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"Per me, ciccino mio"





HO VISTO

la vergine suicida.

i soliti finto artisti pervertiti del cazzo.






STO ASCOLTANDO









ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Frak e pantofole, con calzino turchese, ovviamente.





ORA VORREI TANTO...

Espatriare.

STO STUDIANDO...

Sostengo (nonché ne sono parte attiva) il comitato:



OGGI IL MIO UMORE E'...

non proprio la comune tristezza
più una lieve malinconia
...ma di altre sensazioni
la paura e il coraggio di dire: " io ho sempre tentato,
io ho sempre tentato... "



















ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Prediligere il parallelismo tra spigoli di oggetti vicini: es. libro vicino a bordo del tavolo, matita vicino a libro, scarpe appaiate e parallele (anche se é improprio)...


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venerdì 11 gennaio 2008 - ore 15:29



(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Per tutti i viaggi al termine della notte
Per tutti i viaggi nel centro del cuore
Se credi che le tappezzerie delle stanze dei motel siano mappe segrete
Per condividere un sogno prima che la luce spunti fuori
Per tutte le lettere d’amore mandate al momento sbagliato
Per tute le lettere d’amore mandate al momento giusto
Per tutte le lettere d’amore arrivate in ritardo
Per tutti gli artisti del trapezio
Per tutte quelle cameriere/camerieri che adoriamo in gran segreto
Per tutte le persone con tic nervosi
Per tutte le ossa malmenate e rotte
Per tutti i cabaret in europa o almeno per il ricordo del loro odore
Per tutte le ragazze in collant
Per la testa di mio padre
Perché Chet Baker suonava meglio senza denti
E Celine ha fatto grossi errori ma ha scritto della vita come nessun altro
E cosi ha fatto Bukowski mentre sentiva una termite suonare il banjo
Perché si dice che quando Freud e Jung erano nella stessa stanza volassero gli oggetti
Se credi che tutto cio’ che si arrugginisce col tempo luccichi
Se l’ultima volta che ti sei rasato hai fatto anche la barba alla faccia di tuo padre
Se ti senti vivo quando la vedi sorridere e se i tuoi amori sono solo stati guidatori della domenica del tuo cuore
Se credi che il diavolo prima o poi vendera’ indietro molte delle anime che possiede perché le trova noiose
Se compri cose dal suo passato e vorresti avere la macchina del tempo per un giorno per vederla da bambina
Se pensi che uno scheletro nasconda un armadio
Se sei saggio quasi sempre solo quando dormi
Perché niente è veramente sotto controllo
Per tutto questo e piu’...allora Marti potrebbe fare al caso tuo

"





...perchè oggi mi sento uno scheletro senza armadio e perchè ’oggi’ mi sarebbe piaciuto vederti da piccolo


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mercoledì 9 gennaio 2008 - ore 22:02



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Persa persiste persitudine.
Fugace per strada camminando devo aver smarrito qualche pezzo…forse la voce di una telefonata mi è ritornata con un nastro diverso, credo di averla sentita finalmente alla giusta velocità arrivare alla mia sensibilità…aprire una comunicazione, se telefonando, ma non solo, se sensibilizzando…così ho risentito. Mi sono sentita ecletticamente sorda, e mi è bastato per tornarmene a casa dalle mie paure.
Va veloce questa settimana, si avvicina nei miei pensieri il 24…sogna con cautela ultimamente mi hanno detto perché se si avverano poi allora...sono i miei sogni, le mie aspirazioni, che male mi possono fare. E invece, con la tazza di tè tra le mani mi sono messa a piangere, la velocità che prendo alle volte sulla pelle mi rende incapace di scegliere…non sono una che ci impiega tanto a decidere, sono le conseguenze che metabolizzo a velocità nettamente inferiore. E poi ho visto l’insostenibile leggerezza dell’essere e mi sono sentita troppo simile ad una delle due protagoniste…quella che muore…devo avere un’insanabile metaforica affinità.
Patafisicamente parlando avrei dieci mila soluzioni immaginarie per la mente, intanto domani.
Intanto il Kenya esplode, i rifiuti sommergono, colleghe psicologhe muoiono, Bruna fa trasfusioni, il mondo implode ed io scrivo…del fashion…bah…capisco sempre meno.



