1) Sicapunk con la maglietta di Neffa! 2) Sicapunk che ascolta i POOH
MERAVIGLIE
1) il gin lemon 2) atmosfera ovattata post-balla 3) poter stare in silenzio senza il bisogno di spiegarne il significato... 4) gli stranimali 5) la voce di eddie vedder ed i pearl jam 6) la mozzarella e i derivati del maiale (per gli amici pig) 7) "tears of the dragon" di bruce dickinson ascoltata di notte in cuffia al buio con la finestra appena aperta e una birretta in mano.. qualcuno ha da accendere? 8) lo stroh-rum di momo!!!!
OGNI GIOVEDI 15-1630 SU RADIO SHERWOOD
5 GIUGNO DJSET @ MAGNOLIA - MI AMI FESTIVAL (MI) DAL 18 GIUGNO AL 17 LUGLIO SHERWOOD FESTIVAL 19 GIUGNO DJSET @ BIG BOY 25 GIUGNO DJSET @ BANALE 26 GIUGNO DJSET @ WHATEVER (TRIESTE) 3 LUGLIO DJSET CON DENTE @ SHERWOOD FESTIVAL
DAL 25 MAGGIO, OGNI MARTEDI E VENERDI @ BANALE COLONIA ESTIVA - PADOVA
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sabato 10 febbraio 2007 - ore 12:23
M. a t.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Tornando ad un post passato, Vasco Rossi nel 1983 insegnava corri e fottitene dellorgoglio. Se me ne fotto del mio, per quale motivo dovrei pensare a quello altrui? Esistono delle cose bellissime a cui pensare, durante la serata 1) un coinvolgente concerto di un gruppo che sa bene come stare e cosa fare sul palco 2) la musica 3) i ritorni da Milano 4) gli amici di sempre 5) i cazzi miei E ieri cerano tutte. Senza curare le tue alzate dingegno di cui credo non aver bisogno oramai
A DEAN MARTIN - FABIO CONCATO Ragazzina, piccolina ti ho comprato la gelata, il caramello ed un sacchetto di pop corn. Mi dispiace, farfallina che non ti piaccia affatto il profumo della mia brillantina. Vorrei portarti nel Texas con me e costruire il nostro piccolo ranch qualche animale dici che ci son già io ma non scherzare, ragazzina. Colombina, perche ridi? Dici che ho pantaloni troppo corti. Bambolina ma che centra se ho il ciuffotto da busotto come dici tu? Vorrei sapere perche non mi vuoi ho tutti i denti, sono sano e americano sono conservatore e anticomunista ti basta? Faccio lartista. Quanto pelo hai sul petto ora che ti guardo meglio sembri proprio un ometto. Hai la barba, il collo grosso ora ridi fino a pisciarti addosso. Con tutti i negri perche proprio a me che sono bianco e pulito come ungiglio amo le donne e le faccio impazzire povero Martin, meglio ripartire
1) Questa sera serata milanese all’Unwound, Hot Gossip live, djset Cool Kids Can’t Die oltre al "mai - solito" Checco "MadeInPop" Merdez 2) C’è un video geniale. Ma davvero geniale. Un po’come tutte le cose trovate per caso o per coincidenza, ammesso che tali termini, per me, esistono solo per il dizionario. Tempo fa avevo scritto un pezzo su Bonnie Tyler e la sua unica, celeberrima, canzone che abbia avuto successo. Cercandone il video ho trovato dei veri geni, che la fanno a loro modo. Ladies and Gentlemen, gli Hurra Torpedo
3) Complimenti ad una persona impossibile da descrivere a parole per il traguardo appena raggiunto e per i prossimi 4) Mi sembra di essere diventato presbite. E non nel senso che intende la mia vicina, ma nemmeno in senso stretto. 5) C’è una sola canzone che, oggi, ne vale mille. Perché, per come l’ho sempre vissuta io, mi sembra di aver passato mesi ad allenarmi per farne un video nelle mie giornate. In *questa* giornata, e limitrofe. Grazie, signori vestiti colorati. Questo post è decisamente ciclico.
