BLOG MENU:


shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato

utente certificato [ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]


STO LEGGENDO








HO VISTO

I miei angeli custodi





STO ASCOLTANDO

Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...



.. senza dimenticare Grace Papaia.


ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Come un’adolescente in crisi di identità.



so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...



e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...



... oppure faccio porcherie come questa...



... o quest’altra...



Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..



ORA VORREI TANTO...




STO STUDIANDO...

Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo

OGGI IL MIO UMORE E'...

Arranco... ma con stile.


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Dimenticare

MERAVIGLIE


1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...



********************


Stà bèa stèa fin doman finchè no rìva el sol
Sciàra sto scuro e el me cuor orbo e pien de doeor
Stà bèa stèa fin doman finchè no riva el sol
Stea dell’universo
Dime che no a ga perso a strada
Dime che in scarsea ga sempre
Un toco del me cuor
Un toco del me amor




***********************

C’è un attimo da fermare:
chi lo riconosce è felice.

***********************




"ARRANCARE: il lento, faticoso, deprimente ma determinato procedere di un uomo che non ha più niente nella vita tranne l’impulso di semplicemente continuare la lotta".



Per chi è arrivato tardi (ovvero dopo il 2007) su questo blog spieghiamo cosa sono gli Shaulismi. Parte tutto da Shaula, che è una stella della costellazione dello Scorpione. E io – chi mi conosce lo sa – sono una pesci ascendente scorpione. E poi il nome era bellissimo, suona come pieno di cristalli e profuma di autunno. Questo è il preambolo
Gli ismi sono le mie filosofie e i miei stili, e ogni post è un ismo. Ci sono ismi per ogni cosa. In particolare però, quando si tratta di me, di pensieri parole opere e omissioni, allora si chiamano Shaulismi.
Non è difficile, ma chi non sa non può sapere. E adesso sa.




(questo BLOG è stato visitato 64135 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]



mercoledì 1 giugno 2005 - ore 11:07


regalismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


che donna di merda.
venerdì è il compleanno di Maury e non ho ancora trovato il suo regalo. credevo che girare due giorni mi bastasse. avevo calcolato male i tempi. sono una donna di merda.
e domani è tutto chiuso. e a mezzanotte compie gli anni. e io non ho trovato quel cazzo di regalo... girato per niente, trovato niente. eppure nella mia testa era chiarissimo.

peccato che la produzione mondiale non concepisca il regalo che voglio io.

maledetta economia. io sono umanista, sono artista - non sono economa. io creo, io leggo, io invento, io studio, io scrivo.
non so quanto può costare un aggeggio del genere, non so dove lo producono, non so dove lo vendono, non so dove cazzo trovarlo, non so perchè devono fare così schifo quelli che ho trovato, non so perchè il mercato comune europeo non prevede delle discrete, semplici, leggere, graziose mensole nere da camera.
che poi Maury le vuole in un certo modo, non lisce, senza venature, ma grandi, ma non ingombranti... ci mancava lui...

e a chi ride un FTT enorme.
ho cercato, ma fanno cagare. e sono scoppiata a piangere. perchè non ho il regalo.

LEGGI I COMMENTI (11) - PERMALINK



lunedì 30 maggio 2005 - ore 12:54


ricordismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Che belle quelle tre ragazzine che ho visto l'altra sera. Passavano davanti al Drinking passeggiando in linea, la più alta al centro, le due amiche più magrette ai lati, vicine e sorridenti. Stavo lavorando, ma non ho potuto fare a meno di fermarmi e guardarle. Guardo un sacco, io, guardare è un po' come un secondo lavoro...