Le diapositive, le foto…ve le spiego…l’aereo sono i miei sogni…chi insegue o chi scappa sono io.


""La situazione è molto buffa e decisamente paradisiaca."
Questa è arte molto buffa. "


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venerdì 4 gennaio 2008 - ore 19:36



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ci sono immagini che indosso meglio di una frase, e ci sono frasi che ricoprono distanze meglio delle strade...quando non è cosa da poco sorridere...cose che plasmano lineamenti...un pò consigli anche insomma.




credevo di si...
curiosa la giacca larga,
sembra una strada che indossi,
non una strada asfaltata,
strada e basta.
credevo di...
manipolare umori
conoscere i rumori
ed evitare le r di troppo
credevo...
senza devo perchè credo ancora
violette



"Strada: striscia di terra che si percorre a piedi. Diversa dalla strada è la strada asfaltata, che si distingue non solo perché la si percorre con la macchina, ma in quanto è una semplice linea che unisce un punto a un altro. La strada asfaltata non ha senso in se stessa; hanno senso solo i due punti che essa unisce. La strada è una lode allo spazio. Ogni tratto di strada ha senso in se stesso e ci invita alla sosta. La strada asfaltata è una trionfale svalutazione dello spazio, che per suo merito oggi non è che un semplice ostacolo al movimento dell’uomo e una perdita di tempo. Prima ancora di scomparire dal paesaggio, le strade sono scomparse dall’animo umano: l’uomo ha smesso di desiderare di camminare con le proprie gambe e di gioire per questo. Anche la propria vita ormai non la vede più come una strada, bensì come una strada sfaltata: come una linea che conduce da un punto a un altro, dal grado di capitano al grado di generale, dal ruolo di moglie al ruolo di vedova. Il tempo della vita è diventato per lui un semplice ostacolo che è necessario superare a velocità sempre maggiori"


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mercoledì 26 dicembre 2007 - ore 10:31


Il grande freddo, panettoni e motti
(categoria: " Vita Quotidiana ")



"Immerso nella notte. Così come talvolta si china la testa per meditare, essere così
immersi completamente nella notte.
Tutt’intorno gli uomini dormono. Una piccola commedia, un’incolpevole illusione che
dormano nelle case, in solidi letti, sotto un solido tetto, stesi o rannicchiati su
materassi, fra le lenzuola, sotto le coperte,
in realtà si sono trovati come allora e come più tardi in una regione desolata, un
campo all’aperto, un numero sterminato di uomini, un esercito, un popolo, sotto un
cielo freddo sopra la terra fredda, buttati là dove prima erano in piedi, la fronte
sul braccio piegato, la faccia contro il terreno, respirando calmi.
E tu sei sveglio, sei uno dei guardiani, trovi il più vicino rivoltando il legno
ardente nel mucchio di stirpe accanto a te. Perché vegli? Uno deve vegliare, si dice.
Uno deve stare sveglio." Kafka Franz



Amos Vogel



There is a child sleeping near his twin
The pictures go wild in a rush of wind
That dark angel he is shuffling in
Watching over them with his black feather wings unfurled

The love you lost with her skin so fair
Is free with the wind in her butterscotch hair
Her green eyes bloom goodbyes
With her head in her hands and your kiss on the lips another
Dream brother
With your tears scattered round the world.