BOLOGNINAREVOLUTION - AMARI Scusa se anche questa notte voglio stare a casa, scusa ho solo stupide parole che ti accompagneranno se mi stai ascoltando, inizio dal fondo, ho bisogno di silenzio, incondizionabile la scelta dell’assenza, posso nascondermi dietro l’alone di una generazione che le rivoluzioni le pensa sul divano, in sottofondo un disco suona piano e accende sensi di colpa, c’è qualcuno che li svende.
Scusa se anche questa notte voglio stare a casa, è una scusa un’altra volta. Scusa se anche questa notte voglio stare a casa, devo salvare il mondo.
Scusa ma devo vegliare candele da umide soffitte, devo aggiornare il diario di tutte le sconfitte, quel gomitolo che poi non userò, un altro anno un’altra bella sciarpa, non sarà su quella strada, è troppo presto per scoprire un sassolino nella scarpa, forse un altro giorno poi ci giocherò, forse un altro giorno poi ci giocherò, forse un altro giorno.
Scusa se anche questa notte voglio stare a casa, è una scusa un’altra volta. Scusa se anche questa notte voglio stare a casa, devo salvare il mondo.
No Vasco, no Vasco, io non ci casco
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Myspace è come la discomusic, lo amo, poi lo odio, poi lo amo, poi lo odio, poi lapprezzo. Dopo dodici anni di paginette accatiemmeelle in cui dire chi cazzo sei e che cosa ti piace, senza guadagnare alcunché se non sbuffi del malcapitato visitatore, improvvisamente tutto diventa HYPE grazie ad un insieme di semplifficili acronimi come HTML o CSS, intarsiati di SLIDE, PROFILE TRACKERS ed amenità varie. Myspace, però, ti fa tornare indietro nel tempo, rivedere facce, rivederTI in altri luoghi. E per un attimo mi sono rivisto sugli spalti o sul prato di decine di concerti. O in coda davanti a Ricordi alle dieci di sera, perché alle undici apriva per la premiere di un disco. O in un pub di merda del centese per sognare e "sentirmi importante" alle prove di una tournee "a porte quasi chiuse". O ancora su un divanetto di fianco a "lui" in diretta tv.
E sono ripassate su quello strato di epidermide chiamato "pelle doca", forse per la magra figura che si guadagna in quei momenti, tante di quelle emozioni che un piccolo signore di Zocca mha dato dalla nascita a.. troppo tempo fa. Con le canzoni vecchie dalle frasi ben sedimentate nel mio cuore, con lattesa del pezzo che più detesto, Albachiara, come fosse lavvento di un Messia a fine concerti, con il grande stupore forzato alluscita di un nuovo album.
Leggo la recensione che feci di "Stupido Hotel" per il Roxy, leggo quella di "Buoni o cattivi" e mi chiedo quanto lamore possa far scordare leffetto "Calfornication".
Dicesi Californication, in Momese, leffetto per il quale comperi un disco sulla fiducia, senza nemmeno esserti filato il singolo promozionale, lascolti e dici "è bellissimo" ad ogni istante, seguendo la nenia quasi ipnotica delle chitarre, gli strumenti più ruffiani al mondo, e già al primo ascolto sei innamorato. Innamorato ne vuoi parlare a tutto il mondo, e contribuisci, a volte ritorna, al suo hype.
Detto fenomeno si chiama così per Californication, appunto, tristemente noto album dei Red Hot Chili Peppers del 99, che ascoltavo attendendo speranzoso di infilarmi nelle lenzuola di tale Silvia. Dove, per inciso, non son mai riuscito a finire, amen, ora è sposata. Appena comprato il disco sembrava straordinario, perfetto, indovinato. Anche se il sospetto che "Otherside" sarebbe diventato un disco frantuma-maroni era presente già al primo ascolto. Ecco: quellalbum è stato il più suonato nei supermercati, agli autoscontri dei fratelli Tessari, sulla "nuvola" di Gardaland, alle feste del "Ciao", negli stereo dei "cappellani illuminati", dalle estetiste di Porto Viro, nei lettini abbronzanti mentre cerchi di dormire.
