Frak e pantofole, con calzino turchese, ovviamente.
ORA VORREI TANTO...
Espatriare.
STO STUDIANDO...
Sostengo (nonché ne sono parte attiva) il comitato:
OGGI IL MIO UMORE E'...
non proprio la comune tristezza più una lieve malinconia ...ma di altre sensazioni la paura e il coraggio di dire: " io ho sempre tentato, io ho sempre tentato... "
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Prediligere il parallelismo tra spigoli di oggetti vicini: es. libro vicino a bordo del tavolo, matita vicino a libro, scarpe appaiate e parallele (anche se é improprio)...
spazio di infiniti ritotni e slanci caratteriali e impressionistici...tutto il più eternamente coplicato che c’è "NON MI CONFONDERE CON NIENTE E NESSUNO E VEDRAI CHE NIENTE E NESSUNO TI CONFONDERA’"
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martedì 10 giugno 2008 - ore 15:48
Livio ed il suo migliore amico
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ciao, mi chiamo Livio, e ho un’età imprecisata, solitamente appartengo alla categoria dei giovani. Ho una vita sociale, amici, serate, concerti. E anche, come si rispetti, un migliore amico. Sempre a disposizione, si accende e si spegne, non in autonomia però, a seconda dei miei umori in realtà. Quando sono depresso lo chiamo per username con prefisso di password ed inizio a sfogarmi ai quattro venti, del lavoro non pagato, delle lezioni di chitarra mancate, ma non sono poi così egoista, lo chiamo anche quando sono felice, che ne so, magari per l’ultimo corto girato. Poi la cosa bella è che tutti gli altri amici, quelli senza pass e nick, possono parlare con lui e scoprire cosa ho fatto oggi, come mi sono sentita, se gli ho mandati a cagare quelle 5000 mila volte, così risparmia a tutti quanti lo sforzo di prendere il telefono per le solite domande, come stai? Come va?...il mio migliore amico ti evita anche questa costosa fatica. Se poi hai dei genitori lontani ancora meglio, potranno iniziare a chiamarti meno spesso e sapere il tuo status da una semplice ricerca su google…e se poi, ancora, malauguratamente un giorno dovessi anche un po’ suicidarti, non ti preoccupare, non verrai disturbato nel momento in cui lo stai per fare, ma lo apprenderanno comodamente seduti davanti ad un pc, collegato al mio migliore amico.
diceva Jack, una paura tira laltra come le patatine...ho paura, la prima, non sono mai come mi vorrei, ho paura la seconda, di non dimenticare mai, e lelenco volge allinfinito imbrattato di panico...emergere, di nettuno e sirene si parlava, ma come si fa ad emergere...tutto sembra così ragionevole quando la ragione la indossi tu, io ho paura e basta.
"hai bisogno nella tua vita così fragile di qualcosa in cui ritrpvare la tua parte più profonda in cui essere veramente te stesso libero dal dolore e dalla gioia dell’esistenza ...in pace. Un luogo, una persona, una cosa un emozione che ti permetta di tornare a casa... Qualcosa in cui...specchiarti." e non sentirmi ingombrante.
Dalla finestra semichiusa arriva l’aria stagnante di un giugno impaziente. Le stelle civettano male appese al nero scatola di una città ferma. Le vacanze sembrano più lontane adesso che non a dicembre. Prima media. Pare scrivevamo così. Me la ricordo, la tecnica dei temi di prima media. Quando bisognava avere una tecnica, svegliarsi incoscienti e andare a trovarsi per fare di regole e principi i propri esercizi. Tema. Com’ero alle medie. Inizialmente libera dall’uniforme da grembiule blu era stata una vittoria conquistata alle elementari poi avevo riscoperto l’indole perversa che ne stava dietro ma ho sempre fatto di testa mia vestendomi nel modo peggiore che potessi concepire dall’alto dei mie 13 anni…e che è stasera? Revival? No, credo di no, ma pensavo fosse arrivato il momento di dispiegare quegli anni come un lenzuolo che dopo anni ha bisogno di sventolare all’aria aperta dei vari ragionamenti mentali. La tecnica dicevo, non ci ho mai creduto fondamentalmente, per pigrizia credo e ostilità verso i presupposti calati come verità assolute su una testa che non ne ha mai volute. La tecnica dell’avvicinarsi a qualsiasi cosa con metodo, ragione e fascino, si proprio fascino…il fascino e la ragione? Si, è la cura che deponi nel fare qualcosa. Mi sveglio di notte adombrata da un futuro e mi accarezza il pensiero del passare dei giorni, e il ragazzino di Pennac e la sua tecnica di asino consolidato che passa gli esami di scuola media. Alle medie funzionava così, bisognava essere tecnicamente bambini per non riscoprirsi asini.
Mi serve una soffitta
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Di là. Dall’altra parte delle pareti mentali, dietro una porta che sa di arredamento anni 60, ultimo barlume in una casa di ciò, che a dispetto delle ondate generazionali, rimane lì ancorata a ricordarti quando è stata costruita, ci sono rumori fievoli di posate, di una vocina di otto mesi e del suo pianto breve tra i suoni di giochi da ninnananna. L’arte di abitare stanze diverse, di riscoprirmi quasi pratica come una bollicina d’aria che risale su da un abisso. Mi ritrovo a navigare tra appartamenti e ad immaginarmi declinazioni di mobili e stili di vita. Un miracolo di spazi e di sguardi, che cala l’asso nella potenza dell’antitesi: il luogo fisico. E poi c’è qualcuno che ho già immaginato in due case diverse, attendo di immaginarti nella terza abbastanza grande da farci stare l’amplificatore nuovo. Io rigiro il letto, intanto.
non ci posso credere non ci posso credere ovunque mi giro li vedo e li sento e mi fanno paura,quasi...gliafterhourshannoinvasolacittà e leienelehannomesseadormire...Christinesvegliatialmenotu...
There was an angel face And there were these angel eyes And as he wakes up and all is always settled And as he wakes up and maybe is tired And as he wakes up and there is this sense of evil And as he wakes up and he has to clean Clean Clean Clean Clean My prick is dead My heart is dead My soul is dead My head is dead Stone heart - Stone heart - you such a Stone heart There was an angel face and there were these angel eyes