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NICK: PENNA
SESSO: m
ETA': 26
CITTA': PADOVA
COSA COMBINO: E chi lo sa...
STATUS: sistemato

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STO LEGGENDO
L'arte di Vivere
Gandhi (da terminare)

Post Office
Charles Bukowski


HO VISTO
HO VISTO UN MILLEPIEDI SUL PAVIMENTO DEL BAGNO, MINUSCOLO!
NEL DESERTO DELLE PIASTRELLE CAMMINAVA MOLLE SENZA AVERE UNA META PRECISA.
EPPURE INSISTEVA A CAMMINARE, SOLO PERCHè QUELLA ERA LA SUA VITA!
QUANTE VOLTE MI SONO SENTITO COME UN MILLEPIEDI!


STO ASCOLTANDO
Radio Marilù


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
Tenuta invernale
Intabarato ben bene sono un bel maglione in pail!!


ORA VORREI TANTO...
Essere a Baia Sardinia su un piccolo pontile in legno leggermente traballante a guardare il sole che si spegne dietro gli scogli in compagnia dell'unica persona che riesce a farmi star bene e impazzire allo stesso tempo!!!


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
Come crescere e come vivere!
Non finirò mai di studiare!!!!!


OGGI IL MIO UMORE E'...
come quello di ogni giorno:
qualsiasi cosa accada il più sereno possibile!

(Tutto però ha un limite!!!
Ho sonno e non c'ho voglia di fare na mazzzzaaaaa!!!!)


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
1)
2)

 


MERAVIGLIE

1)
2)
3)
4)
5)





“Essere o non essere, questo è il problema!
E se decidiamo di essere?
Il problema diventa cosa ESSERE! ”

(questo BLOG è stato visitato 1591 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite,


ULTIMI 10 messaggi
(per leggere i precedenti naviga attraverso il calendarietto qui a destra:
i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


giovedì 12 febbraio 2004
ore 12:56
(categoria: "Vita Quotidiana")



Aiaiaiaiiiiiiii!!!!!!
Mal di testa!!!!!!!
Ieri sera simpatica seratina, prima siamo passati al Pachuca e non ci hanno fatto entrare perchè non avevamo il "Badge" universitario che poi è stato trasformato nel Blesc, Bade, Blade...
Alla fine siamo finiti al Limbo e ora ho ancora il Fior di loto che mi fa effetto!!!!!!!!!
AIaaiaiaaaaaaaiiiiiiii!!!!!!!


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mercoledì 11 febbraio 2004
ore 14:54
(categoria: "Vita Quotidiana")



GGGGGGGRRRRRRRRRRRRRRRR!!!!!!!!!!!!
AAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!


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giovedì 5 febbraio 2004
ore 10:47
(categoria: "Riflessioni")


Piccole perle di saggezza
...Ma se per paura cercherete nell'amore unicamente la pace e il piacere,
Allora meglio sarà per voi coprire la vostra nudità e uscire dall'aia dell'amore,
Nel mondo senza stagioni, dove riderete ma non tutto il vostro riso e piangerete, ma non tutte le vostre lacrime...


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martedì 3 febbraio 2004
ore 18:14
(categoria: "Viaggi")


Interail
é in atto un nuovo progetto!
Stiamo valutando la possibilità di fare nel peroido di Agosto un Interail tra Spagna , POrtogallo e Marocco!!!

Speremo ben!!!!!!!


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giovedì 29 gennaio 2004
ore 18:24
(categoria: "Riflessioni")


Saggezza?
Un uomo giusto non ha bisogno di Dio. Di ciò che possiedo non sento bisogno.

Meister Eckhart


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martedì 27 gennaio 2004
ore 18:09
(categoria: "Riflessioni")



"Vivi semplice cosicchè gli altri possano semplicemente vivere"

Gandhi


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martedì 27 gennaio 2004
ore 14:30
(categoria: "Poesia")


Il tuo sorriso
Il Tuo Sorriso



Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.