E quellalbum ha rotto il cazzo. Troppo perfetto, troppo "bello" come produzione, troppo.. vendibile. Ed ascoltando i RHCP dei primi album, da Mothers Milk allep Abbey Road, allarcinoto, fino a Californication, Blood Sugar Sex Magik, viene tristezza. Tristezza incrementata dal sentire che il nuovo singolo sembra un ballo di gruppo da venerdì sera al Mojito. Anzi, probabilmente lo suonano anche lì. Un pocome "Un romantico a Milano" dei Baustelle, insomma, la nuova ondata di balli di gruppo, dopo "Mueve la colita", interessante saggio intestinale.
Caro Vasco. Ti ho amato tanto. Continuo a farlo, ascoltando spesso e, nonostante tutto, volentieri, i tuoi vecchi capolavori. Ma scusa se mi sembra sempre più che la musica fosse finita, e gli amici dovessero andarsene, nel 93. Nonostante qualche perla successiva, si intende. Gli amici sono rimasti, e tu hai offerto a loro la bibita del discount, o un bicchiere di Tavernello. Ed il fatto che il Tavernello sia il vino più venduto in Italia dimostra solo la notevole quantità di pecoroni su due zampe, non una qualche sua qualità. Rubando le parole ad un genio, voglio però ricordarti comeri e comero, perché col tempo cambia tutto lo sai, e cambiamo anche noi, e cambiamo anche noi, e cambiamo anche noi, e cambiamo anche noi... Mi spiace, non comprerò il biglietto per il tuo concerto. So che non ne sentirai la mancanza. Io sì, a dire il vero, ma mi sono tappato le orecchie troppo a lungo, di nascosto a me. E non vomitate troppe cattiverie, non si sputa troppo su un amore in crisi.
LA NOIA - VASCO ROSSI La noia la noia la noia la noia la noia io non ci vivo più restaci tu qui soffrirò di nostalgia ma devo uscire fuori da qui
Io devo io devo io devo io devo e come dicevi tu tornerai qui solo quando avrai bruciato tutto solo allora sì
E la noia la noia la noia che hai lasciato qui quella noia che cera nellaria che cera nellaria allora è ancora qui
è qui che ti aspetta sai e tu ora non puoi certo più scappare come hai fatto allora ora sai che vivere non è vero che cè sempre da scoprire e che linfinito
è strano ma per noi sai tutto linfinito finisce qui
Sincronizzare i compartimenti in cui tendi a dividere la tua vita è la missione definitiva. Mettere d’accordo due telefoni dall’uso diverso, due computer, due mezzi di trasporto, probabilmente, due Marco. Un Marco che tende a perdere la pazienza in due secondi ed uno che tollera pezze apocalittiche dai clienti, uno che mentre fa la borsa dei dischi è più nervoso di un giocatore di roulette russa ed uno che "si fida" dell’istinto al primo disco che non trova spazio. Uno che "non adora" i Muse ed uno che non sa dire "no, cazzo, non li ho portati" ad un capolavoro di sesso femminile che si arrampica sulla consolle per chiederli. Uno che aspetta il giorno successivo per contare i caduti ed un altro che fa la trottola per la città.
La figuraccia da evitare. Dopo qualche bagordo nascono i pensieri che vorrei sbucassero fuori quando qualcuno ti dice "hey, scrivi", o quando tu pensi "hey, ti va di farti un tagliando?", e nessun luogo è migliore di un cellulare, per fissarli, solo per il fatto che è sempre nella tua tasca quando non serve, come il goldone nel portafoglio della prima superiore.
Ed allora il telefono scrive "memoria piena" per troppi appunti, note scritte, incomprensibili registrazioni audio confuse tra le sirene, il rumore del traffico, le sirene del cervello, la musica dell’autoradio e la tua brutta voce in emmepiquattro.