Avranno avuto 18, massimo 19 anni... e mi hanno ricordato le mie prime uscite con la Dany e la Fede. Quando prima di andare in centro stavamo un'ora in bagno a casa della Dany a farci belle, più carine possibili mettiamola così. Ed eravamo piccole, non capivamo molto di moda e di vestiti, però sapevamo quali erano le maglie e i pantaloni che ci piacevano di più. E quindi quelli diventavano i migliori, e ci sentivamo belle.
E camminavamo per le vie, sul porfido bastardo, con le nostre scarpe da ginnastica, i jeans comodi, le magliette colorate: non eravamo provocanti, non eravamo sexy, non eravamo alla moda, non eravamo appariscenti, non eravamo nessuno per strada, non ci guardava nessuno.
Ma nessuno può capire quanto eravamo felici, quanto ci sentivamo bene lì, e belle, noi tre insieme. Piccole in città, e sorridenti, serene, non ci serviva altro.
Semplicemente noi, insieme, con la maglietta tenuta in un cassetto tutta la settimana per averla bella pulita e stirata il sabato sera.

E quelle tre ragazze l'altra sera mi hanno ricordato noi. Non erano particolari, non credo le avrei notate. Noti di più quei vacconi siliconati con le scollature fino all'ombelico o con le labbra da battona, è ovvio. Ma io ho visto loro, e le ho fissate con insistenza (imbarazzata, perchè se ne erano accorte), perchè erano me 5 anni fa... me e le mie amiche. Noi eravamo uguali. Felici uguali.

...ok, basta sentimentalismi. Per oggi ho recuperato abbastanza...

LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK



domenica 29 maggio 2005 - ore 15:07


EsTaTiSmI
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A me il caldo piace - fin la.
Mi piace il sole, mi piace essere abbronzata, mi piacciono le canottiere colorate, mi piace il gelato, mi piace andare al mare, mi piace il verde dei campi, mi piace l’ombra sotto gli alberi.

Ma. Sono a casa, non ho l’aria condizionata, ho già fatto 2 docce e non ne posso fare altre, sono diventata intollerante ai latticini, all’ombra fanno 35 gradi, sono bianca come un cadavere (l’altra sera un cliente del locale ha commentato la mia pelle con “se avevi una maglietta bianca sembravi a petto nudo”), non posso fare lampade perchè mi fanno male, se mi metto canottiere troppo colorate faccio impressione, il sole ha bruciato tutte le piantine nuove di mia madre in giardino perché stamattina mi sono dimenticata di dar loro dell’acqua, al mare non ci andrò fino a metà luglio, i miei amici sono al mare. Penso basti.

Conclusione: il caldo non mi piace. Ma avevo appena detto che mi piace. Beh, si può sempre cambiare idea.
Maledetto caldo, maledetta estate, maledetto maggio di quaranta gradi al sole, maledetto esame, maledetta spiaggia lontana, maledetto sole che batte. Maledetti tutti.



LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK



venerdì 27 maggio 2005 - ore 12:35


fighismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi sta bene. Ieri ho voluto fare la figa ed è giusto essere punita dal Divino.
Sono dimagrita un po' nell'ultimo periodo, e rumando in armadio ho trovato dei jeans molto larghi e molto comodi che indossavo praticamente sempre due anni fa - e cioè prima della mia esplosione addominale e dell'espansione dei miei glutei.
Li ho provati e... magia! Mi entravano perfettamente (addirittura un po' abbondanti) dopo due anni di disuso!!
le gioie della vita!!!


Così ho voluto fare la figa. Ero talmente orgogliosa dei miei nuovi-vecchi jeans [nonchè fiera della mia finalmente seria forza di volontà] che li ho messi ieri pomeriggio per andare in biblio.
Ho voluto fare la figa, coi jeans e una maglietta verde, semplice - per evidenziare la bellezza dei miei pantaloni, per valorizzarli al massimo.
Cretina stupida scema eccetera. Ho sofferto le pene dell'inferno. La mia prima idea di ieri pomeriggio era stata di mettere i pantaloni di cotone leggero, quelli corti, quelli freschi...
Ho semplicemente sbagliato giorno per fare la figa.

E ho patito tutto il caldo che mi sono meritata. Cazzi assolutamente miei.



LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK



mercoledì 25 maggio 2005 - ore 09:47


primaverismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


In questo periodo tendo a cercare conferme della sedicente saggezza popolare e dei proverbi e/o luoghi comuni che mi circondano: mi sto appassionando al folklore della mia terra.
Dicono, tra le altre cose, che la primavera stanca, che si ha più sonno, che si è debilitati nonostante le belle giornate, e che la voglia di fare svanisce come gli amici al momento di lavare i piatti.
Io sono l’incarnazione della primavera, in questo senso – non in quello del colorito roseo del volto, sono bianca avorio con gli occhi perennemente incastonati in occhiaie d’acciaio.

