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Stà bèa stèa fin doman finchè no rìva el sol
Sciàra sto scuro e el me cuor orbo e pien de doeor
Stà bèa stèa fin doman finchè no riva el sol
Stea dell’universo
Dime che no a ga perso a strada
Dime che in scarsea ga sempre
Un toco del me cuor
Un toco del me amor

***********************
C’è un attimo da fermare:
chi lo riconosce è felice.
***********************

"ARRANCARE: il lento, faticoso, deprimente ma determinato procedere di un uomo che non ha più niente nella vita tranne l’impulso di semplicemente continuare la lotta".

Per chi è arrivato tardi (ovvero dopo il 2007) su questo blog spieghiamo cosa sono gli Shaulismi. Parte tutto da Shaula, che è una stella della costellazione dello Scorpione. E io – chi mi conosce lo sa – sono una pesci ascendente scorpione. E poi il nome era bellissimo, suona come pieno di cristalli e profuma di autunno. Questo è il preambolo
Gli ismi sono le mie filosofie e i miei stili, e ogni post è un ismo. Ci sono ismi per ogni cosa. In particolare però, quando si tratta di me, di pensieri parole opere e omissioni, allora si chiamano Shaulismi.
Non è difficile, ma chi non sa non può sapere. E adesso sa.
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venerdì 31 dicembre 2004 - ore 12:20
Capodanni
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Finito anche il 2004. Mannaggia a lui, questo 2004. Mi ha fatto davvero penare, che fatica!! Ma ne è valsa la pena perché, in questo 2004 che segue un 2003 disgraziato, ho recuperato alla grande sulla sfiga, quando l’ho superata le ho fatto la linguaccia e pure il segno dell’ombrello, e ho vinto in volata proprio in queste ultime settimane! Mi sento invincibile!! Non può nulla contro di me! Hah!!
Buon anno nuovo a tutti.
Buona fine e buon inizio, come dicono i vecchi saggi del paese.. buona fine e buon inizio! Sorridendo con solo un solo incisivo e quel che resta della dentiera. Adorabili vecchi.
Buona fine e buon inizio. Semplice e geniale.Auguri a tutti i miei amici e anche ai miei nemici perché non se lo aspettano e ci godo, a quelli che mi conoscono e a quelli che credono di conoscermi ma non hanno capito un cazzo, a chi ha voglia di divertirsi e a chi a voglia di bere - che poi possono essere complementari o surrogati, a chi mi vuole bene e a chi non me ne vuole che vada pure a cagare, alla mia famiglia e alla famiglia di tutti gli altri, e a chi non si aspetta che mi ricordi anche di lui nel mio pensiero a mezzanotte e 5 minuti.
I primi cinque, se permettete, almeno 5 dico che già sono pochi, vorrei tenerli per il mio amore. 5 minuti solo a guardare lui. Che alla fine è un bell’inizio dell’anno. Anzi, il migliore.

Buon 2005 a tutti quanti, buoni, cattivi, bastardi, angeli, carogne e bronse querte. Di cuore e di polmoni – visto che mi aumentano ancora le cicche da gennaio. Maledetti loro.
Attenti però ai
buoni propositi per l’anno nuovo, vi svelo un segreto: non funzionano mai!
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mercoledì 29 dicembre 2004 - ore 19:02
feste che vanno, feste che arrivano
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Finito Natale, passato Santo Stefano. E adesso sotto con Capodanno. Finanze limitate. Volevo fare un capodanno all’insegna dell’economia e del risparmio, ma non si può perché i cavalieri della tavola rotonda non vogliono andare i centro, dicono che è pieno di brutta gente. Quindi vogliono andare a una festa di quelle organizzate, tipo un sacco di persone inscatolate in una o più stanze che si guardano e pensano: ecco, non sono l’unico che ha speso 30 euro per il cazzo. Divertente no? Io alle feste finisco sempre col fare da tappezzeria. Mi siedo sul primo scalino e/o sedia e/o poltrona e/o demente in coma etilico che trovo e mi piazzo li finché qualcuno impietosito non mi dice “ok andiamo”.