Ed arriva il momento in cui li "salvi", e "ti salvi". Perché nella remota eventualità qualcuno ti guzzasse il telefono anche solo per qualche minuto, ti sembrerebbe di perdere la faccia. Per note sconnesse scritte con la sobrietà che ti fa sembrare un aldo_senza_ti_nove, per messaggi vocali resi ancora più ardui da capire dallo stato in cui eri nel momento in cui, in qualche modo, hai premuto "registra".
E ridi tu stesso di te, o cerchi come sotto ipnosi una regressione a quella data - ora - minuto - secondo in cui hai memorizzato quelle parole, per appuntarle in un file del computer più facilmente scordabile dei file della tua memoria a breve termine.
Ed un giorno ritrovi quel quasi anonimo file di testo, periodicamente, dalle frasi intraducibili quasi anche per te sesso. E quando riesci a capire cosa avessi scritto o detto.. eureka. Hai scoperto qualcosa di nuovo. La tua confusione centro di raccolta della tua vita, fonte di novità. Ogni giorno ti rileggi e trovi qualcosa di nuovo. Un po’come i sedili della macchina, dove appoggi "temporaneamente" dischi nuovi che ascolterai solo dieci giorni dopo, al prossimo lavaggio auto, quando li toglierai dalla fodera dove si sono incagliati. Nemmeno la musica in Rete m’ha fatto ri-scoprire così tante meraviglie.
A volte guardo le cose per il loro significante. Baba O’Riley degli Who per C.S.I. New York. Come cazzo potrebbe essere una serie mediocre, quella di telefilm che iniziano con una canzone da simili colpi al cuore? O come potrebbero essere interessanti microcosmi personali la cui patina puzza di vecchio, di volgare, di "già visto", già sentito.. soprattutto, falso ed inutile?
"Welcome to wherever you are" degli INXS è un esempio positivo. Compri un disco perché la sua copertina è scritta con il Chicago, il primo font del Macintosh. Ed a distanza di anni Heaven Sent, Beautiful Girl, Baby don’t cry sono ancora un’emozione fin dai primi secondi.
L’apparenza inganna, a volte. L’apparenza aiuta, molte altre. E non serve sottovalutare i clichés, quelle simpatiche cose che, a volte, potrebbero salvarti la vita. Come ad un qualsiasi veterano in un film americano, che perde la vita, regolarmente, a dieci minuti dalla pensione.
Io dieci minuti prima della pensione mi siederò a fumare un sigaro, probabilmente. Sperando di essere accompagnato da una puntina che ondeggia su un vinile e due occhi vasodilatatori.
O magari andrò in pensione facendo il vecchietto che vende biglietti della lotteria in Piazza Garibaldi. Per mancare un po’a tutta la città, una volta ritiratomi. Sempre che un Super Enalotto di stocazzo non mi porti via quei quindici minuti di gloria all’anno.
HOMESPUN - GRANT LEE BUFFALO Faithless on the skids hung out to dry oh seen better days With the sunlight fading like a tabloid and I i have found All those double-barreled freedom fighters are in for themselves And a call to arms has never been about anything else
Fire one more round But hate is not a lone assailant Hear the drummers pound Listen to the homespun violent sound
Hatred on the prowl underneath an oh new guise garb and gown And hes so persuasive when you look in his eyes all dumbfound And the double-talkin politicians expose their intimate lives While the sheep are lowing for the shepherd to show he never arrives
Fire one more round But hate is not a lone assailant Hear the drummers pound Listen to the homespun violent sound, Sound, Sound
Ooh Ill tell you how it Pains to say this Ugliness is ours cause I would better lay in bed and Maybe even sleep all day Maybe sleep some more Some more
Too, Yeah now
Suspicion is a powerful religion when it leads to the force on these shores In the jungles of the midwest dwarf militia train for war right on course Unlike the famous fable revolution wont yield a firework show Unlike the famous fable revolution wont end on july the fourth
Fire one more round But hate is not a lone assailant Hear the drummers pound Listen to the homespun violent sound Sound, Sound , Sound , Yeah sound
Yeah the homespun sound I hear the sound, Yeah the homespun sound
Il carisma è qualcosa di fondamentale, che va ben oltre l’hype. A volte inizi a parlare con una persona, e già il primo impatto è straordinario, nel primo dialogo avviene quello che chiamo "effetto C.S.I.".
