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“L’universo è pieno di cose magiche in paziente attesa che le nostre facoltà mentali si affinino”
B. Russel
Mi sono seduto dalla parte del torto, perchè dalla parte della ragione i posti erano tutti occupati
( B. Brecht )
Alice: Volevo soltanto chiederle che strada devo prendere!
Stregatto: Beh... Tutto dipende da dove vuoi andare!
Ho dei gusti semplicissimi, mi accontento sempre del meglioOscar Wilde
C’è un piacere sicuro nell’esser matti che soltanto i matti conoscono "Faith" is a fine invention
For Gentlemen who see -
But Microscopes are prudent
In an Emergency. Mi è capitato di credere a non meno di sei cose incredibili già prima di colazione La Regina Bianca ( Alice attraverso lo specchio )
Dove ci sono libertà e democrazia c’è sempre una tetta fuori
" Unless you’re blissful as a buddha or Krishna, remember, stupidity is lurking"
Un idealista è una persona che, scoprendo che una rosa ha un profumo migliore di un cavolo, conclude che farà anche un brodo migliore. Un pessimista è uno che, quando sente profumo di fiori, si guarda in giro per vedere dov’è la bara.(Henry Louis Mencken)
Uno di Campodarsego è mediamente più mona di uno di Fiesso..ma meno venessian
(CIUCHINO)
"To see a World in a Grain of Sand, and a Heaven in a Wild Flower/
Hold Infinity in the palm of your hand, and Eternity in an hour"L’ormone non sbaglia mai.
la mente, i calcoli, i rimuginamenti si.
Ho visto succedere tante cose.Chi non crede nei miracoli non è abbastanza realista.(Audrey Hepburn)
“Io … io non so proprio dirvi chi sono in questo momento… so soltanto chi ero questa mattina quando mi sono alzata, ma certamente devo essere cambiata diverse volte.” (Alice nel paese delle meraviglie)
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lunedì 18 febbraio 2008 - ore 09:26
Dipartimento di chimica
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Centro di strutturistica diffrattometrica
Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività
Centro di corrosione
bla bla bla
e ancora bla bla bla
Oggi entrando in dipartimento ho letto il cartello che cè sopra lingresso con scritte tutte quelle belle cose altisonanti.. ( normalmente non ci guardo mai ) ...e mi sto chiedendo se ancora cè qualche fatto dietro le parole...
Uff..sarà il lunedì mattina.
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PERMALINK
domenica 17 febbraio 2008 - ore 02:14
1000
(categoria: " Pensieri ")
(questo BLOG è stato visitato 1000 volte)
Quando ho scritto il primo post del mio blog ( si chiamava Effetto tunnel ed era una riflessione delirante su certi elettroni che passano attraverso i muri… ) pensavo che il numero dei visitatori sarebbe sempre rimasto a 2 cifre…
Ho saputo dell’esistenza di questo sito perché una persona che conosco ha voluto farmi sapere che aveva un blog..e ha voluto che io lo leggessi, per motivi che ancora non ho capito… Forse perché aveva un grande bisogno di mettere fuori da sé quello che ha dentro…e avevabisogno che qualcuno lo sapesse e lo vedesse e io ero semplicemente la persona più a portata di mano in quel momento.
E’ buffo che scrivere qua sopra mi abbia letteralmente preso la mano. Io che non ho mai avuto un diario in vita mia, pur essendo stata una bambina, un’ adolescente e una ragazza timidissima, e adesso solo una donna timida ( con l’età ho perso il superlativo..a caro prezzo ). Non ho mai sentito il bisogno di raccontare qualcosa a foglio di carta e ancora oggi tengo quasi tutto dentro di me.
Una volta ci avevo provato..per la Prima Comunione ( anno 1983, molti che stanno qua non erano ancora nati.. ) qualcuno mi aveva regalato un libriccino con la copertina color verde acqua e il lucchetto dorato per chiuderlo. Ci ho scritto sopra qualcosaa proposito di un bambino di cui mi ero “innamorata”, che si chiamava Enrico, aveva due anni più di me eabitava sul mio stesso pianerottolo. Ma mi sono stancata subito e l’ho riempito di disegni.
Come sempre sono andata fuori tema! Volevo solo dire che sono stupita di me stessa e lo sarò fintanto che continuerò a scrivere
il blog..anche perché sono assidua…e questo non è da me!
Grazie a tutti quelli che hanno letto

