Frak e pantofole, con calzino turchese, ovviamente.
ORA VORREI TANTO...
Espatriare.
STO STUDIANDO...
Sostengo (nonché ne sono parte attiva) il comitato:
OGGI IL MIO UMORE E'...
non proprio la comune tristezza più una lieve malinconia ...ma di altre sensazioni la paura e il coraggio di dire: " io ho sempre tentato, io ho sempre tentato... "
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Prediligere il parallelismo tra spigoli di oggetti vicini: es. libro vicino a bordo del tavolo, matita vicino a libro, scarpe appaiate e parallele (anche se é improprio)...
spazio di infiniti ritotni e slanci caratteriali e impressionistici...tutto il più eternamente coplicato che c’è "NON MI CONFONDERE CON NIENTE E NESSUNO E VEDRAI CHE NIENTE E NESSUNO TI CONFONDERA’"
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sabato 13 ottobre 2007 - ore 16:19
non c’è nulla di drammatico
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Adele e Paolo...la musica di una storia e l’opera straziante di un’Italia...vi ho incontrati...
...e se la vita è solo calore e colpi di testa e non ci fa sentire più di una tremenda distanza, di una frequenza diversa, tra testa e cuore tra dire e fare questo è l’ultimo atto e poi sognami...di più
Una sera, piccole canaglie operazione lettera: due cuori...una dark...(in a) room all’ombra di una candela con la cioccolata per il buon umore e i pastelli a cera per riempire di colore
(alfaalfa sono io, Lisa è la bambina accanto a me, Daniele tu puoi scegliere tra i tre ragazzini con berretto, gli atri due sono i miei amici immaginari...)
Mi ricordo, ricordo il mare di un altro colore e un altro viaggio…pensieri sedicenti tali nell’acqua e poco lontano orme di passi che ho visto invecchiare…stai attenta che diventi cadenza introspettiva sulla spiaggia come quelle frasi che si scrivono per poi vederle scappare…nell’acqua, nell’acqua,…vedersele restituire come neve al sole ed in fondo non aspettare altro.
Guardo il tuo modo di stare in piedi, ti immagino perdere cadenza e rumore sulla sabbia…non che abbia chissà quale fottuta presunzione, è che forse ti vedo più forte su un terreno meno solido delle aspettative che ti hanno cementificato sotto i piedi, ti disegno fermo sulla mobilità delle tue note invece, cambiare umore, distenderti e stare in piedi…si tratta di spazi di insofferenze e di pianeti di vorresti…e sembra un po’ cadersi addosso con queste parole ma non credere a tutto quello che dicono è quello che non dici che reifica le cose…
" Musica_parole per il cervello. Ecco langoscia umana in cui lo spettatore dovrà trovarsi uscendo dal nostro teatro. Egli sarà scosso e sconvolto dal dinamismo interno dello spettacolo che si svolgerà sotto i suoi occhi. E tale dinamismo sarà in diretta relazione con le angosce e le preoccupazioni di tutta la sua vita. Tale è la fatalità che noi evochiamo, e lo spettacolo sarà questa stessa fatalitàL’illusione che cerchiamo di suscitare non si fonderà sulla maggiore o minore verosimiglianza dell’azione, ma sulla forza comunicativa e la realtà di questa azione. Ogni spettacolo diventerà in questo modo una sorta di avvenimento. Bisogna che lo spettatore abbia la sensazione che davanti a lui si rappresenta una scena della sua stessa esistenza, una scena veramente capitale. Chiediamo insomma al nostro pubblico un’adesione intima e profonda. La discrezione non fa per noi. Ad ogni allestimento di spettacolo è per noi in gioco una partita grave. Se non saremo decisi a portare fino alle ultime conseguenze i nostri principi, penseremo che non varrà la pena di giocare la partita. Lo spettatore che viene da noi saprà di venire a sottoporsi ad una vera e propria operazione, dove non solo è in gioco il suo spirito, ma i suoi sensi e la sua carne. Se non fossimo persuasi di colpirlo il più gravemente possibile, ci riterremmo impari al nostro compito più assoluto. EGLI DEVE ESSERE BEN CONVINTO CHE SIAMO CAPACI DI FARLO GRIDARE". Antonin Artaud, "Il teatro e il suo doppio
E adesso su, alzati da quella vasca di paure...sbrigati, che usciamo...