No, non si tratta di indagini a base di Luminol, agenti di tutto un pezzo (di gnocca), canzoni degli Who e Jerry Bruckheimer a supervisionare il tutto. Tale effetto è quello che fa sì che la prima frase che senti dire da questa persona suoni come un prologo, al quale fa seguito una tua controbattuta che sembra essere ’sigla’ di ciò che sta succedendo, per attendere poi repliche incrociate, per usare un gioco di parole, vero "intreccio".
E’per questo che frequento sempre più volentieri quella "casa" di Curtarolo. Tra il rumore dei bicchieri che si scontrano per nuovi o vecchi brindisi, le voci a te familiari da 2, 3, 5, 10, anche 13 anni si fondono sera dopo sera a persone che hai "annusato" vedendole, ridendo delle loro battute, sentito suonare o cantare.
Ed è bello che lì convergano "facce" di ambienti diversi, città diverse. Tutto per una birra. E il "molto di più" che ci sta dietro.
Vorrei essere anch’io come Grissom. Essere "interrogato" dal mio interlocutore, usare un convenevole per temporeggiare quanto basta, fino alla frase d’effetto, seguita dall’attimo di silenzio che serve alle persone con cui parli per stupirsi, e a qualche "tecnico" per far partire una sigla.
Invece una sigla, sì, l’ho fatta partire. Quella del Remaker.
(clicka sullimmagine per il filmato - 23 minuti)
BURDEN IN YOUR HAND - SOUNDGARDEN Follow me into the desert As thirsty as you are Crack a smile and cut your mouth And drown in alcohol cause down below the truth is lying Beneath the riverbed So quench yourself and drink the water That flows below her head
Oh no there she goes Out in the sunshine the sun is mine
I shot my love today would you cry for me I lost my head again would you lie for me I left her in the sand just a burden in my hand I lost my head again would you cry for me
Close your eyes and bow your head I need a little sympathy cause fear is strong and loves for everyone Who isnt me So kill your health and kill yourself And kill everything you love And if you live you can fall to pieces And suffer with my ghost Just a burden in my hand Just an anchor on my heart Just a tumor in my head And Im in the dark
So follow me into the desert As desperate as you are Where the moon is glued to a picture of heaven And all the little pigs have god
Berlusconi (e sua moglie) sono due geni del marketing. Quelli dello zoo di 105 pure. Quelli che li stanno "cagando", perdendo parte del loro tempo a parlare di loro, mi fanno pena. In compenso, pochi ne parlano, non è nei titoli dei telegiornali.. ma oggi c’è un motivo per cui festeggiare:
Grazie al Cardinale Martini per aver dimostrato che anche nelle alte gerarchie ecclesiastiche si ragiona. Non di soli Ru(m)ini vive l’uomo. Per fortuna.
E grazie a chi supporta Alternight. La gioia di vedere persone che "sentono" le tue stesse corde è notevole. Ieri sera Bugo suonava a poche centinaia di metri, Lanegan ad un centinaio di km. Mi spiace di essermi perso i loro concerti, ma un po’di Lanegan c’era anche all’Unwound. Ladies and gentlemen, the Screaming Trees. La colonna sonora di "Singles", un film da orgasmo plurimo.
Se volete ridere, stasera Momo, Leila, Ozzy su Coming Soon Television, 807 su sky o digitale terrestre, o www.comingsoon.it. Il programma si chiama "IL REMAKER", e io.. sarò Russel Crowe C’è da ridere. Davvero. Ore 20:15.