.
E’ forte sapere che qualcuno ti legge…o almeno guarda.
E adesso sarà meglio che vada a dormire!
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PERMALINK
venerdì 15 febbraio 2008 - ore 18:44
(categoria: " Vita Quotidiana ")
nell’atrio dell’università in questi giorni c’è una mostra promossa dai
Medici Senza Frontiere dedicata alle malattie dimenticate.
Sono malattie come la malattia del sonno, la tubercolosi, la leishmaniosi e la malaria, che colpiscono prevalentemente zone poverissime in Africa, in Sud America ma anche nell’ Ex-Unione Sovietica. E’ difficile curarle per tanti motivi : la superstizione dei malati..la loro diffidenza, l’estrema povertà, il fatto che le medicine necessarie o non esistono o sono costosissime perchè non conviene sviluppare la ricerca su di essi... Queste malattie non riguardano il mondo ricco. Per la leishmaniosi c’è un po’ più di speranza...la medicina veterinaria se ne interessa perchè questa malattia colpisce i cani nei paesi ricchi ( sono le testuali parole che ho letto nella didascalia di una foto ).
Oggi ero di umore solitario e invece di andare a pranzo coi miei colleghi sono andata a sbirciare ( questa inizialmente era la mia intenzione ) questa mostra che è lì ormai da una decina di giorni. Ho impiegato più di un’ora per guardare tutte le foto e leggere tutte le didascalie. E mi sono sentita incredibilmente triste. Forse è il "periodo ormonale" che acuisce la percezione dei sentimenti tristi ( non voglio scrivere negativi perchè non è negativo sentirsi depressi alla consapevolezza di cosa può esistere ).
Mentre stavo lì a leggere mi sono passati a fianco un gruppo di studenti che facevano una gara di rutti e dato che l’atrio ha il soffitto altissimo e non c’era troppa gente diciamo che "rimbombavano", e ho pensato agli anni luce di distanza che separano me e gli studentelli ruttatori dalle persone ritratte nelle foto; ho pensato che con quello che poteva costare la cinturazza di Dolce& Gabbana del più tamarro chissà per quanti giorni ( o mesi! )ci vive un indio del Guatemala e cose così.
Niente di originale dunque.
Purtroppo anche se noi rinunciamo a una cintura orrenda o a un paio di scarpe in Guatemala non cambia niente.
Eppure mi sembra di avere letto o sentito una volta qualcosa riguardo al fatto che se una farfalla sbatte le ali in India..piove a New York..
Chissà quanti dei ragazzetti, profe e quant’altro che girano per l’istituto
si sarà fermato a darci un occhio?
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PERMALINK
giovedì 14 febbraio 2008 - ore 18:17
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Oggi ho avuto la conferma inequivocabile che il mio capo è un idiota..conferma data dal fatto che ho partecipato a una riunione con il rappresentante di una ditta che ci chiede consulenze ( sono completamente pazzi

).
E’ un grasso grosso tronfio idiota. E io lo detesto..e detesto che qualcuno possa pensare che io sia lontanamente simile a lui o che abbia qualcosa a che spartire con la sua ignoranza solo perchè ci lavoro insieme.
E poi ha un alito terrificante, credevo di morire

. Non gli manca niente...
Vabbè...va bene..devo resistere ancora un anno..intanto, come suggerito dalla vecchietta che dicevo sto progettando la fuga

