore 20:05 Dune ... se fossimo nel mondo di Frank Herbert, passeresti senza problemi il Gom Jabarr, il test delle Bene Gesserit per trovere gli uomini in mezzo alle bestie del genere umano. Questa frase mi fu scritta un bel po di tempo fa da una persona estremamente importante e (oltre a essere giunta in un momento di deserto emotivo nel quale è stata lequivalente di un sorso di acqua fresca) è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso del mio senso di disagio per non aver ancora letto "Dune". Ora so che valeva decisamente la pena di farlo. Frank Herbert ha creato un mondo con un meccanismo che non ha nulla da invidiare alle invenzioni meglio riuscite della fantascienza, dalle tre leggi della robotica e la psicostoriografia di Asimov fino ai monoliti di Clarke. Certo, bisogna ammettere, a onore del vero, che non si può dire altrettanto dello stile narrativo, forse un po troppo rude, che non sempre permette al lettore di immergersi interamente nel filo della storia. Sono quasi certo che se "Dune" fosse stato il primo libro di fantascienza che mi fossi trovato sottomano, probabilmente non mi sarei mai appassionato al genere. Ciò detto (se mi è stato concesso), non posso che unirmi al coro delle voci che acclamano questo romanzo come un indubbio capolavoro. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK giovedì 22 giugno 2006 - ore 12:15 Lio della mente Credo che sia impossibile non provare una certa forma di imbarazzo parlando di questa mia ultima lettura. La ragione sta proprio nel soggetto sottinteso della frase precedente, quell"io" che è loggetto, il soggetto e il protagonista di un libro nel quale il gusto di Douglas Hofstaetter per lautoreferenzialità logica si sposa perfettamente con lanalogo gusto di Daniel Dennett per lautoreferenzialità filosofica. Per avere unidea del risultato basta considerare che (come si premura di farci notare anche il traduttore italiano) il titolo in inglese, "The minds I" suona anche come "The minds eye", "Locchio della mente", ma può anche essere la versione colloquialmente abbreviata di "The mind is I", "La mente è io". Il libro parla proprio di questo. Che cosè l"io"? In altre parole, che cosa ci spinge a sentire che esiste un "io" che, nonostante le evoluzioni e i cambiamenti, rimane identificabile con assoluta certezza e che percepiamo come un tuttuno nello spazio e nel tempo? Daccordo, "io" so di esistere perché vedo le cose dal mio punto di vista; ma allora, come faccio a sapere che esisti "tu", visto che non ho la minima idea di quale sia il tuo punto di vista? E poi, il fatto che esista un "mio" punto di vista non è una conseguenza, piuttosto che una causa, dellesistenza di un "io"? Gli autori si guardano bene, giustamente, dal dare una risposta; conducono però il lettore in un viaggio affascinante nel mondo della coscienza e dellautocoscienza, dando spunti di riflessione e osservazioni argute senza cristallizzarsi in teorie o asserzioni categoriche. Si parte così analizzando gli "altri io", cioè le circostanze che ci spingono a riconoscere in qualche altro soggetto (persona o animale o, perché no, cosa) gli estremi della coscienza e della "personalità"; si compie poi qualche affascinante Gedankenexperiment per capire se e come tale "io-ità" può essere modificata, o replicata, o persa. Si cerca poi in qualche modo di tirare le fila del discorso, ma lunica certezza ottenibile sembra proprio essere che questo concetto di "io", sul quale forse non ci è mai venuto in mente di interrogarci, è probabilmente il più sfuggente e delicato con il quale si possa avere a che fare. Fermo restando che questo libro è assolutamente splendido, sento un certo imbarazzo anche nel consigliare di leggerlo o di non leggerlo. Non lo si può certo definire facile, perché i concetti che contiene sono tuttaltro che banali e richiedono, forse, un certo allenamento e una certa propensione alla riflessione (o, se preferite, alla masturbazione mentale agonistica); daltra parte, il modo in cui è scritto, sempre leggero e elegante come un merletto, lo rende assolutamente adatto anche a essere portato sotto un ombrellone. Espresse queste riserve, insomma, il suggerimento è nettamente a favore della lettura. E ciò detto, me ne parto per Roma, ché il lavoro impone la mia presenza nella città eterna entro sera. Buona giornata a tutti. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK mercoledì 21 giugno 2006 - ore 18:07 Affascinante... Cito da "City" di oggi: Secondo gli psicosomatisti, lattacco di emicrania è un orgasmo vissuto a livello di testa. Non so scegliere, a questo punto, se chiosare con "lumana fantasia sembra davvero non avere confini" oppure con "questo spiega molte cose". Fate voi. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK lunedì 19 giugno 2006 - ore 12:55 Verso il sud Ieri sera, come da tradizione, ci siamo trovati al Cinecity senza la minima idea di quale film avremmo visto. La presentazione di "Verso il sud" parlava di tre donne in gita di piacere a Haiti; l’abbiamo scelto con la vaga impressione che ci aspettasse una commedia un po’ buffa e un po’ leggera, non dico in stile di "Vacanze sul Nilo" ma quasi. Iniziata la proiezione, mi sono reso conto che probabilmente non sarebbe stato così non appena abbiamo letto che il film era canadese (e chi ha visto lo splendido "Le invasioni barbariche" sa che cosa intendo). Poi, ci siamo trovati proiettati in un impietoso ritratto della gestione dei paradisi tropicali e sulla psicologia di alcuni dei vacanzieri che li scelgono come luoghi di fuga dall’esistenza. Un po’ alla volta, si scopre che spesso le nostre debolezze ci mordono proprio dove pensavamo di essere più forti, o che altrettanto spesso qualcosa a cui credevamo di tenere ci importa meno di quanto pensiamo. In compenso, sembra suggerire il film, basta una dose sufficiente di superficialità a far sì che tutto ciò non sia poi una grande tragedia. Charlotte Rampling è semplicemente impeccabile al suo solito, e anche Karen Young recita senza uno sbaffo. Probabilmente il film si presta anche alla visione domestica, ma di fatto merita assolutamente di essere visto. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK domenica 18 giugno 2006 - ore 02:11 Brividi Ci possono essere poche altre parole per spiegare comè stato il concerto di questa sera al Santo. La combinazione di ben tre corali (oltre a quella del duomo di Salisburgo cerano anche il coro del Concentus Musicus Patavinus e i Madrigalisti di Trieste) ha permesso di realizzare un insieme con una potenza vocale semplicemente abbacinante. Almeno quattro volte durante il Requiem (per la precisione, e in ordine: il "Dies irae", il "Confutatis", il "Lacrimosa" e il "Sanctus") ho avuto davvero i brividi. Sul "Confutatis" e sul "Sanctus" mi è addirittura venuta la pelle doca (spero che i vicini non se ne siano accorti). Oltre al Requiem, il programma prevedeva qualche altro pezzo mozartiano di contorno (un Adagio per violino e orchestra, lAve verum e il Te Deum); alla fine del concerto, oltretutto, cè venuto spontaneo di spellarci le mani per un bel po di tempo, sia prima sia dopo il bis (un "Dona nobis pacem" a cappella, che ci ha permesso di goderci lo spettacolo del direttore dorchestra e dei quattro solisti che cantavano le parti del coro seduti in un angolino, divertendosi come bambini). La spiacevole conseguenza di tutto ciò è che siamo usciti dal Santo a unora ormai troppo avanzata per poter pensare di puntare il muso della moto verso Caldogno. Mi profondo pertanto in scuse verso lorganizzatore, lospite e tutti i partecipanti; avevo però già detto che sospettavo che se non fossi andato a sentire questo concerto non me lo sarei perdonato per un bel po di tempo e, dopo averlo sentito, il sospetto è diventato una certezza. Confutatis maledictis, flammis acribus addictis, voca me cum benedictis. Oro supplex et acclinis, cor contritum quasi cinis, gere curam mei finis. Lacrimosa dies illa, qua resurget ex favilla judicandus homo reus. Buonanotte a tutti. siamo rimasti noi a illuderci e cadiamo come petali. Piangere è già sentirsi invisibili ed ogni volta un po più liberi da questa realtà. E come un cerchio nellacqua si perde nel mare tutta la vita ora è dietro di me, è un amore che fa venire i brividi e che ci rende nostalgici, simili ai versi di una poesia e a qualsiasi pazzia. E come un cerchio nellacqua si perde nel mare tutta la vita ora è dietro di me, è un amore che fa venire i brividi, che ci sorride umiliandoci e non ha mai parole né pietà, non ha fondo e non ha limiti... Vivere: non resta altro da fare, sai, che camminare e non fermarsi mai, tanto di strada ce nè... ce tutto un mondo fuori e dentro di me. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK sabato 17 giugno 2006 - ore 11:31 Più si conosce... Un punto di partenza ragionevole per discutere il problema dei molti corpi potrebbe essere quello di domandarsi quanti corpi sono necessari affinché vi sia un problema. Il professor G. E. Brown ha osservato che chi ama le soluzioni esatte può trovare una risposta dando unocchiata alla storia. Nella meccanica niutoniana del Settecento era insolubile il problema dei tre corpi; con la nascita della relatività generale, verso il 1910, e dellelettrodinamica quantistica, verso il 1930, divennero insolubili il problema dei due corpi e il problema del corpo singolo; nellambito della moderna teoria quantistica dei campi è insolubile il problema del nessun corpo (del vuoto). Quindi, se vogliamo soluzioni esatte, già zero corpi sono troppi. (da "Una guida ai diagrammi di Feynman nel problema degli n corpi", di Richard Mattuck) LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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