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COSA COMBINO: Non è da questo che si giudica una persona!
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ho visto cose che voi umani neanche immaginate!
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ORA VORREI TANTO...
ritornare a Cuba
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
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OGGI IL MIO UMORE E'...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
1)

MERAVIGLIE
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3)
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Scopo del mio Blog non è solo quello di parlare di me stessa e di quello che mi piace, ma anche quello di diffondere una mia grandissima passione:il palio di Siena...ed in particolare la mia contrada (il NICCHIO)!
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giovedì 20 maggio 2004
ore 10:54 (categoria:
"Vita Quotidiana")
help me!!!
sto cercando una bicicletta vecchio, visto che la mia mi è stata rubata!
AIUTATEMI!
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mercoledì 19 maggio 2004
ore 16:31 (categoria:
"Vita Quotidiana")
non riesco a trovare una bici usata...
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martedì 18 maggio 2004
ore 10:24 (categoria:
"Vita Quotidiana")
finalmente ho cambiato casa...(non che la cosa mi renda particolarmente felice, visto tutto quello che è successo!), comunque tutto bene...ma sta mattina...mi sono accorta che sta notte ( primo giorno in casa nuova) mi hanno rubato la bici...ultimamente la Fortuna non gira dalla mia parte! ma in fondo...è meglio riderci sopra!
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venerdì 14 maggio 2004
ore 09:48 (categoria:
"Vita Quotidiana")
sono stanca...da lunedì finalmente sarò nella mia nuova casa!
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giovedì 13 maggio 2004
ore 10:00 (categoria:
"Vita Quotidiana")
il Palio di Siena-48°puntata
...(continua)La Nobile contrada del Nicchio La storia Il mal del calcinaccio, primi sintomi
I problema, infatti, era adesso quello di reperire un locale che potesse ospitare l'associazione. Mica facile trovarne uno che fosse nel territorio della contrada e che fosse economicamente abbordabile. Qualche cosa, alla vista, si materializzò: era un locale - anche abbastanza vasto - al numero 30 di via dei Pispini: tre quartieri più terreno. Ma lo scoglio era il costo. La contrada era disponibile a partecipare alla spesa, ma non poteva coprire tutto il fabbisogno: c'era bisogno del concorso di tutti i contradaioli. La commissione nominata per studiare il problema si rivolse al corpo della contrada: la neo-società - si leggeva nella circolare che i Nicchiaioli si videro recapitare - sarebbe servita a cementare sempre più e sempre meglio la passione e l’entusiasmo" e avrebbe avuto inoltre lo scopo di rendere alla contrada quel "tangibile aiuto, soprattutto finanziario per conquistare in occasione di sorte benigna L’agognata vittoria del Palio". Capacità profetiche a parte (da lì a poco più di un anno la sorte benigna di cui sopra avrebbe debitamente fatto il suo dovere, e la società avrebbe messo a disposizione della contrada 5.000 lire come contributo alle spese sostenute per la vittoria) si chiedeva ai Nicchiaioli di farsi carico di un prestito infruttifero, basato su azioni del valore nominale di 500 lire (che era una bella somma) rimborsabili e garantite dal valore dell'immobile stesso e delle altre proprietà della contrada. "Nicchiaioli - concludeva la circolare-proclama - dimostrate con i fatti il vostro attaccamento alla Contrada del cuore, e fate che il sogno si traduca quanto prima in realtà; il patrimonio della Contrada ne riceverà un notevole incremento ed il Nicchio, al pari di molte altre Consorelle, avrà finalmente una propria Società ed un proprio locale, degni delle sue tradizioni e auspicio di nuove vittorie. Viva il Nicchio". La risposta ci fu, ma i problemi non si risolsero facilmente. Il proprietario dell'immobile intendeva vendere tutto e tutto insieme: la Contrada - anche con il contributo delle obbligazioni sottoscritte dai contradaioli - non poteva far fronte alla spesa. Si ricorse ad una scappatoia: la Contrada avrebbe acquistato una parte dell'immobile, e un'altra parte sarebbe stata acquistata da contradaioli disposti, in seguito, a cederla alla società quando quest'ultima avesse avuto le disponibilità per farlo. Due Nicchiaioli - Gaetano Salvatori e Aroldo Chiavistrelli (peraltro membri della commissione che doveva trovare soluzione al problema) si dichiararono disposti all'acquisto e alla successiva cessione alla Contrada; poi, la questione si concluse con il subentro di un altro Nicchiaiolo - Cesare Marchesi - al posto del Chiavistrelli. Così fu possibile finalmente ratificare la vendita: la contrada acquistava la parte che le era indispensabile per il primo impianto della società, e i due contradaioli acquistavano il resto. Era il primo atto di quello che, scherzosamente, i Nicchiaioli avrebbero definito, parlando del continuo affannoso lavorio di incremento e adattamento dei loro locali, il "mal del calcinaccio". una sindrome che avrebbe costituito il filo rosso della storia della Pania fino ai giorni nostri. I "Convenuti della Befana" avevano acceso il motore. Ma ora la società viveva per un impegno corale: dei tanti Nicchiaioli che avevano sottoscritto per farla decollare, e di quanti mettevano a disposizione il loro tempo e le loro energie per farla funzionare...(continua)
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mercoledì 12 maggio 2004
ore 09:25 (categoria:
"Vita Quotidiana")
finalmente ho trovato casa...da oggi comincia il trasloco!