..che per ora è l’unica cosa che mi permette di tenere botta e di superare la crisi di male di stomaco che mi prende ogni mattina quando entro in dipartimento... e il risveglio brusco, sistematico che mi accade sempre verso le 5 del mattino..con mille pensieri per la testa che riguardano il futuro..e la mia inadeguatezza ad affrontarlo...
Vorrei essere matta come la vecchina, anche solo per il tempo di dirgli in faccia TUTTO quello che penso di lui!!!
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PERMALINK
giovedì 14 febbraio 2008 - ore 09:45
Una vecchietta matta
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Nella via che costeggia l’università dove lavoro c’è un condominio che deve essere una sorta di casa protetta del Comune o qualcosa del genere.. Ci abitano per lo più anziani, e quasi tutti sono un po’ fuori di testa, è una casa di matti nel senso più Dostoevskijano...
La più matta di tutti è una vecchietta minuta, magra coi capelli corti, che ha persino un certo stile secondo me ( mi ricorda vagamente Audrey Hepburn ) e che se ne va in giro o se ne sta alla finestra e parla con una vocetta stridula e raschiante..E’ convinta di essere la madonna..
Una mia amica sostiene che la nonnina dice sempre la verità...
E la dice eccome. A parte qualche defaillance tipo stamattina che mi ha urlato dietro che sono il diavolo, oppure quelle volte che mi chiede se sono la Madonna lei ha l’inquietante capacità di indovinare in qualche modo gli stati d’animo o le paure...ed esprime a SQUARCIAGOLA le sue opinioni.
Una mattina c’erano due professoresse tiratissime ma un po’ in là con l’età..lei le vede e comincia "siete vecchie! siete brutte e vecchie!! " e così via..finchè le due poverette sono scappate via