NEARLY LOST YOU - SCREAMING TREES Did you hear the distant cry Calling me back to my sin Like the one you knew before Calling me back once again I nearly, I nearly lost you there And it’s taking us somewhere I nearly lost you there Let’s try to see now Drag me far enough to know I’m blind every mile that you burn There’s a rider that’s fallen and It’s clear there’s no time to return I nearly, I nearly lost you there And it’s taking us somewhere I nearly lost you there Let’s try to see now Did you hear the distant lie Calling me back to my sin Like the one you knew before Calling me back once again I nearly, I nearly lost you there And it’s taking us somewhere I nearly lost you there Well let’s try to see now I nearly lost you there....
I miei "nemici" non han la Visa
(categoria: " Pensieri ")
Esempre bene specificare che il termine "nemico" viene qui usato soltanto per non effettuare una laboriosa ricerca di termini. Del resto detesto la stazione Termini per motivi personali.
Ho provato ad essere come miocugggino, amico di tutti, ma non era adatto a me. Come può una persona che fino ai 14 anni ha sempre detto "sì" (ma, attenzione, non a Michael Jackson), per poi disimparar tale abitudine in favore di un secco "no" ad essere sempre adatta ad ogni occasione?
Sopporto più o meno qualsiasi cosa, quasi sempre con il sorriso, è la mia indole, ci mangio, fin da quando ho capito che sul lavoro serve più essere tolleranti che finti. Almeno non ti trovi sempre in guerra con te stesso e puoi fare a meno di falsità comode, pronte a diventare massicci fardelli da trascinarsi addosso per mesi, anni.
Qualcuno, però, si permette di decidere per me. Pertanto, ho la capacità straordinaria di riuscire a stare sul cazzo meglio di un profilattico.
Quando questa cosa è da me meritata, amen. Se la persona era importante per la mia vita, spero in un futuro migliore. Se era una comparsa, sono il più felice del mondo, potrò rinnovare il campionario dumanità nel quale io stesso mi muovo per piccoli cameo. Se ero interessato a tale persona, un pomi dispiace. Ed ancora oggi mi pento di certe azioni, e mi siedo sulle rive del fiume ad aspettare che il tempo passi, per rialzarmi una volta ritemprato, forse cambiato dopo aver visto un podi acque nuove riflesse negli occhi. E con il tempo si può ricominciare a salutarsi, abbracciarsi, magari frequentarsi. Quando cè stima per la persona, si intende.
Cè poi chi è in grado di perdere tutta la stima. Solitamente capita a chi ha un concetto assurdo di amicizia, a chi non ha il coraggio delle proprie azioni, a chi manda minacce, o sfrutta il suo cervello malato per vomitare parole sugli altri senza conoscerli.
Penso allultimo caso, i fratelli Corona, o alla mafiosetta, o a chi riuscirebbe addirittura a farmi pena, se non scaricasse la sua inferiorità in rabbia verso gli altri. O al mancato divo da reality che firma assegni dal conto di nostro Signore per il suo tornaconto personale. Un pocome gli angeli della morte di Doggma, il suo sarebbe davvero un Gesù Compagnone.
A Momo piace la musica, soprattutto. A Momo piacciono i lunghi discorsi davanti ad una sigaretta, con bel bicchiere di rosso da svuotare ed una bottiglia a ricaricarlo. A Momo fa piacere anche laroma di quella sigaretta, eventualmente, in tiri lunghi e rilassati. A Momo piace parlare, troppo, ma piace ascoltare, di più. A Momo piace nascondere le sue vere preoccupazioni e il suo stato danimo reale, perché si è reso conto che di punti deboli ne mostra già abbastanza, per scavarsi la fossa da solo nellattesa che il primo stronzo lo seppellisca nella sua merda. A Momo piace pensare a chi cè nella sua vita quando va a letto, prima di prendere sonno. A Momo forse piace sognare ad occhi aperti, con un occhio un popiù aperto sullestratto conto e verso lo specchio. A Momo piace fare il meccanico con i pc, la donna che più ha amato lo chiamava "luomo che sussurrava ai computer" e questa cosa ancora lo fa sorridere. A Momo piace scrivere, forse troppo, anche quando sa di non essere letto. A Momo piace associare ad ogni cosa una canzone, e deformazione mentale vuole che riesca a mettere una colonna sonora anche ai ricordi che affiorano in testa. A Momo piace ricordare in continuazione il proprio cane, anche se non cè più da due anni, perché è stato lunico essere vivente a sopportarlo incondizionatamente. A Momo piacciono le due ruote, anche se non ha più il coraggio di salire su quelle più potenti. A Momo piace prendere la macchina e fare strada, con lo stereo un popiù alto del dovuto e le tonsille pronte a soffrire. A Momo piacciono le t-shirt, le camicie e le giacche, ed uscirebbe anche senza pantaloni, tanto manco li guarda. A momo piacciono i dischi in vinile, perché la mano che trema mentre appoggi la puntina è qualcosa di straordinario. A Momo piacciono le serie tv, per vedere tante storie diverse da facce che già conosci. A Momo piacciono i film di De Niro, per quel suo essere un fantastico figlio di puttana. A Momo piace ricredersi, perché non cè niente di più emozionante che accorgersi che è ora di cambiare per stare meglio.
