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![]() Icona, 30 anni spritzina di Adria (the Etruscan city)/Rovereto/sometimes Padov CHE FACCIO? PhD Student Sono middle [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO riferimenti bibliografici, per cambiare...e McEwan Solar Good Omens The Great Gatsby HO VISTO Rovereto,Trento, Padova, Adria, Singapore, Marrakech, Monaco eyetracking... Alti e bassi che fanno un gualivo... STO ASCOLTANDO The whitest boy alive Bossanovas ABBIGLIAMENTO del GIORNO gonne sciocchine ORA VORREI TANTO... che tutti stiano bene e siano felici. Siate felici! STO STUDIANDO... eye tracking OGGI IL MIO UMORE E'... si torna indietro invece di andare avanti ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) girare il mondo e vedere ogni giorno un posto nuovo... tornare a casa per ritrovare i vecchi sapori e i vecchi colori e capire che ormai sei un'estraneo, che ormai anche lì sei un'ombra di passaggio... 2) arrivarea pub preferito e scoprire che e' finita la Guinness 3) perdere l'istinto creatore MERAVIGLIE 1) "Cado lungo disteso dentro tutta la vita e urlo in me la mia ferociadi vivere...non ci sono gesti di piacere nel mondo che valgano la gioia stupenda di chi non ha altro modo di esprimerla se non rotolarsi per terra fra erbe e margherite e mescolarsi con la terra fino a sporcarsi il vestitoe i capellii" [Fernando Pessoa] |
Science is like sex: sometimes something useful comes out, but that is not the reason we are doing it (Richard Feynman) ![]() (Patagonia dreamin’)
giovedì 18 maggio 2006 - ore 10:51 Le suicide de Paris/3 Un cartello scritto con caratteri cubitali in nero con un pennarello indelebile recita così, tra le mani di un inserviente che è lì e si sta guadagnando da vivere, e il fremito scende giù all’improvviso, obbediente, corposo e sicuro di sé. Ognuno ha il compito cui adempiere perché lo spettacolo possa continuare. Le luci si spengono non appena torna a regnare il silenzio, un’assenza di suoni artefatta e irreale, e in un attimo tutto assume un significato universale, una codificazione inequivocabile. È l’antefatto di qualcosa di straordinario. Non c’è il rullo di tamburi ma è come se ci fosse. Un riflettore s’infiamma, c’è la luna piena sul palco adesso, e l’atmosfera è romantica e affascinante, ed è proprio l’orchestra la cellula impazzita che comincia a scandire con ritmo le note di una sinfonia arcinota. C’è il pianoforte e c’è il sassofono, intenso e gutturale, e il pubblico si accoda senza fatica mostrando un certo entusiasmo, ritmando le note con il proprio battito intermittente. Il cono di luce si muove in cerca di qualcosa, segue un binario circolare ma ancora niente, la luce è senza ombra, senza nucleo, rassomiglia al fanale di un elicottero della polizia che cerca un evaso ormai disperso nei boschi che circondano il penitenziario, e tutto d’un tratto si sente un sibilo progressivo che si avvicina. È sempre più forte, e in quell’istante si vede l’ombra di un uomo in frac che si materializza. È alto e pulito, e dà le spalle alla telecamera. Ha una tuba in testa e dei guanti bianchi, che sfrega contro un bastone da miliardario anni 50, nero col pomello dorato. La scena induce qualcuno tra il pubblico a pensare alla propria giovinezza, ai sogni infranti, alle speranze che si nutrivano a proposito della propria vita coniugale, ormai in frantumi. Qualcun’altro borbotta sillabe incomprensibili nell’orecchio del proprio vicino. Il ritmo aumenta, diviene riconoscibile anche per i più giovani, e l’uomo con la tuba si volta mostrando la sua luce. Dame e caballeros, senoritas y chicos, madmoiselle e messiuers, gentiluomini e gentildonne di tutto il mondo. ecco a voi il volto magico di Alvin Nathan Muggeridge, l’affabulatore. È in versione cantante e ballerino, e solo per questa sera vestirà i panni di Gene Kelly in un revival dell’indimenticabile Singin’ in the Rain. E non c’è morte che tenga con questa musica, anche se questo è lo spettacolo di chi ha scelto di morire. Tra settantadue ore il Golden Death scivolerà nel passato, sarà il nulla, un caso da far analizzare ai Goebbels in colletto bianco di epoche a venire, ma chi scorderà mai Singin’ in the Rain? Alvin è scatenato. Affonda con gli acuti, la gente lo guarda estasiata, lo ammira e si lascia trascinare nell’apoteosi, e non c’è tempo per pensare alle stronzate del lavoro stasera, e la scelta di quella melodia non è stata casuale, non è stata riprodotta davvero per omaggiare gli anni cinquanta. La suonano perché è riconoscibile, perché piace a tutti, perché quelle note hanno già raggiunto migliaia di volte le orecchie di uomini bisognosi di svago in ogni angolo del pianeta. Ed è importante che chi guarda si senta protagonista stasera, è questa la chiave. La complicità è tutto. Gli ospiti si alzano in piedi e si lasciano andare in un ballo improvvisato, Saddam e Celine sembrano piuttosto emozionati, e si lasciano immortalare dai flash mentre eseguono un caschè riuscitissimo. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 18 maggio 2006 - ore 10:47 Le suicide de Paris/2 Paris sa che stasera sarà la sua notte. Darà il suo nome al mondo, per le prossime 72 ore. Vedrà il suo volto tuonare sui giornali, e il suo impero diverrà talmente grande da inglobare guerre, terremoti, avvenimenti sportivi, attentati, pandemie e scoperte scientifiche. Si lancerà da quel ponte rosseggiante, annerito dal buio e dalla vastità massiccia della baia che si apre all’oceano, e intorno a lei non si vedrà nulla, né il cielo, né il mare, saranno i suoi occhi l’unica luce a contrastare la morte, almeno finché non sarà lei a decidere di andarle incontro, per ribattezzarla. Sarà una sorpresa incredibile ma non troppo, perché l’ufficio stampa della CBC ha sapientemente lasciato trapelare qualche notizia in anteprima. Nessuno si aspetta di vedere Paris lassù, in equilibrio, pronta a spiccare l’ultimo volo, ma intanto ogni dettaglio è stato preparato con precisione scientifica. L’altezza, la velocità massima con cui dovrà giungere al pelo dell’acqua, il peso necessario che dovrà aggiungere a quello del suo corpo per toccare il fondo, il funzionamento dei dispositivi di sicurezza. Se la si guarda da vicino si vede che è in preda a un delirio gioioso. È eccitata. Tinkerbell sente l’adrenalina sulla lingua, quando le lecca le unghie dei piedi. Ha sempre sognato di ripetere le gesta di Gesù Cristo, e stasera dovrebbe farcela. Morire e resuscitare dopo tre giorni, il nazareno che cambia patria e sesso per diventare una newyorkese californiana d’adozione, la mangiatoia che si trasforma in una catena internazionale di alberghi di lusso. Ma a parte Paris, Tinkerbell e Alvin Nathan Muggeridge nessuno sa come andrà per davvero. È pronta, guardatela bene. Sa che il suo dogma non impiegherà quindici secoli per raggiungere tutti i continenti. Avrebbe voluto Tinkerbell al suo fianco, ma gli esperti e gli stuntman le hanno detto che garantire l’incolumità del quadrupede sarebbe stato impossibile. Ha di fronte a se un bicchiere pieno d’acqua e una pillola colorata, la dose di LSD necessaria a farle compiere una performance indimenticabile. È stato Alvin a richiedere la sua presenza al golden Death. – È una che buca lo schermo - aveva detto – Quando è stata ospitata al David Letterman Late Show, ha incollato alle poltrone una nazione intera. 50 Stati in pausa Hilton. Suscita fiumi emozionali in contrapposizione, amore dogmatico e odio viscerale, piscia e trasforma il cesso in una scultura dorata. E la forbice di telespettatori che desiderano vederla mentre vive o muore si allargherà come un bel paio di cosce. – In questo momento la dea sta aspettando in silenzio. Le bussano alla porta e lei risponde con un grido. Innervosita, dice che parlerà solo con Alvin perché è lui che comanda, e mentre il runner sottoposto al suo servizio prova a spiegarle che è pronta l’automobile che la condurrà al Golden Gate, in studio arriva un segnale dalla regia. Cinque secondi. Quattro, tre, due, uno e si torna in scena. Alvin sembra uno sposo con il frac e il farfallino, poi si sente un ciak, uno schianto tronfio e inconfutabile, ed eccola che arriva la morte. Battete le mani. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 17 maggio 2006 - ore 16:17 Le suicide de Paris/1 Oggi. Se ne sta in disparte, segregata nel suo camerino, e sa bene che susciterà sensazioni forti stasera. È bella, Paris. Porta il nome di una grande capitale europea. È così magra e lunga che sembra un chiodo da bara, e la sua silhouette è un parossismo d’armonia, con i seni polposi e incolonnati in un attillato corpetto nero, un doppio cannone sanguinario che atterrisce il suo obiettivo. La forza eccitante contenuta in un seno. Non ha un’anima, eppure scatena un fremito brutale in chi lo sta osservando. Brilla attraverso lo schermo senza che si possa toccare, un bel primo piano ultra-ravvicinato che svela perfino le striature più impercettibili che solcano l’epidermide. Produce un anelito bestiale, subito strozzato da un rigurgito antagonista. È l’intervento