Sinceramente preferivo rinchiudermi con gli amici più cari in una bettola fumosa in centro e stonfarmi di vino rosso fino a mattina, fino a quando perfino i topi del mio alito si sarebbero lamentati dell’odore agghiacciante. Invece niente, e mi dovrò pure vestire bene, ma non compro nulla di nuovo perché voglio essere coerente almeno in parte alla mia teoria del risparmio.
Però non so se posso avanzare il centro: il sindaco ha organizzato il capodanno trevigiano in 5 piazze del centro. E io sono ospite. Se tiro pacco la popolazione non mi rinnoverà la cittadinanza. Quando la giornalista mi ha intervistata ho detto che sarei andata a festeggiare in piazza in centro. Tutti cercheranno il mio volto tra la folla. E se non mi vedranno sai la delusione, perché c’era anche la mia foto sul giornale e sono riconoscibilissima. Tutti mi cercheranno e io sarò altrove. Che pacco di donna.
Mi sono arrivati un sacco di messaggi di gente che rideva di me, tra l’altro, ieri mattina. Perché io nella foto non ridevo per niente. Mi ha fatto mille mila foto quel fotografo, e fra tutte ne ha presa una schifosa. Meno male però che non si vede l’enorme brufolo che avevo sul mento. Orrore. E mi stavo gioiosamente bevendo uno spritz prima di pranzo.
Un attimo, aspetta che spiego. Dall’edizione di ieri del
Gazzettino di Treviso, pagina 4. Rubrica “il Cappuccino” [copio e incollo]:
Cappuccino e Gazzettino: in un momento di pausa, ogni giorno, una trevigiana o un trevigiano commentano la città attraverso le principali notizie del loro giornale.
Seduta ai tavolini del bar Tocai c'è Silvia M. , 23 anni, studentessa (nella foto).
«Leggendo il giornale ho trovato interessante la notizia che annuncia un Capodanno all'insegna del divertimento in cinque piazze di Treviso. Penso sia positiva l'idea di portare la gente per le vie del centro. Magari si possono incontrare amici di vecchia data o compagni di scuola da tempo dimenticati. Panettone, vin brulè, spumante e cioccolato sono un'alternativa alle solite serate in discoteca dove i prezzi eccessivi rendono antipatiche le feste organizzate. Inoltre i bar e i locali della città trarranno sicuramente vantaggio da questo evento».
- Quindi lei è pienamente d'accordo con gli organizzatori dei festeggiamenti.«Sinceramente non lo sono del tutto. Trovo siano esagerati i soldi spesi per realizzare questa iniziativa popolare. Il Capodanno, secondo me, è piacere di stare insieme alle persone care. Non un dee-jay che annuncia l'arrivo del nuovo anno con un freddo "tre-due-uno Tanti Auguri. E poi cinque piazze mi sembrano un po' troppe. Capisco la volontà di dare a tutti la possibilità di festeggiare vicino a casa senza dover muovere la macchina, ma offrire così tanti spettacoli in più luoghi lo trovo fuori misura. Infatti c'è il pericolo che la gente si disperda e lo scopo degli organizzatori di riunire insieme i trevigiani venga meno»
-E il suo Capodanno come sarà? «Uscirò con gli amici e parteciperò ai festeggiamenti in piazza. Dopo il brindisi mi "rifugerò" in un locale del centro e lì continuerò a divertirmi fino a tarda notte».Io non avevo detto veramente questo, è stato un po’ alterato per motivi di stampa e di immagine, ma il succo è chiaro. Per questo non posso mancare. Tutta Treviso si aspetta di vedere me. Sono una celebrità. Uno dei vanti della mia città. Non posso tradirla.
In culo anche il Capodanno. 
intanto stasera trasferta dei miei amici patavini: vi spettoooooo!!