Fabrizio De Andrè, 1979-Wall Of Sound, la mostra di Guido Harari
Faceva così freddo questa mattina che ho acceso una sigaretta e ti ho pensato... come come una svista come unanomalia come una distrazione come un dovere
24 hour party women
(categoria: " Vita Quotidiana ")
( Pignoletti docet)
Woman #1
Caso vuole lavoro, lavoro cercasi, caso vuole che bisogna cercarselo. I miei colleghi, la maggior parte, mi ricordano certi morti viventi dei movies d’america. Sfogliano un manuale di settecento pagine e conducono un ramadam integralista da almeno quindici giorni. Non credo conoscano le proprietà benefiche di determinate sostanze ortolane. Postmoderni e ignoranti. Lavoro dicevo, e colloqui. Mettetevi nelle mani di qualcuno, e fatevi rigirare come un calzino…ne usciranno mirabolanti crisi di incapacità e dita nel naso insieme alle tagliatelle di nonna pina, conoscerete addetti alle selezioni ggggiuovani con uno scarto di 40 anni dai denti così biancamente manageriali da sembrare delle vigorsol incapsulate, magari lo erano, responsabili di reparto con il viso di fondotinta (la cosa va spiegata con assunzione di causa e presa di distanza, il trucco in funzione di maschera) improvvisate nelle loro competenze da manuale di bestie da terze elementari, e poi comici in mutande poco spaventati e decisamente guerrieri. Cosa voglio e cosa mi limito, dove limito, dove vedo crescere delusioni…accarezzo giorni e non mi sento lucidamente disperata, l’incoscienza numero uno, ma tenace, mi riscopro ebete bambina, woman meno.
Woman #2
Maternità. Masturbatori (ups..credo di essere stata un pò scurribile...) di notizie blografiche (blog+biografia) prendetevi un ansiolitico perché ovviamente non parlo della mia maternità né quella di qualcun altro, ma dell’idea di. Giornate all’ombra dei nani ripuliscono visi da ferree intenzioni, addolciscono e ipotizzano. Guardo, così e penso all’ovvietà di progettare e di sognare di ipotizzare al senso vitale di questa necessità e il confine che rende reali le intenzioni…qualche gene particolarmente bastardo fa scattare questo meccanismo onirico dell’ipotesi e della proprietà addolcente del fanatsicare. Woman.
Woman #3 Metti che sei a casa e stai guardando Nosferatu e va via la luce, metti che per venti secondi all’improvviso in piena notte sei rimasta chiusa in ascensore, metti che l’ultima cosa che ho detto me la sono inventata, metti che dall’età di sei anni regolarmente rischi per la tua maledetta sbadataggine di essere messa sotto da una macchina, e l’elenco continua…allora cosa fai? Reazioni di paura, vitali funzionali all’esistenza e in collegamento a cosa? Rimanere immobile a trattenere il respiro con l’unico pensiero in mente che succeda tutto, purché in fretta, tanto muoio comunque prima d’infarto e aspetto l’infarto, in assoluta perfetta funzionale morte…la cacatosi come la chiamo io, nel senso che nel frattempo te la sei anche fatta addosso. Il termine scientifico per indicare la morte apparente è la tanatosi. Def.:la tanatosi è un irrigidimento totale del corpo in seguito ad una situazione di pericolo o come semplice reazione da contatto. Si riscontra frequentemente in molti Coleotteri…ergo come pensiero aristotelico (ma anche caratteristica di molti altri uomini di mia più stretta e attuale conoscenza) afferente al sillogismo dovrei essere un coleottero ma non devo aver ancora realizzato e rifuggo nell’inconscio (mi diverto molto ad essere per nomi di filosofi e correnti di pensiero)…mi raccomando non confondetevi con cacatosi, reazione per farla breve che mi paralizza le gambe e la coinquilina Women spaventate coinquiline.