Don’t be like the one who made me so old
Don’t belie the one who left behind his name
’Cause they’re waiting for you like i waited for mine
And nobody ever came

I feel afraid and i call your name
I love your voice and your dance insane
I hear your words and i know your pain
Your head in your hands and her kiss on the lips of another
Your eyes to the ground
And the world spinning round forever

Asleep in the sand with the ocean washing over




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sabato 22 dicembre 2007 - ore 19:45



(categoria: " Vita Quotidiana ")




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giovedì 20 dicembre 2007 - ore 14:06


Regalate, come a natale, sulle piante, le violette...
(categoria: " Vita Quotidiana ")




"Si disse: quando un giorno l’assalto della bruttezza fosse diventato del tutto insostenibile, si sarebbe comprata dal fioraio una violetta, una sola violetta, quello stelo delicato col suo minuscolo fiorellino, sarebbe uscita in strada tenendolo davanti al viso l’avrebbe fissato spasmodicamente, per vedere solo quello, per vederlo come fosse l’ultima cosa che voleva conservare, per se stessa e per i suoi occhi, di un mondo che aveva ormai smesso di amare. Sarebbe andata così per le strade di Parigi, la gente presto avrebbe cominciata a conoscerla, i bambini l’avrebbero ricorsa, derisa, le avrebbero tirato oggetti addosso e tutta Parigi l’avrebbe chiamata: la pazza con la violetta...


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martedì 18 dicembre 2007 - ore 15:21


Quando mafia, nonno e digitali sono una riflessione...H(a)I tempi del colera
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oggi ho un po’ di tempo per riflettere…nonno che mi racconti una storia? Nonno -si, si come no. Apri word e scrivi questa lettera-.
-Caro Salvatore (il nome me lo sono inventato, o forse no, ed il nonno non è proprio mio ma è come se lo fosse…a dire il vero ho un po’ di nonni sparsi per Padova, ndr), mi dispiace che tu ti senta depresso-…la lettera continua e non potrei trascriverla tutta, perché è un monumento all’arte dello scrivere una lettera, di quelle lunghe tre pagine, piena di commozione forza e vitalità che oramai neanche a babbo natale le scrivono più così ed io non vedo perché condividere la fortuna che ho avuto. Se non in maniera quasi succinta. Nonno detta, parla di un suo caro amico, depresso e della mafia…e di cosa vuoi che parlino i nonni? Effettivamente è vero, ma mi piacerebbe ne parlassero anche i giovani, forse le cose sarebbero un po’ diverse. Giovanni, ups, scusate l’avevo chiamato salvatore l’ignoto, giusto?
Salvatore ha 80 anni ed alle spalle un passato da grosso grasso imprenditore, adesso in stato depressivo, il che ad onor di ciò che dirò tra poco mi sembra anche il minimo, per via del processo giudiziario che avverrà tra qualche settimana. L’accusa è lo Stato, per concorso esterno in associazione mafiosa provvedimento varato da Montezemolo per Confindustria. Ora il nonno si fa prendere dall’ardore della questione e continua a dettare come se stesse contemporaneamente parlando a Giacomino, a Montezemolo, alla famiglia di Giacomino, alla Sicilia ed allo Stato. Ups, non vi avevo detto che si sta parlando di mafia, non di quell’essere bisunto, essere leggendario conficcato nelle nostre testoline da immaginario collettivo, ma di quello che succede agli imprenditori in Sicilia e di quello che succede anche nel resto dell’Italia quando è lo stesso industriale ad essere il mafioso.
Il nonno intanto incalza e mi lascio trasportare, fuori l’arcella di passaggio mi disegna gli umori.
Adoro la nonnitudine perché sa essere tutto, è insicura ma non tanto da aggredire chi ha di fronte prendendolo in giro, è legata al passato ma non ne parla in continuazione, se gli dici un tuo grosso problema non fa finta di niente, se dimostri affetto lo sa gestire, se gli parli di mafia, bè almeno sa di cosa stai parlando…

Ho ancora un sacco di tempo per riflettere, quindi continuo…
Ultimamente ho ritrovato Olga, questa volta non è una nonna, ma una macchina fotografica e ho riscoperto la mimica facciale e la pantomima di chi mi circonda…
Ho tirato fuori la mia carta d’identità, quella che mi da della groupie fino ai trenta, era una giornata di merda (quante volte, nel bel mezzo di una serata tra amici, avete tirato fuori la carta di identità. Un modo come un altro, come il parlare dei cartoni animati, quando la serata sembra prendere una piega di merda, per ridere del peggio di sé: mai uno che sorrida, tutti con facce da cazzo e sguardi verso l’infinito e oltre. Pettinature improbabili, sciarpe strangolatrici, trucco stucco.
…mi sono ricordata di Mimino il fotografo analogico:
una volta, l’unica speranza di essere immortalati era affidata al rullino. 36 scatti al massimo. Per prendere in mano una macchina fotografica dovevi essere maggiorenne ed avere la patente m. Oggetti delicatissimi e sofisticati, un fotografo per una messa a fuoco ti avrebbe impagliato pur di ottenere un risultato dal suo "fermo così…".
Adesso digitali e myspace, allora un piccolo appunto.
Le foto autodafè:
foto con sguardi affascinanti;