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domenica 26 dicembre 2004 - ore 11:17
ringraziamenti nataliferi
(categoria: " Accadde Domani ")
Avere una cosa che desideravi da tanto non è bello quanto ritrovarne una che credevi di avere perso.E’ tornato il Natale. E’ tornato insieme alla Dany e la Fede. Credevo di averle perse per sempre, l'anno scorso il giorno dopo Natale piangevo perché loro non erano con me. Cristoddio quanto ho pianto quel giorno. Adesso sono tornate, e io sono tornata felice. Ho di nuovo le mie amiche. Mi hanno regalato un paio di mutandoni a fiori e una spilla a fiore. Le mie amiche sanno che io adoro i fiori, e il rosa, e infatti i fiori sono anche rosa. Adoro
le mie amiche.
E ho degli amici speciali: non si può dimenticare loro, che mi sono stati vicini sempre, in momenti in cui mi sarei odiata anch’io, in cui ero paranoica depressa e pesante come un camion di ghiaia. E poi ho un amore tutto mio. E siccome siamo tutti amici e siamo sempre uniti e siccome siamo uno di quei gruppi da fare invidia anche ai
cavalieri della tavola rotonda io non sono solo felice: sono di più.
E volevo dire a tutti che quest’anno a natale ho ricevuto tutto quello che desideravo.
Mi sa che
Babbo Natale ha ritrovato le mie letterine, quelle che accidenti a lui aveva smarrito, quelle dei regali che non mi ha mai portato perché aveva dimenticato le mie letterine su un altro scaffale, e ha deciso di darmi tutto insieme quest’anno. O forse sono solo stata tanto buona.
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venerdì 24 dicembre 2004 - ore 14:35
Buon Natale
(categoria: " Vita Quotidiana ")

A quelli che
..non credono ai buoni propositi perché o sei buono tutto l’anno o è una pagliacciata.
..natale viene una volta sola e meno male.
..non hanno ancora finito di comprare i regali.
..non hanno i soldi per comprare tutti i regali.
..avevano bisogno di conferme e le hanno avute.
..hanno avuto il regalo che volevano.
..hanno trovato quello che cercavano.
..gli basta un sorriso per essere felice.
..stasera ci si trova a mezzanotte e mezza da Gigi tutti insieme.. 
Buon Natale a tutte le persone che hanno bisogno o voglia di un regalo. Oggi io regalo sorrisi. Ne ho messi via per tanto tempo, ora è il momento di tirarli fuori. Sono felice. E vi regalo un po’ della mia felicità. Perché tanto la mia non è sola..
Buon Natale a tutti.
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mercoledì 22 dicembre 2004 - ore 12:50
Farfalle
(categoria: " Pensieri ")
Adesso ho capito com’è. Allora, ci sono delle farfalle nello stomaco. Non falene, non farfalline da campo che per carità sono pure belle, ma farfalle di quelle grandi e colorate, tipo quelle tropicali avete presente? Coi colori fluorescenti quasi, blu rosso verde giallo oro e via dicendo. Ed è solo l’inizio. Hai queste farfalle nello stomaco, e non sono facili da digerire, restano appiccicate alla membrana interna e sbattono le ali fortissimo, saranno una quindicina ventina.
Poi ci sono i
brividi, e li la storia è un po’ più complessa. Arrivano in modo abbastanza improvviso, e si ripropongono ogni volta che ripensi a una certa cosa, a una parola, a un gesto. E con i brividi le farfalle cominciano a dibattersi come delle pazze, e che sensazione strana! Ma loro se ne fregano.
Poi ci sono i
pensieri: fantasticare a manetta. Uno dietro l’altro che non gli stai dietro, e una faccia davanti agli occhi. Che non è la prima volta che la vedi ma adesso fa un effetto un pochino differente. Vedi questa faccia e pensi, e allora brividi e farfalle.
Poi ci sono gli
amici. Ma degli amici quando hai una faccia davanti, i brividi, i pensieri e le farfalle nello stomaco non ti interessa poi molto, anche se loro un po’ di merito lo hanno, eccome.