Muoio di sonno. La mattina prima delle 8 sono una mummia. Dalle 8 in poi riesco a rispondere alle domande, dopo le otto e mezza posso sostenere conversazioni. Dalle nove devo prendere un altro caffè o torno alla fase mummia: e questo ogni due, massimo tre ore. Ho continuamente, incessantemente, incredibilmente sonno. Anche con una bella tirata di 8n ore alle spalle, niente da fare. La mia primavera consiste in caffeina e insalate: mi nutro di verdure miste e caffè (toglietemele e potete anche infilarmi un tubo di gas nel naso). E qui siamo al dunque.

Sonno e caffè, riassunto essenziale. Paradossalmente mi imbottisco di caffè e i miei arti prendono vita propria e sono attivissimi, agili, scattanti. Mentre il mio cervello non reagisce allo stimolo “bevanda nera con zucchero se no è pestifera” e rimane lì atrofizzato, a combattere contro qualche neurone ribelle che tenta di convincerlo a spegnersi del tutto. Conflitti clandestini, lotte interne. Mai termine fu più adatto.



PS - Ci tengo a sottolineare ulteriormente che io amo il caffè: lo amo terribilmente, incondizionatamente e sinceramente. Amo il caffè e mi fa sentire bene. E' amore, il caffè non tradisce. Nero, buoio, ma dolce e caldo. Lode al caffè.

LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK



lunedì 23 maggio 2005 - ore 10:16


il potere delle parole
(categoria: " Vita Quotidiana ")


I cartelloni pubblicitari diventano sempre più spesso motivo di piacevole discussione su materiale intellettualmente stimolante. Come l’ambiguità e il potere delle parole. Tra intenzione e risultato a volte corrono oceani di tempo. Non ci sono confini alle potenzialità della lingua.

Mi riferisco ad una pubblicità in particolare, che ha attirato l’attenzione di Maury e mia negli scorsi giorni mentre eravamo in macchina. Il cartellone vede una splendida ragazza giovane e in fiore, lunghi capelli biondi che scendono sulle spalle: indossa solo dei minuscoli slip chiari e vanta un fisico strepitoso.
La ragazza occupa solo la parte destra del cartellone (in piedi, ritratta dalle ginocchia in su, tagliata all’altezza degli occhi, le braccia incrociate a coprire il seno, se non ricordo male) e il fondo è bianco. Non c’è scritto chi pubblicizza, nessuno rivendica la paternità di quella foto enorme, nessuno vende o offre qualcosa. Una sola scritta, a caratteri cubitali, chiarissima:
PERCHE' NON CI PROVI?

Reazione uomo – nella fattispecie Maury: Io? Con quella? Silvia vogliono che ci provi con quella li, mi lasci? Che figa!

Io invece avevo inteso la pubblicità come un invito a provare ad avere la pancia piatta e i fianchi lisci e modellati della bionda. Mi pareva palese, non vedevo altri significati nascosti. E invece uno c’era.
E magari ce ne sono altri. Il potere delle parole. L’arma più potente che esista.


LEGGI I COMMENTI (11) - PERMALINK



giovedì 19 maggio 2005 - ore 17:18


Tiro rapido: letteratura gialla in 911 minuti
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Cerchiamo il colpevole, selezioniamo l'autore