Woman #4
Io alla fine di una settimana, senza ombra, tanto ci sono gli stivali che stanno in piedi da soli, ed io mi posso rannicchiare ai lati di qualche pensiero con le gambe incrociate vicine al cuore per sentire in fretta quello che non va e il battito irregolare, la testa poggiata sulle ginocchia in un luogo che può persino accettare uno dei miei tanti sogni, ché sembra di star dentro un set maledettamente neorealista e l’atmosfera è condita d’ottimi presagi e bancarelle e amori...
“Factotum. She pulled the covers up over her head, rolled on her side. I got beside her and slept.”…quietly now it’s all I need, in the same bed…goodnight tristesse.
Postilla:
Miss scoassssa e il balera, gemelli separati alla nascita...
Non chiedo di meglio che "un monologo logorroico e teatrale, fatto di cose reali e fatti mai accaduti". non chiedo. meglio. Meglio non chiedere. Chiedo.
Domani si ricomincia...Santa Maradona davvero, aiutami tu... NON chiedo...non sono precisa...ma già so che la precisione non piace nemmeno a te...ah, dimenticavo, arriverò in ritardo... Noi duri facciam così
La mamma non mi ha fatto particolarmente bella, ma a modo mio sono diventata Misia all’età di venti anni, con tutti i capelli corti, le unghie saltuariamente laccate di vernice rossa e un nero perspicace tra i vestiti e un mucchio di scarpe abbastanza strane, ed io ne approfitto a modo mio. Gli uomini nel loro insieme hanno sempre avuto il potere criminale di annoiarmi. Mi stanco a parlarci o a starci dietro, e di conseguenza non ho mai investito dei risparmi per regalare collanine o profumi o baci (quelli perugina). Ma in camera da letto le possibilità di esprimersi glielo sempre concesse, credo. Sin da adolescente i miei sport si riducevano a ben poco, ché adoro essere superficiale, e al denaro, ché mi piace mangiare sano e bere vino, quello buono, anche se formalmente non dovrei intendermene. Abito in un appartamentino, con un po’ di fantasia introspettiva anche carino, per non dire che fa schifo, ma dal terzo piano, adesso che non c’è abete, si ha anche una vista sui condomini della Padovadeicondomini e delle stranezze architettoniche accoppiate con malagrazia naturale. Ultimamente sono propensa alle biografie, non ne ho capito bene il motivo, non sono in punto di morte, almeno credo (e a questo punto se c’è qualcuno di sesso maschile che sta ripercorrendo queste righe lo pregherei di far visita ai propri gioielli di famiglia, per, come si dice a Padova, una “ravanata” –si, imparo sempre il meglio di una cultura-), per cui stamattina mi sono raccontata un po’ così alla mamma, tra le nuvole basse del nostro ceffélatte. Ho una cicatrice piccola piccola sul sopracciglio destro provocata da una banale cisti, ma in giro mi piacerebbe raccontare che è il frutto sanguinoso di una sfilata di moda alla quale ho partecipato, dove una mia rivale modella invidiosa, durante la settimana della moda a Milano, con tacco da dieci aveva preferito eliminare la concorrenza, e dunque me, mediante un rito tribale dello sfregio, ma alla mamma ho raccontato la verità. Ad essere schietti esiste un legame inscindibile tra quella verità d’infortunistica stradale e la favola inventata. La mia vocazione è sbocciata quasi occasionalmente, direi il terzo anno di liceo, quando il prof ha iniziato a parlare di Sartre oltreché dei suoi problemi con la moglie (saranno stati quest’ultimi ad ispirarmi, sia ben chiaro), vocazione, dicevo, per la noia e i suoi risvolti salvifici. Cioè vi spiego, conosco molte persone perfettamente sane di mente che rifugerebbero dalla noia come dalla peste o dalla propria ragazza nei week end stabiliti, eppure queste persone si annoiano, e non lo sanno. La mia vocazione è vedere quanto combacino perfettamente stereotipo, immagine che una persona ha di sé e noia che mi suscita…è stupendo calcolare parole, frasi, atteggiamenti e numero di volte in cui va al bagno e vedere come sia tutto perfettamente in linea. Facile, potete farlo anche voi e scoprire anche che come me ne siete completamente invischiati. Guardo l’estinzione della spontaneità da quando ho compiuto i 12 anni, da quando, cioè, una maestra criminale mi ha dimostrato che le rane se verniciate muoiono, perché buona parte della loro respirazione è collocata sui pori della loro pelle…interessante, come le mucche, anche questo processo…per carità gli uomini se li vernici non muoiono, ma i pori..., quel principio d’istintività soffoca. Io vivo ancora questo scenario come una ingiustizia innominabile… Comunque sia, mamma (ti voglio bene...si lo so, sono sempre fuori luogo, ma ti voglio bene), si credo le sia piaciuta la sorpresa…allo stereotipo di Misia forse un po’ meno.