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martedì 11 maggio 2004
ore 15:51 (categoria:
"Vita Quotidiana")
il Palio di Siena-47°puntata
...(continua)La nobile contrada del Nicchio La storia I Convenuti della Befana
Il primo passo era stato fatto: ora si dovevano fare tutti gli altri successivi. Ed erano i passi sostanziosi: quelli che avrebbero fatto vedere se L’intuizione degli intelligenti e generosi "convenuti" della sera Befana era destinata a restare una pia aspirazione o se poteva mettere le gambe per camminare. Le mise. Fu buttato giù il primo statuto: associazione aperta a tutti i contradaioli ma anche chiunque abitasse da almeno due anni nella contrada (a sottolineare la già ricordata caratteristica "topografica" del sodalizio. Nel 1949, anzi, si specificò la diversificazione fra soci effettivi e soci frequentatori); poteva diventare socio chiunque avesse compiuto almeno i 15 anni di età. Le finalità erano semplicissime: prima di tutto, certo, organizzare il tempo libero in termini di intrattenimento e divertimento; ma in seconda - e forse più importante battuta indicare un modo di essere contradaioli, e aiutare la contrada devolvendole gli utili dell'esercizio della società. Ci si iscriveva versando una quota separata da quella che il contradaiolo destinava, invece, alla contrada: 25 lire per entrare a far parte; 60 lire annue per sostenere L’iniziativa. E 60 lire, nel 1946, non erano una cifra simbolica: per pagarle, si poteva rateizzare l’impegno suddividendole in dodici rate mensili di 5 lire (per dare L’idea del valore di questa cifra a chi è troppo lontano anagraficamente da quegli anni, si ricorderà che nell'immediato anteguerra con 5 lire si faceva la spesa quotidiana per una famiglia numerosa e benestante). Nel 1946, cinque lire valevano già molto di meno ma ancora valevano). L'idea dei "convenuti della Befana" piacque. I contradaioli risposero con entusiasmo e gli stessi promotori dell'iniziativa si trovarono costretti a stringere i tempi di realizzazione. Fu necessario subito dotare il sodalizio di un organismo dirigente, ancorché provvisorio, fu presieduto da Robustino Guerrini (un altro personaggio che alla contrada aveva, e avrebbe ancora a lungo, dedicato tempo, energie e passione, e che in questo stesso 1946 era anche vicario della contrada). Con lui c'erano Ezio Fattorini (vicepresidente), Italo Migliorini (segretario), Arturo Malatesta (cassiere), Cristoforo Arrigucci (economo). Consiglieri erano Alessandro Capitani, Aroldo Chiavistrelli, Otello Damiani, Ilio Farfarini, Guido Fattorini, Enzo Marzocchi, Alfio Moscatelli e Bruno Scali. Ora si trattava di presentare il progetto alla contrada. Non era passato nemmeno un mese dalla riunione di gennaio: il 2 febbraio (Candelora: da data "sacrale" a data "sacrale": quasi ci si fosse voluti premunire contro gli insuccessi scegliendo per le scadenze sempre giorni legati al ciclo del calendario liturgico cristiano). Guerrini espose il progetto: il seggio approvò; per bocca del priore - che era Gastone Cesari - espresse la propria soddisfazione per l’iniziativa, e, addirittura, come si direbbe oggi, "si fece carico"...(continua)
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martedì 11 maggio 2004
ore 12:01 (categoria:
"Vita Quotidiana")
sono stanca morta...sono stata a venezia sta mattina presto ed ora sono distrutta!