Scrivere un racconto giallo o noir in non più di 911 minuti, seduti al tavolo di uno storico caffè
letterario o di un’altra suggestiva location: questa la sfida di Tiro rapido, una selezione per aspiranti scrittori di gialli e noir organizzata da Porsche Italia.
L’evento si articola in cinque prove eliminatorie e una finale. Ad ogni eliminatoria parteciperanno 25 persone, di cui due verranno selezionate per la finale. Il miglior racconto tra i dieci finalisti verrà pubblicato nel numero di agosto de L’Europeo, interamente dedicato alla cronaca nera. I venti racconti giudicati migliori saranno raccolti in volume e pubblicati con il titolo Tiro rapido.
La giuria che valuterà i racconti finalisti sarà composta di scrittori di fama internazionale e
giornalisti dei più importanti quotidiani italiani.
Il Caffè Giubbe Rosse, che ospiterà la finale, mette in palio un premio ulteriore: uno dei tavolini a cui si sono seduti i grandi intellettuali che hanno frequentato il locale: Soffici, Papini, Prezzolini, Slapater, Palazzeschi, Rosai, Stuparich, Viviani, Boccioni, Russolo, Balla, Severini, Vittorini, Gadda e Montale…


---------------------------------------------------

Ebbene si.. Ieri ero a Padova per partecipare al concorso, che si è tenuto al Caffè Pedrocchi. Esperienza fantastica, da rifare. Ho anche le idee molto più chiare su quello che potrei essere. Anche Maury ha confermato, adesso sta tutto a me...

Attenzione: non ho avvertito nessuno della mia presenza perchè non sapevo quanto ci avrei messo a scrivere il mio pezzo. Avevo a disposizione 911 minuti (quindici ore quindici) e tendenzialmente potevo usarle tutte fino all'una di notte. Fortunatamente ho terminato prima - anzi, per prima, in sole 7 ore. Tommaso era fiero di me.

Ma ero così stanca, dopo il calo di adrenalina immediatamente successivo alla creazione, che sono andata a casa delle mie amichette padovane e li sono collassata sul divano dove ho vegetato fino ad orario spritz. [NB - Non commento la Piazza per educazione.]

Intanto posso dire che ho il mio secondo concorso in curriculum. E che scrivere è sempre la cosa che mi piace di più. E posso anche dire che sono molto soddisfatta di me e del mio coraggio nel presentarmi spavalda e baldanzosa con la mia faccetta buffa contro tutti quei concorrenti seri, professionali e concentratissimi. Io e le mie infinite pause cicca in terrazza. Io e le mie bolle disegnate sul foglio in attesa di ispirazione. Io e i tramezzini gentilmente offerti dall'organizzazione!!

Ci saranno altre occasioni per incontri privati, anche se la mia agenda è colma di impegni. Prenotatevi al mio assistente personale.

LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK



martedì 17 maggio 2005 - ore 09:40


amorismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il mio primo amore è stato SR: non l’ho mai dimenticato. Eravamo in classe insieme all’asilo e alle elementari, aveva tantissime lentiggini sul viso e su tutto il corpo, i capelli rossi e gli occhi verdi.
Avevo 5 anni e leggevo storie di principesse e fanciulle felici con i loro principi, non potevo non innamorarmi di lui, era bravissimo in tutto, SR era perfetto.

Faceva i disegni più belli della scuola, anche di quelli che erano più grandi di noi: disegnava anche le piume dei piccioni, le foglie sugli alberi, tegola per tegola sui tetti. Io a scuola sono sempre stata brava, ma lui mi superava sempre - tranne nei temi, perché aveva ahimè poca fantasia e scriveva poco. Ma per il resto era una specie di fenomeno, in tutto. I suoi compiti di matematica erano perfetti, in grammatica era straordinario, in geografia si ricordava tutte le capitali del mondo, alle interrogazioni non sbagliava mai, nemmeno se era emozionato [Ricordo che al mio primo compito di matematica tutto giusto, avvenimento eccezionale in 4° elementare, ho preso il voto massimo come da copione, che era ottimo. Anche SR aveva fatto tutto giusto come me, ma la maestra non si sentiva di dargli lo stesso voto di qualcun altro e si è inventata un voto che dava solo a lui: eccellente!].
I suoi lavoretti erano i migliori, e invece di venderli ai mercatini le maestre li compravano loro e se li tenevano a casa. Faceva splendide ciotole di terracotta, fazzolettini decorati, anche le stelle con le mollette erano più belle di tutte le altre stelle con le mollette, a lui la colla non sbavava mai. Anche quando si pitturava lui era il migliore, perché i suoi dipinti erano sempre molto omogenei e sfumava come un pittore vero. A ginnastica era il più bravo, ed era il più veloce della classe. Suo padre è sordomuto e lui parlava correttamente il linguaggio dei segni a 4 anni.
Andava sempre a messa, la maestra di religione lo adorava perché sapeva tutto il vangelo, a catechismo faceva sempre i pensierini più belli e glieli facevano leggere a messa. Era buono, bravo, non si arrabbiava mai, non litigava mai, non alzava mai la voce, era calmo, tranquillo, educato, sempre disponibile a dare una mano e aveva sempre ragione. Era perfetto, tutti in paese conoscevano SR perché era il migliore.
Eppure era un ragazzino normale, non si era montato la testa solo perché era il preferito di tutti, anche del prete, e io ero innamorata di lui. Sua madre mi adorava e mi invitava sempre a giocare da lui con gli altri amici. Giocavamo a pallone e a nascondino, e i nostri pomeriggi passavano così.