Non sono irrazionale, non sono irrazionale, non sono irrazionale, solo un tantino istintiva e un pò gallina eroinomane e un pò ophelia e tutto quello che vi pare...non importa due cose dovevo fare assolutamente:
La prima:
"E un giorno cammini per strada e ad un tratto comprendi che non sei lo stesso che andava al mattino alla scuola, che il mondo là fuori t’aspetta e tu quasi ti arrendi capendo che a battito a battito è l’età che s’invola... E un giorno ripensi alla casa e non è più la stessa in cui lento il tempo sciupavi quand’eri bambino, ma ancora adesso ogni oggetto è un simbolo ed una promessa di cose incredibili e di caffellatte in cucina... Poi un giorno in un libro o in un bar si farà tutto chiaro, capirai che altra gente si è fatta le stesse domande... Ti sentirai un pò diverso eppure uguale, un po’ folle, un po’ saggio nello spendere sempre ugualmente paura e coraggio, la paura e il coraggio di vivere, la paura e il coraggio di dire: " io ho sempre tentato, io ho sempre tentato... " ...continua così... (guccini mi uccide...ma non importa...oggi si può)
(per il signor pignoletti...è vero mancano delle candeline perchè nella prospettiva architettonica e spazio temporale le altre si sono nascoste dietro alle candeline che vedi...le devi solo percepire...immaginare)
La seconda...nazi, arrivo...
I’ve met so many people who look the same, Most were forgotten but you still remain, Most of the time I don’t care, But London’s so far away when you’re there, And so it saddens me to say, I’m only happy when I move away
I am young and I am lost, Every sentence has its cost, I am young and I am lost, You react to my riposte
We look out upon the sea
We look out upon the sea, The coast is always changing, I’ll bring my camera out to sea, The coast is always changing
It won’t be long before you’ve gone, I can’t imagine leaving
We look out upon the sea
We look out upon the sea, The coast is always changing, I’ll bring my camera out to sea, My heart is always changing, We’ll take the train out to the sea, My pulse was always racing, As we look out upon the sea, The coast is always changing "
"E’ interessante l’idea che il sentimento in arte sia il puro pezzo mimetico, l’esatta descrizione della bonaccia. Una descrizione cioè, fatta con termini propri, senza scoperte di rapporti immaginosi e senza intrusioni logiche"
Sculture blues...con queste parole credo potrebbe essere plasmato il tempo particolare di questa forzata quotidianità. Intimista, troppo per i miei gusti ed instancabilmente pacata...momenti di ventagli di emozioni, mi ritrovo nelle declinazioni di ogni ora, complessa, triste, angosciata, piuttosto sciocca, quasi sempre direi sciocca, uno sciocchismo perseverante a forma di salvagente...una forma artistica plastica dove la rabbia e la tristezza e la gioia sono rappresntazioni, forma e sostanza...che sia wondeful life...?...! (stile ,...Eugenio)
Come in, babe Across these purple fields The sun has sunk behind you Across these purple fields That idiot-boy in the corner Is speaking deviated truths Come on, admit it, babe It´s a wonderful life If you can find it If you can find it If you can find it It´s a wonderful life that you bring Ooh it´s a wonderful thing
Speak our secret into your hands And hold it in between Plunge your hands into the water And drown it in the sea There will be nothing between us, baby But the air that we breathe Don´t cry It´s a wonderful, wonderful life If you can find it If you can find it If you can find it It´s a wonderful life that you bring It´s a wonderful, wonderful thing