foto in cui fingete di guardare distrattamente da un’ altra parte cercando di fare un’espressione intelligente;

foto in cui fingete di ridere ad una battuta che nessuno vi ha mai fatto

Allora visto che siamo sotto natale se proprio dovete regalare una macchina fotografica digitale a qualcuno, bé spiegate a tale persona che le foto autodafè vanno anche bene se magari ritratti mentre vi state scaccolando, ma dite anche che le macchine digitali hanno tutte l’autoscatto...facciamoci un pensierino perché quel braccio proteso…ve lo spezzerei a tre centimetri sopra il gomito.

Ecco, avrei un sacco ancora da scrivere, ma ho finito il tempo della riflessione.

Suggerimenti, che non sono consigli, per gli acquisti:
Harold e Maude un vecchio film dove il suicidio ti dà la vita e non aggiungo altro.
(niente musica o immagini sto giro, anche se…potrei farmi una foto in cui sembro intelligente e postarla, ma anche no)
Ed un contatto myspace: è un piccolo atelier composta da nonna figlia e nipotina.
http://www.myspace.com/estelfashion




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giovedì 13 dicembre 2007 - ore 21:20


Non lasciarmi perdere, Johnny!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


In realtà avrei un sacco di cose da scrivere ma se prima non si plasmano insieme non necessariamente in maniera causale e conseguente, mi basterebbe solo che tutta questa cosalità stesse bene su un unico foglio, ma ancora non va...aspetto di raccontare a mammà...che è come "se mi desse il tempo per essere bella..."






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giovedì 6 dicembre 2007 - ore 21:07


gIRL yOU’ll bE wOMAN sOOn...mAYBe
(categoria: " Vita Quotidiana ")




“Sogno un mondo dove si morirebbe per una virgola.”
Le virgole, allora io ho sempre avuto un rapporto conflittuale con quei reperti semantici che servono a spezzare frasi, dare ritmo ai periodi, a far respirare chi legge…perché evitare la punteggiatura, ed in particolare la virgola significa strozzare l’incauto sommozzatore che ha deciso di tuffarsi tra le parole. Così, a sette anni scrivevo tanto, i vizi prematuri sono quelli che poi ti rimangono per sempre (come i diamanti, per intenderci),e poi rileggevo passando tra le righe e distribuendo un po’ a piacimento quantità di virgole e punti e virgole, così a cascata. Poi a suon di insufficiente ho iniziato a portarmi sin da subito le virgole dietro e a capirne la necessaria nascita concomitante con le due parole adiacenti. Adesso, ci provo, virgoleggio un po’ più coscientemente. Tutto questo era solo una semplice introduzione, che in realtà non introduce niente perché ho deciso di semplificare la vita di questo post con un semplice elenco, come quello della spesa, che in realtà non faccio mai (né biglietto, né spesa, sia ben chiaro) per fermare un po’ di punti e semplificarmi un po’ la vita. Semplice ripetuto tre volte...voglio un pensiero superficiale mania.Frase e punto e virgola, frase e punto e virgola…mondo virgoletta.