Alle medie eravamo in 2 classi adiacenti: era il più bravo della scuola anche quand’era in prima. Era il capitano della squadra di pallavolo della scuola, le sue ricerche e i suoi disegni venivano portati nelle altre classi come esempi, suonava il flauto e la pianola meglio della prof di musica, geniale in matematica, parlava le lingue come un natural. Era il modello a cui gli insegnanti volevano che noi somigliassimo. Ha iniziato a giocare a calcio a 14 anni: in pochi mesi è diventato titolare e capitano.

Alle superiori ha fatto il geometri: si è diplomato con 100/100 più lode della preside, con tanto di foto sul giornale perché la sua tesi di maturità era stata pubblicata non ricordo da chi, i voti della sua pagella andavano dal 10 all’8, non ha mai preso un 6. È sempre stato il migliore, ed è sempre stato semplice e pacato. Per problemi economici della famiglia, purtroppo, non ha potuto fare l’università. Adesso fa il geometra.
Ha iniziato a suonare la chitarra per gioco 4 anni fa. Ora ha un gruppo e fa concerti nei locali a Treviso. Abita non distante da casa mia, quindi ci vediamo spesso e facciamo volentieri due parole. È simpatico, cortese, piacevole, educato. A quanto ne so non ha nemici. È così perfetto che non può starti antipatico perché ti sentiresti in colpa.

L’ho rivisto l’altra sera al matrimonio del Silents, non lo vedevo da qualche mese. Ho scoperto che suona la chitarra e canta in un gruppo, in un altro suona il basso, in un altro canta, è il capocoro della nostra parrocchia e trova il tempo di fare tutte queste cose quando non lavora 9 ore al giorno come geometra in cantiere. Il suo capo lo tratta come un figlio suo e gli da lavori importanti perché si fida ciecamente, e ha solo 24 anni. SR è e resterà il migliore. Non per vantarmi, ma io posso dire che lo amavo e che sono stata la sua prima fanss.



LEGGI I COMMENTI (14) - PERMALINK



domenica 15 maggio 2005 - ore 13:49


votismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Voto 10 Al numero 10 della Juve under 14, che ha giocato contro mio fratello giovedì sera; alto un metro e venti ma con la fascia di capitano: se di cognome fai Boniperti fai quello che vuoi. Conferme.
Voto 9 A Calvino, uno di quei geni che non scopri finché non leggi più di qualche libro, e che non è solo quello che ha fatto quella insipida trilogia dei baroni, visconti e cavalieri. Impareggiabile.