della coscienza repressiva, rigorosa nella propria puntualità, il ricatto che riporta alla propria condizione incessante. L’immagine è voyeuristica e allo stesso tempo perentoria. Ti dice che non stai facendo nient’altro che desiderare qualcosa che non potrai mai avere. È bella, Paris. Si guarda allo specchio con attenzione, osservando le sfumature del suo viso. Sta modellando un’espressione di sfida, e chi le restituisce lo sguardo è un pugile dai capelli color platino, con la chioma fluente valorizzata dall’extension. Si specchia e percepisce una missione. È In attesa dell’incontro decisivo per il campionato del mondo, pesi superleggeri a giudicare dalla sua magrezza macilenta, e l’unica emozione che evade la tenuta possente dell’eye-liner è la superbia solida di chi nella vita si sente imbattuta. Giura a se stessa che non proverà alcuna paura, e con mani orgogliose inizia ad accarezzare i contorni del proprio corpo. Assoda la vellutata pulitezza della pelle, e s’inacidisce se incontra qualche leggera protuberanza sotto le dita. È nata il 17 febbraio del 1981. È un acquario, e come ogni acquario si sente tenace. Legge l’oroscopo tutti i santi giorni da quando ha compiuto sette anni. Ha addirittura un’astrologa personale, per non prendere a cuor leggero certe decisioni importanti. È ricca, ma non le basta. Vuole tutto, la fama, la storia, l’immortalità e l’adorazione dei fans. Il denaro per lei è solo un accessorio. È il suo phard, il rossetto, la lacca per i capelli. Avere quattrini a valanghe non è una fortuna per lei. Anzi. La cosa la lascia del tutto indifferente. Probabilmente non immagina neppure che esista una condizione differente da quella che è abituata ad abitare, non è che abbia molti amici lontano da Beverly Hills. Forbes Magazine stima il suo patrimonio ricevuto in eredità di poco superiore ai 20 milioni di dollari, cui vanno sommati i compensi personali racimolati con le varie attività lavorative e i dividendi annui ottenuti dalla catena alberghiera di cui è socia. Cifre che vanno ammortizzate con lo shopping. Nella vita ha fatto di tutto. Ufficialmente è una presenzialista, ossia l’ospite immancabile a party, festini, ricevimenti, matrimoni di star del cinema, locali alla moda che appartengono a star della musica pop mondiale, sfilate di moda, eventi televisivi, cronache rosa, romanzi, film, serial. È diventata famosa diffondendo filmati porno in cui lei ha il ruolo di attrice protagonista, ed è assieme a uno dei suoi innumerevoli ex fidanzati, un certo Salomon Rich, è questo il nome di lui, un tipo dal grilletto facile e dall’eiaculatio prolungata. One Night in Paris 1 e 2, troppo facile cogliere il doppio senso, e il prezzo per noleggiare il paradiso in DVD è di tre dollari al giorno, con il 15% che va a finire sul suo conto corrente personale. Nel tempo libero, può vantare qualsiasi esperienza contemplata dalle commissioni parlamentari che investono denaro nelle pubblicità progresso. Acquista regolarmente cocaina. Corre in veloci auto sportive. Ha causato incidenti in stato di ubriachezza e se l’è cavata dispensando bacini volatili ai poliziotti, a cui sa bene di aver regalato un indimenticabile brandello di celebrità. Se non è a casa sua, ama far sgombrare i bagni pubblici di alberghi e ristoranti. Le piace ammirarsi allo specchio senza condividere il proprio spazio con nessuno, perché sa che la densità elevata è una prerogativa dei predenti. Partecipa a campagne pubblicitarie in favor dei diritti degli animali e possiede un’invidiabile collezione di pellicce di scimmia, visone, volpe e leopardo. Ha inciso un album musicale e recitato come attrice. Ama i profumi, e in collaborazione con Dior, Yves Sain’t Loren, Armani e Valentino ha inventato delle fragranze che portano il suo nome, roba che sul mercato è andate letteralmente a ruba. Le capitano solo imprevisti da Star. Non rimane senza sale, né le si scoloriscono gli abiti in lavatrice. I suoi imprevisti medi sono di ben altra portata, sono notizie dei telegiornali. Una volta, un hacker le ha crakkato la rubrica del cellulare dove tiene i numeri personali delle star. Alle sue spalle scodinzola Tinkerbell, il suo chihuahua nano. È poco più grande di una tazza di the di porcellana, ma rumoreggia come se fosse un giaguaro. Sta gironzolando per il camerino, bardato di pietre preziose. Indossa un corpetto di seta a strisce bianche e rosa, e se potesse camminare su due piedi sembrerebbe il bagnante in costume intero di una vecchia foto di famiglia in bianco e nero. Al collo porta