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lunedì 26 gennaio 2004
ore 12:53
(categoria: "Pensieri")


Un po' di sentimentalismo
C'era una volta .....
> un giovane in mezzo a una piazza gremita di persone:
> diceva di avere il cuore più bello del mondo, o quantomeno della
> vallata.
> Tutti quanti glielo ammiravano: era davvero perfetto, senza alcun
minimo
> difetto.
> Erano tutti concordi nell'ammettere che quello era proprio il cuore
più
> bello che avessero mai visto in vita loro,
> e più lo dicevano, più il giovane s'insuperbiva e si vantava di quel
suo
> cuore meraviglioso.
> All'improvviso spuntò fuori dal nulla un vecchio, che emergendo dalla
> folla disse:
> "Beh, a dire il vero... il tuo cuore è molto meno bello del mio."
> Quando lo mostrò, aveva puntati addosso gli occhi di tutti: della
folla,
> e del ragazzo.
> Certo, quel cuore batteva forte, ma era ricoperto di cicatrici.
> C'erano zone dove dalle quali erano stati asportati dei pezzi e
> rimpiazzati con altri,
> ma non combaciavano bene, così il cuore risultava tutto bitorzoluto.
> Per giunta, era pieno di grossi buchi dove mancavano interi pezzi.
> Così tutti quanti osservavano il vecchio, colmi di perplessità,
> domandandosi come potesse affermare che il suo cuore fosse bello.
> Il giovane guardò com'era ridotto quel vecchio e scoppiò a ridere:
> "STARAI SCHERZANDO"- disse
> "Confronta il tuo cuore col mio: il mio è perfetto,
> mentre il tuo è un rattoppo di ferite e lacrime."
> "E' vero!", ammise il vecchio.
> "Il tuo ha un aspetto assolutamente perfetto, ma non farei mai cambio
> col mio.
> Vedi, ciascuna ferita rappresenta una persona alla quale ho donato il
> mio amore:
> ho staccato un pezzo del mio cuore e gliel'ho dato,
> e spesso ne ho ricevuto in cambio un pezzo del loro cuore,
> a colmare il vuoto lasciato nel mio cuore.
> Ma, certo, ciò che dai non è mai esattamente uguale a ciò che ricevi
e
> così ho qualche bitorzolo,
> a cui però sono affezionato: ciascuno mi ricorda l'amore che ho
> condiviso.
> Altre volte invece ho dato via pezzi del mio cuore a persone che non
mi
> hanno corrisposto:
> questo ti spiega le voragini.
> Amare è rischioso, certo, ma per quanto dolorose siano queste
voragini
> che rimangono aperte nel mio cuore,
> mi ricordano sempre l'amore che ho provato anche per queste
persone...e
> chissà?
> Forse un giorno ritorneranno, e magari colmeranno lo spazio che ho
> riservato per loro.
> Comprendi, adesso, che cosa sia il vero amore?"
> Il giovane era rimasto senza parole, e lacrime copiose gli rigavano
il
> volto.
> Prese un pezzo del proprio cuore, andò incontro al vecchio, e
> gliel'offrì con le mani che tremavano.
> Il vecchio lo accettò, lo mise nel suo cuore,
> poi prese un pezzo del suo vecchio cuore rattoppato e con esso colmò
la
> ferita rimasta aperta nel cuore del giovane.
> Ci entrava, ma non combaciava perfettamente, faceva un piccolo
> bitorzolo.
> Poi il vecchio aggiunse:
> "Se la nota musicale dicesse:" Non è la nota che fa la musica..."
> Non ci sarebbero le sinfonie.
> Se la parola dicesse:"Non è una parola che può fare una pagina..."
> Non ci sarebbero i libri.
> Se la pietra dicesse: "Non è una pietra che può alzare un muro..."
> Non ci sarebbero case.
> Se la goccia d'acqua dicesse:"Non è una goccia d'acqua che può fare
un
> fiume..."
> Non ci sarebbero gli oceani.
> Se l'uomo dicesse: "Non è un gesto d'amore che può rendere felici e
> cambiare il destino del mondo..."
> Non ci sarebbero mai né giustizia, né pace, né felicità sulla terra
> degli uomini".
>
> In questa storiella c'è racchiusa un pò di vita di tutte le persone,
>
> ognuna con il suo cuore, con i suoi bitorzoli, con i suoi vuoti,
>
> e con tutto ciò che nel corso degli anni si è donato e si è ricevuto.
>
>
>
> E come la sinfonia ha bisogno di ogni nota;
>
> come il libro ha bisogno di ogni parola;
>
> come la casa ha bisogno di ogni pietra;
>
> come l'oceano ha bisogno di ogni goccia d'acqua;
>
> così il mondo ha bisogno di te, ha bisogno del tuo amore,
>
> perché sei unico ed insostituibile
>
>