Voto 8 A quelli che portano le patatine con lo spritz anche se hai ordinato pure un tramezzino
Voto 7 Allo sposo, che dopo la cerimonia nuziale si è messo in faccia tutti i piercing che aveva tolto per l’occasione. E l’hanno riconosciuto anche gli amici. Dopo. Voto 6 A me che, quando Maury mi ha lasciato la sua macchina per un giorno perché doveva andare a Milano, gliel’ho fatta trovare pulita con pieno benzina, pieno olio, controllo gomme e marmitta nuova. Ma non ho potuto completare l’opera: mi sarebbe servita una giornata di 36 ore. L’amore…
Voto 5 A mia nonna, che oggi se ne è uscita con “varda che senocci che go mi, se te i gavessi ti no te ndarissi gnanca fora”. La stessa frase si ripete settimanalmente con al posto delle ginocchia indistintamente capelli, naso, gonne, piedi, calze, pelle, scarpe, denti. Pedante.
Voto 4 A Maury, Lem, Piero e Myble che, per ripagare il barista “stronzo e sappiamo noi” dell’addio al celibato del Silents, alla festa post matrimonio hanno seguito e pedinato la loro vittima in ogni sua mossa con in tasca una bottiglietta dei miracoli, in attesa di vendetta, senza riuscire però a portare a termine la missione perché la sopracitata vittima non era mai senza bicchiere, e non si poteva offrirgli birre incriminate perché non ne era mai sprovvisto. Fallimento.

Voto 3 Al mio capo, se permettete, perché venerdì sera ho lavorato fino alle 3 e sabato mattina ero in chiesa alle 10.30 pronta bella profumata al matrimonio. Peccato per i due ribes che avevo al posto degli occhi. Imbarazzante.
Voto 2 Al vestito della mamma della sposa: ci sono tanti modi di nascondere le curve, ma un sacco di iuta azzurro con un buco per la testa non snellisce quanto crede, cara la mia signora. Agghiacciante.

Voto 1 Agli oscar moderni Mondadori: mai visto edizioni così scadenti. Anzi, aspetta, ci sono le Bur. Desolante.
Voto 0 Alla Scarpiera Slim che è stata surclassata dalla Scarpiera Multipla: bastava cambiare nome e regalare 2 scarpiere omaggio invece che una sola per essere leader mondiali. L’ha detto Paola di Tecnocasa. Tra l’altro se vi interessa chiamate subito, stanno per finire. Sbrigatevi.