una cinghia tempestata di perle, perle vere, e almeno ufficialmente è l’autore di un libro intitolato I diari di Tinkerbell Hilton. Paris lo striglia perché vuole silenzio, lui mugugna ma poi obbedisce, accucciandosi ai piedi della sua padrona. E indovinate chi c’è sulla copertina del TIME questa settimana? Il confronto con la sua silhouette riflessa dallo specchio è inevitabile. Trova di essere più bella e in forma di allora, stasera. Ha un serial tv dedicato a lei e al suo stile di vita. I want to be a Hilton, è questo il nome scelto dai produttori, un titolo veritiero e di sicuro ascendente, un’opera che scruta a fondo i desideri dei fan. È stata fidanzata con Carter dei Backstreet Boys e vanta storie più o meno reali con Leonardo Di Caprio, con il campione di pugliato Oscar della Hoya, e con un esercito di altri attori, modelli e campioni dello sport. È amata, Paris. È desiderata. C’è da meravigliarsi che finora qualcuno non abbia mai tentato di ucciderla. È immensa eppure così misera, è sfavillante e cinica, altezzosa e potente, eppure qualsiasi sedicenne con il tesserino della palestra potrebbe violentarla senza fatica. È decisa e miope, ha obiettivi consolidati, ha persino un anima candida tutto sommato. Piange e sanguina come tutti, ma quando succede lei la notizia fa il giro del mondo. Le è capitato d’intervenire chirurgicamente sul suo corpo, ma non potrà evitare di invecchiare fino alla morte. È bardata di diamanti ma tornerà polvere, è eccitante ma frigida, è egoista ma vuole mescolarsi a tutti. È l’istinto individualista di quattro miliardi di esseri umani raccolto in un unico macigno fatto di desiderio. È irraggiungibile. Divina. Troppo piena di sé per emozionare davvero per un periodo di tempo più lungo di un’inquadratura. È indiscutibile e incrollabile. È Beverly Hills ed è trendy. È tesi e antitesi di se stessa, specie quando i momenti-rimasuglio della sua vita non possono essere condivisi con degli sconosciuti, un avvenimento che la restituisce a una certa normalità che lei detesta. È pacchiana e ha classe infinita. È latex, feticcio e consumo. È Wall Street e brokeraggio. È capitalismo sfrenato ignorando di esserlo, perché Paris dame e caballeros, è il terzo millennio. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 17 maggio 2006 - ore 11:45 Basta abbagliarsi. Basta accecarsi. LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK mercoledì 3 maggio 2006 - ore 14:20 NOMEN OMEN Questi sono alcuni limericks che mostrano come la persona ed il suo destino siano spesso definite dalle lettere del suo nome.. UMBERTO BOSSI Subiste morbo e subtrombosi subito sembro’ ANTONIO FAZIO Azioni a tonfo? antifona: ozio GIULIO TREMONTI Il guitto minore giro’ il minuetto lui mite, trigono nego’ utili morti CESARE PREVITI Vipere e scarti per eviscerati riserve, capite? serviti e crepa! CAMILLO RUINI Or illuminaci il cilum ornai ROMANO PRODI Arido pronom ma dirò: porno. Primo, adorno riparo’ mondo. VALTER VELTRONI Ventre talor vil: trivellan vetro, trovan tre ville. PIERO FASSINO si, sei profano o forse sai pin? FAUSTO BERTINOTTI Batte su toni forti bruto, fotte i santi tutto fin sobrieta’ LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK mercoledì 3 maggio 2006 - ore 14:02 LIBERA forse... The custemor you call may have switch off the phone... Try again very very later... LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK venerdì 28 aprile 2006 - ore 11:29 VORticoSAMEntE ...mi sento risucchiata dagli eventi... COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 11 aprile 2006 - ore 15:16 Vaticini - Ragazzo, secondo gli exit poll non vivrai oltre i quaranta. Cosa pensi di fare? - Grandi pere, scopate con le puttane senza preservativo, i 180 sulla provinciale. A cosa serve percorrere le strade, se le strade non sono in grado di percorrere se stesse? Antonio Moresco COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 11 aprile 2006 - ore 14:41 Chi ha vinto? Mi sento come l’enorme, bovino giocatore di rugby del Jolerugby di Marco Paolini: affondato nel fango fino le cosce urlando con voce profonda che viene su dalle viscere della terra: "Chi ha vinto?" COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 6 aprile 2006 - ore 17:01 dai... oggi mi son data un obiettivo è bello nella vita darsi degli obbiettivi. Il mio obiettivo/obbiettivo quotidiano è arrivare a 666 visite sul blog... dai dai che ce la possiamo fare... LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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