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venerdì 23 gennaio 2004
ore 13:00
(categoria: "Vita Quotidiana")


Le ragioni degli altri
lunedi , 08 novembre 1999 RELIGIONE, CATTOLICA, INDUISTA

Il viaggio del Papa, le paure dell' India
LE RAGIONI DEGLI ALTRI

Terzani Tiziano

Il viaggio del Papa, le paure dell' India LE RAGIONI DEGLI ALTRI Una delle principali ragioni dei conflitti e, al limite, delle guerre e' che chi si trova da una parte non capisce le r agioni di quelli che sono dall' altra. La situazione si aggrava quando chi, trovandosi a raccontare quei conflitti o quelle guerre, si schiera con gli uni o con gli altri, ne rinforza cosi' i pregiudizi e con cio' contribuisce a rendere ancor piu' ir riconciliabili le due posizioni. La visita del Papa in India, col seguito di giornalisti che parlano solo con i suoi portavoce o con alcuni rappresentanti dei cristiani di qui, e' un caso tipico di rappresentazione parziale della situazione: da un lato ci sarebbero le vittime, le suore, i sacerdoti e i missionari, dall' altro i boia, le masse urlanti dei "fondamentalisti indu", per l' occasione stranamente messi nello stesso fascio dei loro piu' acerrimi nemici, i fondamentalisti islamici. Le ra gioni per cui i cristiani qui si sentono ora minacciati e perseguitati sono ben descritte. Ma le ragioni degli altri? Nessuno sembra troppo preoccuparsene. Forse e' perche' da cinque anni vivo in India e faccio un punto di stabilire dei rapporti con "gli altri", che mi e' stata recapitata una lettera originariamente indirizzata al Papa, ma molto probabilmente persasi per strada e non fatta arrivare nelle mani del destinatario. La lettera e' scritta da Swami Dayananda Saraswati, un noto monaco indiano, rifondatore dell' insegnamento vedantico ed uno degli ideologi - il piu' moderato - del movimento di rinascita induista. La lettera in due paginette rispettose e concilianti spiega appunto le "ragioni" degli altri e cerca di attirare l' attenzione del Pontefice sul nocciolo del conflitto cosi' come esso e' visto dagli induisti. I punti della lettera sono questi: - l' India e' un Paese di antica civilta' e con una cultura religiosa che non ha difficolta' ad accettare le varie tradizioni religiose arrivate qui attraverso i secoli; - la Chiesa con il Vaticano Secondo ha si' riconosciuto il valore delle varie religioni, ma solo come mezzi per preparare al Cristo, e questo preoccupa milioni di indu' perche' implica una teologia di convers ione; - le religioni si distinguono fra quelle che convertono, come il Cristianesimo e l' Islam, e quelle che non convertono, come l' Induismo, l' Ebraismo e lo Zoroastrismo. Le prime sono necessariamente "aggressive", le seconde no; - le conversioni sono una intrusione nel profondo di una persona e tendono a distruggere comunita' e culture vecchie di secoli. Le conversioni sono una forma di violenza e come tali generano violenza; - la liberta' di praticare la propria religione e' un diritto naturale di tutti, ma liberta' di religione non puo' significare aver un programma di conversioni, perche' un tale programma e' un' aggressione nei confronti della liberta' religiosa altrui; - ogni religione ha una sua bellezza ed il mosaico delle diverse religioni non fa che arricchire l' insieme dell' umanita' . La lettera al Papa conclude: "Durante gli anni del Suo pontificato, Lei ha notevolmente contribuito a cambiare certi atteggiamenti della Chiesa. In nome delle religioni non aggressive del mondo e delle religioni