Detesta invece tante cose che non dice. Per odiare un poalla volta, un podi più. E quanto gli piace che non siate arrivati tutti fino in fondo.
COSA FARODA GRANDE - GINO PAOLI Mio figlio ha cinque anni e cinque convinzioni, facendo bene i conti ne ha cinque più di me. Se il nero fosse bianco, se il bianco fosse nero sarei poco sicuro di quello che ora so.
Io che mi fido solo di chi mi ha dato il cuore, quando non ce lavevo mio
E sono ancora qui, qui con le mie domande e sono ancora qui, cosa farò da grande…
Non seguo luomo bianco che parla delle donne non lo capisco quando parla di Belzebù nelluomo più feroce, nel serpe più cattivo se Cristo fosse vivo io lo vedrei anche lì Anche se non lo vedo, non mi comporto male corro da indipendente sempre
E sono ancora qui, qui con le mie domande e sono ancora qui, cosa farò da grande e sono ancora qui, qui nelle mie domande e sono ancora qui, cosa farò da grande…
Il tizio che ha rubato stanotte in casa mia non ha portato via il dubbio che cè in me se non mi andava bene con le canzoni forse ero dalla sua parte e cera un ladro in più Le strade sono giuste, anche quelle sbagliate basta non esser certi mai
Age of Nerds - One way ticket to nerd and back
(categoria: " Riflessioni ")
Certe cose nella vita si possono abbinare a segni ricorrenti. Ibook numero uno: due viaggi in treno la settimana, Padova - Bologna il lunedì, Bologna - Padova nel weekend. Ad essere precisi, stazione di San Pietro in Casale. Conoscere gente sul treno è bello, spesso. Altre volte è pittoresco, si ride per ridere, si ride per non piangere. I migliori sono i vari "lei non sa chi sono io", immersi nel loro cappottino da fighetti, lì che fanno gli splendidi con la studentessa di turno, per poi umiliarsi con il controllore, quando da parassiti non hanno tirato fuori due lire per il biglietto. Ibook numero due: tempi sempre più stretti, corse, bagordi, serate, sudate, chiacchere. Chiacchere durante le quali, a volte, si inseriscono personaggi oscuri, che si permettono doffendere le persone che stanno parlando con te, in virtù del loro "credo". Ma quale credo? Ma quale persona è quella che vive di qualunquismo, sparando sentenze politiche di una parte che la tiene lontana? Quali pensieri, tra quei capelli grassi? Cambia il nome del computer, cambia il territorio. Lo stesso stronzo rimane. Buon sangue non mente. Cattivo sangue si riconferma tale. Ma la fine degli stronzi, se non si annullano da soli, sta nellazione dello scopino. Si diceva os topos, oi topoi? Non ricordo. Ma la ricorrenza cè, lespressività di un roditore, pure.