Oppure qualche giorno fa mi vede passare e mi urla : "tu bambina vuoi scappare vero?"
Certo che vorrei scappare signora... eccome...
Insomma la vecchietta ci becca un po’ spesso.. può dire la verità perchè tutti sanno che è matta...
Noi "normali" non possiamo...ci tocca tenerla dentro se anche la conosciamo...
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PERMALINK
mercoledì 13 febbraio 2008 - ore 18:53
La posizione ( post ridicolo astenersi gente seria
)
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il grande segreto di tutte le donne rispetto ai bagni è che da bambina
tua mamma ti portava in bagno, puliva la tavolozza, ne ricopriva il
perimetro con la carta igienica e poi ti spiegava: "MAI, MAI appoggiarsi sul
gabinetto" e poi ti mostrava "la posizione" che consiste nel
bilanciarsi sulla tazza facendo come per sedersi ma senza che il corpo venga a
contatto con la tavolozza.
"La posizione" è una delle prime lezioni di vita di una bambina,
importantissima e necessaria, deve accompagnarci per il resto
della vita. Ma ancora oggi, da adulte, "la posizione" è terribilmente
difficile da mantenere, quando hai la vescica che sta per esplodere.
Quando "devi andare" in un bagno pubblico, ti ritrovi con una coda di donne
che ti fa pensare che dentro ci sia Brad Pitt. Allora ti metti buona ad
aspettare, sorridendo amabilmente alle altre che aspettano anche loro con le
gambe e le braccia incrociate. È la posizione ufficiale di "me la sto
facendo addosso".
Finalmente tocca a te, ma arriva sempre la mamma con "la bambina
piccola che non può più trattenersi" e ne approfittano per passare avanti tutte e due!
A quel punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe. Sono
tutti occupati. Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso alla persona
che esce. Entri e ti accorgi che non c’è la chiave (non c’è mai); non
importa... Appendi la borsa a un gancio sulla porta, e se non c’è (non c’è
mai), ispezioni la zona, il pavimento è pieno di liquidi non ben definiti e
non osi poggiarla lì, per cui te la appendi al collo ed è pesantissima,
piena com’è di cose che ci hai messo dentro, la maggior parte delle quali
non usi ma le tieni perché non si sa mai. Tornando alla porta... dato che
non c’è la chiave, devi tenerla con una mano, mentre con l’altra ti abbassi
i pantaloni e assumi "la posizione"... AAhhhhhh... finalmente...
A questo punto cominciano a tremarti le gambe... perché sei sospesa in aria,
con le ginocchia piegate, i pantaloni abbassati che ti bloccano la
circolazione, il braccio teso che fa forza contro la porta e una borsa di 5
chili appesa al collo. Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di pulire
la tazza né di coprirla con la carta, dentro di te pensi che non
succederebbe nulla ma la voce di tua madre ti risuona in testa "non sederti
mai su un gabinetto pubblico!", così rimani nella "posizione", ma per un
errore di calcolo un piccolo zampillo ti schizza sulle calze!!! Sei
fortunata se non ti bagni le scarpe. Mantenere "la posizione" richiede
grande concentrazione. Per allontanare dalla mente questa disgrazia, cerchi
il rotolo di carta igienica maaa, cavolo...! non ce n’è...! (mai). Allora
preghi il cielo che tra quei 5 chili di cianfrusaglie che hai in borsa ci
sia un misero kleenex, ma per cercarlo devi lasciare andare la porta, ci
pensi su un attimo, ma non hai scelta. E non appena lasci la porta, qualcuno
la spinge e devi frenarla con un movimento brusco, altrimenti tutti ti
vedranno semiseduta in aria con i pantaloni abbassati. NO!! Allora urli "O-CCU-PA-TOOO!!!",
continuando a spengere la porta con la mano libera, e a
quel punto dai per scontato che tutte quelle che aspettano fuori abbiano
sentito e adesso puoi lasciare la porta senza paura, nessuno oserà aprirla
di nuovo (in questo noi donne ci rispettiamo molto) e ti rimetti a cercare
il keenex, vorresti usarne un paio ma sai quanto possono tornare utili in
casi come questi e ti accontenti di uno, non si sa mai. In questo preciso
momento si spegne la luce automatica, ma in un cubicolo così minuscolo non
sarà tanto difficile trovare l’interruttore! Riaccendi la luce con la mano
del kleenex, perché l’altra sostiene i pantaloni, conti i secondi che ti
restano per uscire di lì, sudando perché hai su il cappotto che non avevi
dove appendere e perché in questi posti fa sempre un caldo terribile.
Senza contare il bernoccolo causato dal colpo di porta, il dolore al collo
per la borsa, il sudore che ti scorre sulla fronte, lo schizzo sulle
calze... il ricordo di tua mamma che sarebbe vergognatissima se ti vedesse
così; perché il suo culo non ha mai toccato la tavolozza di un bagno
pubblico, perché davvero "non sai quante malattie potresti prenderti qui".
Ma la debacle non è finita... sei esausta, quando ti metti in piedi non
senti più le gambe, ti rivesti velocemente e soprattutto tiri lo sciacquone!
Se non funziona preferiresti non uscire più da quel bagno, che vergogna!
Finalmente vai al lavandino. È tutto pieno di acqua e non puoi appoggiare la
borsa, te la appendi alla spalla, non capisci come funziona il rubinetto con i sensori
automatici e tocchi tutto finché riesci finalmente a lavarti le mani in una
posizione da gobbo di Notredame per non far cadere la borsa nel lavandino;
l’asciugamani è così scarso che finisci per asciugarti le mani nei
pantaloni, perché non vuoi sprecare un altro kleenex per questo! Esci
passando accanto a tutte le altre donne che ancora aspettano con le gambe
incrociate e in quei momenti non riesci a sorridere spontaneamente,
cosciente del fatto che hai passato un’eternità là dentro. Sei fortunata
se non esci con un pezzo di carta igienica attaccato alla scarpa o peggio
ancora con la cerniera abbassata! A me è capitato una volta, e non sono
l’unica a quanto ne so! Esci e vedi il tuo ragazzo che è già uscito dal
bagno da un pezzo e gli è rimasto perfino il tempo di leggere Guerra e Pace
mentre ti aspettava. "Perché ci hai messo tanto?" ti chiede irritato.
"C’era molta coda" ti limiti a rispondere.
E questo è il motivo per cui noi donne andiamo in bagno in gruppo, per
solidarietà, perché una ti tiene la borsa e il cappotto, l’altra ti tiene la
porta e l’altra ti passa il kleenex da sotto la porta; così è molto più semplice e veloce perché tu devi
concentrarti solo nel mantenere "la posizione". E la dignità.
E’ tutto vero