locali dei vari Paesi, io Le chiedo di bloccare le conversioni e di creare le condizioni in cui tutte le culture religiose possano vivere e lasciar vivere". L'appello, gia' formulato due anni fa in occasione di una conferenza interreligiosa organizzata dalle Nazioni Unite, alle quali si chiedeva ugualmente di intervenire in questo senso per evitare l' acuirsi dei conflitti religiosi nel mondo, e' chiaro e deve essere capito nel contesto di una cultura, come quella indiana, che, pur non volendo isolarsi dal resto del mondo, cerca a suo modo di mantenere, ed oggi - con il Bjp (Partito nazionalista indiano) al governo - di rafforzare, la sua identita' . La religione ne e' una parte fondamentale e la parola "conversion e" e' un anatema perche' suscita ricordi di umiliazioni e sconfitte subite dagli indiani secoli fa quando gran parte del Paese venne sopraffatto dagli invasori musulmani. Centinaia di migliaia di indu' vennero allora convertiti a fil di spada all' Islam e centinaia di templi indu' vennero abbattuti per essere rimpiazzati da moschee. Furono quelle conversioni a creare le condizioni per cui al momento dell' indipendenza dall' Inghilterra il Paese venne arbitrariamente spaccato in due tronconi: il Pakistan, a maggioranza musulmana, e l' India, a maggioranza indu' . Sono state quelle conversioni di quasi 500 anni fa e quella spaccatura del 1947 a dare origine al piu' grande conflitto interno che ancor oggi indebolisce e di tanto in tanto insanguina il Paese. Il Cristianesimo non e' mai stato in questo senso una minaccia paragonabile a quella musulmana: non solo perche' la percentuale di cristiani sull' intera popolazione e' insignificante, ma perche' il Cristianesimo, con la sua presenza qui di quasi duemila anni, e' diventato a suo modo una delle tante religioni indiane ed una in cui gli indiani riconoscono vari aspetti della loro. Il fatto che quella religione sia poi stata complice del colonialismo non la rende particolarmente invisa in un Paese in cui le tracce di quel tempo sono ancora dovunque e dove i "colonizzatori" sono generosamente ricordati come "parte della nostra storia". La preoccupazione nei confronti delle conversioni cristiane ha a che fare con la progressiva in troduzione nel Paese di tutto cio' che la modernizzazione, vista soprattutto come occidentalizzazione, comporta. Nuovi prodotti, nuove idee, nuovi valori stanno lentamente mutando il modo di vivere e di pensare degli indiani, specie quelli urbanizzati. Da qui la reazione di quelli - e sono ancora tantissimi - che cercano di impedire all' India di diventare un Paese "globalizzato", un Paese come tutti gli altri. Per questo i politici di qui simbolicamente non si vestono, come ormai fanno i dirigenti cinesi, con giacca e cravatta. Per questo qualcuno si chiede giustamente perche' si debba presto celebrare anche qui la fine di un secondo millennio, calcolato secondo un calendario fondato sulla nascita di Cristo, il cui nome non sarebbe che una variazione del dio Krishna nato in India molto prima e la cui capitale, ora sotto il mare, e' appunto oggetto di grandi scavi archeologici per essere riportata alla luce. Tiziano Terzani


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giovedì 22 gennaio 2004
ore 13:55
(categoria: "Vita Quotidiana")


LA PATRIA
Ho pietà di coloro che l'amore di sè lega alla patria;
la patria è soltanto un campo di tende in un deserto di sassi

(vecchio canto Himalayano)


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