Poi ci sono le
giornate. Che oggi poi a parte il freddo è una bella giornata di sole, e c’è poco vento. E allora hai gli amici che ti chiedono perché hai un sorriso ebete in faccia, Ovidio che ti domanda se stai male, la mamma che ti chiede se hai preso freddo. Ma è talmente una bella giornata che te ne sbatti degli amici, perché hai i brividi, i pensieri e le farfalle nello stomaco.
Gira tutto intorno alle farfalle.
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martedì 21 dicembre 2004 - ore 08:30
il sonno
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ode al sonno.
vorrei comporre un'ode al sonno.
ma ho troppo sonno.
go pensieri.
cena fuori ieri sera: antipasti misti di salumi toscani, fiorentina e vino toscano (un montepulciano, un chianti, un altro rosso strepitoso). ma forse ho ecceduto con il cibo, nonostante il mio tragico abbandono, un bel po' prima dei miei commensali maschili.
stanotte non ho chiuso occhio. credo di aver preso sonno qualcosa dopo le 2 - l'ultima volta che ho acceso il cell per vedere l'ora erano le 2 passate.
e mi sono ritrovata a occhi spalancati nel buio alle 6.25. non male.
il mio stomaco sta sentendo il sonno, mi viene da vomitare dal sonno, mi capita spesso, non so perchè reagisco con lo stomaco al sonno. ode al sonno. i miei occhi soffrono. la mia testa piange. il mio cervello mi prega di non strafare oggi, che non
ghe la fa.
dovrei trattare meglio il mio corpo.
ode al sonno. a quello che non ho, a quello degli altri, a quello che fa bene, ai sogni e agli incubi.
ma almeno dormire. che, tempo permettendo, è una cosa che vorrei rifare presto. prestissimo, se possibile. magari non in biblio sopra un libro con la bava da addormentata che mi macchia le pagine. ma presto.
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lunedì 20 dicembre 2004 - ore 12:57
regalopoli
(categoria: " Vita Quotidiana ")
mi mancano ancora tutti i regali. e sono senza idee. gli esami esauriscono tutta la mia fantasia e creatività, e il mio senso del bello.
meno male che c'è fabiola.
Natale allo Zenzero - Elio e le Storie Tese
Per fare una canzone di Natale
non basta un argomento natalizio
ma occorre un ingrediente più speciale: lo zenzero.
Ma chi l'avrebbe detto che lo zenzero
in fondo è il vero fulcro del Natale
non il presepe, non Gesù Bambino
ma lo zenzero.
E non è ironico che questo zenzero
sia tipico dell'Asia tropicale,
un posto dove ignorano il Natale,
ma quanto a zenzero
molla lì.
O pianta che provieni dall'oriente
il cui rizoma è usato come eupeptico
in farmacia, cucina e nei liquori
e ovviamente nel Natale.
Sapete poi cosa vuol dire eupeptico
significa che ti fa digerire
per cui dopo il cenone di Natale
diciamoci l'un l'altro eupepsia.
E non venite a dirci che lo zenzero
era già in voga prima di stavolta
vogliam ci sia riconosciuto il merito
dello zenzero.
RIT: Natale allo zenzero, presepe allo zenzero,
tanti auguroni allo zenzero.
Stappare lo zenzero, brindare allo zenzero,
gridare fortissimo zenzero.
Regali allo zenzero, vacanze allo zenzero,
Gesù Bambino di zenzero.
Dolciumi di zenzero, canzoni allo zenzero,
bianco Natale di zenzero.
CORI: Festività, felicità, aaaaaa.
Per chi non fosse ancora straconvinto
che zenzero significa Natale
provasse ad assaggiare un biscottino
allo zenzero.
RIT: Natale allo zenzero, presepe allo zenzero,
tanti auguroni allo zenzero.
Stappare lo zenzero, brindare allo zenzero,
gridare fortissimo ZENZERO!!!
Zenzero, zenzero.
Zenzero, zenzero.