LEGGI I COMMENTI (11) - PERMALINK



giovedì 12 maggio 2005 - ore 13:33


Librismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quando entro da Canova è come se varcassi l’uscio di casa, è un ritorno dopo una giornata passata fuori, dopo una giornata “non li”. Non mi fermo all’ingresso, non sono mai stata così sicura in vita mia, non esito un solo secondo; gli altri sì, lo fanno, ma quella non è casa loro, è la mia. Ed è giusto sia così, con loro titubanti davanti alla vetrata, che scrutano le vetrine e leggono titoli a caso fra quelli scelti dai commessi, e non sanno cosa vogliono; e io che entro serena e mi dirigo subito al reparto tascabili, corridoio a destra.
So esattamente dove trovare ogni casa editrice, conosco l’ordine in cui sono collocati gli autori, so quali scaffali evitare e quali controllare minuziosamente perché possono contenere piacevoli sorprese. Spesso è proprio li che trovo quello che non sapevo di cercare. Sto li a guardarli tutti, occhiate veloci ma precise: a volte ho con me una breve mini lista di 3 o 4 titoli scelti all’interno della maxi lista che ho appesa in bacheca “i libri che avrei sempre voluto leggere e non ho ancora letto”; altre volte punto il dito a caso e da li inizio la ricerca facendomi ammaliare dai colori e i quadri in copertina o facendomi catturare da qualche parola intensamente mia.
A volte invece sento meno l’atmosfera casalinga, mi pare quasi di disturbare, ed è quando non sono convinta di che libro prendere, quando non so esattamente dove tuffarmi, quando ho bisogno di leggere ma non so cosa. Scomodo almeno tre commessi, chiedo un paio di testi a ognuno, e spesso non ci sono e allora io continuo a cercare nella mia agenda altri titoli finché non li trovano da qualche parte, poi ne scelgo un paio, me li faccio mostrare, li misuro, li annuso, li tocco, li confronto, li peso, li guardo per indovinare quali e quante sensazioni contengano. Per poi, magari, non sceglierne nemmeno uno, ma un altro che noto prima di uscire, e che non avevo mai sentito nominare. Ma ormai mi conoscono, da Canova, quando entro sanno che non c’è modo per capire se rimarrò qualche minuto o delle ore.
Ieri ho preso “Un amore di Swann”, l’ho notato mentre sconsolata stavo per ripiegare su un libro che effettivamente non mi diceva nulla, e mi ha salvata. Ricordo che era nella mia lunga lista in bacheca: quella che, in un foglietto che avevo in tasca, avevo approssimativamente sintetizzato con alcuni autori che non ho mai comprato, ed era nella mia lista per un motivo che può sembrare stupido, ma non lo è. Se è entrato in quella lista un motivo esiste, ed è mio. È dovuto a quel telefilm che adoro, “Una mamma per amica”, alla puntata in cui Lorelei va a casa del professore di Rory e si trova davanti a scaffali e scaffali di libri, e commenta di non aver mai letto Proust. Così lui le presta “Un amore di Swann”, perché non ha mai letto Proust. Nemmeno io, e mi è sembrato un buon punto d’inizio, un po’ come un appoggio. Quindi è scattato l’acquisto.
Dopo 3 Calvino uno dietro l’altro, senza fiato, ho pensato di provare qualcosa di nuovo, qualcuno che mi desse qualcosa di diverso in qualche modo, qualunque esso fosse.
Quindi indietro nel tempo, cambiamo Paese, cambiamo condizione sociale, cambiamo cultura, cambiamo volto e vita. Cambiamo autore. C’è un momento per ognuno. Non è ancora il tempo degli altri. Oggi è il giorno Proust.
Sono uscita dalla libreria con un sorriso soddisfatto e compiaciuto, in un certo modo beffardo perché ero stata velocissima e non se lo aspettavano, e anche fiera di me che mi ero lasciata prendere dall’istinto (è bello dimenticare le liste e farsi conquistare da un ricordo). La cosa più bella però è stata la corsa tenendo l’amore di Swann stretto stretto fino alla fermata dell’autobus in piazza Duomo, e poi sedermi sui gradoni, nell’attesa di quell’attimo meraviglioso: scartarlo. Il libro era ancora avvolto nell’involucro trasparente, era intonso e odorava di nuovo. Ci sono volte che compro un libro solo se è già aperto e lo posso sfogliare velocemente, per sentire l’odore e la qualità della carta. Ma ieri mi è piaciuta la sensazione di aprirlo, di essere io la prima che lo toccava, che sfogliava quelle pagine, avida, egoista, con il mio libro solo mio. E lì, seduta sul terzo gradone dal basso, con l’aria che mi soffiava i capelli in faccia, con le dita fredde e l’entusiasmo della prima pagina, ho preso la penna e ho scritto la data sopra il titolo in seconda copertina.
I miei libri cominciano tutti così.



LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK




> > > MESSAGGI PRECEDENTI
Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG

BLOG che SEGUO:


WOMENE:
apina clarice dulcinea jam janee kabiria77 lisaè nonlado pecchia sabry8 Temporale Thelma

miss doctor

valevally

il mio editore:
Ceres

venice pictures:
ninfea

so lovely

stefy86 Emiglino

BEST BLOGS

momo Markoski
mist
Mister xxl will

le figure:
chobin

ginocchio massone:
vampina

sex and the padova-city:
Beatrix_k

mia mini elila

birrafondai:
El Guera Maazimo

Tugurio & co.

lazzaro void BluesGT

Lemon Team:
jijotdl lauvar sbifidus
and honey team:
Lumberto & miss

freeway
fabio 25 zilvio

dermatologicamente testato
Jeff

Triviali:
Killercoke Vitto

OMENI:

absolutely ayeye BourbonSt calimero Centipede daunt Elwood enchicco enjoyash81 erpo gareth jax habit79 Lacurrada Lercio lucadido lucas74 Mirò Porkemon quiconque Wis
__________________________

el paron
Davidoff

BELIEVE IN
Il Messia

per ridere seriamente

CASBAH




BOOKMARKS


la Urnatilla
(da Pagine Personali / HomePage )
la Pulsatilla
(da Pagine Personali / HomePage )
per gli orari dei treni
(da Scienza e Tecnica / Zoologia )
la tela nera
(da Arte e Cultura / Narrativa )


UTENTI ONLINE:



APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30