We can build our dungeons in the air And sit and cry the blues We can stomp across this world With nails hammered through our shoes We can join that troubled chorus Who criticise and accuse It don´t matter much We got nothing much to lose But this wonderful life If you can find it And when you find it And when you find it It´s a wonderful life that you bring It´s a wonderful, wonderful, wonderful thing
Sometimes our secrets are all we´ve got With our lives we must defend Sometimes the air between us, babe Is unbearably thin Sometimes it´s wise to lay down your gloves And just give in Come in, come in Come in, come in To this wonderful life If you can find it And if you find it It´s a wonderful life that you bring It´s a wonderful, wonderful thing It´s a wonderful life It´s a wonderful life
Loverman e Selflesswoman
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Culo stretto e pistole cariche, ragazzo - ... - Il resto è poesia inutile"
L is for LOVE, baby O is for ONLY you that I do V is for loving VIRTUALLY all that you are E is for loving almost EVERYTHING that you do R is for RAPE me M is for MURDER me A is for ANSWERING all of my prayers N is for KNOWING your loverman’s going to be the answer to all of yours ... Loverman! Since the world began Forever, Amen Till end of time Take off that dress I’m coming down I’m your loverman Cause I am what I am what I am what I am
(l’autore della canzone lo trovate sotto nel viedo, la sua band con, mio sommo nonché partecipato stupore, all’unwound domenica sera)
(grazie Ale per la consulenza...la mia ignoranza è salva in materia di pc cucina e milioni di altre mie manchevolezze da bestia di terza elementare...e che sia chiaro, bestia da terza elementare lo posso dire solo io)
"Picture yourself "
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Follow her downto a bridge by the fountain where rocking horse people eat marshmallow pies. Everyone smiles as you drift past the flowers That grow so incredibly high.
Newspaper taxis appear on the shore Waiting to take you away Climb in the back with your head in the clouds And you’re gone.
Ho avuto l’approvazione definitiva, ieri, in stazione, un nano da sei circa, con le cuffie nelle recchie (come si dice a beri) e la musica in testa (lo spinotto delle cuffie non era collegato a nessun dispositivo lettore di musicassette, cd, mp3, vinili o qualsiasi altra cosa degna di lettura musicale...aveva lo spinotto in mano, ndr) mi ha detto che all’asilo io ci posso andare, come maestra ovviamente, anche vestita tutta completamente di nero, perchè poi con aria sicura, mi ha promesso, promessa intagliata in un certo non so che di minaccioso (complice il fatto che a suddetta frase è spuntato in una frazione di secondo un Lucarelli nella sua evocativa frase più temuta: _paura, eh?!_) che in ogni caso ci avrebbero pensato i suoi colleghi più nani a colorarmi, con pastricci di colori, mocci fosforoscenti, cibarie varie ed eventuali. Insomma questione chiusa, io un’altra volta, può.
Raindrops keep falling on my head And just like the guy whose feet are too big for his bed Nothin’ seems to fit Those raindrops are falling on my head, they keep falling
So I just did me some talkin’ to the sun And I said I didn’t like the way he’ got things done Sleepin’ on the job Those raindrops are falling on my head, they keep falling
But there’s one thing I know The blues he sends to meet me won’t defeat me It won’t be long till happiness steps up to greet me
Raindrops keep falling on my head But that doesn’t mean my eyes will soon be turnin’ red Crying’s not for me Cause I’m never gonna stop the rain by complainin’ Because I’m free Nothing’s worrying me
Raindrops Keep Falling On My Head_nella versione che preferite