Una giornata di lavoro assurdo mi fa partorire questo tipo di idee...
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PERMALINK
mercoledì 13 febbraio 2008 - ore 12:38
E’ sufficiente
(categoria: " Riflessioni ")
l’indignazione quando succedono cose come scoprire che un tizio ha stilato una lista di presunti appartenenti a una lobby ebraica? A parte l’assurdità della cosa cambia qualcosa se noi ci indigniamo e firmiamo le lettere pubbliche ecc. ecc ?
Non lo so..a me ogni tanto sembra che questi interventi lascino il tempo che trovano...come le bandiere della pace appese ai balconi non fanno cessare la guerra..che infatti in Iraq e in Afghanistan dura ancora...
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PERMALINK
martedì 12 febbraio 2008 - ore 16:07
Miss Jane
(categoria: " Pensieri ")
che non sono io! ma l’eccelsa romanziera inglese Jane Austen, la cui opera omnia sto rileggendo in questo periodo...
Miss Austen visse in Inghilterra, per lo più a Bath per tutta la sua breve vita ( è morta ad appena 41 anni ) era la figlia di un pastore protestante e non si sposò mai. Scrisse sei romanzi tra il 1797 e il 1816, il più celebre è Orgoglio e pregiudizio, in cui descrive in modo assolutamente disincantato la società del suo tempo, mettendone in evidenza le contradizioni e le assurdità, e questo è quasi incredibile se si considera che J.A. era una donna, e che viaggiò pochissimo e che la sua esperienza umana era limitata a una cittadina di campagna. Quello che è incredibile è l’ironia che pervade questi romanzi le cui protagoniste sono ragazze belle, intelligenti e spesso "povere", per usare in termine moderno "un po’ sfigate"..tutti si concludono con uno o più matrimoni e in generale nonostante varie vicissitudini alla fine prevalgono i giusti principi e i buoni sentimenti. In realtà Jane non è mai completamente dalla parte delle proprie eroine, anche a loro non è risparmiata l’ironia tagliente della scrittrice..per questo la adoro!
Quello che mi colpisce ogni volta è la modernità della scrittura della mia "omonima" penso che ognuno di noi può trovare modo di riconoscersi in uno dei suoi personaggi.. Io mi ritrovo quasi a pennello in Elizabeth Bennet, la protagonista di Orgoglio e pregiudizio, ironica e senza troppi peli sulla lingua..e un po’ troppo lesta a farsi un’opinione sulle persone ( talvolta totalmente sbagliata!!! )
Queste letture su di me hanno un effetto quasi terapeutico..mi calano in un mondo fatto di gite in calesse, partite di whist, balli e the pomeridiani... Fanciulle romantiche che non fanno niente tutto il giorno se non ricamare, leggere le poesie di Lord Byron, suonare il pianoforte e arrossire sotto lo sguardo ardito dei gentiluomini

.
Insomma quanto di più lontano dalla nostra vita contemporanea.. e in un certo senso quanto di più vicino... E così mi estranio un po’ dalla quotidianità delle mie frenetiche corse da una parte all’altra...mi sento per un’attimo un’oziosa fanciulla inglese...
In un pomeriggio come questo, con questo sole, se fossi una signorina inglese dei primi dell’800 potrei ragionevolmente uscire a fare una passeggiata lungo il sentiero che percorre le mura della città...
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PERMALINK
lunedì 11 febbraio 2008 - ore 09:19
Lunedì mattina
(categoria: " Vita Quotidiana ")
e incredibilmente al lavoro prima delle 9,00! per una mission impossible

! Rifare tutte le misure di una tesi di laurea che DEVE essere consegnata tra 10 giorni... Mi sento vagamente oppressa..soprattutto dall’idiozia del mio capo che si interessa delle cose solo gli ultimi 5 minuti...e solo per rompere le palle.
Ovviamente la mia tesista non si è ancora palesata

...
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PERMALINK
venerdì 8 febbraio 2008 - ore 19:07
(categoria: " Vita Quotidiana ")
C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole,
anzi d’antico: io vivo altrove, e sento
che sono intorno nate le viole. forse per le viole è un po’ presto...siamo solo in febbraio...ma oggi c’era qualcosa di nuovo nel sole..l’ho sentito mentre camminavo sul lato soleggiato della strada..
( sunnyside of the street )

La primavera arriva! Con calma...certo ma sta arrivando..
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