RIT: Regali allo zenzero, vacanze allo zenzero,
Gesù Bambino di zenzero.
Abbracci di zenzero, dolciumi di zenzero,
bianco Natale di zenzero.
Re Magi di zenzero, pastori di zenzero,
stella cometa di zenzero.
Le renne allo zenzero, zanzare di zenzero,
bianco Natale di zenzero.
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domenica 19 dicembre 2004 - ore 14:00
oggi sono uno yogurt - altissima, purissima, acidissima
(categoria: " Poesia ")
costantino vitagliano me lo impone.
loredana lecciso me lo impone.
il trash me lo impone.
votate fabiola al concorso di pittarello. è un po' indietro con i voti. diamole una mano. lo ha chiesto a noi, alla nostra comunità. forse ci ha preso per qualcun altro ma noi non possiamo abbandonarla.
VOTIAMO FABIOLA. realizziamo il suo sogno.
www.pittarello.com
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venerdì 17 dicembre 2004 - ore 19:34
questione di gusti
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non mi metterei mai con un uomo a cui piacciono quelle come me.
Ho gusti difficili.
Forse troppo. Comincio a pensare che il mio essere single sia una condizione necessaria e obbligata della mia stessa emotività.
È un mondo difficile. È un mondo pazzo. E io, modestamente, gli do pure una mano.
Mad world - Gary Jules
All around me are familiar faces
Worn out places, worn out faces
Bright and early for their daily races
Going nowhere, going nowhere
Their tears are filling up their glasses
No expression, no expression
Hide my head I want to drown my sorrow
No tomorrow, no tomorrow
And I find it kinda funny
I find it kinda sad
The dreams in which I'm dying
Are the best I've ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It's a very, very mad world mad world
Children waiting for the day they feel good
Happy Birthday, Happy Birthday
Made to feel the way that every child should
Sit and listen, sit and listen
Went to school and I was very nervous
No one knew me, no one knew me
Hello teacher tell me what's my lesson
Look right through me, look right through me
And I find it kinda funny
I find it kinda sad
The dreams in which I'm dying
Are the best I've ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It's a very, very mad world ... world
Enlarge your world
Mad world
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giovedì 16 dicembre 2004 - ore 20:50
letto di cartapesta e coperta di cemento
(categoria: " Riflessioni ")
Mi hanno ospitato dei miei amici a Bologna ieri sera. È stata una delle notti più catastrofiche e deleterie per il corpo e per lo spirito che io abbia mai trascorso. Lasciamo stare l’ansia pre esame, che si fa sentire solitamente all’ora della nanna, ma il mio giaciglio era scomodo come nulla mai provato sulla faccia della terra. I ragazzi che mi ospitavano di solito mi riempivano la stanza con i loro numerosi animali, che mi svegliavano in piena notte con schiamazzi e
miagolii [e unghie].
Stavolta mi sono beccata un divano letto di cartapesta, 2 piazze per carità, ma con un materassino sottile riempito presumibilmente a polistirolo, e una coperta di cemento, o imbottita di
bulloni non lo so, pesante come mille coperte una sopra l’altra.
A metà nottata mi sono svegliata di soprassalto: avevo fatto un incubo, qualcuno mi voleva soffocare. Ma non era qualcuno, era
qualcosa: la coperta. Mi stava schiacciando il collo. Che sensazione di angoscia e oppressione. Strano. Di solito le coperte sono uno di quei ricordi meravigliosi che ti porti dietro dall’infanzia, nessuno scorda le coperte sotto cui ha dormito, io le ricordo tutte con
amore. Questa la odierò.
Di solito non si parla male delle persone che ti ospitano gratuitamente e senza impegno a casa loro. Ma dovevo sfogare in qualche modo la tensione di una notte insonne a scappare da una coperta. Senza muovermi troppo perché il divano letto si era già ripiegato nelle operazioni di penetrazione sotto la coperta – peraltro distruttive, il sollevamento pesi è meno affaticante - inghiottendomi quasi completamente.
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