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lunedì 10 maggio 2004
ore 16:31 (categoria:
"Vita Quotidiana")
il Palio di Siena-46°puntata
...(continua)La Nobile Contrada del Nicchio La storia I Convenuti della Befana
Nel 1946 la guerra era un ricordo del giorno prima. La vita andava avanti, certo, e anche le contrade, e anche il palio sopravvivevano. Ma cinque anni di interruzione avevano lasciato il segno; lontananze forzate - guerre nei più sperduti angoli della terra; prigionie lunghe che avevano interrotto affetti, amicizie e conoscenze -; voglia di riprendere la vita di "prima" ma con la consapevolezza che, in realtà, nulla sarebbe più stato come "prima". Il palio aveva ricominciato la sua vita; le contrade, in realtà, mai L’avevano interrotta. Così, se le bandiere avevano accolto la prima jeep dei liberatori nel luglio del 1944, appena un anno dopo si era tornati a coprire Piazza del Campo con un anello di tufo e si era tornati a trepidare per un cavallo e per un pezzo di stoffa dipinta. Ma in quel 1946, appunto, c'era la consapevolezza che nulla sarebbe stato come prima della guerra: la contrada doveva essere più di prima territorio di comunità di affetti; di amicizie; di solidarietà. la contrada doveva, insomma, ancora una volta - come altre volte era successo - saper vedere "oltre" al palio: farsi strumento non solo della festa e del rito ma, altrettanto, dell'organizzazione della vita comune. Non fu niente di diverso da questo a spingere un gruppo di Nicchiaioli, la sera del 5 gennaio di quell'anno, a porsi l’esigenza di un "qualche cosa" di comune: un "luogo" in cui ritrovarsi, in cui parlare di palio (ma non solo di esso), e di contrada (ma non solo di essa) per i Nicchiaioli (ma non solo per essi). I loro nomi, la contrada, li conosceva bene: erano di quelli che l’avevano "fatta"; in certo modo, la contrada; e che avrebbero continuato a "farla" per anni ancora. Perché erano di quella gente che nella contrada c'era nata, che la portava dentro, che la viveva come una parte della vita, inscindibile da quest'ultima. Renato Fattorini e Guido Fattorini, Italo Migliorini, Gino Rossi, Cristoforo Arrigucci, Otello Damiani, Alfio Moscatelli, Osvaldo Susini, Ezio Fattorini e Bruno Scali, Gino Mazzeschi e Carlo Bianciardi, Raffaello Lusini e Lido Landozzi. Il protocollo da essi firmato era di una sinteticità che diceva, tuttavia, tutto: "Si sono riuniti i seguenti contradaioli ed hanno costituito la Società Ricreativa del Nicchio, aderente alla Nobile Contrada del Nicchio". Erano le otto di sera; i convenuti firmarono e si salutarono: era la vigilia dell'Epifania. A casa i bambini aspettavano per la cena e per scartocciare i regaletti che quell'austera e povera prima befana di pace gli avrebbe portato. Società "aderente" alla contrada: come nella migliore tradizione dell'associazionismo contradaiolo che, dall'Ottocento, aveva fatto di questi sodalizi associazioni dotate di una totale autonomia statutaria, finanziaria, amministrativa e gestionale. Era la "seconda casa" dei Nicchiaioli quella che nasceva , rivolta, certo, a chi nel Nicchio c'era nato, ma non chiusa nemmeno a chi, non Nicchiaiolo, nel Nicchio tuttavia ci viveva: libero, quest'ultimo, se lo voleva, di aderire ad un sodalizio organizzato per il tempo libero pur continuando a trepidare per un'altra bandiera. Non ce ne furono molti, nel tempo, di soci di quest'ultimo tipo, ma, tuttavia, qualcuno ce ne fu; a ricordare sempre che, almeno all'origine, la contrada era una cosa e la società - ancorché con quest'ultima collegata - era una cosa del tutto diversa. Non era la prima volta che nel Nicchio nascevano società di contradaioli o di abitanti del rione, ma questa aveva un aspetto che le altre non avevano avuto: non mutuo soccorso e non solo organizzazione del tempo libero o pretesto conviviale. Questa stava costruendo una nuova articolazione di essere della contrada e nella contrada...(continua)
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lunedì 10 maggio 2004
ore 09:58 (categoria:
"Vita Quotidiana")
il mio week end
beh, ragazzi questo è stato un week end memorabile...festeggiamenti per la fine pratica e recita di fine anno del corso di teatro...l'unica pecca è stata quando mi sono impappinata sul palco...era da vedere sono sempre caduta su quella battuta tutte le volte che la facevo...
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