a.Problema della settimana, la libertà d’espressione. In quale misura si traballa sull’obiettività, e soprattutto come sopravvivere in una nave di parole che trabocca di pareri saccenti e nepotistici e anche un pò rincoglioniti visti gli 88 anni suonati del capitano della nave...si dice che i topi risaputamene scappano…le pulci, non credo;
b.Allora signora senatrice fai anche a meno di pensare alla proposta di legge che abolisca la legge Merlin sulla chiusura delle case chiuse tanto il maritino in caso se la sbriga in ufficio…si fidi, pare siano queste le abitudini degli italiani…;
c.Qualcuno ha deciso di mettersi il cappotto, sicché la cosa è notevolmente seria, fa freddo;
d.Sono d’accordo con chi scriveva che bisognerebbe vivere l’amore dei sedici anni, non con l’amore di quando avevate sedici anni, ma con le stesse modalità, e meno fragilità annessa…;
e.Sono uscita da melbooks con un libro di Fo su una quattordicenne ed un cd fantastico che mi hanno accompagnato fino a casa cambiandomi l’umore, adoro scoprire la mia terapia;
f.Tornando ho salutato il proprietario di una pizzeria che non va molto bene…il più delle volte lo vedo ubriaco sorriso distante che mi saluta sempre…oggi era lì a preparare il suo alberello con presepe, lo stesso probabilmente da cinquanta anni, ho sbirciato dalla porta chiusa e l’ho visto contento;
g.Pensavo che è u post semplice (l’ho detto cinque volte...sono grave), non ho usato nemmeno un ontologico o fenomenologico e affini…in realtà volevo anche essere sintetica, ma evidentemente non ci riesco;
h.Mentre tornavo a casa sentendo la mia musica, non le vocine nel cervello, ma un cd quello del punto "e", che c’è qualcuno che se ne va in giro ancora con un lettore cd portatile giusto per le emergenze di quando passo da melbooks, mi è venuta di nuovo quell’insana voglia di quando una canzone mi piace tanto, cioè di svestirmi, non so e non commento, ma questa è la reazione;
i.Mi piace quando torno a casa, citofono e risponde Andrea: chi sei?, sono io, un io?, si sono un io?, ma chi nio?, no un io, ma mio? No no grazie non ci serve niente;
j.Sara, che non sono io, che si esercita al taglio della colomba per il prossimo 25 aprile, tagliando il nostro primo panettone…Sara, riesci a tagliare una fetta più piccola? NO;
k.La foto è della mia stanza, che ultimamente adoro...il primo cd che mi hanno regalato che è diventato un vinile proveniente da Zurigo, la lampada con luce arancione che ricorda tanto il decreto legge del punto b, poi di una sveglia che non funziona e del mio prossimo taglio di capelli, che sto facendo anche addirittura progressi (l’ultima volta che mi sono presentata da un parrucchiere avevo in mano il ritaglio di un giornale con la cresta di Tom Yorke).

Finito…un po’…video!








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lunedì 3 dicembre 2007 - ore 12:55


Giorni enuvole, nuvole e lenzuola, messico e nuvole...qualities and faults
(categoria: " Vita Quotidiana ")




"Proverò a parlare di me. A presentarmi con parole mie. L’ho fatto tante volte quando ero a scuola. Ognuno di noi a turno doveva mettersi di fronte alla nuova classe e presentarsi. Era una cosa che odiavo. O meglio, più che odiarla non ne vedevo il senso. Che potevo saperne di me stesso? Ero proprio io quel personaggio che riuscivo a percepire con la mia coscienza? Proprio come quando uno non riconosce la propria voce incisa su un registratore...mi sembrava di essere un truffatore. Per questa ragione cercavo sempre di dire solo fatti oggettivi, evitando interpretazioni o commenti: ho un cane, mi piace nuotare, non mi piace il formaggio ecc....comunque ci proverò lo stesso." (la citazione è rubata da "Dance dance dance" di H.Murakami).


Non mi piace lavare i piatti
A lavare i piatti mi accorgo di avere i pensieri più sinceri, risciacquati e puliti che qualche volta mi scappa anche un po’ da piangere, sarà la posizione da castigo che nega la visione del resto, sarà l’ultimo detersivo comprato, non so, probabilmente ci vorrebbe una lavastoviglie.
Avrò un pò meno tempo e voglia (anzi la voglia è sempre stata meno...) per mettermi nell’angolino dei piatti, sembra iniziare qualcosa di nuovo...danzè






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