CIAO AMORE CIAO - LUIGI TENCO La solita strada, bianca come il sale il grano da crescere, i campi da arare. Guardare ogni giorno se piove o ce il sole, per saper se domani si vive o si muore e un bel giorno dire basta e andare via. Ciao amore, ciao amore, ciao amore ciao. Ciao amore, ciao amore, ciao amore ciao. Andare via lontano a cercare un altro mondo dire addio al cortile, andarsene sognando. E poi mille strade grigie come il fumo in un mondo di luci sentirsi nessuno. Saltare centanni in un giorno solo, dai carri dei campi agli aerei nel cielo. E non capirci niente e aver voglia di tornare da te. Ciao amore, ciao amore, ciao amore ciao. Ciao amore, ciao amore, ciao amore ciao. Non saper fare niente in un mondo che sa tutto e non avere un soldo nemmeno per tornare. Ciao amore, ciao amore, ciao amore ciao. Ciao amore, ciao amore, ciao amore ciao.
Too Siamese to catch the leaves from those trees
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Capita di uscire con chi non vedi da secoli, ed è già cosa più che gradita. Capita di uscire da un weekend con gli angoli all’insù. Capita che Jennifer Gentle, Malfunk, Pearl Jam e Radiohead siano alle porte. Capita anche che i Canadians facciano una gran bella esibizione, a scaldare dalla coperta di ghiaccio che ti fa partire dieci minuti dopo, per sgelare la macchina. Ed in quei dieci minuti viene fuori di tutto, prima un disco che ti fa sbarellare, visto che questo termine è entrato nel vocabolario comune, e a modo suo nel tinove, poi pensieri frammisti, post dj set di mist, ad immagini di giudizio che sparisce. Maledetta sia l’odontoiatria.
Padova città strana. Padova di benpensanti con cinque spritz in piazza il mercoledì. Padova di bovoletti e di gourmet. Padova di pezzo_della_Pausini_in_pista e Padova di gente che ha capito l’importanza delle orecchie, come organo di input Padova di comitati di quartiere e burocrazia che fa chiudere locali, Padova di masse che si muovono e che prima o poi arrivano, Padova di sorci che corrono e di Eurostar che si fermano. Padova di fotografie e Padova di immagini che di colpo spariscono. Padova _che_non_c’è_mai_un_cazzo_da_fare_ e Padova di noleggio dvd perché la domenica sera si parla solo di calcio e figa. Ti amo, Padova.
FUZZY - GRANT LEE BUFFALO Bring me home to this house of many days Just lay me on the floor hard and cool as slate You know I love it more and more than before I ran away It triggers off so many hurts hurtful words and broken plates
I lied to Now Im fuzzy Ive been lied to
All and all the world is small enough for both of us To meet upon the interstate waiting on a train And just when those big arms lift up fall in love with no time to say it
I liked to Now Im fuzzy Ive lied to Now Im fuzzy Fuzzy now
Oh oh oh
Here we are in our car driving down the street Were looking for a place to stop have a bite to eat We hunger for a bit of faith to replace the fear We water like a dead bouquet does no good does it dear
I lied to Now Im fuzzy Weve been lied to Now Im fuzzy Fuzzy now Lied to
Questa lho fatta io
(categoria: " Vita Quotidiana ")
15 giugno 2007 pearl jam in italia io vi amo
COME BACK - PEARL JAM If I keep holding out Will the light shine through? Under this broken roof Its only rain that I feel Ive been wishin out the days Oh oh oh Come back
I have been planning out All that Id say to you Since you slipped away Know that I still remain true Ive been wishin out the days Please say that if you hadnt have gone now I wouldnt have lost you another way From wherever you are Oh oh oh oh Come back
And these days, they linger on, yeah, yeah And in the night, Ive been waiting for A real possibility that I may meet you in my dreams I go to sleep
If I dont fall apart Will my memory stay clear? So you had to go And I had to remain here But the strangest thing to date So far away and yet you feel so close Im not going to question it any other way It must be an open door for you To come back
And the days they linger on, yeah Every night Im waiting for The real possibility that I may need to end my pain Sometimes youre there and youre talking back to me Come the morning I could swear youre next to me And its ok
Its ok, its ok
Ill be here Come back, come back Ill be here Come back, come back Ill be here Come back, come back